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lunedì 6 luglio 2020

La "giustizia" olandese è totalmente corrotta: caso MH17 come esempio

Venerdì 3 luglio, il giudice nel procedimento giudiziario olandese contro la Russia per aver sparato un missile Buk che ha abbattuto l'aereo della Malaysian Airlines che il controllo del traffico aereo ucraino aveva ordinato di sorvolare sulla zona di guerra civile dell'Ucraina il 17 luglio 2014, ha escluso qualsiasi considerazione delle prove dalla Russia .

Il giudice Hendrik Steenhuis "ha rifiutato di consentire ai servizi segreti russi di rivelare dove si trovava il missile tra il 1987 e il 17 luglio 2014, quando l'accusa olandese afferma che il missile è stato sparato da un equipaggio militare russo a MH17", come riportato da John Helmer venerdì. Il procuratore olandese afferma che quel missile Buk è stato sparato dal governo russo, non dal governo ucraino, e che era di proprietà della Russia ed era stato mantenuto dalla Russia sin da quando era stato fabbricato in Russia nel 1986, e il giudice olandese ha annunciato che rifiuta considerare le prove della Russia al contrario.

Il governo russo sostiene che può fornire prove del fatto che quel missile non ha effettivamente abbattuto l'aereo di linea e che, invece, è stato abbattuto da due getti dell'aeronautica ucraina che hanno sparato direttamente contro il pilota dell'aereo di linea, ma in precedenza il Il tribunale olandese aveva escluso qualsiasi considerazione di tali prove, sebbene anche le indagini del governo olandese includessero e seppellissero le seguenti informazioni, come ho riportato pochi giorni fa il 24 giugno:

 risultati investigativi di 279 pagine del governo olandese sul "volo MH17 di Crash of Malaysia Airlines"  sono stati pubblicati nell'ottobre 2015 e hanno riportato, a  pagina 84 , (sotto 2.13.2 "Autopsia dell'equipaggio") che "Squadra del primo ufficiale A ... Durante scansione del corpo del Primo Ufficiale, sono stati rilevati oltre 120 oggetti (principalmente frammenti di metallo). La maggior parte dei frammenti sono stati trovati nella parte sinistra della parte superiore del busto. " Quindi, ha riferito, a  pagina 85  (sotto 2.13.3) "il Primo Ufficiale, della Squadra A, che stava gestendo l'aereo al momento dell'incidente".

(Nota che hanno seppellito queste informazioni cruciali, invece di dire chiaramente che " Il busto in alto a sinistra del pilota, immediatamente a sinistra  dell'area della fusoliera che era stata sparata , aveva 120 oggetti che erano per lo più frammenti di metallo. ") ( Qui  è una foto più ravvicinata di quel pannello laterale sul lato sinistro della fusoliera, alla sinistra immediata del pilota, ed  ecco quel pannello laterale mostrato di nuovo sull'aereo di linea , in modo che si possa vedere che questo sparo doveva essere stato fatto da sotto, sparando verso l'alto nel pilota.)

Questa scoperta fisica cruciale, secondo cui il cadavere del pilota era stato caricato con "oltre 120 oggetti (principalmente frammenti di metallo)", è del tutto coerente con il pannello laterale che è stato colpito da proiettili, che sarebbero arrivati ​​da un jet militare ucraino e puntato verso l'alto, direttamente al pilota. Quel tiratore doveva essere stato molto competente per colpire il pilota in modo così preciso con così tanti proiettili.

Non è stato trovato nient'altro che venisse colpito con una simile intensità di "frammenti di metallo", ma  solo  il busto superiore sinistro del pilota. Questa, da sola, è praticamente la prova conclusiva che un aereo militare ucraino ha sparato direttamente al pilota per abbattere questo aereo civile. (Altri saranno citati qui, nel n. 2 di seguito.)

