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lunedì 23 dicembre 2019

CONGELATA LA LICENZA AMERICANA A LEONARDO-FINMECCANICA. IL MESSAGGIO DI POMPEO A CONTE È CHIARO: VOLETE FARE GLI AMICI DEI CINESI? E NOI VI CHIUDIAMO LA PORTA, PER EVITARE ''PASSAGGI DI TECNOLOGIA VERSO PECHINO''

ANCHE POST BREXIT LE COSE SI FANNO COMPLICATE PER L'INDUSTRIA MILITARE ITALIANA
Claudio Antonelli per ''La Verità''

I primi di ottobre Mike Pompeo, segretario di Stato a stelle e strisce, atterra a Roma.
mike pompeo e giuseppe conte 3MIKE POMPEO E GIUSEPPE CONTE 
Trascorre tre giorni nella capitale, incontra Sergio Mattarella, i vertici del governo, fa un salto in Vaticano e il quarto giorno si reca pure in Abruzzo, terra d' origine della sua famiglia. Una delle serate è dedicata alla cena di gala: rappresentanti dell' Ambasciata e delle grandi aziende tricolore comprese quelle della Difesa. Si discute di tanti temi. Dal futuro dell' Italia, al posizionamento di Roma dentro l' Ue, dentro la Nato e fuori la Nato.
Soprattutto verso la Cina.

Temi caldi 5G e cybersecurity. A distanza di qualche giorno il Dipartimento della Difesa Usa prende una decisione delicatissima. Decide di mettere in freezer e congelare la licenza di Leonardo per la commercializzazione degli elicotteri made by Boeing, chiamati in gergo tecnico Chinook 47 Er. La sigla sta per Extentend range. Per i non addetti ai lavori sono gli elicotteri che usano varie forze speciali in giro per il mondo. Gli stessi che la nostra Difesa aveva messo a budget per 500 milioni e poi sospeso alla fine del 2018.
luigi di maio xi jinpingLUIGI DI MAIO XI JINPING

L' eventuale acquisto dei quattro velivoli prevederebbe l' attività congiunta - sebbene a Filadelfia - di Boeing e Leonardo. Ora il dipartimento Usa ha sospeso questa possibilità e di fatto inibito all' azienda guidata da Alessandro Profumo di partecipare a quella super tecnologia. Le motivazioni sono altrettanto delicate come la scelta. Gli Usa avrebbero deciso di fare verifiche e accertare che non ci sia alcuna contaminazione tecnologia veros Pechino.

La partecipazione congiunta con Boeing tocca anche lo stabilimento di Pomigliano dove da anni c' è una linea dedicata al velivolo civile Dreamliner e dove in futuro Leonardo e i cinesi dovrebbero assemblare il Comac, un altro aereo passeggeri. Il tema più spinoso su cui gli Usa hanno acceso un faro riguarda però le attività di Piazza Montegrappa in Turchia dove da tempo c' è una stretta partnership relativa ai mezzi ad ala rotante. Le verifiche servirebbero ad escludere che sul suolo turco non possa esserci alcuna contaminazione a favore anche indiretto di Pechino.
alessandro profumo sabina ratti foto di bacco (2)ALESSANDRO PROFUMO SABINA RATTI FOTO DI BACCO 

La mossa Usa contro Leonardo ha però un sapere fortemente politico. Non solo perché arriva all' indomani della visita di Pompeo a Roma, ma anche perché serve a far sapere al governo giallorosso che qualunque avvicinamento alla Cina si muove secondo il principio dei vasi comunicanti. Un accordo con la Cina, sembrano dire gli Usa, porterà a una riduzione delle relazioni con gli Usa.

 Il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, i suoi sottoposti, il premier e chi rappresenta il Quirinale, non potranno dire di non essere stati avvisati. Se la Casaleggio & c, Beppe Grillo e Luigi Di Maio dovessero prendere decisioni - anche in autonomia - a favore del 5G o peggio per attività border line rispetto alla Nato, saranno tenuti a fare i conti con le conseguenze di là dall' Atlantico.

