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giovedì 26 dicembre 2019

TERRACINA. ARRESTATI DUE POLIZIOTTI PER CONCUSSIONE E ARRESTO ILLEGALE

Procura della Repubblica di Latina
Procura della Repubblica di Latina
Arresti domiciliari eseguiti dalla Squadra Mobile e gli agenti del Commissariato di Terracina per due poliziotti accusati di concussione e arresto illegali
Venerdì scorso è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Latina Pierpaolo Bortone, dopo la richiesta del pm Valerio De Luca, nei confronti di due poliziotti Simone Caiazzo e Antonio Petruccetti. A scriverlo nell’edizione odierna è il quotidiano “Latina Editoriale Oggi“.
Caiazzo, secondo gli inquirenti, avrebbe pagato a un venditore 27.300 euro per un’automobile mai ricevuta. Al che, a giugno, ne sarebbe nata un’inchiesta per truffa con vittima l’agente di polizia il quale, passati sei mesi, sarebbe stato indagato a sua volta per concussione insieme all’altro collega Petruccelli.
La ricostruzione della Procura ha stabilito che Caiazzo e Petruccelli si sarebbero recati nella sede di un’associazione in cui si trovava la moglie del venditore. Una volta lì, la situazione si sarebbe fatta tesa a tal punto che la moglie del venditore avrebbe voluto chiamare la Polizia, mentre un’altra persona presente in loco ha chiamato i Carabinieri.
Arrivati i militari dell’Arma, i due poliziotti si sono presentati richiedendo l’arresto del venditore e della moglie in quanto, secondo loro, avrebbero commesso il reato di resistenza a pubblico ufficiale. Al contrario, per i due coniugi il reato sarebbe stato imputabile ai due poliziotti che – ha sostenuto la coppia – li avrebbero aggrediti.
Due versioni discordanti prese in mano dalla Procura di Latina che, dopo sei mesi di indagine, ha deciso che sono i due poliziotti a dover essere arrestati e sottoposti ai domiciliari con accuse che vanno, a vario titolo, dalla concussione alla falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale, dalla calunnia all’arresto illegale. 
Fonte: qui

giovedì 17 gennaio 2019

AMPLESSI E MAZZETTE - FAVORI SESSUALI IN CAMBIO DI LICENZE EDILIZIE



SEI ARRESTI TRA FUNZIONARI COMUNALI E IMPRENDITORI A CASTEL VOLTURNO 

QUELLA MESSA IN PIEDI DALLA BANDA ERA UNA VERA E PROPRIA COMPRAVENDITA  DI PRATICHE  IN UNA ZONA IN CUI L’ABUSIVISMO EDILIZIO È UNA PIAGA CHE INTERESSA CENTINAIA DI MANUFATTI…

Mary Liguori e Biagio Salvati per ilmattino.it

Favori sessuali in cambio di pratiche edilizie al comune di Castel Volturno. È una delle accuse agli atti dell’inchiesta che, questa mattina, ha portato all’arresto di sei persone, tra le quali quattro dipendenti del Municipio e un tecnico esterno nonché al divieto di dimora per un dirigente dell’Imat, istituto di navigazione del Villaggio Coppola.

La Procura di Santa Maria Capua Vetere - diretta da Maria Antonietta Troncone - ha spiegato nel corso di una conferenza stampa che quella messa in piedi dalla cricca era una vera e propria compravendita  di pratiche e permessi edilizi al Comune di Castel Volturno, dove peraltro l’abusivismo edilizio è una piaga che interessa centinaia di manufatti.

sesso ufficioSESSO UFFICIO
Piove sul bagnato nella Benin City della Campania, dunque, dove i carabinieri del Reparto territoriale di Mondragone hanno arrestato il comandante dei vigili di urbani, Luigi Cassandra, il capo dell’Utc Carmine Noviello e l’addetto all’ufficio tecnico Antonio Di Bona. Quest’ultimo avrebbe chiesto favori sessuali e ricariche telefoniche in cambio di aggiustamenti di pratiche. Gli altri arrestati sono il geometra Giuseppe Verazzo, Giuseppe Russo, tecnico comunale . Disposto il divieto di dimora per Rosario Trapanese dell’Imat. In corso approfondimenti sulle responsabilità politiche dell’amministrazione comunale in carica, retta dal sindaco Dimitri Russo.
Sono quindici in tutto gli indagati in stato di libertà per i quali non è stata chiesta alcuna misura cautelare.

L’ordinanza che sconvolge il Municipio del litorale dominio porta la firma del gip Alessandra Grammatica. Agli atti d’accusa sono contestati, a vario titolo, i reati di corruzione, concussione, falso ideologico in atto pubblico, indebita induzione a dare o promettere utilità.

carabinieriCARABINIERI
I fatti, ricostruiti dai pm Vincenzo Quaranta e Giacomo Urbano, si sarebbero verificati a partire dal 2016, momento in cui l’inchiesta ha preso le mosse grazie alla denuncia di un cittadino che aveva presentato delle istanze in merito a pratiche riguardanti la documentazione sismica nel complesso residenziale Le Anfore.

Fonte: qui