Tutte queste prove sono state interamente sepolte e ignorate dal governo olandese, rivelate in profondità nel rapporto e solo nelle sotto-clausole, anziché in qualsiasi frase diretta. Inoltre  "Ci sono stati due o tre pezzi di fusoliera che sono stati davvero contrassegnati con quello che sembra quasi un fuoco di mitragliatrice, un fuoco di mitragliatrice molto molto forte." Questa straordinaria dichiarazione non proviene da Haisenko, ma da uno dei primi investigatori dell'OSCE arrivati ​​sulla scena del disastro. Vai su  https://www.youtube.com/watch?v=7ze9BNGDyk4 e lo vedrai.  [Ma ora è stato rimosso. Ecco le informazioni su quel video.  Quel video era intitolato "Il monitor OSCE menziona fori di proiettile in MH17".]  

Questa prova è coerente con il governo olandese che ha scoperto (ma seppellito) che il cadavere del pilota era stato crivellato di "frammenti di metallo".

La questione che era stata affrontata il 3 luglio riguardava rigorosamente quale governo possedeva e gestiva quel missile Buk (che la Russia ha sempre sostenuto non ha fatto cadere quell'aereo).

In precedenza, quando il governo ucraino autorizzava il governo olandese a indagare e deliberare su ciò che aveva causato l'abbattimento dell'MH17, il governo olandese aveva firmato un accordo segreto con il governo ucraino che includeva una disposizione che consentiva al governo ucraino di bloccare e impedire che venissero emesse conclusioni che avrebbero implicare che il governo ucraino l'abbia abbattuto. Il governo olandese viola la propria legge sulla libertà di informazione rifiutando di rendere pubblico ciò che dice quell'accordo segreto. Tuttavia, nel momento in cui l'esistenza dell'accordo è stata menzionata da un sito di notizie ucraino l'8 agosto 2014,  tale rapporto ha riferito "Come parte dell'accordo a quattro parti firmato l'8 agosto tra Ucraina, Paesi Bassi, Belgio e Australia [tutte le nazioni sono alleate degli Stati Uniti e stanno collaborando con la sua  nuova guerra fredda contro la Russia ], informazioni sull'inchiesta relativa il disastro "Boeing-777" malese non sarà divulgato ".

Autore di Eric Zuesse tramite il blog Saker

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Lo storico investigativo Eric Zuesse è l'autore, più recentemente, di   They're Not Even Close: The Democratic vs. Republican Economic Records, 1910-2010 , e di   CHRIST'S VENTRILOQUISTS: The Event that Created Christianity .

venerdì 17 aprile 2020

ECCO COME L’OLANDA RUBA MILIARDI DI TASSE ALL’ITALIA GRAZIE ALLA UE.

SE NEGLI ULTIMI 15 ANNI L’ITALIA HA DOVUTO DIMEZZARE I NUMERI DI POSTI LETTO IN TERAPIA INTENSIVA, LE RESPONSABILITÀ SONO CERTAMENTE DELLA POLITICA, LA MANCANZA DI FONDI ANCHE COLPA DELL’OLANDA CHE OGGI DICE NO AGLI EUROBOND
Giuliano Balestreri  per it.businessinsider.com

rutteRUTTE
Ogni volta che pagate un caffè da Starbucks in Italia state, indirettamente, mandando dei soldi a una finanziaria in Olanda. Succede la stessa cosa con le prenotazioni via Booking e con decine di multinazionale americane che lavorano in Europa: il gioco è piuttosto semplice per ogni frappuccino – o stanza d’albergo – venduto; la filiale italiane deve versare alla società olandese un royalty per l’utilizzo del marchio.

