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mercoledì 26 febbraio 2020

IL GENERALE RAPETTO E IL CORONAVIRUS: “IL VASCELLO ITALIA È IN BALIA DELLE ONDE E IL PERICOLO DI SCHIANTARE CONTRO GLI SCOGLI DEL FALLIMENTO NAZIONALE È INCREMENTATO DAL CRESCENTE SPIRARE DEL VENTO DELLA PSICOSI”


“LA TANTO DECLAMATA ‘ONESTÀ’ COMINCIA CON IL RICONOSCERE SERENAMENTE IL NON ESSERE IN GRADO A FARE CERTI MESTIERI. OCCORRE FARE E BENE, OPPURE LASCIAR FARE A CHI NE È CAPACE”

Umberto Rapetto per www.infosec.news

conte speranzaCONTE SPERANZA
“Chi chiacchiera a poppa vada a chiacchierare a prua, chi blatera a dritta lo vada a fare a sinistra” potrebbe essere una riedizione del fantasioso “Regolamento da impiegare a bordo dei legni e dei bastimenti della Real Marina del Regno delle Due Sicilie”.

La rivisitazione che porta ad un più contemporaneo “Facite Amuchina!” è innescata dalla confusione degli ordini impartiti negli ultimi giorni dal comandante del vascello Italia mentre affronta le tempestose acque di una emergenza la cui reale gravità non è dato capire.
FONTANA E CONTEFONTANA E CONTE

La disordinata ciurma è in balia delle onde e il pericolo di schiantare il già traballante scafo contro gli scogli del fallimento nazionale è incrementato dal crescente spirare del vento della psicosi collettiva.

conte emergenza coronavirusCONTE EMERGENZA CORONAVIRUS
Lo stile di comando dell’imbarcazione di cui siamo involontari passeggeri sembrerebbe evocare la presunta imperizia della Marina borbonica, quest’ultima in realtà solo vittima di una iniqua campagna denigratoria perpetuatasi nel tempo ma davvero immeritata. E da ex allievo di quella che un tempo ne fu l’Accademia (ho frequentato la “Nunziatella” che fu voluta da Re Ferdinando IV), rivendico la totale estraneità di quella che fu una delle flotte di maggior efficienza ed efficacia da certi malvezzi e maldicenze.

UMBERTO RAPETTOUMBERTO RAPETTO
La gestione del problema sta manifestando “modus operandi” che lasciano perplessi anche i più aperti ed elastici simpatizzanti dell’improvvisazione. La totale assenza di procedure volte ad assicurare il controllo della situazione, l’adozione di organici provvedimenti, la revisione migliorativa delle iniziative avviate d’urgenza, il progressivo ripristino delle condizioni di normalità, non tranquillizza chi si ritrova a bordo. Le dichiarazioni contraddittorie confondono i destinatari del messaggio. Il loro vero significato sembra ignoto persino a chi ha proferito frasi o parlato agli impietosi microfoni degli ancor più cinici mezzi di informazione.

giuseppe conte roberto gualtieriGIUSEPPE CONTE ROBERTO GUALTIERI
Tutto dovrebbe cominciare da una calibrata ripartizione delle competenze. E qui casca l’asino. Quali competenze in uno scenario dove il background di chi dovrebbe occuparsi di specifici ambiti è a dir poco inadatto?

Come i peperoni, che “tornano su” ai deboli di stomaco, l’undicesimo Comandamento “Uno vale uno” sintetizza l’incapacità dolosa di non riconoscere quel merito e quelle conoscenze che sono indispensabili in frangenti difficili e ansiogeni.
reparto di terapia intensiva all'ospedale di wuhanREPARTO DI TERAPIA INTENSIVA ALL'OSPEDALE DI WUHAN

Come la scritta HOLLYWOOD che campeggia sulla collina sovrastante Los Angeles, certe maldestre apparizioni pubbliche resteranno inconfondibili nelle cartoline che illustrano un Paese – vista la minaccia respiratoria – oggettivamente in affanno. Il ritrito refrain “Non ci posso credere” di Aldo, Giovanni e Giacomo è stato tradotto in tutte le lingue dagli spettatori che, increduli, hanno assistito (in ogni angolo del mondo) alle sproloquianti prolusioni di chi è al timone del nostro povero (e sempre più povero) Paese.
milano al tempo del coronavirusMILANO AL TEMPO DEL CORONAVIRUS

Se il problema di sicurezza sanitaria è amplificato da malaccorte asserzioni ufficiali, quello di ordine pubblico è solo ai primi sintomi. La paura e l’intolleranza sono ancora contenute, ma gli episodi di ordinaria violenza e quelli criminali sono facili a contagiare una popolazione già allo stremo sotto il profilo economico, occupazionale, sociale e – ovviamente – sanitario. Si torni a dare il giusto peso alle parole, magari preferendo in certe occasioni il proverbiale silenzio del “un bel tacer non fu mai scritto”.
meme sul coronavirus 16MEME SUL CORONAVIRUS

