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martedì 30 giugno 2020

LA CASSAZIONE A SEZIONI UNITE: GLI ENTI LOCALI NON DOVEVANO RIEMPIRSI DI TITOLI, DERIVATI, COSÌ SOFISTICATI E RISCHIOSI.


MA DAI 797 ORIGINARI, DOPO IL DIVIETO DEL 2014 SONO ANCORA 149 GLI ENTI CHE HANNO CONTRATTI IN CORSO.
LA SENTENZA VARRÀ ANCHE PER LO STATO, CHE HA DERIVATI PER 150 MILIARDI

MILIARDI DI EURO DI INTERESSI INDEBITAMENTE INCASSATI DA MORGAN STANLEY, DEUTSCHE, NOMURA, GOLDMAN SACHS, JP MORGAN, UBS, BOFA-MERRILL LYNCH

Milena Gabanelli e Fabrizio Massaro per il ''Corriere della Sera''

 

La sentenza della Corte di Cassazione è del 12 maggio, e i suoi effetti potrebbero essere catastrofici per qualche banca, ma enormemente benefici per enti locali e imprese. Torniamo indietro. Per quasi quindici anni banche italiane, ma soprattutto estere, hanno piazzato a 797 enti locali lungo tutto il Paese migliaia di contratti derivati, sconosciuti e incomprensibili ai più. Comuni, Province e Regioni si sono trovati, senza saperlo, con buchi miliardari, e gli effetti di quei contratti durano ancora oggi e lo faranno per molti anni a venire, dato che alcuni hanno durata addirittura trentennale.

 

Si tratta molto spesso di scommesse camuffate da assicurazioni, dove è l'assicurato a fare da assicuratore alla banca. Dopo perdite gigantesche, nel 2014 il governo li ha vietati, ma il ministero dell'Economia conta oggi ben 149 enti territoriali ancora coinvolti, che ogni anno pagano, oltre agli interessi sul debito, 250 milioni per i derivati (fonte Eurostat). Le perdite potenziali invece stimate dalla Banca d'Italia solo verso le banche italiane (Unicredit, Bnl, Monte dei Paschi, Intesa Sanpaolo) sono di 1 miliardo.

 

Anche l'amministrazione centrale, cioè lo Stato, ha stipulato contratti per oltre 150 miliardi a copertura del rischio di rialzo dei tassi sui titoli che finanziano il debito pubblico; operazioni rinegoziate nel corso degli anni, ma molte volte sempre con la formula della scommessa con anticipo di denaro.

 

derivati Morgan StanleyDERIVATI MORGAN STANLEY

L'operazione più semplice funziona cosi: l'assicurazione mi garantisce che se i tassi vanno oltre il 3% io pagherò sempre il 3%, anche se si abbasseranno, come poi è avvenuto. Ma perché entrare in contratti del genere, visto che la maggior parte dei titoli come i BTP sono già a tasso fisso? In più, siccome devo coprire delle perdite e quindi ho bisogno di soldi, faccio un'altra operazione che mi dà cassa subito per chiudere il buco, sulla quale pago interessi anche più alti, allargando così l'indebitamento.

 

Rinegoziazioni che spostano più in là il problema, e sulle quali la banca lucra decine di milioni in commissioni. Eurostat ha calcolato che dal 2011, abbiamo pagato alle banche 37,5 miliardi di interessi, che sono andati ad aumentare il debito pubblico. Invece la perdita potenziale che incombe sui conti dello Stato è di circa 36 miliardi di euro - praticamente tutto il plafond che potremmo prendere in Europa dal Mes - e che equivale al 37% del valore nozionale dei derivati in essere. La società di consulenza finanziaria indipendente Ifa Consulting ha stimato che la probabilità di dover sborsare nei prossimi anni questi soldi (qualcosa in più o poco meno) è altissima.

