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giovedì 23 luglio 2020

COLLASSO SISTEMICO: IL 65% DEGLI HOTEL RISCHIA DI CHIUDERE ENTRO L’ANNO!


L’IMPATTO SULL’OCCUPAZIONE SAREBBE ENORME, CON 1 MILIONE DI POSTI DI LAVORO PERSI: LE STIME HORROR DI PWC ITALIA

PER RECUPERARE I VOLUMI TURISTICI DELL’ANNO SCORSO CI VORRANNO ALMENO DUE-TRE ANNI.

NEL FRATTEMPO  4 ALBERGHI SU DIECI PREFERISCONO RIMANERE CHIUSI.

CITTÀ D’ARTE E LOCALITÀ TURISTICHE SONO DESERTE E RISCHIANO IL COLLASSO…

Amalia Angotti per www.ansa.it

 

emergenza coronavirus turista a piazza di spagna a romaEMERGENZA CORONAVIRUS TURISTA A PIAZZA DI SPAGNA A ROMA

Il turismo è il settore più colpito dalla pandemia: il 65% degli hotel e dei ristoranti rischia di chiudere entro l'anno, con un possibile impatto occupazionale di circa 1 milione di posti di lavoro. Il pieno recupero dei volumi del 2019 è atteso non prima del 2022-2023.

 

Sulla base di questo studio Pwc Italia indica, al terzo Digital Event della piattaforma 'Italia 2021 - Competenze per riavviare il futuro', dieci priorità per il rilancio del comparto: aumentare la resilienza dei modelli di business; dedicare incentivi adeguati al settore; fare leva sulla digitalizzazione per un'esperienza di viaggio sempre più personalizzata; ampliare e riqualificare l'offerta turistica; prevedere interventi infrastrutturali e di trasporto; investire nella formazione professionale; superare la frammentazione del settore; accelerare la definizione di un'offerta turistica sostenibile; rendere più efficace la comunicazione delle attrazioni e del brand Italia e cogliere il potenziale delle tecnologie digitali.

protesta dei commercianti in piazza san pietro 7PROTESTA DEI COMMERCIANTI IN PIAZZA SAN PIETRO

 

Istituzioni, aziende e operatori concordano sul fatto che le infrastrutture digitali e materiali giocheranno un ruolo fondamentale per sostenere il turismo. "Le grandi crisi aprono opportunità. Possiamo ricostruire un turismo di grandi numeri in Italia, ma sostenibile e rispettoso della fragilità del nostro paesaggio, del patrimonio artistico. Non un turismo 'mordi e fuggi', ma colto, intelligente e con capacità di spesa.

 

dario franceschini con la mascherina 2DARIO FRANCESCHINI CON LA MASCHERINA

Bisogna investire in infrastrutture, digitali e materiali", afferma Dario Franceschini, ministro di beni culturali e turismo. "Il digitale sta giocando un ruolo fondamentale nella fase pandemica e del rilancio, soprattutto nell'ambito della comunicazione turistica. In una logica di sistema Paese può aiutare a superare i limiti derivanti dalla frammentazione del nostro sistema ricettivo", osserva Stefano Bravo, partner PwC Italia e Consumer Markets Leader.

 

BERNABO' BOCCA FEDERALBERGHIBERNABO' BOCCA FEDERALBERGHI

"La situazione è grave, ma sono convinto che la ripresa ci sarà già nel 2021, anche se non ci permetterà di recuperare le perdite di quest'anno. Finora ha aperto il 60% degli alberghi, un ulteriore 20% nelle città d'arte aprirà a settembre, il 20% non riaprirà", spiega Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, mentre Beniamino Maltese, vice presidente e cfo del Gruppo Costa, rivolge un appello al governo perché si facciano ripartire le crociere.

 

"L'Italia - ricorda - detiene il primato in Europa nel settore ed è il paese che trae i maggiori benefici dalle navi da crociera e dalle attività economiche collegate, come la cantieristica". "Quello che serve al turismo serve all'industria italiana tutta per ripartire. E' necessario sburocratizzare, ma bisogna anche intervenire sul fisco che è insopportabile e ci penalizza", osserva Marina Lalli, presidente di Federturismo Confindustria.

protesta dei commercianti in piazza san pietro 4PROTESTA DEI COMMERCIANTI IN PIAZZA SAN PIETRO

 

Concorda Gabriele Burgio, presidente e ad di Alpitour, che chiede al pubblico "chiarezza, uniformità delle norme, altrimenti diventa difficile investire. In Italia sono aumentati i prezzi, dobbiamo alzare il livello di qualità e il pubblico può fare molto in questo senso". Con una critica: "Dedichiamo il 90% del tempo alle analisi, l'1% scarso alle proposte vere. Ed è urgente intervenire".


