giovedì 31 ottobre 2019

LUFTHANSA, CON UNA LETTERA A GOVERNO E FERROVIE, SI DICE PRONTA A INVESTIRE 150 MILIONI PER PARTECIPARE ALLA NUOVA COMPAGNIA



“SIAMO PRONTI A ENTRARE IN ALITALIA” 

I TEDESCHI GARANTIREBBERO NUOVE ROTTE, UNA FLOTTA DI 98 AEREI OLTRE A MAGGIORI RICAVI SUI VOLI DI LUNGO RAGGIO, QUELLI CHE TRADIZIONALMENTE PORTANO I MAGGIORI UTILI
Lucio Cillis per “la Repubblica”

ferrovie dello statoFERROVIE DELLO STATO
Il ministero dello Sviluppo e le Ferrovie dello Stato hanno ricevuto ieri una lettera di Lufthansa che riapre i giochi sulla compagnia di bandiera. La compagnia tedesca avrebbe aperto ad una partecipazione attiva nella Nuova Alitalia e sarebbe disposta a mettere sul piatto una cifra superiore ai 100 milioni di euro di Delta.

L'offerta (non citata nella missiva) dovrebbe aggirarsi attorno ai 150 milioni di euro. L'ammontare dell'impegno da parte dei tedeschi sarebbe emerso nel corso del negoziato segreto che si è tenuto nei giorni scorsi e che si è concluso ieri mattina con un vertice a Milano tra i dirigenti di Fs, quelli di Atlantia e il capo delegazione e membro del cda Lufthansa, Harry Hohmeister.
aereo lufthansaAEREO LUFTHANSA

La compagnia tedesca avrebbe dunque rotto gli indugi e sarebbe pronta a far parte del consorzio che punta al salvataggio di Alitalia. Accanto al "vil denaro" che servirà a far partire la nuova società (la cui valorizzazione complessiva iniziale sarà di un miliardo) Lufthansa è pronta a garantire nuove rotte, una flotta di 98 aerei oltre a maggiori ricavi sui voli di lungo raggio, quelli che tradizionalmente portano i maggiori utili alle compagnie aeree.

Questo il piano di Lufthansa: accanto ai 150 milioni promessi, nel giro di tre anni i tedeschi puntano ad ottenere progressivamente una presenza tra il 51% e il 70% della compagnia. A patto che il governo italiano (e quindi il ministero dell' Economia) siano disposti a uscire dalla partita diluendo la propria partecipazione. In questo caso Atlantia, potrebbe restare in sella come socio unico italiano col 30%.

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Anche se, a questo riguardo, non sono emerse chiusure nei riguardi di Ferrovie.
Che qualcosa si stia muovendo lo confermano anche le insistenti voci di incontri tra emissari venuti dalla Germania e vertici del sindacato italiano. Secondo alcune fonti si sarebbe parlato di garanzie occupazionali, di esuberi e di esternalizzazioni, ovvero di cessione di alcune attività, oggi in capo ad Alitalia, ad altre società. Alitalia, secondo il progetto, si trasformerebbe nella compagnia di riferimento nel network tedesco per i collegamenti verso Africa e America del Sud, verso gli Usa e Asia.

In particolare i voli di lungo raggio entrerebbero in una rete ben oliata come quella di Star Alliance, la più grande alleanza mondiale tra linee aeree guidata da Lufthansa. Alitalia, per questo, si troverebbe in ottima compagnia: in Star Alliance sono presenti alleati di peso come i cinesi di Air China e gli americani di United.
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Questo rilancio - se confermato dal cda di Lufthansa previsto la prossima settimana - potrebbe mettere definitivamente fuori dai giochi Delta, rimasta arroccata su una partnership edulcorata: negli ultimi cento giorni di colloqui, il gruppo Usa ha trattato la questione con Fs e Atlantia senza mai spostare l'asticella dai 100 milioni di euro di impegno diretto nella Nuova Alitalia. L'offerta darebbe quindi una svolta inattesa al salvataggio e, se approvata dal consiglio di amministrazione di Lufthansa, porterebbe verso nuovi tempi supplementari per le offerte, a circa tre settimane dal 21 novembre, termine ultimo per recapitare un impegno vincolante.

