venerdì 23 ottobre 2020

Ecco le incredibili immagini del touchdown di OSIRIS-REx sull'asteroide Bennu

 



La NASA ha scaricato dalla sonda a oltre 300 milioni di chilometri le immagini della toccata e fuga sulla superficie dell'asteroide Bennu. I ricercatori che guidano la missione sono confidenti che il braccio robotico sia riuscito a raccogliere una discreta quantità di campioni

Come promesso, a un giorno dall'incontro della sonda OSIRIS-REx con la superficie dell'asteroide Bennu, la NASA ha rilasciato le immagini dello storico touchdown. Il video, costituito da 82 immagini scattate dalla fotocamera di bordo SamCam, mostra la testa dello strumento denominato TAGSAM penetrare leggermente nella superficie dell'asteroide e smuoverla tramite un getto di azoto compresso. Ciò è servito a creare una nuvola di detriti nello spazio che ha permesso allo strumento di raccogliere i campioni.

Il contatto con la superficie è durato all'incirca 6 secondi, con il grosso della raccolta dei campioni avvenuta nei primi 3 secondi. Dopodiché la sonda ha avviato i suoi razzi e si è allontanata dalla superficie ad una velocità di 40 cm/s. Tra una settimana, la NASA dovrebbe determinare con certezza la quantità di campioni catturati dalla sonda e se sarà necessario un secondo touchdown.

Le immagini catturate durante la risalita della sonda, tra i detriti sollevati al contatto con la superficie dell'asteroide.

La sonda OSIRIS-REx della NASA ha "grattato" con successo l'asteroide Bennu. Ma è ancora mistero sul raccolto

Nuovo grande successo per la NASA: la sonda OSIRIS-REx ha svolto la sua missione di toccata e fuga sulla superficie dell'asteroide Bennu per raccogliere preziosi campioni, che verranno analizzati sulla Terra nel 2023. Tra una settimana sapremo la quantità del "raccolto".


Nella nottata (italiana) del 20 ottobre, la sonda della NASA OSIRIS-REx (Origins, Spectral Interpretation, Resource Identification, Security, Regolith Explorer) ha raggiunto il culmine della sua missione, completando con successo una delicata manovra di toccata e fuga sulla superficie dell'asteroide Bennu, che orbita dal dicembre del 2018 studiandolo in gran dettaglio.

Bennu, un asteroide attualmente distante 321 milioni di chilometri dalla Terra, rappresenta una fotografia dei primordi del Sistema Solare vecchia oltre 4 miliardi di anni e il suo studio può aiutare a spiegare come alcuni dei componenti necessari allo sviluppo della vita siano arrivati sulla Terra. Per questo motivo la sonda OSIRIS-REx è stata progettata per toccare la superficie dell'asteroide e raccogliere dei campioni di roccia e polvere da riportare sulla Terra per ulteriori analisi.

Lo strumento di raccolta campioni TAGSAM ripreso dalla videocamera di bordo durante la discesa di prova su Bennu dello scorso agosto.

A causa della ridotta forza gravitazionale esercitata dall'asteroide, la manovra è delicata e richiede grandissima precisione. OSIRIS-REx ha dovuto compiere una discesa di 800 metri in quattro ore e due successive accensioni del motore per posizionarsi sulla zona individuata per la raccolta dei campioni e per pareggiare la velocità di rotazione della superficie dell'asteroide, prima di azionare il TAGSAM (Touch-And-Go Sample Acquisition Mechanism), lo strumento progettato per acquisire i preziosi minerali. Poi la ricezione della conferma nella sala di controllo della NASA, che la sonda ha eseguito con successo le istruzioni pre-programmate.

Ora inizia il lavoro di analisi che dovrà confermare se TAGSAM sia riuscito a raccogliere i 60 grammi di materiali posti come obiettivo della missione. Ci vorrà una settimana circa per conoscere il quantitativo dei campioni, analizzando le immagini del TAGSAM e la variazione nel momento di inerzia della sonda. Se la quantità sarà sufficiente, il prezioso carico sarà trasferito nella capsula di ritorno. Altrimenti verrà fatto un secondo tentativo il 12 gennaio 2021. Il tempo infatti non manca: la finestra ideale per il rientro di OSIRIS-REx si aprirà a marzo 2021, quando l'allineamento tra la Terra e Bennu sarà compatibile con il carburante residuo a bordo della sonda. Se tutto andrà per il verso giusto, la capsula con i minerali raccolti da OSIRIS-REx atterrerà nel deserto dello Utah il 24 settembre 2023. 

La missione della NASA non sarà però la prima ad aver compiuto una simile impresa. La sonda spaziale giapponese Hayabusa ha riportato sulla Terra frammenti dell'asteroide Itokawa nel giugno del 2010, mentre la Hayabusa-2 lancerà sulla Terra la capsula con i campioni prelevati dall'asteroide Ryugu il 6 dicembre 2020.

Fonte: qui


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