Fonte: qui

mercoledì 17 giugno 2020

VENEZIA: IL VIRUS DELLA BUROCRAZIA E' INCURABILE

A VENEZIA È STATO CHIUSO UN SUPERMERCATO PER MANCATO RISPETTO DELLA DISTANZA FRA CLIENTI E CASSIERA: ERANO 80 CENTIMETRI INVECE CHE UN METRO

NELL’ESERCIZIO COMMERCIALE ERA STATO INSTALLATO ANCHE UN PLEXIGLASS DI PROTEZIONE, MA LA POLIZIA LOCALE È STATA INFLESSIBILE.

MA SUGLI ASSEMBRAMENTI IN GIRO PER LE CITTÀ SILENZIO ASSOLUTO…

Da www.ilgazzettino.it

il conad di mira (venezia) chiuso per mancato distanziamento 1IL CONAD DI MIRA (VENEZIA) CHIUSO PER MANCATO DISTANZIAMENTO

 

 

Sigilli al supermercato Conad del centro commerciale Vittoria: 5 giorni di chiusura forzata a seguito di una ispezione della polizia locale di Mira per le norme anti-Covid. I controlli furono a marzo: gli agenti verificarono i mancati rispetti della distanza  fraclienti e una cassiera: erano 80 centimetri e non il canonico metro.

 

il conad di mira (venezia) chiuso per mancato distanziamento 2IL CONAD DI MIRA (VENEZIA) CHIUSO PER MANCATO DISTANZIAMENTO

Nonostante i chiarimenti degli esercenti, la famiglia Marzola, è arrivato il provvedimento. E davanti  alla cassiera avevano anche installato un plexiglass di protezione. Inflessibile la polizia locale l'accertamento e  così, ieri mattina 14 giugno, è apparso un cartello all'ingresso del supermercato posto dai carabinieri di Mira.

il conad di mira (venezia) chiuso per mancato distanziamentoIL CONAD DI MIRA (VENEZIA) CHIUSO PER MANCATO DISTANZIAMENTO

 

Il supermercato che si trova al centro commerciale Vittoria  è in chiusura provvisoria su disposizione del Prefetto di Venezia fino a mercoledì 17 compreso.


Fonte: qui

martedì 12 maggio 2020

IL CENTRO DI ROMA È TAPPEZZATO DI CARTELLI CONTRO IL GOVERNO, CHE NON STA FACENDO ABBASTANZA PER IMPEDIRE CHE MIGLIAIA DI PERSONE RIMANGANO SENZA LAVORO

“SENZA AIUTI NON POSSIAMO RIAPRIRE” 
TRA VIA DEL CORSO, VIA DEL BABUINO E VIA RIPETTA È TUTTA UNA SFILATA DI CARTELLI "AFFITTASI/VENDESI" E SARACINESCHE CHE RIMARRANNO ABBASSATE ANCHE NELLA FASE TRE 
IN QUESTE CONDIZIONI IN MOLTI NON RIAPRIRANNO PIÙ…

Roma, nei negozi del centro spuntano cartelli: in molti rischiano di dover chiudere per il coronavirus


Flavia Amabile per www.lastampa.it

Gualtieri ConteGUALTIERI CONTE

Il 18 maggio i commercianti dovrebbero avere la possibilità di riaprire ma in tanti si sono arresi di fronte ai costi e alle nuove regole che non permettono più di avere guadagni. Tra via del Corso, via del Babuino e altre strade del centro la sfilata di cartelli "vendesi" e "affittasi" e di saracinesche che rimarranno abbassate .

domenica 10 maggio 2020

CONFCOMMERCIO LANCIA L’ALLARME: "IL 20% DI PICCOLE IMPRESE NON RIAPRIRÀ"

DOPO IL SUICIDIO DELL'IMPRENDITORE NAPOLETANO CRESCONO LE PREOCCUPAZIONI PER LE MICRO-IMPRESE. A RISCHIO ALMENO 60 MILA RISTORANTI E BAR- 
IL MINISTRO PATUANELLI PUNTA IL DITRO CONTRO ALCUNI ISTITUTI DI CREDITO MENTRE INPS E REGIONI…
Marco Patucchi per “la Repubblica”

«Qui su 22 mila esercizi, almeno 3700 non rialzeranno mai le saracinesche», dice Marco Barbieri che guida Confcommercio Milano.

piccole impresePICCOLE IMPRESE
«Qui moltissimi le riabbasseranno subito dopo il 18 aprile» prevede David Sermoneta, presidente di Confcommercio Centro Roma. Mentre il bollettino quotidiano degli infetti e dei decessi sembra aver aggirato la boa verso la normalità, è partito un altro angoscioso conteggio. I numeri delle vittime collaterali dell' emergenza Covid. Cifre che corrispondono non solo ad aziende, negozi, botteghe artigianali. Ma persone. Vite.

