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giovedì 2 aprile 2020

Il Pentagono ordina 100.000 sacchi per cadaveri come rinforzi FEMA per l'impennata di morti prevista da COVID-19

Dopo che il discorso del presidente Trump su fino a 240 mila morti legate al coronavirus ha sconvolto i mercati mercoledì, Bloomberg ha riferito mercoledì sera che il Pentagono sta cercando fino a 100.000 sacche per la FEMA, dando alla risposta federale del coronavirus una vera sensazione di disastro naturale.
Per BBG, l'Agenzia federale di gestione delle emergenze ha richiesto 100.000 sacchi per il corpo, noti nel settore come "Human Remains Pouches", un gruppo di agenzie che ha diretto la richiesta al Pentagono. Il Pentagono sta cercando di procurarsi più borse, ma inizialmente fornirà 50k da una scorta di 50.000 HRP che hanno ... probabilmente languendo in un bunker sotterraneo in Virginia.
Bloomberg ha descritto il titolo che provoca l'ansia come "un cupo contrappunto allo schieramento altamente lodato del Pentagono di due navi ospedaliere a New York e Los Angeles per aiutare ad alleviare la pressione sugli ospedali regionali sovraccaricati dalla pandemia".
L'unità di supporto alle truppe della Defense Logistics Agency gestisce le scorte di risorse umane del Pentagono, costituite da nylon verde, buste da 94 pollici per 38 pollici che sono generalmente distribuite nelle zone di guerra. L'unità ha discusso con un appaltatore delle loro capacità di produzione, ma l'agenzia non ha ancora effettuato un ordine ufficiale.
Il presidente Trump ha dichiarato ieri sera che si sta preparando tra 100.000 e 240.000 morti, secondo le proiezioni ufficiali della Casa Bianca, ma alcune delle proiezioni più allarmanti hanno richiesto fino a 1 milione di morti, senza che gli sforzi di "mitigazione" siano stati attuati da milioni degli americani, che lavorano da casa o restano in casa.
FEMA non ha richiesto una data di consegna formale al DLA, secondo il rapporto, ma l'agenzia ha presumibilmente dichiarato al contraente che desidera che i bagagli siano pronti al più presto.
Un portavoce della FEMA ha dichiarato a BBG che le borse fanno parte del processo di "pianificazione prudente" per potenziali esigenze future. Le borse si applicano specificamente a eventuali "contingenze mortuarie" provenienti dagli Stati Uniti che potrebbero verificarsi.
All'inizio di questa settimana, il direttore dei Joint Chiefs ha definito il processo di collegamento per lavorare con FEMA e ha spiegato come il JC sta lavorando "in stretta collaborazione" per assicurarsi che tutte le esigenze vengano affrontate. Fonte: qui

sabato 30 novembre 2019

"A PARIGI CADAVERI LASCIATI IMPUTRIDIRE E DIVORARE DAI TOPI"

BUFERA SU UN CENTRO-DONAZIONE ORGANI 
MACRON HA SUBITO AVVIATO DELLE ISPEZIONI ALL’INTERNO DELLA STRUTTURA INCRIMINATA, AL FINE DI FARE LUCE SULLA VICENDA FINO AL TERMINE DELLE INDAGINI, IL CENTRO RESTERÀ CHIUSO...
Gerry Freda per www.ilgiornale.it

In Francia si è appena abbattuta una bufera mediatica su un centro parigino per la donazione degli organi.
centro donazione organi parigiCENTRO DONAZIONE ORGANI PARIGI

La struttura in questione, istituita presso l’università Descartes della capitale transalpina, è stata infatti accusata, riferisce la Bbc, di essersi trasformata, in più di un decennio, da centro di ricerca scientifica e di solidarietà a“cimitero di massa” nel cuore della metropoli.


In base a quanto riporta l’emittente britannica citando i media locali, all’interno del centro collegato all’università vi sarebbero migliaia di corpi senza vita “ammassati senza alcuna dignità e in condizioni igieniche spaventose”. Negli ultimi dieci anni, tale istituzione scientifica sarebbe appunto divenuta teatro di scene raccapriccianti, in quanto era possibile trovare lì cadaveri totalmente nudi abbandonati sulle barelle e “accatastati l’uno sull’altro”, nonché corpi e parti anatomiche lasciati "imputridire e divorare dai topi”.

centro donazione organi parigiCENTRO DONAZIONE ORGANI PARIGI
Oltre a non riconoscere alcuna dignità ai corpi e a non rispettare alcuna precauzione igienica, il centro universitario si sarebbe macchiato di altre “pratiche immorali”. L’ente incriminato, prosegue la Bbc, avrebbe infatti, nel medesimo lasso di tempo, anche “venduto a soggetti privati” le parti del corpo destinate in origine a essere donate a chi attendeva un trapianto. Molte salme custodite nel centro parigino, una volta finite nelle mani di privati, sarebbero state poi impiegate per “fini per niente etici”, ad esempio utilizzate per dei “crash test automobilistici”.

Sempre in base a quanto riporta il network britannico, il centro-donazioni avrebbe cercato di lucrare al massimo dalla vendita dei cadaveri e degli arti donatigli in nome della ricerca scientifica e dell’aiuto a chi aspetta un trapianto. Per un corpo intatto, la strutta universitaria sarebbe arrivata a chiedere ai privati 900 euro, mentre ne avrebbe invece abitualmente pretesi 400 per un arto.
macronMACRON

Il trattamento irrispettoso riversato ai corpi senza vita dal personale dell’istituzione in questione, precisa la Bbc, sarebbe stato denunciato dai media francesi sulla base di foto scoperte proprio in questi giorni. Le istantanee della vergogna, che immortalano cadaveri abbandonati in stanze piene di topi, sarebbero state infatti rinvenute dai quotidiani d’Oltralpe all’interno di un fascicolo, risalente al 2016, redatto dal professor Richard Douard, presidente dal 2014 al 2017 del centro finito nella bufera.

Lo scandalo appena esploso ha subito causato diverse reazioni. In primo luogo, l’università Descartes ha pubblicato, sul proprio sito web, un comunicato in cui ammette che, all’interno dell’istituzione preposta alla donazione di organi, hanno finora avuto luogo pratiche “lontane dalle richieste di rispetto e dignità provenienti dai cittadini”. La nota dell’ateneo prosegue rivolgendo, alle famiglie che hanno messo a disposizione della struttura i corpi senza vita dei loro cari, scuse ufficiali e assicurando di volere fare luce sulla sconvolgente vicenda.

Sull’argomento è intervenuta anche l’associazione Union Française pour une Médecine Libre, che, per bocca del suo presidente Jerome Marty, citato sempre dalla Bbc, ha presentato il primo come un grave colpo alla reputazione della categoria dei medici.

Le inchieste giornalistiche hanno alla fine indotto il governo Macron ad avviare delle ispezioni nella struttura incriminata, affidate al ministero dell’Istruzione superiore e della Ricerca. Fino al termine delle indagini, il centro-donazione organi dell’università Descartes resterà chiuso.

Fonte: qui