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sabato 30 maggio 2020

TRAGEDIA SFIORATA A CECCANO, VICINO FROSINONE: L’INVIATO MORENO MORELLO E LA TROUPE DI STRISCIA AGGREDITI CON SASSI E BASTONI DA SANDOKAN, IL TRUFFATORE DELLE MASCHERINE: ARRESTATE TRE PERSONE


LA TESTIMONIANZA: “SONO STATI MOMENTI DI PANICO, GLI AGGRESSORI ERANO SCATENATI, URLAVANO “TI UCCIDO!” E UN OPERATORE È STATO PRESO A PUGNI’



COMUNICATO Striscia La Notizia

moreno morelloMORENO MORELLO
Dramma sfiorato oggi pomeriggio a Ceccano, in provincia di Frosinone, dove Moreno Morello e quattro operatori di Striscia la notizia sono stati violentemente aggrediti con pugni, lanci di sassi, bastoni e attrezzi da giardino durante le riprese di un nuovo servizio su “Sandokan”, l’uomo già noto ai telespettatori del Tg satirico per aver truffato il personale dell’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure (Savona), vendendo mascherine che non sono mai state spedite (servizio del 15 aprile), e per aver minacciato l’inviato con una scimitarra (servizio del 28 aprile).
moreno morelloMORENO MORELLO

L’inviato di Striscia, dopo aver ricevuto altre segnalazioni da cittadini raggirati, oggi pomeriggio è tornato da lui per concludere l’inchiesta, ma “Sandokan”, questa volta supportato da due parenti, ha accolto la troupe del Tg satirico con pugni, lanci di sassi, bastoni e attrezzi da giardino. «Sono stati momenti di panico. Un mio operatore è finito a terra dopo un pugno e gli aggressori hanno urlato “Ti uccido!”», ha dichiarato Moreno Morello. Solo l’arrivo di cinque pattuglie dei Carabinieri ha posto fine alla violenta aggressione che si è conclusa con l'arresto dei tre uomini.





“PEZZO DI MERDA, MAGARI TI TIRANO UNA PISTOLETTATA IN FACCIA” 
FILIPPO ROMA MINACCIATO SUL WEB DA ALCUNI TIFOSI LAZIALI PER IL SERVIZIO DE ‘LE IENE’ SUL CASO ZARATE-LOTITO 
L’AUTORE DELL’INCHIESTA SUL PRESUNTO PAGAMENTO IN NERO DA PARTE DEL CLUB BIANCOCELESTE HA RICEVUTO MINACCE DI MORTE E OFFESE ANCHE RIVOLTE AL FIGLIO 
“UNA MERDA COME TE, CO STA FACCIA DA C*ZZO, GIUSTO DELLA ROMA POTEVA ESSE…” 
FILIPPO ROMA: "SONO STATO ACCUSATO DI FAZIOSITA' MA..."


Claudio Franceschini per ilsussidiario.net

zarate lotitoZARATE LOTITO
Come sappiamo il servizio de Le Iene che riguarda il caso Zarate-Lazio non andrà in onda: lo abbiamo spiegato ieri, riportando il comunicato della trasmissione Mediaset che ha spiegato come il clamore per l’annuncio della messa in onda abbia fatto pensare che sia giusto dare il diritto di replica a Claudio Lotito. Intanto però il popolo del web si è già scatenato: lo ha denunciato Filippo Roma, che ha condotto l’inchiesta insieme a Marco Occhipinti.

La Iena ha pubblicato su Instagram uno screenshot di un suo messaggio precedente, nel quale parlava di aver ricevuto in regalo un pallone da calcio degli anni Trenta. Bene: sotto il suo post, cerchiato in rosso per farlo notare a prima vista, compare il commento di un utente che non usa mezzi giri di parole per commentare – non ci sono riferimenti espliciti, ma di cosa si tratti è chiaro – il servizio su Zarate.

CASO ZARATE, FILIPPO ROMA MINACCIATO SUL WEB
LOTITO ZARATELOTITO ZARATE
“Una m*rda come te, co sta faccia da c*zzo, giusto della Roma poteva esse”. E poi ancora “pezzo di m*rda, magari te tirano una pistolettata in faccia”. Chiaramente non c’è alcun bisogno di commentare, se non con il fatto che continuiamo a trovare incomprensibile come si possa arrivare a minacce di morte (che saranno pure indirette, ma quelle sono) e comunque insulti gratuiti per un approfondimento su una squadra di calcio.

Noi, possiamo solo limitarci a ricordare che la potenziale “accusa” mossa a Lotito sarebbe quella di aver pagato in nero una parte dello stipendio di Zarate, facendo passare i soldi tramite una società inglese che li avrebbe poi recapitati a Sergio Zarate, fratello e procuratore di Mauro e visto – senza gloria – con la maglia dell’Ancona nel nostro campionato.
mauro zarateMAURO ZARATE

La vicenda risale al 2008: la Lazio acquista Mauro Zarate dall’Al-Sadd, dopo un prestito semestrale al Birmingham. Con i biancocelesti l’argentino è una rivelazione: inizia alla grandissima e chiude il primo campionato con 13 gol, timbrandone anche 3 in Coppa Italia.

Purtroppo l’anno seguente è decisamente peggiore, nel terzo c’è un tentativo di rinascita (9 reti in Serie A) ma poi decide di passare all’Inter, dove la sua stella appassisce. Tornato alla Lazio, gioca una sola partita in campionato e sei in Europa League; torna al Vélez Sarsfield da dove aveva cominciato, fa benissimo (18 gol in 28 partite) ma è l’ultimo sussulto, le sue ultime stagioni in Inghilterra e il passaggio di un anno e mezzo alla Fiorentina lo vedono comprimario e con un fiuto del gol ormai perso. Infatti, tra il 2014 e il 2017, segna un totale di 10 reti nei tornei nazionali: meno di quanto aveva fatto nel suo primo anno alla Lazio.


