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mercoledì 17 giugno 2020

DESERTO CAPITALE: STRADE VUOTE E NEGOZI CHE NON SONO MAI RIUSCITI A RIAPRIRE DOPO IL LOCKDOWN

LA ZONA A PIÙ ALTO TASSO TURISTICO DI ROMA E' STATA TRASFORMATA IN UN SET DA FILM APOCALITTICO

I COMMERCIANTI CHE HANNO ALZATO LE SARACINESCHE TRA VIA IN ARCIONE, FONTANA DI TREVI E VIA DELLE MURATTE SI CONTANO SULLE DITA DI UNA MANO, I POCHI RISTORANTI APERTI SOFFRONO PER LA MANCANZA DI TURISTI: “IL CENTRO STORICO È STATO MARTIRIZZATO”

Lilli Garrone per "www.corriere.it"

 

centro storico di roma deserto 9CENTRO STORICO DI ROMA DESERTO

Da dietro i vetri blindati e chiusi da una grata centinaia di Pinocchio in legno di tutte le misure sembrano guardare, con malinconia, la strada vuota. Il loro negozio di souvenir è chiuso, così come quasi tutti gli altri di via in Arcione, via del Lavatore, Fontana di Trevi, via delle Muratte.

 

Quelli aperti si contano sulle punta delle dita: uno di pelletteria, uno di vestiti esattamente di fronte alla fontana e uno di scarpe. A decine, invece, le saracinesche abbassate: alcune hanno ancora affisso il cartello, che evidentemente nessuno ha staccato, della protesta del 18 maggio (primo giorno fissato per la riapertura dei negozi): «Senza aiuti del governo non possiamo riaprire».

centro storico di roma deserto 7CENTRO STORICO DI ROMA DESERTO

 

Così nella zona a più alto tasso di turismo di Roma, dove tutto era in funzione delle migliaia di stranieri che vi passavano ogni giorno, adesso c’è il deserto. Serrande giù, grandi vetrine coperte da fogli di cartone come nel negozio «Made in Italy», porte in legno sprangate.

 

Niente più cartelloni carichi di magneti, per lo più made in China, niente più magliette o palloni: anche il negozio di vetri di Murano è rimasto chiuso. Hanno invece riaperto - ma solo in quest’ultimo fine settimana - qualche pizzeria e qualche ristorante: «C’è pochissima gente che passa - raccontano al ristorante “Al Picchio” a due passi dalla fontana -. Qualche albergo ha qualche prenotazione, ma per il resto nulla». «Noi ancora lavoriamo al 20 per cento delle possibilità del locale - spiega Andrea Romagnoli, titolare del ristorante “Al Moro” -. Questa zona è prettamente turistica e risente molto della mancanza di stranieri.

centro storico di roma deserto 6CENTRO STORICO DI ROMA DESERTO

 

E credo che almeno fino a settembre sarà così». Ma «fra qui e piazza di Spagna, saranno rimaste ad abitare quindici famiglie in tutto - sono le parole di Jannette Alder, appartamento proprio davanti la fontana -: il centro storico è stato martirizzato. Non rimpiangiamo certo i negozi pieni di “monnezza” o di brutti souvenir che ci sono su queste strade, ma adesso il centro di Roma deve essere ripensato».

 

centro storico di roma deserto 4CENTRO STORICO DI ROMA DESERTO

Due soli sono i negozi di alimentari sopravvissuti: uno in via del Lavatore e l’Antico Forno, una volta di Gianni Riposati, all’angolo con la piazza: qui si continuano a preparare pizze e panini. In via di San Vincenzo è al lavoro solo il tabaccaio: tutto il resto sprangato e vetrine spente.

 

E soprattutto la sera la desolazione è totale. «Il commercio nel centro è stato soffocato da un’economia inquinata e alterato da una gestione mai debitamente controllata, e questo vale anche per la ricezione turistica - afferma Viviana Piccirilli Di Capua, la presidente dell’Associazione abitanti centro storico -. I residenti ci sono ancora, vivono qui, e non sono “fantasmi” come in troppi vogliono far credere. Abbiamo sperimentato il negozio di vicinato - aggiunge - e oggi vediamo tante attività chiuse.

centro storico di roma deserto 5CENTRO STORICO DI ROMA DESERTO

 

