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martedì 24 dicembre 2019

PER TRUCCARE I TEMI SI FINGEVANO GAY: ARRESTATE 6 PERSONE NEL NAPOLETANO TRA CUI IL SINDACO DI SANT’ANASTASIA


ECCO COME FUNZIONAVA IL SISTEMA: MAZZETTE IN CAMBIO DI POSTI PUBBLICI. 
TUTTO RUOTAVA ATTORNO A UN ALGORITMO E A UN BUNGALOW PER COPPIETTE SOTTO IL VESUVIO, DOVE L’EX SEGRETARIO COMUNALE E L’IMPRENDITORE SI RINCHIUDEVANO PER …
Daniela Spadaro per ilmattino.it
lello abete 12LELLO ABETE 
Per truccare i concorsi e sostituire materialmente gli elaborati, due degli indagati della «concorsopoli» di Sant’Anastasia si fingevano una coppia gay e si nascondevano in un camping dell’area pompeiana. Il particolare che potrebbe sembrare piccante, ma rivela invece la disinvoltura di chi si ammantava di ogni cautela per evitare rischi, riguarda due delle persone detenute nel carcere di Poggioreale. L’ex segretario comunale di Sant’Anastasia, Egizio Lombardi, e l’imprenditore salernitano Alessandro Montuori agivano insieme, come ha raccontato ai giudici uno dei partecipanti al concorso snocciolando tutti i particolari riferiti dall’altro componente della cricca, Pasquale Iorio.
guardia di finanzaGUARDIA DI FINANZA
Il sistema funzionava così: il candidato pagante, cooptato da Iorio su presunta indicazione dell’indagato più eccellente, il sindaco di Sant’Anastasia Lello Abete, consegnava parte dei soldi prima della prova. Nel caso specifico, trattandosi dei posti a concorso di categoria C, il totale era di 20mila euro. Tre le prove da affrontare, la prima consisteva in quiz multipli e ai candidati «privilegiati» veniva raccomandato di annerire bene caselle a caso, poi ci avrebbe pensato l’ormai noto giochetto al quale Iorio si riferiva come ad un non meglio precisato «algoritmo».
Passati i quiz, c’era la prova scritta e infine l’orale. Al candidato erano fornite sei tracce che avrebbe dovuto sviluppare e salvare su una pen-drive. La pennetta finiva nelle mani di Lombardi, detto anche «‘o presidente» per il suo ruolo nelle commissioni d’esame. Il candidato doveva poi ricopiare le tracce sui fogli protocollo forniti da Iorio, una modifica dell’ultimo momento giacché l’organizzazione aveva dovuto rivedere tutto per la presenza di un candidato pagante, un altro, al quale Iorio si riferiva come «la Capra». Gli elaborati sarebbero stati sostituiti in sede di concorso da Lombardi e Montuori, cosa facile poiché – ancorché custoditi in cassaforte nella sede del Municipio di Sant’Anastasia – erano accessibili al segretario che ne aveva le chiavi. Sia quelle del Comune, sia quelle della cassaforte.
lello abeteLELLO ABETE
Lo scambio avveniva in un discreto bungalow per coppiette sotto il Vesuvio, dove Lombardi e Montuori si rinchiudevano, avendo stabilito che se qualcuno li avesse notati avrebbero finto di essere una coppia omosessuale. Tutto fila liscio per il candidato che aveva già versato 10mila euro ma dopo le prove scritte si approssimava la tornata elettorale e mentre Iorio si lamentava del sindaco che a suo dire «parlava troppo», il segretario volava in vacanza a New York. A luglio, ad elezioni vinte da Abete, al candidato che ha poi raccontato tutto in Procura, furono consegnate le domande per l’orale. All’esame, per la copertura di sei posti, si classificò quarto.
guardia di finanzaGUARDIA DI FINANZA
Su queste e su molte altre circostanze avrebbero dovuto ieri rispondere al gip Fortuna Basile e ai pm Luca Pisciotta e Antonella Vitagliano gli indagati. Lello Abete (difeso dagli avvocati Giovanni Pansini e Isidoro Spiezia), l’ex segretario Lombardi (avvocato Antonio De Simone), Alessandro Montuori (avvocati Vincenzo Desiderio e Antimo D’Alterio) e Pasquale Iorio (avvocato Sabato Graziano), si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Ma il sindaco continua a professarsi estraneo ai fatti. Tutto ciò mentre si è espresso anche il Riesame rispetto alle istanze di Lombardi e Montuori, annullando parzialmente la misura cautelare in riferimento al reato associativo – decisione per cui il pm potrebbe proporre ricorso in Cassazione - e confermando tutte le altre relative alla corruzione, con relativa esigenza di custodia in carcere.
Fonte: qui

