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sabato 21 dicembre 2019

PER LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA I TITOLI DI ATENE SUPERANO QUELLI ITALIANI, E IL MESSAGGIO AL NOSTRO PAESE E' DA BRIVIDI.

I RATING DELL'ITALIA SONO APPENA SUPERIORI AL LIMITE CHE LA BCE ESIGE PER COMPRARE I TITOLI DI STATO
Franco Bruni* per “la Stampa”
*Senior Professor, Department of Economics, Bocconi University Vice President, Italian Institute for International Political Studies (ISPI)
SPREAD TITOLI DI STATO ITALIA GRECIA - IL SORPASSOSPREAD TITOLI DI STATO ITALIA GRECIA - IL SORPASSO
Mercoledì 18 lo spread fra i titoli di Stato greci e quelli italiani è stato negativo di quasi 6 punti base (ieri in riduzione): il rendimento dei titoli greci a 10 anni è sceso sotto l' 1.3% lasciando quello italiano lievemente sopra. Appena quattro anni fa, dopo la crisi dell' Eurozona con più di una ristrutturazione del debito della Grecia e il Paese a un passo dall' uscita dall' euro, era attorno ai 1700 punti.

troika greciaTROIKA GRECIA
Da tempo il costo del debito greco si stava avvicinando a quello italiano. Ma non è anomalo che sia meno caro indebitarsi per un Paese che, rispetto all' Italia, ha un grado di sviluppo economico-finanziario, tecnologico e commerciale molto inferiore, ha sofferto per anni una tragica crisi che ne ha precipitato il tenore di vita e la credibilità internazionale indebitandolo con le istituzioni internazionali? Proviamo a rispondere guardando a cinque fatti.
GRECIA TORNA AL BARATTOGRECIA TORNA AL BARATTO
Primo: i mercati premiano i dati macroeconomici che migliorano in Grecia e peggiorano in Italia. La crescita, nettamente superiore in Italia nel 2015-16, nel 2017 è stata di poco inferiore in Grecia dove dal 2018 è il 2% mentre in Italia è scesa sotto l' 1% e va verso zero. Quel che più conta è che per almeno cinque anni la Grecia è prevista crescere più di noi. L' altro successo della Grecia è anche la sua maggior pena, l'«austerità»: l' avanzo del bilancio pubblico al netto del costo del debito. Cresciuto rapidamente fino a più del 4%, è ora sopra il 3% e previsto rimanere sopra il 2% nel prossimo quinquennio. In Italia è meno dell' 1,5% e previsto scendere fino quasi ad annullarsi nel 2024.
tsipras e la merkel xxx028049aTSIPRAS E LA MERKEL XXX028049A
Dunque: per quanti danni abbia fatto l' austerità imposta dai creditori alla Grecia, non le impedisce di crescere molto più di noi e il doppio della media dell' area dell' euro. Il debito pubblico greco è ancora maggiore che in Italia (177% contro 133% del Pil) ma ciò diventa meno importante per i mercati: la maggior crescita e il maggior avanzo di bilancio ridurranno rapidamente la differenza.
grecia – olive e fetaGRECIA – OLIVE E FETA
Secondo: la Grecia è uscita dalla tutela della «troika» da più di un anno, riconquistando l' accesso ai mercati senza aver mai beneficiato degli acquisti di titoli della Bce che non l' ha ancora ammessa al «quantitative easing». Per l' ammissione dovrà migliorare i rating del suo debito che sono peggiori dei nostri. Ma i mercati sentono che ciò è possibile e probabile. I rating dell' Italia, che ha visto massicci acquisti di titoli dalla Bce, sono diminuiti negli anni, previsti con pessimismo e appena superiori al limite che la Bce esige per comprare i titoli. A tratti i mercati temono che possano scendere addirittura sotto tale limite.