Ma queste sono il frutto di una politica che ha concesso una mercificazione turistica non adeguata a far conoscere, trasmettere e vendere qualità. Vi è la totale mancanza di un progetto utile alla rinascita di una grande città e del suo centro storico patrimonio Unesco, dove far rivivere la residenzialità, aprendosi non solo al recupero delle famiglie ma anche a studenti universitari». Fonte: qui


A ROMA HANNO FATTO UN DESERTO E LO HANNO CHIAMATO CENTRO STORICO

NELLE STRADE TRA IL PANTHEON E PIAZZA NAVONA LA CRISI MORDE, COMMERCIANTI E ARTIGIANI SUL PIEDE DI GUERRA

C’È CHI DEVE PAGARE MIGLIAIA DI EURO AL MESE DI AFFITTO.

MA GLI AFFARI SONO CROLLATI DEL 75%

‘DOV’È IL GOVERNO? DOVE SONO GLI AIUTI PROMESSI?’

C’È CHI HA DECISO DI CHIUDERE DEFINITIVAMENTE. UN GRUPPO DI COMMERCIANTI SI È ORGANIZZATO PER…

Dagoreport

centro storico roma desertoCENTRO STORICO ROMA DESERTO

“Questa mattina è entrata solo una persona. Ma non doveva comprare niente. Ha provato pure a vendermi una cosa…”. Nelle strade intorno a Montecitorio la crisi morde, commercianti e artigiani sono sul piede di guerra. In una delle zone a più alto tasso di turismo di Roma, di stranieri non c’è neanche l’ombra. Lo smart working ha fatto il resto. Serrande abbassate, negozi semivuoti.

 

“Dov’è il governo? Dove sono gli aiuti promessi?”. La rabbia si taglia con il coltello. Gli affari sono crollati del 75 per cento ma gli affitti non sono diminuiti. C’è chi deve pagare migliaia di euro al mese. In un locale in cui prima entravano 125 persone al giorno, adesso se ne passano 30 c’è da fare festa.

 

centro storico di roma deserto 5CENTRO STORICO DI ROMA DESERTO

“L’affitto? Mi hanno proposto uno sconto del 15 per cento su aprile-maggio. Con tre dipendenti e la contrazione del volume di affari come si fa? E poi ci sono anche le tasse, i fornitori, la merce da pagare?”. Le previsioni sono fosche. “Prima di settembre è difficile che cambierà qualcosa”.

 

C’è chi ha deciso di chiudere definitivamente. Un gruppo di commercianti in una delle stradine poco lontano dalla Camera si è organizzato e ha deciso di inviare una lettera congiunta ai proprietari delle mura per rescindere il contratto. Non si vede la luce, degli annunci del governo resta solo una lontana eco. In queste vie ora c’è incredulità e silenzio. A Roma hanno fatto un deserto e lo hanno chiamato centro storico.

martedì 12 maggio 2020

IL CENTRO DI ROMA È TAPPEZZATO DI CARTELLI CONTRO IL GOVERNO, CHE NON STA FACENDO ABBASTANZA PER IMPEDIRE CHE MIGLIAIA DI PERSONE RIMANGANO SENZA LAVORO

“SENZA AIUTI NON POSSIAMO RIAPRIRE” 
TRA VIA DEL CORSO, VIA DEL BABUINO E VIA RIPETTA È TUTTA UNA SFILATA DI CARTELLI "AFFITTASI/VENDESI" E SARACINESCHE CHE RIMARRANNO ABBASSATE ANCHE NELLA FASE TRE 
IN QUESTE CONDIZIONI IN MOLTI NON RIAPRIRANNO PIÙ…

Roma, nei negozi del centro spuntano cartelli: in molti rischiano di dover chiudere per il coronavirus


Flavia Amabile per www.lastampa.it

Gualtieri ConteGUALTIERI CONTE

Il 18 maggio i commercianti dovrebbero avere la possibilità di riaprire ma in tanti si sono arresi di fronte ai costi e alle nuove regole che non permettono più di avere guadagni. Tra via del Corso, via del Babuino e altre strade del centro la sfilata di cartelli "vendesi" e "affittasi" e di saracinesche che rimarranno abbassate .

sabato 30 novembre 2019

"A PARIGI CADAVERI LASCIATI IMPUTRIDIRE E DIVORARE DAI TOPI"

