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lunedì 23 dicembre 2019

CONGELATA LA LICENZA AMERICANA A LEONARDO-FINMECCANICA. IL MESSAGGIO DI POMPEO A CONTE È CHIARO: VOLETE FARE GLI AMICI DEI CINESI? E NOI VI CHIUDIAMO LA PORTA, PER EVITARE ''PASSAGGI DI TECNOLOGIA VERSO PECHINO''

ANCHE POST BREXIT LE COSE SI FANNO COMPLICATE PER L'INDUSTRIA MILITARE ITALIANA
Claudio Antonelli per ''La Verità''

I primi di ottobre Mike Pompeo, segretario di Stato a stelle e strisce, atterra a Roma.
mike pompeo e giuseppe conte 3MIKE POMPEO E GIUSEPPE CONTE 
Trascorre tre giorni nella capitale, incontra Sergio Mattarella, i vertici del governo, fa un salto in Vaticano e il quarto giorno si reca pure in Abruzzo, terra d' origine della sua famiglia. Una delle serate è dedicata alla cena di gala: rappresentanti dell' Ambasciata e delle grandi aziende tricolore comprese quelle della Difesa. Si discute di tanti temi. Dal futuro dell' Italia, al posizionamento di Roma dentro l' Ue, dentro la Nato e fuori la Nato.
Soprattutto verso la Cina.

Temi caldi 5G e cybersecurity. A distanza di qualche giorno il Dipartimento della Difesa Usa prende una decisione delicatissima. Decide di mettere in freezer e congelare la licenza di Leonardo per la commercializzazione degli elicotteri made by Boeing, chiamati in gergo tecnico Chinook 47 Er. La sigla sta per Extentend range. Per i non addetti ai lavori sono gli elicotteri che usano varie forze speciali in giro per il mondo. Gli stessi che la nostra Difesa aveva messo a budget per 500 milioni e poi sospeso alla fine del 2018.
luigi di maio xi jinpingLUIGI DI MAIO XI JINPING

L' eventuale acquisto dei quattro velivoli prevederebbe l' attività congiunta - sebbene a Filadelfia - di Boeing e Leonardo. Ora il dipartimento Usa ha sospeso questa possibilità e di fatto inibito all' azienda guidata da Alessandro Profumo di partecipare a quella super tecnologia. Le motivazioni sono altrettanto delicate come la scelta. Gli Usa avrebbero deciso di fare verifiche e accertare che non ci sia alcuna contaminazione tecnologia veros Pechino.

La partecipazione congiunta con Boeing tocca anche lo stabilimento di Pomigliano dove da anni c' è una linea dedicata al velivolo civile Dreamliner e dove in futuro Leonardo e i cinesi dovrebbero assemblare il Comac, un altro aereo passeggeri. Il tema più spinoso su cui gli Usa hanno acceso un faro riguarda però le attività di Piazza Montegrappa in Turchia dove da tempo c' è una stretta partnership relativa ai mezzi ad ala rotante. Le verifiche servirebbero ad escludere che sul suolo turco non possa esserci alcuna contaminazione a favore anche indiretto di Pechino.
alessandro profumo sabina ratti foto di bacco (2)ALESSANDRO PROFUMO SABINA RATTI FOTO DI BACCO 

La mossa Usa contro Leonardo ha però un sapere fortemente politico. Non solo perché arriva all' indomani della visita di Pompeo a Roma, ma anche perché serve a far sapere al governo giallorosso che qualunque avvicinamento alla Cina si muove secondo il principio dei vasi comunicanti. Un accordo con la Cina, sembrano dire gli Usa, porterà a una riduzione delle relazioni con gli Usa.

 Il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, i suoi sottoposti, il premier e chi rappresenta il Quirinale, non potranno dire di non essere stati avvisati. Se la Casaleggio & c, Beppe Grillo e Luigi Di Maio dovessero prendere decisioni - anche in autonomia - a favore del 5G o peggio per attività border line rispetto alla Nato, saranno tenuti a fare i conti con le conseguenze di là dall' Atlantico.

 La scelta di congelare la licenza richiama anche l' attenzione a quelle che saranno le scelte dell' industria della Difesa nel post Brexit. I nostri mercati diretti sono nell' ordine Uk, Usa e Polonia. Potremo cercare di crescere in Germania e bilanciare lo strapotere francese e continueremo ad avere il sostegno di Donald Trump.
mike pompeo luigi di maio 1MIKE POMPEO LUIGI DI MAIO
Seguire le sirene cinesi non sembra essere concesso. Il Dod, dipartimento della Difesa, non scherza. Come è il detto? Uomo avvisato...

