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sabato 11 luglio 2020

UNIMPRESA: LE AZIENDE DEL PAESE SI AVVIANO ALLA CATASTROFE AUTUNNALE

STRONCATO L’ULTIMO PROVVEDIMENTO DEL CONTE CASALINO TACCHIA: È IL DECRETO COMPLICAZIONE

DOPO IL WARNING DEL MINISTRO LAMORGESE, ARRIVA L’ALLARME ROSSO DELLE PMI

L’EX SENATORE LAURO: GIUNGLA FISCALE E ZERO LIQUIDITÀ, ECCO COME MUORE L’ECONOMIA ITALIANA

(ANSA) - Raffaele Lauro e' il nuovo segretario generale di Unimpresa. La nomina e' stata decisa oggi con una determinazione del presidente di Unimpresa, Giovanna Ferrara.

 

Nel provvedimento di nomina di Lauro, gia' prefetto e senatore, che diventa anche membro del comitato di presidenza di Unimpresa, vengono precisate le motivazioni e le finalita' della scelta: sviluppare, intensificare e consolidare i rapporti tra Unimpresa e le Istituzioni pubbliche, a ogni livello, sia nazionale sia internazionale, nonche' le strategie complessive dell'associazione, in una fase di complessa ripresa delle attivita' imprenditoriali degli associati.

raffaele lauroRAFFAELE LAURO

 

Al fine del concorso e dell'impulso al conseguimento di tali finalita' strategiche, Unimpresa intende puntare sulla ricca formazione nonche' sulle prestigiose esperienze istituzionali e professionali di Unimpresa. La presentazione e l'insediamento del nuovo segretario generale avverra' venerdi' 10 luglio, a Castellammare di Stabia, in occasione della riunione del comitato di presidenza, convocato per definire le nuove politiche, post Covid-19, dell'associazione e le ulteriori proposte da sottoporre al governo per affrontare la grave crisi in atto delle piccole e medie imprese, che subirebbe un ulteriore e irreversibile aggravamento, senza misure straordinarie e immediatamente efficaci, in termini di semplificazioni burocratiche, di misure fiscali e di accesso alla liquidita'.


Fonte: qui


Bankitalia: Pil 2020 -9,5%, -13% se peggiora pandemia

Produzione industriale in ripresa, ma sotto livelli pre-covid

Ansa - L'economia italiana va verso una riduzione del Pil del 9,5% quest'anno nello scenario base di una diffusione della pandemia sotto controllo in Italia e a livello globale. Lo scrive Bankitalia nel bollettino economico. Se tuttavia emergessero nuovi focolai "rilevanti" - avverte Bankitalia - "il Pil potrebbe scendere di oltre il 13% quest'anno" con un recupero più moderato negli anni successivo rispetto allo scenario di base, che prevede +4,8% nel 2021 e +2,4% nel 2022. Le stime potrebbero al contrario migliorare con un rafforzamento delle politiche espansive all'esame dell'Unione europea.
    Bankitalia rileva anche che la produzione industriale dopo la flessione dell'8,4% del primo trimestre, ha registrato un'ulteriore brusca caduta in aprile ma "con la graduale rimozione dei provvedimenti di chiusura l'attività industriale sarebbe tornata a crescere in maggio e giugno (complessivamente di circa il 40% rispetto ad aprile)". Tuttavia, la produzione rimarrebbe inferiore di quasi il 25% ai livelli precedenti la diffusione dell'epidemia".

Produzione industriale a maggio +42,1%.

Ansa - La produzione industriale a maggio schizza in alto, segnando un aumento del 42,1% rispetto ad aprile. Lo rileva l'Istat, parlando di una "significativa ripresa delle attività" dopo il lockdown. Il confronto congiunturale, infatti, è con un mese, l'Istituto di statistica lo ricorda, "caratterizzato dalle chiusure in molti settori produttivi in seguito ai provvedimenti connessi all'emergenza sanitaria". Su base annua il dato mostra ancora un calo ampio: corretto per gli effetti di calendario, a maggio l'indice complessivo diminuisce in termini tendenziali del 20,3%.