 

Colpo di scena: ora buona parte di quei contratti potrebbero essere nulli, ha sancito l'autorità giurisdizionale più alta in Italia. Dopo anni di scontri nei tribunali - e varie leggi emanate per cercare di chiudere questa voragine nei conti degli enti - la Corte di Cassazione a Sezioni Unite a maggio ha fissato principi che adesso potrebbero valere in tutti i contenziosi contro le banche. La sentenza riguarda il comune di Cattolica e la Bnl, per un derivato sottoscritto del 2003.

 

Bomba derivati E di nuovo allarme h partbBOMBA DERIVATI E DI NUOVO ALLARME H PARTB

Dopo uno scontro andato avanti per anni i giudici supremi hanno stabilito che quei contratti sono da azzerare e che non dovevano essere sottoscritti, per dei motivi. Primo: I derivati negli enti locali sono ammessi solo come «copertura dei rischi» e non per scommettere sui tassi. Secondo: l'ente locale deve in ogni caso sapere qual è il rischio massimo a cui si espone, per esempio scambiando il suo tasso variabile con uno fisso. Terzo: Deve conoscere il valore del contratto, quello che in gergo si chiama «mark-to-market».

 

Quarto: deve essere informato sulle probabilità che ha di perdere o guadagnare. Quinto: deve essere informato sui costi occulti, che per anni invece sono stati nascosti agli enti, allettati dalla liquidità che la banca pagava loro all'inizio, il cosiddetto «upfront»; in sostanza, l'amministratore locale si indebitava scommettendo sui tassi di interesse da pagare, riceveva subito dei soldi - buoni da spendere per il consenso elettorale - e lasciava il conto da pagare ai sindaci o governatori che sarebbero venuti dopo. Sì, ma quanto? Nessuno lo sa, tranne la banca, che è in grado di stimare i rischi.

 

 

Sesto: la Corte di Cassazione ha stabilito il principio secondo il quale, quando si ristruttura un debito con contratti derivati, deve prevalere la convenienza economica e non solo quella finanziaria. Proprio per questo, scrivono ancora i giudici, la decisione di accettare i derivati non doveva essere presa dal sindaco o dal dirigente dell'ente locale ma dal Consiglio comunale, poiché si tratta di indebitare le generazioni future. «È una sentenza che armonizza le prassi finanziarie e i principi contabili nazionali e internazionali, sia pubblici che privati, con la giurisprudenza», spiega Nicola Benini, partner di Ifa Consulting, che da trent' anni si occupa di derivati.

MUSSARI LIBRO SUI DERIVATI aspMUSSARI LIBRO SUI DERIVATI ASP

 

La sentenza, per come è costruita - analizza la giurista della Cattolica Antonella Sciarrone Alibrandi - è destinata ad avere un impatto anche sui derivati stipulati con le imprese (circa 90 mila) e anche su alcuni prodotti venduti ai piccoli risparmiatori. Ma era poi davvero impossibile conoscere i rischi di un derivato? La Cassazione dice di no, perché potevano essere stimati con gli «scenari di probabilità». Secondo quanto spiegato in un'audizione alla Camera dei deputati nel 2015 dall'allora direttore del debito pubblico, Maria Cannata, quando nel 2011 si discusse di inserire gli «scenari probabilistici» nel regolamento sui derivati consentiti agli enti locali, la reazione fu negativa da parte dell'Abi.

 

Eppure la Banca d'Italia il 14 aprile dello stesso anno scrisse al Tesoro che è opportuno adottare questi scenari in quanto «indispensabile strumento decisionale per l'ente». Suggerimento accolto? No. Perché? Maria Cannata in audizione la spiegò così: «Le tecnicalità si sarebbero ulteriormente complicate, rendendo la norma troppo difficile da interpretare da parte degli amministratori». Insomma il ragionamento fu: non capirebbero comunque, meglio lasciarli nel buio.

