I contagi salgono, rinviate le riaperture per discoteche e sagre. Lo riporta il Messaggero nel quale si legge che “per scrivere il nuovo Dpcm, che avrebbe dovuto contenere una serie di decisioni come la riapertura delle discoteche e delle fiere, si aspetteranno sette dieci giorni, per avere il tempo di valutare con attenzione l’andamento dei contagi, dopo il costante incremento delle ultime settimane che diviene più insidioso se si tiene conto di ciò che sta succedendo in atri paesi europei ma anche in Israele e in Australia”.
I divieti in vigore con il dpcm del 14 luglio (assembramento, mascherine ecc) vengono quindi prorogati per altri dieci giorni con il decreto che estende lo stato d’emergenza al 15 ottobre.
CORONAVIRUS VACCINO
“In sintesi: le regole per limitare la diffusione della pandemia restano tutte in vigore, come rilanciate nel Dpcm del 14 luglio”, scrive ancora il Messaggero. Si prende così tempo, per capire come evolverà la curva dei contagi. Slittano quindi le riaperture non solo per le discoteche ma anche per le sagre e le fiere. Fonte: qui
ANCHE OGGI 9 MORTI E 379 NUOVI CONTAGI: 117 SOLO IN VENETO, PER VIA DEL MAXI-FOCOLAIO TRA I MIGRANTI A TREVISO
IL MONITORAGGIO SETTIMANALE DELL’ISS: L’INCIDENZA E IL NUMERO DI CASI È IN AUMENTO, L’INDICE DI CONTAGIO È A 0,98.
“SEGNALI CHE RICHIEDONO PARTICOLARE ATTENZIONE”
CORONAVIRUS IN ITALIA, IL BOLLETTINO DEL 31 LUGLIO: 247.537 CASI POSITIVI E 35.141 MORTI
In Italia, dall’inizio dell’epidemia di coronavirus, almeno persone 247.537 (+379 rispetto a ieri, +0,1%; ieri +386) hanno contratto il virus Sars-CoV-2. Di queste 35.141 sono decedute (+9; ieri +3) e sono state dimesse 199.974 (+178, +0,1%; ieri +765). Attualmente i soggetti positivi dei quali si ha certezza sono 12.422 (+192, +,1%; ieri -386); il conto sale a 247.537 — come detto sopra — se nel computo ci sono anche i morti e i guariti, conteggiando cioè tutte le persone che sono state trovate positive al virus dall’inizio dell’epidemia.
CORONAVIRUS LOMBARDIA
I pazienti ricoverati con sintomi sono 716 (-32, -4,3%; ieri +17), di cui 41 (-6, -12,8%; ieri +9) in terapia intensiva .
Questa è la mappa del contagio in Italia. Qui i bollettini dei giorni scorsi. Qui un ritratto delle vittime del Covid-19, diffuso dall’Istituito superiore di Sanità.
I dati Regione per Regione
ITALIA CORONAVIRUS
Il dato fornito qui sotto, e suddiviso per Regione, è quello dei casi totali (numero di persone trovate positive dall’inizio dell’epidemia: include morti e guariti). Nella foto in alto è visibile quello dei soggetti attualmente positivi. La variazione indica il numero dei nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore. Laddove non è indicata la percentuale di aumento, il dato è inferiore allo 0,1%.