FILIPPO ROMA
filippo romaFILIPPO ROMA
"Molti tifosi della Lazio mi stanno travolgendo di messaggi. Ci sono molti sfottò che mi fanno anche ridere, parecchie ingiurie che tuttavia non mi offendono perché non sono permaloso. Poi ci sono minacce, che accolgo con poco favore, tra cui, purtroppo, alcune arrivate direttamente a mio figlio Francesco. E queste, da padre, mi preoccupano". A denunciarlo, in un lungo post su Facebook, è la Iena Filippo Roma, che rivela di avere già sporto denuncia per l'accaduto. "Già mi sono rivolto alle autorità competenti per denunciare la cosa -scrive Roma- e non esiterò a farlo di nuovo se dovessero arrivare altri messaggi del genere".

Motivo del contendere è l'inchiesta, condotta per Le Iene insieme a Marco Occhipinti, nella quale Roma racconta di una presunta frode fiscale legata al pagamento dello stipendio del giocatore argentino Mauro Zarate da parte della Lazio, avvenuta utilizzando, in parte, l'assetto societario. "Sono stato accusato di faziosità da molti tifosi bianco celesti in quanto e’ noto che io sia romanista -si sfoga Roma- Io capisco che questa circostanza possa generare dubbi e rabbia. Però sia chiara una cosa. Non ho realizzato questa inchiesta perché sono un anti laziale ma semplicemente perché ho fatto il mio mestiere di inviato. Mi e’ arrivata nelle mani questa storia e l’ho raccontata. Se la stessa vicenda avesse riguardato la Roma, state certi che il servizio lo avrei realizzato lo stesso". Fonte: qui

venerdì 27 marzo 2020

SIAMO GIA' ARRIVATI AL FAR WEST?

I FURGONI DELLE CONSEGNE NEL MIRINO DELLE BANDE DI RAPINATORI 
DOPO SUPERMERCATI E FARMACIE, LA MALAVITA DI STRADA ADESSO MIRA A CHI PORTA A DOMICILIO LE MERCI ORDINATE SU INTERNET DAI CITTADINI CHIUSI IN CASA. 
L’ULTIMO EPISODIO A OSTIA. A RISCHIO ANCHE I FRUTTIVENDOLI: UNO MINACCIATO CON LA PISTOLA E DERUBATO AD ANZIO

Rinaldo Frignani per roma.corriere.it

ostia dhlOSTIA DHL
Come l’assalto alla diligenza. Rapinatori a caccia di furgoni carichi di merce ordinata da chi deve rimanere a casa per l’emergenza coronavirus. Un tipo di malavita forse non diverso da quello che ha preceduto l’arrivo dell’epidemia ma che in questi giorni assume un significato particolare. E inquietante anche, visto che a tutt’oggi non si sa ancora cosa potrà accadere nelle prossime settimane. È questa la paura più grande dei romani insieme con quella di rimanere contagiati.

L’ultimo colpo è stato messo a segno nel pomeriggio di martedì in via delle Quinqueremi, a Ostia. Quattro rapinatori, a volto coperto ma apparentemente senza armi, hanno agganciato un furgone della Dhl carico di merce da consegnare a domicilio dopo essere stata ordinata su internet e hanno aggredito l’autista costringendolo a scendere dal veicolo.

ostia dhlOSTIA DHL
A questo punto hanno minacciato l’uomo e hanno preso il suo posto in cabina. Sono quindi fuggiti, ma poco dopo - anche per l’allarme lanciato dalla vittima - sono stati intercettati da una volante della polizia. Ne è nato un inseguimento durante il quale i banditi hanno speronato l’auto della polizia. Ma poi sono stati costretti ad abbandonare il furgone e il suo contenuto, del valore di alcune migliaia di euro, e si sono allontanati a piedi. Senza esito la battuta organizzata dalla polizia nella zona.

Altro episodio che preoccupa e che viene ora catalogato per essere monitorato insieme ad altri, sempre sul litorale, questa volta di Anzio. In via Ardeatina un fruttivendolo cinquantenne è stato minacciato con una pistola da tre banditi che hanno fatto irruzione nel suo negozio incappucciati e con il volto coperto dalle mascherine da medico, già comparse nelle ultime settimane, per la verità anche prima, in assalti in farmacie, supermercati e negozi.

ostia dhlOSTIA DHL
Il commerciante ha dovuto consegnare alla banda 2mila euro in contanti che custodiva in cassa e altri 4mila in un borsello. I rapinatori sono quindi fuggiti in auto. E adesso la polizia indaga sull’ennesimo assalto a un esercizio commerciale appartenente a una delle categorie autorizzate a lavorare nel corso del blocco quasi totale delle attività per limitare i rischi di contagio.

Fonte: qui

RAID ALL’OSPEDALE LORETO MARE DI NAPOLI: RUBATI MASCHERINE, CAMICI E TUTE 
UN FURTO MESSO A SEGNO DA BALORDI PROBABILMENTE INTENZIONATI A IMPADRONIRSI DI MATERIALE SPECIFICO ANTI-COVID-19…

GIUSEPPE DEL BELLO per repubblica.it

furto loreto mareFURTO LORETO MARE
I contagi aumentano e servono letti, Covid e non Covid. Per istituirne un numero congruo ieri la Regione ha chiuso un accordo che sarà sottoscritto oggi con i privati convenzionati per tremila posti. Ci saranno anche pazienti in terapia intensiva. Si parte da subito. Con la nota di indirizzo che prescrive una netta separazione tra le strutture: quelle che accoglieranno pazioenti affetti da coronavirus non potranno ricoverare soggetti affetti da altre patologie. Un'esigenza che tutela gli un e gli altri, oltre che le cliniche.