 

A perdere soldi dei cittadini. Secondo Nicola Benini «sono facili da capire quanto il bugiardino dei farmaci che espone le varie probabilità degli effetti collaterali». Addio agli scenari, dunque. Eliminati anche dai prospetti sui prodotti finanziari rivolti al pubblico (come i bond subordinati delle banche), previsti peraltro da un regolamento Consob nel 2009, ma eliminati poco dopo dalla stessa commissione allora presieduta da Giuseppe Vegas. Da quando il governo li ha vietati, i derivati sono man mano diminuiti per fine naturale o estinzione anticipata - spesso per decisione delle banche contraenti e a caro prezzo per le casse dello Stato - come quando nel 2012 Morgan Stanley chiuse un derivato con lo Stato e impose al Tesoro il pagamento di 3,5 miliardi di euro.

 

ft derivati scandalo xFT DERIVATI SCANDALO

Si pagò sull'unghia e non ci fu nemmeno un tentativo di trattativa. Intanto per quelli ancora in essere le cause continuano. Appena la scorsa settimana la banca giapponese Nomura ha citato a Londra la Regione Sicilia, ennesima puntata di un braccio di ferro legale ormai decennale. I legali delle banche stanno ora studiando in profondità la sentenza della Cassazione, perché se il principio si affermerà nei tribunali di merito, sono a rischio migliaia di contratti. E miliardi di euro di interessi indebitamente incassati dai grandi specialisti in derivati: Morgan Stanley, Deutsche Bank, Nomura, Goldman Sachs, Jp Morgan, Ubs, Bofa-Merrill Lynch.


Fonte: qui

lunedì 4 maggio 2020

Le persone di sinistra fumano mentre Michael Moore accende il fraudolento movimento "verde" nell'ultimo film

Il dirigente esecutivo dell'attivista e cineasta Michael Moore, 21stCentureWire.com sottolinea che il nuovo documentario  Planet of the Humans , osa dire ciò che nessun altro dirà in questa Giornata della Terra: i principali attivisti ambientali "verdi", tra cui Al Gore, hanno portarono i loro seguaci sulla strada sbagliata - svendendo il vero movimento ambientalista ad alcuni dei ricchi interessi corporativi in ​​America e nel mondo.

Questo film è il campanello d'allarme per la realtà che abbiamo paura di affrontare : il movimento ambientalista tradizionale sta spingendo bugie sotto forma di varie correzioni tecnologiche e aiuti di banda, tutti dipendenti e che usano grandi quantità di combustibili fossili e minerali delle terre rare. Gli ambientalisti si sono innamorati di un'illusione "verde"? Più di ogni altro documentario fino ad oggi, questo film espone la frode all'ingrosso dietro industrie sovvenzionate come combustibili da biomassa, turbine eoliche e persino auto elettriche non sono così "verdi" ...
... ed è per questo che il tipico seguito di culto di sinistra di Moore lo ha aggredito in modo così aggressivo: i fatti non si adattano alle loro narrazioni e la dissonanza cognitiva non è uno spazio sicuro.
In effetti, come riporta 21stCenturyWire.com, sin da quando Moore ha pubblicato il nuovo documentario, attivisti di sinistra di verde hanno lanciato un furioso attacco contro il regista per aver osato soffiare sul fuoco della "truffa sull'energia verde". Moore, un eroe della sinistra politica, ha ora sollevato seri dubbi sull'efficacia delle "energie rinnovabili", compresa l'energia solare ed eolica. Incredibilmente, molti gruppi verdi e agenti politici stanno ora cercando di vietare il film.
Un recente rapporto di Sky News in Australia parla di come il nuovo film presenti una serie di verità scomode. 

