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venerdì 6 marzo 2020

IN LOMBARDIA IL 12% DEI CONTAGIATI DAL CORONAVIRUS SONO INFERMIERI E MEDICI.

MANCANO 250 UNITÀ, GLI OSPEDALI RISCHIANO DI FERMARSI PROPRIO MENTRE DEVONO RISPONDERE A UNA RICHIESTA DI ASSISTENZA SENZA PRECEDENTI 
A ROMA E NEL LAZIO, DOPO I 14 NUOVI POSITIVI DI IERI CHE SONO PASSATI DAL PRONTO SOCCORSO, RISCHIANO DI DOVERSI FERMARE PER RAGIONI PRUDENZIALI CIRCA CENTO UNITÀ DEL PERSONALE MEDICO…
Mauro Evangelisti per “il Messaggero”

un malato di coronavirus trasportato in ospedaleUN MALATO DI CORONAVIRUS TRASPORTATO IN OSPEDALE
In Lombardia il 12 per cento dei contagiati sono infermieri e medici. Mancano 250 unità, gli ospedali rischiano di fermarsi proprio mentre devono rispondere a una richiesta di assistenza dei pazienti senza precedenti. A Roma e nel Lazio, dopo i 14 nuovi positivi di ieri che sono passati dal pronto soccorso, ospedali come San Giovanni, Policlinico Casilino, Sant'Andrea, San Filippo Neri, Velletri e Latina rischiano di doversi fermare per ragioni prudenziali, circa cento unità del personale medico, anche se secondo la Regione Lazio, alla luce degli ultimi controlli incrociati, quella cifra dovrebbe essere attorno a 40-50.

ASSEDIO
PRONTO SOCCORSO OSPEDALE CODOGNOPRONTO SOCCORSO OSPEDALE CODOGNO
Ma la sintesi è che l'avanzata del coronavirus sta non solo riempiendo i reparti di terapia intensiva, ma svuotando le corsie di personale che, per ragioni di cautela, deve andare in quarantena. Sempre a Roma all'ospedale Bambino Gesù ci sono due medici in isolamento perché hanno avuto contatti con pazienti positivi (dalla struttura precisano che comunque si attende l'esito dei test e i due professionisti non stanno lavorando); all'ospedale San Camillo un medico è positivo, quindi a casa in isolamento, perché è rimasto contagiato mentre era in settimana bianca in Veneto.

Altri esempi: dodici tra infermieri e operatori dell'ospedale Molinette, a Torino, sono stati messi in quarantena precauzionale dopo il caso di un paziente risultato positivo al coronavirus. Di questo passo, tra medici infettati (attorno alla zona rossa di Codogno la situazione è drammatica) e quelli in quarantena, gli ospedali si fermano. Per questo Luca Zaia, il presidente del Veneto, regione a cui mancano 400 tra medici e infermieri a causa del coronavirus, ieri ha attaccato: «Voglio chiedere che si metta mano alla norma e si dia modo ai medici di poter operare anche se presentano dei contatti con persone positive. Non possiamo mettere in isolamento fiduciario i medici per 14 giorni».
INFERMIERI ALL OSPEDALE DI CODOGNO CON MASCHERINE MA SENZA GUANTIINFERMIERI ALL OSPEDALE DI CODOGNO CON MASCHERINE MA SENZA GUANTI

La proposta: effettuare il test ogni giorno, ma se il medico o l'infermiere risulta asintomatico e negativo consentirgli di continuare a lavorare, sia pure con la mascherina. Giulio Gallera, assessore alla Sanità della Lombardia, spiega: «Noi già lo facciamo, altrimenti tutto si ferma.

E poi abbiamo ridotto del 70 per cento gli interventi di elezione, lunedì blocchiamo l'attività ambulatoriale differibile. Abbiamo anticipato le lauree del corso infermieristico previste ad aprile e partiamo con le assunzioni di 315 operatori. Infine, richiamiamo medici e infermieri in pensione. Voglio rassicurare i lombardi sul fatto che tutte le attività urgenti e non differibili, sia per i pazienti cronici che per il resto dei lombardi, verranno assicurate».