Il risultato è immediato: gli utili in Italia si riducono, quelli in Olanda crescono. E ogni anno, in questo modo, i Paesi Bassi sottraggono all’Italia 1,5 miliardi di dollari di imposte, solo grazie alle multinazionali americane che sono ben felici di versare a nord delle Alpi appena 300 milioni di dollari. Già anziché pagare 5 dollari di tasse dove vengono generati gli utili, le società americane riescono a versare un dollaro nelle casse di Amsterdam. Un giochino che drena ai Paesi europei almeno 10 miliardi di dollari l’anno e ne porta 2,2 in Olanda. Un beneficio che senza l’Unione europea gli olandesi non avrebbero, eppure sono gli stessi a non muoversi di un millimetro nei confronti degli Eurobond.
starbucksSTARBUCKS

E se da un lato è comprensibile che gli alleati europei non si fidino dell’Italia e temano che eventuali prestiti agevolati aumentino gli sprechi di un Paese incapace anche di utilizzare i fondi strutturali (per non parlare l’assoluta mancanza di progettualità che ha contraddistinto gli ultimi anni della politica economica tricolore); dall’altro è pazzesco che a farsi paladino della giustizia sia uno Stato che figura al quarto posto tra i paradisi fiscali in tutte le classifiche del mondo. Gli esperti di Tax Justice hanno calcolato che solo considerando il trasferimento dei profitti europei delle multinazionali americane verso i Paesi Bassi, al Vecchio continente manchino almeno 10 miliardi di dollari l’anno: 1,5 solo all’Italia.
MERKEL RUTTEMERKEL RUTTE

Considerando che il meccanismo è molto diffuso anche tra le aziende italiane è chiaro che il danno per l’erario perpetrato dagli intransigenti olandesi è molto più ampio. Anche perché la strategia aggressiva del governo dell’Aja ha innescato una corsa al ribasso sul fronte del trattamento fiscale delle imprese all’interno della Ue: una sorta di dumping fiscale che “ha accelerato la corsa al ribasso delle aliquote sulle imposte per le società in Europa che sono diminuite di circa dieci punti negli ultimi dieci anni”

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Il paradosso è che l’intera Unione europea rischia ora di collassare per l’intransigenza di uno dei Paesi che maggiormente beneficia del meccanismo comunitario giocando sulla libera circolazione dei capitali e – di conseguenza – sulla possibilità per le multinazionali di spostare gli utili dove meglio credono. “Nel caso delle società americane – si legge sullo studio di Tax Justice – a fronte di 70 miliardi di utili le tasse pagate nel paese ammontano a 3,4 miliardi. Motivo per cui i profitti in Olanda, pari all’8% del Pil del Paese, superano tutti quelli registrati all’interno della Ue. Senza questo atteggiamento, gli olandesi incasserebbero un decimo delle imposte che ottengono mentre i vicini europei raddoppierebbero o triplicherebbero gli introiti”.

RutteRUTTE
L’Olanda quindi è riuscita a creare un vero e proprio modello di business grazie alla competizione fiscale grazie alla lotta della Ue nei confronti dei paradisi fiscali extracomunitari. E così offrendo condizioni vantaggiose minano i sistemi fiscali degli altri Paesi membri, gli stessi a cui oggi rifiutano il via libera agli Eurobond.

Un ampio trattato sulla doppia tassazione che diversi paesi che permette di ridurre in maniera sostanziale le ritenute su dividendi, interessi e royalty;
Tax ruling, ovvero la possibilità di firmare accordi segreti con il governo per definire il livello di imposizione fiscale (d’altra parte i Paesi Bassi sono lo stato membro più riservato della Ue secondo 2020 Financial Secrecy Index);

Offrono diversi incentivi fiscali e permettono di evitare le tasse statunitensi.
mark rutte giuseppe conteMARK RUTTE GIUSEPPE CONTE
Non è un caso dunque che il 91% delle maggiori multinazionali del mondo abbia una finanziaria nei Paesi Bassi. Tuttavia, se l’Olanda non fosse un Paese comunitario, gran parte dell’elusione fiscale sarebbe impossibile. Il gioco è piuttosto semplice: “Per ogni caffè venduto da Starbucks Italia – spiega Tax Justice -, viene effettuato un pagamento a Starbucks Paesi Bassi per l’utilizzo del marchio. Un meccanismo che riduce i profitti della filiale italiana aumentando quelli della società olandese. Il pagamento infragruppo, però, non può essere tassato in base a una direttiva del 2003”. Come a dire che senza la Ue il trasferimento di utili verso la minor aliquota sarebbe impossibile.

