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martedì 31 dicembre 2019

ANCORA UN TILT NELLA METRO A DI ROMA: QUESTA VOLTA LE SCALE MOBILI SI SONO BLOCCATE ALLA FERMATA SPAGNA, CON PASSEGGERI E TURISTI AMMASSATI LUNGO I GRADONI FERMI


IL BLOCCO È STATO RIPARATO, MA POI NE SONO SEGUITI ALTRI. PROBLEMI ANCHE ALLA METRO B, CHE DOVREBBE PORTARE ALLA FESTA DI CAPODANNO AL CIRCO MASSIMO…


Valentina Lupia per “la Repubblica - Roma”
metro roma, scale mobili bloccati alla fermata spagna 3METRO ROMA, SCALE MOBILI BLOCCATI ALLA FERMATA SPAGNA 

Come se non bastassero Barberini e Baldo degli Ubaldi ancora chiuse e Cornelia off-limits da ieri. Due giorni fa, nel pomeriggio, le scale mobili della centrale stazione della linea A della metropolitana Spagna sono andate in tilt, causando caos e disagi: nel video- testimonianza pubblicato su www. roma. repubblica. it, si vedono i passeggeri che scendono in banchina camminando su scale mobili ferme.

metro roma, scale mobili bloccati alla fermata spagnaMETRO ROMA, SCALE MOBILI BLOCCATI ALLA FERMATA SPAGNA
Tra loro, anche bambini. Il blocco è stato riparato dai tecnici dopo alcuni minuti, ma a questo ne sono seguiti altri. Uno in tarda serata, intorno alle 22. Questo guasto sarà pure stato riparato, sì, ma a essere ancora fuori uso, oltre al montascale, sono le scale mobili dal lato del Galoppatoio. E dire che Spagna era stata riaperta lo scorso maggio dopo oltre due mesi di chiusura, sempre per le scale mobili: quando il 23 marzo, il giorno che i gradoni di Barberini ( chiusa da allora) si sono accartocciati, il responsabile di esercizio degli impianti di traslazione aveva deciso di vietare l' uso delle scale mobili.
metro roma, scale mobili bloccati alla fermata spagna 2METRO ROMA, SCALE MOBILI BLOCCATI ALLA FERMATA SPAGNA 

Poiché della stessa tipologia proprio di quelle di Barberini. Decisione che, di fatto, ha significato la chiusura della stazione per intero. Nonostante la fermata sia stata off- limits, dunque, ancora ci sono impianti fuori uso e che si bloccano all' improvviso.
metro roma, scale mobili bloccati alla fermata spagna 1METRO ROMA, SCALE MOBILI BLOCCATI ALLA FERMATA SPAGNA 

A conti fatti, tra metro A, B/B1, C e Roma- Lido, il 10% tra scale mobili, ascensori e montascale è rotto o inutilizzabile: solo sulla linea rossa ci sono 3 stazioni chiuse, 15 con impianti fuori uso e 3 con alcuni cancelli chiusi. Cinque, invece, le stazioni che hanno problemi sulla linea blu, mentre lungo la metro C si contano 5 fermate con ascensori fuori uso e 3 con cancelli chiusi.
metro roma marconi 1METRO ROMA MARCONI 






Cinque fermate con ascensori e scale mobili off- limits sulla Roma- Lido, dove sono anche rotti i pannelli informativi di Lido Centro e, soprattutto, quelli di un sito importante come Ostia Antica.
Ieri, poi, poco prima delle 13 il servizio è stato interrotto e sostituito da bus nella tratta Eur Fermi - Laurentina prima, ed Eur Magliana - Laurentina poi, a causa di un guasto a un deviatoio che è stato riparato in meno di un' ora. Il servizio è stato ripristinato alle 13.35 circa. E due giorni fa un 25enne senza fissa dimora è stato arrestato dai carabinieri: nel pomeriggio, dopo aver rubato un cellulare, aveva seminato il panico all' interno della stazione Termini, scappando sui binari della linea B e nella galleria verso Castro Pretorio e costringendo Atac a interrompere il servizio per circa un' ora. Fonte: qui

mercoledì 3 aprile 2019

NEW YORK IMPONE UNA TASSA DA 11 DOLLARI (25 PER FURGONI E CAMION) PER ENTRARE IN AUTO NELLA ZONA PIÙ TRAFFICATA, OVVERO DALLA 60^ STRADA IN GIÙ, ALLE PENDICI DI CENTRAL PARK. I SOLDI ANDRANNO AL TRASPORTO PUBBLICO, VISTO CHE LA METRO È PROSSIMA AL COLLASSO

OVVIAMENTE SI OPPONGONO MOLTI COMMERCIANTI E ''PENDOLARI'', CHE VEDONO L'ENNESIMA GABELLA DI DE BLASIO

Francesco Semprini per ''la Stampa''

harrison ford dirige il traffico a new yorkHARRISON FORD DIRIGE IL TRAFFICO A NEW YORK
New York sarà la prima città americana a imporre la tassa sul traffico a chiunque voglia recarsi, a bordo del proprio veicolo, sotto la 60ª strada, ovvero al confine tra la zona «Upper» (East o West) e Midtown, alle pendici di Central Park.