CORSA
coronavirus casi in italiaCORONAVIRUS CASI IN ITALIA
Si tratta di una corsa contro il tempo perché mentre aumenta il numero dei contagiati e diminuisce quello del personale sanitario disponibile, anche nelle regioni senza zona rossa, si stanno esaurendo i posti di terapia intensiva. A Roma ieri solo per il coronavirus sono diventati sette i pazienti in rianimazione. Per ora è un numero sostenibile, ma cosa succederà se il ritmo di crescita dei positivi e della parte che necessita di respirazione assistita dovesse essere in linea con quello di questi giorni o con quello del resto d'Italia?

Nel Lazio ci sono 540 posti di terapia intensiva, ma sono già occupati all'80 per cento, visto che comunque vi sono anche altre patologie che normalmente richiedono questo tipo di assistenza. Per questo si sta correndo ai ripari. «In questo momento - spiega l'assessore alla Salute del Lazio, Alessio D'Amato - la priorità è garantire tutte le procedure di sicurezza, evitare nuove quarantene al personale sanitario e attuare la prima fase del potenziamento delle terapie intensive con 77 nuovi posti».

coronavirus 2CORONAVIRUS 
In totale, i letti aggiuntivi per questo tipo di emergenza dovranno essere almeno 153, anche se in caso di necessità questo numero può essere aumentato. Altro nodo è quello dei test: nel Lazio fino ad oggi 1.175 («molto più della Francia» sottolineano in Regione), ma dopo l'incremento di ieri di nuovi casi si è compreso che centralizzare tutto nel laboratorio dello Spallanzani alla lunga potrebbe diventare insostenibile. Per questo sono stati attivati anche altri quattro laboratori, in modo da velocizzare le verifiche, anche se l'hub di riferimento resterà quello dello Spallanzani.

Fonte: qui


Made with Flourish
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TRA ROMA E IL RESTO DEL LAZIO CI SONO QUATTORDICI NUOVI CASI POSITIVI, IN TOTALE SIAMO A 44 
UNA PAZIENTE 87ENNE, CON GRAVI PROBLEMI CARDIACI, È DECEDUTA CON IL CORONAVIRUS (MA NON A CAUSA DEL VIRUS) 
UN MEDICO DEL SAN CAMILLO È RISULTATO POSITIVO, DOPO LA SETTIMANA BIANCA IN VENETO E RIMASTO IN ISOLAMENTO A CASA 
DUE NUOVI CASI A POMEZIA: C'È IL SOSPETTO CHE SIANO COLLEGATI CON LA FAMIGLIA DEL POLIZIOTTO DEL COMMISSARIATO DI SPINACETO…

Mauro Evangelisti per “il Messaggero”

coronavirus romaCORONAVIRUS ROMA
Tra Roma e il resto del Lazio quattordici nuovi casi positivi, in totale siamo a quota 44. Una paziente è deceduta con il coronavirus («ma non a causa del coronavirus»), era stata ricoverata mese e mezzo fa all'ospedale San Giovanni, e una domanda drammatica: era già positiva quando è arrivata, è stata contagiata in reparto, è stata infettata da un parente del nord venuto a visitarla? Alcuni grandi ospedali sono stati coinvolti dal passaggio di pazienti infetti (Sant'Andrea, Policlinico Casilino, San Filippo Neri e Santo Spirito).

coronavirus romaCORONAVIRUS ROMA
Un medico del San Camillo è risultato positivo, dopo la settimana bianca in Veneto e rimasto in isolamento a casa. Due nuovi casi, infine, a Pomezia: c'è il sospetto che siano collegati con la famiglia del poliziotto del commissariato di Spinaceto, residente nella cittadina dell'hinterland romano. È stato uno dei giorni più difficili per la Capitale. «Se continua l'aumento dei contagiati con questo ritmo, il sistema andrà in crisi», dice un medico di un pronto soccorso.

EMERGENZA
coronavirus romaCORONAVIRUS ROMA
All'Ospedale San Giovanni di Roma una paziente, una donna di 87 anni ricoverata dal 17 gennaio prima in medicina, poi in terapia intensiva cardiologica, è morta ed è risultata positiva al Coronavirus. Secondo le prime verifiche, la donna aveva dei parenti del nord Italia che le avevano fatto visita. Si tratta del primo decesso nella Capitale, ma dalla Regione Lazio precisano: «Era cardiopatica, ha avuto una severa endocardite, in quanto portatrice di protesi valvolare, seguita da una problematica respiratoria. È quindi possibile affermare, stante il complesso quadro clinico, che la donna sia deceduta con il Covid-19 e non a causa dello stesso».