Come osserva VoxDay,  chi si sarebbe aspettato che Michael Moore avrebbe affrontato uno dei più grandi simboli della sinistra, il cosiddetto movimento Green e la sua  massiccia scia globo-corporativa  di "energia rinnovabile": 
Gli esempi includono uno zoo che afferma di alimentarsi con sterco di elefante "rinnovabile" ma produce solo abbastanza per riscaldare la casa degli elefanti.
Girano un presunto festival musicale alimentato a energia solare che si collega silenziosamente alla rete e un accordo simile al quartier generale della General Motors al lancio di un'auto ibrida plug-in, in cui la rete elettrica che alimenta il veicolo è alimentata al '95 per cento ' dal carbone.
Il film mette in discussione anche i pannelli solari, evidenziando la loro limitata conservabilità e che sono realizzati in quarzo e carbone non rinnovabili.
In un'altra sequenza, gli alberi di joshua vengono abbattuti in California in modo da poter costruire un enorme impianto solare.
Il documentario di Moore è particolarmente dannoso per la "biomassa", l'energia presumibilmente rinnovabile creata bruciando la materia organica. Il film mostra enormi mucchi di alberi che sono stati abbattuti per alimentare una centrale elettrica, con il suo camino che erutta fumo che appare lontano dal rumore ambientale.
Agli spettatori viene detto che la biomassa è la più grande fonte unica di energia rinnovabile in tutto il mondo e, dato che si suppone insensatamente sul risparmio energetico, ha comportato la spedizione di trucioli di legno in Europa dal Nord America, dal Brasile e dall'Indonesia.
"La nostra ansia per il riscaldamento [globale] ci ha portato nel panico nell'abbracciare qualsiasi cosa verde o alternativa senza davvero guardare troppo da vicino a ciò che è coinvolto" , afferma il film. Con piani per trasformare il grasso animale in combustibile da biomassa, il film chiede: "C'è qualcosa di troppo terribile per qualificarsi come energia verde?"
Il film suggerisce che uomini d'affari molto ricchi - tra cui Sir Richard Branson e l'investitore britannico di legname Jeremy Grantham - e banche come Goldman Sachs - sono desiderosi di investire in energia verde perché vogliono fare soldi in fretta piuttosto che perché sono preoccupati per il pianeta. Secondo Moore, Toyota, Citibank e il gigante del bulldozer Caterpillar, diventando sponsor della Giornata della Terra, hanno fornito la conferma finale che Big Business ha preso il controllo del movimento verde.
Dopo aver raccolto le mascelle dal pavimento, la prima risposta di alcuni scienziati del clima e attivisti ambientali che erano entusiasti delle energie rinnovabili ha deliziato i loro avversari: volevano vietarla.
Infine, mentre questo documentario è rivoluzionario nel senso che è una delle prime esposizioni complete della frode ambientale alla base dell '"energia sostenibile" e del celebre Green New Deal, notiamo che 21stCenturyWire.com lo avverte verso la fine del il regista Jeff Gibbs si dirige verso la retorica estremista dello "spopolamento" , e afferma che un'agenda radicale di ingegneria sociale deve essere perseguita per raggiungere il controllo della popolazione - che a suo avviso fermerà in qualche modo un "evento di estinzione causato dall'uomo" a causa della CO2 prodotta dall'uomo "cambiamento climatico" indotto. 
Mettendo da parte quel radicale seguito ideologico di Gibbs, a conti fatti, il film rimane un potente pezzo di giornalismo investigativo che fa molto per sfidare l'ortodossia verde su ipotesi ampiamente condivise che circondano l'energia "verde" e lo sviluppo sostenibile - che è cruciale per far avanzare un discussione basata sui fatti su come il mondo soddisferà realisticamente le sue esigenze energetiche in futuro, oltre a far luce sui profittatori transnazionali che stanno spingendo il mercato speculativo dell'energia di Green Street di Wall Street. 
Fonte: qui

mercoledì 8 aprile 2020

Il blocco non sarebbe così devastante se la nostra economia non fosse così rigida, fragile e spremuta fino all'osso

