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sabato 30 maggio 2020

TRAGEDIA SFIORATA A CECCANO, VICINO FROSINONE: L’INVIATO MORENO MORELLO E LA TROUPE DI STRISCIA AGGREDITI CON SASSI E BASTONI DA SANDOKAN, IL TRUFFATORE DELLE MASCHERINE: ARRESTATE TRE PERSONE


LA TESTIMONIANZA: “SONO STATI MOMENTI DI PANICO, GLI AGGRESSORI ERANO SCATENATI, URLAVANO “TI UCCIDO!” E UN OPERATORE È STATO PRESO A PUGNI’



COMUNICATO Striscia La Notizia

moreno morelloMORENO MORELLO
Dramma sfiorato oggi pomeriggio a Ceccano, in provincia di Frosinone, dove Moreno Morello e quattro operatori di Striscia la notizia sono stati violentemente aggrediti con pugni, lanci di sassi, bastoni e attrezzi da giardino durante le riprese di un nuovo servizio su “Sandokan”, l’uomo già noto ai telespettatori del Tg satirico per aver truffato il personale dell’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure (Savona), vendendo mascherine che non sono mai state spedite (servizio del 15 aprile), e per aver minacciato l’inviato con una scimitarra (servizio del 28 aprile).
moreno morelloMORENO MORELLO

L’inviato di Striscia, dopo aver ricevuto altre segnalazioni da cittadini raggirati, oggi pomeriggio è tornato da lui per concludere l’inchiesta, ma “Sandokan”, questa volta supportato da due parenti, ha accolto la troupe del Tg satirico con pugni, lanci di sassi, bastoni e attrezzi da giardino. «Sono stati momenti di panico. Un mio operatore è finito a terra dopo un pugno e gli aggressori hanno urlato “Ti uccido!”», ha dichiarato Moreno Morello. Solo l’arrivo di cinque pattuglie dei Carabinieri ha posto fine alla violenta aggressione che si è conclusa con l'arresto dei tre uomini.





“PEZZO DI MERDA, MAGARI TI TIRANO UNA PISTOLETTATA IN FACCIA” 
FILIPPO ROMA MINACCIATO SUL WEB DA ALCUNI TIFOSI LAZIALI PER IL SERVIZIO DE ‘LE IENE’ SUL CASO ZARATE-LOTITO 
L’AUTORE DELL’INCHIESTA SUL PRESUNTO PAGAMENTO IN NERO DA PARTE DEL CLUB BIANCOCELESTE HA RICEVUTO MINACCE DI MORTE E OFFESE ANCHE RIVOLTE AL FIGLIO 
“UNA MERDA COME TE, CO STA FACCIA DA C*ZZO, GIUSTO DELLA ROMA POTEVA ESSE…” 
FILIPPO ROMA: "SONO STATO ACCUSATO DI FAZIOSITA' MA..."


Claudio Franceschini per ilsussidiario.net

zarate lotitoZARATE LOTITO
Come sappiamo il servizio de Le Iene che riguarda il caso Zarate-Lazio non andrà in onda: lo abbiamo spiegato ieri, riportando il comunicato della trasmissione Mediaset che ha spiegato come il clamore per l’annuncio della messa in onda abbia fatto pensare che sia giusto dare il diritto di replica a Claudio Lotito. Intanto però il popolo del web si è già scatenato: lo ha denunciato Filippo Roma, che ha condotto l’inchiesta insieme a Marco Occhipinti.

La Iena ha pubblicato su Instagram uno screenshot di un suo messaggio precedente, nel quale parlava di aver ricevuto in regalo un pallone da calcio degli anni Trenta. Bene: sotto il suo post, cerchiato in rosso per farlo notare a prima vista, compare il commento di un utente che non usa mezzi giri di parole per commentare – non ci sono riferimenti espliciti, ma di cosa si tratti è chiaro – il servizio su Zarate.

CASO ZARATE, FILIPPO ROMA MINACCIATO SUL WEB
LOTITO ZARATELOTITO ZARATE
“Una m*rda come te, co sta faccia da c*zzo, giusto della Roma poteva esse”. E poi ancora “pezzo di m*rda, magari te tirano una pistolettata in faccia”. Chiaramente non c’è alcun bisogno di commentare, se non con il fatto che continuiamo a trovare incomprensibile come si possa arrivare a minacce di morte (che saranno pure indirette, ma quelle sono) e comunque insulti gratuiti per un approfondimento su una squadra di calcio.