Che si possono anche spezzare, come ci ha ricordato crudamente, mercoledì, il suicidio dell' imprenditore napoletano. Perché se le grandi fabbriche si stanno faticosamente rimettendo in moto, le micro-imprese invece respirano a stento con il poco ossigeno in arrivo dallo Stato. Sono quelle, come hanno ricordato su queste pagine Tito Boeri e Roberto Perotti, con meno di 5 addetti, che contano per un quarto del lavoro dipendente, ma per il 40% dei lavoratori rimasti a casa dopo il 4 maggio.

piccole impresePICCOLE IMPRESE
Misure pubbliche generose, come la cassa integrazione in deroga o i finanziamenti garantiti (e presto, si spera, a fondo perduto), incagliate però nelle lentezze della burocrazia e nell' endemica diffidenza delle banche. Se ne è accorto anche il ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli: «Alcuni istituti di credito non stanno collaborando come dovrebbero e potrebbero ». Mentre Inps e Regioni si rimpallano le accuse di inefficienza sugli ammortizzatori sociali.

imprese creditoIMPRESE CREDITO
Sempre secondo Confcommercio, il 55% delle imprese del terziario di Milano, Lodi, Monza e Brianza, uno dei cuori dell' economia italiana, ha chiesto la cassa integrazione, ma il 95% dei dipendenti non ha ancora visto un euro. «Al momento non rileviamo alterazioni significative della nati-mortalità delle imprese italiane», dice il segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli. E probabilmente è proprio per quel filo di ossigeno pubblico che le sta tenendo artificialmente in vita. Ma il rischio è di un' illusione ottica. Come teme il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, prevedendo «la chiusura definitiva di 60 mila imprese tra ristoranti e bar».

Una su cinque considerando che il totale dei pubblici esercizi rappresentati da Fipe-Confcommercio è intorno ai 300 mila. E come raccontano altri numeri: Confartigianato stima un crollo del 57% (37,7 miliardi) dei fatturati del settore a marzo, che diventa -71% in aprile. Cna, l' altra associazione degli artigiani, prevede ricavi quasi dimezzati (-42%) nel 2020, con punte del -66,3% nel turismo, -56,7% per la moda e -54% per il commercio. Le associazioni provano a sostenere i loro rappresentati con il pressing sul governo e con la tradizionale assistenza tecnica (fisco, burocrazia, normative).

imprese creditoIMPRESE CREDITO
Ma ormai, come in ogni guerra che si rispetti, serve anche il sostegno psicologico dei combattenti: «Nel 2014, dopo il suicidio di un commerciante in città - racconta Alberto Bertolotti, presidente di Confcommercio Cagliari e titolare di alcuni esercizi - pensammo di attivare uno sportello di consultazione psicologica. Abbiamo ripreso in mano e reso operativo quel progetto un mese fa: fino ad ora due psicologi hanno avviato una decina di terapie, prevalentemente per ansia del futuro economico, panico da isolamento, problemi relazionali in famiglia.

Sono casi di piccoli imprenditori che hanno messo su un negozio, una piccola azienda, una start up. Spesso ex lavoratori dipendenti che assumono altri lavoratori condividendo fatica e preoccupazioni. Magari guadagnando, in certi casi, meno dei collaboratori stessi. Sono sfide imprenditoriali totalizzanti - dice Bertolotti - quindi ora che tutto si ferma senza un futuro, sono sopraffatti dal peso delle responsabilità verso la famiglia e verso i dipendenti. Crolla l' autostima.

giuseppe conte patuanelliGIUSEPPE CONTE PATUANELLI
Si spezza qualcosa. E c' è chi non ce la fa a rialzare la testa». Fumagalli ricorda che nel 2009, nel pieno della recessione, Cna attivò sportelli di assistenza psicologica: «Questa volta i nostri uffici sono rimasti sempre attivi, ovviamente online, e i nostri 10 mila addetti non hanno mai fatto mancare il loro supporto agli iscritti»

Fonte: qui

GLI ITALIANI NON HANNO BISOGNO DI DECRETI E DE-CRETINI CON LA POCHETTE CHE VANNO IN TV: HANNO BISOGNO DI SOLDI, SOLDI, SOLDI 
A ROMA CODE AL MONTE DEI PEGNI PER VENDERE QUELLO CHE E' RIMASTO DI VALORE: “SONO MESI CHE NON LAVORO, NON SO DOVE VADO A FINIRE” 
“IO SONO PENSIONATO E HO DATO IN PEGNO I RICORDI DELLA COMUNIONE DI MIA FIGLIA” RACCONTA UN UOMO, MENTRE MARITO E MOGLIE MOSTRANO LE MANI NUDE: “NON ABBIAMO NEANCHE PIÙ LE NOSTRE FEDI” 