Un meccanismo che usano tantissime multinazionale, da Startbucks a Booking e che ogni anno erode la base imponibile italiana. In termini di sanità, 1,5 miliardi di dollari sono oltre il doppio del costo di gestione di un ospedale come il San Raffaele. Insomma, se negli ultimi 15 anni l’Italia ha dovuto dimezzare i numeri di posti letto in terapia intensiva, le responsabilità sono certamente della politica, la mancanza di fondi anche colpa dell’Olanda che oggi dice no agli Eurobond. 

Fonte: qui

mercoledì 4 settembre 2019

"Soldi per niente e crescita gratis": l'olandese considera un fondo di crescita di 50 miliardi di € finanziato con un debito a tasso negativo

  • Secondo quanto riferito, il governo della coalizione olandese sta prendendo in considerazione un fondo di investimento di 50 miliardi di euro per sostenere la crescita economica, da finanziare prendendo a prestito a tassi negativi
  • Molti dettagli devono ancora essere determinati, ma i Paesi Bassi dovrebbero disporre di uno spazio fiscale sufficiente per finanziare ulteriori spese di investimento su questa scala negli anni a venire
  • Ciò rappresenta un notevole spostamento dal consenso politico avverso al debito nei Paesi Bassi e potrebbe aumentare la pressione sulla Germania affinché utilizzi la politica fiscale per sostenere la crescita.
La notizia è trapelata la scorsa settimana che il governo della coalizione olandese sta valutando la possibilità di istituire un fondo per investire nella crescita economica. I dettagli sono scarsi, ma i rapporti dei media suggeriscono un fondo fino a 50 miliardi di euro che verosimilmente verrebbero annunciati insieme al resto del bilancio olandese a metà settembre. Potrebbe essere finanziato prendendo in prestito dal mercato e speso in iniziative favorevoli alla crescita in settori quali infrastrutture, innovazione e istruzione. I politici sembrano desiderosi di capitalizzare tassi negativi lungo l'intera curva dei rendimenti dello stato olandese.
Nonostante potenziali nuovi prestiti, i livelli del debito pubblico olandese sarebbero ancora modesti rispetto ad altri paesi europei e al di sotto del limite del debito del Maastricht del 60%. Il grado in cui il fondo comporta effettivamente investimenti aggiuntivi e se ciò contribuirà alla crescita dipenderà dalla governance che lo circonda. Da una prospettiva internazionale, l'idea di un fondo di investimento pubblico potrebbe influire sul dibattito sul ruolo della politica fiscale nel sostenere la crescita, in particolare il ruolo speciale degli investimenti (in contrasto con la spesa per  voci ricorrenti). Con uno spazio limitato per ulteriori stimoli della BCE, la banca centrale ha invitato i paesi con spazio fiscale disponibile a utilizzare il proprio budget per sostenere la crescita. Le politiche della banca centrale hanno anche reso possibili rendimenti negativi, offrendo ai governi l'opportunità di finanziare tali politiche. I Paesi Bassi sono sempre stati visti esattamente nel campo avverso al debito, insieme alla Germania. Pertanto, questa iniziativa potrebbe aumentare la pressione sulla Germania affinché utilizzi la sua politica fiscale in modo più attivo, soprattutto perché la necessità di investimenti in infrastrutture e digitalizzazione è vista come più acuta lì
Fondo di investimento governativo: più domande che risposte
