LE IPOTESI DI REATO SONO EPIDEMIA COLPOSA ED OMICIDIO
TUTTO E’ PARTITO DAGLI ESPOSTI DI PARENTI E DIPENDENTI A CUI SONO SEGUITI BLITZ DEI NAS CHE HANNO SEQUESTRATO CARTELLE CLINICHE IN 17 OSPIZI E IN UN OSPEDALE
PER I PM CI SONO STATE MOLTE FALLE NELLA PREVENZIONE
Mascherine e camici distribuiti troppo tardi agli operatori sanitari, quando l'epidemia già infuriava. Anziani contagiati dal Covid nella stessa stanza degli ospiti sani, con un'esponenziale diffusione dell'infezione. Sono i primi elementi che emergono dall'inchiesta della Procura di Como sui decessi nelle Rsa della provincia, che ora ha anche un numero di morti: 363 pazienti, le cui cartelle cliniche sono state acquisite dai militari del Nas.
LE DENUNCE
Omicidio ed epidemia colposi, al momento contro ignoti, sono i reati ipotizzati dalla Procura guidata da Nicola Piacente, che sulla strage silenziosa nelle strutture per anziani indaga da aprile, quando sono arrivate le prime segnalazioni di morti sospette. I Nas hanno ispezionato 17 Rsa e l'ospedale di Cantù, acquisendo la documentazione medica dei 363 deceduti nei mesi dell'epidemia ma anche il documento di valutazione dei rischi da interferenze (Duvri), che le strutture pubbliche e private devono adottare per la prevenzione delle epidemie.
ANZIANI E CORONAVIRUS
«Stiamo accertando da una parte la causa dei decessi, dall'altra le precauzioni per prevenire e circoscrivere il contagio», spiega il procuratore capo Piacente. Sono 26 gli esposti da cui è nata l'inchiesta, 13 depositati da parenti di anziani morti, altri di dipendenti delle strutture. Agli atti ci sono la denuncia di un medico e quella di un operatore sanitario che sostiene di essere stato testimone di procedure e scelte che avrebbero favorito la diffusione dell'epidemia. In tutti gli altri casi la contestazione da parte degli autori degli esposti riguarda la totale assenza di comunicazioni con le strutture sanitarie in cui sono ricoverati gli anziani.
CORONAVIRUS ANZIANI
Mancanza di contatti diretti con i famigliari ricoverati, ma anche zero comunicazioni con gli operatori che accudiscono i pazienti. Tra le segnalazioni arrivate ai magistrati c'è quella depositata dal figlio di un paziente di 69 anni morto in una casa di riposo del comasco: «Impossibile avere informazioni sullo stato di salute di mio padre - scrive nella denuncia - Inoltre ho chiesto a lungo e invano di poter avere la cartella clinica del padre, ma non mi è mai stata consegnata».
Per il viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri, indagini e controlli «servono a fare luce per una sanità migliore, sono essenziali alla comprensione dei fatti, della responsabilità e, soprattutto, della giustizia». L'inchiesta dei magistrati comaschi intende far luce sulle eventuali omissioni e correlazioni tra le morti e i contagi nelle strutture. Ma le attività degli investigatori si concentrano anche sull'organizzazione interna, a cominciare dall'uso della mascherina e dei camici plastificati, oltre che sulle direttive ricevute e sulla loro attuazione.
CORONAVIRUS ANZIANI
«Magistratura e carabinieri del Nas stanno conducendo un lavoro straordinario in tutta Italia - sottolinea il viceministro - Sono loro il nostro riferimento per l'acquisizione di informazioni utili alla ricostruzione dei giorni più duri della pandemia». Per Sileri «indagare, seguire le tracce, significa ricercare con cura e individuare ogni indizio utile alla conoscenza dei fatti. Imparare serve a costruire il futuro, è la base per capire le debolezze da sanare, le criticità da risolvere». E vuol dire anche «formare il personale sanitario e consentire l'acquisizione di informazioni per potenziare il nostro capitale umano». Non solo in vista di una eventuale seconda ondata e nella ricerca dei responsabili, conclude il viceministro, ma più in generale «per affrontare le problematiche sanitarie».