BUFERA SU UN CENTRO-DONAZIONE ORGANI 
MACRON HA SUBITO AVVIATO DELLE ISPEZIONI ALL’INTERNO DELLA STRUTTURA INCRIMINATA, AL FINE DI FARE LUCE SULLA VICENDA FINO AL TERMINE DELLE INDAGINI, IL CENTRO RESTERÀ CHIUSO...
Gerry Freda per www.ilgiornale.it

In Francia si è appena abbattuta una bufera mediatica su un centro parigino per la donazione degli organi.
centro donazione organi parigiCENTRO DONAZIONE ORGANI PARIGI

La struttura in questione, istituita presso l’università Descartes della capitale transalpina, è stata infatti accusata, riferisce la Bbc, di essersi trasformata, in più di un decennio, da centro di ricerca scientifica e di solidarietà a“cimitero di massa” nel cuore della metropoli.


In base a quanto riporta l’emittente britannica citando i media locali, all’interno del centro collegato all’università vi sarebbero migliaia di corpi senza vita “ammassati senza alcuna dignità e in condizioni igieniche spaventose”. Negli ultimi dieci anni, tale istituzione scientifica sarebbe appunto divenuta teatro di scene raccapriccianti, in quanto era possibile trovare lì cadaveri totalmente nudi abbandonati sulle barelle e “accatastati l’uno sull’altro”, nonché corpi e parti anatomiche lasciati "imputridire e divorare dai topi”.

centro donazione organi parigiCENTRO DONAZIONE ORGANI PARIGI
Oltre a non riconoscere alcuna dignità ai corpi e a non rispettare alcuna precauzione igienica, il centro universitario si sarebbe macchiato di altre “pratiche immorali”. L’ente incriminato, prosegue la Bbc, avrebbe infatti, nel medesimo lasso di tempo, anche “venduto a soggetti privati” le parti del corpo destinate in origine a essere donate a chi attendeva un trapianto. Molte salme custodite nel centro parigino, una volta finite nelle mani di privati, sarebbero state poi impiegate per “fini per niente etici”, ad esempio utilizzate per dei “crash test automobilistici”.

Sempre in base a quanto riporta il network britannico, il centro-donazioni avrebbe cercato di lucrare al massimo dalla vendita dei cadaveri e degli arti donatigli in nome della ricerca scientifica e dell’aiuto a chi aspetta un trapianto. Per un corpo intatto, la strutta universitaria sarebbe arrivata a chiedere ai privati 900 euro, mentre ne avrebbe invece abitualmente pretesi 400 per un arto.
macronMACRON

Il trattamento irrispettoso riversato ai corpi senza vita dal personale dell’istituzione in questione, precisa la Bbc, sarebbe stato denunciato dai media francesi sulla base di foto scoperte proprio in questi giorni. Le istantanee della vergogna, che immortalano cadaveri abbandonati in stanze piene di topi, sarebbero state infatti rinvenute dai quotidiani d’Oltralpe all’interno di un fascicolo, risalente al 2016, redatto dal professor Richard Douard, presidente dal 2014 al 2017 del centro finito nella bufera.

Lo scandalo appena esploso ha subito causato diverse reazioni. In primo luogo, l’università Descartes ha pubblicato, sul proprio sito web, un comunicato in cui ammette che, all’interno dell’istituzione preposta alla donazione di organi, hanno finora avuto luogo pratiche “lontane dalle richieste di rispetto e dignità provenienti dai cittadini”. La nota dell’ateneo prosegue rivolgendo, alle famiglie che hanno messo a disposizione della struttura i corpi senza vita dei loro cari, scuse ufficiali e assicurando di volere fare luce sulla sconvolgente vicenda.

Sull’argomento è intervenuta anche l’associazione Union Française pour une Médecine Libre, che, per bocca del suo presidente Jerome Marty, citato sempre dalla Bbc, ha presentato il primo come un grave colpo alla reputazione della categoria dei medici.

Le inchieste giornalistiche hanno alla fine indotto il governo Macron ad avviare delle ispezioni nella struttura incriminata, affidate al ministero dell’Istruzione superiore e della Ricerca. Fino al termine delle indagini, il centro-donazione organi dell’università Descartes resterà chiuso.