Il fondo di investimento è stato inizialmente segnalato dal quotidiano olandese De Telegraaf e successivamente confermato da altre fonti. La cifra principale di 50 miliardi di euro rimane indicativa. Mancano anche altri dettagli, probabilmente perché rimangono da elaborare. Ma l'idea principale è chiara: il governo dovrebbe utilizzare tassi di interesse negativi sui titoli di stato olandesi per investire in cose "come" le infrastrutture e l'innovazione. Apparentemente i contorni di un'idea sono stati discussi tra i partner della coalizione in vista del bilancio statale (che sarà pubblicato il 17 settembre) e sono stati accolti favorevolmente.
Da allora c'è stata una discussione diffusa sull'argomento nei media olandesi. La maggior parte delle risposte è stata di supporto, in base alla necessità di stimolare la crescita della produttività nei Paesi Bassi e l'opportunità di contrarre prestiti a tassi negativi. Ma c'erano anche critici che ritenevano che questa fosse una distrazione dal bisogno più immediato di spendere in politiche sul reddito per la classe media o che citavano precedenti esperienze insoddisfacenti con un fondo di investimento simile finanziato dal reddito del gas naturale. Tuttavia, se i rapporti fossero un pallone di prova per valutare il sostegno a tale piano, sembra che ci sia un ampio margine per il governo di esplorare ulteriormente l'idea. E in effetti, c'è ancora molto da elaborare e il modo in cui è progettato lo schema sarà cruciale per il suo impatto e successo. Le domande aperte includono i seguenti ...
A cosa serve il fondo?
Generalmente, le relazioni suggeriscono che l'obiettivo del fondo dovrebbe essere quello di sostenere il potenziale di crescita a lungo termine dell'economia. Questo è un obiettivo positivo, poiché la crescita della produttività è stata lenta nei paesi sviluppati in generale e nei Paesi Bassi in particolare (Figura 1).
Non è del tutto chiaro quali tipi di progetti sarebbero finanziati. Infrastruttura, innovazione, istruzione ed energia verde sono stati nominati. Da quando è stata riportata l'idea di un fondo, proposte come lo spostamento di Schiphol, l'aeroporto nazionale, nel Mare del Nord (per aggirare i vincoli di crescita spaziale e ambientale nella sua posizione attuale) e la costruzione di una linea ferroviaria ad alta velocità a nord del paese.
Il fondo dovrebbe essere concentrato esclusivamente su investimenti a lungo termine o può anche svolgere un ruolo nello stimolare l'economia durante una recessione? Molte notizie di stampa hanno citato la possibilità di un'imminente recessione come motivazione per il fondo. Tuttavia, l'insieme di progetti che hanno un senso dal punto di vista dello stimolo ciclico - cose come i progetti infrastrutturali - è più piccolo dell'insieme che potrebbe supportare la crescita a lungo termine.
Come e quando sarà finanziato?
L'idea del fondo è nata poco dopo che l'intera curva dei rendimenti del governo olandese, compreso il tasso a 30 anni, è scesa sotto lo 0 percento (Figura 2). La possibilità di prendere in prestito denaro dal mercato e essere pagato per il privilegio ha catturato l'immaginazione del pubblico olandese e dei politici. Alcuni rapporti suggeriscono che il fondo potrebbe essere immediatamente rifornito prendendo a prestito dal mercato. Forse questo riflette la sensazione che questa opportunità di indebitarsi a tassi negativi sia una fugace aberrazione. Tuttavia, incaricare la DSTA di pre-finanziare questo veicolo sembra fantasioso. Innanzitutto, ciò minerebbe la politica di lunga data dello Stato olandese di essere un emittente stabile e affidabile. Inoltre, i tassi negativi sono un'arma a doppio taglio. Possono essere un sussidio efficace per i mutuatari, ma sono anche una penalità per coloro che desiderano investire in attività liquide. Pertanto, è più sensato raccogliere capitali man mano che i progetti richiedono finanziamenti.
