mercoledì 10 aprile 2019

L’EX SINDACO DI ROMA È STATO ASSOLTO IN CASSAZIONE SUL “CASO SCONTRINI” PERCHÉ “IL FATTO NON SUSSISTE”

ASSOLTO IN PRIMO GRADO DA TUTTE LE ACCUSE, IN APPELLO ERA STATA CONDANNATO A 2 ANNI DI CARCERE PER PECULATO E FALSO

ignazio marinoIGNAZIO MARINO
Assolto in Cassazione l'ex sindaco di Roma, Ignazio Marino, per il 'caso scontrini'. I giudici della VI sezione penale hanno annullato senza rinvio la sentenza di condanna di secondo grado "perché il fatto non sussiste".
ignazio marino presenta il suo libro 10IGNAZIO MARINO 





In giornata era stata questa la richiesta del pg Mariella De Masellis, davanti alla VI sezione, nell'udienza per discutere il ricorso presentato da Marino dopo la condanna in secondo grado: la sentenza di secondo grado, aveva detto il pg della Suprema Corte, va annullata senza rinvio.

ignazio marino renziIGNAZIO MARINO RENZI
Dopo l'assoluzione in primo grado da tutte le accuse, Marino l'11 gennaio dello scorso anno era stato condannato a due anni dai giudici della terza sezione della Corte d'Appello di Roma: oggetto del procedimento per peculato e falso erano una cinquantina di cene pagate attraverso l'utilizzo della carta di credito che gli fu rilasciata durante il suo mandato dall'amministrazione capitolina. Anche nel secondo grado di giudizio era stata confermata, invece, l'assoluzione per l'accusa di truffa per le consulenze della Onlus Imagine. Fonte: qui

LA PG DELLA CASSAZIONE CHIEDE L'ASSOLUZIONE PER L'EX SINDACO: “ANNULLAMENTO SENZA RINVIO DELLA SENTENZA”

DOPO L’ASSOLUZIONE IN PRIMO GRADO DA TUTTE LE ACCUSE, IN APPELLO MARINO ERA STATA CONDANNATO A 2 ANNI DI CARCERE PER PECULATO E FALSO

Valeria Di Corrado per www.iltempo.it

ignazio marinoIGNAZIO MARINO
Potrebbe chiudersi definitivamente con un'assoluzione la vicenda giudiziaria che portò nell'ottobre 2015 alle dimissioni di Ignazio Marino da sindaco di Roma.  La pg Mariella De Massellis ha chiesto, nel processo in corso in Cassazione, l'annullamento senza rinvio della sentenza della Corte d'appello dell'11 gennaio 2018 con cui Marino venne condannato a due anni di carcere per peculato e falso per aver pagato con la carta di credito del Campidoglio cene private spacciate per incontri di rappresentanza. In primo grado, invece, il professore dem era stato assolto. 

Tra luglio 2013 e giugno 2015 avrebbe usato la carta per «acquistare servizi di ristorazione nell’interesse suo, dei suoi congiunti e di altre persone non identificate», si legge nel capo d'imputazione.

Nel dettaglio, «saldava per 56 volte il conto di cene consumate presso ristoranti della Capitale dove si era recato, generalmente nei giorni festivi e prefestivi, con commensali di sua elezione, comunque al di fuori della funzione di rappresentanza dell’ente". Poi, «al fine di occultare il reato di peculato, impartiva disposizioni al personale addetto alla sua segreteria affinché formasse le dichiarazioni giustificative delle spese sostenute, inserendovi indicazioni non veridiche, tese ad accreditare la presunta natura "istituzionale" dell’evento, e apponendo in calce alle stesse la di lui firma». Da qui la contestazione di falso.

IGNAZIO MARINOIGNAZIO MARINO
Tra le presunte cene irregolari quella del 6 settembre 2013 al «Girarrosto Toscano» di Roma, offerto dall'ex sindaco all’ambasciatore del Vietnam, dopo un incontro in Campidoglio. La segretaria e assistente dell’ambasciatore, Dang Thi Phuong Thao, ha però negato la sua presenza. C’è poi la pesante smentita della Comunità di Sant’Egidio, secondo cui «nessun responsabile ha mai cenato con Marino a spese del Comune», il 26 ottobre 2013 nel ristorante «Sapore di Mare», vicino al Pantheon. Anche Don Damiano Modena ha negato di essere stato nel ristorante «Tre Galli» di Torino la sera del 4 maggio scorso.