Non si pensi che le esperienze commerciali ambulanti di bevande possano essere paragonate alla vendita di noccioline di Jimmy Carter, perché quest’ultimo – laureatosi a 22 anni in ingegneria nucleare – è quello che ha saputo gestire Camp David e il rapimento dei suoi connazionali nell’ambasciata di Teheran, fino a meritare il Nobel per la pace nel 2002.
CORONAVIRUS MILANOCORONAVIRUS MILANO

Si scopra che la tanto declamata “onestà” comincia con il riconoscere serenamente il non essere in grado a fare certi mestieri. Mentre il dottor “Frankestine” e il suo fido Igor precisano nella magica pellicola di Mel Brooks la corretta pronuncia del rispettivo nome, si eviti di manifestare la presunta erudita espressione “vairus” ed alzare la palla agli umoristi dei nostri giorni con espressioni destinate a diventare …virali.

il centro di milano durante l'emergenza coronavirus 10IL CENTRO DI MILANO DURANTE L'EMERGENZA CORONAVIRUS 
Si spieghi la necessità di farsi trattare in un varietà televisivo con la stessa confidenza con cui ci rivolge al pizzicagnolo di fiducia per domandare un pezzo di provolone o un assaggio di qualche prelibatezza al banco, dimenticando che la nostra attendibilità è sotto i riflettori. Le luci abbaglianti (non quelle di Mal dei Primitives, ma della signora D’Urso) appiattiscono le imperfezioni cutanee ma esaltano altri difetti che Youtube e mille podcast renderanno immortali.

roberto gualtieri si congratula con giuseppe conte per l'informativa sul mesROBERTO GUALTIERI SI CONGRATULA CON GIUSEPPE CONTE PER L'INFORMATIVA SUL MES
Si provi a pensare che non si vive di slogan e che talvolta questi (mi viene in mente “Prima gli italiani”) possono ritorcersi dannosamente privilegiandoci nell’ordine di accadimento di eventi funesti. Non è più il tempo per disporre che “tutti chilli che stanno abbascio vann’ coppa  e chilli che stanno ncoppa vann’ bascio passann’ tutti p’o stesso pertuso”… Occorre fare. E, possibilmente, fare bene. Oppure, giusto per non negare un’alternativa, lasciar fare a chi ne è capace.  Fonte: qui

martedì 31 dicembre 2019

ANCORA UN TILT NELLA METRO A DI ROMA: QUESTA VOLTA LE SCALE MOBILI SI SONO BLOCCATE ALLA FERMATA SPAGNA, CON PASSEGGERI E TURISTI AMMASSATI LUNGO I GRADONI FERMI


IL BLOCCO È STATO RIPARATO, MA POI NE SONO SEGUITI ALTRI. PROBLEMI ANCHE ALLA METRO B, CHE DOVREBBE PORTARE ALLA FESTA DI CAPODANNO AL CIRCO MASSIMO…


Valentina Lupia per “la Repubblica - Roma”
metro roma, scale mobili bloccati alla fermata spagna 3METRO ROMA, SCALE MOBILI BLOCCATI ALLA FERMATA SPAGNA 

Come se non bastassero Barberini e Baldo degli Ubaldi ancora chiuse e Cornelia off-limits da ieri. Due giorni fa, nel pomeriggio, le scale mobili della centrale stazione della linea A della metropolitana Spagna sono andate in tilt, causando caos e disagi: nel video- testimonianza pubblicato su www. roma. repubblica. it, si vedono i passeggeri che scendono in banchina camminando su scale mobili ferme.

metro roma, scale mobili bloccati alla fermata spagnaMETRO ROMA, SCALE MOBILI BLOCCATI ALLA FERMATA SPAGNA
Tra loro, anche bambini. Il blocco è stato riparato dai tecnici dopo alcuni minuti, ma a questo ne sono seguiti altri. Uno in tarda serata, intorno alle 22. Questo guasto sarà pure stato riparato, sì, ma a essere ancora fuori uso, oltre al montascale, sono le scale mobili dal lato del Galoppatoio. E dire che Spagna era stata riaperta lo scorso maggio dopo oltre due mesi di chiusura, sempre per le scale mobili: quando il 23 marzo, il giorno che i gradoni di Barberini ( chiusa da allora) si sono accartocciati, il responsabile di esercizio degli impianti di traslazione aveva deciso di vietare l' uso delle scale mobili.
metro roma, scale mobili bloccati alla fermata spagna 2METRO ROMA, SCALE MOBILI BLOCCATI ALLA FERMATA SPAGNA 