Chi deciderà che il fondo investe?
Il "fondo" dovrebbe essere finanziato in movimento, quindi ci si potrebbe chiedere, qual è il punto? I governi olandesi potrebbero facilmente investire in progetti di crescita a lungo termine utilizzando il budget regolare. La creazione di un fondo separato dovrebbe probabilmente essere vista come un dispositivo di impegno per realizzare gli investimenti necessari, non solo per gli attuali governi ma anche per quelli futuri.
I Paesi Bassi hanno un'esperienza con una struttura simile e diversi economisti olandesi hanno citato questa esperienza come motivo per essere scettici su questa nuova idea. Le entrate del gas naturale avrebbero dovuto essere assegnate separatamente dal resto del bilancio agli investimenti che avrebbero "rafforzato la struttura economica" dei Paesi Bassi. Tuttavia, sembra che la spesa per investimenti del fondo abbia semplicemente sostituito gli investimenti fuori dal budget normale. Inoltre, parte del fondo è stata saccheggiata per finanziare spese statali regolari. Mancava anche un solido quadro strategico di investimento.
Senza regole chiare su ciò che il nuovo fondo può spendere i suoi soldi per chi decide ciò che conta come un investimento adeguato, sembra probabile una ripetizione di queste precedenti esperienze. Un'agenzia governativa indipendente con un mandato di spesa per investimenti sarebbe il modo più efficace per evitarlo, ma è tutt'altro che chiaro che sarà politicamente fattibile.
È improbabile che il fondo violi il budget
Indipendentemente dalla struttura esatta, è probabile che un fondo della scala proposta si adatti allo spazio fiscale del governo olandese. Prevediamo che le spese a titolo del fondo rientrino nelle regole di bilancio dell'UEM e che il governo olandese vorrebbe attenersi a esse. Tuttavia, secondo le stime ufficiali (CPB), l'eccedenza dell'UEM sarà pari all'1,2% del PIL quest'anno e il rapporto debito / PIL sarà del 49% del PIL. Una spesa per investimenti di 50 miliardi di euro, che rappresenta circa il 6% del PIL, potrebbe essere facilmente compensata se fosse spesa per diversi anni e vedrebbe ancora il debito rimanere al di sotto della soglia del 60% di Maastricht. Vista la domanda in corso di obbligazioni rifugio in linea con l'elevato livello di tensione geopolitica e con la BCE ampiamente prevista che presto si diffonderà e ridurrà ulteriormente l'offerta di fatto di tali obbligazioni, è improbabile che un programma di finanziamento incrementale per il veicolo di investimento proposto pesa sugli spread. Come detto, riteniamo che un pre-finanziamento del fondo basato sul mercato all'ingrosso, come ipotizzato in alcuni angoli della stampa, sembra essere una fuga di immaginazione.
L'effetto di crescita dipende da quanto saggiamente vengono spesi i soldi
La spesa per investimenti da parte di un fondo governativo come questo potrebbe avere un impatto sulla crescita sia a breve che a lungo termine.
A breve termine, la spesa per investimenti extra aumenterebbe la crescita del PIL direttamente e attraverso un effetto moltiplicatore attraverso la spesa del settore privato. La dimensione di questo effetto dipende dallo stato dell'economia. Attualmente, il governo ha difficoltà ad attuare i suoi piani di investimento esistenti a causa del ristretto mercato del lavoro. Tuttavia, poiché l'economia si indebolisce, prevediamo un aumento della disoccupazione e vi sarà più spazio per questo tipo di spesa. Un rallentamento dell'economia dovrebbe inoltre comportare un maggiore effetto moltiplicatore e ridurre il rischio di spiazzare gli investimenti del settore privato. In effetti, se molti dei rischi che l'economia olandese dovesse attualmente affrontare, la spesa aggiuntiva sarebbe uno stimolo positivo.