Fonte: qui

È VERO CHE I TEDESCHI VOGLIONO INVESTIRE 150 MILIONI NELLA NUOVA ALITALIA, MA PRIMA VOGLIONO CHE SIA CHIUSO L’ACCORDO CON I SINDACATI SUI TAGLI AD AEREI E SOPRATTUTTO AGLI EQUIPAGGI 

LA LETTERA DEL DIRETTORE COMMERCIALE INDICA ALTRE DUE PRECONDIZIONI: IMPLEMENTAZIONE DI UNA STRUTTURA DI GOVERNANCE E L’INIEZIONE DI CAPITALE SENZA IL…


LUFTHANSALUFTHANSA
Lufthansa è pronta a considerare un «importante investimento» nella nuova Alitalia ristrutturata, ma questo investimento è subordinato a delle «precondizioni». Lo indica la compagnia tedesca nella lettera inviata a Fs, secondo quanto riferiscono fonti che l'hanno visionata. Lufthansa chiede tra l'altro: una riduzione significativa del costo degli aerei e degli equipaggi, un dimensionamento della flotta e del network, un aumento della produttività e un accordo preventivo di riduzione dei costi con i sindacati prima di firmare qualsiasi impegno.
aereo alitalia atterra a linateAEREO ALITALIA ATTERRA A LINATE

La lettera, firmata dal direttore commerciale di Lufthansa, Harry Hohmeister, indica altre due precondizioni: implementazione di una struttura di governance e l’iniezione di capitale nella nuova azienda senza il pagamento di obbligazioni supplementari. Nella missiva si spiega che Lufthansa e Atlantia insieme diventeranno «soci di maggioranza».

aereo lufthansaAEREO LUFTHANSA
La compagnia tedesca indica quindi un target di Ebit margin dell'8% nei prossimi due anni, oltre al raggiungimento del break even. La società guidata da Carsten Spohr indica la strada della «partnership commerciale» per garantire un futuro di successo alla Nuova Alitalia e cita quanto fatto con Austrian Airlines e Swiss. In aggiunta alle discussioni fatte sulla partnership commerciale, è scritto nella lettera, Lufthansa prevede per il futuro un «potenziale investimento» in Alitalia, considerando «un importante investimento», vincolandolo a specifiche precondizioni.
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In questi giorni sono previsti incontri tra la cordata acquirente della nuova Alitalia e Lufthansa a Francoforte. Lo si apprende da fonti vicine alla trattativa, secondo le quali gli incontri dovrebbero servire a fare chiarezza sull'ingresso del Gruppo tedesco nell'equity della newco. Agli incontri potrebbero partecipare anche i commissari straordinari che dal 15 ottobre stanno intervenendo in modo diretto nella trattativa.

Fonte: qui

LA CICCIA NELLA ZONA ADDOMINALE È PERICOLOSA ANCHE PER CHI HA UN PESO NORMALE

SECONDO LO STUDIO AVERE UNA CIRCONFERENZA DELLA VITA ELEVATA AUMENTA I RISCHI DI MALATTIE METABOLICHE, CARDIOVASCOLARI E DI CANCRO ANCHE PER CHI NON E' IN SOVRAPPESO 
OCCHIO AI NUMERI: SE AVETE UN GIROVITA SUPERIORE AGLI 88 CENTIMETRI BISOGNA CORRERE AI RIMEDI. L’INDICE DI MASSA CORPOREA NON…

Silvia Turin per www.corriere.it

Lo studio
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Essere in sovrappeso, si sa, può aumentare significativamente tutte le cause di morte, tra cui malattie cardiache, diabete di tipo 2, ipertensione e alcuni tipi di cancro. La novità è che un altro studio ha confermato la pericolosità del grasso addominale (o viscerale) anche quando si è normopeso.

Alcune donne in menopausa, il cui indice di massa corporea (BMI) è nel range normale, ma hanno un eccesso di grasso addominale, hanno mostrato avere gli stessi rischi per la salute di donne obese. La relativa ricerca è stata pubblicata online il 24 luglio 2019 su JAMA Network Open.
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Le donne a rischio
La ricerca identifica un sottogruppo di donne a rischio: quelle che hanno un peso normale ma una circonferenza vita più ampia. Potrebbero essere maggiormente soggette a eventi cardiovascolari o morte.

«È importante perché molte di esse non sono riconosciute come parte di una popolazione ad alto rischio, invece i medici dovrebbero considerare anche dove si accumula il grasso», afferma Wei Bao, coautore dello studio e assistente professore di epidemiologia all’Università dell’Iowa College of Public Health di Iowa City.

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Le cifre
Questo ampio studio prospettico di coorte ha utilizzato i dati di 156.624 donne iscritte alla Women’s Health Initiative in 40 centri clinici tra il 1993 e il 1998 per esaminare l’associazione tra donne dal peso normale con grasso addominale e le principali cause di morte. Le donne sono state osservate fino al febbraio 2017, il che significa che alcune donne sono state seguite per 20 anni o più.

L’indice di massa corporea (BMI) non basta
grasso addominale 3GRASSO ADDOMINALE 
L’indice di massa corporea (BMI) è il peso di una persona in chilogrammi diviso per il quadrato della sua altezza in metri. Serve per stabilire le categorie relative al peso: normopeso, sovrappeso e obeso. L’intervallo di peso normale è compreso tra 18,5 e 24,9; 25-29,9 è considerato sovrappeso e 30 e oltre è considerato obeso.