Fonte: qui

sabato 31 agosto 2019

A FIRENZE UN BLOGGER NORVEGESE SMASCHERA LA TRUFFA AI TURISTI E VIENE MALMENATO DA 3 NORDAFRICANI: IL VIDEO FA PIÙ DI 300 MILA CLIC

ECCO COME FUNZIONA IL RAGGIRO: I TRUFFATORI STENDONO IN MEZZO ALLA STRADA DEI DIPINTI FACENDO FINTA DI VENDERLI E ASPETTANDO CHE QUALCHE TURISTA DISTRATTO CI CALPESTI SOPRA PER POI… - VIDEO

Giovanni Giacalone per www.ilgiornale.it

firenze truffaFIRENZE TRUFFA
Il blogger norvegese Harald Baldr mette a nudo la “truffa delle stampe ad olio”, in pieno centro a Firenze e viene aggredito dai tre nordafricani all’opera.
La scena è interamente ripresa in un filmato che il blogger ha poi pubblicato sul proprio canale YouTube e che in meno di 24 ore ha raggiunto più di 300 mila utenti.
Il “giochetto” è semplice, i truffatori stendono in mezzo alla strada dei dipinti facendo finta di venderli e aspettando che qualche turista distratto ci calpesti sopra per poi chiedere un risarcimento. In questo caso l'episodio è avvenuto in via Calzaiuoli, in pieno centro, a due passi dal Duomo.
firenze truffaFIRENZE TRUFFA
Come riportato dal quotidiano "La Nazione", Baldr era a Firenze nell'ambito di un suo tour italiano. Stava raccontando la città quando si è imbattuto in un turista che era stato appena raggirato. Ha quindi acceso la telecamera e filmato gli ambulanti. Che si sono infastiditi e lo hanno aggredito fisicamente per ben due volte, la seconda delle quali ripresa in video.
Dopo aver registrato la scena, Baldr si è recato in piazza Duomo per segnalare il tutto a una pattuglia della Polizia di Stato. I due agenti, seduti all’interno dell’auto, sono apparsi da subito in difficoltà con la lingua inglese e hanno consigliato a Baldr di fare denuncia. Numerosi sono i commenti critici nei confronti degli agenti espressi dagli utenti, italiani e stranieri, sotto il video sul canale YouTube.
Il punto però è un altro: se anche gli agenti si fossero mossi per individuare i truffatori nordafricani, cosa sarebbe successo? I tre soggetti sarebbero finiti dietro le sbarre? Difficile crederlo. L’aspetto ancor più assurdo però riguarda il fatto che questi individui sono liberi di mettere in atto una truffa talmente palese, in mezzo alla strada, indisturbati, in pieno centro di Firenze, davanti agli occhi di tutti.
firenze truffaFIRENZE TRUFFA
Un’immagine oscena per la città, come dichiarato a "La Nazione" dal presidente della Confcommercio Firenze, Aldo Cursano: “E’ assurdo quanto successo e a rimetterci è l’immagine di Firenze nel mondo. Non si può più aspettare, bisogna intervenire prima che le conseguenze siano disastrose”.
Questo caso, seppur in atto da tempo, è pubblicamente emerso soltanto grazie all’iniziativa e al coraggio del blogger norvegese, ma casi analoghi vengono segnalati in numerose città italiane e tutto a discapito del turismo nel Bel Paese.
Fonte: qui

martedì 21 maggio 2019

CI METTIAMO LA ''CYBERSECURITY'' CINESE IN CASA

MENTRE TRUMP STRONCA HUAWEI, IL GOVERNO ITALIANO (CON IL SOTTOSEGRETARIO ALLA DIFESA TOFALO, M5S) FESTEGGIA L'INAUGURAZIONE A ROMA DEL ''CENTRO SULLA SICUREZZA CIBERNETICA'' DI ZTE, L'ALTRO COLOSSO CINESE COLPITO DALLE SANZIONI AMERICANE 
''ITALIA PRIMO PAESE EUROPEO, UN LABORATORIO PER AFFRONTARE LE MINACCE DEL FUTURO''. MA È LA CINA LA PRIMA MINACCIA DEL FUTURO… - IL VIDEO DI GIULIA POMPILI DEL ''FOGLIO''

L'INAUGURAZIONE DEL LABORATORIO DI CYBERSECURITY DI ZTE 

LE INSTAGRAM STORIES DI GIULIA POMPILI (GIORNALISTA DEL FOGLIO)


