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giovedì 13 febbraio 2020

RAPINE, VIOLENZA, SPACCIO DI DROGA: A MILANO AGIVA INDISTURBATA LA BABY GANG DEI RAGAZZINI EGIZIANI SENZA FAMIGLIA, ARRIVATI IN ITALIA COME “MINORI NON ACCOMPAGNATI”

HANNO COMMESSO NOVE RAPINE, AGGRESSIONI CON I COCCI DI BOTTIGLIA: UN RAGAZZO E’ STATO SCARAVENTATO SUI BINARI CON LA MINACCIA DI TENERLO LÌ FINO ALL’ARRIVO DEL TRENO 
LA LORO CASA? 
DUE AUTO ABBANDONATE TRA LE LAMIERE...

MILANO - BABY GANG DEI RAGAZZINI EGIZIANIMILANO - BABY GANG DEI RAGAZZINI EGIZIANI
Hanno trovato due carcasse di lamiera ed erano le loro case. Una vecchia Opel «Meriva» abbandonata e un altro rottame d'auto dietro la stazione di Porta Genova. Dormivano là.
Quando i poliziotti hanno fatto portar via le macchine, hanno spaccato una porta e una finestra di un magazzino in disuso, sempre vicino ai binari, l' hanno occupato per passare la notte (anche quello poi, qualche mese fa, è stato sgomberato e murato). Non s' allontanavano mai dal «loro» quartiere: il quadrante che va dalla stazione in fondo a via Vigevano, alla Darsena, alle Colonne di San Lorenzo.

MILANO - BABY GANG DEI RAGAZZINI EGIZIANIMILANO - BABY GANG DEI RAGAZZINI EGIZIANI
Qui bivaccavano di giorno, rapinavano di sera, spacciavano di notte. Sono ragazzini senza famiglia e s' erano creati una specie di «famiglia» alternativa e criminale di soli adolescenti. Hanno commesso nove rapine dal 22 febbraio al 21 luglio 2019 (queste sono quelle accertate, ma potrebbero averne fatte almeno altrettante). Aggressioni violentissime, con i cocci delle bottiglie spaccate, sempre cinque contro uno.

Le vittime: ragazzini soli scelti a caso, circondati e terrorizzati, derubati di soldi e cellulari, uno scaraventato sui binari di Porta Genova con la minaccia di tenerlo a terra all' arrivo di un treno. E poi le droghe, vendute e consumate nei pomeriggi e nelle notti in strada, hashish e farmaci, stupefacenti «poveri». Un ragazzino rapinato, di fronte ai poliziotti del commissariato di Porta Genova guidati dal dirigente Manfredi Fava, ha riferito una sua impressione che però racconta molto degli imputati in questa indagine durata mesi: «Era come se volessero dimostrare un riscatto attraverso una violenza eccessiva e ostentata».

baby gangBABY GANG
Eccola, la deriva di cinque ragazzini egiziani (uno appena maggiorenne, altri tutti minorenni all' epoca dei fatti) arrivati in Italia come «minori non accompagnati», categoria che alimenta un flusso costante e ben identificato all' interno della più vasta migrazione dal Nord Africa.

Adolescenti a cui le famiglie fanno affrontare il viaggio da soli e che, per l' età, quando arrivano in Italia hanno diritto a un permesso e all' accoglienza in comunità, con la scuola e l' avviamento al lavoro. Ogni tanto qualcuno si perde, si raggruppa con altri ragazzini connazionali e altrettanto perduti. «Pur se non sono parenti, tra loro si chiamavano fratelli - riflette Manfredi Fava - La percezione che abbiamo avuto è che si fossero ricreati una famiglia, ma aggregata intorno ad attività criminali».
baby gangBABY GANG

I dettagli degli arresti rivelano molti aspetti di questa storia. Negli ultimi mesi i poliziotti della squadra investigativa mettono insieme molte denunce, trovano i dettagli che le collegano, costruiscono i capi d' accusa contro la gang seguendo il filo della serialità, raccolgono i filmati, ascoltano testimoni.

Tutta l' indagine viene seguita costantemente dal capo della Procura del Tribunale per i minorenni, Ciro Cascone. Alla fine, la settimana scorsa, arrivano i mandati d' arresto. Si scopre che uno, il maggiorenne e leader del gruppo, è stato già fermato per spaccio qualche mese fa ed espulso, accompagnato in Egitto. Un altro s' è dileguato (ha di certo lasciato Milano ed ora a suo carico nelle banche dati delle forze dell' ordine c' è un rintraccio). Restano gli altri tre: il primo viene arrestato in tutt' altra attività, tra venerdì e sabato scorsi, in una serie di controlli della Squadra mobile alle Colonne di San Lorenzo.