sabato 16 novembre 2019

RUBAVA I SOLDI DELLE BOLLETTE DELL'ACQUA: IN MANETTE L'AVVOCATO DEL COMUNE DI TAORMINA

ERA STATO INCARICATO DI RECUPERARE GLI ARRETRATI DAI MOROSI, HA RAZZIATO 800MILA EURO 
DURANTE LE PERQUISIZIONI NELL'ABITAZIONE DELL'EX DIRIGENTE COMUNALE, E' STATO TROVATO E SEQUESTRATO UN PIZZINO CHE LO INCASTREREBBE 
DIVIETO DI DIMORA IN CITTA' PER UN EX DIRIGENTE SUO COMPLICE...

SALVO PALAZZOLO per repubblica.it 
Il Comune di Taormina gli aveva affidato il compito delicato di recuperare i soldi dei tanti morosi che non pagavano l’acqua. Lui si era dedicato giorno e notte all’incarico, era riuscito a incassare quasi un milione di euro, però quei soldi li ha versati sul suo conto.
Questa mattina, i finanzieri del comando provinciale di Messina hanno arrestato l’avvocato Francesco La Face, 60 anni, il gip gli ha imposto i domiciliari ritenendolo responsabile dei reati di peculato e corruzione. L’indagine coordinata dalla procura diretta da Maurizio de Lucia ha fatto scattare anche un secondo provvedimento, per il dirigente comunale oggi in pensione Giovanni Coco, 67 anni: per lui il giudice delle indagini preliminari ha disposto il divieto di dimora a Taormina.
Arriva pure un maxi sequestro di beni, per recuperare quanto sottratto alle casse pubbliche: sigilli a tre immobili dell’avvocato e ad alcuni conti bancari del dirigente in pensione, che avrebbe intascato una mazzetta da 26 mila euro per non segnalare quanto avveniva.
guardia di finanza taormina pizzinoGUARDIA DI FINANZA TAORMINA PIZZINO
L’inchiesta del comando provinciale oggi diretto dal colonnello Gerardo Mastrodomenico è nata casualmente, dopo una verifica fiscale nello studio del professionista di Taormina. Nell’abitazione del dirigente comunale è stato invece trovato un “pizzino” che per l’accusa prova i rapporti illeciti fra i due indagati.
Ma anche molti altri sapevano e tacevano. Scrive la Guardia di finanza in una nota diffusa stamattina: “Questa strutturata ed indisturbata attività di sistematica appropriazione di denaro pubblico risultava nota a molti impiegati, come emerge dal contenuto delle intercettazioni, purtroppo però, come spesso le cronache giudiziarie registrano, l’omertà e la connivenza dei pubblici dipendenti sono diventati il volano del perpetrarsi nel tempo delle condotte illecite”.
15 Novembre 2019
Fonte: qui

martedì 22 ottobre 2019

ASSENTEISTI AL COMUNE DI PIEDIMONTE ETNEO VICINO CATANIA, IL BADGE LO TIMBRANO I RAGAZZINI, 48 INDAGATI

VOLEVANO FARE I FURBETTI MA… 
L’ACCUSA È DI TRUFFA AGGRAVATA PER I DIPENDENTI COMUNALI 
SECONDO GLI INVESTIGATORI GLI IMPIEGATI ASSENTI AVREBBERO CHIESTO DI... 
LE RIPRESE VIDEO CHE INCHIODANO I RAGAZZINI 