Un' ampia porzione urbana, in sostanza, sarà delimitata a Zona a traffico limitato (Ztl) e per accedervi occorre pagare un pedaggio attraverso un sistema elettronico articolato nei diversi punti di accesso sulla 60ª appunto. Il costo per ottenere il permesso di entrata varierà dagli 11 ai 12 dollari per le vetture normali sino a 25 dollari per i furgoni e camion che si vanno ad aggiungere ai pedaggi dei caselli di accesso a New York City attraverso ponti e tunnel.
harrison ford dirige il traffico a new york copiaHARRISON FORD DIRIGE IL TRAFFICO A NEW YORK COPIA




La tassa ha l' obiettivo di ridurre il traffico cittadino appesantito in questi ultimi anni dal proliferare di veicoli privati sia ad uso privato che commerciale. Proprio per questo la pionieristica gabella è stata soprannominata «congestion tax», ovvero tassa contro il congestione del traffico.

Stop ai rincari
La misura, contenuta assieme ad altri provvedimenti nella legge sul bilancio in discussione al Senato statale, ha l' obiettivo di scongiurare il rincaro dei biglietti di autobus e metropolitana, ma anche aiutare a finanziare i lavori di ammodernamento della metropolitana che da tempo richiede interventi immediati, tali da creare ai passeggeri dei cinque Borough ripetuti inconvenienti fra ritardi e malfunzionamenti.

L' idea di una tassa sul traffico, già operativa in altre grandi città come Londra, Stoccolma e Singapore, era in cantiere già da tempo per la Grande Mela.
Ci aveva già provato l' ex sindaco Michael Bloomberg più di 10 anni fa per incoraggiare l' uso dei mezzi pubblici. È stato poi il governatore dello Stato di New York Andrew Cuomo a ipotizzarla nel 2017, in seguito agli eccessivi ritardi accumulati dalla metropolitana di New York a causa di diversi incidenti della metro, tentativo anche questo rivelatosi vano.

È andata meglio questa volta grazie all' accordo di massima raggiunto in seno al consiglio comunale e a livello statale, in tempo utile per la scadenza dell' 1 aprile, quando dovrà essere presentata la legge di bilancio dell'«Empire State».

colombo central park new yorkCOLOMBO CENTRAL PARK NEW YORK
Questo anche nell' ambito della lotta al traffico avviata dalla giunta di Bill de Blasio che ha già introdotto un tetto al numero massimo di auto dedicate alle varie società e App di servizio con conducente, da Uber a Lyft passando per Via. Sono state proprio queste ultime additate come la causa principale, di concerto con le difficoltà incontrate dal servizi di trasporto pubblico, dell' aumento del traffico del New York. Tale da imporre una tassa ad hoc che potrebbe generare sino a un miliardo di dollari di ricavi.

Alcune App dedicate tuttavia non si professano contrarie al pedaggio perché potrebbe far aumentare, in seconda istanza, l' utilizzo di auto pubbliche.

Levata di scudi
Non mancano però le polemiche, con i critici che la ritengono solo una nuova gabella sui cittadini newyorchesi già tartassati dalla giunta de Blasio e chiedono esenzioni per varie categorie, fra le quali le fasce a più basso reddito: il timore è che la misura possa discriminare i più poveri.

vista su central parkVISTA SU CENTRAL PARK
Contrari anche i commercianti della City che temono un ricarico dei fornitori, e le associazioni degli automobilisti che denunciano la carenza di opportuni fondi comunali e statali dedicati alla manutenzione di strade e autostrade.

Fonte: qui

lunedì 18 marzo 2019

CHE SUCCEDE ALLA METRO DI MILANO?