I CONTAGI
CORONAVIRUS ANZIANI
Su queste criticità si concentrano anche i rappresentanti dei lavoratori, che hanno depositato alle Procure di Como, Varese e Busto Arsizio un esposto per la verifica delle condotte seguite dall'Agenzia di tutela della salute (l'ex Asl) dell'Insubria per contenere l'infezione nelle Rsa durante l'emergenza coronavirus. I numeri dei contagi e dei decessi sono quelli di una disfatta sanitaria regionale: a Villa San Benedetto di Albese con Cassano, 122 dei 150 ospiti sono risultati positivi a metà aprile, a Le Camelie di Como tra marzo e aprile sono morti 23 anziani sui 120 ospitati.
CORONAVIRUS
Intanto si allarga l'indagine della Procura di Napoli sulla realizzazione degli ospedali modulari anticovid in Campania, un appalto da 18 milioni di euro: almeno quattro gli indagati, l'ultimo avviso di garanzia è stato consegnato a Roberta Santaniello, dirigente dell'ufficio di gabinetto della Giunta regionale della Campania. Fonte: qui
Nei primi giorni di marzo quante volte le è capitato di pensare a quelle «strane» polmoniti di due mesi prima. «Strane». Le ha definite così Graziella Seghezzi, medico di Albino, che in questi giorni convulsi rispondeva a 150 chiamate al giorno. In Valle Seriana era esploso il coronavirus.
Ma nelle settimane che hanno preceduto l’epidemia stava già succedendo qualcosa. «A gennaio tutti noi abbiamo visto bronchiti e polmoniti strane che non rispondevano ai farmaci abituali - ha dichiarato in un’intervista a L’Eco -. A posteriori, credo di poter dire che fossero Covid-19». Altri medici, in valle, avevano avuto il sospetto. Nessuno però poteva sapere che sarebbe finita così, con migliaia di bergamaschi ricoverati in gravi condizioni. O peggio, morti.
La crescita già a dicembre
OSPEDALE PESENTI FENAROLI ALZANO LOMBARDO
Eppure i dati per far suonare un primo segnale d’allarme c’erano. Sono stati resi pubblici solo oggi nei documenti che Ats Bergamo e Asst Bergamo Est hanno fornito al consigliere regionale di Azione Niccolò Carretta, autore di una richiesta di accesso agli atti relativi all’ospedale Pesenti Fenaroli di Alzano lombardo. Numeri che mostrano con chiarezza l’impennata di polmoniti «sconosciute» già lo scorso dicembre. E ancora più marcata tra gennaio e febbraio prima di domenica 23, giorno in cui il coronavirus è stato individuato ufficialmente in provincia di Bergamo.
OSPEDALE PESENTI FENAROLI ALZANO LOMBARDO 1
Prima dei due pazienti scoperti ad Alzano c’erano stati molti ricoveri con diagnosi in codice 486: «polmonite, agente non specificato».Centodieci tra novembre e il 23 febbraio, giorno in cui al conto si è aggiunto la voce «polmonite da Sars- coronavirus associato». Una crescita netta. Dalle 18 di novembre si passa alle 40 di dicembre, più del doppio. E a gennaio se ne aggiungono altre 52. Da marzo in poi i casi si moltiplicano in modo esponenziale.
Le polmoniti sconosciute non sono un unicum dell’ultimo inverno. Come si può osservare dagli stessi dati resi noti da Ats, i codici 486 ci sono sempre stati nell’ospedale di Alzano Lombardo. Ma dall’andamento mensile l’anomalia è chiara, così come è chiara dal confronto tra i ricoveri del 2019 e quelli del 2018: 196 polmoniti non riconosciute nel 2018, ben 256 tra gennaio e dicembre 2019. Il 30% in più, a emergenza ancora molto lontana. Ed è bene specificare che questi numeri ufficiali contemplano solo i ricoveri, non i semplici accessi al pronto soccorso (esclusi da questa statistica), né tanto meno le diagnosi di polmonite fatte dai medici. È logico pensare che, con tutti i dati a disposizione, l’allarme sarebbe stato ancor più lampante.
