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giovedì 28 maggio 2020

LA FASE TRE? DISOCCUPAZIONE E DELINQUENZA!


A ROMA UNA DONNA DI 53 ANNI È STATA AGGREDITA E RAPINATA DA UNO SCIPPATORE AL VOLANTE DI UNA STATION WAGON ED È FINITA IN OSPEDALE 

NEGLI ULTIMI GIORNI GLI EPISODI DEL GENERE SONO MOLTIPLICATI NELLA CAPITALE: LA DISPERAZIONE INIZIA A DILAGARE…

Rinaldo Frignani per www.corriere.it

  giuseppe conte meme 1 giuseppe conte meme 
Aggredita e rapinata da uno scippatore al volante di un’auto station wagon metallizzata, con il lunotto posteriore sfondato. Un pomeriggio di terrore per una donna di 53 anni ricoverata in osservazione e in prognosi riservata all’ospedale Sant’Eugenio con lesioni al volto e in altre parti del corpo. Il bandito le ha infatti afferrato la borsa e poi è partito con la vettura a forte velocità facendola cadere rovinosamente sull’asfalto. Adesso la polizia sta dando la caccia allo scippatore che potrebbe essere stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza.

rapina roma rapina roma
La rapina è stata commessa alle 13.40 di giovedì scorso (ma la notizia è stata resa nota solo venerdì) in viale dell’Oceano Atlantico, all’Eur, non lontano proprio dall’ospedale dove poi la vittima è stata trasportata d’urgenza in ambulanza. A quell’ora la donna stava camminando sul marciapiede quando a un certo punto, in procinto di attraversare la strada, è stata avvicinata alle spalle dall’uomo in macchina che ha allungato un braccio dal finestrino e le ha afferrato la cinghia della borsa.

RAPINATORI RAPINATORI
Poi ha dato gas ed è partito con la vettura strappando di fatto il bottino dalla spalla della vittima che è caduta in un attimo. Soccorsa da alcuni passanti e poi dalle volanti della polizia, la 53enne, di nazionalità romena, è stata trasportata in ospedale. Non sarebbe comunque in pericolo di vita.

Sempre giovedì pomeriggio altra rapina in via Costanzo Casana, a Ostia: due ragazzi di 17 e 21 anni sono stati avvicinati da un gruppo di coetanei forse sudamericani che dopo averli minacciati li hanno costretti a consegnare una catenina. Poi la banda è fuggita a piedi. Nei giorni scorsi altra aggressione ancora a scopo di rapina su un vagone del trenino che dalla stazione Termini conduce a Pantano Borghese. Vittima una passeggera 50enne che ha riferito alla polizia di essere stata afferrata per il collo da due banditi, forse stranieri, che l’hanno rapinata del portafoglio e sono poi fuggiti dopo essere scesi dal treno. 

22 Maggio 2020

Fonte: qui

venerdì 27 marzo 2020

SIAMO GIA' ARRIVATI AL FAR WEST?

I FURGONI DELLE CONSEGNE NEL MIRINO DELLE BANDE DI RAPINATORI 
DOPO SUPERMERCATI E FARMACIE, LA MALAVITA DI STRADA ADESSO MIRA A CHI PORTA A DOMICILIO LE MERCI ORDINATE SU INTERNET DAI CITTADINI CHIUSI IN CASA. 
L’ULTIMO EPISODIO A OSTIA. A RISCHIO ANCHE I FRUTTIVENDOLI: UNO MINACCIATO CON LA PISTOLA E DERUBATO AD ANZIO

Rinaldo Frignani per roma.corriere.it

ostia dhlOSTIA DHL
Come l’assalto alla diligenza. Rapinatori a caccia di furgoni carichi di merce ordinata da chi deve rimanere a casa per l’emergenza coronavirus. Un tipo di malavita forse non diverso da quello che ha preceduto l’arrivo dell’epidemia ma che in questi giorni assume un significato particolare. E inquietante anche, visto che a tutt’oggi non si sa ancora cosa potrà accadere nelle prossime settimane. È questa la paura più grande dei romani insieme con quella di rimanere contagiati.