Fonte: qui

WASHINGTON CHIAMA, ROMA RISPONDE E IL COPASIR INCALZA: “I CINESI VANNO ESTROMESSI DAL 5G”
NEL MIRINO HUAWEI E ZTE: SICUREZZA PIÙ IMPORTANTE DEL BUSINESS. LA REPLICA: ACCUSE MOTIVATE DA RAGIONI GEOPOLITICHE 
DAGLI STATI UNITI ARRIVA “APPREZZAMENTO” PER LA POSIZIONE ESPRESSA DAL COPASIR 
“LE LEGGI ESCLUDANO QUALSIASI COMPAGNIA NON AFFIDABILE”
Francesco Grignetti per “la Stampa”

giuseppe conte e donald trump al vertice nato di londra 1GIUSEPPE CONTE E DONALD TRUMP AL VERTICE NATO DI LONDRA 
I cinesi vanno estromessi dal 5G. Viene dal Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, l' ultimatum contro Huawei e Zte perché troppe sono le incognite per affidare il futuro sistema di comunicazioni a società cinesi che per forza di leggi sono tenute a cooperare con lo Stato.

Dopo un anno di audizioni a porte chiuse, arriva una Relazione che non fa sconti ai colossi asiatici. Ed è palese che mentre le società private non avrebbero voluto fare a meno di una partnership orientale che garantisce alta tecnologia a prezzi molto competitivi, è stata l' intelligence di casa nostra a bocciare i cinesi. «Le pur significative esigenze commerciali e di mercato - commenta il Copasir - che assumono un ruolo fondamentale in una economia aperta, non possono prevalere su quelle che attengono alla sicurezza nazionale».
giuseppe conte raffaele volpiGIUSEPPE CONTE RAFFAELE VOLPI

Da notare che la Relazione, non vincolante, è stata approvata all' unanimità dei suoi membri. E se da qualche mese a presiedere il Copasir è il leghista Raffaele Volpi, ex sottosegretario alla Difesa, per buona parte dell' anno era stato Lorenzo Guerini, Pd, attuale ministro della Difesa.

Segnala il Comitato che non ci sono soltanto le pressioni degli Stati Uniti contro Huawei, come anche le ultime deliberazioni molto critiche della Nato e della Commissione europea.
No, ci sono fondati sospetti che il fornitore di tecnologie possa impadronirsi con fin troppa facilità dei dati che attraverseranno la «sua» rete. E sebbene i rappresentanti di Huawei-Italia abbiano sottolineato che l' azienda è un soggetto autonomo e abbiano dichiarato «che non sussisterebbe una normativa interna che autorizzi entità, agenzie o strutture del Governo (la Cina, ndr) a indurre i produttori alla installazione di apparati software o hardware», il Comitato ha ricevuto valutazioni opposte da parte degli 007 italiani.
giuseppe conte e donald trump al vertice nato di londra 2GIUSEPPE CONTE E DONALD TRUMP AL VERTICE NATO DI LONDRA 

Sul punto cruciale non potrebbe esserci divergenza più profonda. «In Cina - scrive il Copasir - gli organi dello Stato e le stesse strutture di intelligence possono fare pieno affidamento sulla collaborazione di cittadini e imprese, e ciò sulla base di specifiche disposizioni legislative. La "National Security Law" obbliga, in via generale, cittadini e organizzazioni a fornire supporto e assistenza alle autorità di pubblica sicurezza militari e alle agenzie di intelligence.

Inoltre, con riferimento alla normativa sulle attività informatiche, la "Cyber Security Law" prevede che gli operatori di rete debbano fornire supporto agli organi di polizia e alle agenzie di intelligence».

Di contro, Huawei fa sapere che «fino ad ora non sono state fornite prove e che qualsiasi accusa contro di essa è motivata puramente da ragioni geopolitiche». Pure Zte, che non è stata audita, informalmente sostiene che dopo avere «aperto per primi un laboratorio di cybersicurezza in Italia», ha dato «concrete prove di indipendenza».

giuseppe conte scrocca un passaggio nella limousine di trumpGIUSEPPE CONTE SCROCCA UN PASSAGGIO NELLA LIMOUSINE DI TRUMP
C' è stato però un caso, scoperto solo di recente, che inquieta. Nel 2009, Vodafone-Italia scoprì che gli apparecchi Huawei avevano una falla nel software, una cosiddetta «backdoor». Huawei ha ridimensionato il tutto a una dimenticanza degli informatici. Vodafone, pur minimizzando i rischi, ha confermato che i tecnici sono riusciti con difficoltà a porre rimedio. «La vicenda, per quanto ridimensionata secondo quanto sostenuto dalle aziende, ha posto in evidenza la permeabilità dei sistemi, e la loro possibile infiltrazione».

xi jinpingXI JINPING
In definitiva, «il Comitato non può che ritenere in gran parte fondate le preoccupazioni circa l' ingresso delle aziende cinesi nelle attività di installazione, configurazione e mantenimento delle infrastrutture delle reti 5G».