greciaGRECIAreferendum in grecia acropolis cc2fe199REFERENDUM IN GRECIA ACROPOLIS CC2FE199
Terzo: non è escluso che i mercati stiano esagerando nel premiare la Grecia. Con l' eccesso di liquidità alla ricerca di sbocchi, le politiche monetarie espansive in tutto il mondo e i tassi di interesse molto bassi o negativi, la distinzione fra i rischi tende ad appannarsi e cresce la voglia di fare scommesse potenzialmente redditizie ma pericolose. Giocare speculativamente la Grecia contro l' Italia può essere una di queste scommesse.
GIUSEPPE CONTE GIOCA CON I CANIGIUSEPPE CONTE GIOCA CON I CANI
Quarto: l' instabilità politica, alta in entrambi i Paesi, in Italia soffre di accelerazioni improvvise ed è complessa da valutare per i comportamenti incoerenti e discontinui dei partiti.
referendum in grecia tsipras 79e81df4REFERENDUM IN GRECIA TSIPRAS 79E81DF4
Quinto: la Grecia ha corretto i suoi squilibri sotto la guida forzata e spietata delle istituzioni internazionali che rappresentano i suoi creditori. L' Italia esita a correggere e riformare. Per ora ha evitato l' assistenza dell' Ue e del Fmi e la loro etero-direzione. Per continuare a evitarla dovremmo però adottare spontaneamente piani pluriennali di aggiustamento e miglioramento strutturale incisivi e credibili: questo ci consentirebbe forse di avere dall' Ue forme di assistenza innovativa e non invasiva per finanziare investimenti, aiutare la gestione della disoccupazione, rinsaldare le banche. Fonte: qui

lunedì 4 marzo 2019

Se l'Europa continua a rallentare, l'Italia va in crollo verticale


Appena usciti gli ultimi Indici PMI Markit Manifatturieri dell'Eurozona

che non sono gli indici delle Piccole e Medie Imprese come credeva Renzi e come crede Giggino... ;-)
ma sono i Purchasing managers Index, cioè gli indici dei direttori agli acquisti che hanno il polso della situazione delle imprese: dunque questo Indice è un ottimo Leading Indicator con efficace potere previsionale sui trend futuri e sbaglia raramente.

Del resto per chi è esperto/sgamato da anni di queste cose...la sparata di Tria di un paio di giorni fa faceva presagire che stavano per arrivare dati economici italiani molto brutti ... ;-)

Ed infatti ... com'era prevedibile l'Italia si prende un'altra MAZZATA
che - dopo gli ultimi due trimestri 2018 in contrazione = Recessione Tecnica -
fa presagire anche un primo trimestre 2019 in Recessione:

Italia: Pmi manifatturiero cala a 47,7 punti a febbraio, minimo da maggio 2013

Tanto per capirci 50 è la parità tra crescita e decrescita

47.7 indica una decrescita molto forte, per di più con produzione in calo ben da 7 mesi di fila (!)
Come vi anticipo da mesi (e controvento) l'inchiodata del settore manifatturiero italiano è stata molto forte e veloce, peggiore come sempre rispetto agli altri Paesi. 

vedi il mio post dell'1 febbraio scorso: Crolla l'indice PMI Manifatturiero = FallitaGlia adesso rischia di passare da una Recessione Tecnica a qualcosa di peggio...

Io sono stato trai primi analisti indipendenti ad anticiparvi almeno 8 mesi fa che FallitaGlia stava per scivolare in Recessione tecnica

mentre il Governo sognava di crescite del PIL 2019 che oscillavano .......................
.
tra i deliri di Savona al +2%/+3% per poi passare ad un +1.5% usato come riferimento dal Ministero delle Finanze per la manovra economica e poi corretto (bontà loro) all'1%.
Tanto per semplificare e per capirci è come se TU facessi un tuo budget plan familiare per il 2019 pensando di guadagnare 300mila euro (che non hai mai guadagnato negli ultimi decenni ma ti senti ottimista...), poi riduci le tue previsioni a 100mila euro mentre però tutti calcolano che se va bene ne guadagnerai 30mila... immaginate che budget plan "allegro ed affidabile" sarai riuscito a fare sulle tue spese....
Che poi basandosi sul trend attuale si rischia ormai un 2019 di RECESSIONE (circa un -0.3% ma che se tutto va storto potrebbe diventare un -1%)...altro che un 2019 "bellissimo", di Boom economico etc etc come spara certa gente di questo Governo del Cambiamento (di 'sto caxxo).