Poiché della stessa tipologia proprio di quelle di Barberini. Decisione che, di fatto, ha significato la chiusura della stazione per intero. Nonostante la fermata sia stata off- limits, dunque, ancora ci sono impianti fuori uso e che si bloccano all' improvviso.
metro roma, scale mobili bloccati alla fermata spagna 1METRO ROMA, SCALE MOBILI BLOCCATI ALLA FERMATA SPAGNA 

A conti fatti, tra metro A, B/B1, C e Roma- Lido, il 10% tra scale mobili, ascensori e montascale è rotto o inutilizzabile: solo sulla linea rossa ci sono 3 stazioni chiuse, 15 con impianti fuori uso e 3 con alcuni cancelli chiusi. Cinque, invece, le stazioni che hanno problemi sulla linea blu, mentre lungo la metro C si contano 5 fermate con ascensori fuori uso e 3 con cancelli chiusi.
metro roma marconi 1METRO ROMA MARCONI 






Cinque fermate con ascensori e scale mobili off- limits sulla Roma- Lido, dove sono anche rotti i pannelli informativi di Lido Centro e, soprattutto, quelli di un sito importante come Ostia Antica.
Ieri, poi, poco prima delle 13 il servizio è stato interrotto e sostituito da bus nella tratta Eur Fermi - Laurentina prima, ed Eur Magliana - Laurentina poi, a causa di un guasto a un deviatoio che è stato riparato in meno di un' ora. Il servizio è stato ripristinato alle 13.35 circa. E due giorni fa un 25enne senza fissa dimora è stato arrestato dai carabinieri: nel pomeriggio, dopo aver rubato un cellulare, aveva seminato il panico all' interno della stazione Termini, scappando sui binari della linea B e nella galleria verso Castro Pretorio e costringendo Atac a interrompere il servizio per circa un' ora. Fonte: qui

domenica 29 dicembre 2019

NON DITE A DI MAIO CHE IL NEOMINISTRO MANFREDI E’ FINITO SOTTO PROCESSO E SE LE E’ CAVATA CON LA PRESCRIZIONE


CON LO SPACCHETTAMENTO DELL’ISTRUZIONE I 5 STELLE HANNO PERSO LA MAGGIORANZA IN CONSIGLIO DEI MINISTRI 

DA OGGI, INFATTI, SI CONTANO 11 MINISTRI PER IL CENTROSINISTRA E SOLO 10 PER IL MOVIMENTO 5 STELLE...


GIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIOGIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIO
Indagato e salvato dalla prescrizione. Ma per Gaetano Manfredi, neo-ministro dell'Istruzione accusato di falso nell'inchiesta dei balconi marci L'Aquila (prima udienza preliminare fissata solo nel febbraio 2020, a 6 anni dall'inizio delle indagini) il problema politico e di opportunità resta, eccome. 

Paolo Becchi, che per primo su Twitter ha fatto notare il "dettaglio" nel silenzio sospetto dei parlamentari della maggioranza (cosa ne pensano, ad esempio, i manettari del M5s?) e dei maggiori organi di informazione, oggi ha due domandine da porre al Rettore della Federico II, nonché Presidente della CRUI. "È vero che prima della prescrizione il Rettore ha nominato come Revisore dei Conti il Procuratore della Corte dei Conti dell'Aquila?". E ancora: "È vero che il Rettore è stato denunciato da un collega della stessa Università per abuso di potere ed omissione di atti d'ufficio e che la magistratura ha archiviato la denuncia scrivendo che non sarebbe stato opportuno (!) sentire come testimoni professori citati come testi?".

manfrediMANFREDI

LO SPACCHETTAMENTO FREGA DI MAIO

Doppia poltrona, una fregatura per il Movimento 5 Stelle. I retroscena sulla nomina di Lucia Azzolina all'Istruzione e Gaetano Manfredi all'Università e Ricerca, infatti, svela il malumore dei grillini per la decisione del premier Giuseppe Conte. Sabato sera, a qualche ora dalla conferenza stampa d'annuncio a Palazzo Chigi, dal Movimento filtra un virgolettato: "Abbiamo perso la maggioranza in Consiglio dei ministri".

luigi di maio a nataleLUIGI DI MAIO A NATALE



La grillina Azzolina infatti sostituisce numericamente il collega (quasi ex) di partito Lorenzo Fioramonti, ma è il tecnico Manfredi (rettore dell'Università Federico II di Napoli e fratello di un ex deputato del Pd) a spostare gli equilibri: oggi, infatti, si contano 11 ministri per il centrosinistra (contando i dem e i renziani di Italia Viva) e solo 10 per il Movimento 5 Stelle, che pure è il primo partito in Parlamento ed è vitale, dunque, per la sopravvivenza della maggioranza giallorossa e di questo fragilissimo governo. Resta da capire se le conseguenze dello spacchettamento deciso dai Conte siano state sottovalutate (politicamente, fatto sconcertante) o se sia invece un disegno preciso del premier, un segnale mandato a Luigi Di Maio che nelle ultime settimane ha lanciato contro Palazzo Chigi messaggi sempre più ostili. 