 La scelta di congelare la licenza richiama anche l' attenzione a quelle che saranno le scelte dell' industria della Difesa nel post Brexit. I nostri mercati diretti sono nell' ordine Uk, Usa e Polonia. Potremo cercare di crescere in Germania e bilanciare lo strapotere francese e continueremo ad avere il sostegno di Donald Trump.
mike pompeo luigi di maio 1MIKE POMPEO LUIGI DI MAIO
Seguire le sirene cinesi non sembra essere concesso. Il Dod, dipartimento della Difesa, non scherza. Come è il detto? Uomo avvisato...

Fonte: qui

WASHINGTON CHIAMA, ROMA RISPONDE E IL COPASIR INCALZA: “I CINESI VANNO ESTROMESSI DAL 5G”
NEL MIRINO HUAWEI E ZTE: SICUREZZA PIÙ IMPORTANTE DEL BUSINESS. LA REPLICA: ACCUSE MOTIVATE DA RAGIONI GEOPOLITICHE 
DAGLI STATI UNITI ARRIVA “APPREZZAMENTO” PER LA POSIZIONE ESPRESSA DAL COPASIR 
“LE LEGGI ESCLUDANO QUALSIASI COMPAGNIA NON AFFIDABILE”
Francesco Grignetti per “la Stampa”

giuseppe conte e donald trump al vertice nato di londra 1GIUSEPPE CONTE E DONALD TRUMP AL VERTICE NATO DI LONDRA 
I cinesi vanno estromessi dal 5G. Viene dal Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, l' ultimatum contro Huawei e Zte perché troppe sono le incognite per affidare il futuro sistema di comunicazioni a società cinesi che per forza di leggi sono tenute a cooperare con lo Stato.

Dopo un anno di audizioni a porte chiuse, arriva una Relazione che non fa sconti ai colossi asiatici. Ed è palese che mentre le società private non avrebbero voluto fare a meno di una partnership orientale che garantisce alta tecnologia a prezzi molto competitivi, è stata l' intelligence di casa nostra a bocciare i cinesi. «Le pur significative esigenze commerciali e di mercato - commenta il Copasir - che assumono un ruolo fondamentale in una economia aperta, non possono prevalere su quelle che attengono alla sicurezza nazionale».
giuseppe conte raffaele volpiGIUSEPPE CONTE RAFFAELE VOLPI

Da notare che la Relazione, non vincolante, è stata approvata all' unanimità dei suoi membri. E se da qualche mese a presiedere il Copasir è il leghista Raffaele Volpi, ex sottosegretario alla Difesa, per buona parte dell' anno era stato Lorenzo Guerini, Pd, attuale ministro della Difesa.

Segnala il Comitato che non ci sono soltanto le pressioni degli Stati Uniti contro Huawei, come anche le ultime deliberazioni molto critiche della Nato e della Commissione europea.
No, ci sono fondati sospetti che il fornitore di tecnologie possa impadronirsi con fin troppa facilità dei dati che attraverseranno la «sua» rete. E sebbene i rappresentanti di Huawei-Italia abbiano sottolineato che l' azienda è un soggetto autonomo e abbiano dichiarato «che non sussisterebbe una normativa interna che autorizzi entità, agenzie o strutture del Governo (la Cina, ndr) a indurre i produttori alla installazione di apparati software o hardware», il Comitato ha ricevuto valutazioni opposte da parte degli 007 italiani.
giuseppe conte e donald trump al vertice nato di londra 2GIUSEPPE CONTE E DONALD TRUMP AL VERTICE NATO DI LONDRA 

Sul punto cruciale non potrebbe esserci divergenza più profonda. «In Cina - scrive il Copasir - gli organi dello Stato e le stesse strutture di intelligence possono fare pieno affidamento sulla collaborazione di cittadini e imprese, e ciò sulla base di specifiche disposizioni legislative. La "National Security Law" obbliga, in via generale, cittadini e organizzazioni a fornire supporto e assistenza alle autorità di pubblica sicurezza militari e alle agenzie di intelligence.

Inoltre, con riferimento alla normativa sulle attività informatiche, la "Cyber Security Law" prevede che gli operatori di rete debbano fornire supporto agli organi di polizia e alle agenzie di intelligence».