Vedi mio post profetico qui allegato dei primi di settembre 2018
ma ne avevo già parlato fin da giugno 2018 

(se continua e/o continuano così) In arrivo a breve Recessione Tecnica in FallitaGlia (e poi makari strutturale...ma "stranamente" NON per colpa di Soros...)
ed ancora come scrivevo a novembre 2018
L'effetto "Governo degli scappati di casa" si amplifica sempre di più sull'economia italiana che sta andando verso l'ennesima RECESSIONE in pochi anni
Visto però che non si prende mai un solo dato od un solo indicatore, il tutto è stato confermato anche dagli ultimi devastanti dati industriali di dicembre 2018, come vi commentavo nella mia bacheca facebook qualche giorno fa:
AGGIORNAMENTO DI POCO FA: 

Madonna Benedetta dell'Incoroneta... 
qui andiamo in RECESSIONE SECCA (se continua così possibile anche un -1% per il 2019) con rallentamento globale + effetto recessivo supplementare di questi scappati di casa sempre più fuori di testa, mentre massa italopiteca si distrae con caxxate... Fatturato e ordinativi dell’industria. 
A dicembre 2018 il fatturato diminuisce del 7,3% e gli ordinativi del 5,3% in termini tendenziali https://www.istat.it/it/archivio/227300
Italian Industrial Orders MM SA Dec -1.8% (Prev. -0.2%, Rev. -0.4%)
Italian Industrial Orders YY NSA Dec -5.3% (Prev. -2.0%, Rev. -2.2%)
Italian Industrial Sales MM SA Dec -3.5% (Prev. 0.1%, Rev. -0.1%)
Italian Industrial Sales YY WDA Dec -7.3% (Prev. 0.6%, Rev. 0.5%)

Insomma l'unica "consolazione" (del pesce...) è che tutta l'Eurozona è in netto peggioramento nel settore manifatturiero con l'Indice PMI complessivo sceso in contrazione a 49,3.

Infine la CHICCA DELLE CHICCHE! ESULTATEEEE ITALIOTIIII! ;-)
L'indice Pmi crucco crolla a 47,6 in un mese, peggio persino dell'Italia che scende "solo" a 47.7...solamente che la Germania si contrae da solo un mese mentre noi ben da 7 di fila
e che la Germania viene da quasi 10 anni di crescita sostenuta e noi da anni di crescita da prefisso telefonico... 


Comunque la Guerra dei dazi, quella pseudo-ecologista contro i diesel ed anche quella personale di Trump contro la Germania stanno iniziando a dare i loro frutti

= al bar sport l'italiota frequentato da 7 su 10 che ormai si fanno mantenere da 3 su 10....esultano brindando&ruttando,
mentre la parte produttiva del Paese che li mantiene subisce in modo pesantissimo il contraccolpo visti i profondi rapporti di interdipendenza strutturale con la Germania...

Tra Nord Italia e Nord Europa c'è interscambio ed interdipendenza a mutuo vantaggio, altro che mitiche minkiate da Bar Sport l'Italiota... 

........400 pezzi della Golf sono made in Italy e non solo... 
Ma saranno sicuramente anche ripercussioni sull’indotto in Italia. Il gruppo Volkswagen acquista annualmente componentistica italiana per un valore di oltre 1,5 miliardi di euro, mentre nel 2014 l’intera Germania ha acquistato componenti dal nostro Paese per 3,97 miliardi di euro. I dati sono dell’Anfia, l’Associazione che rappresenta la filiera dell’industria automobilistica italiana....
... La Germania è di gran lunga il primo partner commerciale dell'Italia, sia come mercato di sbocco, sia come fonte di provenienza dell’import. Il volume dell’interscambio bilaterale è molto elevato: nel 2014 è stato di circa 103 miliardi di Euro, una cifra che ammonta quasi alla somma degli scambi che intratteniamo con Francia e Regno Unito insieme.
I rapporti di subfornitura industriale tra i due Paesi sono talmente rilevanti e consolidati da configurarsi come relazioni di mutua dipendenza ed i flussi di investimento sono particolarmente significativi in entrambe le direzioni: sono oltre 1.800 le imprese tedesche in Germania partecipate da aziende italiane (che danno lavoro a quasi centomila persone) e quasi 1.400 le aziende in Italia a capitale tedesco (che garantiscono oltre centoquarantamila posti di lavoro)....." 
Perché se la Germania rallenta in modo marcato = per l'Italia sono cavoli amarissimi....come stiamo già potendo vedere.
Classifica PMI® Manifatturiero per Paese di febbraio 