L'effetto a lungo termine sulla crescita (e quindi indirettamente sulla sostenibilità del debito) dipenderà da quanto saggiamente il governo investirà questi fondi. Gli investimenti in infrastrutture, ricerca e istruzione potrebbero tutti favorire la crescita economica a lungo termineTuttavia, ci sono anche validi casi da investire nell'ampliamento dell'offerta di alloggi e nel rendere la crescita più rispettosa del clima. I rendimenti sociali di tali investimenti giustificherebbero i loro costi di finanziamento (negativi), ma non si tradurrebbero in una maggiore crescita del PIL potenziale.
È questo che la BCE aveva in mente?
La BCE ha invitato i paesi della zona euro con spazio fiscale a fare di più per stimolare la crescita. La BCE potrebbe quindi accogliere con favore i piani dei Paesi Bassi. Tuttavia, non sembra che il governo olandese abbia in mente misure di stimolo classiche, che aumenterebbero la domanda aggregata a breve termine. Per non parlare del fatto che i Paesi Bassi sono troppo piccoli per influenzare il PIL complessivo dell'Eurozona abbastanza da tener conto nel calcolo della BCE da solo.
È anche dubbio che la richiesta della BCE di un maggiore sostegno fiscale all'economia abbia influenzato i politici olandesi. Piuttosto che considerare questa come una questione di coordinamento della politica fiscale-monetaria, un altro modo di esaminarla sarebbe vederlo come parte del canale di trasmissione della politica monetaria. La BCE ha contribuito a creare, inizialmente bassi e ora rendimenti negativi sui titoli di Stato olandesi attraverso il suo tasso di deposito negativo, i suoi acquisti di obbligazioni e alimentando le aspettative di un ulteriore allentamento a venire. A causa delle profonde preferenze politiche, il governo olandese non ha finora risposto molto a questi incentivi, ma i tassi sotto zero sono apparentemente un punto di svolta per i politici olandesi.
La pressione sulla Germania per investire di più potrebbe aumentare
Un fondo di investimento olandese di per sé non cambierebbe molto per il resto della zona euro. Potrebbe avere un'influenza, tuttavia, sul dibattito sulla politica fiscale tedesca. I Paesi Bassi e la Germania hanno sempre visto essere nello stesso club di paesi che sostengono la politica fiscale e monetaria conservatrice. Un fondo di investimento nei Paesi Bassi potrebbe aumentare la pressione di altri paesi dell'UE, la Commissione europea, la BCE e il FMI sulla Germania affinché facciano di più. Potrebbe anche svolgere un ruolo nel dibattito nella stessa Germania. Esistono già segnali che l'umore politico in Germania si sta spostando verso maggiori investimenti (e forse questo ha influenzato anche l'umore nei Paesi Bassi). Un fondo o programma di investimento a lungo termine sarebbe probabilmente anche più politicamente appetibile in Germania rispetto allo stimolo diretto. Sarebbe anche più gradito, dato il consenso sul fatto che la Germania è in ritardo nella digitalizzazione e necessita di maggiori investimenti in infrastrutture. Mentre dal punto di vista della BCE e dell'area dell'euro nel suo insieme, gli investimenti coordinati nell'unione monetaria, indirizzati a progetti con i più alti rendimenti potenziali nelle regioni con elevata disoccupazione, potrebbero essere considerati una politica ottimale. Ma ciò richiederebbe un cambiamento ancora più grande negli atteggiamenti nei confronti della politica fiscale.
Autore di Menno Middeldrop e team, da RaboBank Research