IGNAZIO MARINO 2IGNAZIO MARINO 
Poi ci sono le testimonianze dei ristoratori: quello del «Girarrosto Toscano» ha spiegato che il sindaco ha consumato la cena di Santo Stefano del 2013 con la famiglia e non con rappresentanti della stampa. Anche il titolare del ristorante «La Taverna degli amici» di Roma ha dichiarato che il 27 luglio 2013 Marino ere a tavola con la moglie, e non con un rappresentante dell’Organizzazione mondiale della Sanità. Fonte: qui





"IL PD E’ STATO ROVINATO DA RENZI, LUI HA FATTO VINCERE I CINQUESTELLE” 
IGNAZIO MARINO SI TOGLIE I MACIGNI DALLE SCARPE: “E’ UN EGOCENTRICO, HA CONDANNATO IL CENTROSINISTRA. NON SA NULLA DI ROMA E NON SE NE E’ MAI INTERESSATO - ZINGARETTI? NON RICORDO UN SUO SOSTEGNO AL MOMENTO IN CUI IL PD DECISE DI ANDARE DA UN NOTAIO PER FAR CADERE LA GIUNTA... 
ORFINI? E’ COME SPARARE SULLA CROCE ROSSA…”


"PD ROVINATO DA RENZI LUI HA FATTO VINCERE I 5S"
Fabio Martini per “la Stampa”

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Il tempo passa ma l' uomo resta irriducibile alle regole del "sistema": dopo che la Cassazione gli ha restituito tutto intero il suo onore, le tv lo cercano per averlo in studio, ma il professor Ignazio Marino rimane su "Marte": «La tv? Sono a Filadelfia. non tornerò in Italia prima di Pasqua, ho i miei pazienti da seguire».

Dopo l' assoluzione, l'ex sindaco di Roma è diventato un eroe del web, ma Matteo Renzi e Matteo Orfini tengono il punto: Marino cadde non per colpa degli scontrini, ma perché incapace e lui risponde con freddezza: «Non conosco bene Renzi ma a me appare un egocentrico: ha distrutto il Pd e, con il Patto del Nazareno, ha condannato tutto il centrosinistra. Consentendo così alla destra populista della Lega di arrivare al governo senza alcuna opposizione».
RENZI MARINORENZI MARINO

Perché Renzi la delegittimò?
«Su Roma era mal consigliato da referenti di un Pd locale che il ministro Marianna Madia definì "un' organizzazione a delinquere sul territorio". Renzi non sapeva, e non sa nulla della Capitale. Non se ne è mai interessato, non ha mai chiamato il sindaco per chiedere spiegazioni sul trasporto pubblico o sui rifiuti. Si è persino negato al telefono quando lo chiamai, dopo che alcuni membri del Pd romano erano stati arrestati. Poteva essere di aiuto, non lo ha fatto. Ha preferito ascoltare Orfini e compagnia che poi hanno perso le elezioni».

Iniziò da Roma la deriva che portò alla sconfitta nazionale del Pd?
RENZI MARINO accoltellamentoRENZI MARINO ACCOLTELLAMENTO
«Il Pd a Roma era già stato sconfitto dopo che due elettori su tre mi scelsero come sindaco. Il Pd di fatto era all' opposizione contro la nostra giunta. Certamente quanto accadde a Roma ha aperto una voragine e allontanato un larghissimo numero di elettori anche nel resto d'Italia. Elettori che hanno una coscienza molto attenta e critica e non potranno fidarsi più di questo Pd».

L'inchiesta a suo danno fu aiutata da una manina politica?
«È plausibile pensare che dietro all' inchiesta vi sia stato chi ha fornito informazioni false. Oltre all' inchiesta c'è stato altro: lettere con proiettili, un piccione con la testa mozzata dinanzi a casa, le minacce alla mia famiglia, le campagne denigratorie di quasi tutta la stampa».