Grecia 54.2 massimo su 9 mesi 
Irlanda 54.0 massimo su 2 mesi 
Paesi Bassi 52.7 minimo su 32 mesi 
Austria 51.8 minimo su 37 mesi 
Francia 51.5 (flash: 51.4) massimo su 5 mesi 
Spagna 49.9 minimo su 63 mesi
Italia 47.7 minimo su 69 mesi 
Germania 47.6 (flash: 47.6) minimo su 74 mesi



E' il classico meccanismo della SPIRALE del DECLINO di un Paese che non vuole evolvere = quando gli altri crescono cresci la metà, quando gli altri correggono tu crolli... 
Infatti sostanzialmente la maggioranza delle altre nazioni continua a crescere, anche se meno. 
Del resto come vi spiegavo nella mia bacheca facebook:
L'Italia è (per ora) l'unico Paese dell'Eurozona ad essere entrato in RECESSIONE, mentre gli altri Paesi hanno solo rallentato e/o continuano a crescere a stecca come gli ex-PIIGS Spagna Portogallo Irlanda e persino Grecia (che però lascerei fuori perché è veramente un caso a parte).





La fiducia delle IMPRESE continua a scendere (insieme agli indici Markit PMI) a causa del clima di INCERTEZZA, il che significa blocco/diminuzione investimenti, stop assunzioni e/o inizio licenziamenti, crolli di fatturato industriale da -7,3% come quello di dicembre 2018 rispetto a dic. 2017 (come non si vedeva dal 2009). ..........

E naturalmente iniziano a peggiorare anche i Lagging Indicator (quelli che seguono più lentamente l'evoluzione economica) come la disoccupazione che comincia a risalire

Italia: disoccupazione a gennaio sale al 10,5%, peggio del previsto
con un netto peggioramento della componente giovanile: La disoccupazione giovanile torna al 33%



Proprio quella che il mitico Decreto Dignità di Giggino avrebbe dovuto combattere e sconfiggere per prima....ma vedete... taroccare i dati come fa un sito di PROPAGANDA come il Blog delle Stelle serve ben a poco...che prima o poi la realtà presenta sempre il conto.
Il Decreto Dignità non solo non sta funzionando ma come vi dico da tempo ha addirittura effetti recessivi, tanto più se fatto in un momento delicatissimo del ciclo economico dove siamo tornati in recessione e se fatto in un mercato del lavoro già rigidissimo fermo al '68 come quello italiano.


I dati Istat riferiti all’ultimo mese del 2018 fanno segnare una risalita dei contratti a tempo e una contrazione di quelli a tempo indeterminato, mentre continuano a crescere gli autonomi. Soffre ancora la classe d’età dei 25-34enni
@marattin

C’è un solo modo per giudicare i risultati occupazionali di un governo: da quando è in carica, che risultati ci sono? Per il governo Conte i numeri sono questi: 91 mila occupati in meno. 53 mila tempi indeterminati in meno. 32 mila precari in più. Fonte: dati Istat di poco fa.

Non a caso ormai si inizia a parlare di manovra correttiva da circa 9mld ...

Per forza! Se ti basi su previsioni di crescita 2019 alla caxxo!





Cottarelli che è persona seria&competente stima l'effetto peggiorativo di questo Governo (di scappati di casa ma lui è corretto e non lo dice...) sulla crescita economica a più di 1/3 del Rallentamento...


Quanto contano le politiche interne nello spiegare la decrescita degli ultimi mesi? 
Parecchio, più di un terzo.
Il tasso di crescita del Pil in Europa è sceso negli ultimi mesi e questo non ha fatto bene all’economia italiana, ma la decrescita è stata più forte in Italia, il che suggerisce che le cause interne abbiano contato.
...se fossimo scesi dall’1,5 per cento del 2017 a -0,2 per cento (un calo di 1,7 come accaduto nell’area euro) avremmo potuto dire che era solo colpa di quanto è successo in Europa. Ma ci abbiamo aggiunto del nostro: il calo è stato da 1,5 a -0,8. La maggiore perdita, di 0,6 per cento di Pil (su base annua), è probabilmente imputabile a cause interne (spread in aumento per annunci politici vari e incertezza che questo ha causato). Quindi più di un terzo del rallentamento (0,6/1,7=0,35) è stato dovuto a cause interne. Teniamone conto per il futuro.....