Questo però non è sufficiente a garantire che non ci sia un problema di diffusione del coronavirus nella struttura, anche perché per un paziente di un altro reparto un primo tampone ha dato esito positivo (ma serve la conferma). «Sono stati individuati i contatti all'interno dell'ospedale, tutti asintomatici, ed è in corso la verifica da parte della Asl Roma 1 sulle visite e i contatti esterni per il completamento dell'indagine epidemiologica».
coronavirus romaCORONAVIRUS ROMA

All'ospedale San Giovanni è stato individuato un altro paziente positivo, in questo caso trasferito dal Policlinico Tor Vergata, anche lui con patologie differenti, ricoverato in Pneumologia. Secondo i primi riscontri, non c'è alcuna relazione con la donna deceduta. C'è il rischio che sia necessario chiudere qualche reparto?

In Regione lo escludono, tra l'altro c'è da attendere la conferma dell'Istituto superiore della sanità, perché, a causa del decesso della donna - che era passata in pronto soccorso, in medicina d'urgenza, in terapia intensiva coronarica - le verifiche si sono fermate dopo il primo tampone. Ma oltre al decesso di ieri, Roma e il Lazio devono fare i conti con una impennata dei casi, anche se l'assessore regionale alla Salute, Alessio D'Amato, invita a non fare allarmismo: «Siamo comunque sempre a isolare i vari casi, per ora sono numeri che possiamo gestire».

coronavirus romaCORONAVIRUS ROMA
Il totale dei contagiati è passato da 30 a 44: 7 sono in terapia intensiva, 20 ricoverati in altri reparti, 14 in isolamento domiciliare, 3 i guariti. Al San Filippo Neri è scattato l'allarme perché il 3 marzo un uomo, già in cura per una patologia oncologica, è andato in pronto soccorso: aveva avuto un infarto, dunque per i medici nulla che facesse pensare al Coronavirus. Successivamente, a causa di una crisi respiratoria, è stato effettuato il tampone ed è emersa la positività al Covid-19. Medici e infermieri sono state messi sotto sorveglianza, mentre si sta indagando per capire come l'uomo sia stato contagiato.

Secondo i primi riscontri, la moglie, anch'ella malata, è ricoverata in Veneto, ma ci sono approfondimenti in corso. A Pomezia, sono positivi una donna di 91 anni e un uomo di 51: le indagini in corso servono a capire se vi sia un collegamento con la famiglia del poliziotto. In realtà, a preoccupare è soprattutto la storia di Cisterna di Latina, con il paziente passato dal pronto soccorso di Velletri e ora grave allo Spallanzani.

roma deserta per il coronavirus 3ROMA DESERTA PER IL CORONAVIRUS 
Si tratta di un bracciante agricolo di origini indiane e, vista la precarietà della sua attività, appare molto complicato ricostruire la rete dei contatti dell'uomo nella provincia di Latina. In totale, i contagiati in quella zona sono otto. Infine, allarme anche al Policlinico Casilino, ieri mattina, dove per il passaggio di un paziente poi rivelatosi positivo, si è temuta la chiusura del pronto soccorso. Sarà sufficiente, invece, isolare parte del personale. «Il problema - racconta chi vive in prima linea questa battaglia - è capire cosa accadrà. Ci sentiamo come chi aspetta lo tsunami».