ALZANO LOMBARDO NEMBRO
Protocolli rispettati
Nella relazione firmata dal direttore generale di Ats Bergamo Massimo Giupponi si legge che «dall’analisi del flusso SDO relativo al periodo 1 dicembre - 23 febbraio, nel presidio ospedaliero “Pesenti Fenaroli” di Alzano Lombardo risultano 145 dimessi con diagnosi ricomprese tra i diversi codici utilizzati dal sistema di classificazione delle malattie di polmonite. La maggior parte di queste tuttavia, risultano avere in diagnosi principale il codice 486 “Polmonite agente non specificato”. La semplice analisi della “Scheda di Dimissione Ospedaliera” non consente di poter ascrivere tale diagnosi a casi di infezione misconosciuta da Sars Cov-2».
ALZANO LOMBARDO
Su questi dati si è posata anche la lente della procura di Bergamo. Sia per indagare sulle procedure messe in atto all’ospedale di Alzano lombardo nei giorni roventi dell’emergenza, sia per ricostruire se e come sono sfuggiti questi casi sospetti. E qui in gioco entra non tanto solo Alzano o la provincia di Bergamo, ma il ministero della Salute. Come è già emerso, i magistrati bergamaschi che indagano per epidemia colposa hanno acquisito le circolari emanate dal ministero con i criteri scelti per procedere con il tampone e quindi individuare i casi di coronavirus.
ALZANO LOMBARDO
Nelle prime linee guida, pubblicate il 22 gennaio, raccomandavano di considerare un caso sospetto anche «una persona che manifesta un decorso clinico insolito o inaspettato, soprattutto un deterioramento improvviso nonostante un trattamento adeguato senza tener conto del luogo di residenza o storia di viaggio, anche se è stata identificata un’altra eziologia che spiega pienamente la situazione clinica».
MASSIMO GIUPPONI
Un criterio che è stato poi rivisto nella circolare pubblicata il 27 gennaio che ha introdotto una variabile fondamentale: i casi sospetti, oltre ad avere sintomi, devono anche avere «una storia di viaggi nella città di Wuhan (e nella provincia di Hubei), Cina, nei 14 giorni precedenti l’insorgenza della sintomatologia» oppure aver «visitato o ha lavorato in un mercato di animali vivi a Wuhan e/o nella provincia di Hubei, Cina».
Oggi è incredibile pensare che i primi casi italiani, anche i due di Alzano lombardo, sono stati individuati contraddicendo le circolari ufficiali. Lo spiega lo stesso direttore di Ats Massimo Giupponi, che spiega come i primi due tamponi siano stati eseguiti «pur in assenza dei parametri definiti dalla Circolare del Ministero della Salute del 27/01/2020 per la definizione di “caso sospetto”».
Se fosse stato fatto il tampone a qualcuna delle 110 polmoniti sospette registrate ad Alzano si sarebbe potuto evitare il disastro? Solo la procura potrà dare una risposta. Fonte: qui
MA CON UNA POPOLAZIONE DI 4,5 MILIONI DI PERSONE, IL TOTALE DI 548 DECESSI DALL'INIZIO DELLA PANDEMIA NON PARREBBE COSÌ DISASTROSO.
SOLO NEL MESE DI MARZO SONO MORTE 6MILA PERSONE NELLA SOLA BERGAMASCA…
(ANSA) - In Brasile, il governo della capitale Brasilia ha decretato oggi lo stato di calamità pubblica di fronte all'aggravarsi della crisi dovuta alla pandemia di Covid-19, che, secondo il sindacato dei medici, ha provocato il collasso del sistema sanitario locale. Il decreto, firmato dal governatore Ibanes Rocha, consente di destinare tutte le risorse necessarie per affrontare la pandemia che ha causato la morte di 548 pazienti nel Distretto Federale che comprende la capitale, 11 avvenute questa domenica, riporta oggi la radio Cbn. Secondo quanto riferito, non ci sono più maschere per ossigeno per i pazienti ricoverati nell'ospedale da campo installato nello stadio Mané Garrincha.