La circonferenza della vita è considerata normale se inferiore o uguale a 88 centimetri (calcolata utilizzando un metro a nastro nella parte più stretta del busto) e alta se è maggiore.

Cancro e infarti
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Dopo aver controllato fattori come l’istruzione, il reddito, il fumo e l’uso di ormoni, i ricercatori hanno scoperto che le donne con peso normale e grasso addominale in eccesso avevano un rischio maggiore del 31% per tutte le cause di morte. Le principali cause di morte sono state le malattie cardiache e il cancro correlato all’obesità. Il rischio era quasi uguale al gruppo degli obesi, che faceva registrare un aumento del 30% del rischio di morte precoce.

Prima volta
Questi risultati sono in linea con ciò che già sappiamo; che avere una circonferenza della vita elevata aumenta rischi di malattie metaboliche, cardiovascolari e di cancro. Ciò è già stato dimostrato non solo nelle persone in sovrappeso, ma anche in uomini e donne di peso normale.
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Questo studio è unico in quanto è molto ampio, ha seguito le persone per molto tempo e ha osservato una popolazione specifica, le donne in post-menopausa. La maggior parte delle ricerche sulla circonferenza vita sono state condotte su soggetti in sovrappeso o obesi. Questo studio fornisce ulteriori prove del fatto che dobbiamo smettere di prestare solo attenzione all’indice di massa corporea come indicatore della massa grassa.

Tutti i rischi della pancia
Questi risultati supportano ricerche precedenti che suggeriscono che la dimensione della vita può prevedere i rischi per la salute. Uno degli studi più ampi e lunghi per esaminare questa associazione, il Nurses Health Study, ha seguito 44.636 donne per 16 anni.
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Le donne con la circonferenza della vita più ampia avevano quasi il doppio del rischio di morire per malattie cardiache rispetto alle donne che avevano il girovita più piccolo. Le donne con una maggiore circonferenza avevano anche un rischio maggiore di morte per cancro o per qualsiasi causa rispetto alle donne con vita più piccola.

Grasso nella pancia o nelle cosce/glutei?
Il grasso addominale più profondo, che è il grasso viscerale che si accumula attorno agli organi addominali come pancreas, fegato e intestino tenue e crasso, è un tessuto metabolico attivo e rilascia ormoni e acidi grassi liberi che sono stati collegati a malattie cardiache, diabete e ipertensione.
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Le persone con più grasso addominale tendono ad avere un profilo metabolico peggiore rispetto a chi ingrassa su cosce o glutei. Il grasso in queste regioni è più inerte - non metabolicamente attivo - rimane semplicemente lì.

I muscoli
Se una persona ha un BMI normale ma una circonferenza vita ampia, probabilmente non ha abbastanza massa muscolare. Questa mancanza di muscoli potrebbe contribuire al problema, perché il muscolo è una centrale elettrica in cui viene bruciata energia.

La misurazione della circonferenza vita è importante
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Questi risultati, insieme a ricerche precedenti, indicano che la circonferenza vita dovrebbe essere considerato un fattore di rischio autonomo per la morte precoce e altre malattie croniche. Anche se stiamo iniziando a tenerlo maggiormente in considerazione questi soggetti ricevono pochissima attenzione per quanto riguarda le strategie di riduzione del rischio.
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La menopausa: bisogna cambiare
È più comune per le donne ingrassare sull’addome quando invecchiano. Anche se le donne spesso aumentano di peso durante questo periodo, ciò non significa che sia inevitabile. Dopo la menopausa le regole cambiano: bisogna essere più diligenti nell’attenzione allo stile di vita. Non si può mangiare ed esercitarsi le stesse esattamente come si faceva a trent’anni e aspettarsi che funzioni dopo la menopausa.

Fonte: qui

PUTIN VA A TROVARE VIKTOR ORBAN E RAFFORZA L’INTESA CON L’UNGHERIA, ORMAI UNA BASE RUSSA IN EUROPA

DIETRO ALLE PAROLE CI SONO GLI AFFARI: IN PARTICOLARE LE ROTTE DEL GAS, IL NUCLEARE E LE LINEE DI CREDITO CHE ARRIVANO DA MOSCA 
IL RUOLO DELLA INTERNATIONAL INVESTMENT BANK, CREATA IN URSS E CHE ORA HA SEDE A BUDAPEST


Giuseppe D'Amato per “il Messaggero”

vladimir putin viktor orban 3VLADIMIR PUTIN VIKTOR ORBAN 
Nella giornata in cui la Danimarca dà l'assenso al passaggio nelle sue acque del gasdotto russo-tedesco Nord Stream 2, il premier ungherese Viktor Orban ed il presidente Vladimir Putin ribadiscono a Budapest, in un atteso summit bilaterale, la loro vicinanza politica. La difesa dei valori tradizionali contro quelli liberali occidentali rappresenta il fondamento di tale intesa, cementificata da comuni interessi energetici e finanziari.