L’ultimo colpo è stato messo a segno nel pomeriggio di martedì in via delle Quinqueremi, a Ostia. Quattro rapinatori, a volto coperto ma apparentemente senza armi, hanno agganciato un furgone della Dhl carico di merce da consegnare a domicilio dopo essere stata ordinata su internet e hanno aggredito l’autista costringendolo a scendere dal veicolo.

ostia dhlOSTIA DHL
A questo punto hanno minacciato l’uomo e hanno preso il suo posto in cabina. Sono quindi fuggiti, ma poco dopo - anche per l’allarme lanciato dalla vittima - sono stati intercettati da una volante della polizia. Ne è nato un inseguimento durante il quale i banditi hanno speronato l’auto della polizia. Ma poi sono stati costretti ad abbandonare il furgone e il suo contenuto, del valore di alcune migliaia di euro, e si sono allontanati a piedi. Senza esito la battuta organizzata dalla polizia nella zona.

Altro episodio che preoccupa e che viene ora catalogato per essere monitorato insieme ad altri, sempre sul litorale, questa volta di Anzio. In via Ardeatina un fruttivendolo cinquantenne è stato minacciato con una pistola da tre banditi che hanno fatto irruzione nel suo negozio incappucciati e con il volto coperto dalle mascherine da medico, già comparse nelle ultime settimane, per la verità anche prima, in assalti in farmacie, supermercati e negozi.

ostia dhlOSTIA DHL
Il commerciante ha dovuto consegnare alla banda 2mila euro in contanti che custodiva in cassa e altri 4mila in un borsello. I rapinatori sono quindi fuggiti in auto. E adesso la polizia indaga sull’ennesimo assalto a un esercizio commerciale appartenente a una delle categorie autorizzate a lavorare nel corso del blocco quasi totale delle attività per limitare i rischi di contagio.

Fonte: qui

RAID ALL’OSPEDALE LORETO MARE DI NAPOLI: RUBATI MASCHERINE, CAMICI E TUTE 
UN FURTO MESSO A SEGNO DA BALORDI PROBABILMENTE INTENZIONATI A IMPADRONIRSI DI MATERIALE SPECIFICO ANTI-COVID-19…

GIUSEPPE DEL BELLO per repubblica.it

furto loreto mareFURTO LORETO MARE
I contagi aumentano e servono letti, Covid e non Covid. Per istituirne un numero congruo ieri la Regione ha chiuso un accordo che sarà sottoscritto oggi con i privati convenzionati per tremila posti. Ci saranno anche pazienti in terapia intensiva. Si parte da subito. Con la nota di indirizzo che prescrive una netta separazione tra le strutture: quelle che accoglieranno pazioenti affetti da coronavirus non potranno ricoverare soggetti affetti da altre patologie. Un'esigenza che tutela gli un e gli altri, oltre che le cliniche.

Mentre si lavora per fronteggiare l'emergenza, però, un vile raid è stato messo a segno l'altra notte al Loreto Mare. Mascherine chirurgiche, tute, camici e anche oggetti personali. Rubati. Di notte, al pian terreno del Covid-Loreto, negli spogliatoi degli infermieri. Un furto imprevedibile, messo a segno mentre il nuovo centro di riferimento sta faticosamente partendo, da balordi probabilmente intenzionati a impadronirsi di materiale specifico anti-Covid-19. Un errore di valutazione, visto che i presìdi di sicurezza sono custoditi in un locale attiguo alla Rianimazione.


coronavirus effetto sui polmoni 4CORONAVIRUS EFFETTO SUI POLMONI 
Sono stati gli stessi infermieri ad accorgersi, durante il cambio turno, degli armadietti scassinati. Indaga la polizia. Pochi danni, tanta rabbia. Ieri nella Rianimazione erano ricoverati otto pazienti, trasferiti da altri ospedali con diagnosi di certezza. All'appello per riempire il reparto mancano ancora due posti letto. Al completo invece il primo piano appena ristrutturato.