Noi, possiamo solo limitarci a ricordare che la potenziale “accusa” mossa a Lotito sarebbe quella di aver pagato in nero una parte dello stipendio di Zarate, facendo passare i soldi tramite una società inglese che li avrebbe poi recapitati a Sergio Zarate, fratello e procuratore di Mauro e visto – senza gloria – con la maglia dell’Ancona nel nostro campionato.
mauro zarateMAURO ZARATE

La vicenda risale al 2008: la Lazio acquista Mauro Zarate dall’Al-Sadd, dopo un prestito semestrale al Birmingham. Con i biancocelesti l’argentino è una rivelazione: inizia alla grandissima e chiude il primo campionato con 13 gol, timbrandone anche 3 in Coppa Italia.

Purtroppo l’anno seguente è decisamente peggiore, nel terzo c’è un tentativo di rinascita (9 reti in Serie A) ma poi decide di passare all’Inter, dove la sua stella appassisce. Tornato alla Lazio, gioca una sola partita in campionato e sei in Europa League; torna al Vélez Sarsfield da dove aveva cominciato, fa benissimo (18 gol in 28 partite) ma è l’ultimo sussulto, le sue ultime stagioni in Inghilterra e il passaggio di un anno e mezzo alla Fiorentina lo vedono comprimario e con un fiuto del gol ormai perso. Infatti, tra il 2014 e il 2017, segna un totale di 10 reti nei tornei nazionali: meno di quanto aveva fatto nel suo primo anno alla Lazio.


FILIPPO ROMA
filippo romaFILIPPO ROMA
"Molti tifosi della Lazio mi stanno travolgendo di messaggi. Ci sono molti sfottò che mi fanno anche ridere, parecchie ingiurie che tuttavia non mi offendono perché non sono permaloso. Poi ci sono minacce, che accolgo con poco favore, tra cui, purtroppo, alcune arrivate direttamente a mio figlio Francesco. E queste, da padre, mi preoccupano". A denunciarlo, in un lungo post su Facebook, è la Iena Filippo Roma, che rivela di avere già sporto denuncia per l'accaduto. "Già mi sono rivolto alle autorità competenti per denunciare la cosa -scrive Roma- e non esiterò a farlo di nuovo se dovessero arrivare altri messaggi del genere".

Motivo del contendere è l'inchiesta, condotta per Le Iene insieme a Marco Occhipinti, nella quale Roma racconta di una presunta frode fiscale legata al pagamento dello stipendio del giocatore argentino Mauro Zarate da parte della Lazio, avvenuta utilizzando, in parte, l'assetto societario. "Sono stato accusato di faziosità da molti tifosi bianco celesti in quanto e’ noto che io sia romanista -si sfoga Roma- Io capisco che questa circostanza possa generare dubbi e rabbia. Però sia chiara una cosa. Non ho realizzato questa inchiesta perché sono un anti laziale ma semplicemente perché ho fatto il mio mestiere di inviato. Mi e’ arrivata nelle mani questa storia e l’ho raccontata. Se la stessa vicenda avesse riguardato la Roma, state certi che il servizio lo avrei realizzato lo stesso". Fonte: qui

venerdì 10 gennaio 2020

LA RISSA NEL PUB PER IL CALCIO E POI GLI SPARI A BORTUZZO: DALLE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA CONTRO I DUE CHE FECERO FUOCO CONTRO Il 19ENNE NUOTATORE AZZURRO EMERGE L’ORIGINE DELLA LITE SFOCIATA POI NELLA VENDETTA SBAGLIATA CONTRO BORTUZZO

È PARTITO TUTTO PER UN "CHE CAZZO VUOI" 
UN AMICO DEI DUE CONDANNATI URLAVA I CORI DELLA ROMA E POI… 
IL GIP: NESSUN REALE PENTIMENTO DEI KILLER
Fulvio Fiano per il “Corriere della Sera”

bortuzzoBORTUZZO
«Non m' andava che succedeva... pure per quel poraccio... quello non cammina più. È partito tutto per un "che c...o vuoi"». Intercettato durante un colloquio in carcere, Daniel Bazzano aggiunge l' ultimo tassello di verità all' agguato nel quale Manuel Bortuzzo è rimasto senza colpe paralizzato il 3 febbraio scorso.