JAIR BOLSONARO
La capitale federale brasiliana, con 3 milioni di abitanti, ha registrato 2.139 infetti in 24 ore, portando il numero totale di contagi sul suo territorio a 44.950, secondo quanto riferito dal ministero della Salute domenica. Secondo le autorità, il 60% dei letti di terapia intensiva negli ospedali pubblici sono occupati e l'88% nei centri medici privati. Il presidente del Sindacato dei medici del Distretto federale, Gutemberg Fialho, ha dichiarato che "la situazione è fuori controllo".
"Ci sono problemi nel trasferire i pazienti negli ospedali con sale di terapia intensiva, i decessi si moltiplicheranno se il governo non studierà la possibilità di dichiarare un lockdown", ha dichiarato. A Brasilia, come a San Paolo e Rio de Janeiro, è stata avviata la graduale revoca della quarantena nonostante il fatto che la pandemia non abbia ancora raggiunto il picco in Brasile, dove finora sono stati confermati 1.344.143 contagi di coronavirus e 57.622 morti.
La Protezione civile ha diramato il bollettino legato ai casi di coronavirus in Italia, aggiornato alle ore 17 di oggi, 25 giugno. I contagiati complessivi dall'inizio dell'epidemia sono adesso 239.706, dei quali 186.725 sono guariti e 34.678 sono deceduti. In questo momento le persone affette dal coronavirus in Italia sono 18.303.
Rispetto a ieri, i casi totali sono aumentati di 296 pazienti (ieri di 190) di cui 170 in Lombardia (il 57,4%); gli attualmente positivi sono diminuiti di 352 persone (differenza tra casi, morti e guariti del giorno); i guariti sono cresciuti di 614 unità; i deceduti di 34 (di cui 22 in Lombardia).
CORONAVIRUS
Sono 103 i malati in terapia intensiva, 4 in meno rispetto a ieri. Le persone in isolamento domiciliare sono 16.685 su 18.303: il 91,2% del totale. Eseguiti, in un giorno, 56.061 tamponi (di cui 11.367 in Veneto): il totale nazionale ora è di 5.163.154 tamponi per una cifra di 3.140.785 casi testati. In sei regioni, nelle ultime 24 ore, non si sono registrati nuovi casi.
CORONAVIRUS
C'è un nuovo focolaio di coronavirus in Liguria. Si è sviluppato in una rsa genovese: sono 12 i positivi. Nelle ultime 24 ore i positivi sono 14. Lo rende noto la Regione. Nel giorno precedente era stato registrato un solo nuovo positivo. Complessivamente i positivi sono 1482, 54 meno di ieri. Gli ospedalizzati sono 57, di cui uno in terapia intensiva (come ieri), e ci sono tre ricoverati in meno rispetto al giorno precedente. È stato registrato un morto, ma non nelle ultime 24 ore. Il totale dei decessi è 1.556.
IN GERMANIA È STATO REGISTRATO UN NUOVO FOCOLAIO IN UNO STABILIMENTO DI CONFEZIONAMENTO DELLA CARNE, NEL NORDRENO-VESTFALIA: CI SONO 400 DIPENDENTI POSITIVI
NEGLI USA IL VIRUS HA FATTO PIÙ MORTI DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE
Pechino, nessuna prova su salmone veicolo del virus
Il nuovo focolaio che sta scuotendo Pechino è «preliminarmente» giudicato come causato da trasmissione da uomo a uomo o da contaminazione di oggetti o ambiente. Shi Guoqing, vice direttore del Centro d'emergenza del Chinese Center for Disease Control and Prevention, ha detto che non c'è nessuna evidenza che il salmone sia «stato veicolo o veicolo intermedio del coronavirus».
Al mercato all'ingrosso di Xinfadi sono stati trovati alcuni salmoni infetti, ma «il virus non è stato rilevato sul salmone non ancora portato al sito», ha aggiunto Shi.
CORONAVIRUS GERMANIA
Germania, 400 casi in un’impresa in Vestfalia
Un nuovo ampio focolaio di coronavirus è stato registrato nel Nordreno-Vesftalia, nello stabilimento di confezionamento della carne Tönnies. Stando a quanto riportano alcuni media tedeschi, sarebbero almeno 400 i dipendenti positivi al test. Nel distretto di Guetersloh è stata disposta la chiusura delle scuole e degli asili infantili fino alle ferie estive, per evitare che il contagio dilaghi.