Maggio, inoltre, vede la produzione industriale in impennata ma il livello dell'attività, l'Istat lo sottolinea nel commento ai dati, "risente ancora della situazione generata dall'epidemia di Covid-19: l'indice generale, al netto della stagionalità, presenta una flessione del 20,0% rispetto al mese di gennaio, ultimo periodo precedente l'emergenza sanitaria". E ancora, viene fatto presente, "nella media del periodo marzo-maggio, il livello della produzione cala del 29,9% rispetto ai tre mesi precedenti".

La produzione industriale di autoveicoli a maggio mostra su base annua un calo del 50,8%, rende inoltre noto l'Istat, fornendo il dato tendenziale corretto per gli effetti di calendario. Il ribasso in termini grezzi è pari al -54,5%. In sostanza l'attività nel settore si è dimezzata rispetto a maggio dello scorso anno.

Sempre a maggio, rispetto ad aprile, "tutti i comparti" dell'industria italiana "sono in crescita congiunturale, ad eccezione di quello delle industrie alimentari, bevande e tabacco, in leggera flessione", (-0,5%). Settore questo che però aveva retto durante la fase più acuta dell'emergenza Covid. Rimbalzi addirittura a tre cifre si evidenziano invece per le attività che più avevano risentito del lockdown: +142,5% per il tessile e +140,2% per i mezzi di trasporto. E' quanto emerge dalla nota dell'Istat sulla produzione industriale a maggio. Su base annua la situazione è capovolta, con ribassi in tutti i settori.


Bonomi, nel Paese non viene raccontata la realtà

Giovani di Confindustria, non si governa con gli annunci

Ansa - "Siamo in un Paese dove la realtà non viene raccontata", dice il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, al 'convegno digitale' dei Giovani Imprenditori."Nessuno ha l'interesse, il coraggio, la volontà, di dir quale è la realtà, cosa ci aspetta in autunno. E voglio riferirmi solo ai temi economici e non a quelli politici da cui voglio sempre restare fuori", dice. Ed a chi lo introduce chiedendo 'come va?', Bonomi risponde in modo netto con una battuta: "Ha una domanda di riserva?".

 "Ci attende un crollo del Pil attorno al 9%, l'esplosione del debito pubblico e il rischio di raddoppio del numero di famiglie in povertà assoluta. Saranno mesi complicati, in cui perdere tempo significa perdere l'occasione di contenere gli effetti della crisi economica" sottolinea il leader degli industriali under 40, Riccardo Di Stefano, al 'primo convegno digitale' dei Giovani Imprenditori, cinquanta anni dopo il primo tradizionale convegno di Rapallo quest'anno fermato dall'emergenza Covid. E avverte. "Non si può pensare di governare con annunci e poi dilatare all'infinito il tempo che passa tra le parole e gli effetti di quelle misure. Le nostre imprese e i cittadini non possono più attendere". E "occorre modificare le politiche che non hanno prodotto risultati", dice citando il reddito di cittadinanza: "Solo il 2% ha trovato lavoro", "Basta con le misure costose e inefficaci".
    "Visto che abbiamo passato la fase 1, la fase 2 e la fase 3 senza mai parlare veramente di giovani, noi chiediamo che il governo ora metta in campo una vera e propria "fase giovani"", sottolinea ancora Di Stefano: "Siamo i grandi assenti delle politiche di questi mesi"..
    "Fare impresa in Italia resta difficile. E' Intollerabile per la seconda manifattura europea. Ecco perché chiediamo al Governo che venga varato subito il decreto semplificazioni", aggiunge. E "chiediamo di saldare i 50 miliardi di debiti pregressi della P.a. Che senso ha mettere in campo un decreto come quello sulla liquidità, che vale proprio 50 miliardi, quando basterebbe saldare i debiti contratti con le aziende? E come si può pensare di sostenere le imprese, stremate dal covid, se per accedere ai finanziamenti occorrono 19 adempimenti burocratici?".

giovedì 9 luglio 2020

ITALIA: COLLASSA IL PIL DI QUALCHE PUNTICINO!


