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giovedì 23 luglio 2020

A PAVIA ESPLODE LO SCANDALO DEI TEST SIEROLOGICI


SONO STATI I "LEGAMI POLITICI" CON LA LEGA A FAVORIRE DIASORIN NELL'ACCORDO COL SAN MATTEO PER LA SPERIMENTAZIONE.


MA ANCHE A GARANTIRE ALLA SOCIETÀ PIEMONTESE AFFIDAMENTI MILIONARI DA PARTE DELLA REGIONE LOMBARDIA

L’OSTRUZIONISMO DEI LEGHISTI SU CHI VOLEVA USARE ALTRI TEST E IL RUOLO DI ANDREA GAMBINI, GIA’ COMMISSARIO DELLA LEGA VARESINA

INDAGATI I VERTICI DEL SAN MATTEO E DI DIASORIN: L’IPOTESI E’ DI PECULATO


MONICA SERRA per la Stampa

 

test sierologiciTEST SIEROLOGICI

Sono stati i «legami politici» con la Lega a favorire Diasorin nell'accordo col San Matteo di Pavia per la sperimentazione dei test sierologici. Ma anche a garantire alla società piemontese affidamenti milionari da parte della Regione Lombardia.

 

E a spingere alcuni politici leghisti in consiglio regionale a porre in essere «atteggiamenti a dir poco ostruzionistici» nei confronti di chi, travolto dall'emergenza, provava a dotarsi di differenti strumenti di mappatura e monitoraggio. Esempi sono i sindaci di Robbio e Cisliano. È questa l'ipotesi accusatoria della procura di Pavia che ieri mattina ha ordinato perquisizioni e sequestri al San Matteo, uno degli istituti di cura e ricerca a carattere scientifico più importanti d'Italia, e negli uffici della Diasorin.

 

test sierologiciTEST SIEROLOGICI

Non solo quelli di Saluggia, a Vercelli, ma anche quelli di Gerenzano, nel Varesotto, che hanno sede proprio nell'Insubrias Biopark, un importante parco scientifico biotech, che dà il domicilio anche alla fondazione Istituto Insubrico e alla società Servire srl. A capo di entrambe, che ieri sono state perquisite dalla Gdf e che da anni secondo gli investigatori fanno affari con Diasorin, c'è Andrea Gambini.

 

Già commissario della Lega Varesina e presidente del Besta di Milano, Gambini non è indagato e per gli investigatori non è neanche l'unico «legame politico» tra Diasorin e la Lega. Ma i suoi rapporti con la società che ha ottenuto «in esclusiva» l'accordo con il San Matteo per la sperimentazione dei test che avrebbero permesso di mappare i positivi al Covid in Lombardia.

 

test sierologiciTEST SIEROLOGICI

Il fascicolo è stato aperto dal procuratore aggiunto Mario Venditti e dal pm Paolo Mazza per peculato e turbata libertà nella scelta del contraente su denuncia di una società concorrente, la Technogenetics, con cui è in corso anche una battaglia legale davanti al Consiglio di Stato. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il San Matteo avrebbe prima favorito la Diasorin trasmettendogli il proprio know how in materia di coronavirus e test sierologici. Poi l'avrebbe scelta per stipulare l'accordo per la sperimentazione dei test.

 

Oltre al presidente del San Matteo, Alessandro Venturi, tra gli otto indagati compaiono nomi eccellenti, come quello del professore Fausto Baldanti, che per i magistrati ha contribuito a «viziare la scelta operata dal policlinico San Matteo di procedere a un accordo diretto con Diasorin, tra i tanti operanti sul mercato» per via del suo «evidente conflitto d'interessi».

 

diasorinDIASORIN

Baldanti, infatti, «ricopriva contemporaneamente il ruolo di responsabile scientifico del progetto di collaborazione Fondazione San Matteo e Diasorin e la carica di membro del Gruppo di lavoro del Consiglio superiore di sanità presso il Ministero della salute competente per la valutazione del test, nonché di membro del tavolo tecnico-scientifico con il compito di fornire indicazioni al fine di sviluppare un approccio diagnostico omogeneo su base regionale per la diagnostica e testing in vitro per la ricerca del Covid 19».