COSE MAI VISTE: CI METTIAMO LA ''CYBERSECURITY'' CINESE IN CASA - MENTRE TRUMP SCHIANTA HUAWEI

Dagonota - Mentre Trump schianta Huawei, appena boicottata anche da Google, il governo italiano (nella persona del sottosegretario alla Difesa Tofalo, del molto filocinese M5S) festeggia l'inaugurazione a Roma del ''Centro sulla Sicurezza Cibernetica'' di ZTE, l'altro colosso cinese colpito dalle sanzioni americane, un ''cugino'' di Huawei con simili profili di vicinanza al governo cinese.

angelo tofalo da zte a romaANGELO TOFALO DA ZTE A ROMA

''L'Italia è il primo paese europeo ad avere un laboratorio simile, per affrontare le minacce del futuro'', gongola il sottosegretario. Tutto bellissimo, se non fosse che è la Cina la prima minaccia del futuro…

Nelle stories di Giulia Pompili, giornalista del ''Foglio'' esperta di Asia (e già intimidita da un diplomatico dell'ambasciata cinese a Roma), si vede come questa azienda sia indipendente dal governo cinese. Nelle librerie troneggia un volume su Xi Jinping…

Ecco cosa scrive Angelo Tofalo, sottosegretario alla Difesa (M5S), sul suo profilo LinkedIn:

angelo tofalo da zte a romaANGELO TOFALO DA ZTE A ROMA

Questa mattina a Roma ho partecipato all’inaugurazione del primo Centro sulla sicurezza cibernetica di ZTE che sta facendo importanti investimenti in Italia.

le stories di giulia pompili da zte a roma 4LE STORIES DI GIULIA POMPILI DA ZTE A ROMA
Oggi, da rappresentante del Governo mi faccio portavoce della grande sensibilità che stiamo dedicando al tema della sicurezza cibernetica e quindi della sicurezza nazionale. È doveroso e ancor di più strategico per l’Italia collaborare e condividere questa sfida con i principali Stakeholders e affrontare sempre meglio le minacce del futuro.

Stiamo lavorando a interventi normativi per creare e rafforzare il perimetro di sicurezza nazionale, ampliare la Golden Power rendendola applicabile anche sulla tecnologia 5G, costituire i centri di certificazione e valutazione di hardware e software e allo stesso tempo aprendo nuove collaborazioni all’insegna della trasparenza.

Per questo è una grande opportunità che ZTE abbia scelto l’Italia come primo Paese europeo in cui aprire un cyber security lab.

le stories di giulia pompili da zte a roma 3LE STORIES DI GIULIA POMPILI DA ZTE A ROMA
A moderare gli interventi della giornata il Direttore Nicola Porro. Tra gli altri presenti Kun HU, President of Western Europe and CEO of ZTE Italia, Mr. Zhong Hong, responsabile della sicurezza di ZTE, l’On. Flavia Marzano, Assessore del Comune di Roma.

Fonte: qui

mercoledì 3 aprile 2019

NEW YORK IMPONE UNA TASSA DA 11 DOLLARI (25 PER FURGONI E CAMION) PER ENTRARE IN AUTO NELLA ZONA PIÙ TRAFFICATA, OVVERO DALLA 60^ STRADA IN GIÙ, ALLE PENDICI DI CENTRAL PARK. I SOLDI ANDRANNO AL TRASPORTO PUBBLICO, VISTO CHE LA METRO È PROSSIMA AL COLLASSO

OVVIAMENTE SI OPPONGONO MOLTI COMMERCIANTI E ''PENDOLARI'', CHE VEDONO L'ENNESIMA GABELLA DI DE BLASIO

Francesco Semprini per ''la Stampa''

harrison ford dirige il traffico a new yorkHARRISON FORD DIRIGE IL TRAFFICO A NEW YORK
New York sarà la prima città americana a imporre la tassa sul traffico a chiunque voglia recarsi, a bordo del proprio veicolo, sotto la 60ª strada, ovvero al confine tra la zona «Upper» (East o West) e Midtown, alle pendici di Central Park.