La manovra delle tre carte - Nicola Porro

Ieri sino usciti i dati relativi al Pil europeo e italiano dell’ultimo trimestre, una tale meraviglia che in giro c’è gente che si strappa gli euro di mano vendendo dollari, una delle nuove view che qualche buontempone vende ai suoi clienti sperando nel recovery fund e nell’azzeramento della sentenza della Corte di Karlsruhe…

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Infografica: previsioni profonde sulla recessione europea per il 2020 | Statista

Vorrei semplicemente ringraziare osservando questi dati il Governo italiano che con una chiusura indiscriminata dell’attività produttiva ha favorito le aziende di Paesi come la Polonia, la Repubblica Ceca, Romania e Ungheria, tanto per dirne alcune, ma un ringraziamento sentito va a questo professore di lettere che ha capito tutto delle dinamiche economiche di questa crisi, proprio tutto grazie alla “bodenzadi fuogo” mai vista messa(ed infatti si deve ancora vedere!) a disposizione dal Governo italiano…

Il primo semestre dell’anno, se l’emergenza coronavirus dovesse persistere, vedrebbe “una elevata contrazione del Pil” che porterebbe a fine anno a una caduta “nel 2020 di qualche punto percentuale, grave ma gestibile e recuperabile”.

Due milioni di lavoratori aspettano ancora la cassa integrazione!

Io capisco che siete già tutti al mare, che è meglio godersi questa estate prima che Conte e Gualtieri in autunno chiudano anche l’aria al Paese, ma Signori, un minimo di indignazione per favore, aveva davvero ragione il buon Aristotele, apatia e tolleranza sono le ultime virtù di una società morente!

Sono numeri semplicemente devastanti, soprattutto alla luce del NULLA che è arrivato da questa Europa.

L’economia tedesca poi è un esempio di virtuosismo che deve essere insegnato nelle scuole, un’economia basata esclusivamente sul mercantilismo e dumping sociale sta recuperando che è una meraviglia un rimbalzo strepitoso…

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Un tale rimbalzo che ha indotto uno dei burattini della plutocrazia europea a richiedere allarmato l’immediata approvazione del recovery fund…

Ma tu pensa ci voleva la scienza dei numeri per svegliare questi ignoranti, ma ovviamente nulla sarà gratuito, davvero NULLA…

Le regole torneranno chiaro il concetto o serve l’audio?

Non solo le regole torneranno ma pure la dimensione giuridica di un trattato come il MES che al momento opportuno verrà utilizzata per fottere il nostro Paese.

Ma c’è ancora qualcuno sano di mente in questo Paese che si domanda il motivo per il quale mezza Europa di plutocrati spinge perché utilizziamo questo camera da gas?

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Ora manca solo Papa Francesco a dirci che il MES è una meraviglia o l’Unesco che lo dichiari patrimonio dell’umanità!

Ma davvero c’è ancora qualche stupido in questo Paese che dopo che la Commissione Europea ci ha fatto chiudere ospedali e distruggere il Servizio sanitario nazionale insieme alla letterina di Mario Draghi, ma davvero c’è ancora qualche stupido che vuole prendere il MES per riaprire qualche ospedale.

I soldi ce li devono regalare senza MES per scusarsi dell’idiozia tedesca e tutta italiana di molti economisti nostrani che l’austerità, non trovo una parola migliore è valida, l’austerità è giusta, funziona, chiarifica, purifica, penetra e cattura l’essenza dello spirito evolutivo come direbbe storpiandola Gordon Gekko.

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Comunque aspettatevi un nuovo fate presto di Confindustria, di decine di gatti e volpi nel campo dei miracoli italiano!