Fare a meno di Huawei non avrebbe cointroindicazioni tecnologiche, ma economiche: rivolgersi ai concorrenti occidentali costerebbe circa 600 milioni di euro. Ma se le aziende cinesi possono sbaragliare la concorrenza, ciò accade per via della «posizione dominante e dai connessi profitti di cui questi operatori godono in Cina. Permettono di praticare offerte molto competitive».

Perciò il Copasir invita le autorità europee ad investigare sull' ipotesi di dumping.


GLI USA RILANCIANO: LE LEGGI ESCLUDANO QUALSIASI COMPAGNIA NON AFFIDABILE
Paolo Mastrolilli per "la Stampa"
luigi di maio xi jinpingLUIGI DI MAIO XI JINPING

Il decreto Conte sul «golden power» per difendere le infrastrutture digitali italiane dalle minacce straniere va bene, ma non basta. Gli Usa si aspettano la conferma definitiva da parte di Roma che le compagnie cinesi non costruiranno il nostro network 5G. Si capisce da questo commento al rapporto del Copasir, che una fonte autorevole del dipartimento di Stato ha rilasciato a La Stampa: «Noi parliamo in maniera franca con tutti i nostri amici, inclusa l' Italia.

luigi di maio xi jinpingLUIGI DI MAIO XI JINPING
Apprezziamo la collaborazione con i partner e gli alleati, per garantire la nostra sicurezza condivisa nel futuro del 5G». Queste frasi rappresentano un apprezzamento generale per la posizione espressa dal Copasir, ma la parte più importante della dichiarazione di Washington è quella che segue: «I Paesi, gli operatori delle telecomunicazioni e gli utenti dei network devono considerare la sicurezza, quando costruiscono le loro reti 5G.
luigi di maio xi jinpingLUIGI DI MAIO XI JINPING

Le misure nazionali devono essere scritte in maniera da prevenire che qualsiasi compagnia non affidabile, indipendentemente dall' origine nazionale, fornisca la tecnologia per il network». Quindi il decreto Conte è utile, ma al vertice Nato di Londra il presidente Trump aveva detto di aspettarsi che Roma non seguirà la strada di consegnarsi ai cinesi.

In vista della recente visita alla Casa Bianca del presidente Mattarella, un alto funzionario dell' amministrazione Usa aveva detto a La Stampa che «se l' Italia affiderà a Huawei il suo 5G minerà la propria sicurezza nazionale e quella della Nato». Washington non si era spinta fino a prospettare il blocco delle comunicazioni di intelligence con Roma, ma il messaggio era chiaro: «Un sistema 5G basato su fornitori non affidabili come Huawei o Zte metterebbe a rischio la sicurezza delle informazioni che ci scambiamo, ed è qualcosa che dovremmo decidere come gestire.

giuseppe conte e donald trump al vertice nato di londraGIUSEPPE CONTE E DONALD TRUMP AL VERTICE NATO DI LONDRA
Non pensiamo si arriverà a questo punto, ma è un rischio». Quindi era stato rivolto un appello diretto a Palazzo Chigi: «Siamo fiduciosi che un alleato come l' Italia e il suo governo faranno la scelta giusta. Il presidente Trump ha un' alta opinione del suo amico e premier Conte». La fonte dell' amministrazione aveva criticato l' origine del progetto cinese: «Huawei è interamente sostenuta dai finanziamenti del Partito comunista, e il suo stesso fondatore lavorava per gli apparati della sicurezza.

La loro tecnologia è costruita per avere un collegamento diretto con Pechino, attraverso backdoor e falle». Quindi è una minaccia: «Noi pensiamo che se l' Italia si affidasse a Huawei commetterebbe un grave errore, che minerebbe la vostra sicurezza e quella della Nato. Se l' Alleanza, a causa dei suoi Stati membri, non avesse un sistema di comunicazioni affidabile in tempi di conflitto, come potrebbe svolgere la sua missione di proteggere la sicurezza dei cittadini? Se l' interruttore fosse localizzato a Pechino, mettendola in condizione di spegnere a piacimento il sistema delle telecomunicazioni europee, ciò diventerebbe una minaccia non solo per la sicurezza dell' Italia, ma dell' intera Nato».
giuseppe conte scrocca un passaggio nella limousine di trump 2GIUSEPPE CONTE SCROCCA UN PASSAGGIO NELLA LIMOUSINE DI TRUMP 

Neanche la giustificazione economica regge: «Huawei offre prezzi bassi perché è sovvenzionata dallo Stato sul mercato interno e su quello internazionale, ma i suoi prodotti non sono affidabili come dice. Al principio la loro offerta può essere più economica, ma alla lunga il prezzo per la sicurezza e la privacy dei cittadini italiani e della Nato non vale questo risparmio iniziale». L' alternativa tecnologica esiste: «Huawei non ha mai realizzato un sistema 5G all' estero. Negli Usa invece stiamo già costruendo la nostra rete, con affidabili compagnie europee come Ericsson e Nokia, e americane».