LA CRISI
International Investment Bank 1INTERNATIONAL INVESTMENT BANK
La crisi russo-ucraina del 2014 e le successive sanzioni comunitarie non hanno scalfito più di tanto l'amicizia tra i due Paesi. Se Orban è riuscito a mostrare all'opinione pubblica interna che l'Ungheria può essere il vero ponte tra l'Europa e la Russia, Putin ha trovato un interlocutore che l'ha aiutato ad uscire dall'isolamento nel Vecchio continente. Ecco la ragione per la quale i due politici negli ultimi anni si sono incontrati così frequentemente, suscitando non poche preoccupazioni nelle cancellerie occidentali.

vladimir putin viktor orban 4VLADIMIR PUTIN VIKTOR ORBAN
Ieri Orban e Putin hanno discusso soprattutto della prossima scadenza (ad inizio 2021) del contratto di fornitura di gas russo all'Ungheria. Tale dipendenza dovrebbe prossimamente aumentare dopo che Mosca completerà la costruzione della pipeline Turkstream sotto al mar Nero con un ramo programmato per servire il Paese magiaro.

International Investment BankINTERNATIONAL INVESTMENT BANK
Attualmente il metano federale arriva attraverso i gasdotti che transitano in Ucraina, ma il contratto tra le due repubbliche slave ex sovietiche è in scadenza il 31 dicembre e vi sono enormi difficoltà a rinnovarlo, tanto che si teme una nuova guerra del gas come nel 2006 e 2009 con mezza Europa lasciata al freddo in pieno invero. Il premier magiaro è stato aggiornato sul negoziato in corso tra Mosca e Kiev con la mediazione dei Ventisette per la questione transito («assurdo chiedere alla Gazprom 7 miliardi di dollari», ha detto Putin) e sui tentativi di fermare il cosiddetto conflitto congelato in Ucraina orientale, applicando l'accordo di pace di Minsk.
vladimir putin viktor orban 1VLADIMIR PUTIN VIKTOR ORBAN 

International Investment Bank 2INTERNATIONAL INVESTMENT BANK 



IL NUCLEARE
Rimanendo sempre sullo stesso tema, Orban e Putin hanno parlato anche di energia atomica con un progetto per l'unica centrale nucleare ungherese, finanziato con una linea di credito russa.

Budapest, quindi, più vicina a Mosca che a Bruxelles? L'Ungheria, stando ad alcuni politici e specialisti, sta diventando una specie di base all'interno dell'Unione europea da cui il Cremlino difende gli interessi federali nel Vecchio continente. Nel gennaio scorso, ad esempio, ha creato clamore la decisione russa di spostare da Mosca a Budapest il quartier generale della International Investment Bank (Iib), creata dall'Unione Sovietica nel 1970 e sopravvissuta agli sconvolgimenti degli anni Novanta.
vladimir putin viktor orban 3VLADIMIR PUTIN VIKTOR ORBAN 

Quest'istituto ha l'obiettivo ufficiale di promuovere lo sviluppo economico e la cooperazione degli Stati membri, tutti dell'ex Comecom (il blocco economico comunista dell'epoca della Guerra Fredda) ossia Bulgaria, Cuba, Repubblica ceca, Ungheria, Mongolia, Romania, Russia, Slovacchia e Vietnam. Il suo staff, rispetto al non cospicuo capitale amministrato, appare sorprendentemente numeroso e gode dell'immunità diplomatica. Una decina di parlamentari americani hanno scritto al riguardo una lettera all'ambasciatore ungherese negli Stati Uniti, nella quale si sostiene che la banca potrebbe essere «il braccio dei servizi segreti russi».
vladimir putin viktor orban 2VLADIMIR PUTIN VIKTOR ORBAN viktor orban vladimir putinVIKTOR ORBAN VLADIMIR PUTIN

L'ACCORDO
Nel febbraio scorso l'accordo per il trasferimento è stato dibattuto nel Parlamento magiaro ed un paio di settimane dopo vi è stata pure un'interpellanza in quello europeo con due quesiti rivolti alla Commissione europea. Si ipotizzava che la Russia tentasse così di evitare le sanzioni dei Ventisette e si evidenziava il rischio dei mancati controlli sul personale dell'Iib.