Ma lasciamo da parte il nostro Paese e occupiamoci dell’America dove il coronavirus sta mettendo in chiara difficoltà la possibilità di rielezione di Donald Trump, con alcuni senatori repubblicano che iniziano a prendere le distanze dall’attuale amministrazione americana.

Francamente è davvero incredibile quello che sta accadendo in America in piena estate non oso pensare a cosa accadrà questo inverno e soprattutto a novembre…

Ma ciò che conta davvero è per quanto tempo la Federal Reserve continuerà a nascondere la realtà comprando azioni e titoli spazzatura, perché a breve dovrà decidere se comprarsi tutte le cartolarizzazioni del Commercial Real Estate, il settore dei mutui commerciali le cui transazioni sono crollate ai minimi del 2009, una marea di carta straccia che non potrà che finire nei bilanci della Banca centrale americana…

Non mi meraviglierei se a forza di comprare di tutto prima o poi le banche centrali si comprano anche i miliardi emessi dalla potente mafia calabrese, l’importante è che la FED continui a comprare i nostri tesorucci, che continuano ad andare che è una meraviglia nonostante le illusioni dei mercati azionari…

“Piazzato sul mercato un miliardo di bond legati alla ‘ndrangheta”: lo scrive il Financial Times. Crediti provenienti da sanità e gestione dei migranti

C’è da dire Bellezza, questa è la finanza come direbbe Gordon Gekko, non penserai davvero di vivere in una democrazia?

Sarà un’estate davvero interessante per i nostri tesorucci, Machiavelli è davvero in grandissima forma!

Fonte: qui

giovedì 11 giugno 2020

IL LOCKDOWN UCCIDE PIÙ DEL VIRUS?

SECONDO IL PROFESSOR PHILIP THOMAS DELL’UNIVERSITÀ DI BRISTOL LA POVERTÀ E LA DEPRESSIONE FARANNO PIÙ MORTI DEL COVID! 

NEL REGNO UNITO CON UN BLOCCO INTERMITTENTE NELL’ARCO DI CINQUE ANNI POTREBBERO MORIRE 150MILA PERSONE. MA CI SAREBBERO 675MILA VITTIME PER I DANNI COLLATERALI. 

PIÙ DI TUTTI I CADUTI BRITANNICI NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE E PIÙ DEI DECESSI CHE CI SAREBBERO STATI TENENDO TUTTO APERTO...

Perché il lockdown potrebbe costare più vite umane di quante ne faccia risparmiare

Articolo di “The Telegraph”, dalla rassegna stampa estera di “Epr comunicazione”

 

PHILIP THOMAS - UNIVERSITA' DI BRISTOLPHILIP THOMAS - UNIVERSITA' DI BRISTOL

Il 25 marzo, appena un giorno dopo la chiusura della Gran Bretagna, l'economista professor Philip Thomas, dell'Università di Bristol, ha fatto una triste previsione, scrive The Telegraph. Se il Paese restasse in isolamento per più di due mesi, avvertì, le vite salvate sarebbero cancellate da quelle perse a causa dell'impatto dell'inevitabile recessione.

IL LOCKDOWN UCCIDE PIU' DEL VIRUS - ARTICOLO DEL TELEGRAPHIL LOCKDOWN UCCIDE PIU' DEL VIRUS - ARTICOLO DEL TELEGRAPH

La Gran Bretagna ha passato quella linea temporale più di due settimane fa, ma le restrizioni rimangono in gran parte in vigore e c'è un crescente allarme tra gli economisti che la cura è diventata molto più letale della malattia.

boris johnson accoglienteBORIS JOHNSON ACCOGLIENTE

 

Il Prof. Thomas stima ora che 150.000 persone potrebbero morire di Covid-19 nell'arco di cinque anni nelle condizioni di blocco intermittente necessarie per mantenere i tassi di infezione, o il numero di riproduzione 'R', al di sotto di uno se non si trova un vaccino. Ma egli prevede che 675.000 persone potrebbero morire per i danni collaterali - molto di più dei 577.000 decessi previsti dall'Imperial College di Londra se il coronavirus fosse stato permesso di circolare tra la popolazione senza controllo. Più, infatti, di tutte le vite britanniche perse nella seconda guerra mondiale. 