Un' ampia porzione urbana, in sostanza, sarà delimitata a Zona a traffico limitato (Ztl) e per accedervi occorre pagare un pedaggio attraverso un sistema elettronico articolato nei diversi punti di accesso sulla 60ª appunto. Il costo per ottenere il permesso di entrata varierà dagli 11 ai 12 dollari per le vetture normali sino a 25 dollari per i furgoni e camion che si vanno ad aggiungere ai pedaggi dei caselli di accesso a New York City attraverso ponti e tunnel.
harrison ford dirige il traffico a new york copiaHARRISON FORD DIRIGE IL TRAFFICO A NEW YORK COPIA




La tassa ha l' obiettivo di ridurre il traffico cittadino appesantito in questi ultimi anni dal proliferare di veicoli privati sia ad uso privato che commerciale. Proprio per questo la pionieristica gabella è stata soprannominata «congestion tax», ovvero tassa contro il congestione del traffico.

Stop ai rincari
La misura, contenuta assieme ad altri provvedimenti nella legge sul bilancio in discussione al Senato statale, ha l' obiettivo di scongiurare il rincaro dei biglietti di autobus e metropolitana, ma anche aiutare a finanziare i lavori di ammodernamento della metropolitana che da tempo richiede interventi immediati, tali da creare ai passeggeri dei cinque Borough ripetuti inconvenienti fra ritardi e malfunzionamenti.

L' idea di una tassa sul traffico, già operativa in altre grandi città come Londra, Stoccolma e Singapore, era in cantiere già da tempo per la Grande Mela.
Ci aveva già provato l' ex sindaco Michael Bloomberg più di 10 anni fa per incoraggiare l' uso dei mezzi pubblici. È stato poi il governatore dello Stato di New York Andrew Cuomo a ipotizzarla nel 2017, in seguito agli eccessivi ritardi accumulati dalla metropolitana di New York a causa di diversi incidenti della metro, tentativo anche questo rivelatosi vano.

È andata meglio questa volta grazie all' accordo di massima raggiunto in seno al consiglio comunale e a livello statale, in tempo utile per la scadenza dell' 1 aprile, quando dovrà essere presentata la legge di bilancio dell'«Empire State».

colombo central park new yorkCOLOMBO CENTRAL PARK NEW YORK
Questo anche nell' ambito della lotta al traffico avviata dalla giunta di Bill de Blasio che ha già introdotto un tetto al numero massimo di auto dedicate alle varie società e App di servizio con conducente, da Uber a Lyft passando per Via. Sono state proprio queste ultime additate come la causa principale, di concerto con le difficoltà incontrate dal servizi di trasporto pubblico, dell' aumento del traffico del New York. Tale da imporre una tassa ad hoc che potrebbe generare sino a un miliardo di dollari di ricavi.

Alcune App dedicate tuttavia non si professano contrarie al pedaggio perché potrebbe far aumentare, in seconda istanza, l' utilizzo di auto pubbliche.

Levata di scudi
Non mancano però le polemiche, con i critici che la ritengono solo una nuova gabella sui cittadini newyorchesi già tartassati dalla giunta de Blasio e chiedono esenzioni per varie categorie, fra le quali le fasce a più basso reddito: il timore è che la misura possa discriminare i più poveri.

vista su central parkVISTA SU CENTRAL PARK
Contrari anche i commercianti della City che temono un ricarico dei fornitori, e le associazioni degli automobilisti che denunciano la carenza di opportuni fondi comunali e statali dedicati alla manutenzione di strade e autostrade.

Fonte: qui

venerdì 4 gennaio 2019

ARRESTATO DI NUOVO ERIC DROUET, UNO DEI LEADER DELLE PROTESTE.

L'ACCUSA È DI AVER ORGANIZZATO UNA MANIFESTAZIONE NON ORGANIZZATA NEL CENTRO DI PARIGI 
È STATO BLOCCATO MENTRE SI DIRIGEVA VERSO GLI CHAMPS-ELYSEES
(ANSA) - Uno dei leader delle dimostrazioni antigovernative dei 'gilet gialli', Eric Drouet, è stato arrestato dalla polizia francese e messo sotto custodia ieri sera per aver organizzato una protesta non autorizzata nel centro di Parigi. Lo riportano i media francesi citando fonti della Procura. Secondo quanto spiegano fonti di polizia, Drouet è stato fermato mentre si dirigeva verso gli Champs-Elysees: una dozzina di manifestanti si erano radunati fuori da un fastfood vicino al'Arco di Trionfo e lo stavano aspettando. Si tratta del secondo arresto per Drouet dall'inizio delle proteste: era già stato fermato il mese scorso per "possesso di arma vietata", secondo fonti giudiziarie.
Fonte: qui