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giovedì 31 ottobre 2019

PUTIN VA A TROVARE VIKTOR ORBAN E RAFFORZA L’INTESA CON L’UNGHERIA, ORMAI UNA BASE RUSSA IN EUROPA

DIETRO ALLE PAROLE CI SONO GLI AFFARI: IN PARTICOLARE LE ROTTE DEL GAS, IL NUCLEARE E LE LINEE DI CREDITO CHE ARRIVANO DA MOSCA 
IL RUOLO DELLA INTERNATIONAL INVESTMENT BANK, CREATA IN URSS E CHE ORA HA SEDE A BUDAPEST


Giuseppe D'Amato per “il Messaggero”

vladimir putin viktor orban 3VLADIMIR PUTIN VIKTOR ORBAN 
Nella giornata in cui la Danimarca dà l'assenso al passaggio nelle sue acque del gasdotto russo-tedesco Nord Stream 2, il premier ungherese Viktor Orban ed il presidente Vladimir Putin ribadiscono a Budapest, in un atteso summit bilaterale, la loro vicinanza politica. La difesa dei valori tradizionali contro quelli liberali occidentali rappresenta il fondamento di tale intesa, cementificata da comuni interessi energetici e finanziari.

LA CRISI
International Investment Bank 1INTERNATIONAL INVESTMENT BANK
La crisi russo-ucraina del 2014 e le successive sanzioni comunitarie non hanno scalfito più di tanto l'amicizia tra i due Paesi. Se Orban è riuscito a mostrare all'opinione pubblica interna che l'Ungheria può essere il vero ponte tra l'Europa e la Russia, Putin ha trovato un interlocutore che l'ha aiutato ad uscire dall'isolamento nel Vecchio continente. Ecco la ragione per la quale i due politici negli ultimi anni si sono incontrati così frequentemente, suscitando non poche preoccupazioni nelle cancellerie occidentali.

vladimir putin viktor orban 4VLADIMIR PUTIN VIKTOR ORBAN
Ieri Orban e Putin hanno discusso soprattutto della prossima scadenza (ad inizio 2021) del contratto di fornitura di gas russo all'Ungheria. Tale dipendenza dovrebbe prossimamente aumentare dopo che Mosca completerà la costruzione della pipeline Turkstream sotto al mar Nero con un ramo programmato per servire il Paese magiaro.

International Investment BankINTERNATIONAL INVESTMENT BANK
Attualmente il metano federale arriva attraverso i gasdotti che transitano in Ucraina, ma il contratto tra le due repubbliche slave ex sovietiche è in scadenza il 31 dicembre e vi sono enormi difficoltà a rinnovarlo, tanto che si teme una nuova guerra del gas come nel 2006 e 2009 con mezza Europa lasciata al freddo in pieno invero. Il premier magiaro è stato aggiornato sul negoziato in corso tra Mosca e Kiev con la mediazione dei Ventisette per la questione transito («assurdo chiedere alla Gazprom 7 miliardi di dollari», ha detto Putin) e sui tentativi di fermare il cosiddetto conflitto congelato in Ucraina orientale, applicando l'accordo di pace di Minsk.
vladimir putin viktor orban 1VLADIMIR PUTIN VIKTOR ORBAN 

International Investment Bank 2INTERNATIONAL INVESTMENT BANK 



IL NUCLEARE
Rimanendo sempre sullo stesso tema, Orban e Putin hanno parlato anche di energia atomica con un progetto per l'unica centrale nucleare ungherese, finanziato con una linea di credito russa.

Budapest, quindi, più vicina a Mosca che a Bruxelles? L'Ungheria, stando ad alcuni politici e specialisti, sta diventando una specie di base all'interno dell'Unione europea da cui il Cremlino difende gli interessi federali nel Vecchio continente. Nel gennaio scorso, ad esempio, ha creato clamore la decisione russa di spostare da Mosca a Budapest il quartier generale della International Investment Bank (Iib), creata dall'Unione Sovietica nel 1970 e sopravvissuta agli sconvolgimenti degli anni Novanta.
vladimir putin viktor orban 3VLADIMIR PUTIN VIKTOR ORBAN 