20 Dicembre 2019

Fonte: qui

venerdì 15 novembre 2019

ITALIA E FRANCIA SONO ENTRAMBE AL LAVORO PER PROTEGGERE LE RETI, CHE CON L’AVVENTO DEL 5G DIVENTERANO NODI SEMPRE PIÙ CENTRALI E STRATEGICI DI INFORMAZIONI E DATI

LA CAMERA HA APPROVATO IL DECRETO CHE RAFFORZA IL GOLDEN POWER, MA NEL FRATTEMPO DI MAIO E CONTE FLIRTANO CON XI JINPING. 
IN FRANCIA PHILIPPE HA FIRMATO UN PATTO DI SICUREZZA INFORMATICA DI TRE ANNI CON OTTO SOCIETÀ E...
Le convergenze parallele di Italia e Francia su 5G e cyber security
Michele Pierri per www.formiche.net

IL CASO GOOGLE HUAWEI BY OSHOIL CASO GOOGLE HUAWEI BY OSHO
Procedono paralleli ma quasi in sincrono i progetti di Italia e Francia per proteggere le reti e i sistemi dei propri campioni nazionali e dei gangli vitali della nazione. Se la Camera ha approvato in via definitiva il decreto che istituisce il perimetro di sicurezza nazionale cibernetica e rafforza il Golden Power per il 5G, nella stessa giornata il governo francese ha firmato un patto di sicurezza informatica di tre anni con otto delle principali società del Paese.

xi jinping conteXI JINPING CONTE



LO SCENARIO
Le mosse italo-francesi, che rafforzano ulteriormente il quadro di misure già implementato con la direttiva europea Nis a supporto della infrastrutture critiche, giungono in momento delicato nel quale le minacce cyber aumentano esponenzialmente e, per questo, le principali nazioni del mondo intensificano gli accordi di sicurezza sulla scia dei recenti incidenti di hacking di alto profilo.
LA GUERRA DI DONALD TRUMP A HUAWEILA GUERRA DI DONALD TRUMP A HUAWEI






CHE COSA FA L’ITALIA
Il provvedimento introduce nuovi obblighi per soggetti pubblici e privati che saranno definiti con futuri Dpcm; un Centro di valutazione e certificazione nazionale (Cvcn) con poteri anche sulle forniture Ict; e un rafforzamento della normativa sui poteri speciali anche sul 5G. Una misura, questa, particolarmente apprezzata oltreoceano (l’inquilino della Casa Bianca Donald Trump l’ha elogiata durante la recente visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella), dove da tempo si chiede di aumentare il livello di attenzione sulle nuove reti e, in particolare, di tenervi fuori – per possibili rischi di spionaggio – i colossi cinesi che le forniscono, Huawei e Zte.
conte macronCONTE MACRON

Il decreto interviene anche sulle procedure di segnalazione degli incidenti su reti, sistemi informativi e sistemi informatici rientranti nel perimetro di sicurezza nazionale cibernetica: i relativi soggetti (amministrazioni pubbliche, nonché enti oppure operatori nazionali, pubblici e privati) devono notificare l’incidente al Gruppo di intervento per la sicurezza informatica in caso di incidente (Computer Security Incident Response Team, Csirt) italiano. Il Csirt – solo pochi giorni fa è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto recante disposizioni sull’organizzazione e il funzionamento dello stesso – procede poi a inoltrare tempestivamente tali notifiche al Dipartimento delle informazioni della sicurezza (Dis).

PROTEGGERE LA DIFESA
Per tamponare questa emergenza, invece, l’esecutivo transalpino, evidenzia Reuters, ha dichiarato di aver siglato un’intesa – per la quale non sono stati resi noti dettagli finanziari – con alcuni colossi nazionali del settore difesa: Airbus, Dassault Aviation, Thales, Safran, Ariane group, Mbda, Naval Group (possibile partner di Fincantieri in una futura joint venture sul militare) e Nexter.