Un'economia della truffa progettata per arricchire i pochi a spese di molti è fragile perché le truffe sistemiche eliminano la concorrenza, la responsabilità e la trasparenza.
La cosa straordinaria del blocco non è la tonalità e il grido del danno economico - è l'assenza di qualsiasi curiosità critica su come la nostra economia è diventata così fragile  che solo il contingente più ricco può sopravvivere qualche settimana con risparmi o fondi per i giorni di pioggia .
Un'economia sana e resiliente sarebbe in grado di sopravvivere alcune settimane di blocco senza un salvataggio multimiliardario  di ogni truffa finanziaria della terra. Una società che non era logora finanziariamente e socialmente sarebbe stata in grado di funzionare e accettare sacrifici individuali per il bene comune.
Piuttosto che essere organizzati per servire il bene comune, la nostra economia e il nostro ordine sociale sono poco più che racchette sovrapposte : "mercati" truccati gestiti da quasi monopoli per arricchire i pochi a spese di molti; fragili burocrazie legate da migliaia di pagine di "insoddisfazione" insensata e di strutture neofeudali schiavistiche in cui i servi del debito sono pagati quanto basta per servire il loro debito ma non abbastanza per permettersi costi alle stelle per alloggi, assistenza sanitaria, istruzione superiore, assistenza all'infanzia, tasse spazzatura e tasse .
Mentre tutti sono impegnati a urlare per il danno causato dal blocco, nessuno si chiede perché i costi siano così alti che pochi possono sopravvivere poche settimane con i propri mezzi.  Nessuno osa guardare i crescenti costi imposti dai cartelli e dai monopoli (compresi i racket finanziati dal governo e dal governo come l'assistenza sanitaria e l'istruzione superiore) perché potrebbe fare luce sulla mangiatoia da cui si alimentano. (Schiaccia ogni racket tranne il mio ...)
Se i costi non fossero così schiaccianti, più famiglie e imprese potrebbero avere risparmi.  Gli imperi non crollano perché tutti hanno finito i soldi; collassano quando i  costi superano i guadagni .
Detto in altro modo, i costi alle stelle della complessità sclerotica egoistica, ovvero le inefficienze contorte imposte dalle istituzioni che non hanno alcuna responsabilità, superano di gran lunga i guadagni in termini di produttività e estrazione di risorse necessari per pagare la complessità che ne consuma la produttività.
Per quanto riguarda l'innovazione, per favore non farci ridere. Tutti i racket fanno gli straordinari per evitare di essere disturbati dalle forze della produttività e della trasparenza.  Guarda l'istruzione superiore: tutta la tecnologia era disponibile un decennio fa per ridurre radicalmente i costi di un'istruzione efficace (come ho sottolineato nel mio libro The Nearly Free University del 2012  ), ma il cartello dell'istruzione superiore ha combattuto per mantenere il suo monopolio sulle credenziali, sperperare centinaia di miliardi di dollari su strati di amministratori e edifici auto-glorificanti.
Sto spiegando da anni  come la sanità sta investendo l'economia americana  . Ora sta diventando troppo ovvio per negare.  Sickcare farà fallire la nazione  (21 marzo 2011).
Proprio come Wall Street ha distrutto il mercato dei mutui del settore privato finanziandolo, l'assistenza sanitaria è stata distrutta dalla finanziarizzazione di Corporate America di quello che una volta era per il bene comune, trasformandolo in una macchina a profitto svuotata per i pochi a spese dei sfortunati servi che non hanno altra scelta che servire la Nobiltà finanziaria. (Puoi scegliere qualsiasi assicuratore sanitario che desideri - ma ce ne sono solo due, eh, e i loro prezzi sono gli stessi: Kafkaesque nella loro opaca complessità e abbastanza alti da far fallire tutti tranne i più ricchi.)
Un'economia della truffa progettata per arricchire i pochi a spese di molti è fragile perché i racket self-service eliminano la concorrenza, la responsabilità e la trasparenza.  Come ho notato in  La convergenza di Marx, Orwell e Kafka  (25 luglio 2012), Marx ha capito che il capitalismo monopolistico predatore e parassitario  scioglie tutte le norme sociali che ne limitano il dominio nell'aria , mentre Kafka ha capito che  quanto più potente e radicata è la burocrazia , maggiore è il danno collaterale causato dagli innocenti e più estrema è la perversione della giustizia.
Orwell ha capito che  l' imperativo ontologico dello Stato   è l'espansione , al punto da controllare ogni livello di governance, mercati e società. Una volta che lo Stato sfugge al controllo della cittadinanza, è libero di sfruttarli in una predazione parassitaria che è l'immagine speculare del Capitale Monopoli. Perché cos'è lo stato se non un monopolio della forza, della coercizione, della manipolazione dei dati e dell'applicazione neofeudale dei monopoli privati ​​capitalisti-capitalisti su servi impotenti?
Lo sfruttamento neofeudale ha svuotato l'economia, lasciando un fragile, fragile guscio vuoto , cartelli self-service e istituzioni che hanno sperperato la fiducia del pubblico nella loro avida corsa per accumulare quanta più ricchezza privata possibile prima che l'intera struttura corrotta marcia crollasse sotto il suo peso.