Lombardia 96.219 (+77, +0,1%; ieri +88)
Emilia-Romagna 29.670 (+36, +0,1%; ieri +35)
Veneto 20.120 (+117, +0,6%; ieri +112)
Piemonte 31.667 (+21, +0,1%; ieri +10)
Marche 6.884 (+21, +0,3%; ieri +8)
Liguria 10.214 (+4; ieri +13)
Campania 4.999 (+9, +0,2%; ieri +16)
Toscana 10.483 (+14, +0,1%; ieri +11)
Sicilia 3.288 (+16, +0,5%; ieri +39)
Lazio 8.647 (+18, +0,2%; ieri +18)
Friuli-Venezia Giulia 3.394 (+3, +0,1%; ieri +13)
CORONAVIRUS LOMBARDIA
Abruzzo 3.382 (+5, +0,2%; ieri +4)
Puglia 4.611 (+2; ieri +3)
Umbria 1.466 (+1, +0,1%; nessun nuovo caso)
Bolzano 2.717 (+15, +0,6%; ieri +6)
Calabria 1.266 (+4, +0,3%; ieri +7)
Sardegna 1.404 (+10*, +0,7%; ieri nessun nuovo caso)
Valle d’Aosta 1.208 (nessun nuovo caso per il secondo giorno di fila)
Trento 4.975 (+2; ieri +3)
Molise 471 (+1, +0,2%; ieri nessun nuovo caso)
CORONAVIRUS ITALIA
Basilicata 452 (+3, +0,7%; ieri nessun nuovo caso)
*La Regione Sardegna comunica che i 10 casi positivi di oggi sono di importazione dall’Algeria in giovani migranti
CORONAVIRUS IN ITALIA, IL MONITORAGGIO DEL 31 LUGLIO: «CASI IN AUMENTO, RT A 0,98»
Il quadro generale della trasmissione e dell’impatto dell’infezione da SARS-CoV-2 in Italia, «sebbene non in una situazione critica, mostra dei segnali che richiedono una particolare attenzione»: l’incidenza «è in aumento», così come il numero di casi, e l’Rt nazionale è a 0,98. Insomma: il numero di nuovi casi di infezione, «sebbene rimanga nel complesso contenuto, mostra una tendenza all’aumento». A scriverlo, nel monitoraggio settimanale, sono il ministero della Salute e l’Istituto superiore di Sanità.
ITALIA, SERIATE - CORONAVIRUS
Nel loro monitoraggio settimanale, decisivo per le scelte del governo e delle Regioni sulle nuove linee guida da adottare per contenere la diffusione dell’epidemia di Covid (la malattia causata dal coronavirus Sars-CoV-2), Iss e ministero della Salute scrivono anche che «persiste una trasmissione diffusa del virus» — i dati, cioè, si sono abbassati, ma non sono mai arrivati a zero. E questa trasmissione, stazionaria e diffusa in tutto il territorio nazionale, «quando si verificano condizioni favorevoli, provoca focolai anche di dimensioni rilevanti, talvolta associati all’importazione di casi da Stati esteri».
CORONAVIRUS ITALIA
Ministero e ISS spiegano che le attività di tracciamento e test «permettono di interrompere potenziali catene di trasmissione sul nascere»: per questo «non sorprende osservare un numero ridotto di casi che richiedono ospedalizzazione», un risultato che «permette di gestire la presenza del virus sul territorio, in condizioni di riapertura, senza sovraccaricare i servizi assistenziali». I «piccoli segnali di allerta» consigliano comunque di «mantenere le misure di prevenzione e controllo già adottate dalle Regioni»: e soprattutto di «far rispettare i provvedimenti di quarantena, sia per le persone che rientrano da paesi per i quali è prevista la quarantena, sia a seguito di richiesta dell’autorità sanitaria essendo stati individuati come contatti stretti di un caso»: in caso contrario, nelle prossime settimane, «potremmo assistere ad un aumento rilevante nel numero di casi a livello nazionale».
DUE I FATTORI DI RISCHIO INDIVIDUATI DALLO STUDIO EUROPEO DELL'UNIVERSITÀ DI KIEL, IN GERMANIA, E DI OSLO, IN NORVEGIA PER LE FORME GRAVI DI CORONAVIRUS: APPARTENERE AL GRUPPO SANGUIGNO A (QUELLO 0 SAREBBE INVECE PROTETTIVO) E AVERE UNA VARIAZIONE GENETICA SUL CROMOSOMA 3
LE DIFFERENZE NEL GRUPPO SANGUIGNO INFLUISCONO SULLA COAGULAZIONE E SULLA RISPOSTA IMMUNITARIA, MENTRE…
Come mai a parità di età e di fattori di rischio, qualunque sia la concomitanza di altre patologie, ci sono persone più suscettibili di ammalarsi di Covid-19? E come mai c'è chi va incontro a un decorso clinico più grave e a sintomi più severi? Infine come si spiega la diversa evoluzione dell'infezione in contesti socio-sanitari analoghi e la maggiore mortalità degli uomini rispetto alle donne?