manuel bortuzzo 6MANUEL BORTUZZO 
La rissa che innescò la vendetta sbagliata su di lui nacque dall' ubriachezza di un amico dei due condannati, che nell' Irish pub di piazza Eschilo urlava i cori della Roma e urtava tavoli e sedie. Scatenando così la reazione dei presenti e di un cuoco del locale. La frase è riportata nelle motivazioni alla sentenza del 9 ottobre con cui il gip ha condannato Bazzano a 16 anni in abbreviato assieme a Lorenzo Marinelli per il tentato omicidio del 19enne nuotatore azzurro e della sua ragazza. E, confermata da altre testimonianze portate a processo dal pm Elena Neri, rivela che Bortuzzo non ha rischiato la vita in un regolamento di conti tra bande di spaccio, come ipotizzato finora, ma per una banale lite tra clienti di un locale «ragazzi ben vestiti con capi casual e accento romano».
manuel bortuzzo il pub dove e' iniziata la rissa 1MANUEL BORTUZZO IL PUB DOVE E' INIZIATA LA RISSA 

Nessuna attenuante va concessa, secondo il giudice, ai due aspiranti killer: «Deve evidenziarsi - scrive - come nessun particolare tratto positivo possa cogliersi nella loro condotta». La loro confessione «risulta dettata da intenti utilitaristici e non da effettiva resipiscenza» e «la gravità del fatto, l' assoluta superficialità nell' individuare la vittima, la condotta successiva (la fuga, l' incendio dello scooter, la non collaborazione per far ritrovare l' arma, le bugie sulla latitanza, ndr) impone una pena elevata».
lorenzo marinelli 2LORENZO MARINELLI 

Il giudice esclude i futili motivi ma riconosce la premeditazione: «Dopo la rissa, in tempi brevi gli imputati maturano il loro disegno criminoso anziché tornare nelle loro abitazioni». Una condotta «incompatibile con il dolo d' impeto e viceversa indice di un radicamento e di una persistenza del proposito criminoso nella loro psiche».

Fonte: qui

martedì 29 ottobre 2019

RISSA A COLPI DI MAZZE DA BASEBALL E MACHETE A BADALONA, VICINO BARCELLONA: DUE BANDE DI PAKISTANI HANNO COMBATTUTO IN UNA STAZIONE DELLA METRO, UN UOMO È MORTO E ALMENO ALTRI DUE SONO RIMASTI FERITI

HANNO PARTECIPATO AGLI SCONTRI ALMENO 30 PERSONE, E SECONDO LE PRIME INFORMAZIONI IL MOVENTE CHE HA FATTO SCOPPIARE LA LITE È UNA… 

Alix Amer per www.ilmessaggero.it

scontri tra pakistani a barcellona 2SCONTRI TRA PAKISTANI A BARCELLONA 
Un uomo è morto e almeno altri due sono rimasti gravemente feriti dopo una violenta rissa a colpi di coltelli e mazze, ieri sera, a Barcellona. Il tutto immortalato dalle telecamere della zona. Le immagini mostravano due uomini a terra semi-incoscienti con diverse ferite sul corpo in una stazione della metropolitana. Due gruppi di uomini - sospettati di appartenere a bande rivali pakistane - hanno “combattuto” per le strade usando una serie di armi tra cui machete e mazze da baseball. Oggi la polizia ha confermato che stanno indagando sulla morte di un uomo avvenuta proprio durante gli scontri violenti.

scontri tra pakistani a barcellonaSCONTRI TRA PAKISTANI A BARCELLONA
La rissa è scoppiata intorno alle 22 di ieri sera a Badalona, una città che fa parte dell’area metropolitana di Barcellona. I due giovani gravemente feriti sono stati colpiti nella stazione della metropolitana di La Sagrera, uno dei indossava una tuta dell’FC Barcelona. Un portavoce della forza regionale dei Mossos d’Esquadra ha dichiarato: «Stiamo indagando sulla morte di un cittadino pakistano avvenuta ieri dopo gli scontri».

La maxi rissa è scoppiata tra due gruppi numerosi in una zona di Badalona, conosciuta come Salut. Uno dei partecipanti è morto a causa delle lesioni riportate. Altri due invece sono rimasti gravemente feriti e lottano tra la vita e la morte. Gli ufficiali delle forze di polizia locali di Badalona, la Guardia Urbana, hanno arrestato nove uomini: tutti cittadini pakistani.

scontri tra pakistani a barcellona 1SCONTRI TRA PAKISTANI A BARCELLONA 
Ancora da ricostruire il movente che ha fatto scoppiare la lite. Secondo rapporti locali, si ritiene che abbiano partecipato almeno una trentina di uomini. Da primissime informazioni sembra si tratti di una vendetta. Ma legata a cosa? Potrebbe essere legata ad un giro di droga? Oppure a dimostrare chi è più forte per ottenere il controllo del territorio?