Di contro, Huawei fa sapere che «fino ad ora non sono state fornite prove e che qualsiasi accusa contro di essa è motivata puramente da ragioni geopolitiche». Pure Zte, che non è stata audita, informalmente sostiene che dopo avere «aperto per primi un laboratorio di cybersicurezza in Italia», ha dato «concrete prove di indipendenza».

giuseppe conte scrocca un passaggio nella limousine di trumpGIUSEPPE CONTE SCROCCA UN PASSAGGIO NELLA LIMOUSINE DI TRUMP
C' è stato però un caso, scoperto solo di recente, che inquieta. Nel 2009, Vodafone-Italia scoprì che gli apparecchi Huawei avevano una falla nel software, una cosiddetta «backdoor». Huawei ha ridimensionato il tutto a una dimenticanza degli informatici. Vodafone, pur minimizzando i rischi, ha confermato che i tecnici sono riusciti con difficoltà a porre rimedio. «La vicenda, per quanto ridimensionata secondo quanto sostenuto dalle aziende, ha posto in evidenza la permeabilità dei sistemi, e la loro possibile infiltrazione».

xi jinpingXI JINPING
In definitiva, «il Comitato non può che ritenere in gran parte fondate le preoccupazioni circa l' ingresso delle aziende cinesi nelle attività di installazione, configurazione e mantenimento delle infrastrutture delle reti 5G».

Fare a meno di Huawei non avrebbe cointroindicazioni tecnologiche, ma economiche: rivolgersi ai concorrenti occidentali costerebbe circa 600 milioni di euro. Ma se le aziende cinesi possono sbaragliare la concorrenza, ciò accade per via della «posizione dominante e dai connessi profitti di cui questi operatori godono in Cina. Permettono di praticare offerte molto competitive».

Perciò il Copasir invita le autorità europee ad investigare sull' ipotesi di dumping.


GLI USA RILANCIANO: LE LEGGI ESCLUDANO QUALSIASI COMPAGNIA NON AFFIDABILE
Paolo Mastrolilli per "la Stampa"
luigi di maio xi jinpingLUIGI DI MAIO XI JINPING

Il decreto Conte sul «golden power» per difendere le infrastrutture digitali italiane dalle minacce straniere va bene, ma non basta. Gli Usa si aspettano la conferma definitiva da parte di Roma che le compagnie cinesi non costruiranno il nostro network 5G. Si capisce da questo commento al rapporto del Copasir, che una fonte autorevole del dipartimento di Stato ha rilasciato a La Stampa: «Noi parliamo in maniera franca con tutti i nostri amici, inclusa l' Italia.

luigi di maio xi jinpingLUIGI DI MAIO XI JINPING
Apprezziamo la collaborazione con i partner e gli alleati, per garantire la nostra sicurezza condivisa nel futuro del 5G». Queste frasi rappresentano un apprezzamento generale per la posizione espressa dal Copasir, ma la parte più importante della dichiarazione di Washington è quella che segue: «I Paesi, gli operatori delle telecomunicazioni e gli utenti dei network devono considerare la sicurezza, quando costruiscono le loro reti 5G.
luigi di maio xi jinpingLUIGI DI MAIO XI JINPING

Le misure nazionali devono essere scritte in maniera da prevenire che qualsiasi compagnia non affidabile, indipendentemente dall' origine nazionale, fornisca la tecnologia per il network». Quindi il decreto Conte è utile, ma al vertice Nato di Londra il presidente Trump aveva detto di aspettarsi che Roma non seguirà la strada di consegnarsi ai cinesi.

In vista della recente visita alla Casa Bianca del presidente Mattarella, un alto funzionario dell' amministrazione Usa aveva detto a La Stampa che «se l' Italia affiderà a Huawei il suo 5G minerà la propria sicurezza nazionale e quella della Nato». Washington non si era spinta fino a prospettare il blocco delle comunicazioni di intelligence con Roma, ma il messaggio era chiaro: «Un sistema 5G basato su fornitori non affidabili come Huawei o Zte metterebbe a rischio la sicurezza delle informazioni che ci scambiamo, ed è qualcosa che dovremmo decidere come gestire.

giuseppe conte e donald trump al vertice nato di londraGIUSEPPE CONTE E DONALD TRUMP AL VERTICE NATO DI LONDRA
Non pensiamo si arriverà a questo punto, ma è un rischio». Quindi era stato rivolto un appello diretto a Palazzo Chigi: «Siamo fiduciosi che un alleato come l' Italia e il suo governo faranno la scelta giusta. Il presidente Trump ha un' alta opinione del suo amico e premier Conte». La fonte dell' amministrazione aveva criticato l' origine del progetto cinese: «Huawei è interamente sostenuta dai finanziamenti del Partito comunista, e il suo stesso fondatore lavorava per gli apparati della sicurezza.