MANFREDI
azzolina manfrediAZZOLINA MANFREDI
"Io indagato? Un atto formale". Gaetano Manfredi, neo-ministro dell'Università e Ricerca designato sabato mattina dal premier Giuseppe Conte, è subito un caso spinoso per il governo e per i manettari del M5s. Il rettore dell'Università Federico II di Napoli si difende con un'intervista al Corriere della Sera, ma Franco Bechis sul Tempo.it ricostruisce nel dettaglio il caso sollevato poche ore prima da Paolo Becchi su Twitter.

TWEET BECCHITWEET BECCHI
Su Manfredi "pende una accusa di falso come collaudatore delle case che Silvio Berlusconi fece costruire a L'Aquila", inchiesta passata alla storia come quella sui "balconi marci" della ricostruzione post-terremoto. Il neo-ministro "aveva fatto da ingegnere collaudatore la perizia sui materiali delle case scrivendo una relazione ritenuta falsa dagli inquirenti".

Tra contrattempi ed errori tecnici vari, però, il processo non è mai stato istruito e dunque per i 29 imputati rimasti (Manfredi compreso) alla luce della data prevista per la prima udienza preliminare (5 febbraio 2020) è praticamente certa la prescrizione. Altra beffa per gli intransigenti grillini che hanno dovuto ingoiare un ministro indagato e pure prescritto, alla faccia del "fine processo mai" sognato dal suo nuovo collega alla Giustizia Alfonso Bonafede. Fonte: qui

sabato 21 dicembre 2019

PER LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA I TITOLI DI ATENE SUPERANO QUELLI ITALIANI, E IL MESSAGGIO AL NOSTRO PAESE E' DA BRIVIDI.

I RATING DELL'ITALIA SONO APPENA SUPERIORI AL LIMITE CHE LA BCE ESIGE PER COMPRARE I TITOLI DI STATO
Franco Bruni* per “la Stampa”
*Senior Professor, Department of Economics, Bocconi University Vice President, Italian Institute for International Political Studies (ISPI)
SPREAD TITOLI DI STATO ITALIA GRECIA - IL SORPASSOSPREAD TITOLI DI STATO ITALIA GRECIA - IL SORPASSO
Mercoledì 18 lo spread fra i titoli di Stato greci e quelli italiani è stato negativo di quasi 6 punti base (ieri in riduzione): il rendimento dei titoli greci a 10 anni è sceso sotto l' 1.3% lasciando quello italiano lievemente sopra. Appena quattro anni fa, dopo la crisi dell' Eurozona con più di una ristrutturazione del debito della Grecia e il Paese a un passo dall' uscita dall' euro, era attorno ai 1700 punti.

troika greciaTROIKA GRECIA
Da tempo il costo del debito greco si stava avvicinando a quello italiano. Ma non è anomalo che sia meno caro indebitarsi per un Paese che, rispetto all' Italia, ha un grado di sviluppo economico-finanziario, tecnologico e commerciale molto inferiore, ha sofferto per anni una tragica crisi che ne ha precipitato il tenore di vita e la credibilità internazionale indebitandolo con le istituzioni internazionali? Proviamo a rispondere guardando a cinque fatti.
GRECIA TORNA AL BARATTOGRECIA TORNA AL BARATTO
Primo: i mercati premiano i dati macroeconomici che migliorano in Grecia e peggiorano in Italia. La crescita, nettamente superiore in Italia nel 2015-16, nel 2017 è stata di poco inferiore in Grecia dove dal 2018 è il 2% mentre in Italia è scesa sotto l' 1% e va verso zero. Quel che più conta è che per almeno cinque anni la Grecia è prevista crescere più di noi. L' altro successo della Grecia è anche la sua maggior pena, l'«austerità»: l' avanzo del bilancio pubblico al netto del costo del debito. Cresciuto rapidamente fino a più del 4%, è ora sopra il 3% e previsto rimanere sopra il 2% nel prossimo quinquennio. In Italia è meno dell' 1,5% e previsto scendere fino quasi ad annullarsi nel 2024.
tsipras e la merkel xxx028049aTSIPRAS E LA MERKEL XXX028049A
Dunque: per quanti danni abbia fatto l' austerità imposta dai creditori alla Grecia, non le impedisce di crescere molto più di noi e il doppio della media dell' area dell' euro. Il debito pubblico greco è ancora maggiore che in Italia (177% contro 133% del Pil) ma ciò diventa meno importante per i mercati: la maggior crescita e il maggior avanzo di bilancio ridurranno rapidamente la differenza.
grecia – olive e fetaGRECIA – OLIVE E FETA
Secondo: la Grecia è uscita dalla tutela della «troika» da più di un anno, riconquistando l' accesso ai mercati senza aver mai beneficiato degli acquisti di titoli della Bce che non l' ha ancora ammessa al «quantitative easing». Per l' ammissione dovrà migliorare i rating del suo debito che sono peggiori dei nostri. Ma i mercati sentono che ciò è possibile e probabile. I rating dell' Italia, che ha visto massicci acquisti di titoli dalla Bce, sono diminuiti negli anni, previsti con pessimismo e appena superiori al limite che la Bce esige per comprare i titoli. A tratti i mercati temono che possano scendere addirittura sotto tale limite.