Mentre si lavora per fronteggiare l'emergenza, però, un vile raid è stato messo a segno l'altra notte al Loreto Mare. Mascherine chirurgiche, tute, camici e anche oggetti personali. Rubati. Di notte, al pian terreno del Covid-Loreto, negli spogliatoi degli infermieri. Un furto imprevedibile, messo a segno mentre il nuovo centro di riferimento sta faticosamente partendo, da balordi probabilmente intenzionati a impadronirsi di materiale specifico anti-Covid-19. Un errore di valutazione, visto che i presìdi di sicurezza sono custoditi in un locale attiguo alla Rianimazione.


coronavirus effetto sui polmoni 4CORONAVIRUS EFFETTO SUI POLMONI 
Sono stati gli stessi infermieri ad accorgersi, durante il cambio turno, degli armadietti scassinati. Indaga la polizia. Pochi danni, tanta rabbia. Ieri nella Rianimazione erano ricoverati otto pazienti, trasferiti da altri ospedali con diagnosi di certezza. All'appello per riempire il reparto mancano ancora due posti letto. Al completo invece il primo piano appena ristrutturato.

Accoglie 10 pazienti Covid, in buone condizioni. Le camere, singole o a due letti, sono state riallestite grazie all'impegno di 75 operai che hanno lavorato giorno e notte, trasformando le vecchie corsie del Loreto. Ogni stanza è dotata di un circuito telefonico interno che permette di comunicare con il personale della Medicheria. Dopo l'apertura della Rianimazione e del reparto degenze, ai primi di aprile dovrebbe partire la Terapia subintensiva.
coronavirus effetto sui polmoni 5CORONAVIRUS EFFETTO SUI POLMONI 

Di non facile soluzione invece la carenza di anestesisti: ce ne sono nove, ne occorrerebbero altri sei. Ma identificarli non è facile, nonostante i tentativi di arruolamento della Asl Napoli 1. Sempre ieri, il manager Ciro Verdoliva ha, indirettamente, replicato all'ex assessore alla Sanità Angelo Montemarano intervenuto su Repubblica sulla situazione emergenziale. "Ascalesi, San Gennaro, Incurabili e San Giovanni Bosco - scrive Verdoliva - non sono impiegabili per offrire in tempi utili una risposta alle esigenze di salute dei cittadini minacciati dal virus".

Un'osservazione che però non dirime i dubbi, visto che San Gennaro e Ascalesi non ricoverano da tempo, ma svolgono tutt'ora altre funzioni. Senza contare che l'Ascalesi è stato ceduto al Pascale e che quindi non è più pertinenza della Napoli 1. A riguardo, un camice bianco: "Ma se è passato al polo oncologico vuol dire che non era in condizioni disastrose, tanto che c'era già la rianimazione, funzionante fino a due anni fa".

furto loreto mareFURTO LORETO MARE
Dal Loreto al Cardarelli, dove finalmente sono arrivati i "caschi" per supporto CPap e i ventilatori. A questo punto i presìdi peri pazienti sono disponibili, mentre ancora mancano i dispositivi di protezione individuale e un numero infermieri idoneo a far partire la Palazzina M. Forse entro lunedì. Intanto la Germania ha dato la disponibilità a inviare in Campania un supporto con un team sanitario. Ieri sono stati effettuati 1061 tamponi, 145 dei quali risultati positivi. Il totale in regione è 1454. E non si fermano i decessi: ieri il virus ha stroncato un funzionario economico in servizio negli uffici di via Vespucci della prefettura. Aveva 65 anni, dai primi di marzo non andava al lavoro.

Fonte: qui

sabato 21 marzo 2020

LA CITTÀ IN PROVINCIA DI LATINA È STATA ISOLATA MA RIMANE APERTO IL MERCATO ORTOFRUTTICOLO, CHE PORTA FRUTTA E VERDURA A 4 MILIONI DI ITALIANI.


È IL PIÙ GRANDE D’ITALIA E CON L’INDOTTO CI LAVORANO 7MILA PERSONE. QUANTO RESISTERÀ? 
IL CONTAGIO SI È DIFFUSO DA UNA FESTA DI CARNEVALE A CUI HA PARTECIPATO UN GRUPPO DI ANZIANI E DOVE C’ERA UNA PERSONA CHE FACEVA LA SPOLA DA MILANO
Maria Rosa Tomasello per “la Stampa”

mercato ortofrutticolo di fondi 2MERCATO ORTOFRUTTICOLO DI FONDI 
Vietato entrare e uscire, attività congelate, una cintura imponente di forze dell' ordine stesa lungo l' intero perimetro per sorvegliare e regolamentare gli accessi, fermate dei treni soppresse. La Regione Lazio supera i mille contagiati (1008, mentre le vittime sono 43), e dichiara la sua zona rossa. Con una ordinanza firmata nella tarda serata di giovedì, 50 persone positive al test per il coronavirus, 192 pazienti in sorveglianza attiva e 760 in isolamento domiciliare, Fondi è, sino al 5 aprile, città chiusa. Dentro l' area interdetta restano 39 mila abitanti.

mercato ortofrutticolo di fondi 4MERCATO ORTOFRUTTICOLO DI FONDI
Una stretta che, se si escludono i servizi essenziali (alimentari e farmacie) ha un' unica eccezione: il grande mercato ortofrutticolo d Fondi (Mof), il più grande d' Italia, che resta aperto ma con misure stringenti di prevenzione, a partire dai controlli con il termoscanner per chiunque acceda attraverso i varchi presidiati da Croce rossa e Asl.