Antonio Crispino per corriere.it

monte dei pegni romaMONTE DEI PEGNI ROMA
«Questo ciondolo mi è molto caro, è stato realizzato su un disegno particolare da un mio amico gioielliere» racconta una signora appena uscita dalla sala stime del Monte della Pietà di Roma. Come lei, decine di altre persone sono in fila per entrare. Aspettano incolonnate in piazza del Monte della Pietà in un ordinato silenzio. Gli ingressi sono contingentati a causa delle norme di sicurezza per il coronavirus ma chi aspetta il turno per poter impegnare un oggetto personale di valore è aumentato negli ultimi giorni proprio a causa delle chiusure prolungate.

La scadenza delle polizze di credito sospese durante i mesi del lockdown dall'istituto di credito Affide - leader nel settore in Italia e in Europa -, concorre a creare l'affollamento.
monte dei pegniMONTE DEI PEGNI
«Sono due mesi che non lavoro, ero dipendente in un bar che solo pochi giorni fa ha riaperto - racconta un ragazzo sulla trentina che aspetta la madre all'ingresso -. Lei ha impegnato una catenina, un ricordo di mio padre e io non so dove vado a finire». Come lui, tante altre persone sull'orlo della disperazione: «Io sono pensionato e ho dato in pegno i ricordi della comunione di mia figlia» racconta un uomo, mentre marito e moglie mostrano le mani nude: «Non abbiamo neanche più le nostre fedi».

Un'altra signora si commuove mentre racconta di aver appena depositato i ricordi di una vita: «Sono regali del mio povero marito» poi le si spezza la voce, si scusa e ritorna a fare la fila. Fonte: qui

sabato 2 maggio 2020

Perché la carenza di carne sarà molto peggio di quanto la maggior parte degli americani preveda