greciaGRECIAreferendum in grecia acropolis cc2fe199REFERENDUM IN GRECIA ACROPOLIS CC2FE199
Terzo: non è escluso che i mercati stiano esagerando nel premiare la Grecia. Con l' eccesso di liquidità alla ricerca di sbocchi, le politiche monetarie espansive in tutto il mondo e i tassi di interesse molto bassi o negativi, la distinzione fra i rischi tende ad appannarsi e cresce la voglia di fare scommesse potenzialmente redditizie ma pericolose. Giocare speculativamente la Grecia contro l' Italia può essere una di queste scommesse.
GIUSEPPE CONTE GIOCA CON I CANIGIUSEPPE CONTE GIOCA CON I CANI
Quarto: l' instabilità politica, alta in entrambi i Paesi, in Italia soffre di accelerazioni improvvise ed è complessa da valutare per i comportamenti incoerenti e discontinui dei partiti.
referendum in grecia tsipras 79e81df4REFERENDUM IN GRECIA TSIPRAS 79E81DF4
Quinto: la Grecia ha corretto i suoi squilibri sotto la guida forzata e spietata delle istituzioni internazionali che rappresentano i suoi creditori. L' Italia esita a correggere e riformare. Per ora ha evitato l' assistenza dell' Ue e del Fmi e la loro etero-direzione. Per continuare a evitarla dovremmo però adottare spontaneamente piani pluriennali di aggiustamento e miglioramento strutturale incisivi e credibili: questo ci consentirebbe forse di avere dall' Ue forme di assistenza innovativa e non invasiva per finanziare investimenti, aiutare la gestione della disoccupazione, rinsaldare le banche. Fonte: qui

giovedì 12 dicembre 2019

IN SENATO PASSA LA RISOLUZIONE SUL FONDO SALVA-STATI DELLA MAGGIORANZA (164 SÌ, 122 NO), MA SCOPPIA IL BORDELLO INTERNO NEL M5S: I TRE SENATORI CHE MINACCIAVANO IL VOTO CONTRARIO, MANTENGONO LA PROMESSA. GRASSI, URRARO E LUCIDI VOTANO NO: ''NON SONO UN CRICETO, SCENDO DALLA RUOTA''. E I COMPAGNI DI PARTITO GLI URLANO ''BUGIARDO!''

ZINGARETTI GONGOLA: ''A GOVERNO E CONTE UN MANDATO FORTE CON UNA NETTA SCELTA EUROPEISTA( E PRO USURA BANCARIA)''
  1. MES:OK SENATO RISOLUZIONE MAGGIORANZA,164 SÌ,122 NO
(ANSA) Con 164 voti favorevoli, 122 contrari e 2 astensioni l'aula del Senato ha approvato la risoluzione presentata dalla maggioranza sulle comunicazioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in vista del Consiglio europeo di domani.
Nicola Zingaretti Luigi Di Maio Giuseppe ConteNICOLA ZINGARETTI LUIGI DI MAIO GIUSEPPE CONTE

  1. MES: ZINGARETTI, A GOVERNO E CONTE MANDATO FORTE
 (ANSA) - "Con il voto di oggi in Parlamento sulle risoluzioni sul pacchetto Ue il Pd ha ribadito e sostenuto la netta e inequivocabile scelta europeista(PRO USURA BANCARIA!) a difesa dei risparmi delle famiglie e delle imprese italiane. Il Governo ed il Premier Conte hanno un mandato forte per vigilare sulla difesa degli interessi nazionali e del sistema Paese". Così il segretario del Pd Nicola Zingaretti in una nota.