coronavirus ItaliaCORONAVIRUS ITALIA

 

"L'economia di una nazione e la sua salute sono così fortemente legate che a un certo punto diventano inseparabili", ha detto il Prof. Thomas quando ha pubblicato i nuovi dati il mese scorso. "La povertà uccide tanto quanto il coronavirus". Gli scienziati sono così preoccupati per i costi catastrofici dell'isolamento che il Consiglio di ricerca economica e sociale (ESRC) ha commissionato una ricerca per determinare se l'impatto della recessione sarà molto più dannoso per la salute della nazione rispetto alla pandemia stessa.

 

i morti per coronavirus regno unito vs sveziaI MORTI PER CORONAVIRUS REGNO UNITO VS SVEZIA

Probabilmente, tale ricerca avrebbe dovuto essere effettuata mesi fa. Il governo è stato ampiamente criticato per non essere riuscito a coinvolgere tempestivamente gli economisti. Quando il Paese è andato in isolamento, non c'era stato alcun modello degli effetti a lungo termine sulla salute e sulla società della chiusura di un'intera economia.  Parlando al Comitato di selezione per la scienza e la tecnologia, venerdì, l'eminente economista James Poterba, professore di economia al Massachusetts Institute of Technology (MIT), ha detto: "C'è stata troppo poca interazione tra gli epidemiologi e la comunità economica.

 

proteste anti lockdown in germania 15PROTESTE ANTI LOCKDOWN IN GERMANIA 15i cartelli nei negozi del centro di roma che rischiano di chiudere 2I CARTELLI NEI NEGOZI DEL CENTRO DI ROMA CHE RISCHIANO DI CHIUDERE 

"Questa è una situazione in cui l'economia è assolutamente essenziale per formare la progettazione delle politiche". Lo scienziato sociale è in grado di individuare le cose che potrebbero non essere all'ordine del giorno per le persone che sono state formate come medici". Carol Propper, professoressa di economia all'Imperial College di Londra, ha recentemente pubblicato un articolo che suggerisce che un'imminente recessione porterà a un significativo aumento delle malattie croniche.

 

Durante la parte più intensa della crisi finanziaria del 2008 nel Regno Unito, c'è stato un calo dell'occupazione di circa il cinque per cento. Un calo analogo nel prossimo anno vedrebbe un aumento tra il sette e il dieci per cento delle malattie croniche nelle persone in età lavorativa. Ciò si traduce in circa 900.000 persone in più con patologie come l'asma, la depressione e i problemi cardiaci, secondo le previsioni dell'Imperial college.   Parlando al comitato di selezione, la Prof Propper, anche presidente della Royal Economic Society, ha detto che i bambini saranno particolarmente colpiti.

coronavirus londraCORONAVIRUS LONDRA

 

fabbrica coronavirus 4FABBRICA CORONAVIRUS 














"Questo è un problema complesso in cui abbiamo uno shock sanitario che ha portato a uno shock economico", ha detto. "La nostra ricerca indica che un calo dell'uno per cento dell'occupazione equivale a un aumento del due per cento della prevalenza di malattie croniche". "Diverse recessioni in passato hanno colpito i giovani, in particolare i bambini.

Queste recessioni allungano una lunga ombra sulla loro vita, e i bambini nati in recessione possono vivere una durata di vita considerevolmente più breve rispetto ai bambini non nati in quei periodi".

 

proteste contro il lockdown in colorado 15PROTESTE CONTRO IL LOCKDOWN IN COLORADO metro affollata londra 3METRO AFFOLLATA LONDRA 














Finora, la nostra comprensione di come le recessioni influenzino la salute si è basata sul crollo finanziario del 2008. Ma le ricadute economiche del coronavirus saranno probabilmente molto peggiori. Durante la crisi finanziaria, il PIL nel Regno Unito ha subito una contrazione del 6,4% pro capite in due anni.  Ma solo a marzo, la Gran Bretagna ha registrato un calo del 5,8 per cento, mentre l'Office of Budget Responsibility (OBR) ha previsto un calo senza precedenti del 35 per cento. Ciò significa che i costi sanitari della pandemia potrebbero essere cinque volte peggiori di quelli del 2008.