PARIGI E LA CYBER SECURITY
GIUSEPPE CONTE DONALD TRUMPGIUSEPPE CONTE DONALD TRUMP
La misura francese è solo l’ultima in ordine di tempo a protezione dello spazio cyber francese. Formiche.net ha raccontato come quarantaquattro milioni di euro siano stati di recente impegnati in un primo edificio di oltre 11mila metri quadrati, realizzato secondo i più alti standard di sicurezza; un nuovo passo con il quale Parigi, nel cuore della Bretagna, a sud-ovest di Rennes, nel comune di Saint-Jacques-de-la-Lande, ha installato un nuovo centro all’avanguardia per il contrasto di cyber attacchi militari, ma anche civili.
La scelta del luogo dove posizionare il centro non è stata casuale. Nella regione c’è già uno dei distretti informatici più importanti al di fuori della ricca area della capitale.
macron conteMACRON CONTE

Nell’area sono insediate oggi più di 140 aziende, di grandi e piccole dimensioni (colossi come Orange e Thales, o giovani start-up innovative come Secure-IC), con un fatturato medio annuo di 2 milioni di euro. Si tratta di realtà che danno lavoro a 8mila dipendenti, aumentati del 50% negli ultimi due anni, ha scritto Les Echos. Il tutto affiancato da specifici corsi di studio per ingegneri informatici, come quelli a Vannes. A Rennes, invece, c’è un centro d’eccellenza cyber con ambizioni internazionali, nato nel 2014, che riunisce cinquanta attori tra accademia, grandes écoles, gruppi e Pmi, ma anche il ministero della Difesa e la regione bretone.
GIUSEPPE CONTE E DONALD TRUMPGIUSEPPE CONTE E DONALD TRUMP

I PROGETTI DELLA DIFESA
Di qui la scelta del dicastero guidato da Florence Parly di assegnare al progetto (nato sotto il precedente ministro Jean-Yves Le Drian) un budget di 130 milioni di euro fino al 2025, una cifra che consentirà la costruzione di altri due edifici all’interno di questo nuovo comprensorio militare. Saranno circa quattrocento i cyber soldati che gradualmente lavoreranno nell’edificio appena inaugurato, chiamato ‘Comandante Baudouin’, dal nome di uno specialista in crittografia durante le due guerre mondiali. Il loro numero è destinato a raddoppiare nel giro di 5 anni.
GOOGLE ANDROID VS HUAWEIGOOGLE ANDROID VS HUAWEI

Secondo le autorità transalpine, il centro di Rennes servirà prevalentemente a pianificare e condurre operazioni nello spazio cibernetico. E sarà collegato – come nel modello israeliano – al polo locale, la citata Cyberdefense Factory, che oltre ad essere attrattiva per le imprese sarà animato dal comando militare della cyber defence (Comcyber), creato nel 2017 e guidato oggi dal generale di divisione aerea Didier Tisseyre.

UN RISCHIO ELEVATO
THOMAS MIAO CON VIRGINIA RAGGITHOMAS MIAO CON VIRGINIA RAGGI
La difesa delle aziende nazionali da parte di attori sempre più aggressivi è uno dei temi che impegna di più i servizi di intelligence nazionali di ogni Paese occidentale e anche la Francia di Emmanuel Macron. È di settembre la notizia secondo la quale il gigante aerospaziale europeo Airbus (da poco insediatosi a Rennes) sarebbe stato colpito da una serie di attacchi da parte di hacker che hanno preso di mira i suoi fornitori per cercare di segreti tecnici.

TRA TECNOLOGIA E PROTEZIONE
conte macronCONTE MACRON
Si basa su questo tipo di allarmi, si è evidenziato su queste colonne, la decisione di investire in nuove misure cyber e di dotare il Sisse (acronimo di Servizio di informazione strategica e sicurezza economica) di un “Commissario per il Digitale” (in inglese si definirebbe un Chief Digital Officer) e di poteri più penetranti in materia di sicurezza economica. A questo obiettivo è votata la nuova missione dell’organo: quella di “anticipare la rilevazione di allarmi per gli interessi economici della nazione” attraverso l’uso dei Big Data e dell’Intelligenza artificiale. Il Sisse analizzerà una “massiccia quantità di dati” sulle aziende straniere intente ad acquistare, in parte o per intero, le start-up francesi. E lo farà anche in cooperazione con il mondo imprenditoriale d’Oltralpe. Fonte: qui

lunedì 17 giugno 2019

Le città connesse saranno sabotabili: chi non protegge i nostri dati e perché

Per ora la città più intelligente è Singapore. Le auto sono già in rete con i sistemi di pagamento, le società autostradali e la municipalità che gestisce i parcheggi. A bordo lettori ottici e microchip leggono gli accessi. L’amministrazione sa tutto e invia le multe in caso di infrazioni. Fra cinque anni, nelle nostre città, la tecnologia 5G moltiplicherà per 10 il modello Singapore. Un mondo efficientissimo, con un drammatico problema parallelo: la cybersicurezza.