  1. MARCUCCI, FALLITA SPALLATA SALVINI, VOLEVA SPACCARE M5S
 (ANSA) - "#Salvini si è tanto impegnato, anche tentando di spaccare il gruppo M5S, ma la spallata infine non gli è riuscita. Anche il #Senato ha approvata la riforma del #MES". Così su Twitter il capogruppo Pd al Senato Andrea Marcucci.

  1. MES:AMENDOLA, MAGGIORANZA COESA, IN UE NON CI SI ISOLA
 (ANSA) - "Abbiamo lavorato bene come coalizione su un testo che dà mandato al governo di continuare sulla trattativa e di sostenere le nuove sfide dell'Ue. La coesione e l'unità che abbiamo dimostrato è proporzionale ad una compagna propagandistica e anti-Ue" che è emersa. Lo afferma, interpellato in Senato, il ministro degli Affari Ue Vincenzo Amendola dopo il voto sulla risoluzione sul Mes e sul prossimo Consiglio Ue. "Per cambiare l'Europa bisogna sedersi al tavolo, discutere e non isolarsi", sottolinea Amendola.
ugo grassi luigi di maioUGO GRASSI LUIGI DI MAIO

  1. MES: LUCIDI, NON SONO UN CRICETO,ESCO DA RUOTA E VOTO NO
 (ANSA) - "Qualcuno ha detto che le elezioni in Umbria sono state un esperimento. Beh, io non mi sento una cavia né un criceto, quindi esco dalla ruota e voto no". Così il senatore del M5s Stefano Lucidi ha espresso il suo voto in dissenso rispetto al Movimento 5 stelle sulla risoluzione della maggioranza sul Mes. E ha sottolineato: "Una cosa ha sempre premiato il M5s ed è la coerenza, la coerenza ci ha sempre premiato e siccome qualche elezione signor presidente, la stiamo perdendo qualche domanda me la farei al suo posto".

stefano urraroSTEFANO URRARO
  1. MES: GRASSI, VOTO IN DISSENSO,NON MI RICONOSCO IN M5S
 (ANSA) - "Annuncio il mio voto in dissenso e constato di non riconoscermi più nelle politiche del mio Movimento". Così il senatore del M5s Ugo Grassi intervenendo in Aula sulla risoluzione di maggioranza sul Mes. Per Grassi, "si tratta di un testo riformato del quale non abbiamo avuto tempestiva contezza, non in quanto singoli partiti ma non è stato informato per tempo il Parlamento, dandogli modo di intervenire". E ha concluso: "Questo non significa essere sovranisti ma difendere la democrazia e non di un solo popolo".

  1. URRARO ANNUNCIA VOTO IN DISSENSO DA M5S
 (ANSA) - Francesco Urraro, senatore di M5S, annuncia il suo voto in dissenso dal gruppo nell'Aula di Palazzo Madama rispetto alle risoluzioni sulle comunicazioni del presidente del Consiglio in vista del Consiglio Ue.
stefano lucidiSTEFANO LUCIDI

  1. PARAGONE,MIA DICHIARAZIONE DISSENSO NON È USCITA GRUPPO
 (ANSA) - La mia dichiarazione di dissenso non è prodromica all'uscita dal gruppo(NON SI SPUTA MAI NEL PIATTO IN CUI SI MANGIA!!!)". Lo premette il senatore M5s Gianluigi Paragone durante la sua dichiarazione di voto. "Questa Europa con le sue politiche ci impedisce di crescere. Come pensiamo di salvare i lavoratori, i posti di lavoro? Con gli spiccioli che ci lascia l'Europa? Io - annuncia - dico No a questa risoluzione".

  1. SENATO, M5S A LUCIDI, SEI UN BUGIARDO
 (ANSA) - Senatori M5S all'attacco di Stefano Lucidi quando dice che la risoluzione è stata scritta dal sottosegretario Agea e rivendica il diritto di porre dei paletti al governo. "Non è vero, sei un bugiardo!", gli ha urlato un collega di gruppo, mentre il suo annuncio di votare contro la risoluzione di maggioranza è accolto da un boato della Lega. Fonte: qui

IL SENATORE GRASSI LASCIA IL M5S E PASSA ALLA LEGA. 
VOLETE RIDERE? È UNO DEI PROMOTORI DELLA CLAUSOLA ANTI-DEFEZIONE, QUELLA CHE GLI IMPORREBBE DI PAGARE 100MILA EURO 
I SUOI DIFENSORI SUI SOCIAL: LUI È RIMASTO COERENTE, È DI MAIO CHE SI È VENDUTO A BRUXELLES. VERO, MA LE REGOLE DEL MOVIMENTO PARLANO CHIARO: IL SOFISTICATO PROFESSORE DOVREBBE DIMETTERSI DAL PARLAMENTO
  1. SENATORE GRASSI LASCIA M5S E PASSA A GRUPPO LEGA 
 (ANSA) - Il senatore Cinque Stelle Ugo Grassi ha formalizzato oggi l'addio al Movimento aderendo al gruppo della Lega. E' quanto fa sapere una nota del partito di Matteo Salvini.