Molti americani sono rimasti assolutamente scioccati dalle carenze di carne che hanno iniziato a verificarsi in tutta la nazione, ma ciò che la maggior parte di loro non capisce è che il peggio deve ancora venire.   Sempre più lavoratori si ammalano, più impianti di lavorazione continuano a chiudere e Time Magazine ora avverte che la carenza di carne  "potrebbe durare per mesi" . E anche se la carne è disponibile nel tuo negozio di alimentari locale, potresti essere limitato a uno o due di un particolare articolo per ogni viaggio. Per coloro che non hanno familiarità con il concetto, questo è ciò che è noto come "razionamento". 
E anche se il presidente Trump ha appena emesso un ordine esecutivo che "incoraggia" le strutture di lavorazione della carne a rimanere aperte, in realtà non farà molto per modificare la nostra attuale traiettoria, e spiegherò perché di seguito.
Ma prima, parliamo di dove stanno le cose attualmente. Secondo  USA Today , il numero di bovini, maiali e pecore da macellare è molto, molto più basso rispetto allo scorso anno ...
I mattatoi americani hanno trasformato  quasi un milione in meno di bovini, maiali e pecore  nella scorsa settimana rispetto allo stesso periodo di un anno fa, segnando un nuovo minimo che secondo gli esperti probabilmente aumenterà la carenza "spot" di carne in alcuni negozi di alimentari.
E mentre il numero di impianti di lavorazione della carne che si chiudono a causa della pandemia di COVID-19 è aumentato, il declino della produzione di carne  ha accelerato ...
La scorsa settimana,  secondo il Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti , la produzione di carne è diminuita di circa il  25 percento rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Mercoledì scorso, la produzione è stata del  42%  inferiore rispetto allo stesso giorno dell'anno scorso.
Se la produzione continua a rimanere a un livello così basso, ci imbatteremo in grossi mal di testa nella catena di approvvigionamento molto rapidamente.
Dopo tutto, prevedi di mangiare il 42% in meno di carne quest'anno?
Certamente no.
Nei giorni scorsi si sperava che il nuovo ordine esecutivo del presidente Trump avrebbe posto fine rapidamente alla carenza di carne. Quando ho saputo per la prima volta di questo ordine esecutivo, ho pensato che avrebbe costretto a riaprire tutte le strutture per la lavorazione della carne e avrebbe protetto i proprietari da qualsiasi azione legale. Ma si scopre che questo ordine esecutivo in  realtà non fa nessuna di queste cose ...
Nel frattempo, gli esperti legali hanno dichiarato che l'ordine esecutivo del presidente Donald Trump, martedì, dichiarando che gli impianti di confezionamento della carne "critici" da tenere aperti farà poco da solo per fermare la scivolata nella produzione di carne causata dalla diffusione del coronavirus tra i confezionatori di carne.
"Non obbliga i produttori di carne o pollame a rimanere in produzione", ha  affermato Deborah Pearlstein, professore di diritto all'Università di Yeshiva,  e non offre ai datori di lavoro l'immunità dalle azioni legali .
Purtroppo, sembra che questo ordine esecutivo non farà davvero molto bene.
Le grandi aziende di lavorazione della carne avranno abbastanza paura di riaprire le strutture fino a quando la minaccia delle cause legali incomberà. Posso prometterti che ci sono già avvocati che volteggiano come avvoltoi, e cercheranno di spremere milioni di dollari da queste grandi compagnie.
Quindi, quando finalmente la minaccia di azioni legali sparirà?
Bene, non saranno solo "settimane" e "alcuni mesi" potrebbero essere eccessivamente ottimisti.
Nella nostra società eccessivamente litigiosa, riaprire le strutture ed esporre i tuoi dipendenti al virus mentre una pandemia è ancora in atto è fondamentalmente l'equivalente di chiedere un'azione legale di classe.
A meno che il presidente Trump o il Congresso non intervengano e intraprendano azioni coraggiose, nulla cambierà.
E se non cambia nulla, Tyson Foods avverte che  "milioni di chili di carne scompariranno dalla catena alimentare" ...
Tyson Foods, uno dei più grandi trasformatori di carne degli Stati Uniti, non ha tritato le parole in una pagina intera del New York Times diffusa domenica, in cui hanno avvertito, "la catena di approvvigionamento alimentare si sta spezzando".
"Poiché le piante di maiale, manzo e pollo sono costrette a chiudere, anche per brevi periodi, milioni di chili di carne scompariranno dalla catena di approvvigionamento", ha scritto John Tyson, presidente del consiglio di amministrazione di Tyson Foods, in una lettera pubblicata come pubblicità. "Di conseguenza, ci sarà una disponibilità limitata dei nostri prodotti disponibili nei negozi di alimentari fino a quando non saremo in grado di riaprire le nostre strutture che sono attualmente chiuse."
E con le forniture sempre più strette, stiamo già iniziando a vedere i prezzi andare nella stratosfera.
In effetti,  Zero Hedge riferisce  che il prezzo della carne all'ingrosso è già aumentato del 62% da febbraio ...
I prezzi all'ingrosso delle carni bovine americane sono saliti del 6% a un massimo record di $ 330,82 per 100 sterline, un  aumento del 62%  rispetto ai minimi di febbraio, secondo  Bloomberg , citando nuovi dati USDA.
Alla fine, è probabile che arriveremo a un punto in cui molti americani sono costretti a ridurre il loro consumo di carne perché semplicemente non possono più permetterselo.
Spero che tu abbia fatto il possibile per prepararti in anticipo, perché sembra che queste carenze possano essere abbastanza dolorose. Se puoi crederci, McDonald's ha già implementato un sistema di  "allocazione controllata"  per i loro ristoranti ...
McDonald's sta cambiando temporaneamente il modo in cui i ristoranti ottengono la loro scorta di carne di manzo e maiale, poiché gli Stati Uniti affrontano potenziali carenze di carne a causa della chiusura dei macelli.
McDonald's ha messo oggetti tra cui polpette di hamburger, pancetta e salsiccia su allocazione controllata. Ciò significa che la catena di approvvigionamento della società invierà spedizioni di carne al ristorante in base alla domanda calcolata attraverso il sistema americano, al contrario della consueta pratica di gestione degli ordini di cui si ritiene necessaria la quantità.
Hai mai immaginato che avremmo visto un giorno in cui McDonald's sarebbe preoccupato di rimanere a corto di carne?
Bene, in realtà sta accadendo e le forniture diventeranno più strette nei prossimi mesi.
Purtroppo, gli agricoltori devono uccidere  milioni di polli, maiali e bovini  perché gli impianti di lavorazione della carne non li accetteranno mentre vengono chiusi.
Quindi la verità è che ci dovrebbe essere molta carne in giro, ma la paura di COVID-19 ha causato un crollo totale della catena di approvvigionamento.
Quello che sta succedendo è davvero una tragedia, e speriamo che i nostri politici facciano un passo avanti e prendano provvedimenti drammatici prima che le cose peggiorino ancora.
Autore di Michael Snyder tramite il blog The End of The American Dream

giovedì 16 aprile 2020

OMS e la sua lista infinita di errori

L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) è un'agenzia primaria delle Nazioni Unite responsabile della sanità pubblica internazionale. Tuttavia, negli ultimi tempi, l'OMS è stata criticata per aver agito troppo tardi o troppo poco durante una crisi sanitaria. Ci sono stati casi in cui l'OMS è stata colta gravemente impreparata con il suo corso d'azione. Altre volte, scienziati e ricercatori dell'OMS hanno commesso errori ridicoli mentre preparavano i rapporti.
Questo pone la domanda:
Perché CHI commette così tanti errori?
È deliberato?
O c'è qualche altra ragione dietro  la lista infinita di errori dell'OMS ?