La loro tecnologia è costruita per avere un collegamento diretto con Pechino, attraverso backdoor e falle». Quindi è una minaccia: «Noi pensiamo che se l' Italia si affidasse a Huawei commetterebbe un grave errore, che minerebbe la vostra sicurezza e quella della Nato. Se l' Alleanza, a causa dei suoi Stati membri, non avesse un sistema di comunicazioni affidabile in tempi di conflitto, come potrebbe svolgere la sua missione di proteggere la sicurezza dei cittadini? Se l' interruttore fosse localizzato a Pechino, mettendola in condizione di spegnere a piacimento il sistema delle telecomunicazioni europee, ciò diventerebbe una minaccia non solo per la sicurezza dell' Italia, ma dell' intera Nato».
giuseppe conte scrocca un passaggio nella limousine di trump 2GIUSEPPE CONTE SCROCCA UN PASSAGGIO NELLA LIMOUSINE DI TRUMP 

Neanche la giustificazione economica regge: «Huawei offre prezzi bassi perché è sovvenzionata dallo Stato sul mercato interno e su quello internazionale, ma i suoi prodotti non sono affidabili come dice. Al principio la loro offerta può essere più economica, ma alla lunga il prezzo per la sicurezza e la privacy dei cittadini italiani e della Nato non vale questo risparmio iniziale». L' alternativa tecnologica esiste: «Huawei non ha mai realizzato un sistema 5G all' estero. Negli Usa invece stiamo già costruendo la nostra rete, con affidabili compagnie europee come Ericsson e Nokia, e americane».

20 Dicembre 2019

Fonte: qui

martedì 21 maggio 2019

CI METTIAMO LA ''CYBERSECURITY'' CINESE IN CASA

MENTRE TRUMP STRONCA HUAWEI, IL GOVERNO ITALIANO (CON IL SOTTOSEGRETARIO ALLA DIFESA TOFALO, M5S) FESTEGGIA L'INAUGURAZIONE A ROMA DEL ''CENTRO SULLA SICUREZZA CIBERNETICA'' DI ZTE, L'ALTRO COLOSSO CINESE COLPITO DALLE SANZIONI AMERICANE 
''ITALIA PRIMO PAESE EUROPEO, UN LABORATORIO PER AFFRONTARE LE MINACCE DEL FUTURO''. MA È LA CINA LA PRIMA MINACCIA DEL FUTURO… - IL VIDEO DI GIULIA POMPILI DEL ''FOGLIO''

L'INAUGURAZIONE DEL LABORATORIO DI CYBERSECURITY DI ZTE 

LE INSTAGRAM STORIES DI GIULIA POMPILI (GIORNALISTA DEL FOGLIO)


COSE MAI VISTE: CI METTIAMO LA ''CYBERSECURITY'' CINESE IN CASA - MENTRE TRUMP SCHIANTA HUAWEI

Dagonota - Mentre Trump schianta Huawei, appena boicottata anche da Google, il governo italiano (nella persona del sottosegretario alla Difesa Tofalo, del molto filocinese M5S) festeggia l'inaugurazione a Roma del ''Centro sulla Sicurezza Cibernetica'' di ZTE, l'altro colosso cinese colpito dalle sanzioni americane, un ''cugino'' di Huawei con simili profili di vicinanza al governo cinese.

angelo tofalo da zte a romaANGELO TOFALO DA ZTE A ROMA

''L'Italia è il primo paese europeo ad avere un laboratorio simile, per affrontare le minacce del futuro'', gongola il sottosegretario. Tutto bellissimo, se non fosse che è la Cina la prima minaccia del futuro…

Nelle stories di Giulia Pompili, giornalista del ''Foglio'' esperta di Asia (e già intimidita da un diplomatico dell'ambasciata cinese a Roma), si vede come questa azienda sia indipendente dal governo cinese. Nelle librerie troneggia un volume su Xi Jinping…

Ecco cosa scrive Angelo Tofalo, sottosegretario alla Difesa (M5S), sul suo profilo LinkedIn:

angelo tofalo da zte a romaANGELO TOFALO DA ZTE A ROMA

Questa mattina a Roma ho partecipato all’inaugurazione del primo Centro sulla sicurezza cibernetica di ZTE che sta facendo importanti investimenti in Italia.

le stories di giulia pompili da zte a roma 4LE STORIES DI GIULIA POMPILI DA ZTE A ROMA
Oggi, da rappresentante del Governo mi faccio portavoce della grande sensibilità che stiamo dedicando al tema della sicurezza cibernetica e quindi della sicurezza nazionale. È doveroso e ancor di più strategico per l’Italia collaborare e condividere questa sfida con i principali Stakeholders e affrontare sempre meglio le minacce del futuro.