Fonte: qui

giovedì 26 dicembre 2019

TERRACINA. ARRESTATI DUE POLIZIOTTI PER CONCUSSIONE E ARRESTO ILLEGALE

Procura della Repubblica di Latina
Procura della Repubblica di Latina
Arresti domiciliari eseguiti dalla Squadra Mobile e gli agenti del Commissariato di Terracina per due poliziotti accusati di concussione e arresto illegali
Venerdì scorso è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Latina Pierpaolo Bortone, dopo la richiesta del pm Valerio De Luca, nei confronti di due poliziotti Simone Caiazzo e Antonio Petruccetti. A scriverlo nell’edizione odierna è il quotidiano “Latina Editoriale Oggi“.
Caiazzo, secondo gli inquirenti, avrebbe pagato a un venditore 27.300 euro per un’automobile mai ricevuta. Al che, a giugno, ne sarebbe nata un’inchiesta per truffa con vittima l’agente di polizia il quale, passati sei mesi, sarebbe stato indagato a sua volta per concussione insieme all’altro collega Petruccelli.
La ricostruzione della Procura ha stabilito che Caiazzo e Petruccelli si sarebbero recati nella sede di un’associazione in cui si trovava la moglie del venditore. Una volta lì, la situazione si sarebbe fatta tesa a tal punto che la moglie del venditore avrebbe voluto chiamare la Polizia, mentre un’altra persona presente in loco ha chiamato i Carabinieri.
Arrivati i militari dell’Arma, i due poliziotti si sono presentati richiedendo l’arresto del venditore e della moglie in quanto, secondo loro, avrebbero commesso il reato di resistenza a pubblico ufficiale. Al contrario, per i due coniugi il reato sarebbe stato imputabile ai due poliziotti che – ha sostenuto la coppia – li avrebbero aggrediti.
Due versioni discordanti prese in mano dalla Procura di Latina che, dopo sei mesi di indagine, ha deciso che sono i due poliziotti a dover essere arrestati e sottoposti ai domiciliari con accuse che vanno, a vario titolo, dalla concussione alla falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale, dalla calunnia all’arresto illegale
Fonte: qui

mercoledì 24 luglio 2019

Cimitero di Latina, la resa di Lbc: pagate la tassa sul morto sennò dobbiamo ulteriormente compensare Ipogeo


“Latina Bene Comune procederà alla verifica degli adempimenti contrattuali con eventuale revoca della gestione per le vistose inadempienze riscontrate direttamente dai cittadini. In caso di contenzioso in Tribunale con l’attuale gestore verranno citati per danni erariali gli amministratori del Comune che hanno provocato la situazione attuale”. Così si legge alla pagina 4, paragrafo “emergenza cimitero” del programma di governo delle liste che sostenevano nella primavera del 2016 la candidatura a sindaco di Damiano Coletta, poi eletto al ballottaggio nel mese di giugno. Ieri un vistoso segnale di resa, soprattutto per quanto riguarda la famigerata “tassa sul morto” introdotta nel regolamento di gestione relativa alla convenzione stipulata tra il Comune di Latina e la società Ipogeo entrata in vigore nel 2009. Una tassa per il mantenimento e la manutenzione del loculo applicata retroattivamente anche alle sepolture precedenti in virtù del nuovo regolamento che – hanno spiegato ieri l’assessore Emilio Ranieri e il dirigente Nunzia Lanzillotta  – modificava e sostituiva i precedenti nei quali era invece previsto che nel contratto di concessione loculo era inclusa la spesa per la manutenzione dello stesso.
Quasi alla metà del guado dell’amministrazione comunale in carica, e dopo una serie di “stiamo studiando”, è arrivata ieri in commissione Trasparenza – l’organismo presieduto dalla consigliera Nicoletta Zuliani che più volte ha posto all’ordine del giorno il cimitero – con la consapevolezza che l’Ipogeo si trova in una botte di ferro e che contro quella convenzione e quel regolamento tutto sbilanciato a favore del gestore si sarebbero dovuti promuovere ricorsi in sede di giustizia amministrativa, i cui termini sono ormai abbondantemente scaduti. Detto ciò il messaggio è il seguente: pagate la tassa sul morto perché è prevista dal regolamento.
Ogni ipotesi di modifica andrebbe compensata sul piano dell’equilibrio economico-finanziario. In altre parole se a Ipogeo togli l’introito della tassa sul morto gli devi dare qualche altra cosa.
Una sintesi mal digerita dalle associazioni Codacos e Codici che ieri hanno preso parte alla commissione Trasparenza con la presenza dei referenti Massimo Cusumano e Antonio Bottoni i quali a turno hanno messo in luce una serie di contraddizioni tra la convenzione e il regolamento e l’illegittimità dell’applicazione retroattiva della tassa sul morto.
Fonte: qui

giovedì 13 giugno 2019

UN GATTO È STATO SCUOIATO E ARROSTITO AD APRILIA: UN UOMO SENZA FISSA DIMORA DISPERATO PER LA FAME HA CUCINATO E MANGIATO L’ANIMALE RANDAGIO IN UN PARCHEGGIO INCUSTODITO