Dopo questo ennesimo summit tra Orban e Putin in certi ambienti occidentali saranno ancora più forti i dubbi su un rapporto magiaro-russo così stretto, forse troppo stretto. Fonte: qui

“L'ITALIA SI REGGE SUI NONNI E I PARASCHIAVI”

NELL’INTERVISTA A “PANORAMA”, LUCA RICOLFI LANCIA L’ALLARME SULL’ITALIA: 
“SE NON SI FA NULLA, LA STAGNAZIONE DIVENTERÀ DECRESCITA. PRIMA O POI I SOLDI FINIRANNO. SI SONO CONCENTRATE E STRATIFICATE VARIE CONDIZIONI CHE DISINCENTIVANO IL LAVORO 
E' PROBABILE CHE AUMENTERANNO L'INVIDIA SOCIALE E LA FRUSTRAZIONE, CON IL LORO CORREDO: ESPANSIONE DEL MERCATO DEGLI STUPEFACENTI E DEL GIOCO D' AZZARDO, MOLTIPLICAZIONE DEI COMPORTAMENTI AGGRESSIVI E..."
Anticipiamo ampi stralci dell’intervista pubblicata da Panorama in edicola da oggi con il professor Luca Ricolfi, sociologo e docente di Analisi dei dati all’università di Torino, presidente e responsabile scientifico della Fondazione David Hume. Ricolfi ha appena pubblicato il libro La società signorile di massa (La nave di Teseo, 272 pagine, 18 euro).
luca ricolfi 1LUCA RICOLFI 

Estratto dell’articolo di Maurizio Caverzan per “Panorama” pubblicato da “la Verità”

Le caratteristiche della società signorile di massa sono la maggioranza di non occupati sugli occupati, la ricchezza diffusa, la stagnazione economica. Come possono coesistere tre variabili così alternative?
«Una società può accedere a consumi, nonostante l'economia non cresca e i suoi cittadini lavorino poco, grazie a quattro meccanismi fondamentali: il ricorso alla ricchezza accumulata dalle generazioni precedenti, l'aumento del debito pubblico, la riduzione del risparmio e degli investimenti a favore del consumo, il ricorso a quella che nel libro chiamo l'infrastruttura paraschiavistica».
LUCA RICOLFI - LA SOCIETA SIGNORILE DI MASSALUCA RICOLFI - LA SOCIETA SIGNORILE DI MASSA

Che cos' è l'infrastruttura paraschiavistica?
«È un insieme di segmenti della società italiana, costituiti in misura notevole ma non esclusiva da immigrati, che assicurano servizi, legali e illegali, a basso costo. Nel libro li definisco a uno a uno, giungendo a una stima di 3-4 milioni di soggetti».

L'Italia è l' unica società signorile di massa al mondo. Perché dobbiamo preoccuparci?
«Perché non può durare. Se non si fa nulla, la stagnazione di oggi è destinata a trasformarsi in decrescita. E, con la decrescita, i soldi finiranno». [...]

Perché proprio l'Italia detiene il primato dei Neet, giovani che non studiano, non lavorano e non frequentano corsi di formazione, battendo anche la Grecia, il Paese che più si avvicina alla nostra situazione?
luca ricolfi 3LUCA RICOLFI
«Domanda difficile, perché le ragioni sono tante. In Italia si sono concentrate e stratificate varie condizioni che disincentivano il lavoro. Vorrei ricordarne quattro: la cultura cattolica, meno incline al lavoro di quella protestante; una ricchezza accumulata molto ingente, specie in proporzione al reddito; le scelte assistenziali delle classi dirigenti, che hanno assuefatto vaste porzioni del Paese a vivere di rendita e di sussidi; la scuola e l' università, che rilasciano certificati ingannevoli, creando nei giovani aspettative irrealistiche. [...]».

Perché il mondo della scuola ha abbassato le sue ambizioni mentre il mondo del lavoro le ha mantenute?
«È semplice. Se una scuola, per malinteso senso di benevolenza verso gli studenti, certifica competenze che non ci sono, la scuola stessa non subisce alcun contraccolpo. Mentre se un' impresa, per analogo senso di benevolenza verso gli aspiranti a un lavoro, assume personale impreparato, l'impresa stessa va gambe all' aria».

NEETNEET
Com'è stato possibile che la politica abbia lasciato scivolare così in basso il sistema scolastico?
«La spiegazione è ancora più elementare: la severità toglie voti, l'indulgenza li porta. Inoltre c'è anche una ragione ideologica: abbiamo pensato che per aiutare i deboli si dovesse abbassare il livello culturale dell' istruzione: così più ragazzi sarebbero arrivati a un titolo. Peccato che ci arrivino senza una buona preparazione, e quindi siamo da capo: abbiamo ulteriormente indebolito i deboli, invece di rafforzarli perché avessero, attraverso la scuola, le stesse opportunità dei più fortunati».