Il nuovo bollettino della Svezia: superata la soglia dei 5 mila decessi
CORONAVIRUS NIENTE LOCKDOWN IN SVEZIA
Sono oltre 5.000 (per l’esattezza 5.041) le persone che hanno perso la vita in Svezia dopo aver contratto il coronavirus. I casi totali invece sono, ad oggi, 54.562. Lo hanno reso noto le autorità sanitarie locali nel nuovo bollettino. nelle ultime 24 ore, sono stati 102 i nuovi decessi nel Paese scandinavo.
Stoccolma ha deciso di affrontare la pandemia con il metodo della “mitigazione dolce”, che non ha previsto un vero e proprio lockdown (qui il nostro approfondimento sui risultati ottenuti dalla Svezia confrontati con quelli dei Paesi vicini).
CORONAVIRUS SVEZIA
Di recente, l’epidemiologo Anders Tegnell, regista del «modello svedese» di reazione al coronavirus, ha dichiarato che, tornando indietro, avrebbe ritoccato la strategia rendendola più stringente: «Se dovessimo trovarci di nuovo di fronte alla stessa malattia, sapendone tutto quello che ne sappiamo oggi», ha detto, «penso che ci collocheremmo a metà tra quel che ha fatto la Svezia e quel che ha fatto il resto del mondo».
Forte aumento del numero di contagi in Romania
Dopo una fase di progressivo calo, in Romania si è registrata una sensibile ripresa dei contagi da coronavirus. Stando agli ultimi dati delle autorità sanitarie a Bucarest, nelle ultime 24 ore i nuovi casi sono stati 345, con il totale salito a 22.760. Da ieri vi sono stati altri 14 decessi, che portano a 1.451 il numero delle vittime.
OSPEDALE SPALLANZANI ROMA
Il bollettino dello Spallanzani: 115 ricoverati
In questo momento sono ricoverati all'istituto Spallanzani di Roma «115 pazienti. Di questi 49 sono casi confermati Covid-19, di cui 39 attualmente ancora positivi al tampone per la ricerca Sars-CoV 2, 66 sottoposti ad indagini. 7 pazienti necessitano di supporto respiratorio. I pazienti dimessi e trasferiti a domicilio o in altre strutture territoriali sono a questa mattina 478». È quanto emerge dal bollettino medico di oggi dell'Istituto.
Ucraina, record di nuovi casi: 758 in un giorno
MERCATO XINFADI A PECHINO
Sono 758 i nuovi casi di Covid-19 registrati in Ucraina nelle ultime 24 ore, il numero più alto di nuovi contagi in un giorno dall’inizio dell’epidemia: lo riporta il Consiglio nazionale di Sicurezza e Difesa di Kiev, ripreso dai media locali. Stando ai dati ufficiali, in Ucraina sono stati accertati finora 33.234 casi di Covid-19 e 943 persone sono morte a causa del nuovo virus, 31 delle quali nel corso dell’ultima giornata. Le persone guarite sono in tutto 14.943.
SOLDATI AL MERCATO XINFADI A PECHINO
Pechino, trend dei casi ancora in ascesa
«In base alla curva epidemiologica abbiamo individuato i casi al loro stadio iniziale. Ora il trend è ancora in ascesa»: lo ha detto Pang Xinghuo, vicedirettrice del Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie di Pechino, notando in una conferenza stampa trasmessa in streaming che «l’attuale focolaio emerso dal mercato all’ingrosso di Xinfadi, nel distretto di sudovest di Fengtai, ha provocato a Pechino 137 casi certi di Covid-19 da giovedì scorso». Quindi, secondo Pang, «non è escluso un ulteriore incremento di contagi».
Curevac, ok per test vaccini sull’uomo
MERCATO XINFADI A PECHINO SIGILLATO 2
Il gruppo Curevac ha ottenuto il semaforo verde, per iniziare i test clinici del vaccino contro il coronavirus su candidati volontari. L’istituto Paul Erhlich (Pei) ha rilasciato l’autorizzazione. A metà marzo il permesso a procedere ai test era stato conferito all’impresa Biontech, in Germania. Lunedì scorso, il ministero dell’Economia ha reso noto che lo Stato ha fatto il suo ingresso in Curevac con una partecipazione di 300 milioni di euro.