GATTO SCUOIATO E ARROSTITO AD APRILIA

gatto randagio scuoiato e arrostito ad apriliaGATTO RANDAGIO SCUOIATO E ARROSTITO AD APRILIA

Un gatto è stato scuoiato e arrostito sulla brace in pieno giorno per essere mangiato nel parcheggio della stazione ferroviaria di Campoleone, ad Aprilia (Latina). È successo lo scorso 5 giugno. Il responsabile sarebbe un uomo senza fissa dimora. La Lav ha ricevuto il video-choc e ha pubblicato un foto di un frame. Il filmato è stato inviato da un cittadino che segnalato l’accaduto e denunciato la situazione di degrado, anche per gli animali, in cui da tempo versa l’area.

Secondo le testimonianze di chi frequenta abitualmente la stazione, riporta la Lav, il parcheggio, incustodito, è da sempre teatro di reati, dai furti d’auto ai reati sugli animali, in particolare l’abbandono. Nonostante la situazione di degrado, nell’area gravitano e vivono pacificamente cani e gatti randagi, che vengono accuditi volontariamente dai cittadini, gli stessi che alcuni giorni fa si sono trovati ad assistere impotenti alla macabra scena.
gatto randagio scuoiato e arrostito ad aprilia 1GATTO RANDAGIO SCUOIATO E ARROSTITO AD APRILIA 

L’uomo, aggiunge la Lav, si sarebbe difeso sostenendo di non essere responsabile della morte del gatto, ma lo avrebbe trovato senza vita, probabilmente investito. Al momento però non c'è nessuna prova a conferma della tesi. L’autore dei fatti però avrebbe confermato di aver scuoiato l’animale con l’intento di cibarsene, una volta arrostito sul fuoco, acceso nel parcheggio. La Lav dichiara di unirsi all’appello dei cittadini denuncianti, chiedendo al Sindaco del Comune di Aprilia, ai Comandi dei Carabinieri e della Polizia di competenza territoriale, maggior controllo e azioni specifiche a tutela degli animali presenti sul territorio. Fonte: qui

mercoledì 13 marzo 2019

Latina, inchiesta sui forconi: in quattro rischiano il rinvio a giudizio

Latina - Il pm contesta anche l'accusa di associazione per delinquere. L'operazione condotta dalla Digos


La Procura di Latina ha chiuso l'inchiesta e per alcuni indagati ha disposto l'archiviazione per altri invece il rischio è quello di essere rinviati a giudizio in occasione dell'udienza preliminare che sarà celebrata davanti al giudice del Tribunale Giorgia Castriota. 

L'inchiesta è quella sui Forconi condotta dal personale della Digos di Latina dove viene contestata l'associazione per delinquere. Alcuni imputati sono accusati di violenza privata nei confronti di alcuni parlamentari e poi anche di resistenza a pubblico ufficiale per episodi simili a quello avvenuto ha sottolineato la Procura di Latina nella richiesta di rinvio a giudizio - nei confronti dell'ex parlamentare Osvaldo Napoli. Gli inquirenti hanno contestato anche l'istigazione ai fatti di violenza tramite i social network 

E'stato il pm Valerio De Luca a tirare le somme dell'inchiesta e a chiedere il rinvio a giudizio nei confronti di quattro persone. L'operazione della Digos di Latina era scattata nel marzo del 2017 con una serie di perquisizioni che avevano portato a sequestrare anche dei documenti tra cui uno che invitava ad arrestare tutti i parlamentari e il Capo dello Stato e il presidente del Consiglio. Erano state 18 le perquisizioni in tutta Italia di cui sei, la cui posizione è stata archiviata. Dei 18 dunque in cinque rischiano di andare a processo. 

«Era una rudimentale forma di associazione», aveva detto all'epoca dei fatti il dirigente della Digos di Latina Walter Dian che aveva coordinato l'operazione. Nel corso dell'operazione erano stati sequestrati anche computer, pen drive e documenti cartacei. 

L'inchiesta aveva interessato oltre che Latina anche Roma, Ascoli, Taranto, Treviso ed era stata condotta oltre che dal personale della Digos anche dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione. Nelle carte dell'inchiesta è finito proprio l'Ordine di cattura popolare un documento molto istigatorio secondo gli investigatori oltre ai proclami di rivolta sociale. Scontato che in aula quando ci sarà l'udienza preliminare sarà battaglia tra accusa e difesa. Oltre al vincolo associativo è stata contestata anche l'usurpazione di pubbliche funzioni.