 

andrea gambiniANDREA GAMBINI

Diasorin ribadisce «la correttezza del proprio operato» e ricorda che «la decisione del Tar per la Lombardia di annullare tale accordo, sulla base dei medesimi rilievi attualmente posti a fondamento dell'ipotesi investigativa della procura di Pavia, è stata sospesa dal Consiglio di Stato». Fonte: qui

test sierologicoTEST SIEROLOGICO

 

Intanto un faro è stato acceso anche dalla procura di Milano che sta valutando, tra le altre cose, l'incidenza dei comunicati sull'andamento del titolo Diasorin in Borsa.

sabato 16 novembre 2019

RUBAVA I SOLDI DELLE BOLLETTE DELL'ACQUA: IN MANETTE L'AVVOCATO DEL COMUNE DI TAORMINA

ERA STATO INCARICATO DI RECUPERARE GLI ARRETRATI DAI MOROSI, HA RAZZIATO 800MILA EURO 
DURANTE LE PERQUISIZIONI NELL'ABITAZIONE DELL'EX DIRIGENTE COMUNALE, E' STATO TROVATO E SEQUESTRATO UN PIZZINO CHE LO INCASTREREBBE 
DIVIETO DI DIMORA IN CITTA' PER UN EX DIRIGENTE SUO COMPLICE...

SALVO PALAZZOLO per repubblica.it 
Il Comune di Taormina gli aveva affidato il compito delicato di recuperare i soldi dei tanti morosi che non pagavano l’acqua. Lui si era dedicato giorno e notte all’incarico, era riuscito a incassare quasi un milione di euro, però quei soldi li ha versati sul suo conto.
Questa mattina, i finanzieri del comando provinciale di Messina hanno arrestato l’avvocato Francesco La Face, 60 anni, il gip gli ha imposto i domiciliari ritenendolo responsabile dei reati di peculato e corruzione. L’indagine coordinata dalla procura diretta da Maurizio de Lucia ha fatto scattare anche un secondo provvedimento, per il dirigente comunale oggi in pensione Giovanni Coco, 67 anni: per lui il giudice delle indagini preliminari ha disposto il divieto di dimora a Taormina.
Arriva pure un maxi sequestro di beni, per recuperare quanto sottratto alle casse pubbliche: sigilli a tre immobili dell’avvocato e ad alcuni conti bancari del dirigente in pensione, che avrebbe intascato una mazzetta da 26 mila euro per non segnalare quanto avveniva.
guardia di finanza taormina pizzinoGUARDIA DI FINANZA TAORMINA PIZZINO
L’inchiesta del comando provinciale oggi diretto dal colonnello Gerardo Mastrodomenico è nata casualmente, dopo una verifica fiscale nello studio del professionista di Taormina. Nell’abitazione del dirigente comunale è stato invece trovato un “pizzino” che per l’accusa prova i rapporti illeciti fra i due indagati.
Ma anche molti altri sapevano e tacevano. Scrive la Guardia di finanza in una nota diffusa stamattina: “Questa strutturata ed indisturbata attività di sistematica appropriazione di denaro pubblico risultava nota a molti impiegati, come emerge dal contenuto delle intercettazioni, purtroppo però, come spesso le cronache giudiziarie registrano, l’omertà e la connivenza dei pubblici dipendenti sono diventati il volano del perpetrarsi nel tempo delle condotte illecite”.
15 Novembre 2019
Fonte: qui

giovedì 13 giugno 2019

RINVIATO A GIUDIZIO CORALLO; IL RE DELLE SLOT, CHE PER I PM ROMANI PAGAVA I TULLIANI (E DUNQUE FINI) PER I SUOI AFFARI MILIARDARI NEL SETTORE DEL GIOCO D'AZZARDO

I SOLDI RIPULITI FURONO USATI PER COMPRARE LA FAMIGERATA CASA DI MONTECARLO INTESTATA AL COGNATO DELL'ALLORA PRESIDENTE DELLA CAMERA, MA POI SI SCOPRÌ ANCHE UN FLUSSO DI DENARO DIRETTAMENTE VERSO I FAMILIARI

FRANCESCO CORALLOFRANCESCO CORALLO
Rinviato a giudizio per l’accusa di associazione a a delinquere finalizzata al peculato, riciclaggio ed evasione fiscale, Francesco Corallo, noto come il “re delle slot”. Lo ha deciso il gup di Roma accogliendo la richiesta della Procura. La posizione di Corallo era stata stralciata rispetto al processo principale che vede imputati, tra gli altri, l’ex presidente della Camera Gianfranco Fini, la sua compagna Elisabetta Tulliani, il fratello Giancarlo e il padre Sergio. I difensori di Corallo avevo presentato una serie di eccezioni e i giudici della IV sezione collegiale, dove è in corso il processo principale, avevano mandato gli atti al gup. Il processo è stato fissato al prossimo 22 ottobre davanti ai giudici della II sezione.