Stiamo lavorando a interventi normativi per creare e rafforzare il perimetro di sicurezza nazionale, ampliare la Golden Power rendendola applicabile anche sulla tecnologia 5G, costituire i centri di certificazione e valutazione di hardware e software e allo stesso tempo aprendo nuove collaborazioni all’insegna della trasparenza.

Per questo è una grande opportunità che ZTE abbia scelto l’Italia come primo Paese europeo in cui aprire un cyber security lab.

le stories di giulia pompili da zte a roma 3LE STORIES DI GIULIA POMPILI DA ZTE A ROMA
A moderare gli interventi della giornata il Direttore Nicola Porro. Tra gli altri presenti Kun HU, President of Western Europe and CEO of ZTE Italia, Mr. Zhong Hong, responsabile della sicurezza di ZTE, l’On. Flavia Marzano, Assessore del Comune di Roma.

Fonte: qui

sabato 29 dicembre 2018

TRUMP VUOLE VIETARE L’UTILIZZO DI APPARECCHI PRODOTTI DALLE AZIENDE CINESI HUAWEI E ZTE ALLE AZIENDE AMERICANE



IN BALLO NON C’È SOLO IL FATTO CHE POTEREBBERO ESSERE UTILIZZATE PER SPIARE IN SEGRETO I CITTADINI USA, MA ANCHE E SOPRATTUTTO IL PREDOMINIO DELLA TECNOLOGIA 5G

Gabriele Porro per www.wired.it
donald trumpDONALD TRUMP

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta considerando l’ipotesi di emanare un ordine esecutivo che vieterebbe alle aziende americane l’utilizzo di apparecchiature prodotte dalle multinazionali cinesi Huawei e Zte.

Come riporta Reuters, la notizia sarebbe stata confermata da tre fonti che hanno familiarità con la situazione e riguarderebbe un ordine esecutivo che andrebbe a bloccare, per motivi di sicurezza nazionale, gli acquisti di apparecchiature di telecomunicazione cinesi.

La motivazione di questo passo sarebbe legata alla tesi, sostenuta da Trump, che Huawei e Zte lavorino per il governo cinese e che le loro attrezzature potrebbero essere utilizzate per spiare in segreto i cittadini americani.

zte huaweiZTE HUAWEI

Nonostante l’ordine non indichi direttamente il blocco dei prodotti di queste due società, una fonte anonima di Reuters ha affermato che i funzionari del commercio, invece, la interpreterebbero esattamente come un blocco finalizzato a limitare Huawei e Zte.

huaweiHUAWEI





Quest’ordine esecutivo, spiega Reuters, “invocherebbe l’International Emergency Economic Powers Act, una legge che conferisce al presidente l’autorità di regolare il commercio in risposta a un’emergenza nazionale che minaccia gli Stati Uniti”. Stati Uniti e Cina restano così bloccati in una continua guerra commerciale, che sconvolge i mercati globali.

Poiché l’ordine si concentrerebbe sugli acquisti effettuati dai corrieri americani, ciò avrebbe principalmente un impatto sulle torri cellulari e sui ripetitori piuttosto che sui telefoni acquistati da privati.
zte
Il problema di questo blocco forzato, quindi, riguarderà nel prossimo futuro i provider wireless statunitensi che, visto l’avvento del 5G, stanno cercando partner tecnologici e avevano trovato in Huawei e Zte dei possibili alleati.

Meng WanzhouMENG WANZHOU









Bloomberg riporta le parole del presidente di Huawei, Guo Ping, in un messaggio a clienti e dipendenti, pubblicato sulla pagina ufficiale della compagnia su WeChat (il Whatsapp cinese): “Il fatto che Huawei non partecipi ai vari mercati 5G è come una partita di Nba senza le star”.

Fonte: qui