L' obiettivo è circoscrivere il contagio che si è diffuso irradiandosi da una festa di Carnevale a cui, il 25 febbraio scorso, ha preso parte in un ristorante un gruppo di anziani. «Abbiamo accertato che quella serata, che si è svolta quando non erano ancora in vigore restrizioni a livello nazionale, è all' origine del nostro cluster - spiega il sindaco e medico Beniamino Maschietto - Era presente una persona, parente di alcuni dei partecipanti, che faceva la spola con Milano». È probabile, dunque, che com' è avvenuto altrove, il Covid-19 sia stato importato.
BENIAMINO MASCHIETTO - SINDACO DI FONDIBENIAMINO MASCHIETTO - SINDACO DI FONDI

L' allarme scatta pochi giorni dopo la cena che si scoprirà essere il focolaio dell' infezione: tra i presenti esplodono i sintomi e il 6 marzo cinque persone, due partecipanti e tre familiari, vengono trovati positivi al tampone. Il contagio si allarga, due anziani si aggravano e muoiono. I pazienti vengono ricoverati all' Istituto "Lazzaro Spallanzani", nei reparti di Malattie infettive di Formia e Latina, altri negli ospedali della Asl di Latina, compreso il "San Giovanni di Dio" di Fondi, struttura che nel corso degli anni ha subito un pesante ridimensionamento e di cui ora il sindaco, chiede il potenziamento, con la riattivazione dei quattro posti di terapia intensiva.
mercato ortofrutticolo di fondi 3MERCATO ORTOFRUTTICOLO DI FONDI 

CORONAVIRUS - TENDA PER ACCOGLIERE I MALATICORONAVIRUS - TENDA PER ACCOGLIERE I MALATI
«Nei giorni scorsi, con una ordinanza restrittiva e mettendo in quarantena gli anziani coinvolti oltre ai loro familiari e contatti stretti, avevamo già cercato di arginare la diffusione del virus - ricostruisce il sindaco - A oggi il focolaio è circoscritto a quelle persone. Con queste ulteriori misure speriamo di vincere la nostra battaglia. La Protezione civile batte la città con i megafoni, ordinando alla gente di stare a casa, ma fino a ieri ci sono state 400 multe: qualcuno poteva non sapere, ma da domani applicheremo la massima severità». «Purtroppo questa ulteriore misura è necessaria per tutelare i residenti», sottolinea l' assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D' Amato, annunciando che per verificare in via preventiva l' insorgenza di polmoniti da Covid-19 il Policlinico Campus Bio-medico di Roma lavorerà sullo screening per le immagini delle tac polmonari dei pazienti di Fondi. In città, inoltre, sarà presente un camper per effettuare i tamponi.

mercato ortofrutticolo di fondiMERCATO ORTOFRUTTICOLO DI FONDIpanico supermercati usa coronavirus 17PANICO SUPERMERCATI USA CORONAVIRUS 
Per le centinaia di addetti del Mercato ortofrutticolo, un gigante che soddisfa il fabbisogno annuale di frutta e verdura di oltre 4 milioni di italiani e attorno al quale, indotto compreso, ruotano settemila addetti, il lavoro prosegue con prescrizioni precise: orario ridotto, sanificazione ogni sabato, distribuzione di guanti e mascherine a tutti gli operatori, accesso solo dai tornelli autorizzati dove i termoscanner controlleranno la temperatura di chi entra. «Fin all' inizio di marzo abbiamo preso precauzioni con controlli e fornitura di presidi - ha spiegato l' amministratore delegato Enzo Addessi. - Abbiamo imposto restrizioni in linea con le misure di contenimento. Mi sento di dire che il mercato è sicuro». Fonte: qui

sabato 7 marzo 2020

UNA FESTA DI CARNEVALE ORGANIZZATA DAL CENTRO ANZIANI DI FONDI SI È TRASFORMATA NEL VEICOLO PER UN POSSIBILE FOCOLAIO DI COVID-19 IN PROVINCIA DI LATINA: I POSITIVI SONO 54, CHI È RISULTATO NEGATIVO È FINITO IN ISOLAMENTO DOMICILIARE


A POMEZIA VERIFICHE SU 400 PERSONE…

Vincenzo Bisbiglia per il “Fatto quotidiano”

coronavirusCORONAVIRUS
La festa di carnevale organizzata dal centro anziani di Fondi, nel sud pontino, si è trasformata nel veicolo per un possibile focolaio di Covid-19 in provincia di Latina. Mentre a Pomezia, la cittadina alle porte di Roma abitata dal 53enne poliziotto "paziente 1" ricoverato in terapia intensiva dal 2 marzo, è stata avviata una maxi-indagine epidemiologica con oltre 400 persone intervistate, nel tentativo di contenere l' epidemia. Con la situazione dell' ospedale San Giovanni di Roma - dove giovedì si è registrato il primo decesso nella capitale di una persona positiva al Coronavirus - definita "non preoccupante", a tenere con il fiato sospeso il Lazio è l' impennata di contagi in provincia di Latina, dove ieri sera la Asl locale contava 19 dei 54 positivi in tutta la regione.
panico da coronavirus 3PANICO DA CORONAVIRUS