domenica 10 marzo 2019

BRUXELLES CI ROMPE LE PALLE SUI CONTI, MA SUI PARADISI FISCALI IN EUROPA, CIOE’ OLANDA, LUSSEMBURGO E IRLANDA, NON DICE NULLA


OLANDA, LUSSEMBURGO E IRLANDA, HANNO FATTO PERDERE ALL’ITALIA 6,5 MILIARDI DI ENTRATE FISCALI (SI TRATTA DELLO 0,36% DEL PIL, PIÙ O MENO IL COSTO DEL REDDITO DI CITTADINANZA) 

CON LA LORO FISCALITA’ ED ACCORDI PRIVILEGIATI ALLE MULTINAZIONALI, HANNO DRENATO CAPITALI AGLI ALTRI PAESI (35 MILIARDI SOLO A NOI, FRANCESI E TEDESCHI) 


TRA I FURBETTI CI SONO ANCHE CIPRO E MALTA…

Marco Bresolin per “la Stampa”

I paradisi fiscali costano all' Italia 6,5 miliardi di euro l' anno. E nell' 80% dei casi si trovano all' interno dell' Unione europea. Lussemburgo, Olanda e Irlanda sono i principali Paesi destinatari dei trasferimenti di capitali delle grandi multinazionali, richiamati da un trattamento di favore che l' Ue ancora non riesce a contrastare.
paradisi-fiscaliPARADISI-FISCALI

Martedì l' Ecofin analizzerà nuovamente la situazione a poco più di un anno dalla pubblicazione del primo elenco Ue di "giurisdizioni fiscali non cooperative", la cosiddetta blacklist dei paradisi fiscali. Per l' occasione un rapporto di Oxfam fa il conto di quanto costa il "fuoco amico" per i governi europei. Soltanto nel 2015 più di 20 miliardi di euro di ricavi sono sfuggiti alla lente del Fisco italiano. E così sono sfumate imposte per 6,5 miliardi. Si tratta dello 0,36% del Pil, più o meno il costo del reddito di cittadinanza.

paradiso fiscalePARADISO FISCALE
Le perdite per Francia e Germania sono addirittura superiori in termini assoluti, visto che il rapporto di Oxfam stima minori entrate fiscali pari a 10,1 miliardi di euro per Parigi e addirittura 15 miliardi per Berlino. Se si aggiungono anche i 3,5 persi dalla Spagna si arriva a quota 35,1 miliardi di euro: soldi scippati alle prime quattro economie dell' Eurozona che in realtà non finiscono ai concorrenti, ma vanno quasi totalmente in fumo. I principali tre paradisi fiscali europei offrono "tax ruling" e accordi privilegiati alle multinazionali che trasferiscono lì i loro profitti (circa 187 miliardi di euro l' anno), applicando aliquote molto basse.

Nel dicembre del 2017 l' Ue ha adottato per la prima volta una lista nera dei paradisi fiscali, ma ha deciso di passare sotto la lente soltanto i Paesi extra-Ue. Secondo Oxfam, se la lista fosse estesa anche agli Stati membri ce ne sarebbero cinque che non rispettano i criteri utilizzati per giudicare gli altri paradisi fiscali: oltre a Lussemburgo, Olanda e Irlanda andrebbero inseriti anche Cipro e Malta.
MARTIN SELMAYR E JEAN CLAUDE JUNCKERMARTIN SELMAYR E JEAN CLAUDE JUNCKER

La Commissione europea - attraverso raccomandazioni - ha più volte sollevato la questione con i Paesi in questione. Anche Belgio e Ungheria sono già stati oggetto di richiami, ma le politiche fiscali restano di competenza nazionale e così Bruxelles non ha strumenti per intervenire. La Commissione ha cercato di aggirare gli ostacoli, affrontando il problema dal punto di vista della concorrenza sleale.

L' Antitrust Ue è intervenuta per sanzionare le multinazionali, obbligandole a restituire le imposte dovute ai governi con cui avevano siglato accordi (emblematico il caso dei 14 miliardi che Apple è stata costretta a versare all' Irlanda). Ma questo non ristabilisce certo l' equilibrio e non aiuta gli altri Paesi a recuperare le perdite.

fiscoFISCO
Il rapporto stima che ogni anno 600 miliardi di dollari di profitti vengono portati verso paradisi fiscali, il 30% dei quali all' interno della Ue. Per i Paesi sviluppati questo si traduce in una perdita annua di circa 100 miliardi di dollari.

Al momento gli Stati sulla lista nera Ue sono soltanto cinque: Samoa americane, Guam, Samoa, Trinidad e Tobago, Isole Vergini americane. Altri 63 sono sulla lista grigia, il che vuol dire che si sono impegnati in qualche modo per rimediare alla situazione. Secondo Oxfam, l' Ecofin dovrebbe aggiungere altri 18 Paesi alla blacklist, ma depennarne parecchi da quella grigia, che scenderebbe a quota 32. In particolare potrebbero essere cancellati nove Stati che secondo l' ong sono "dei veri e propri paradisi fiscali", tra cui le Bahamas, le Bermuda, le Cayman e Panama.

Fonte: qui