Ma se continuiamo così saliremo ben presto a 2/3 e così via = basta che i provvedimenti messi in atto da questo governo esplichino i loro effetti negativi fino in fondo

e/o che il Giggino di turno si inventi qualche altra stronxata recessiva da ideologizzati fuori dal Mondo...





Come spiegavo in questo sfogo Facebook
quello che mi fa girare le balle è
1. aver basato la finanziaria su previsioni economiche fantasy o perché fessi o con dolo, scegliete voi (l'hanno fatto anche i governi prima ma non con questa magnitudine)
2. in un contesto di ciclo economico globale in rallentamento (che infatti ci ha portato in recessione) avere fatto una finanziaria assistenzialista di spese correnti (a debito) che non porterà a nessuna crescita checché ne dica Tria e compari 
3. sempre in un contesto molto negativo e sempre più debole avere fatto dei provvedimenti ulteriormente recessivi come il decreto dignità, come l'Ecotassa che parte oggi, come aver rotto le balle su TAV TRIV + tutto il resto ... ed adesso dai che ne arriveranno altre come le chiusure domenicali obbligatorie per legge e tutto l'armamentario da Decrescita (in)felice.


I rivenditori di auto non sanno come regolarsi ed i consumatori sono assolutamente disorientati.... Gli appelli rivolti al governo da parte di case costruttrici, filiera dell’auto e rivenditori finora sono caduti nel vuoto......«Domani entra in vigore il Bonus/Malus introdotto con la legge di Bilancio 2019 ma case costruttrici e dealer non conoscono ancora le modalità operative per attuare la misura»...Situazione incredibile, insomma, tanto più se si considera che la legge di Bilancio è stata approvata oramai da due mesi. Per questo “le Associazioni rappresentanti la filiera industriale e commerciale del settore automobilistico in Italia, nonostante le ripetute istanze di chiarimento poste alle Istituzioni competenti, esprimono forti preoccupazioni circa le ripercussioni che tali incertezze stanno già determinando sul mercato e sull’operatività delle imprese.....

Dell'idiozia di fare un'Ecotassa "pseudo-ecologista-ideologgggica"

(che poi come al solito è una scusa per fare CASSA)
col timing peggiore e nel contesto produttivo specifico italiano avevo già detto...ma tanto che lo dico a fare?

ECO-tassa: per arrivare là dove nessuna decrescita (in)felice è mai giunta prima...
Che ormai la presa in giro della crociata contro l'auto, dei blocchi del traffico, della lotta al diesel etc et sta sempre più venendo fuori, ma ne riparleremo...
Ispra. Inquinamento. Riscaldamento 38%, allevamenti 15.1%, industria 11.1%, auto 9%, energia 4.8%
4. aver fatto una cagnara assurda ed inutile su tutto per ottenere in cambio una mazza, a parte lo sbavamento interno della massa italopiteca di supporters = siamo isolati in Europa e paghiamo la salita dello spread in modo salato e su più livelli (checché ne dicano certe capre che lo spread non cambia nulla). 
Nuovo Btp 10 anni a ruba, ma macigno spread incombe su Italia: +23 mld di interessi in 3 anni

Inoltre si è creato un ulteriore effetto incertezza che è devastante in economia

5. almeno alcuni provvedimenti si potevano RIMANDARE a tempi più pimpanti...no?