ugo grassiUGO GRASSI
  1. SALVINI, BENVENUTO GRASSI, BENE CHI NON È SUCCUBE PD
 (ANSA) - "Diamo il benvenuto al senatore Grassi. Porte aperte per chi, con coerenza, competenza e serietà, ha idee positive per l'Italia e non è succube del Pd. Su riforma ed efficienza della giustizia e rilancio delle università italiane, col senatore Grassi lavoreremo bene". Così il leader della Lega Matteo Salvini annunciando il passaggio, formalizzato oggi, del senatore Ugo Grassi dal M5s alla Lega.
  1. M5S: DI MAIO, CHI CAMBIA CASACCA SE NE VADA A CASA
 (ANSA) - "Se ci sono senatori come Grassi, che è appena passato alla Lega, evitino di utilizzare una cosa non vera come il Mes: consegnino una bella lettera al presidente del Senato e dicano semplicemente che vogliono cambiare casacca e tradire il mandato che i cittadini gli hanno dato. Non c'è nulla di male. Ma vadano a casa, altrimenti a quella lettera alleghino anche un listino prezzi sul mercato delle vacche". Così Luigi Di Maio in un video su Fb.

  1. LA CLAUSOLA ANTI DEFEZIONE E I FINTI ESPERTI DI COSTITUZIONE
Ugo Grassi, candidato MoVimento 5 Stelle al Senato, sul blog ufficiale www.ilblogdellestelle.it , 23 febbraio 2018, a due settimane dal voto

ugo grassi luigi di maioUGO GRASSI LUIGI DI MAIO
È noto che il M5S ha chiesto ad i suoi candidati di sottoscrivere una clausola anti “floor crossing” (in italiano: clausola anti defezione). Il tema è più complesso di quanto credono quei commentatori a digiuno di storia delle Costituzioni e prima di prendere per i fondelli il Movimento sarebbe bene studiare un po’ (studiare fa sempre bene; se i nostri avversari lo facessero, sarebbero un po’ più competenti ed il dialogo democratico ne trarrebbe giovamento).

Com’è noto l’art. 67 cost. dispone che “Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.” Il mio Maestro, autore dei libri sui quali mi sono formato, fu tra i primi, se non il primo, a sostenere la diretta applicazione della Costituzione ai rapporti privatistici. La clausola penale prevista dal Movimento, in caso di cambio di gruppo parlamentare, è un accordo privatistico.

Sì che proprio la dottrina sulla quale mi sono formato potrebbe fornire la strumentazione teorica per far concludere ad un lettore superficiale che la clausola prevista dal M5S è nulla per diretta violazione dell’art. 67 cost. Per coloro che amano i tecnicismi: si dovrebbe dire che la clausola è nulla in forza del combinato disposto tra l’art. 1418 c.c. e l’art. 67 della Costituzione. La conclusione sarebbe tuttavia affrettata e la questione, molto più complessa, banalizzata.

DI MAIO SALVINIDI MAIO SALVINI
Sempre il mio Maestro ci ammoniva nel senso della necessaria lettura sistematica delle norme: nessuna disposizione è una monade, ognuna fa parte di un sistema e soltanto guardando al sistema nel suo complesso può comprendersi il vero significato della norma. È in questa prospettiva che va analizzata la questione della validità del mandato imperativo. Quest’ultimo è definito quale limite alla rappresentatività dell’eletto, il quale, nell’assemblea legislativa, ha il potere di assumere decisioni solo nell’interesse del gruppo di cittadini che lo ha votato. Tale limite va tuttavia coordinato con la nozione di partito politico, sì che il mandato imperativo può avere diverse gradazioni di rigidità: può imporre al singolo eletto di votare in ubbidienza della volontà del partito il quale a sua volta è limitato a rappresentare solo la classe sociale che lo ha eletto; oppure il mandato imperativo può lasciare libertà di scelta al singolo con esclusione, però, del potere di disattendere, del tutto, le macro scelte politiche alla base della sua elezione sino a poter passare al gruppo avversario.