Il sindaco di Badalona, Alex Pastor, ha affermato che la violenta rissa ha dimostrato che erano necessari più agenti. «Sono scioccato dalle immagini della terribile battaglia di ieri che ha lasciato un uomo morto e più persone gravemente ferite. La polizia locale e il Mossos hanno agito molto rapidamente. Grazie a loro si è evitato il peggio».
Alex Pastor SINDACO BADALONAALEX PASTOR SINDACO BADALONA

E ha aggiunto: «Sebbene la nostra polizia abbia unito le forze e arrestato nove sospetti, la maggior parte di Barcellona, è fondamentale che a Badalona ci siano più agenti in campo per evitare cose simili». L’ex sindaco di Badalona, Xavier Garcia Albiol, ha sottolineato: «Il filmato è molto duro. Una brutale attacco che si è concluso con un omicidio per le strade della nostra città. Sono molto preoccupato per la situazione di alcuni quartieri».

Fonte: qui

mercoledì 10 luglio 2019

A BARI SCOPPIA UNA MAXI-RISSA TRA ITALIANI E IMMIGRATI PER L’APPREZZAMENTO FUORI POSTO A UNA RAGAZZA

CIRCA UNA VENTINA I RAGAZZI COINVOLTI 
E’ INVERVENUTA UNA CAMIONETTA DELL’ESERCITO E I MILITARI HANNO POI CHIESTO L’INTERVENTO DELLE FORZE DELL’ORDINE 
INTORNO ALLA RISSA SI E’ CREATA UNA FOLLA DI UN CENTINAIO DI PERSONE CHE…
Emanuela Carucci per www.ilgiornale.it

rissa in strada 4RISSA IN STRADA
Una maxi rissa è scoppiata ieri sera a Bari, intorno alle 21, in piazza Aldo Moro in pieno centro. Tutto pare sia partito da un diverbio tra giovani baresi ed alcuni extracomunitari. Uno di questi ultimi avrebbe fatto un apprezzamento ad una ragazza, fidanzata di un componente del gruppo di italiani. Il fidanzato della giovane donna ha inveito contro l'immigrato e da lì la situazione è degenerata. I protagonisti della vicenda sono così venuti alle mani.

Sul posto sono giunti rapidamente non solo i carabinieri e la polizia, ma anche una camionetta dell'esercito (questa è stata la prima ad intervenire) di pattuglia nei pressi della stazione del capoluogo pugliese. Proprio i militari hanno chiesto l'intervento delle forze dell'ordine in ausilio per sedare la rissa.

rissa in stradaRISSA IN STRADA
Intervenuti anche i sanitari del 118 e un'auto medica per curare i feriti. Circa una ventina sono stati i ragazzi coinvolti nella rissa. Per tre di loro è scattato il fermo (due immigrati e un barese minorenne). Almeno tre sono i feriti, due ragazzi baresi e un extracomunitario. Intorno alla rissa, come si legge sul quotidiano regionale "La Gazzetta del Mezzogiorno", si era creata una folla di un centinaio di persone e si temeva che il litigio potesse coinvolgere molte più persone di quelle già coinvolte.

Fonte: qui

martedì 22 novembre 2016

Lombardia, rissa tra filippini e sicurezza a Milano

LA RISSA DEL PIRELLONE - COLTELLI E WHISKY NELLE NOTTI DEI GIOVANI FILIPPINI DI SECONDA GENERAZIONE A MILANO: 

CHI SONO I PROTAGONISTI DELLA LITE DI VENERDÌ SCORSO DAVANTI ALLA NUOVA SEDE DELLA REGIONE LOMBARDIA. IN MANETTE SONO FINITI SEI RAGAZZI

Cesare Giuzzi per il “Corriere della Sera”

In questa piazza artificiale, racchiusa tra palazzi a specchio che ospitano gli uffici della Regione e del governatore Roberto Maroni, i filippini di Niguarda ci sono arrivati quattro anni fa. Non che la piazza di notte sia ospitale. E neppure un luogo dove tirar tardi. Ma c' è un tetto di vetro altissimo, che ripara dalla pioggia e dal freddo.