SOUTH KOREA FEB. FIRST 20 DAYS EXPORTS FALL 11.7% Y/Y, 

IMPORTS FALL 17.3 % Y/Y, 
CHIP EXPORTS DROP 27.1% Y/Y, 
EXPORTS TO CHINA DECLINE 13.6% Y/Y ... 
Mentre la Corea del Sud ovvero - per chi è del settore - il classico "canarino nella miniera" delle Recessioni Globali è uscito con dei dati pessimi...
in FallitaGlia non ci si rende conto che la Recessione Tecnica già in atto a causa del rallentamento dell' EZ+Globale 
è stata già considerevolmente PEGGIORATA dal Governo degli Scappati di Casa 
anche solo con l'enorme effetto INCERTEZZA innescato dalle sparate quotidiane a somma negativa costi/benefici, 
da una finanziaria assistenzialista insostenibile e "fuori dal mondo" che già si parla di correzione da 9mld, 
da provvedimenti recessivi come eco-tassa decreto dignità, chiusure domenicali forzose, no-TAV no-TRIV no-tutto etc etc (cose che al limite ti puoi permettere se sali del 2,5% e non in recessione! Conta anche il timing cazzo! Ma vuoi spiegarlo a delle Capre pure invasate?)
Dalla salita dello spread che ha portato ad una quasi chiusura emissione obbligazionarie bancarie su mercato istituzionale e ad un principio di credit crunch + a costi molto maggiori per le emissioni di titoli di stato etc etc 
Ma la gente non si rende conto anche perché ormai 7 su 10 si fanno mantenere da 3 su 10 e dunque non hanno alcuna percezione dell'economia reale ma vivono in un altro mondo in dissociazione dalla realtà (almeno fino al Default).... 
Ma il PEGGIO deve ancora arrivare: 
quando vedi scemo e +scemo esultare per 50mila richieste di quota100 come fosse un successo...esultare per dei prepensionamenti (in maggioranza al sud e molti trai disoccupati) che sono costi e non innescheranno quasi nulla di positivo! 
Quando senti parlare di piani per rimettere Bankitalia sotto al controllo totale dello Stato (che già oggi non è affatto privata al contrario della bufala che gira). 
Quando senti parlare di nazionalizzazioni qui e là in stile sudamericano, incluso quel buco nero di Alitalia. 
Quando senti parlare di riprendersi l'oro di Bankitalia e di venderlo per ridurre il Debito (si scenderebbe di ca. 4 punti percentuali...un nulla...ed intanto tutte le altre banche centrali COMPRANO ed accumulano ORO). 
Quando senti parlare di uscita dall'euro unilaterale e forzata. 
Quando metti un economista in stile egualitario&venezuelano come Tridico all'INPS. 
Quando ti incontri con golpisti francesi e crei il peggiore incidente diplomatico dal 1940 con la Francia nella quale esportiamo 46mld. 
Quando si inizia a parlare di patrimoniale straordinaria e/o di acquisto forzoso di titoli di Stato. 
Quando senti Giggino&Dibba sparare stronzate quotidiane da totali capre incompetenti invasate e fuori dal Mondo ma le loro stronzate pesano di brutto ed influenzano l'agenda di Governo. 
Quando senti la Lega che vuole imporre alle radio almeno 1/3 di canzoni italiane 
mentre l'economia si sta inchiodando, è ormai in recessione, il fatturato industriale crolla del 7,3% come non accadeva dal 2009 etc etc 
EBBENE i 7 su 10 mantenuti non si rendono conto che quei 3 su 10 che ancora li mantengono si stanno sempre più CAGANDO SOTTO 
il che imprimerà una forte accelerazione "venezuelana" della Recessione con FUGA di capitali a nastro, con congelamento delle dinamiche produttive delle imprese che bloccheranno investimenti assunzioni etc più di quanto stiano già facendo (vedi inchiodata indici PMI Markit), delocalizzazioni ovunque si riesca ad implementarle etc etc
L'accelerazione da deriva venezuelana impressa da questo Governo di Scappati di casa è solo all'inizio, che non si rendono vagamente conto di come funzioni l'economia di un Paese e che sono stati pure sfigati a beccarsi rallentamento del super ciclo espansivo di 10 anni post-crack Lehman Brother con pompaggio banche centrali ...ma sono i meno indicati per gestire un momento già difficile... 
Infine come elemento peggiorativo = = è stato sdoganato un trend venezuelano del declino condito da totale dissociazione dalla realtà +dallo spaccio massiccio di bufale surreali alle quali si appiglia la maggioranza per non adattarsi/evolvere 