Quest'istituto ha l'obiettivo ufficiale di promuovere lo sviluppo economico e la cooperazione degli Stati membri, tutti dell'ex Comecom (il blocco economico comunista dell'epoca della Guerra Fredda) ossia Bulgaria, Cuba, Repubblica ceca, Ungheria, Mongolia, Romania, Russia, Slovacchia e Vietnam. Il suo staff, rispetto al non cospicuo capitale amministrato, appare sorprendentemente numeroso e gode dell'immunità diplomatica. Una decina di parlamentari americani hanno scritto al riguardo una lettera all'ambasciatore ungherese negli Stati Uniti, nella quale si sostiene che la banca potrebbe essere «il braccio dei servizi segreti russi».
vladimir putin viktor orban 2VLADIMIR PUTIN VIKTOR ORBAN viktor orban vladimir putinVIKTOR ORBAN VLADIMIR PUTIN

L'ACCORDO
Nel febbraio scorso l'accordo per il trasferimento è stato dibattuto nel Parlamento magiaro ed un paio di settimane dopo vi è stata pure un'interpellanza in quello europeo con due quesiti rivolti alla Commissione europea. Si ipotizzava che la Russia tentasse così di evitare le sanzioni dei Ventisette e si evidenziava il rischio dei mancati controlli sul personale dell'Iib.

Dopo questo ennesimo summit tra Orban e Putin in certi ambienti occidentali saranno ancora più forti i dubbi su un rapporto magiaro-russo così stretto, forse troppo stretto. Fonte: qui

mercoledì 27 febbraio 2019

Trump a Kim ad Hanoi: 'Summit sarà un successo'


Ansa - Il secondo summit tra il presidente Usa Donald Trump e il leader Kim Jong-un "sarà un successo": è la previsione del tycoon, espressa nei primi commenti subito dopo il loro incontro al Metropole hotel di Hanoi. Trump ha ripetuto che la Corea del Nord "ha un potenziale economico senza limiti" e di "essere impaziente di vederlo" e rilevando di considerare un "onore essere con Kim".

Donald Trump e  Kim Jong-un sono si vedranno almeno cinque volte nell'ambito del summit che sarà aperto da un breve faccia a faccia e dalla "social dinner" in serata.
Trump-Kim, ad Hanoi al via secondo summit

Donald Trump e Kim Jong-un avranno in serata un incontro di circa due ore, prima occasione per un round negoziale ai massimi livelli sulla denuclearizzarione, sul miglioramento dei rapporti bilaterali e sulla pace duratura. In base alle indicazioni fornite dalla Casa Bianca, i due leader arriveranno all'hotel Sofitel Legend Metropole Hanoi intorno alle 18:30 (le 12:30 in Italia), tenendo un meeting 'one-on-one' di 20 minuti, prima della 'social dinner' aperta ai più stretti collaboratori della durata di in un'ora e 35 minuti.
Nell'elenco dei collaboratori che affiancheranno Trump nella cena con Kim ci sono il segretario di Stato Mike Pompeo e il chief of staff reggente Mick Mulvaney, mentre non risulta il consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton, arrivato ieri ad Hanoi e considerato un "falco" finito tra l'altro nel mirino di Pyongyang per il suo richiamo alla denuclearizzazione del Nord sul modello libico. Kim, invece, sarà accompagnato dal "braccio destro" Kim Yong-chol, ex generale ed ex numero uno dei servizi segreti militari, e da un'altra persona che potrebbe alla fine risolversi in Kim Yo-jong, l'inseparabile e onnipresente sorella minore del leader. Trump e Kim "scalderanno" il meeting con conversazioni più leggere al fine di ricercare una sintonia: la parte iniziale, tuttavia, è ritenuta una cartina al tornasole sugli sviluppi possibili raggiungibili nel summit di domani dove saranno affrontati i temi più importanti, dalla denuclearizzazione ai rapporti bilaterali e alla pace duratura.Rispetto al primo vertice di un solo giorno di giugno 2018 a Singapore, i due leader avranno più tempo per parlare del nodo nucleare e, soprattutto, per creare un rapporto personale.Trump e Kim spesero circa 5 ore insieme nella città/Stato, includendo un breve faccia a faccia e un colloquio allargato. Malgrado gli scarni dettagli sul programma, le prime battute del summit seguiranno una formula rodata, fatta da un faccia a faccia, da una cena e da un meeting allargato coi collaboratori più stretti. Sulle attese del programma, i leader potrebbero vedersi almeno 5 volte fino a giovedì, anche se non sono escluse ulteriori occasioni di confronto. A Singapore ci fu poi la breve passeggiata nel giardino del Capella hotel, a uso telecamere. Incerta la conferenza stampa: tutto dipende dal livello di "soddisfazione" dell'accordo, dicono fonti diplomatiche all'ANSA, che i due leader riusciranno a raggiungere.