Fonte: qui

mercoledì 23 novembre 2016

Olimpia, spuntano le telefonate di Vincenzo Zaccheo, ex Sindaco di Latina: delibere e... tessere per la piscina



Nella mole di telefonate intercettate nell’inchiesta Olimpia a un certo punto compare anche l’ex sindaco di Latina Vincenzo Zaccheo. Gli inquirenti scrivono che l’ex primo cittadino ha ancora un ruolo molto forte di influenza all’interno dell’amministrazione comunale, in grado di «dettare esplicite minacce al corpo dirigenziale». Zaccheo viene intercettato mentre parla con Rino Monti o con Silvano Spagnoli, due degli indagati nell’inchiesta Olimpia. Il suo ruolo è chiaramente marginale ma risulta curiosa l’influenza che ancora detiene sulla macchina amministrativa. 

«Si ha contezza - si legge nei documenti di indagine - di soggetti politici come l’ex sindaco Vincenzo Zaccheo che sembrano percorrere strade preferenziali all’interno dell’amministrazione comunale dettando con esplicite minacce al quadro dirigenziale le proprie esigenze assimilabili a veri ordini. Nella trascrizione della conversazione allegata agli atti si legge: «Zaccheo chiede se ci sono novità, Monti riferisce che la delibera è pronta, è stata trasmessa alla giunta e questi la dovrebbero fare, ma ignora i tempi. Zaccheo dice testuali parole: “scusa tu sei il dirigente, l’assessore tuo gli può dire di portarla alla giunta... oh mi ci devo incazzare io...come so capace io”. Monti fa capire che non può forzare la cosa altrimenti sosterranno che lui ha interessi... poi aggiunge che la pratica sta lì con altre pratiche da fare...Monti dice, per tenere tranquillo Zaccheo, di aspettare un’altra settimana poiché ci dovrebbero essere un paio di giunte.(...)


Il nome dell’ex sindaco ritorna poi in una chiamata con Silvano Spagnoli. Zaccheo lo contatta perché sta valutando gli scenari possibili dopo la caduta di Di Giorgi. «Zaccheo e Spagnoli - annotano gli inquirenti - si accordano per un incontro perché nel caso in cui arrestino o inquisiscano qualcuno dell’amministrazione, bisogna creare un’alternativa di “salute pubblica”. (...) “So disposto a fa un patto anche con Riforndazione per mandare a casa questi ladroni”, dice Zaccheo. (...) Silvano Spagnoli dice che nell’ambito sportivo stanno accadendo delle cose scandalose senza tener conto di altre problematiche come il problema degli anziani che vengono a nuotare a 20 euro al mese. A questo proposito Zaccheo chiede a Spagnoli se può andare a fare un po’ di dorso e Spagnoli risponde che parlerà con Roberto (Pellegrini) e gli farà fare una tessera gratuita».

22/11/2016 

Latina


sabato 12 novembre 2016

Truffa e falso, il sequestro in via degli Osci a Latina


Tra i denunciati il marito dell'assessore ai servizi sociali
Sequestro questa mattina degli uomini della Polizia Locale che in via degli Osci hanno apposto i sigilli ai locali commerciali di una palazzina Erp.

A finire nei guai la societa' cooperativa Cosmopolitan che aveva realizzato l'immobile nel 2009.

Sono stati denunciati per truffa, falso, occupazione e distrazione di fondi regionali gli amministratori della societa', tra cui Salvatore Forlenza, marito dell’assessore comunale ai servizi sociali Patrizia Ciccarelli.
Gli uomini del comandante Francesco Passaretti hanno agito su delega dalla Procura della Repubblica che sul caso ha aperto un'indagine. I locali commerciali della palazzina che, era stata costruita con fondi regionali, sarebbero dovuti entrare nella disponibilità del Comune ma questo non sarebbe mia avvenuto. I locali invece sarebbero stati affittati dalla Cosmopolitan ad altra società ad un canone di un euro al mese. Imbarazzo in Comune. Alcuni gia' chiedono le dimissioni dell'assessore Ciccarelli.