Accoglie 10 pazienti Covid, in buone condizioni. Le camere, singole o a due letti, sono state riallestite grazie all'impegno di 75 operai che hanno lavorato giorno e notte, trasformando le vecchie corsie del Loreto. Ogni stanza è dotata di un circuito telefonico interno che permette di comunicare con il personale della Medicheria. Dopo l'apertura della Rianimazione e del reparto degenze, ai primi di aprile dovrebbe partire la Terapia subintensiva.
coronavirus effetto sui polmoni 5CORONAVIRUS EFFETTO SUI POLMONI 

Di non facile soluzione invece la carenza di anestesisti: ce ne sono nove, ne occorrerebbero altri sei. Ma identificarli non è facile, nonostante i tentativi di arruolamento della Asl Napoli 1. Sempre ieri, il manager Ciro Verdoliva ha, indirettamente, replicato all'ex assessore alla Sanità Angelo Montemarano intervenuto su Repubblica sulla situazione emergenziale. "Ascalesi, San Gennaro, Incurabili e San Giovanni Bosco - scrive Verdoliva - non sono impiegabili per offrire in tempi utili una risposta alle esigenze di salute dei cittadini minacciati dal virus".

Un'osservazione che però non dirime i dubbi, visto che San Gennaro e Ascalesi non ricoverano da tempo, ma svolgono tutt'ora altre funzioni. Senza contare che l'Ascalesi è stato ceduto al Pascale e che quindi non è più pertinenza della Napoli 1. A riguardo, un camice bianco: "Ma se è passato al polo oncologico vuol dire che non era in condizioni disastrose, tanto che c'era già la rianimazione, funzionante fino a due anni fa".

furto loreto mareFURTO LORETO MARE
Dal Loreto al Cardarelli, dove finalmente sono arrivati i "caschi" per supporto CPap e i ventilatori. A questo punto i presìdi peri pazienti sono disponibili, mentre ancora mancano i dispositivi di protezione individuale e un numero infermieri idoneo a far partire la Palazzina M. Forse entro lunedì. Intanto la Germania ha dato la disponibilità a inviare in Campania un supporto con un team sanitario. Ieri sono stati effettuati 1061 tamponi, 145 dei quali risultati positivi. Il totale in regione è 1454. E non si fermano i decessi: ieri il virus ha stroncato un funzionario economico in servizio negli uffici di via Vespucci della prefettura. Aveva 65 anni, dai primi di marzo non andava al lavoro.

Fonte: qui

giovedì 13 febbraio 2020

RAPINE, VIOLENZA, SPACCIO DI DROGA: A MILANO AGIVA INDISTURBATA LA BABY GANG DEI RAGAZZINI EGIZIANI SENZA FAMIGLIA, ARRIVATI IN ITALIA COME “MINORI NON ACCOMPAGNATI”

HANNO COMMESSO NOVE RAPINE, AGGRESSIONI CON I COCCI DI BOTTIGLIA: UN RAGAZZO E’ STATO SCARAVENTATO SUI BINARI CON LA MINACCIA DI TENERLO LÌ FINO ALL’ARRIVO DEL TRENO 
LA LORO CASA? 
DUE AUTO ABBANDONATE TRA LE LAMIERE...

MILANO - BABY GANG DEI RAGAZZINI EGIZIANIMILANO - BABY GANG DEI RAGAZZINI EGIZIANI
Hanno trovato due carcasse di lamiera ed erano le loro case. Una vecchia Opel «Meriva» abbandonata e un altro rottame d'auto dietro la stazione di Porta Genova. Dormivano là.
Quando i poliziotti hanno fatto portar via le macchine, hanno spaccato una porta e una finestra di un magazzino in disuso, sempre vicino ai binari, l' hanno occupato per passare la notte (anche quello poi, qualche mese fa, è stato sgomberato e murato). Non s' allontanavano mai dal «loro» quartiere: il quadrante che va dalla stazione in fondo a via Vigevano, alla Darsena, alle Colonne di San Lorenzo.