Cosa cambia con la tecnologia 5G
Parliamo di una rete in grado di trasmettere in tempo reale immense quantità di dati, e che si sta sviluppando in tutte le aree economicamente avanzate del mondo grazie agli enormi investimenti delle compagnie telefoniche. Nella pratica funzionerà così: milioni di chilometri di fibra e migliaia di piccole antenne installate ovunque connetteranno tutti gli oggetti dotati di sensori, fino a un milione per chilometro quadrato. La rete trasmetterà i dati dei sensori ad un gigantesco datacenter, fisicamente collocato nelle immediate vicinanze della città che gestisce. Gli algoritmi di intelligenza artificiale elaborano i dati e ordinano «cosa fare» ai dispositivi installati su tutta la rete, e a i settori di competenza. Tutto questo in tempo reale.


L’algoritmo non spreca risorse

Esempi: i sensori dei semafori rileveranno i flussi di traffico sull’intera rete stradale, e la polizia municipale, con il tempo di un «clic», potrà decidere come indirizzarli o la durata del segnale «verde». Il trasporto pubblico: i convogli della metropolitana, le corse degli autobus e tram verranno potenziati, o modificati i percorsi, a seconda di quanti passeggeri si stanno muovendo e verso quale direzione. La nettezza urbana? Il comune potrà sapere la quantità di rifiuti che si stanno accumulando, per edificio e per quartiere, e quindi aumentare o diminuire la raccolta. Lo stesso varrà per l’illuminazione urbana: più elevata o più bassa, a seconda della necessità; idem per l’erogazione del gas e del riscaldamento. Gli ospedali? I dati dei pazienti saranno totalmente digitalizzati, i reparti interconnessi. I medici saranno in grado di ricevere dalle ambulanze le prime analisi e immagini ad alta risoluzione in caso di urgenze. Sofisticati sistemi di video sorveglianza tramite l’utilizzo di droni consentiranno alla polizia di monitorare situazioni complesse e intervenire in modo mirato e in tempo reale. Le aziende dotate di sensori e di robot su cui girano algoritmi di intelligenza artificiale razionalizzeranno i processi produttivi e i costi. E via così, fino alle serrature di casa e gli apparecchi che ci stanno dentro: dal riscaldamento, alla tv, al frigorifero. Un sistema che rende il servizio più efficiente, non spreca risorse, e genera risparmi.
Una competizione globale
Il 5G è uno standard mobile, ma per portarci davvero nel futuro s’interconnetterà anche con la rete fissa grazie ai cavi a fibra ottica. Per implementare la banda larga ultra veloce fino all’ultimo miglio, cioè nelle case, servono miliardi di chilometri di fibra. Sette dollari a chilometro, è il prezzo medio in Europa e Stati Uniti. Quest’anno ne sono stati installati oltre 560 milioni: più 34% rispetto alle aspettative degli analisti. Un boom trainato della Cina, che vende fibra e tutto l’apparato mobile a prezzi molto più bassi rispetto ai concorrenti, grazie ad economie di scala che gli altri non hanno. Nel 2018 hanno intermediato più della metà della domanda globale di fibra ottica. Fili sottili come un capello, su cui viaggiano i dati Internet. Cinque dei primi sette operatori al mondo hanno insegne in mandarino e ricavi da capogiro: Hengtong, Futong, Fiber Home, Ztt, Yofc. Qualcuno parla di dumping per il loro arrivo su larga scala in Europa, dove è leader l’italiana Prysmian, che in pochi anni ha comprato tecnologia e brevetti da Nokia, Philips, Alcatel e Pirelli, e oggi si difende dalla competizione come può.



È possibile sabotare una città?