A partire dal recente scoppio del coronavirus, ecco alcuni degli incidenti in cui l'Organizzazione mondiale della sanità ha commesso inesattezze, errori e errori:

Errori dell'OMS nella valutazione del rischio di coronavirus

L'agenzia delle Nazioni Unite con sede a Ginevra - nelle sue prime relazioni - aveva affermato che la probabilità che l'epidemia di coronavirus si trasformasse in un rischio globale era "moderata". Tuttavia, in seguito l'OMS ha riconosciuto di aver commesso un errore nelle loro precedenti relazioni durante la valutazione del rischio.
Nel suo  rapporto pochi giorni dopo , l'OMS ha affermato che il rischio era "molto alto in Cina, alto a livello regionale e alto a livello globale". Hanno anche ammesso che i rapporti precedenti avevano erroneamente menzionato che il rischio globale era moderato.
Alla domanda sugli errori, Antoine Flahault, condirettore della Scuola svizzera di sanità pubblica, ha dichiarato all'AFP che “È un errore. È sicuramente notevole ... ma penso davvero che sia un errore che ora è stato corretto. "

Il capo dell'OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus ha preso Twitter e si è scusato per il rapporto errato:

People can take a range of measures to protect their health, including hand-washing and properly covering your mouth and nose when coughing or sneezing. Find out more here
http://
 
WHO deeply regrets the error in this week's situation report, which inserted the word “moderate” inaccurately in the global risk assessment. This was a human error in preparing the report. I have repeatedly stated the high risk of the outbreak
https://
 

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Il capo dell'OMS era già oggetto di gravi critiche per il suo ritardo nel dichiarare l'emergenza del coronavirus come un'emergenza. Alcuni giornalisti hanno persino suggerito che la decisione è stata politicizzata. Il fatto che l'OMS non abbia fornito la corretta valutazione del rischio ha solo peggiorato le cose per il capo dell'OMS.

Taiwan chiede scuse al capo dell'OMS

Taiwan ha  chiesto scuse al capo dell'OMS a  seguito delle sue controverse accuse contro il paese in cui ha accusato la nazione insulare e il suo popolo di abusi razziali.
In una conferenza stampa, il direttore generale dell'OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus ha avanzato gravi accuse contro Taiwan. Il capo dell'OMS ha affermato di essere stato oggetto di insulti razziali negli ultimi tre mesi, che secondo lui ha avuto origine dall'isola di Taiwan.
L'OMS è stata criticata per il trattamento della pandemia di coronavirus, incluso il trattamento di Taiwan. L'agenzia delle Nazioni Unite - a causa della pressione della Cina - non riconosce la sovranità di Taiwan. La nazione insulare è ancora considerata un territorio della Cina continentale. L'esclusione significa che Taiwan è tenuta fuori dal giro e non è in grado di condividere e ricevere dati cruciali relativi alla pandemia di coronavirus.
Quando il giornalista RTHK - in una videochiamata - ha interrogato il consigliere dell'OMS Bruce Aylward su Taiwan, il principale medico dell'OMS è rimasto senza parole e ha interrotto bruscamente la chiamata.
Bruce Aylward @WHO did an interview with HK's @rthk_news When asked about he pretended not to hear the question. The journalist asked again & he even hung up! Woo can't believe how corrupted @WHO is.