REPARTO DI TERAPIA INTENSIVA BRESCIA
E' da pochi mesi che il Sars-Cov-2 ha fatto la sua comparsa e molto resta ancora da scoprire di questo agente patogeno. L'idea che si fa strada è che a rendere più vulnerabili e a influire sull'esito della malattia possa contribuire una predisposizione genetica. Diversi studi internazionali sono stati avviati per capire qual è il legame tra specifiche varianti genetiche e l'esito dell'infezione. Ipotesi che trova conferma nei risultati di uno studio europeo guidato dall'Università di Kiel, in Germania, e di Oslo, in Norvegia, a cui hanno preso parte sette ospedali italiani e spagnoli.
CORONAVIRUS NEW YORK
«In tempo record, poche settimane, sono stati analizzati i campioni di 1980 pazienti Covid-19 alla ricerca di indizi, ossia delle varianti genetiche responsabili dello sviluppo dell'insufficienza respiratoria, complicanza che riguarda il 10% dei malati», spiega Stefano Duga del dipartimento di Scienze Biomediche dell'Humanitas University di Milano: con l'Università Milano Bicocca-Ospedale San Gerardo di Monza e Policlinico di Milano ha preso parte allo studio uscito in forma pre-print su MedRxiv e in pubblicazione sul «New England Journal of Medicine».
TEST SIEROLOGICI CORONAVIRUS
Due i fattori rischio individuati dallo studio europeo per le forme gravi di Covid-19: appartenere al gruppo sanguigno A (quello 0 sarebbe invece protettivo) e avere una variazione genetica sul cromosoma 3. «Le differenze nel gruppo sanguigno influiscono sulla coagulazione e anche sulla risposta immunitaria, mentre nella regione individuata sul cromosoma 3 è presente un gene che interagisce con l'enzima Ace2 che il virus utilizza per l'ingresso nelle cellule e dare avvio alla replicazione.
BAMBINI CORONAVIRUS
Nella stessa regione del cromosoma 3 ci sono anche alcuni geni per i recettori di chemochine, proteine coinvolte nella risposta infiammatoria che influisce sull'evoluzione dell'infezione», continua Duga. Sempre all'Humanitas è in corso una ricerca che ha lo scopo di confrontare i dati genetici raccolti nella popolazione generale con quelli di chi si è ammalato e verificare il livello di espressione di due geni specifici in maschi e femmine. Entrambi i geni possono essere responsabili delle diverse manifestazioni cliniche di Covid19 in uomini e donne.
CORONAVIRUS, LA TERAPIA INTENSIVA DI UN OSPEDALE DI NEW YORK
Il primo è il gene per l'enzima Ace2, quello usato come recettore per entrare nelle cellule e che si trova sul cromosoma X, in duplice copia nelle femmine e in singola copia nei maschi; il secondo è il gene Tmprss2, enzima che modifica la proteina di superficie del virus (chiamata proteina S, da Spike), rendendola in grado di favorire la fusione fra la membrana esterna del virus e quella della cellula infettata. Il gene Tmprss2 è espresso sotto il controllo degli ormoni sessuali, in particolare androgeni. I risultati preliminari dello studio sono stati pubblicati sulla rivista «Aging». Che cosa hanno visto i ricercatori? «Che uomini e donne si infettano in percentuale uguale, ma cambia la prognosi: nei primi la letalità è doppia.
CORONAVIRUS, LA TERAPIA INTENSIVA DI UN OSPEDALE DI NEW YORK
Una spiegazione della diversa evoluzione della malattia può essere nel fatto che i maschi sono più soggetti a malattie cardiovascolari e fumano di più, ma non basta. Le differenze possono risiedere nel sistema immunitario o essere genetiche: chissà quanti altri geni possono influenzare la gravità della malattia. Ed è ciò che vogliamo scoprire», osserva Duga. Il progetto di ricerca fa parte del Consorzio «Genius» («GENetics agaInst coronavirUS»), nato dalla collaborazione fra Humanitas University, Policlinico di Milano e Università di Milano Bicocca.