Patto Commissione Ue-produttori per vaccino
CORONAVIRUS USA
La Commissione europea ha adottato la strategia per permettere all’Ue di avere un vaccino contro il Covid-19 in 12-18 mesi, grazie a 2,4 miliardi di euro per accordi di acquisto anticipati con i produttori e per garantire una produzione adeguata a coprire le necessità dell’Ue. La Commissione Europea propone «una strategia Ue sui vaccini, per accelerare lo sviluppo, la fabbricazione e il dispiegamento di un vaccino» contro la Covid-19 «in 12-18 mesi, se non prima». Lo ha dichiarato la vicepresidente esecutiva Margrethe Vestager, in videoconferenza stampa al termine del collegio dei commissari a Bruxelles.
DONALD TRUMP E ANTHONY FAUCI
Usa, oltre 24 mila casi in 24 ore, in totale 2.137.731
Gli Stati Uniti hanno registrato ieri oltre 24 mila nuovi casi di coronavirus: è quanto emerge dal conteggio della Johns Hopkins University: i dati dell’università americana mostrano che nel Paese i contagi nelle ultime 24 ore sono stati almeno 24.219 ed i nuovi decessi sono stati 840: nel complesso, il bilancio dei contagi è ora a quota 2.137.731 e quello dei morti a quota 116.963. Gli Stati più colpiti sono Florida, Texas e Arizona.
Nuova Zelanda, militari alle frontiere dopo due casi “importati”
JACINDA ARDEN
La premier neozelandese Jacinda Ardern ha annunciato l’invio di militari alle frontiere per controllare gli ingressi nel Paese dopo la conferma di due nuovi casi di coronavirus `importati´ dalla Gran Bretagna. Si è trattato di un «errore inaccettabile», ha dichiarato Ardern, affermando che «non avrebbe mai dovuto succedere e non accadrà più». Sarà ora affidato ai militari il controllo dei nuovi arrivati nel Paese e il rispetto del loro periodo di quarantena, ha aggiunto. Intanto le autorità sanitarie stanno rintracciando 320 persone che hanno avuto «contatti stretti» con le due donne positive arrivate dalla Gran Bretagna e che saranno invitate a sottoporsi al test per il Covid-19. Contatti stretti potrebbero includere passeggeri nel loro volo per la Nuova Zelanda e altri viaggiatori in quarantena nel loro hotel di Auckland, nonché personale dell’hotel e personale di volo.
Germania, Merkel mette in guardia da seconda ondata
URSULA VON DER LEYEN ANGELA MERKEL
Il cancelliere Angela Merkel ha messo in guardia da una seconda ondata della pandemia di coronavirus in Germania, tale da provocare una battuta d’arresto nell’allentamento delle misure restrittive attuate per contenere la diffusione del contagio. Come riferisce il quotidiano «Frankfurter Allgemeine Zeitung», Merkel ha inoltre sottolineato che l’economia tedesca sta subendo «un crollo enorme» a causa della crisi provocata dal Covid-19. In merito all’economia e alle misure adottate dal governo federale per sostenerla nella crisi, Merkel ha affermato: «Non so bene se abbiamo giu’ unito speranza e realtà». Secondo il cancelliere tedesco, il coronavirus «non è scomparso, anche se è stato ben contenuto». A ogni modo, «dobbiamo stare molto attenti a non aggravare nuovamente la già difficile situazione economica», ha avvertito il cancelliere tedesco.
ANGELA MERKEL INCAZZATA
Negli Usa il virus ha fatto più morti della Prima guerra mondiale
Con i 740 nuovi decessi per coronavirus nelle ultime 24 ore negli Stati Uniti il totale dei morti a causa della pandemia supera quello della prima guerra mondiale, secondo un conteggio della Johns Hopkins University. Il nuovo dato, delle 20.30 (ora locale, le 2.30 in Italia) martedì, ha portato il totale dei deceduti per Covid nel Paese a 116.854. Nella Grande guerra morirono 116.516 americani. Il bilancio delle vittime della pandemia aveva già superato quello dei soldati uccisi nella guerra del Vietnam alla fine di aprile.