Siamo un popolo che vive troppo di rendite?
NEETNEET
«Certo, se - seguendo i classici - con il termine rendite indichiamo tutto ciò che non è né salario né profitto. Ma non si tratta solo del fatto che, nel bilancio di una famiglia, hanno un peso spropositato le pensioni di vecchiaia, i sussidi, gli interessi, le vincite - o le perdite - al gioco, quattro voci che da sole coprono circa metà del consumo totale. L' altra anomalia è il flusso successorio, ovvero l'immissione continua nel circuito economico di ricchezza che piove dal cielo, in quanto qualcuno, per lo più anziano, muore e trasmette un' eredità. Difficile indicare una cifra esatta, ma si può tranquillamente affermare che il flusso successorio annuale vale almeno cinque leggi finanziarie».

nonni al volanteNONNI AL VOLANTE
La società a somma zero comporta che alla crescita mia corrisponda la decrescita tua. La prospettiva è un forte aumento della conflittualità sociale? Si espanderanno fenomeni come quello dei gilet gialli in Francia?
«Dipende dal governo. Ci sono mosse che possono incendiare il Paese, per esempio imporre il Pos a tutti i venditori di beni e servizi, compresi i banchetti del mercato. Ma, a mio parere, nessun governo le attuerà, perché tutti gli esecutivi - anche quelli che venerano le tasse - sanno perfettamente che, con le aliquote attuali, almeno 70-80 miliardi di evasione sono fisiologici. Io ritengo assai più probabile uno scenario in cui aumentano l' invidia sociale e la frustrazione, con il loro corredo: espansione del mercato degli stupefacenti e del gioco d' azzardo, moltiplicazione dei comportamenti aggressivi e/o autolesionistici. [...]».
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Quanto la filosofia della decrescita felice fa da cornice ideologica a questa cultura del disimpegno e alla facoltatività del lavoro?
«Poco, direi, perché la maggior parte delle persone preferisce rimuovere dalla coscienza la prospettiva del declino. La decrescita felice è l'ideologia dei super-ricchi, come la moglie di Bill Gates, che vuole pagare più tasse: chi ha tantissimi soldi sa perfettamente che nulla scalfirà mai il proprio tenore di vita, mentre chi è benestante ma non straricco teme, giustamente, un abbassamento del tenore di vita». [...]

povertàPOVERTÀ
Dopo i gravi errori di questa estate e nella prospettiva di un governo giallorosso che, salvo gravi tracolli alle Regionali, durerà fino all' elezione del prossimo capo dello Stato, la stella di Salvini è destinata a offuscarsi lentamente?
«Secondo me sì, perché Salvini è adatto a guidare un partito, ma non ha la maturità per guidare un governo. Molto del destino di Salvini, comunque, dipenderà dalla traiettoria di Giorgia Meloni, che a mio parere è di gran lunga il miglior leader di cui disponga il centrodestra».
[...]In chiusura lei prospetta il pericolo della «argentinizzazione lenta» dell' Italia. Che cos' è concretamente? E come scongiurarla?
BERLUSCONI MELONI SALVINIBERLUSCONI MELONI SALVINI
«L' argentinizzazione è un declino sufficientemente lento da non suscitare reazioni apprezzabili nei declinanti. Sul piano economico, si può evitare solo facendo ripartire la produttività, ferma da vent' anni. Ma per fare questo ci vorrebbe una classe dirigente decente che - prima ancora di abbassare le tasse - smantellasse la burocrazia e la selva delle leggi e dei regolamenti. In breve: mission impossible».