MILANO - BABY GANG DEI RAGAZZINI EGIZIANIMILANO - BABY GANG DEI RAGAZZINI EGIZIANI
Qui bivaccavano di giorno, rapinavano di sera, spacciavano di notte. Sono ragazzini senza famiglia e s' erano creati una specie di «famiglia» alternativa e criminale di soli adolescenti. Hanno commesso nove rapine dal 22 febbraio al 21 luglio 2019 (queste sono quelle accertate, ma potrebbero averne fatte almeno altrettante). Aggressioni violentissime, con i cocci delle bottiglie spaccate, sempre cinque contro uno.

Le vittime: ragazzini soli scelti a caso, circondati e terrorizzati, derubati di soldi e cellulari, uno scaraventato sui binari di Porta Genova con la minaccia di tenerlo a terra all' arrivo di un treno. E poi le droghe, vendute e consumate nei pomeriggi e nelle notti in strada, hashish e farmaci, stupefacenti «poveri». Un ragazzino rapinato, di fronte ai poliziotti del commissariato di Porta Genova guidati dal dirigente Manfredi Fava, ha riferito una sua impressione che però racconta molto degli imputati in questa indagine durata mesi: «Era come se volessero dimostrare un riscatto attraverso una violenza eccessiva e ostentata».

baby gangBABY GANG
Eccola, la deriva di cinque ragazzini egiziani (uno appena maggiorenne, altri tutti minorenni all' epoca dei fatti) arrivati in Italia come «minori non accompagnati», categoria che alimenta un flusso costante e ben identificato all' interno della più vasta migrazione dal Nord Africa.

Adolescenti a cui le famiglie fanno affrontare il viaggio da soli e che, per l' età, quando arrivano in Italia hanno diritto a un permesso e all' accoglienza in comunità, con la scuola e l' avviamento al lavoro. Ogni tanto qualcuno si perde, si raggruppa con altri ragazzini connazionali e altrettanto perduti. «Pur se non sono parenti, tra loro si chiamavano fratelli - riflette Manfredi Fava - La percezione che abbiamo avuto è che si fossero ricreati una famiglia, ma aggregata intorno ad attività criminali».
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I dettagli degli arresti rivelano molti aspetti di questa storia. Negli ultimi mesi i poliziotti della squadra investigativa mettono insieme molte denunce, trovano i dettagli che le collegano, costruiscono i capi d' accusa contro la gang seguendo il filo della serialità, raccolgono i filmati, ascoltano testimoni.

Tutta l' indagine viene seguita costantemente dal capo della Procura del Tribunale per i minorenni, Ciro Cascone. Alla fine, la settimana scorsa, arrivano i mandati d' arresto. Si scopre che uno, il maggiorenne e leader del gruppo, è stato già fermato per spaccio qualche mese fa ed espulso, accompagnato in Egitto. Un altro s' è dileguato (ha di certo lasciato Milano ed ora a suo carico nelle banche dati delle forze dell' ordine c' è un rintraccio). Restano gli altri tre: il primo viene arrestato in tutt' altra attività, tra venerdì e sabato scorsi, in una serie di controlli della Squadra mobile alle Colonne di San Lorenzo.

Stava spacciando. Gli altri due li trovano un paio di notti dopo proprio i poliziotti del commissariato, sempre alle Colonne, uno intorno alle 3 e il secondo intorno alle 6 del mattino. Si incontrano tutti al carcere minorile Beccaria, un paio scoppiano a piangere e confessano altre rapine, alcuni furti, qualche aggressione (tutti reati sui quali ora saranno fatti accertamenti).
baby gangBABY GANG

Le storie dei «minori non accompagnati» dall' Egitto hanno tutte caratteristiche quasi identiche. Provengono da alcuni distretti a Sud del Paese arabo, zone molto povere, a maggioranza di religione cristiano-copta: in alcune di quelle cittadine la migrazione ha provocato una trasformazione sociale lacerante, perché in certi quartieri non ci sono quasi più adolescenti maschi, tutti partiti da quando, nel corso del tempo, s'è radicato il convincimento comune che in Italia i giovani minorenni hanno diritto a essere accolti e alla completa assistenza.