Quando lei cadde, i notabili del Pd tacquero, ma nelle scorse ore Zingaretti ha fatto un comunicato affettuoso. Apprezzato?
«Non sento Zingaretti dal 2015. Come Presidente della Regione avrebbe potuto fare moltissimo per Roma. Penso ai trasporti o alla gestione dei rifiuti. Ad ogni modo, i compagni (in senso lato) leali si riconoscono perché ci stanno a fianco sempre, anche nei momenti difficili. Certamente non ricordo un suo sostegno al momento in cui il Pd decise di andare da un notaio per far cadere la Giunta».

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Continuano a dire di lei: onesto, ma non all' altezza. Immagine distorta o lei ci ha messo del suo?
«Certamente non ha aiutato contrastare il dominio di Manlio Cerroni, il Signore dei Rifiuti a Roma da decenni e che, come egli stesso affermò, aveva convissuto bene con tutti i sindaci che mi avevano preceduto. O la lobby dei camion bar, e neanche selezionare i manager delle aziende municipali sulla base del curriculum e non dell'appartenenza ai partiti; ostacolare la speculazione edilizia a Tor Vergata con il progetto delle Olimpiadi, battersi per i diritti civili. In 28 mesi mi sono guadagnato tanti nemici e il tempo non è stato sufficiente per incidere in profondità e far percepire a tutti i cittadini un cambiamento tangibile».

Cosa non funziona nell' amministrazione Raggi?
«Io ormai sono tornato a vivere negli Stati Uniti, a lavorare nel mio Ospedale e nella mia Università. Mi pare unanime il giudizio sul degrado progressivo, sulla decadenza, sull'incapacità di chi la amministra e sulla mancanza di visione e strategia da parte della sindaca. Anche l'onestà, tanto decantata, appare piuttosto traballante».

Tornerà a far politica?
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«Una delle decisioni più felici della mia vita è stato tornare ad esercitare la mia professione. Essere vicino alle persone nel momento della malattia e avere il privilegio di insegnare ai medici di domani è il mestiere più bello del mondo. La sentenza per me un sollievo, ma resta la ferita per questi anni di fango subito ingiustamente. L' impegno civile non è passato, ma si può fare molto anche stando fuori dal circo della politica».


IGNAZIO MARINO: «ROMA SENZA PROSPETTIVA COLPA DEL PD E DEI 5STELLE»
Estratto dell’articolo di Simone Canettieri per “il Messaggero”

[…] Renzi e Orfini continuano a dire che la sua sfiducia avvenne per motivi legati alle vicende dell' amministrazione capitolina e non all' inchiesta. Ecco, cosa risponde?
«Il primo ha distrutto il Pd, lacerato il centrosinistra e consegnato il Paese alla destra, sovranista e populista. Il secondo ha perso miseramente le elezioni a Roma. Che vuole commentare? Sarebbe come sparare sulla Croce Rossa».
RENZI FA CAMPAGNA ELETTORALE PER MARINORENZI FA CAMPAGNA ELETTORALE PER MARINO

[…] L' esposto contro di lei venne firmato anche dai grillini. In particolare dall' allora capogruppo Marcello De Vito. Dopo l' arresto del grillino per corruzione cosa ha pensato?
«Guardi, l'arresto di De Vito è un fatto grave e fa un gran male a tutti. È il segno che Roma non riesce a cambiare, che attorno alla politica continuano a gravitare troppi interessi negativi. Io non ho risentimento, sono deluso e amareggiato per la malafede e la disonestà intellettuale dei grillini».
IGNAZIO MARINO E MATTEO RENZIIGNAZIO MARINO E MATTEO RENZI

[…] Ma dunque è pronto a impegnarsi di nuovo per la politica e magari a ritornare in Campidoglio come qualcuno sussurra in queste ore?
«L'impegno è un mio stile di vita, una priorità da sempre. Non smetterò mai di impegnarmi per migliorare le cose, per aiutare la collettività. Ma per impegnarsi non c' è solo la politica, o almeno questa politica».

Chi voterà alle Europee?
«Sarò in America e non si può votare per le europee». Fonte: qui

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