fini tullianiFINI TULLIANI




Cuore del processo l’ipotizzata attività di riciclaggio che coinvolge l’intera famiglia Tulliani e Corallo. Una indagine in cui un ruolo centrale aveva avuto, secondo gli inquirenti romani, l‘operazione di compravendita di un appartamento a Montecarlo, lasciato in eredità dalla contessa Annamaria Colleoni ad Alleanza Nazionale. Coinvolti nel procedimento anche l’ex parlamentare di Forza Italia Amedeo Laboccetta. Secondo l’accusa, Corallo e gli altri avrebbero fatto parte di un’associazione per delinquere che, nell’evadere le tasse, era dedita al riciclaggio di centinaia di milioni di euro.
elisabetta tulliani gianfranco finiELISABETTA TULLIANI GIANFRANCO FINI

I soldi, una volta ripuliti, sarebbero stati utilizzati da Corallo per attività economiche e finanziarie, ma anche nell’acquisto di immobili che hanno coinvolto i membri della famiglia Tulliani. Gli accertamenti del procuratore aggiunto Michele Prestipino e del pm Barbara Sargenti avevano riguardato anche l’immobile Boulevard Principesse Charlotte 14 finito nella disponibilità di Giancarlo Tulliani. L’appartamento monegasco, secondo l’ipotesi della procura, sarebbe stato acquistato da Tulliani junior grazie ai soldi di Corallo attraverso due società (Printemps e Timara) costituite ad hoc.

Il coinvolgimento di Fini, che ha sempre respinto le accuse, è legato proprio al suo rapporto con Corallo. Un rapporto, per la procura, che sarebbe alla base del patrimonio dei Tulliani. Quest’ultimi, in base a quanto accertato dagli inquirenti, avrebbero ricevuto su propri conti correnti ingenti somme di danaro riconducibili a Corallo e destinati alle operazioni economico-finanziarie dell’imprenditore messe in atto tra Italia, Olanda, Antille Olandesi, Principato di Monaco e Santa Lucia.
Fini- GIANCARLO TULLIANIFINI- GIANCARLO TULLIANI

Un rapporto, quello tra l’ex vicepremier e Corallo, scriveva il gip Simonetta D’Alessandro nell’ordinanza di arresto di Giancarlo Tulliani, maturato apparentemente solo dopo un’importante gara, bandita nel 2002, vinta dalla Rti del “Re delle slot” in materia di giochi. Fonte: qui

giovedì 30 maggio 2019

RIXI CONDANNATO PER LE SPESE PAZZE IN LIGURIA

ARRIVA IL PRIMO TEST PER IL GOVERNO 
UNA MAZZATA DA TRE ANNI E MEZZO PER IL VICEMINISTRO ALLE INFRASTRUTTURE, ACCUSATO DI PECULATO E FALSO PER I RIMBORSI SPESE QUANDO ERA CAPOGRUPPO REGIONALE DELLA LEGA IN LIGURIA. 
INOLTRE E' STATO INTERDETTO PER SEMPRE DAI PUBBLICI UFFICI 
SALVINI HA DETTO CHE RESTA AL GOVERNO, I GRILLINI CHE SE NE DEVE ANDARE. PREPARATEVI …
(ANSA) - Il Tribunale di Genova ha condannato a tre anni e cinque mesi il viceministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi al termine del processo per le cosiddette 'Spese pazze' in Regione Liguria negli anni dal 2010 al 2012. Rixi, all'epoca dei fatti capogruppo regionale della Lega, era accusato di peculato e falso. Il pm Francesco Pinto aveva chiesto per lui una condanna a tre anni e quattro mesi di reclusione.  Secondo la procura, Rixi avrebbe tra l'altro approvato i rendiconti delle spese senza verificare se fossero attinenti al ruolo di consigliere. Tra le spese contestate, anche rimborsi di viaggi sostenuti da collaboratori ma le cui pezze giustificative erano a nome dei consiglieri per complessivi 30 mila euro. Erano state acquistate ostriche, gratta e vinci, viaggi.