Quasi la metà delle piccole imprese chiuderà se non può riaprire presto


In un nuovo sondaggio tra proprietari di piccole imprese, quasi la metà (43%) afferma che il loro sostentamento è in linea e saranno costretti a chiudere definitivamente se non riescono a riprendere presto le normali attività Uno su 10 (11%) è a meno di un mese di distanza dalla cessazione definitiva delle attività grazie alla risposta del governo allo scoppio del coronavirus.
Inoltre, circa una piccola impresa su quattro (24%) ha già chiuso temporaneamente in risposta alle richieste del governo di farlo durante il panico e l'eccessiva reazione di COVID-19. Tra quelli che non lo hanno fatto, il 40% afferma che è probabile che chiuda almeno temporaneamente entro le prossime due settimane. Ciò significa che un totale del 54% di tutte le piccole imprese dichiara di aver chiuso o prevede di chiudersi temporaneamente nei prossimi 14 giorni.
Alla domanda su quali proposte possano offrire il massimo sollievo, le piccole imprese hanno indicato il sostegno a tre disposizioni chiave incluse nella legge sugli aiuti, la protezione e la sicurezza economica (CARES) recentemente approvata:
  • Il 56% delle piccole imprese afferma che i pagamenti in contanti diretti agli americani sarebbero la forma di aiuto più utile da parte del governo,
  • seguito da prestiti e aiuti finanziari (30%), e
  • sospensione delle imposte sui salari (21%).
"Come mostrano i risultati del sondaggio, i proprietari di piccole imprese sono alla ricerca di prestiti e aiuti finanziari per garantire che non debbano chiudere le porte o fallire a causa del coronavirus. Le banche americane sono pronte ad aiutare, ma hanno bisogno di linee guida chiare da parte dell'Amministrazione ", ha affermato Neil Bradley, Chief Policy Officer presso la Camera di Commercio degli Stati Uniti.
"Le banche americane saranno in prima linea per aiutare le imprese a sopravvivere durante questa pandemia."
Il più grande aiuto arriverà sotto forma di permesso di riaprire e condurre gli affari come avevano fatto. Far funzionare di nuovo l'economia sarà il più lontano quando si tratta di salvare vite umane e aiutare le persone. A questo punto,  le statistiche dell'epidemia fornite dagli operatori sanitari  non supportano più un blocco, un arresto economico e le conseguenze che hanno già seguito. La reazione eccessiva del governo ha fatto più male che bene.
Alcune piccole imprese si sentono comunque ottimiste, secondo il  sondaggio riportato dalla  Camera degli Stati Uniti . Quasi uno su quattro (23%) i proprietari di piccole imprese prevedono di assumere nel prossimo anno.
Come società, dobbiamo fare il bene da coloro che offrono servizi e li riaprono e riportano la nostra vita alla normalità; prima dell'acquisizione del governo autoritario. Questa pandemia non è il problema e non è stato il problema nell'ultimo mese. Il problema è la risposta del governo ad esso e la successiva obbedienza di molti americani grazie alle loro stesse paure spinte in gola dai media mainstream. Troppi sono stati propensi a rispettare i comandi del governo a loro danno e la ricaduta sarà qualcosa che non abbiamo mai visto.
Prima il governo arresta la chiusura economica, meglio sarà per tutti.
Autore di Mac Slavo tramite SHTFplan.com