Un flusso che per anni, gonfiandosi sempre più, ha mandato in crisi la rete d' assistenza in Italia. Anche i ragazzi che s' erano riuniti nella famiglia/gang erano stati all' inizio accolti in comunità (è un obbligo di legge) in Sicilia e in Calabria, poi anche a Milano.
Sono sempre scappati. Hanno trovato un' unica strada in cui identificarsi e rappresentarsi: la violenza di gruppo.

Fonte: qui

domenica 23 giugno 2019

HA 166 AUTO INTESTATE A SUO NOME. MA VIVE NEL CAMPO ROM

LA STORIA DELL'''UOMO D'AFFARI'' DI CASTEL ROMANO (ROMA) CHE VENDEVA LE AUTO A PREGIUDICATI DI TUTTA ITALIA PER COMPIERE REATI, SOPRATTUTTO RAPINE 
L'ATTIVITÀ PROSEGUIVA INDISTURBATA DAL 2006, FINCHÉ IL SERBO NON È STATO FERMATO PER UN BANALE CONTROLLO MENTRE ERA ALLA GUIDA DEL SUO FURGONE E…
Costanza Tosi per www.ilgiornale.it

C’è un nuovo business tra i rom: vendere auto "fantasma" per compiere reati di ogni tipo.
CAMPO NOMADI CASTEL ROMANOCAMPO NOMADI CASTEL ROMANO

Un business redditizio, anche molto. Ne aveva intestate ben centosessantasei un rom sessantatreenne del campo nomade di Castel Romano. Un giro d’affari incontrollato e, chiaramente, a nero. Vendeva le auto a pregiudicati in tutta Italia. L’intestatario era sempre lui. Facile così evitare le multe e i controlli. Magari fuggire pure ai posto di blocco della polizia. Difficile sapere chi c'era alla guida.Una truffa a tutti gli effetti, che ha permesso al cittadino serbo, residente in un campo rom poco fuori Roma, di prendersi gioco delle autorità italiane per ben 13 lunghi anni. Dal 2006, anno in cui è stata costituita la società di cui era amministratore delegato. Il rom copriva gli acquirenti che, proprio con quelle auto da lui vendute, mettevano in atto reati di ogni genere, tra cui una lunghissima fila di rapine.

CAMPO NOMADI CASTEL ROMANOCAMPO NOMADI CASTEL ROMANO
Un sistema di compra-vendita del tutto illegale e pensato a puntino. Studiato a lungo, ecco come si guadagnava da vivere. Possibile che nessuno se ne sia mai accorto? Negli anni il truffatore rom utilizzava ben due codici fiscali e una partita Iva riconducibile alla società per portare avanti i suoi loschi affari.

A scoprire l’inganno e a smascherarlo sono stati i carabinieri del Nucleo radiomobile di Roma. Durante un normale controllo di routine lo hanno fermato a Roma sulla trafficatissima via Cristoforo Colombo dove viaggiava a bordo di un furgone.

Il serbo è stato subito portato in caserma dove, al termine di verifiche più approfondite, i Carabinieri hanno appurato che i veicoli sono risultati in uso ad altre persone, molte delle quali con diverse condanne alle spalle.

Il rom è accusato di “induzione in errore con inganno continuata e in concorso di pubblici ufficiali al fine di indurli a commettere falso ideologico e favoreggiamento reale”.