La difesa di Rixi aveva chiesto l'assoluzione o, in alternativa, la condanna per indebita percezione di erogazioni pubbliche, reato prescritto. Con Rixi sono imputate altre 21 persone tra ex consiglieri regionali e ancora in carica. Il Tribunale di Genova, oltre alla condanna a tre anni e cinque mesi di reclusione, ha inflitto al viceministro Edoardo Rixi anche l'interdizione perpetua dai pubblici uffici.

Rixi : "Già consegnato le dimissioni"


edoardo rixi 3
EDOARDO RIXI 
Ansa - Rixi annuncia: ho già consegnato a Salvini le mie dimissioni per non creare problemi al governo. "Ringrazio Rixi per l'incredibile lavoro svolto fino ad ora. Da tempo ho nelle mani le sue dimissioni, che accetto unicamente per tutelare lui e l'attività del governo da attacchi e polemiche senza senso", risponde Salvini. "Oggi stesso lo nomino responsabile nazionale trasporti e infrastrutture della Lega, riconoscendogli capacità e onestà assolute", aggiunge. "Io rispetto le sentenze e conto su una assoluzione a fine processo, ma trovo incredibile che ci siano spacciatori a piede libero, e sindaci, amministratori e parlamentari accusati o condannati senza uno straccio di prova", prosegue Salvini.
Il pm Francesco Pinto aveva chiesto per Rixi una condanna a tre anni e quattro mesi di reclusione.  Secondo la procura, Rixi avrebbe tra l'altro approvato i rendiconti delle spese senza verificare se fossero attinenti al ruolo di consigliere. 
La difesa di Rixi aveva chiesto l'assoluzione o, in alternativa, la condanna per indebita percezione di erogazioni pubbliche, reato prescritto. Con Rixi sono imputate altre 21 persone tra ex consiglieri regionali e ancora in carica. Il Tribunale di Genova, oltre alla condanna a tre anni e cinque mesi di reclusione, ha inflitto al viceministro Edoardo Rixi anche l'interdizione perpetua dai pubblici uffici. Il tribunale ha disposto nei confronti di Edoardo Rixi anche la confisca 56.807,35 euro.
"Sono tranquillo. Ho sempre agito per il bene degli italiani. Conto sull'assoluzione perché non ho mai commesso alcun reato", dichiara Edoardo Rixi. "Ricorreremo in appello" dopo "aver letto le motivazioni a sentenza, perche siamo convinti che sia innocente", ha detto l'avvocato del viceministro Maurizio Barabino.
Il premier, Giuseppe Conte, ringrazia Rixi per le dimissioni.  "Il viceministro Edoardo Rixi mi ha comunicato la sua determinazione a rassegnare le proprie dimissioni dall'incarico di governo, a seguito del pronunciamento nei suoi confronti da parte del Tribunale di Genova", scrive Conte, aggiungendo: "Desidero ringraziarlo per la sensibilità istituzionale manifestata e per il proficuo contributo fin qui fornito alle attività di governo. Desidero inoltre esprimere a lui e alla sua famiglia la mia personale vicinanza, con l'auspicio che le sue ragioni possano prevalere nei successivi gradi di giudizio".

sabato 25 maggio 2019

GIUSTIZIA ALL’ITALIANA

CROSETTO: 
"VI RICORDATE ANTONIO BASSOLINO? 
ERA SOTTO PROCESSO PER PECULATO DAL 2001. 
NEL 2016 IL REATO CADDE IN PRESCRIZIONE, MA LUI LA RIFIUTÒ PERCHÉ VOLEVA UN GIUDIZIO. 
ORA L'HANNO ASSOLTO CON FORMULA PIENA. NEL 2019! CHE VOLETE CHE SIANO 18 ANNI DI VITA DI UN POLITICO PER UN MAGISTRATO?"

crosettoCROSETTO

"Vi ricordate Antonio Bassolino?". Guido Crosetto, con un post su Twitter, attacca i magistrati per il caso dell'ex governatore della Campania. "Era sotto processo per peculato dal 2001. Nel 2016 il reato cadde in prescrizione, ma lui la rifiutò perché voleva un giudizio. Ora l'hanno assolto con formula piena. Nel 2019", sottolinea il "fratello d'Italia". Che con amarezza conclude: "Che volete che siano 18 anni di vita di un politico per un magistrato?".