#FALLITAGLIAVENEZUELADIEUROPA


Fonte: qui

venerdì 10 febbraio 2017

Torna l'incubo spread. E adesso tremano anche i nostri conti pubblici

Il differenziale Btp-Bund a 201. Il costo sugli interessi potrebbe crescere fino a 50 miliardi

Lo spread sfonda quota 200 punti e noi dovremo abituarci. Negli uffici del ministero dell'Economia da giorni si stanno facendo le stime su quanto peseranno gli interessi sul debito a fine anno.
Ieri i timori per i conti pubblici si sono meterializzati in un aumento del differenziale tra il Btp e il bund tedesco che lascia poco spazio ai dubbi.
Per la prima volta in tre anni lo spread ha sfondato il muro dei 200 punti base, chiudendo la seduta di ieri a 201. Pesano le vendite dei Btp e il conseguente aumento dei rendimenti. Quelli del Btp decennale sono arrivati al 2,39% dal 2,24%, percentuale di chiusura della settimana scorsa.
Questa volta le ragioni dell'impennata non sono (solo) interne. I mercati si muovono sulle difficoltà dell'Ue dopo gli attacchi del presidente statunitense Trump e sulle incertezze che arrivano anche dagli stati forti dell'Europa. Dalla Germania, alle prese con elezioni incerte.
Poi, soprattutto, dalla Francia, dove il Fronte Nazionale di Marine Le Pen guadagna consensi su un programma che, se realizzato, metterebbe a serio rischio l'esistenza dell'Unione europea. Non sono bastate nemmeno le parole del governatore della Banca centrale europea sull'Euro irreversibile a invertire la tendenza. A rimetterci sono stati in primo luogo titoli degli stati più deboli. Oltre ai nostri Btp, i Bonos spagnoli che hanno chiuso la giornata con un differenziale rispetto ai Bund a 141 punti base (+20 punti rispetto a venerdì) e un rendimento salito all'1,79% dall'1,64%.
Questa volta anche la Francia ha risentito dell'ondata di vendite e lo spread con i Bund è arrivato a 77 punti, il massimo da quattro anni. Una tempesta perfetta completata con i mercati finanziari che hanno chiuso tutti in perdita. In particolare Piazza Affari, a meno 2,21%, a causa dei bancari e di Unicredit.
L'Italia è destinata comunque a pagare il conto più salato. I tassi di interesse stanno aumentando in tutto il mondo per ragioni diverse. L'Italia accentua questa tendenza per ragioni interne. L'aumento del costo del debito fa diminuire a sua volta la fiducia dei mercati sul Belpaese, già minata dalla prospettiva di una Banca centrale europea meno interventista e, viste le pressioni tedesche sempre più forti, sempre meno disposta ad acquistare titoli di stato, quindi a tenere bassi i tassi di interesse.
Questo significa che dovremo abituarci a spread più alti di quelli degli ultimi due anni. Forse più alti anche rispetto a quelli di ieri.
Se gli interessi sul debito italiano aumenteranno ancora ne risentiranno i conti pubblici. La preoccupazione emerge da qualche dichiarazione del ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan e da studi della direzione debito del dicastero di via XX settembre. Difficile sapere ora quanto peserà la voce interessi sul deficit del 2017, ma «se si riproponesse una crisi dello spread come quella del 2011 costerebbe sui 50 miliardi», spiega Emanuele Canegrati, analista di BlackPearlFX.
Sulla stessa linea Unimpresa che calcola cosa succederebbe se il livello dello spread, e quindi degli interessi sul debito italiano, dovessero semplicemente rimanere sullo stesso livello: di ieri «si potrebbe ottenere un aggravio tra i 12 e i 20 miliardi».
Un costo extra da aggiungere all'extradeficit da 3,4 miliardi che il governo si appresta a correggere nelle prossime settimane con una manovra che sarà quasi esclusivamente concentrata sulle entrate, cioè sulle tasse. In prospettiva, nel 2018, ci sono altri 20 miliardi da coprire per le clausole di salvaguardia ed evitare un aumento dell'Iva. Impresa quasi impossibile.
 Mar, 07/02/2017
Fonte: qui

P.S. lo spread aumenta perchè molti italiani, per salvaguardarsi dalla rottura dell'Euro, preferiscono disinvestire dai titoli di Stato del nostro paese e comprare quelli di paesi ritenuti più solidi.