domenica 15 settembre 2019

Tassa sulla pipì, la mossa di Zingaretti nel Lazio. Codacons: ‘provvedimento folle’


Balzello a carico di chi voglia utilizzare i bagni di bar e ristoranti. 

E’ quanto previsto dalla Regione Lazio che, con la proposta di legge regionale numero 37 del 20 giugno 2018 approvata il 9 settembre scorso dalla Commissione Regionale, apre di fatto le porte all’istituzione di un ‘balzello sulla pipì’.

Nella Regione Lazio, governata dal leader del Pd, Nicola Zingaretti, gli esercizi commerciali sarebbero quindi autorizzati a richiedere un contributo, a patto di esporre il suo costo al pubblico.

La quarta commissione Bilancio, programmazione economico-finanziaria, partecipazioni regionali, federalismo fiscale, demanio e patrimonio, presieduta da Fabio Refrigeri (Pd), ha dato parere favorevole alle disposizioni della proposta di legge regionale n. 37, “Disciplina del Commercio e della somministrazione di alimenti e bevande” la quale, all’’art. 6, stabilisce testualmente che “Qualora il servizio igienico, per i soggetti diversi dalla clientela dell’esercizio, sia messo a pagamento, il prezzo dello stesso deve essere reso ben noto attraverso l’apposizione di idoneo cartello”. 

Di fatto la Regione Lazio autorizza gli esercizi commerciali come bar e ristoranti ad imporre una tassa agli utenti qualora vogliano utilizzare i servizi igienici dei locali, purché il costo sia esposto al pubblico. Non si capisce tuttavia a quanto dovrebbe ammontare il balzello, né sono previste sanzioni per chi non si attiene alle disposizioni di legge.

Siamo alla follia – attacca il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – L’uso dei bagni è compreso nel servizio reso da bar e ristoranti, e non si capisce perché debba essere messo a pagamento. Una nuova tassa a carico di cittadini e turisti che rischia di creare il caos e che potrebbe essere impugnata nelle opportune sedi: la pipì rientra tra le esigenze fisiche primarie degli essere umani, e vietare l’uso dei bagni in assenza di pagamenti potrebbe rappresentare una violenza e una lesione dei diritti fondamentali della persona, oltre ad avere effetti gravi sul fronte sanitario”, conclude Rienzi. Fonte: qui

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