Fonte: qui

LA NECESSARIA DENUNCIA DI LUCA RICOLFI – SUL GRASSO CHE COLA



Il tipico giovane d’oggi  non  ha che lavori saltuari. Però non si fa  mancare le vacanze, non paga  affitto perché vive coi genitori, dai  quali erediterà la casa in proprietà  –  ha soldi in tasca per andare in 350 mila  a Modena  al concerto di Vasco Rossi  pagando  70 euro di biglietto, e per alimentare lo spaccio – onnipresente, corpuscolare, immenso  – di cocaina, hashish, eroina a scopo ricreativo. 
Vive in un paese  che ha perso il 25% delle sue industrie e  dove  ormai  quelli che lavorano in qualche attività  produttiva sono una minoranza, mentre  la maggioranza “non fa niente”,   ossia né   studia né lavora, e nemmeno pensa.  Dove si perdono   saperi scientifici e tecnologici, competenze, qualità della cultura,  ma il giovane tipico – inteso come gruppo sociale  – non si allarma, non si mobilita  per migliorare se stesso e le cose, mettendosi a studiare, a combattere per una società migliore.  Vive di “tempo libero” infinito, deve andare per forza  al pub,  la discoteca è  il suo mondo.
Come mai?  Perché può permetterselo. Lo spiega l’ultimo saggio  – assolutamente essenziale  – di Luca Ricolfi, “La Società signorile di massa”:  vive consumando il grasso che cola  dai genitori e dai nonni.
Un  grasso spesso, soffice,  apparentemente inesauribile. Un ricchezza patrimoniale accumulata   dai nonni fra conti correnti,   azioni, obbligazioni, casse (prime e seconde) cassette di sicurezza, fondi all’estero  o nel materasso,  valutabile a 11 mila miliardi . Una cifra  superiore a quella di cui dispongono o privati tedeschi inglesi, francesi.  La sola ricchezza strettamente finanziaria (soldi liquidi o liquidabili)   assomma a 4.500 miliardi.
Una cifra astronomica, difficile persino da capire.  Confrontiamola con la spesa pubblica  annua dello Stato:  sugli 800 miliardi.  Non dice ancora niente.  Ricolfi –  il miglior sociologo-economista italiano – fornisce un dato che finalmente ci fa  capire: i giovani italiani hanno “l’aspettativa di eredità” più alta del mondo.  Ogni anno,  250 miliardi del patrimonio vengono ereditati.
Diciamo ancor più semplicemente:  ogni anno, i nonni (o genitori) che muoiono  lasciano ai figli o ai nipoti, un monte complessivo di 250 miliardi l’anno. I nipoti si trovano con questa ricchezza in case e denaro o titoli.  Senza averla guadagnata.
Già  questo dovrebbe mostraci la falsità della”narrativa”  vigente fra i politici di sinistra e fra i grillini, secondo cui  sono i giovani che mantengono i vecchi,   che prendono pensioni eccessive, e quindi “rubano il futuro” ai nipoti.  Questo sarebbe vero se i giovani avessero  veri lavori, ossia pagassero i contributi previdenziali sui loro salari e stipendi. Ma come abbiamo visto, il numero di coloro che lavorano è un minoranza. I più “non fanno niente”,  e  spendono da gran signori.
Oltre alla droga, alla discoteca, ai “concerti”  eccetera,  Ricolfi segnala che la spesa del gioco d’azzardo è passata, dal 2003 ad oggi, dall’1,5%  all’8% del Pil.   In un  paese    povero e impoverito, gli italiani spendono 110 miliardi per il gioco d’azzardo, spesso online –  quasi quanto spendono per il cibo, a cui dedicano tante attenzioni: 140 miliardi.
Un consumo da gran signori, il gioco d’azzardo. Uno spreco come la cocaina a quintali, voce importantissima dell’import che i conti pubblici dovrebbero registrare  come passivo, e  stroncare i consumatori come nemici del popolo.
Ciò spiega perché  da noi non ci sono i Gilet Gialli a sfilare per la capitale, che viene sepolta dalla sua rumenta sovrabbondante, altro segno della “società signorile di massa”. Perché un paese, una società  tollerano una disoccupazione giovanile del 30%, senza allarmarsi, spaventarsi e imporre politiche di sviluppo.
I giovani non sentono “la durezza del vivere” (come auspicava Padoa Schioppa)  sulla loro pelle, quindi non sentono l’urgenza di migliorarsi con sforzo e energia e carattere per sopravvivere. Sono quindi come sedati. E vivono in mondi di fantasia. Senza il contatto con la cruda realtà.
Ma  perché dovrebbero studiare, sforzarsi, migliorare? L’intera ideologia “permissiva” –  attraverso le mille   voci di pubblicità, spettacolo, sinistra fucsia  –   e dozzinalmente edonista li incita a godersi la vita, a  non impegnarsi in nulla; ora  ci si è messa persino la Chiesa,un tempo predicatrice di una morale rigorosa ed oggi  accoglientista e LGBT.  Sia chiaro che non è una colpa privata e individuale, quella di cui si accusa la gioventù vuota che vive del grasso che cola: è che sono mancati i traguardi, gli scopi a cui tendere, che non possono essere individuali ma   hanno da essere collettivi. Indicati da un potere legittimo capace di porli, ed anche di imporli per far vivere l’Italia all’altezza della civiltà, anche nel futuro.
Luca Ricolfi  accusa in modo speciale “Il sistema dell’istruzione e della formazione universitaria”, che  (beninteso con la piena complicità  di famiglie, politici e meass media) hanno  offerto studi sempre più facili  e laureee in “scienza delel comunicazioni” o simili . Al punto che oggi, ci  sono uno  stuolo di giovani “sinceramente convinti di possedere le competenze che i loro titoli  di studio certificano”, mentre invece sono ignoranti. E appunto come i gran signori parassitari dell’ancien Régime  a Versailles  (anche loro grandi giocatori d’azzardo) non lavorano in attesa di ricevere  offerte “alla loro altezza”.   E frattanto fanno  il personal trainer, il  passeggiatore di cani e il  dic jockey,

Il pericolo dei politici “signori”