 

coronavirus londraCORONAVIRUS LONDRA

Gli esperti prevedono aumenti particolarmente consistenti della depressione e dell'ansia, e le recessioni tendono a portare a un aumento dei suicidi. Tra il 2008 e il 2010, in Inghilterra e nel Galles ci sono stati 846 suicidi maschili in più e 155 suicidi femminili in più rispetto a quanto ci si sarebbe aspettato prima del 2008. L'Irlanda ha registrato altri 476 decessi.  Cancer Research UK ha avvertito che la crisi potrebbe significare altri 18.000 decessi per cancro solo quest'anno, dato che le segnalazioni urgenti in Inghilterra sono diminuite del 62 per cento, mentre i trattamenti chemioterapici sono stati eseguiti solo al 70 per cento dei livelli normali. 

 

recessione coronavirusRECESSIONE CORONAVIRUSproteste contro il lockdown in colorado 17PROTESTE CONTRO IL LOCKDOWN IN COLORADO 
















Dall'inizio di marzo ci sono stati quasi 13.000 decessi inspiegabili in eccesso, che probabilmente sono dovuti a persone non in grado di accedere all'assistenza sanitaria, o a pazienti affetti da demenza che hanno perso la routine e l'accesso ai propri cari. Una lunga e devastante recessione è anche probabile che porti all'austerità, che impedirà alla Gran Bretagna di dedicare altrettante risorse ai servizi sanitari, portando a un generale declino dell'aspettativa di vita. 

proteste contro il lockdown in colorado 14PROTESTE CONTRO IL LOCKDOWN IN COLORADO 

 

Dopo il crollo finanziario del 2008, l'aumento dell'aspettativa di vita in Gran Bretagna si è arrestato per la prima volta in 30 anni. Alcuni scienziati stimano addirittura che potrebbe aver fatto scendere la speranza di vita di sette settimane in media.  Il prezzo di rimanere in lockdown sta semplicemente diventando troppo alto. Come ha concluso recentemente il Prof. Thomas: "Un crollo economico globale potrebbe essere una minaccia molto più significativa per la vita umana. A un certo punto dovremo mettere in pericolo delle vite nel presente per salvarle in futuro".

mercoledì 10 giugno 2020

LE PREVISIONI HORROR PER L’ITALIA DELL’ORGANIZZAZIONE PER LA COOPERAZIONE E LO SVILUPPO: IL PIL SCENDERÀ DELL’11,3%, MA SOLO SE NON CI SARÀ UNA SECONDA ONDATA, ALTRIMENTI IL CROLLO SARÀ DEL 14%


LO SCENARIO PEGGIORE PER IL DEBITO PUBBLICO: ARRIVERÀ AL 170%...
OCSE: DEBITO ITALIA 158%,FINO 170% SE NUOVA ONDA VIRUS
giuseppe conte pil recessioneGIUSEPPE CONTE PIL RECESSIONE
(ANSA) - Nel caso di una seconda ondata epidemica entro la fine dell'anno il debito pubblico dell'Italia passerà dal 134,8% del Pil del 2019, al 169,9% del 2020, per poi riscendere al 165,5% nel 2021: è quanto afferma l'Ocse nelle Prospettive Economiche presentate oggi a Parigi. Nel caso in cui la seconda ondata non si dovesse invece verificare il debito pubblico passerà dal 134,2% del 2019 al 158,2% del 2020, per poi riscendere al 152,2% del 2021.