ASSENTEISMO AL COMUNE DI PIEDIMONTE ETNEOASSENTEISMO AL COMUNE DI PIEDIMONTE ETNEO
Timbrano il badge e tornano a casa. I carabinieri di Catania hanno comunicato la conclusione delle indagini in merito alla condotta di 48 dipendenti del comune di Piedimonte Etneo. Dalle immagini registrate, i militari hanno avuto modo di ricostruire il modus operandi degli impiegati per fingere la loro presenza sul posto di lavoro.

Secondo gli investigatori i colleghi assenti avrebbero chiesto ai colleghi di vidimare il badge per poi presentarsi sul posto di lavoro più tardi, o non presentarsi affatto. Coinvolti nella truffa anche dei minorenni, ripresi mentre vidimano il badge al posto degli adulti.

17 Ottobre 2019

Fonte: qui

giovedì 17 gennaio 2019

AMPLESSI E MAZZETTE - FAVORI SESSUALI IN CAMBIO DI LICENZE EDILIZIE



SEI ARRESTI TRA FUNZIONARI COMUNALI E IMPRENDITORI A CASTEL VOLTURNO 

QUELLA MESSA IN PIEDI DALLA BANDA ERA UNA VERA E PROPRIA COMPRAVENDITA  DI PRATICHE  IN UNA ZONA IN CUI L’ABUSIVISMO EDILIZIO È UNA PIAGA CHE INTERESSA CENTINAIA DI MANUFATTI…

Mary Liguori e Biagio Salvati per ilmattino.it

Favori sessuali in cambio di pratiche edilizie al comune di Castel Volturno. È una delle accuse agli atti dell’inchiesta che, questa mattina, ha portato all’arresto di sei persone, tra le quali quattro dipendenti del Municipio e un tecnico esterno nonché al divieto di dimora per un dirigente dell’Imat, istituto di navigazione del Villaggio Coppola.

La Procura di Santa Maria Capua Vetere - diretta da Maria Antonietta Troncone - ha spiegato nel corso di una conferenza stampa che quella messa in piedi dalla cricca era una vera e propria compravendita  di pratiche e permessi edilizi al Comune di Castel Volturno, dove peraltro l’abusivismo edilizio è una piaga che interessa centinaia di manufatti.

sesso ufficioSESSO UFFICIO
Piove sul bagnato nella Benin City della Campania, dunque, dove i carabinieri del Reparto territoriale di Mondragone hanno arrestato il comandante dei vigili di urbani, Luigi Cassandra, il capo dell’Utc Carmine Noviello e l’addetto all’ufficio tecnico Antonio Di Bona. Quest’ultimo avrebbe chiesto favori sessuali e ricariche telefoniche in cambio di aggiustamenti di pratiche. Gli altri arrestati sono il geometra Giuseppe Verazzo, Giuseppe Russo, tecnico comunale . Disposto il divieto di dimora per Rosario Trapanese dell’Imat. In corso approfondimenti sulle responsabilità politiche dell’amministrazione comunale in carica, retta dal sindaco Dimitri Russo.
Sono quindici in tutto gli indagati in stato di libertà per i quali non è stata chiesta alcuna misura cautelare.

L’ordinanza che sconvolge il Municipio del litorale dominio porta la firma del gip Alessandra Grammatica. Agli atti d’accusa sono contestati, a vario titolo, i reati di corruzione, concussione, falso ideologico in atto pubblico, indebita induzione a dare o promettere utilità.

carabinieriCARABINIERI
I fatti, ricostruiti dai pm Vincenzo Quaranta e Giacomo Urbano, si sarebbero verificati a partire dal 2016, momento in cui l’inchiesta ha preso le mosse grazie alla denuncia di un cittadino che aveva presentato delle istanze in merito a pratiche riguardanti la documentazione sismica nel complesso residenziale Le Anfore.

Fonte: qui