CORONAVIRUS DIAGNOSI
«Una sinergia utile a raccogliere una grande quantità di dati da tre degli ospedali che hanno assistito molti infettati, accelerando l'acquisizione di dati significativi sui fattori genetici che influiscono sull'evoluzione della malattia. Consentendoci da un lato di selezionare i pazienti a maggiore rischio di complicanze gravi e dall'altro di mettere in luce meccanismi molecolari che potranno essere bersaglio di terapie innovative». A Napoli scienziati del Centro di tecnologie avanzate Ceinge, avvalendosi di un enorme database di dati genomici, hanno analizzato le possibili varianti genetiche di 141.456 individui sani di 17 popolazioni (africani, europei, asiatici, latinos) e hanno concluso che la variante del gene Tmprss2, responsabile dell'ingresso del virus Sars-Cov-2 nelle nostre cellule, è più frequente nelle popolazioni di Africa, Europa e Paesi latini. Ma non è tutto.
CORONAVIRUS NEW YORK
I ricercatori hanno anche osservato che questa variante genetica ha un ruolo funzionale nel polmone, perché in grado di alterare sia l'espressione di Tmprss2 sia di un altro gene, Mx1, noto come inibitore della replicazione di molti virus, da quello della banale influenza all'epatite C. « L'eterogeneità con cui si manifesta la malattia di Covid-19, da una totale assenza di sintomi (i positivi asintomatici) a sintomi influenzali leggeri, fino alle forme gravi di polmonite interstiziale, fa supporre che responsabili siano in parte alcune mutazioni genetiche del paziente», osserva Achille Jolascon, ordinario di genetica medica all'Università degli Studi Federico II e «principal investigator» del Ceinge. Al San Raffaele di Milano, sfruttando l'esperienza dell'Istituto SR-Telethon per la terapia genica (Tiget), e grazie alla biobanca coordinata da Fabio Ciceri, che ha analizzato un migliaio di pazienti Covid-19, è stato avviato un progetto per scoprire le varianti genetiche che rendono più resistenti all'infezione.
CORONAVIRUS
Il progetto rientra nel «Covid Human Genetic Effort», un consorzio di cui fanno parte 30 Paesi e 50 gruppi di ricercatori, fra cui quello di Alessandro Aiuti, vicedirettore del Tiget e lo stesso Ciceri. E' recente l'annuncio che la società che si occupa di genomica 23&Me e propone (e vende) test genetici basati su campioni di saliva per scoprire i propri antenati ha deciso di attingere alla propria banca dati (10 milioni di clienti) per scoprire le varianti genetiche che sembrano essere più comuni tra chi si ammala di Covid-19.
CORONAVIRUS GRAN BRETAGNA
La compagnia, con sede a Mountain View, California, spera siano centinaia di migliaia i clienti che accettino di partecipare allo studio. In Islanda, intanto, Kari Stefansson, fondatore e ad di deCode Genetics, società farmaceutica che ha coinvolto nelle sue ricerche i due terzi della popolazione dell'isola, indaga sulle caratteristiche genetiche di chi si è ammalato di Covid-19. Secondo Stefansson, la variabilità con cui il virus colpisce contribuisce anche al suo diffondersi: chi si ammala in modo più lieve diffonde di più l'infezione.
LE DONNE SI AMMALANO CON PIÙ FACILITÀ RISPETTO AGLI UOMINI: SECONDO L’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ C’È STATA UN’INVERSIONE DI TENDENZA E ADESSO TRA LE PERSONE INFETTATE DAL VIRUS LE DONZELLE SALGONO AL 54,2%, MA A MORIRE SONO SEMPRE PIÙ GLI UOMINI…
Oddio: il virus è diventato sessista? I numeri non mentono, e dicono che in tre mesi la platea di donne colpite dal Covid è aumentata vertiginosamente. Erano il 39,7% a metà marzo, quando al contrario si notava come i gentil sesso fosse meno colpito dal contagio ripetto ai maschi.