OCSE:PIL ITALIA GIU' 14% IN CASO DI NUOVA ONDATA VIRUS 
(ANSA) - Il Pil dell'Italia dovrebbe crollare del 14% nel 2020 prima di risalire del 5,3% nel 2021 nel caso in cui ci dovesse essere una seconda ondata di virus. Se si si riuscirà invece a scongiurare il ritorno del nemico invisibile, il Pil dovrebbe calare dell'11,3% nel 2020 e risalire del 7,7% nel 2021: è quanto si legge nella scheda consacrata all'Italia delle Prospettive economiche dell'Ocse.

OCSE: ITALIA,RADDOPPIARE SFORZI PER RIFORME STRUTTURALI
roberto gualtieri giuseppe conteROBERTO GUALTIERI GIUSEPPE CONTE
(ANSA) - La crisi legata al coronavirus ha rappresentato "un passo indietro degli sforzi per giungere ad una crescita piu' forte ed inclusiva. Le misure d'urgenza per far fronte alle ricadute economiche della crisi sono giustificate e si dovrebbero completare e raddoppiare gli sforzi per proseguire un ambizioso programma di riforme strutturali": è quanto scrive l'Ocse nella scheda consacrata all'Italia dell'Economic Outlook. Per l'organismo internazionale con sede a Parigi, inoltre, "continuare ad estendere il sostegno nei settori in cui la domanda potrebbe tornare rapidamente può evitare la disoccupazione e accelerare la ripresa".

chiusi per virusCHIUSI PER VIRUS
OCSE:DEFICIT PIL ITALIA AL 12,8% CON SECONDA ONDATA VIRUS
ocseOCSE
(ANSA) - Il rapporto deficit Pil dell'Italia dovrebbe schizzare dall'1,6% del 2019 al 12,8% del 2020, per poi riscendere al 9,7% nel 2021 nel caso di una seconda ondata di virus entro la fine dell'anno: è quanto emerge dalle tabelle dell'Economic Outlook dell'Ocse presentato oggi a Parigi. Nel caso in cui invece non ci dovesse essere una seconda ondata, il rapporto deficit Pil dovrebbe passare dall'1,6% del 2019 all'11,2% del 2020, per poi riscendere al 6,8% nel 2021.

OCSE: CONTRO POVERTÀ MIGLIORARE REDDITO CITTADINANZA
i cartelli nei negozi del centro di roma che rischiano di chiudere 3I CARTELLI NEI NEGOZI DEL CENTRO DI ROMA CHE RISCHIANO DI CHIUDERE 
(ANSA) "La razionalizzazione e il miglioramento dell'accesso ai programmi di sostegno al reddito, come il reddito di cittadinanza, impedirebbe un forte aumento della povertà e sosterrebbe la domanda durante la ripresa". è quanto scrive l'Ocse nella scheda consacrata all'Italia dell'Economic Outlook. "Se i crediti deteriorati cominciano ad aumentare - prosegue l'Ocse - il governo dovrebbe essere pronto a potenziare il programma di sostegno agli attivi bancari (Gacs, Fondo di Garanzia sulla Cartolarizzazione delle Sofferenze)". Inoltre, per l'Ocse, l'attuazione della nuova legge fallimentare contribuirebbe a garantire che le "aziende vitali vengano ristrutturate piuttosto che liquidate".
chiuso per virusCHIUSO PER VIRUS

OCSE: ITALIA, SETTORE TURISMO PARTICOLARMENTE ESPOSTO
(ANSA) - "Al di là dei rischi di breve termine legati alla crisi pandemica, il principale rischio riguarda la forza e la durata della ripresa. Il settore del turismo in Italia è particolarmente vulnerabile ad una crisi prolungata dello scenario cosiddetto a 'doppio impatto' (vale a dire con una seconda ondata di virus nel 2020,ndr.), perché il turismo rischia di indebolirsi a medio termine come anche le piccole imprese del settore, 52.000 solo per quanto riguarda gli alloggi": è quanto si legge nella scheda consacrata all'Italia delle Prospettive economiche dell'Ocse.