Vertice Trump-Kim finisce senza accordo. Presidente Usa: “Firma non era buona cosa. No a richiesta di togliere sanzioni”



Vertice Trump-Kim finisce senza accordo. Presidente Usa: “Firma non era buona cosa. No a richiesta di togliere sanzioni”
Il summit di Hanoi in Vietnam si conclude senza una 'Cerimonia di firma congiunta', con il leader nordcoreano che già lasciava l'hotel Metropole mentre il numero uno della Casa Bianca apriva la sua conferenza stampa: "Abbiamo avuto un incontro molto produttivo, le differenze sono state ridotte", ma Kim "ha una certa visione che non coincide con la nostra"

Il summit di Hanoi tra il presidente Usa Donald Trump e il leader nordcoreano Kim Jong-un si è concluso senza un accordo. Lo fa sapere la portavoce della Casa Bianca, Sarah Sanders, spiegando che “i rispettivi staff non vedono l’ora di incontrarsi in futuro” e precisando che i meeting tra i due leader sono stati “molto buoni e costruttivi“. “Hanno discusso di vari modi per far progredire la denuclearizzazione e di idee riguardanti l’economia”, recita la comunicazione della Casa Bianca. Il vertice però è terminato in anticipo, segno più tangibile del flop: nel programma originale era prevista una ‘Cerimonia di firma congiunta‘ e un pranzo di lavoro, ma alla fine i due leader hanno lasciato il summit senza cerimonia e Trump ha anticipato la conferenza stampa di due ore, mentre Kim lasciava l’hotel Metropole di Hanoi al termine dell’ultimo colloquio.

“Abbiamo avuto un incontro molto produttivo, c’erano diverse opzioni ma questa volta abbiamo deciso che non era una buona cosa firmare una dichiarazione congiunta al summit”, ha spiegato proprio il presidente americano parlando ai giornalisti ad Hanoi. Per Trump alla base del mancato accordo c’è il rifiuto Usa alla richiesta “di togliere le sanzioni” avanzata da Pyongyang.  “Le differenze sono state ridotte”, ma Kim “ha una certa visione che non coincide con la nostra”, ha aggiunto.
“Non potevamo togliere tutte le sanzioni per quel settore che loro volevano”, quindi tutte le sanzioni rimangono, ha detto Trump. “Non abbiamo ceduto su nulla, noi siamo buoni amici del presidente Kim e della Corea del Nord, hanno un potenziale enorme, è incredibile, ma per quanto riguarda le sanzioni si trattava di un settore che noi non volevamo”, ha proseguito Trump. In particolare, gli Usa chiedevano che la Corea del Nord smantellasse il suo complesso nucleare di Yongbyon, ma Kim ha detto che non avrebbe acconsentito a meno che Washington non avesse tolto le sanzioni. “Dovevamo avere più di questo”, ha detto il presidente Usa ribadendo che le sanzioni saranno tolte “solo a denuclearizzazione completata”. In questo senso, il presidente Usa ha riferito che il leader nordcoreano “ha assicurato che non farà test su missili e niente che riguardi il nucleare”. Al di là delle dichiarazioni di circostanza, Trump ha poi ammesso che prima del prossimo summit con Kim Jong-un “potrebbe passare molto tempo“.

In conferenza stampa, dopo il fallimento del negoziato, il presidente Usa si è dovuto difendere anche dalle accuse lanciate mercoledì dal suo ex legale Michael Cohen dinanzi al Congresso: “Nessuna collusione con i russi”, ha replicato. Versione diversa quella fornita da Cohen, secondo cui “Trump mentì agli americani sui negoziati con Mosca per la sua Tower”. Fonte: qui