venerdì 28 febbraio 2020

IL "SISTEMA" CASAMONICA: NOZZE E MOBILI SENZA PAGARE

C’E’ CHI E’ STATO CONDANNATO PER TRUFFA A UN ANNO E 2 MESI PER AVER ORDINATO E CONSUMATO CIBO PER 180MILA EURO IN OCCASIONE DEL SUO MATRIMONIO SENZA AVERE MAI SALDATO IL CONTO 
UN IMPRENDITORE RIVELA LA STRATEGIA ADOTTATA DA ESPONENTI DEL CLAN PER TRASCINARE COMMERCIANTI NELLA TRAPPOLA DELL'USURA
Federica Angeli per “la Repubblica - Roma”

pranzo nuziale a sbafo casamonicaPRANZO NUZIALE A SBAFO CASAMONICA
Amabile Casamonica è stato condannato per truffa a un anno e 2 mesi per aver ordinato e consumato cibo per 180mila euro in occasione del suo matrimonio senza avere mai saldato il conto alla "Taverna del lupo" di Gubbio. Una tecnica collaudata come ha raccontato Christian Barcaccia, imprenditore romano, titolare di un mobilificio che svetta sul gra all' altezza della Romanina ieri nel corso del maxiprocesso per mafia.

È la seconda udienza in cui l' uomo viene interrogato dal pm Stefano Luciani: ieri l' esame si è concentrato sui suoi rapporti con Laura Casamominca, sorella di Luciano, entrambi in carcere insieme ad altri 35 accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere di stampo mafioso, usura, estorsione. « Lauretta aveva acquistato da me lampadari e una camera da letto e altri mobili per un importo di 15mila euro. La camera è stata consegnata, mi pagò solo 4000 euro in contanti e non saldò mai il resto».

Di più: «È tornata mesi dopo - prosegue Barcaccia - per acquistare altra merce da regalare a un parente, a un avvocato, e per lei per un importo da 12mila euro e non ha mai pagato neanche quella commessa » . Se questo fosse tutto sarebbe già di per sé grave. Ma non è tutto. « Laura tornò da me all' inizio del 2018 e mi disse che voleva indietro i soldi che mi aveva dato, ovvero il valore della camera da letto acquistata ». La donna pretendeva dunque la restituzione di un importo che non aveva mai pagato, fatta eccezione per quei 4 mila euro.
il sistema casamonicaIL SISTEMA CASAMONICA

La kafkiana situazione viene descritta dalla vittima come un colpo di genio venuto in mente a Lauretta ma purtroppo come una strategia per trascinare commercianti nella trappola dell' usura.
«Mi propose di cominciare a restituirle i soldi a rate: per un mese avrei dovuto pagarle gli interessi di duemila euro a settimana, poi trascorso quel periodo dovevo darle tutti i mila euro che le dovevo » . Un debito immaginario apparecchiato come fosse stato un importo da lui richiesto, con interessi mirabolanti.

LA FELPA DEI CASAMONICALA FELPA DEI CASAMONICA
Inizia un pressing molto serrato: la donna si presenta quasi quotidianamente da lui dicendo di fare in fretta a ridarle quei soldi perché il marito doveva sottoporsi a un intervento costoso agli occhi. « Anche quando poi i carabinieri sono intervenuti ad arrestare i primi, lei ancora era fuori continuava a venire e a minacciarmi di ridarle quei soldi».

Per chiudere quella storia che si protraeva da mesi Christian Barcaccia ha quindi deciso, essendo a corto di contanti, di dare al fratello Luciano una parure in oro da consegnare a Laura. « Valeva 5000 euro quell' oro ma lo stimammo per 4000. Solo che il giorno dopo la consegna mi chiamò dicendomi che non valeva nulla quello che gli avevo dato. Per cui mi tornò sotto la sorella, anche a muso duro, affrontandomi in un bar che sta accanto al mio mobilificio. Minacce e intimidazioni varie che me l' avrebbe fatta pagare e che non sarebbe finita bene se non restituivo i soldi » . Soldi non dovuti appunto, a fronte di 22mila euro di merce presa dal negozio, senza sborsare un euro. Solo perché "loro sono i Casamonica".

Fonte: qui