A contribuire a questi numeri, secondo il governatore Nicola Zingaretti e l' assessore Alessio D' Amato, una cena tenutasi il 25 febbraio in un ristorante di Fondi, alla quale avrebbero partecipato "persone da altre zone del paese". Una festa di carnevale organizzata dal centro anziani della cittadina. Chi non è risultato positivo è finito in isolamento domiciliare, monitorato dai medici della Asl. "Eravamo circa 80 persone - ha raccontato al Fatto Ennio Di Fazio, vicepresidente del centro -. Ne facciamo tanti di eventi così. Non è vero che c' erano persone di altre città, in realtà alcuni soci hanno i figli che lavorano al nord Italia".

coronavirusCORONAVIRUS
Sotto osservazione è anche il caso di Pomezia. Finora sono risultati positivi 6 familiari del poliziotto e un compagno di scuola del figlio. Ma da giovedì sera il pronto soccorso del Sant' Anna è chiuso per mancanza di personale. Per due giorni, infatti, sono stati ricoverati un 51enne e una 90enne positivi al virus e gran parte del personale è in quarantena. Va aggiunto un militare in servizio presso la base di Pratica di Mare. La task-force regionale ha richiamato ben 400 persone per capire link ed eventuali sintomatologie con le persone infette. Non solo. L' agente fra il 25 e il 26 febbraio ha passato la notte al Policlinico romano di Tor Vergata.

E ieri Zingaretti ha riferito che sono "tutti negativi" i tamponi effettuati a personale sanitario e pazienti che hanno incrociato il poliziotto. Tuttavia, fonti qualificate del Fatto, indicano in 10 le persone contagiate, tra cui 8 fra medici e infermieri e 2 familiari.
MEDICI E CORONAVIRUSMEDICI E CORONAVIRUS

Alle 18 di ieri nel Lazio i casi positivi erano 53, di cui 8 in terapia intensiva e 26 ricoverati. Secondo i numeri ufficiali, la città di Roma presenterebbe una decina di casi in tutto. In via Condotti, una nota boutique di calzature ha avviato la sanificazione del negozio per la presenza di una "commessa a rischio".

Ieri, l' assessore D' Amato ha esposto il decreto regionale che individua nella clinica Columbus, adiacente al Gemelli, il secondo "Covid Hospital" dopo lo Spallanzani, e 157 posti in terapia intensiva dedicata, con altri 6 ospedali che potranno fare il primo tampone (ed evitare un altro caso Tor Vergata). Da oggi, poi, si ridurrà il personale sanitario in quarantena: "Gli asintomatici dovranno continuare a lavorare", ha dichiarato D' Amato, annunciando l' assunzione "immediata" di altre 474 unità.

Fonte: qui

domenica 15 settembre 2019

Tassa sulla pipì, la mossa di Zingaretti nel Lazio. Codacons: ‘provvedimento folle’


Balzello a carico di chi voglia utilizzare i bagni di bar e ristoranti. 

E’ quanto previsto dalla Regione Lazio che, con la proposta di legge regionale numero 37 del 20 giugno 2018 approvata il 9 settembre scorso dalla Commissione Regionale, apre di fatto le porte all’istituzione di un ‘balzello sulla pipì’.

Nella Regione Lazio, governata dal leader del Pd, Nicola Zingaretti, gli esercizi commerciali sarebbero quindi autorizzati a richiedere un contributo, a patto di esporre il suo costo al pubblico.

La quarta commissione Bilancio, programmazione economico-finanziaria, partecipazioni regionali, federalismo fiscale, demanio e patrimonio, presieduta da Fabio Refrigeri (Pd), ha dato parere favorevole alle disposizioni della proposta di legge regionale n. 37, “Disciplina del Commercio e della somministrazione di alimenti e bevande” la quale, all’’art. 6, stabilisce testualmente che “Qualora il servizio igienico, per i soggetti diversi dalla clientela dell’esercizio, sia messo a pagamento, il prezzo dello stesso deve essere reso ben noto attraverso l’apposizione di idoneo cartello”. 

Di fatto la Regione Lazio autorizza gli esercizi commerciali come bar e ristoranti ad imporre una tassa agli utenti qualora vogliano utilizzare i servizi igienici dei locali, purché il costo sia esposto al pubblico. Non si capisce tuttavia a quanto dovrebbe ammontare il balzello, né sono previste sanzioni per chi non si attiene alle disposizioni di legge.

Siamo alla follia – attacca il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – L’uso dei bagni è compreso nel servizio reso da bar e ristoranti, e non si capisce perché debba essere messo a pagamento. Una nuova tassa a carico di cittadini e turisti che rischia di creare il caos e che potrebbe essere impugnata nelle opportune sedi: la pipì rientra tra le esigenze fisiche primarie degli essere umani, e vietare l’uso dei bagni in assenza di pagamenti potrebbe rappresentare una violenza e una lesione dei diritti fondamentali della persona, oltre ad avere effetti gravi sul fronte sanitario”, conclude Rienzi. Fonte: qui

giovedì 3 novembre 2016

TERREMOTO INFINITO - I COMUNI COLPITI DAL SISMA SALGONO A 200: IL TRIPLO DI AGOSTO

A CINGOLI (MACERATA) CHIUSO IL VIADOTTO CHE SOVRASTA LA DIGA: “SE CROLLA SARA’ PEGGIO DEL VAJONT”

RENZI A PRECI: “LA SISTEMAZIONE DI CHI HA PERSO CASA E LA RICOSTRUZIONE NON SARANNO BREVI”

Corrado Zunino per la Repubblica

Arriva con il Suv scuro nel giardino della Madonna della Peschiera, il Pallonaro Matteo Renzi. È atterrato con la moglie, in elicottero, al campo di calcio di Preci, erba naturale, e ora stringe mani, dice ai 120 sfollati che resistono nei campeggi e nei centri Caritas «ci siamo e ci saremo », quindi si siede per la messa all’aperto (la chiesa della Madonna della Peschiera, naturalmente, è lesionata).