Stava spacciando. Gli altri due li trovano un paio di notti dopo proprio i poliziotti del commissariato, sempre alle Colonne, uno intorno alle 3 e il secondo intorno alle 6 del mattino. Si incontrano tutti al carcere minorile Beccaria, un paio scoppiano a piangere e confessano altre rapine, alcuni furti, qualche aggressione (tutti reati sui quali ora saranno fatti accertamenti).
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Le storie dei «minori non accompagnati» dall' Egitto hanno tutte caratteristiche quasi identiche. Provengono da alcuni distretti a Sud del Paese arabo, zone molto povere, a maggioranza di religione cristiano-copta: in alcune di quelle cittadine la migrazione ha provocato una trasformazione sociale lacerante, perché in certi quartieri non ci sono quasi più adolescenti maschi, tutti partiti da quando, nel corso del tempo, s'è radicato il convincimento comune che in Italia i giovani minorenni hanno diritto a essere accolti e alla completa assistenza.

Un flusso che per anni, gonfiandosi sempre più, ha mandato in crisi la rete d' assistenza in Italia. Anche i ragazzi che s' erano riuniti nella famiglia/gang erano stati all' inizio accolti in comunità (è un obbligo di legge) in Sicilia e in Calabria, poi anche a Milano.
Sono sempre scappati. Hanno trovato un' unica strada in cui identificarsi e rappresentarsi: la violenza di gruppo.

Fonte: qui

lunedì 19 agosto 2019

A RIMINI UNA DONNA E I SUOI DUE FIGLI VENGONO PESTATI DALLA BABY GANG PER UNA SIGARETTA NEGATA!

SECONDO IL RACCONTO DELLE VITTIME, LA BANDA POTREBBE ESSERE COMPOSTA DA ALBANESI 

AD AVERE LA PEGGIO È STATO IL RAGAZZO PIÙ GRANDE, CHE HA RIPORTATO FRATTURE AL SETTO NASALE 

VIOLENZA ANCHE A RICCIONE, DOVE UNA TURISTA VENETA DI 37 ANNI È STATA TRASCINATA IN SPIAGGIA COL COLTELLO ALLA GOLA E RAPINATA DA DUE RAGAZZI MAGHREBINI DI 17 E 19 ANNI…

Franco Giubilei per “la Stampa”
Una sigaretta negata è diventata il pretesto per il violento pestaggio di due ragazzi e della loro madre intervenuta a difenderli da una banda di una decina di giovanissimi. L'aggressione è avvenuta la notte dopo Ferragosto a Bellaria, nei dintorni di Rimini, dove la famiglia, che risiede nel Comasco, stava trascorrendo un periodo di vacanza in un appartamento in affitto.
rissa in stradaRISSA IN STRADA
Madre e figli, uno di 18 e l' altro di 15 anni, avevano trascorso una tranquilla giornata in spiaggia, poi hanno fatto ritorno nell' appartamento. Dopo cena i ragazzi sono usciti, a tarda sera, questa volta da soli, per andare a comprare dei bomboloni in una pasticceria vicina. Mentre camminavano, sono stati avvicinati da un gruppo di coetanei. «Avete una sigaretta?», è stata la domanda. I due hanno detto di no e hanno allungato il passo, ma gli altri ragazzi hanno cominciato a seguirli e le loro pressioni si sono ben presto trasformate in qualcosa di peggio.
CACCIA AGLI AGGRESSORI
Uno di loro se l'è presa con il diciottenne mettendogli una mano in faccia. Lui ha cominciato a urlare, la madre ha sentito e si è precipitata in strada mentre anche il resto del gruppo si univa all' aggressione.  La banda ha picchiato a pugni e calci sia gli adolescenti che la donna; poi si è data alla fuga facendo perdere le proprie tracce. Qualche residente, svegliato dalle urla, ha chiamato i soccorsi, ma quando sono intervenuti i carabinieri la baby gang era già sparita. Le indagini per risalire ai giovani aggressori, anche tramite le riprese video degli impianti di videosorveglianza della zona, sono in corso.
riminiRIMINI
Secondo il racconto delle vittime, che li hanno sentiti parlare, potrebbe trattarsi di cittadini albanesi. Madre e figli sono stati curati al pronto soccorso: ad avere la peggio è stato il ragazzo più grande, che ha riportato fratture al setto nasale con prognosi di 25 giorni, oltre a una seria contusione a un occhio che in un primo ha fatto temere che potesse anche perderlo.
Ecchimosi al volto e al corpo anche per il fratello 15enne e per la madre, che ne avranno rispettivamente per otto e sei giorni. Violenza anche a Riccione, dove una turista veneta di 37 anni è stata trascinata in spiaggia col coltello alla gola da un gruppo di giovani ed è stata rapinata. I presunti aggressori, due ragazzi maghrebini di 17 e 19 anni, sono stati rintracciati dai carabinieri e arrestati grazie alle indicazioni della donna. Fonte: qui