Questa effetto rivela tutta la sua gravità nei politici della nuova generazione , che è salita bene o male al potere – i Salvini come i Di Maio o i Fico. Senza però distinzione di paritot, abbiamo appena visto che  Enrico Letta non sa nulla di storia romana.
Quando si è al potere , l’ignoranza è gravissima.  Porta a attuare riforme sbagliate e malfatte come il reddito di cittadinanza e i quota cento. A voler chiudere l’ILVA di Taranto perché inquina, e sostiturla – con la gioia dei tarantini grilleschi – con le coltivazioni di cozze :  un lavoro beninteso a cui i grillini anti-Ilva non pensano di dedicarsi in proprio, perché lo faranno  fare agli immigrati a 1 euro l’ora. Da gran signori infatti (nota Ricolfi) hanno a sostenerli  il lavoro schiavistico, i negri e i maghrebini per fare “quei lavori che gli italiani non voglion più fare”.
Ma questa ignoranza è perfettamente visibile anche nella “sinistra”  che oggi governa coi grillini ignoranti.  Si vede dal fatto che sono incapaci (come lo è Salvini, del resto) di elaborare un  progetto di sviluppo complesso per i paese, una critica costruttiva, informata e competente  dell’euro che ci strangola e dell’Europa  che ci impone ricette rovinose.  Quando li si vede in tv, s’ intuisce che i quarantenni “economisti” non   sanno nulla dell’IRI e  di come funzionava. Né tantomeno di come lo Stato “ stampava moneta senza doversela far prestare dagli usurai internazionali, e con questa ha ricostruito l’Italia dopo la guerra . Certamente alla Bocconi non insegnano né della natura della moneta né della storia economica, dell’IRI e di   Schacht e dei suoi effetti ìMeFo.
Ora, i quarantenni – Di Maio come Salvini e come i giovini  Letta – non hanno alcuna idea di un sistema industriale, di come deve essere e  di come deve funzionare ed essere creato e difeso.   Di Maio non puo’ che chiamare gli imprenditori “prenditori”, come tutti i grillini del Sud, perché non  conoscono altri imprenditori che i palazzinari loro padri, semianalfabeti, dipendenti dai lavori stradali   eterni  sulla  Salerno-Reggio Calabria. E sono troppo “signori” per mettersi a studiare le industrie del Nord che esportano e funzionano , i loro problemi e la loro natura: hanno già studiato abbastanza.  Salvini, come s’è visto, non legge i dossier.  Anzi non legge niente,e  c’è da aver paura   a un suo ritorno al governo con “pieni poteri”.  Lui e i Di Maio non hanno saputo pensare ad altro  progetto economico che aumentare un po’ i consumi; come, in fondo, Renzi con gli 80 euro.   Gualtieri e i PD al governo che  puntano fa far emergere il nero di idraulici e badanti, mentre le nostre aziende spostano la loro sede fiscale in Olanda o Lussemburgo sottraendo al Fisco miliardi.
Ancor  più pericolosa  è  la caterva di “giovani” nella magistratura: gente che non sa di latino e dunque di diritto romano, che ignora la filosofia del diritto ed  ha della legge una idea  sommamente rozza e sommaria, da una parte di puro positivismo giuridico, senza  alcuna idea della responsabilità di “fare” giustizia,  dall’altra  l’uso della legge e dei suoi rigori  (carcerazione preventiva, intercettazioni,  manette agli evasori…)  per scopi  di  parte.
Avviene così che la generazione della società signorile di massa sta portando il   paese al declino, in perfetta buona fede, ascoltando capi ignorantissimi come Beppe Grillo con  le loro fantasie di decrescita. Ignoranti che generano altri ignoranti – ma saputi – e consumano, sprecano,  i capitali dei nonni che potrebbero essere   usati  per un grande progetto di rinascita nazionale  – che nessun “dirigente”   con voce in capitolo è in grado di elaborare ed indicare.
Generazione dopo generazione, diventiamo sempre più quel che si dice dei selvaggi: non dei primitivi, ma dei degenerati.
Se c’è una speranza? E’ nei 130- 250 mila giovani italiani laureati  e diplomati che ogni anno vanno all’estero per fare  lavori seri,  che sentono sulla loro pelle “la  durezza del vivere” e  sviluppano nel sacrificio di migranti carattere, cultura e dignità personale.  Quando questo paese avrà finito il grasso che cola – e sarà devastato dai negri e i giovani  dalla droga –  e la generazione di “signori pezzenti” sarà spazzata via dalla “durezza del vivere”  (probabilmente farà la fila alle ASL per farsi somministrare il suicidio assistito di massa, mancante com’è di ogni risorsa spirituale e motivo per vivere) questa è la forza che può ricostruirlo, quando  s’intende un leader vero li chiamerà.
Fonte: qui