Dirà il premier: «Giovedì o venerdì licenzieremo il decreto bis sul terremoto, faremo regole per accelerare le procedure, ma la sistemazione di chi ha perso casa e la ricostruzione non saranno cose brevi».

Il problema è che la scossa delle 8.56 di ieri mattina (magnitudo 4.8, la più forte da quella del 6.5 del 30 ottobre) ha ricordato che il sisma è in continua aggressione e ogni sussulto corrode le strutture edilizie. Questo martellamento costante ha prodotto un allargamento del cratere del terremoto straordinario. 

Il decreto legge 189 portato in Consiglio dei ministri il 17 ottobre contava 62 comuni “colpiti dal sisma” in quattro regioni e otto province. Oggi i comuni che hanno segnalato alle loro regioni di aver subito crolli e danni sono 197, oltre il triplo. Le province sono diventate quattordici e sono destinate ad aumentare.

Le Marche sono state le più colpite, soprattutto dalle due scosse di mercoledì scorso con epicentro Castelsantangelo sul Nera e Ussita. I comuni toccati, le cui civili abitazioni saranno ricostruite dallo Stato, erano 30 al momento del decreto, ora sono 108. «Attendiamo nuove segnalazioni da nuovi paesi», spiegano gli uomini del governatore Luca Ceriscioli.

RENZI A PRECIRENZI A PRECI
Solo in provincia di Macerata, ora, sono interessati 50 comuni sui 57 totali. Si sono aggiunti alla lista città universitarie come Camerino, centri da ventimila abitanti come Tolentino, poi San Severino Marche e Porto Recanati che, anche se è sul mare e lontano dall’epicentro, ha registrato una profonda frattura lungo l’Ermo colle leopardiano che ispirò “L’infinito” e crolli nella biblioteca gestita dagli eredi.

A Cingoli, Alto Maceratese, si è creata una situazione preoccupante. Uno dei tre viadotti che sovrasta la diga, il più grande, è stato chiuso dal sindaco. La lesione al pilastro 10, registrata dal 2011, dopo Amatrice è aumentata di un metro e ora è ulteriormente peggiorata. Quattro nuove crepe sono state avvistate nel pilone 11, altre quattro al numero 13. «Ho chiuso il traffico, ma se il viadotto crolla sul lago altroché Vajont», dice Filippo Saltamartini.

castelluccio di norciaCASTELLUCCIO DI NORCIA
A Fermo i comuni del cratere, dopo il terremoto di Amatrice, erano solo due, adesso i candidati sono ventisei.

Ad Ascoli erano tredici e ora ventiquattro: nella lista entreranno il capoluogo, Folignano e Appignano del Tronto. Il nuovo sisma ha portato crolli in una provincia prima risparmiata, Ancona: sono otto i comuni, Jesi, Senigallia, Fabriano e pure il capoluogo, che potranno rientrare di diritto nel nuovo cratere. In Abruzzo i comuni colpiti erano otto, sono diventati 45.

Oltre a L’Aquila città, le province di Pescara e Chieti: prima non erano state toccate. In Umbria erano 14 e sono 25. In provincia di Perugia gli effetti del sisma hanno toccato Spoleto e Foligno, dove non è raro in questi giorni vedere persone che dormono dentro auto con il motore acceso. Nove sindaci umbri, tra l’altro, hanno chiesto ufficialmente l’ingresso nella lista del “nuovo cratere”.

Nel Lazio erano dieci i comuni, tutti del Reatino, colpiti il 24 agosto, ora sono 13 compresa Rieti città. Poi ce ne sono tre nel Viterbese, tre nel Frusinate e Roma — che fin qui non ha avanzato alcuna pretesa — ha avuto 150 palazzi lesionati (ieri 28 famiglie sono state evacuate da un palazzo al quartiere Flaminio) e chiese come la basilica di San Paolo ferite.
CINGOLI VIADOTTOCINGOLI VIADOTTO

L’area interessata dal nuovo sisma, su un piano geologico, è stata misurata: 130 chilometri quadrati di terreno deformato. 

L’area dei comuni colpiti è molto più vasta e, se si considera che Amatrice ha 69 frazioni, Accumoli 17 e Norcia 30, si comprende come ai 197 comuni colpiti corrispondano migliaia di paesi.

Le scosse hanno dato il colpo di grazia alla chiesa di Ussita, «ormai un edificio pericolante che mi prenderò la responsabilità di far abbattere», ha detto il sindaco Marco Rinaldi. E hanno convinto il sindaco di Accumoli a ordinare l’evacuazione totale. A Castelsantangelo sono rimasti cinque allevatori, a Visso sono arrivati i container docce.

Gli sfollati conosciuti sono 22mila, 17mila nelle Marche, ma è la stessa Protezione civile a spiegare che non tutti comunicano la loro situazione ai comuni di appartenenza. Anche qui i conteggi cresceranno. Oggi nelle zone terremotate arriverà il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Fonte: qui

lunedì 31 ottobre 2016

NON AVETE IDEA DI COSA SIGNIFICHI LA SCOSSA RECORD DI IERI MATTINA ... 100MILA SFOLLATI.

UNA MIGRAZIONE EPOCALE, DECINE DI BORGHI RASI AL SUOLO CHE SOLO CON GRANDI DIFFICOLTA' SARANNO RICOSTRUITI. 