ENNESIMA BRUSCA FRENATA NEI TRENI SOTTERRANEI E ALTRI FERITI, MA ANCORA NON SI SPIEGANO GLI STOP IMPROVVISI

LA QUESTIONE STA TUTTA IN UN SOFTWARE CHE RILEVA UN’ANOMALIA E FA INCHIODARE I CONVOGLI, MA ANCORA NON È STATO UNIFORMATO ALLE TRE DIVERSE LINEE

L’ASSESSORE AI TRASPORTI: “QUEL CHE È CERTO È CHE IL SISTEMA FUNZIONA”, FORSE ANCHE TROPPO, VISTO CHE IN POCO PIÙ DI UN ANNO CI SONO STATI UNA CINQUANTINA DI INCIDENTI CON ALTRETTANTI FERITI


Grazia Longo per “la Stampa”

incidente metro milano 8INCIDENTE METRO MILANO
Mentre ieri mattina si è registrata l' ennesima brusca frenata sulla metropolitana di Milano, con quattro contusi in modo lieve e nessuna sospensione della linea, le notizie acclarate sono due. La prima: non è ancora chiara la causa dei continui stop improvvisi della metro. La seconda: dovranno trascorrere ancora alcuni mesi prima che si risolva il problema. Lo dice chiaro e tondo l' assessore comunale ai trasporti Marco Granelli: «Servirà qualche mese per omologare il software dei treni più vecchi e lenti a quello dei mezzi nuovi e più veloci.

incidente metro milano 3INCIDENTE METRO MILANO



Inoltre la Alstom, la multinazionale che ha progettato i sistemi di Atm (Azienda Trasporti milanesi, ndr) dovrà uniformare i tre diversi sistemi delle tre diverse linee metropolitane». E nel frattempo? «Stiamo lavorando insieme all' Atm per affinare il metodo di segnalazione allarme in modo da contenere il fenomeno delle frenate brusche. L' Atm sta davvero facendo il possibile per affinare il rilevamento della criticità. E comunque crediamo sia meglio avere un episodio di frenata o di rallentamento in più rispetto ad un incidente che porterebbe conseguenze più gravi».
MARCO GRANELLIMARCO GRANELLI

L' origine del disagio intanto resta un giallo. «Quel che è certo - prosegue l' assessore - è che il sistema funziona, nel senso che il rilevamento di un' anomalia fa scattare il meccanismo della frenata brusca. Ma per quanto concerne l' anomalia, chissà potrebbe essere grasso, polvere sui binari: l' Atm è impegnata a capire cosa sia».

incidente metro milano 2INCIDENTE METRO MILANO








Sul caso indaga anche la magistratura. Il procuratore aggiunto di Milano Tiziana Siciliano ha raggruppato tutti i fascicoli relativi ai vari casi e ha aperto un' inchiesta al momento contro ignoti. Finora l' episodio più grave si è verificato sabato scorso con undici feriti, nove quelli ricoverati in ospedale dal 118. Tra questi anche due bambini di 16 mesi e di 8 anni. Ultimo anello di una catena di oltre 50 incidenti negli ultimi mesi e altrettanti feriti.

incidente metro milano 1INCIDENTE METRO MILANO
Il treno coinvolto sabato è stato posto sotto sequestro dal pm Stefano Ammendola che ha inoltre incaricato la polizia di indagare sul caso. Sul tavolo di inquirenti e investigatori ci sono varie ipotesi. Oltre che dalla possibile presenza di quantità eccessiva di grasso o sporcizia sui binari, il falso allarme potrebbe essere scatenato da un «buco» nel sistema, una sorta di interruzione di comunicazione tra i vari elementi del sistema che gestisce la marcia automatica dei mezzi o da un errore umano dei macchinisti (ma questa pista sembra al momento la meno probabile).
MARCO GRANELLI 1MARCO GRANELLI



L' assessore Granelli precisa che gli episodi in cui la metro ha dovuto inchiodare all' ultimo minuto «sono aumentati in tre anni per poi diminuire nel 2018: nel 2015 sono state 67, nel 2016 sono salite a 79, nel 2017 sono salite ancora a 109, per poi scendere nel 2018 a 83». Ma il Codacons annuncia battaglia e un esposto in procura. «Inaccettabile - si legge in una nota - che possa essere messa così a repentaglio la salute e la sicurezza di migliaia di passeggeri che giornalmente utilizzano la metropolitana milanese. L' Atm deve garantire la sicurezza ».
incidente metro milano 6INCIDENTE METRO MILANO

Per quanto concerne, nello specifico, la circostanza di ieri mattina alla fermata di Cassina de' Pecchi, nell' hinterland milanese lungo la linea 2, la frenata brusca, secondo l' Atm è legata al cattivo funzionamento di un apparecchio a bordo del convoglio. «Il temporaneo malfunzionamento della strumentazione ha individuato erroneamente un semaforo rosso» e, quindi, quando la velocità era di circa di 25 chilometri all' ora, il treno si è improvvisamente arrestato.