IL MONDO IN LOCKDOWN ILLUSTRAZIONE BY AXIOS
240 italiani da Costa Rica e Panama verso Milano
Un aereo della compagnia Neos, decollato da San José di Costa Rica, è in volo oggi, dopo uno scalo a Città di Panama, con circa 240 italiani verso Milano Malpensa dove è previsto l’arrivo intorno alle 11,30 italiane.
Il rimpatrio da Costa Rica, come il precedente del 10 maggio scorso, è stato realizzato in coordinamento con l’Unità di crisi della Farnesina e ha permesso il rientro dell’ultimo gruppo di 135 italiani non residenti in territorio costaricense, che hanno così potuto evitare la crescente evoluzione della pandemia da coronavirus nel Paese. Nello scalo previsto nella capitale panamense hanno preso posto a bordo del velivolo un altro centinaio di passeggeri italiani, fra cui - hanno sottolineato le fonti della locale ambasciata - «molte persone anziane, diverse delle quali con patologie mediche, e numerose famiglie con bambini».
JAIR BOLSONARO
Con questo volo, hanno poi aggiunto le fonti, «si sono concluse le operazioni speciali di rimpatrio dei connazionali registratisi sul sito dell’ambasciata italiana a Panama». In marzo, in coordinamento con le rappresentanze europee, erano potuti partire un gruppo di circa 100 italiani, tra cui 19 studenti minorenni del progetto Intercultura. Altre decine di cittadini italiani, bloccati ad Haiti, Antigua e Barbuda e Saint Kitts & Nevis, sono stati assistiti dall’ambasciata d’Italia a Panama, che ha permesso anche il trasferimento da Port-au-Prince di dieci minorenni haitiani adottati da famiglie italiane.
Nel mondo 8,17 milioni di casi e oltre 440mila morti
CORONAVIRUS BRASILE
Sono 443.685 i decessi nel mondo a causa della pandemia di Covid-19, secondo il conteggio della Johns Hopkins University. I Paesi più colpiti sono gli Stati Uniti (11.963) seguiti da Brasile (45.241), Gran Bretagna (42.054) e Italia (34.405). I contagi nel mondo sono invece 8.173.940. Anche in questo caso in testa vi sono gli Usa con 2,13 milioni di casi. Seguono Brasile con 923 mila, Russia con oltre 544 mila e l’India con poco più di 354 mila.
Brasile, record di quasi 35mila nuovi casi
CORONAVIRUS, FOSSE COMUNI A MANAUS IN BRASILE
In Brasile sono stati registrati 1.282 nuovi morti a causa del coronavirus nelle ultime 24 ore, portando a 45.241 il totale dei decessi. Lo ha reso noto il ministero della Sanità brasiliano, aggiornando a 923.189 il totale delle persone contagiate, 34.918 in più rispetto a ieri. Si tratta dell’aumento di positivi più alto in un solo giorno dallo scoppio della pandemia nel Paese tre mesi fa, ha sottolineato il ministero della Sanità diffondendo il bollettino quotidiano.
FILE DAVANTI AI NEGOZI DI ALCOLICI IN INDIA
India, in un giorno quasi 2mila morti
Nelle ultime 24 ore in India sono morte 2 mila persone a causa della pandemia di Covid-19: è un nuovo record di vittime che portando il totale a 11.903. L’aumento è in parte dovuto alla revisione delle cifre a Mumbai, la città più colpita, che ha sommato 832 morti al bilancio giornaliero a causa di «difetti» nel conteggio delle vittime.
CORONAVIRUS, FOSSE COMUNI A MANAUS IN BRASILE
Paura dei contagi, scalo Pechino cancella più di mille voli
È massima allerta a Pechino per i nuovi focolai di coronavirus. Nello scalo della capitale cinese sono stati cancellati almeno 1.255 voli, pari al 70% del totale. Lo riporta il People’s Daily. Fonte: qui