CHIUDONO NEGOZI, INDUSTRIE, ALBERGHI

PERSINO A NORCIA, RICOSTRUITA 'BENE' NEL 1997, NON C'È ACQUA POTABILE O ELETTRICITÀ. E POI DOPO AVER RESISTITO A TRE SISMI IN DUE MESI, IL QUARTO PUÒ ESSERE FATALE

C'È UN PEZZO D'ITALIA TRA MARCHE, UMBRIA E LAZIO, CHE NON È PIÙ ABITABILE, È ZONA ROSSA PERMANENTE. E MOLTI, SFINITI, SI SONO ARRESI ALL'IDEA DI PARTIRE PER SEMPRE

1. LA FUGA DALL' INCUBO CENTOMILA SFOLLATI DA MACERIE E POLVERE
Mattia Feltri per la Stampa

Poco prima delle 14 arriviamo a Pieve Torina, provincia di Macerata, insieme al presidente delle Marche, Luca Ceriscioli. Non è facile dare un' idea di che cosa è diventato questo mondo. Questo paese e tutti gli altri, uguali nella desolazione, nella desertificazione, nel silenzio tombale interrotto da quel rullo di tamburi che ogni poco sale da sotto, e lo scuotimento delle case inagibili e dei nervi sempre più fragili.
castelluccio di norciaCASTELLUCCIO DI NORCIA

Facce rosse di contadini e montanari, insonni, con le moglie e i figli già lontani, le bestie da accudire, nessun posto dove trascorrere la notte. Gli sfollati delle Marche sono circa 28 mila. Quelli dell' Umbria ancora non si sa. Il totale potrebbe arrivare a 100 mila. Soltanto a Norcia circa un terzo dei seimila abitanti è partito coi pullman verso il lago Trasimeno.

Ad Arquata del Tronto, che sta dentro il disastro da due mesi, ieri mattina gli ultimi tenaci abitanti hanno ceduto, basta con questa follia, si sono lasciati alle spalle un paese che a questo punto non c' è più, letteralmente. Sono andati sulla costa picena. A pochi chilometri c' è Accumuli, «sono rimasti in piedi solo tre edifici, anche le frazioni sono rase al suolo», ha detto il sindaco Stefano Petrucci; era lì, ieri mattina, con un centinaio di persone, reduci provvisori dei 667 che costituivano la popolazione prima del 24 agosto.
castelluccio di norciaCASTELLUCCIO DI NORCIA
Accumuli è isolata sia sul versante di Rieti sia su quello di Ascoli. Appena si libererà la strada, la imboccheranno anche gli ultimi cento.

«Voi non capite, dovete andarvene da qui. Questo bel sole vi sta ingannando, fra pochi giorni farà freddo», dice Ceriscioli a una decina di uomini di Pieve Torina. «Fa già freddo, stanotte c' erano tre gradi», dice uno con gli occhi vitrei e la polvere nei ricci scuri. «Che restate a fare?». «Io ho le bestie, le lascio qui? E chi bada a loro?». «Chi ha le bestie avrà una sistemazione ma tutti gli altri via». «Io ho sessant' anni, ho sempre vissuto qui, se devo morire meglio morire dove sono nato. Dateci le casette».

«Intendiamoci: per le casette di legno servono sette mesi, forse nove. Per i moduli dai due ai tre mesi. E intanto? Dormite in macchina? Liberi di deciderlo ma poi non lamentatevi con noi quando sarà insostenibile». Il sindaco di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci, spiega a Ceriscioli che vorrebbe riaprire la scuola, far arrivare ogni mattina con gli autobus i bambini che sono già andati via, da parenti nei centri vicini, o sulla costa, «sennò questa comunità muore».
terremoto norcia magnitudo 6.1TERREMOTO NORCIA MAGNITUDO 6.1

Spiega che i commercianti vorrebbero riaprire i loro negozi ma se tutti se ne vanno, a chi venderanno la loro merce? La più importante fabbrica del paese, che dà stipendio a trentacinque famiglie, dovrebbe riaprire stamattina, ma gli operai dove saranno?

La cattedrale di Norcia crollata (da Twitter)LA CATTEDRALE DI NORCIA CROLLATA (DA TWITTER)
«E' una migrazione epocale», dice Claudio Corvatta, sindaco di Civitanova Marche, a sud di Ancona. Gli alberghi sono già quasi tutti pieni, il sindaco conta di aprire il migliaio di seconde case lasciate vuote dopo l' estate. «Questa gente è ostinata, ed è la loro forza, e più saliamo in montagna più è ostinata. Ma deve anche capire che più aspetta e più gli toccherà andare lontano, quando si decideranno», dice Ceriscioli. «Andatevene», ha detto il capo della protezione civile, Fabrizio Curcio.