Al netto della guerra industriale, resta il grande problema dell’accesso fraudolento ai dati. Al mega server centrale delle amministrazioni pubbliche, come ai più piccoli, vicini agli apparati di connessione, si potrebbe arrivare attraverso «porte» nascoste dentro le antenne, router, sensori, e bloccare la mobilità, interrompere l’erogazione di energia elettrica o copiare tutte le cartelle cliniche. In che modo? Infettando l’infrastrtuttura con un virus, o entrandoci direttamente attraverso un punto di vulnerabilità, prendendone così il comando. In teoria quindi, oltre alle compagnie telefoniche che gestiscono la rete, potrebbero accedere tutti i produttori di questi apparati: Zte, Ericsson, Nokia networks, Cisco. Il fornitore più competitivo è la cinese Huawei, che potrebbe entrare per fare manutenzione da remoto, e avere porte di accesso non visibili neanche a Tim e Vodafone(qui l’inchiesta di Dataroom). Il gruppo si è graniticamente difeso sostenendo di non avere mai concepito «backdoor» neanche se a chiederglielo fosse il governo cinese. Vale la pena di rilevare che nel comitato strategico di indirizzo Huawei ha tre componenti del partito comunista, ed è complicato sostenere che non possano influenzare le politiche dell’azienda.
Dalle mafie alle intelligence estere
In Italia, nel 2018, le denunce di attacchi informatici alla Polizia postale sono aumentate del 318% rispetto all’anno precedente. Parliamo di cybercrime ormai dominato dalle mafie e grandi organizzazioni criminali, che attraverso gli attacchi movimentano enormi giri d’affari, in parte poi reinvestiti nella ricerca di virus sempre più sofisticati, in tecniche di ricostruzione delle fisionomie e delle personalità sulla base dei dati. Su un altro piano, quello dello spionaggio geopolitico, industriale e furto di proprietà industriale, si muovono gli Stati sovrani e i regimi dittatoriali, con investimenti massicci e il supporto dei sistemi di intelligence. E sono proprio le intelligence estere ostili da temere, in una guerra che non è solo commerciale.



Chi deve proteggere i dati
Con il 5G, il Wi-Fi pubblico sarà connesso con milioni di oggetti intelligenti. Come fare per blindare tutti questi dati? Secondo gli esperti delle forze di polizia e servizi di intelligence, per non esporci a minacce (americane, cinesi o mafiose che siano), la strada obbligata è una sola: 1) acquisire la proprietà della rete che trasporta i nostri dati strategici; 2) utilizzare una tecnologia certificata da uno staff competente; 3) evitare di comprare prodotti da Paesi che fanno politiche ostili. Un router «infedele» viene venduto per fare un’attività, ma ne fa anche un’altra: sdoppia il segnale e lo manda dove decide lui. Certo, tutto questo ha un costo, ma enormemente inferiore all’esposizione dei rischi, e poi la società proprietaria della rete la quoti in borsa. Gli inglesi hanno una base di intelligence che si occupa solo di tecnologia strategica, e assumono ogni anno 200 informatici con phd in matematica che «setacciano» i fornitori di tutti i componenti. Oggi in Italia non sono previsti fondi per il reclutamento delle competenze necessarie a proteggere le nostre amministrazioni pubbliche da possibili attacchi. Nel nostro Paese, un laboratorio sulla cyber-security lo sta avviando l’altra grande produttrice cinese di apparati, Zte. Garantisce di mettere a disposizione la revisione del codice sorgente sui suoi prodotti. E a noi va bene così. 

Fonte: IlCorriere

sabato 25 maggio 2019

Il 5G disturba le previsioni meteo?

Questa settimana ci sono stati numerosi articoli sui media riguardo a una grave minaccia alla previsione meteorologica: la vendita dello spettro elettromagnetico per il nuovo servizio di telefonia cellulare 5G.   Il problema è che alcune delle lunghezze d'onda messe all'asta per il 5G sono fondamentali per una classe importante di satelliti meteorologici, con segnali 5G che potenzialmente minano la nostra capacità di prevedere il tempo.


Attualmente, le tecnologie dei telefoni cellulari 4G forniscono circa 100 megabit al secondo (100 milioni di bit al secondo) di velocità di comunicazione, mentre il servizio 5G proposto potrebbe raggiungere 10 gigabit al secondo (10 miliardi di bit al secondo). Il download di filmati e animazioni sarebbe molto più rapido, con connessioni cablate che diventano meno importanti per la maggior parte degli usi.
Ma per raggiungere questo tipo di servizio è necessaria una più ampia autostrada di comunicazione, il che significa l'uso di più dello  spettro elettromagnetico .    L'energia elettromagnetica, come radio, microonde e luce visibile, è caratterizzata da intervalli di lunghezza d'onda e frequenza. L'uso di queste lunghezze d'onda è controllato dal nostro governo, che può mettere all'asta determinate bande di frequenza / lunghezza d'onda.
Tra lo spettro recentemente messo all'asta dalla FCC per 5G c'è una banda di frequenze vicino a 24 GHz (GHz è gigahertz, o un miliardo di cicli al secondo). Sfortunatamente, questo è vicino a 23,8 GHz, una frequenza in cui il vapore acqueo emette radiazioni a microonde e che viene utilizzato dai satelliti meteorologici per determinare le proprietà tridimensionali dell'atmosfera.  E questa informazione è molto importante per fornire la descrizione dell'atmosfera che è richiesta per la previsione numerica del tempo.
Perché le informazioni meteorologiche sui satelliti sono importanti per la previsione numerica del tempo
La previsione numerica del tempo, il fondamento di tutte le previsioni meteorologiche, dipende dall'assicurare una descrizione completa e tridimensionale di quell'atmosfera, nota come  inizializzazione . Migliore è l'inizializzazione, migliore è la previsione.
Uno dei motivi principali per cui le previsioni meteorologiche numeriche moderne sono diventate così buone è che i satelliti meteorologici ora forniscono dati 3D su tutto il pianeta. Anche oltre gli oceani remoti e le regioni polari. Circa il 95% del volume totale di informazioni meteorologiche proviene ora dai satelliti meteorologici.
Prima dei satelliti meteorologici, le radiosonde erano la principale fonte di informazioni meteorologiche sopra la superficie
E la fonte più importante di informazioni meteorologiche proviene da una collezione di satelliti che contengono  sirene a microonde.  Questi satelliti osservano la terra rilevando la radiazione a microonde emessa dal vapore acqueo, dall'acqua liquida, dal ghiaccio e dalla superficie.
La quantità di radiazioni emesse può essere correlata alla temperatura. E diverse lunghezze d'onda / frequenze rivelano le condizioni a diversi livelli dell'atmosfera. Per dirla in altro modo, rilevando le emissioni a varie lunghezze d'onda, si può garantire un profilo delle temperature a vari livelli nell'atmosfera. Un po 'come avere radiosondes (osservazioni meteorologiche lanciate da palloni) ovunque.  Informazioni molto preziose
L'unità sirena a microonde sul satellite AMSU-A