CAMPO NOMADI CASTEL ROMANOCAMPO NOMADI CASTEL ROMANO
Al momento i carabinieri stanno verificando con precisione in quante occasioni, e per quali tipi di reati, siano state utilizzate le 166 auto intestate al rom romano. Intanto i carabinieri, per evitare che l’uomo possa compiere ancora delle truffe, hanno richiesto all’Autorità Giudiziaria l’emissione di un decreto di blocco anagrafico sui due codici fiscali, oltre alla cancellazione alla Camera di Commercio di Roma della sua società.

Fonte: qui

martedì 26 marzo 2019

CESARE BATTISTI HA AMMESSO DI ESSERE RESPONSABILE DEI 4 OMICIDI PER CUI È STATO CONDANNATO!

L'EX TERRORISTA SI ERA SEMPRE PROCLAMATO INNOCENTE 

IL PROCURATORE DI MILANO, FRANCESCO GRECO: "FA GIUSTIZIA DI TANTE POLEMICHE CHE CI SONO STATE IN QUESTI ANNI" 

IL PM NOBILI: "I 4 OMICIDI, I 3 FERIMENTI E UNA MAREA DI RAPINE E FURTI PER AUTOFINANZIAMENTO, CORRISPONDE AL VERO"

BATTISTI: HA AMMESSO AL PM I 4 OMICIDI
(ANSA) - Cesare Battisti, l'ex terrorista dei Pac arrestato a gennaio dopo quasi 40 anni di latitanza, ha ammesso per la prima volta, davanti al pm di Milano, Alberto Nobili, di essere responsabile dei 4 omicidi per cui è stato condannato.

cesare battistiCESARE BATTISTI
BATTISTI: I 4 OMICIDI PER CUI È STATO CONDANNATO
(ANSA) - L'ex terrorista dei Pac, i Proletari armati per il comunismo, Cesare Battisti, è stato condannato in via definitiva per quattro omicidi, due commessi materialmente, due in concorso: quello del maresciallo degli agenti di custodia Antonio Santoro, ucciso a Udine il 6 giugno 1978, quello del gioielliere Pierluigi Torregiani e del commerciante Lino Sabbadin, che militava nel Msi, uccisi entrambi da gruppi dei Pac il 16 febbraio 1979, il primo a Milano e il secondo a Mestre; e quello dell'agente della Digos Andrea Campagna, assassinato a Milano il 19 aprile 1978. Battisti si era finora sempre dichiarato innocente. Oggi ha ammesso per la prima volta le proprie responsabilità di fronte ai pm.
cesare battistiCESARE BATTISTI

BATTISTI: GRECO, SUA AMMISSIONE FA GIUSTIZIA
(ANSA) - L'ammissione di Cesare Battisti che per la prima volta ha detto di essere responsabile dei 4 omicidi per i quali è stato condannato, "fa giustizia di tante polemiche che ci sono state in questi anni, rende onore alle forze dell'ordine e alla magistratura di Milano e fa chiarezza su un gruppo, i Pac, che ha agito dalla fine degli anni '70 in modo efferato". Lo ha detto il procuratore di Milano, Francesco Greco.

BATTISTI: LUI A PM, SENTENZE SUI PAC SONO VERITÀ
cesare battistiCESARE BATTISTI
(ANSA) - Tutto quello che è stato ricostruito nelle sentenze definitive sui Pac, "i 4 omicidi, i 3 ferimenti e una marea di rapine e furti per autofinanziamento, corrisponde al vero". Così il pm di Milano Alberto Nobili, ha riassunto le ammissioni fatte da Cesare Battisti davanti al magistrato, al quale l'ex terrorista ha anche spiegato: "Io parlo delle mie responsabilità, non farò i nomi di nessuno".

cesare battisti 5CESARE BATTISTI
BATTISTI: PM NOBILI, RICONOSCIMENTO IMPORTANTISSIMO
(ANSA) - "E' un riconoscimento importantissimo al lavoro dei magistrati, una sorta di 'onore delle armi' per chi lo ha inquisito". Così Alberto Nobili, capo del pool anti terrorismo milanese, ha commentato le ammissioni fatte da Cesare Battisti in un interrogatorio davanti a lui.

Fonte: qui