Bassolino 5e66c5BASSOLINO



Bassolino, ex sindaco di Napoli, infatti è stato definitivamente prosciolto dal processo che lo ha visto imputato per irregolarità nella gestione dei rifiuti durante le emergenze nello smaltimento vissute a Napoli tra 2003 e 2005. I reati ipotizzati erano ormai prescritti, ma i giudici del tribunale di Napoli si erano espressi nel merito con una sentenza di piena assoluzione;
bassolino con berlinguerBASSOLINO CON BERLINGUER


la Procura aveva presentato appello per trasformare l'assoluzione di merito in assoluzione per prescrizione, nei confronti di Bassolino e di altri 26 indagati. La Corte di Appello ha dichiarato però inammissibile l'impugnazione del pm e ha confermato la sentenza di primo grado.

Fonte: qui

mercoledì 10 aprile 2019

L’EX SINDACO DI ROMA È STATO ASSOLTO IN CASSAZIONE SUL “CASO SCONTRINI” PERCHÉ “IL FATTO NON SUSSISTE”

ASSOLTO IN PRIMO GRADO DA TUTTE LE ACCUSE, IN APPELLO ERA STATA CONDANNATO A 2 ANNI DI CARCERE PER PECULATO E FALSO

ignazio marinoIGNAZIO MARINO
Assolto in Cassazione l'ex sindaco di Roma, Ignazio Marino, per il 'caso scontrini'. I giudici della VI sezione penale hanno annullato senza rinvio la sentenza di condanna di secondo grado "perché il fatto non sussiste".
ignazio marino presenta il suo libro 10IGNAZIO MARINO 





In giornata era stata questa la richiesta del pg Mariella De Masellis, davanti alla VI sezione, nell'udienza per discutere il ricorso presentato da Marino dopo la condanna in secondo grado: la sentenza di secondo grado, aveva detto il pg della Suprema Corte, va annullata senza rinvio.

ignazio marino renziIGNAZIO MARINO RENZI
Dopo l'assoluzione in primo grado da tutte le accuse, Marino l'11 gennaio dello scorso anno era stato condannato a due anni dai giudici della terza sezione della Corte d'Appello di Roma: oggetto del procedimento per peculato e falso erano una cinquantina di cene pagate attraverso l'utilizzo della carta di credito che gli fu rilasciata durante il suo mandato dall'amministrazione capitolina. Anche nel secondo grado di giudizio era stata confermata, invece, l'assoluzione per l'accusa di truffa per le consulenze della Onlus Imagine. Fonte: qui

LA PG DELLA CASSAZIONE CHIEDE L'ASSOLUZIONE PER L'EX SINDACO: “ANNULLAMENTO SENZA RINVIO DELLA SENTENZA”

DOPO L’ASSOLUZIONE IN PRIMO GRADO DA TUTTE LE ACCUSE, IN APPELLO MARINO ERA STATA CONDANNATO A 2 ANNI DI CARCERE PER PECULATO E FALSO

Valeria Di Corrado per www.iltempo.it

ignazio marinoIGNAZIO MARINO
Potrebbe chiudersi definitivamente con un'assoluzione la vicenda giudiziaria che portò nell'ottobre 2015 alle dimissioni di Ignazio Marino da sindaco di Roma.  La pg Mariella De Massellis ha chiesto, nel processo in corso in Cassazione, l'annullamento senza rinvio della sentenza della Corte d'appello dell'11 gennaio 2018 con cui Marino venne condannato a due anni di carcere per peculato e falso per aver pagato con la carta di credito del Campidoglio cene private spacciate per incontri di rappresentanza. In primo grado, invece, il professore dem era stato assolto. 

Tra luglio 2013 e giugno 2015 avrebbe usato la carta per «acquistare servizi di ristorazione nell’interesse suo, dei suoi congiunti e di altre persone non identificate», si legge nel capo d'imputazione.

Nel dettaglio, «saldava per 56 volte il conto di cene consumate presso ristoranti della Capitale dove si era recato, generalmente nei giorni festivi e prefestivi, con commensali di sua elezione, comunque al di fuori della funzione di rappresentanza dell’ente". Poi, «al fine di occultare il reato di peculato, impartiva disposizioni al personale addetto alla sua segreteria affinché formasse le dichiarazioni giustificative delle spese sostenute, inserendovi indicazioni non veridiche, tese ad accreditare la presunta natura "istituzionale" dell’evento, e apponendo in calce alle stesse la di lui firma». Da qui la contestazione di falso.