Ma nel tempo la situazione è cambiata: le donne infettate sono diventate il 49,3% ad aprile, hanno superato la metà dei casi totali (53,7%) a maggio e ora sono addirittura salite al 54,2%. A mettere nero su bianco dati e percentuali, nell'ultimo aggiornamento della Sorveglianza Integrata Covid-19 in Italia, è stato l'Istituto Superiore di Sanità: le donne si ammalano con più facilità rispetto agli uomini. È un fatto.
MONTEFIORE MEDICAL CENTER WAKEFIELD CAMPUS AL BRONX
POLEMICA SULLA APP
Visti i tempi, tra crociate contro cioccolatini neri, film oscurati dopo 80 anni perché "razzisti", statue demolite e imbrattate dai talebani iconoclasti nemici della storia, non vorremmo che ora si alzasse in piedi qualcuno per orchestrare una campagna femminista in difesa delle donzelle purtroppo contagiate dal maledetto Corona. E dire che in realtà il virus venuto dall'Oriente è già stato toccato, seppur di striscio, dalle accuse di sessismo.
A fare da pomo della discordia la controversa app Immuni, lo strumento tecnologico ideato per controllare la presenza e la diffusione del corona. L'uomo ritratto al pc e la donna con in braccio un bebé hanno fatto gridare allo scandalo i soliti maniaci del politicamente corretto. «Discriminazione». «Stereotipi logori e abusati». "Mentalità inaccettabile». Apriti cielo. Al momento non c'è nessuna spiegazione scientifica a questa repentina inversione di marcia, che ha visto le donne schivare il Covid a inizio pandemia per poi piombare tra le sue spire man mano che la quarantena nazionale ammorbava il Paese.
DONNE CON LA MASCHERINA ALLA FERMATA PORTA VENEZIA DELLA METRO DI MILANO
Ci sono soltanto i numeri nudi e crudi che certificano il cambio di bersaglio da parte della malattia. Per quanto riguarda il tasso di mortalità, invece, le parti si rovesciano: a lasciarci le penne sono più gli uomini che le donne. Sempre secondo i dati dell'Iss, praticamente il 60% dei morti è di sesso maschile, con un picco nella fascia d'età compressa tra i 50 e i 59 anni, in cui gli uomini raggiungono il 77%. A soffrire, ma non per i contagi, sono anche le neo mamme: le più esposte al rischio depressione post parto a causa degli effetti psicologici della pandemia.
LE NUOVE ILLUSTRAZIONI DI IMMUNI DOPO LE ACCUSE DI SESSISMO
Diventa quindi «cruciale supportare le donne a rischio di ansia e depressione», in modo da garantire loro «un trattamento efficace anche in caso di distanziamento sociale», si legge nelle "Indicazioni di un programma di intervento per la gestione dell'ansia e della depressione perinatale nell'emergenza e post-emergenza Covid", pubblicate dall'Istituto Superiore di Sanità.
CORONAVIRUS TERAPIA INTENSIVA BERGAMO
DATI DI GIORNATA
Intanto, nelle ultime 24 ore, in Italia si sono registrati 303 casi in più di persone contagiate dal coronavirus (ieri 338); 24 decessi (ieri 44); 640 dimessi (ieri 1.505); -105 ricoverati con sintomi (ieri -153); -2 ricoverati in terapia intensiva (ieri -11). La Lombardia resta in testa alla classifica, con 259 contagi in più.
CORONAVIRUS - PAZIENTE IN TERAPIA INTENSIVA CON IL RESPIRATORE
In Abruzzo e nella Provincia di Bolzano non si registrano nuovi casi, in Friuli Venezia Giulia e in Calabria nessun caso per il secondo giorno di fila, in Sardegna per il terzo, in Basilicata per il quarto, in Umbria e in Molise per il quinto in Valle d'Aosta per l'ottavo. Da inizio pandemia, nel nostro paese, secondo i bollettini della Protezione Civile almeno 237.290 persone sono state contagiate e 34.371 sono purtroppo morte.