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L'OMS ammette di aver fatto un falso rapporto sull'India

Un rapporto sulla situazione pubblicato dall'OMS ha erroneamente posto l'India in una fase di trasmissione della comunità. Solo quando gli è stato chiesto di chiarire, l'OMS è stata costretta ad  ammettere il suo errore in un canale di notizie indiano  dicendo che l'India ha un gruppo di casi e non trasmissione della comunità.
Una trasmissione comunitaria si verifica quando i casi di infezione aumentano in modo esponenziale con più fonti non rintracciabili. Il governo indiano ha negato fermamente che il paese abbia raggiunto la terza fase o la trasmissione della comunità.
Il segretario congiunto del Ministero della Sanità, Lav Aggarwal, ha dichiarato che “Se succede, saremo i primi a dirtelo. Diremo alla gente di essere particolarmente attenti ... Non c'è trasmissione da parte della comunità. "

La pubblicazione con sede a Oxford smette di usare i dati del Coronavirus dell'OMS, citando errori

Our World in Data - una pubblicazione online con sede presso l'Università di Oxford - ha smesso di utilizzare i dati dell'Organizzazione per la salute di Word relativi al coronavirus per le sue ricerche. La pubblicazione ha annunciato che non basano più i loro modelli sui dati dell'OMS che citano errori e altri problemi.
Invece, i ricercatori stanno utilizzando i dati forniti dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. Gli errori e le inesattezze, che Our World in Data ha  documentato in un rapporto separato , hanno mostrato varie discrepanze nei rapporti sulla situazione pubblicati dall'OMS tra il 5 febbraio e il 16 marzo.
La mancanza di dati affidabili disponibili durante l'epidemia di coronavirus è stata una delle principali fonti di frustrazione per economisti, statistici, ricercatori e responsabili delle politiche pubbliche.

La Finlandia afferma che  il protocollo Coronavirus dell'OMS non funziona

In una rivelazione sorprendente, un alto funzionario della sanità finlandese ha respinto un avviso dell'Organizzazione mondiale della sanità dicendo che l'  OMS non capisce le pandemie  e che il loro protocollo di test del Coronavirus è illogico e non funziona.
Un alto funzionario della sanità finlandese ha respinto un consulente dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) per testare quante più persone possibile per il  coronavirus , sostenendo che tale misura sarebbe completamente illogica nella lotta contro una pandemia. Il capo finlandese della sicurezza sanitaria, Mika Salminen, ha preso di mira l'idea che fermare la diffusione di Covid-19 richiede test su larga scala.
" Non capiamo le istruzioni dell'OMS  per i test. Non possiamo più rimuovere completamente la malattia dal mondo ", ha detto, aggiungendo:" Se qualcuno lo afferma, non capiscono le pandemie ".

L'OMS si scusa con Port Talbot nel Regno Unito

Nel 2018, l'Organizzazione mondiale della sanità si è  scusata per aver dichiarato erroneamente  che Port Talbot è la città più inquinata del Regno Unito. L'agenzia sanitaria globale ha dichiarato di aver effettuato una "supervisione" dei dati secondo cui l'inquinamento atmosferico a Port Talbot è peggiore delle maggiori città del Regno Unito.
Il database dell'OMS ha mostrato che la città del Galles meridionale aveva un livello di inquinamento di 18 microgrammi di particelle di inquinamento M2.5 per metro cubo di aria. In confronto, Londra aveva 14 microgrammi mentre Manchester ne aveva 13 - tutti sopra le linee guida nazionali di 10 microgrammi.
L'allora direttore dell'OMS, la dott.ssa Maria Neria, in seguito descrisse le cifre come “erronee” e disse che il livello di inquinamento atmosferico per Port Talbot era invece misurato a 9,68 microgrammi e non 18 come suggerito in precedenza.
Ha detto: "Il livello di PM2.5 per l'anno 2015 per Port Talbot dovrebbe essere 9.6853 (ed è arrotondato a 10 nel foglio Excel aggiornato) ed è indicato come" misurato ". Il PM2.5 è stato erroneamente descritto come un valore convertito (stimato) di 18. L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha preso provvedimenti immediati per correggere questo sul suo sito Web dell'OMS e nel database. Ci dispiace che questo errore si sia verificato. "

L'OMS esclude la tubercolosi dall'elenco delle priorità globali

Nel 2017, l'OMS ha compilato il  primo elenco di priorità globale in assoluto per i batteri resistenti agli antibiotici . Comprendeva 12 famiglie di batteri che l'OMS considera "la più grande minaccia per la salute umana" e per le quali vi è un urgente bisogno di nuovi antibiotici.
Sorprendentemente, l'elenco non includeva i batteri che causano la tubercolosi, anche se la tubercolosi provoca più morti rispetto a qualsiasi altra malattia infettiva. Secondo le stime dell'OMS, circa 10 milioni di persone hanno contratto questa malattia nell'aria solo nel 2015. Inoltre, la tubercolosi ha sviluppato una grande resistenza agli anticorpi disponibili. La decisione di non includere   nell'elenco i batteri Mycobacterium tuberculosis aveva confuso molti esperti.
A sua difesa, l'OMS ha affermato che "è già una priorità stabilita a livello globale per la quale sono urgentemente necessari nuovi trattamenti innovativi". La risposta dell'OMS è stata salvavita al massimo. Se è già una priorità stabilita a livello globale, perché non includerla nell'elenco?