Qual è il più prezioso di tutte le osservazioni satellitari?

Satelliti con sirene a microonde come AMSU-A (vedi sotto). La piattaforma ALONE ha contribuito a una riduzione del 17% dell'errore previsto nel modello globale del Centro europeo (il migliore del mondo)
AMSU A guarda l'atmosfera in 15 bande o canali di lunghezza d'onda / frequenza  , compreso il rilevamento dell'atmosfera a lunghezze d'onda che il vapore acqueo atmosferico ha picchi di emissione (vedi sotto).
Il canale 1 è a 23,8 GHz. Il problema è che la FCC ha venduto 24 GHz, che è molto vicino a 23,6 GHz.   E se i trasmettitori 5G non sono di alta qualità, con scarsa diffusione alle frequenze vicine, potrebbero interferire con i satelliti meteorologici a microonde.
Perché? Perché i satelliti meteorologici hanno ricevitori molto sensibili perché stanno cercando di percepire le deboli emissioni di microonde del vapore acqueo atmosferico. Questi sensori potrebbero essere travolti dalla TRASMISSIONE attiva nelle lunghezze d'onda vicine da migliaia di trasmissioni di celle cellulari 5G o altre fonti.
E il problema è anche peggio di quello . La FCC sta pianificando di mettere all'asta più lunghezze d'onda / frequenze, alcune delle quali sono vicine ad altre bande di lunghezza d'onda / frequenza utilizzate dai satelliti meteorologici.
Il potenziale danno alla previsione numerica degli Stati Uniti e di tutto il mondo interferendo con la banda a 23,8 GHz è certamente reale, ma difficile da quantificare esattamente. 
Innanzitutto, dipenderà dalle caratteristiche dei trasmettitori 5G  e fino a che punto contamineranno le bande di osservazione meteorologiche vicine.
Secondo, dipende da quante bande di lunghezze d'onda sarebbero interessate.
In terzo luogo, la copertura del telefono cellulare non include l'intero pianeta.   Un'analisi suggerisce che solo il 34% della superficie terrestre ha una copertura cellulare, suggerendo che circa il 90% del pianeta sarebbe privo di interferenze (il 71% della superficie terrestre è coperta dall'acqua). Ma se i piani per stabilire il satellite basato su satellite sulle navi commerciali e sull'aviazione si realizzeranno, il problema sarebbe molto peggiore.
NOAA, NASA e US Navy sono piuttosto preoccupati per questo problema, con la Marina che scrive una  forte dichiarazione del potenziale danno. Giovedì, l'amministratore di NOAA Neil Jacobs ha avvertito di una potenziale perdita di 1/3 delle attuali abilità di previsione. Questi avvertimenti devono essere presi sul serio.
La chiave ora è avere uno stretto coordinamento tra FCC e NOAA / NASA / DOD, così come altri attori internazionali, per garantire che gli spettri vicini alle frequenze di osservazione del tempo non vengano utilizzati e, se ci sono, investimenti in trasmettitori di alta qualità , con filtri efficaci, sono richiesti dalla legge. 
L'abilità di previsione migliorata derivata dai satelliti meteorologici ha avuto un enorme impatto positivo sul salvataggio di vite e proprietà e sulla promozione della crescita economica. Devono essere intraprese azioni ragionevoli per proteggere il valore delle osservazioni meteorologiche dallo spazio.
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