Il mandato imperativo, agli albori della nascita delle moderne democrazie, apparve subito come incompatibile con il funzionamento della democrazia stessa: se l’eletto è vincolato agli interessi del gruppo sociale che lo ha eletto egli non può esercitare quella mediazione tra opposti interessi che è il vero fulcro della democrazia e che permette alle assemblee legislative di giungere alla migliore soluzione possibile nell’interesse della nazione tutta. L’intralcio di un simile limite apparve evidente quando, durante la rivoluzione francese, il Terzo stato degli Stati Generali (esso rappresentava solo il ceto popolare, con esclusione del clero e dell’aristocrazia) si autoproclamò “Assemblea Nazionale” cioè Camera legislativa di tutta la nazione francese. Nessuno degli eletti poteva considerarsi portatore degli interessi del solo terzo stato e dunque nessuno degli eletti poteva considerare il suo mandato limitato nelle decisioni da assumere.
SALVINI DI MAIO BY CARLISALVINI DI MAIO BY CARLI

Com’è stato esattamente osservato, il principio del divieto di mandato imperativo ha un valore in funzione del confronto democratico tra le varie forze politiche organizzate in partiti. Da qui la dottrina costituzionalistica ha osservato che il principio di cui al nostro art. 67 cost. non è altro che una descrizione simbolica del rapporto tra l’eletto ed il partito. In altri termini: il divieto di mandato imperativo deve coniugarsi con una leale tutela delle posizioni politiche del proprio gruppo di riferimento (da intendersi sia quale partito sia quale porzione della società). E qui arriviamo al nodo: il divieto di mandato imperativo reca con sé il principio di lealtà verso le idee politiche difese in campagna elettorale ed in forza delle quali si è stati votati. Il civilista, qual io sono, non ha difficoltà a ricordare che qualunque contratto deve essere eseguito secondo correttezza e buona fede. Dunque il principio di cui all’art. 67 cost. ha un suo interno limite: quello della lealtà verso l’elettore.

Per comprendere se i limiti interni alla libertà di mandato siano essenziali al funzionamento di quella stessa democrazia che della libertà di mandato si nutre, torna assai utile leggere qualche passo della sentenza con cui la Corte Costituzionale sudafricana affrontò il tema. All’epoca l’African National Congress era il partito di assoluta maggioranza e con pratiche di floor-crossing poteva impedire agli altri partiti di dar vita ad un vero dibattito democratico. In pratica le clausole antidefezione previste dalla legislazione erano ritenute valide in un momento di emergenza democratica giacché servivano a rendere palese quell’implicito principio di lealtà che ho sopra menzionato.

luigi di maio matteo salviniLUIGI DI MAIO MATTEO SALVINI
“Le parti hanno sostenuto che nelle condizioni prevalenti in Sudafrica la clausola anti defezione fosse una previsione essenziale per promuovere la democrazia. Questo avviene perché noi siamo una democrazia nuova e fragile nella quale il partito di governo controlla quasi i due terzi dei seggi dell’assemblea e ciò comporta che il partito di maggioranza abbia capacità di attrarre i membri di altri partiti offrendo loro incentivi. Si sostiene quindi che se vieni ammessa la defezione è molto probabile che venga indebolita la posizione dei piccoli partiti e dunque la democrazia stessa.” (Constitutional Court of South Africa, case CCT 23/02, october 4, 2002)

Può apparire sorprendente ma la situazione attuale italiana è forse anche più grave di quanto si possa immaginare. Com’è noto, l’attuale legge elettorale contiene le stesse ragioni di illegittimità costituzionale della legge precedente. La dottrina costituzionalistica da sempre sostiene che la reiterazione di leggi già dichiarate incostituzionali costituisce un atto di rottura del patto costituzionale; cioè si tratta di eventi eversivi. La realtà drammatica, dunque, è che in questo momento tutte le forze partitiche tradizionali hanno dato vita ad un tradimento costituzionale che ha condotto il paese in uno condizione di sospensione della democrazia. Detto in modo brutale: in Italia si è instaurata una forma di dittatura silenziosa. Questo blocco unitario di potere (non richiede dimostrazione il fatto che le forze politiche di destra e di sinistra costituiscono in realtà un partito unico al potere) ha quella forza attrattiva e corruttiva attribuita dalla Corte Costituzionale sudafricana all’ANC.

In un simile frangente, dunque, esplicitare il contenuto di lealtà e correttezza connaturato alla libertà di mandato di cui all’art. 67 cost. non è una violazione dell’articolo stesso, bensì una riconferma di esso, anche e soprattutto in ragione del valore fondante dell’art. 1 che ci ricorda che la sovranità appartiene al popolo.

Non sarei allora così sicuro che la clausola anti defezione prevista dal nostro regolamento possa un giorno essere considerata nulla. Non posso prevedere quale sarebbe l’esito finale di un procedimento (di certo lungo) chiamato a giudicare la validità della nostra clausola interna. Per ora quel che è certo è che i nostri avversari studiano poco?
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