«Andranno tutti in hotel», ha detto Matteo Renzi. A Fabriano gli sfollati sono trecento, ieri notte hanno dormito nel Palasport e in un treno messo a disposizione delle Ferrovie. L' intero centro storico di Leonessa è stato evacuato. A Ussita, devastata dalla scossa del 26 ottobre, sono rimasti in duecento, prima erano quasi cinquecento. Questa terra a cavallo fra Lazio, Umbria, Abruzzo e Marche, circa centomila abitanti, è ridotta a un niente di macerie e case medievali inabitate, sottoposta a un esodo senza senso ma senza alternativa.
Norcia - Terremoto in Italia centraleNORCIA - TERREMOTO IN ITALIA CENTRALE

«Ci sono ancora molte strutture agibili, ma come facciamo? Oggi è cambiato lo scenario, c' è una crisi sismica di cui non conosciamo gli sviluppi. Quando arriverà la prossima scossa distruttiva? E dove? E che danni farà? Bisogna andarsene, non è una deportazione, è una messa in sicurezza per un periodo congruo», dice Catiuscia Marini, presidente dell' Umbria. A Norcia non c' è l' acqua potabile, l' energia elettrica manca in quasi tutta la zona. I paesi attorno - Cascia, Preci - con le botte degli ultimi giorni sono impraticabili o insicuri.

norcia abitanti in piazzaNORCIA ABITANTI IN PIAZZA
Claudio Marsili è un consigliere comunale di Pieve Torina. Cammina attorno a sé, in circolo, e racconta della sua famiglia. «Mia moglie faceva l' infermiera nella casa di cura di Pieve, ma ora gli anziani sono stati trasferiti all' ospedale di Matelica, e lei è là. Mio padre ha 87 anni, ha dormito due notti in macchina, con addosso due coperte e il cappotto e ogni tanto accendeva il motore per scaldarsi. Ora sta arrivando mio fratello da Bra, provincia di Cuneo, e se lo porta con sé e io non so se lo rivedrò. Ho una figlia con un bimbo di tre anni in un paese qua vicino ma non vuole rimanere, è terrorizzata, andrà dall' altra mia figlia a Latina. E io? Io ho promesso al sindaco di dargli una mano. Rimango. Ma la mia famiglia non c' è più, divisa, spezzettata per l' Italia».

crepe sulle montagne dopo il terremotoCREPE SULLE MONTAGNE DOPO IL TERREMOTO
Non c' è più una logica. Si fa fatica a ragionare. Si sente nell' aria la spossatezza, l' esasperazione, nuove ospiti di questi borghi. Due fratelli, qui a Pieve, sono stati divisi dai carabinieri, e non si è nemmeno capito perché litigassero. A Vescia, frazione di Foligno, un uomo è saltato dalla finestra e si è rotto le gambe. A Norcia una donna ha fatto lo stesso ed è ricoverata con un grave trauma cranico. A Norcia c' è stata un' assemblea pubblica e il sindaco è stato violentemente accusato di aver trascurato lo sciame sismico, di non essersi procurato le casette di legno e nemmeno le tende.

«Lo stress non diventi rassegnazione», ha detto Renzi ma è diverso, è molto peggio che rassegnazione, è terrore, è delirio, è orecchio teso al suolo, è certezza che il peggio non è passato, deve ancora arrivare.
crepe sulle montagne dopo il terremotoCREPE SULLE MONTAGNE DOPO IL TERREMOTO

«Su 3 mila e 400 abitanti avrò sette, ottocento sfollati», dice il sindaco di Sarnano. Ad Ancona è stato aperto il palasport, per chi vuole dormire più al sicuro. A Rieti è stato diramato un elenco di parcheggi sicuri dove trascorrere la notte in auto. Dai paesi in provincia di Teramo centinaia di persone sono state ricoverate in alberghi di Giulianova.

Sulla costa, fra Porto Sant' Elpidio, Conero, Marotta e Senigallia, sono arrivate cinquemila richieste di ospitalità. «Ma è un numero che crescerà, e di molto», dicono gli albergatori. Ormai è tardi. Cala il sole su questa terra del finimondo, dove in un intero giorno non si è visto né un cane né un bambino.


2. IL GRANDE ESODO
Fabio Tonacci per la Repubblica

crepe nell asfaltoCREPE NELL ASFALTO
C’è un pezzo d’Italia che non è più abitabile. Che è diventato ostile ai suoi popoli, sempre meno numerosi, sempre più impauriti. La sagoma di questa terra imbizzarrita la vedete sulla mappa dei sismologi: un quadrilatero storto che segue le faglie, nel punto in cui si toccano l’Umbria, il Lazio, le Marche. Un’area di arte e di storia, diventata una zona rossa permanente. Tre terremoti in due mesi stanno piegando anche gli animi più forti, quelli che «il mio paese non lo lascerò mai».

Chi si arrende, sfolla. L’idea di ricostruirsi una vita altrove e abbandonare i paesi si sta diffondendo. I nervi non reggono più, non si vede la fine. Chi non si arrende, rimane nelle tende, chiede allo Stato le casette di legno e i contributi, ma anche le speranze e l’ottimismo dei più duri si sta esaurendo. Contagio sismico lo chiamano gli esperti, e la definizione appare perfetta per raccontare la malattia che cova sotto gli Appennini del Centro Italia. Il 24 agosto il sisma devasta la Valle del Tronto: Amatrice, Accumoli e Arquata vengono semidistrutti. Quasi trecento morti.
amatrice terremoto scossa 30 ottobreAMATRICE TERREMOTO SCOSSA 30 OTTOBRE

Il 26 ottobre il mostro si sposta più su, e dà una spallata a Visso, Ussita e Castelsantangelo sul Nera quando già i cittadini erano fuori dalle case. Ieri la scossa più forte, che ha finito il lavoro iniziato due mesi fa: Norcia, Ussita, Preci sono chiusi per terremoto, e rimarranno borghi fantasma per chissà quanto; Castelluccio è stato cancellato; ad Amatrice si è sbriciolato l’ultimo edificio rimasto in piedi, la Torre Civica; Arquata del Tronto è spianata, a parte la rocca del castello.

«Ricostruiremo tutto», dice il premier Matteo Renzi. Ma intanto il cratere si allarga, i tempi del ritorno a un qualche forma di normalità si allungano. Dunque, che fare?

Fonte: qui