IGNAZIO MARINOIGNAZIO MARINO
Tra le presunte cene irregolari quella del 6 settembre 2013 al «Girarrosto Toscano» di Roma, offerto dall'ex sindaco all’ambasciatore del Vietnam, dopo un incontro in Campidoglio. La segretaria e assistente dell’ambasciatore, Dang Thi Phuong Thao, ha però negato la sua presenza. C’è poi la pesante smentita della Comunità di Sant’Egidio, secondo cui «nessun responsabile ha mai cenato con Marino a spese del Comune», il 26 ottobre 2013 nel ristorante «Sapore di Mare», vicino al Pantheon. Anche Don Damiano Modena ha negato di essere stato nel ristorante «Tre Galli» di Torino la sera del 4 maggio scorso.

IGNAZIO MARINO 2IGNAZIO MARINO 
Poi ci sono le testimonianze dei ristoratori: quello del «Girarrosto Toscano» ha spiegato che il sindaco ha consumato la cena di Santo Stefano del 2013 con la famiglia e non con rappresentanti della stampa. Anche il titolare del ristorante «La Taverna degli amici» di Roma ha dichiarato che il 27 luglio 2013 Marino ere a tavola con la moglie, e non con un rappresentante dell’Organizzazione mondiale della Sanità. Fonte: qui





"IL PD E’ STATO ROVINATO DA RENZI, LUI HA FATTO VINCERE I CINQUESTELLE” 
IGNAZIO MARINO SI TOGLIE I MACIGNI DALLE SCARPE: “E’ UN EGOCENTRICO, HA CONDANNATO IL CENTROSINISTRA. NON SA NULLA DI ROMA E NON SE NE E’ MAI INTERESSATO - ZINGARETTI? NON RICORDO UN SUO SOSTEGNO AL MOMENTO IN CUI IL PD DECISE DI ANDARE DA UN NOTAIO PER FAR CADERE LA GIUNTA... 
ORFINI? E’ COME SPARARE SULLA CROCE ROSSA…”


"PD ROVINATO DA RENZI LUI HA FATTO VINCERE I 5S"
Fabio Martini per “la Stampa”

ORFINI MARINO RENZIORFINI MARINO RENZI
Il tempo passa ma l' uomo resta irriducibile alle regole del "sistema": dopo che la Cassazione gli ha restituito tutto intero il suo onore, le tv lo cercano per averlo in studio, ma il professor Ignazio Marino rimane su "Marte": «La tv? Sono a Filadelfia. non tornerò in Italia prima di Pasqua, ho i miei pazienti da seguire».

Dopo l' assoluzione, l'ex sindaco di Roma è diventato un eroe del web, ma Matteo Renzi e Matteo Orfini tengono il punto: Marino cadde non per colpa degli scontrini, ma perché incapace e lui risponde con freddezza: «Non conosco bene Renzi ma a me appare un egocentrico: ha distrutto il Pd e, con il Patto del Nazareno, ha condannato tutto il centrosinistra. Consentendo così alla destra populista della Lega di arrivare al governo senza alcuna opposizione».
RENZI MARINORENZI MARINO

Perché Renzi la delegittimò?
«Su Roma era mal consigliato da referenti di un Pd locale che il ministro Marianna Madia definì "un' organizzazione a delinquere sul territorio". Renzi non sapeva, e non sa nulla della Capitale. Non se ne è mai interessato, non ha mai chiamato il sindaco per chiedere spiegazioni sul trasporto pubblico o sui rifiuti. Si è persino negato al telefono quando lo chiamai, dopo che alcuni membri del Pd romano erano stati arrestati. Poteva essere di aiuto, non lo ha fatto. Ha preferito ascoltare Orfini e compagnia che poi hanno perso le elezioni».

Iniziò da Roma la deriva che portò alla sconfitta nazionale del Pd?
RENZI MARINO accoltellamentoRENZI MARINO ACCOLTELLAMENTO
«Il Pd a Roma era già stato sconfitto dopo che due elettori su tre mi scelsero come sindaco. Il Pd di fatto era all' opposizione contro la nostra giunta. Certamente quanto accadde a Roma ha aperto una voragine e allontanato un larghissimo numero di elettori anche nel resto d'Italia. Elettori che hanno una coscienza molto attenta e critica e non potranno fidarsi più di questo Pd».