12 Marzo 2019

Fonte: qui

sabato 8 aprile 2017

L’AUTORE DELLA STRAGE DI SAN PIETROBURGO, AKBARDJON JALILOV, È STATO FREGATO DAI SUOI COMPLICI

AVREBBE DOVUTO LASCIARE LA VALIGIA NEL METRO’ E ANDARE VIA. INVECE HANNO AZIONATO UN COMANDO A DISTANZA FACENDOLO ESPLODERE

Giuseppe D' Amato per “il Messaggero”

il kirghiso dell attentato a san pietroburgo Akbarjon DjalilovIL KIRGHISO DELL ATTENTATO A SAN PIETROBURGO AKBARJON DJALILOV
Akbardjon Jalilov è stato fregato. I suoi compagni l' hanno fatto saltare in aria a sua insaputa nella metropolitana di San Pietroburgo, provocando una strage. Questa l' ipotesi investigativa maggiormente avvalorata al momento dagli inquirenti federali. Una fonte ben informata addentro alle indagini l' ha reso noto alle agenzie di stampa russe. Che tanti particolari nella dinamica dell' attentato non tornassero era chiaro fin dai primi momenti.

GLI INTERROGATIVI
iniziale sospettato per attentato a san pietroburgoINIZIALE SOSPETTATO PER ATTENTATO A SAN PIETROBURGO
Come è possibile, ad esempio, che il kamikaze abbia prima lasciato una borsa alla stazione Vostanija con esplosivo pari a quasi ad un chilogrammo di dinamite e poi se ne sia andato alla Sionnaya, dove avrebbe azionato da solo il detonatore una volta in treno? E nel suo zainetto, per di più, vi era un ordigno con non più di 200 o 300 grammi di esplosivo. Se l' obiettivo era quello del massacro degli innocenti, perché allora non operare nelle ore di punta? Quella dell 14.30-14.40 è una fascia con poco traffico di passeggeri. E poi perché non vi è stata ancora una qualche rivendicazione dell' azione da parte di alcun gruppo terrorista?
attentato a san pietroburgo 9ATTENTATO A SAN PIETROBURGO 9

Insomma tanti interrogativi, forse troppi, circondano questo mistero. L'unica certezza è che siamo davanti alle solite piste, contropiste e depistaggi vari. I servizi di sicurezza federali hanno finora tentato di stilare un identikit psicologico del ragazzo ed il 22enne kirghiso Akbardjon Jalilov di passaporto russo non ha affatto le caratteristiche di un kamikaze. A sentire gli esperti la preparazione di una persona in grado di portare a termine un' azione suicida dura generalmente mesi. Il giovane cuoco, invece, sarebbe finito in loschi giri soltanto da poco tempo.
attentato a san pietroburgo 8ATTENTATO A SAN PIETROBURGO 8

Gli inquirenti russi hanno contattato i colleghi kirghisi, che stanno conducendo un' indagine parallela e verificando con chi il ragazzo si sia incontrato nel suo breve soggiorno in febbraio ad Osh a casa dei genitori.

attentato a san pietroburgo 7ATTENTATO A SAN PIETROBURGO 7
La polizia ha perquisito a San Pietroburgo l' abitazione del presunto suicida ed ha trovato scotch ed armamentario vario, simile al classico kit dei bombaroli. Inoltre nelle ultime ore ha arrestato tre persone di origine asiatica con legami con Jalilov. Ma è tutta la comunità ex sovietica di San Pietroburgo ad essere ora passata al setaccio.

IL CAMBIO DI PROGRAMMA
attentato a san pietroburgo 6ATTENTATO A SAN PIETROBURGO 6
Sempre secondo la stessa fonte ben informata l' attentato avrebbe dovuto svolgersi in maniera diversa ed essere portato a termine con l' uso di detonatori innescati con sim card. Prima avrebbe dovuto saltare in aria il treno (con la borsa lasciata incustodita da Jalilov), poi, quando la folla impaurita si fosse messa in fuga, sarebbe dovuta esplodere la bomba alla stazione della metropolitana. Qualcosa, allora, è andato storto o semplicemente era stato già deciso di fare così ed il commando, che accompagnava Akbardjon Jalilov, ha azionato il detonatore nello zaino del giovane cuoco, come pianificato?

attentato a san pietroburgo 5ATTENTATO A SAN PIETROBURGO 5
La seconda bomba non è, invece, esplosa - è stato accertato - perché le forze di sicurezza, usando vecchie strategie del passato applicate frequentemente nella stagione del terrorismo ceceno, hanno bloccato tutti i cellulari nell' area interessata dall' attentato, evitando guai peggiori. San Pietroburgo sta lentamente tornando alla sua quotidianità, violata lunedì scorso. Il bilancio definitivo dell' attentato è di 14 morti e di una cinquantina di feriti più o meno gravi. Sia a Mosca - Piter, siamo con te si legge sul palco - che nella capitale baltica si sono tenute ieri sera manifestazioni a ricordo delle vittime con una folta presenza di cittadini indignati.

Fonte: qui
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