Le guardie giurate raccontano che «i ragazzi» non hanno mai creato problemi. Anche se viene difficile crederlo guardando l' arsenale di alcol che venerdì sera si erano portati dietro: whisky, birra, superalcolici, e poi noccioline, succhi di frutta, avanzi di cibo. Sono l' unica cosa rimasta dopo la rissa di venerdì sera.

Ore 22.26: due gruppi di ragazzi che si affrontano a bottiglie e coltelli sotto le telecamere di sorveglianza della Regione Lombardia. Telecamere che riprendono tutto e immortalano due minuti di guerra che quasi costano la vita a un giovane di 18 anni e a un 16enne.
Sono tutti filippini i ragazzi coinvolti in questa rissa. Che se non fosse avvenuta qui, in uno dei luoghi più sorvegliati di Milano, forse si sarebbe esaurita in fretta e senza polemiche.
pirellonePIRELLONE

Ma a Milano in questi giorni è tornata l' emergenza sicurezza, con il ministro dell' Interno che - su richiesta del sindaco Beppe Sala - ha deciso di mandare altri militari di rinforzo dopo l' omicidio di un 37enne dominicano sabato scorso in piazzale Loreto.

A colpire Antonio Rafael Ramirez sono stati due assassini ancora in fuga legati alla banda dominicana dei Trinitarios. A costargli la vita una questione di cocaina.

MILANO NOTTI DEI GIOVANI FILIPPINIMILANO NOTTI DEI GIOVANI FILIPPINI
Meno di una settimana dopo, in un luogo altrettanto simbolico, ecco i filippini. Anche se in realtà filippini quasi non sono. Perché per la maggior parte si tratta di ragazzi nati e cresciuti a Milano. Quelli presi dai carabinieri hanno tra 15 e 21 anni. Uno, 19 anni, è stato fermato per tentato omicidio, cinque sono stati arrestati per rissa e altri quattro (minorenni) denunciati.

All' appello mancano un' altra manciata di ragazzi. Vengono tutti dalla periferia Nord.
Viale Fulvio Testi, quartiere Niguarda. Solo due hanno precedenti per ubriachezza molesta e piccoli furti. Hanno storie simili: studiano in pochi, uno lavora come cameriere, altri semplicemente non fanno niente. Erano lì per ascoltare musica hip-hop da una radio, per ballare. Per bere. Soprattutto per bere.

Sono i figli ribelli di uomini e donne che si spaccano la schiena facendo il portinaio, la colf o l' addetto alle pulizie.

Quella del Sud est asiatico è la comunità più numerosa a Milano, mansueta e laboriosa.
CARABINIERICARABINIERI
Lavorano i filippini. Lavorano sempre, perché a Milano filippino è una professione, prima ancora che una nazionalità.

Ma oltre a sgobbare i filippini, specie quelli giovani, trafficano shaboo , la metamfetamina che crea dipendenza dalla prima assunzione, costa pochissimo e ha il colore del ghiaccio. Ieri, per prima cosa, il ministro Alfano e il comandante provinciale dei carabinieri Canio Giuseppe La Gala si sono affrettati a spiegare che non si è trattato di una «guerra tra gang».


Alla base della lite ci sarebbe un diverbio tra i due gruppi dopo che alcuni giovani s' erano messi a urinare in piazza. Nelle riprese delle telecamere, però, si vede uno scontro a colpi di coltelli, cocci di bottiglia e a mani nude. A terra i corpi di un 18enne, ancora grave, e di un 16enne. Feriti entrambi alla gola. E poi aggressori e vittime che si allontanano con calma, mentre cercano di bloccare il sangue dalle ferite con i fazzolettini di carta.

Fonte: qui



Rissa davanti a Regione Lombardia, scarcerati i 5 filippini

Convalidato arresto ma no custodia cautelare. Un obbligo di firma

Milano, 21 nov. (askanews) - Sono stati tutti scarcerati i 5 giovani filippini arrestati per la rissa scoppiata venerdì scorso a Milano in Piazza Città di Lombardia, davanti alla sede della giunta regionale. Il gip di Milano ha convalidato l'arresto ma ha deciso di non disporre la custodia cautelare in carcere. Per uno di loro, il 19enne che avrebbe ferito con un colpo di coltello un 18enne, è stata invece disposto l'obbligo di firma in commissariato.