L'inchiesta a suo danno fu aiutata da una manina politica?
«È plausibile pensare che dietro all' inchiesta vi sia stato chi ha fornito informazioni false. Oltre all' inchiesta c'è stato altro: lettere con proiettili, un piccione con la testa mozzata dinanzi a casa, le minacce alla mia famiglia, le campagne denigratorie di quasi tutta la stampa».

Quando lei cadde, i notabili del Pd tacquero, ma nelle scorse ore Zingaretti ha fatto un comunicato affettuoso. Apprezzato?
«Non sento Zingaretti dal 2015. Come Presidente della Regione avrebbe potuto fare moltissimo per Roma. Penso ai trasporti o alla gestione dei rifiuti. Ad ogni modo, i compagni (in senso lato) leali si riconoscono perché ci stanno a fianco sempre, anche nei momenti difficili. Certamente non ricordo un suo sostegno al momento in cui il Pd decise di andare da un notaio per far cadere la Giunta».

RENZI MARINORENZI MARINO
Continuano a dire di lei: onesto, ma non all' altezza. Immagine distorta o lei ci ha messo del suo?
«Certamente non ha aiutato contrastare il dominio di Manlio Cerroni, il Signore dei Rifiuti a Roma da decenni e che, come egli stesso affermò, aveva convissuto bene con tutti i sindaci che mi avevano preceduto. O la lobby dei camion bar, e neanche selezionare i manager delle aziende municipali sulla base del curriculum e non dell'appartenenza ai partiti; ostacolare la speculazione edilizia a Tor Vergata con il progetto delle Olimpiadi, battersi per i diritti civili. In 28 mesi mi sono guadagnato tanti nemici e il tempo non è stato sufficiente per incidere in profondità e far percepire a tutti i cittadini un cambiamento tangibile».

Cosa non funziona nell' amministrazione Raggi?
«Io ormai sono tornato a vivere negli Stati Uniti, a lavorare nel mio Ospedale e nella mia Università. Mi pare unanime il giudizio sul degrado progressivo, sulla decadenza, sull'incapacità di chi la amministra e sulla mancanza di visione e strategia da parte della sindaca. Anche l'onestà, tanto decantata, appare piuttosto traballante».

Tornerà a far politica?
RENZI MARINORENZI MARINO
«Una delle decisioni più felici della mia vita è stato tornare ad esercitare la mia professione. Essere vicino alle persone nel momento della malattia e avere il privilegio di insegnare ai medici di domani è il mestiere più bello del mondo. La sentenza per me un sollievo, ma resta la ferita per questi anni di fango subito ingiustamente. L' impegno civile non è passato, ma si può fare molto anche stando fuori dal circo della politica».


IGNAZIO MARINO: «ROMA SENZA PROSPETTIVA COLPA DEL PD E DEI 5STELLE»
Estratto dell’articolo di Simone Canettieri per “il Messaggero”

[…] Renzi e Orfini continuano a dire che la sua sfiducia avvenne per motivi legati alle vicende dell' amministrazione capitolina e non all' inchiesta. Ecco, cosa risponde?
«Il primo ha distrutto il Pd, lacerato il centrosinistra e consegnato il Paese alla destra, sovranista e populista. Il secondo ha perso miseramente le elezioni a Roma. Che vuole commentare? Sarebbe come sparare sulla Croce Rossa».
RENZI FA CAMPAGNA ELETTORALE PER MARINORENZI FA CAMPAGNA ELETTORALE PER MARINO

[…] L' esposto contro di lei venne firmato anche dai grillini. In particolare dall' allora capogruppo Marcello De Vito. Dopo l' arresto del grillino per corruzione cosa ha pensato?
«Guardi, l'arresto di De Vito è un fatto grave e fa un gran male a tutti. È il segno che Roma non riesce a cambiare, che attorno alla politica continuano a gravitare troppi interessi negativi. Io non ho risentimento, sono deluso e amareggiato per la malafede e la disonestà intellettuale dei grillini».
IGNAZIO MARINO E MATTEO RENZIIGNAZIO MARINO E MATTEO RENZI

[…] Ma dunque è pronto a impegnarsi di nuovo per la politica e magari a ritornare in Campidoglio come qualcuno sussurra in queste ore?
«L'impegno è un mio stile di vita, una priorità da sempre. Non smetterò mai di impegnarmi per migliorare le cose, per aiutare la collettività. Ma per impegnarsi non c' è solo la politica, o almeno questa politica».

Chi voterà alle Europee?
«Sarò in America e non si può votare per le europee». Fonte: qui