Quando l'OMS ha simulato una pandemia

Un rapporto esclusivo di  GreatGameIndia ha  rivelato come nel 2009 l'  OMS abbia prematuramente dichiarato 'influenza suina' una pandemia  che ha provocato un aumento degli ordini di vaccini. Le nazioni ricche e abbienti si affrettarono ad acquistare i vaccini per il loro popolo. Ironia della sorte, la maggior parte dei decessi è avvenuta non in Europa ma in Africa e nel sud-est asiatico.
Nel suo controverso libro, il famoso autore Stuart Blume rivela che molti dei consulenti più influenti, sia a livello dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) sia a livello nazionale, sono  consulenti retribuiti del settore dei vaccini  sollevando una domanda molto seria: che l'OMS potrebbe lavorare per gli interessi dell'industria dei vaccini e non le persone - il motivo per cui  10 anni fa l'OMS ha simulato una pandemia .

Chi dovrebbe essere smantellato?

Il modello coerente di  errori commessi dall'OMS  solleva seri interrogativi sulla sua efficienza nel gestire la vita delle persone. La quantità di errori su base regolare suggerisce l'approccio del gioco d'azzardo dell'OMS alla crisi sanitaria mondiale. 
Le esperienze passate che hanno fatto luce sull'uso dell'OMS come strumento della lobby dei vaccini hanno portato molti esperti a  chiedere lo smantellamento dell'OMS .

L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) può ancora essere riformata o deve rinascere? Può affrontare concretamente ed efficacemente le sfide che sta affrontando? Chi dovrebbe essere smantellato ? Queste sono domande importanti, non solo per il prossimo direttore generale, ma forse anche di più per gli Stati membri che sono i veri "proprietari" dell'OMS.

L'OMS ha impedito ai medici di sollecitare i controlli alle frontiere per fermare la diffusione di COVID-19

È stato rivelato che l'Organizzazione mondiale della sanità ha bloccato i medici provenienti dai paesi che sollecitano l'imposizione di controlli alle frontiere per fermare la diffusione del coronavirus.
Mentre l'organizzazione chiedeva ai paesi di imporre controlli alle frontiere pari a zero, stava anche facendo una campagna contro la profilazione dei viaggiatori internazionali al fine di prevenire la "stigmatizzazione" del popolo cinese (sentimenti feriti).
Abbiamo riferito  per la prima  volta che l'OMS ha detto ai paesi di non imporre divieti di viaggio alla fine di gennaio, quando l'organizzazione ha rilasciato una dichiarazione in cui sollecitava "qualsiasi restrizione di viaggio o di commercio" mentre chiedeva ai paesi di non impegnarsi in "discriminazione" nella loro gestione del coronavirus epidemia.
All'inizio di febbraio, il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus lo  ha ribadito  in una dichiarazione in cui affermava che le restrizioni ai viaggi "possono avere l'effetto di aumentare la paura e la disapprovazione sociale".
Fino alla fine di febbraio, l'OMS ha  continuato a  "sconsigliare l'applicazione di restrizioni di viaggio o commerciali ai paesi in cui si sono verificati focolai di COVID-19", nonostante la rapida diffusione della malattia.
È stato ora rivelato che gli esperti medici che stavano sollecitando i paesi a imporre controlli alle frontiere erano messi a tacere.
"L'OMS in realtà ha deciso di non andare avanti con [raccomandazioni sul divieto di viaggio] e non dichiarare un'emergenza sanitaria globale ma c'erano alcune voci di dissenso", ha riferito Sky News Australia.
“Quindi i registri ufficiali della riunione affermano che c'era una divergenza di opinioni, ma in realtà non entreranno nei dettagli su chi stava cercando di bloccarlo. Ma c'erano dei dottori lì che volevano emettere divieti di viaggio e l'Organizzazione Mondiale della Sanità lo bloccò. 
Lo sforzo di mettere a tacere i professionisti del settore medico provenienti da paesi che chiedono l'entrata in vigore di divieti di viaggio è stato compiuto il 30 gennaio durante una riunione dei burocrati dell'OMS e degli esperti sanitari a Ginevra, Svizzera.
Uno studio  ha  scoperto che i casi record di New York City di coronavirus e morti erano "prevalentemente" dovuti ai viaggi dall'Europa, il che significa che molte più vite avrebbero potuto essere salvate se i confini fossero stati chiusi in precedenza.
Ma invece, l'OMS ha insistito sul fatto che mantenere il principio globalista del traffico internazionale di persone era più importante che fermare una pandemia globale.
Autore di Paul Joseph Watson tramite Summit News