Fonte: qui

“IL PIANO COLAO? HO L'IMPRESSIONE CHE I COMPONENTI DELLA TASK FORCE NON ABBIANO UN'IDEA DELLA VITA REALE” - IL PROFESSOR SAPELLI: “IL PIANO È ESPRESSIONE DI QUEL MANAGERIALISMO, CHE POI È L'IDEOLOGIA CHE CI HA PORTATO ALLA ROVINA. 
LE REGOLE CHE TI INSEGNANO NELLE SCUOLE DI BUSINESS NON POSSONO SERVIRE A CAMBIARE IL MONDO 
NON SI FA CENNO ALLA RIFORMA DELLA MAGISTRATURA E NON SI SPIEGA COME CREARE LAVORO. 
LA STRETTA SUL CONTANTE NON SERVE A COMBATTERE L'EVASIONE, VISTO CHE GLI EVASORI SI RIFUGIANO NEI PARADISI FISCALI…”

giulio sapelliGIULIO SAPELLI
Professor Giulio Sapelli, il piano elaborato da Vittorio Colao è apparso a molti troppo liberista ...
«Non la penso come l'Istituto Bruno Leoni, ma hanno ragione quando dicono a Colao che l'Italia non è un'azienda e il governo non è un consiglio di amministrazione».

Un problema di metodo?
«Manca una visione olistica, è fatto di schede e in questo senso mi ricorda il programma del Pd ai tempi di Prodi. Oggi l'obiettivo è rimettere in moto la macchina».

VITTORIO COLAOVITTORIO COLAO
Ci sono misure che non vanno in questa direzione?
«Ad esempio dove di fatto si ripropone l'equo canone per gli affitti degli esercizi commerciali. Una follia. Ma in generale non si dice nulla di rilevante sull'intervento dello Stato in economia, che in questi tempi dovrebbe avere caratteristiche del tutto diverse dal passato».

Anche lei pensa che manchi una visione politica?
«Ho l'impressione che i componenti della task force non abbiano un'idea della vita reale. La politica è un'altra cosa. Penso a Moro e anche al vecchio Pci. Mi sono riletto gli atti di un convegno del Partito comunista del '45, Togliatti era appena tornato dalla Russia. C'era una visione e idee concrete. Ad esempio si spiegava che per fare fronte all'alta disoccupazione di quegli anni si sarebbe dovuto favorire l'emigrazione in paesi Europei dai quali si sarebbero dovute pretendere condizioni favorevoli per i nostri connazionali. Se qualcuno lo scrivesse ora sarebbe tacciato di fascismo».
Gualtieri ConteGUALTIERI CONTE

Il piano Colao è ideologico?
«Semmai è espressione di quel managerialismo, che poi è l'ideologia che ci ha portato alla rovina. Le regole che ti insegnano nelle scuole di business non possono servire a cambiare il mondo».

Chiede di sospendere il decreto dignità...
«Ed è giusto, quel punto va benissimo. Ma ad esempio non si fa cenno alla riforma della magistratura. Non si va da nessuna parte se non si separano le carriere dei giudici. Non c'è la difesa del reddito di cittadinanza, ma non si spiega come creare lavoro. Avrei voluto leggere che va eliminata la legge sugli appalti, chiudere l'autorità anticorruzione, riformare il diritto amministrativo e riportare la protezione civile ai tempi di Zamberletti e Bertolaso».
gli italiani amano i contanti 4GLI ITALIANI AMANO I CONTANTI 

La stretta sul contante?
«Non serve a combattere l'evasione, visto che gli evasori si rifugiano nei paradisi fiscali. Falso che sia una tendenza europea. È solo un attacco immorale ai commercianti, agli artigiani e agli anzian».

Il governo utilizzerà il piano, nelle parti attuabili?
«Ma figuriamoci. Le task force sono come i consulenti dei manager, servono a evitare responsabilità. Poi: o fai gli Stati generali o attivi una task force, non entrambe le cose. Hanno voluto fare tutto per non fare niente, mentre la gente soffre. Gli imprenditori hanno anticipato di tasca propria la cassa integrazione e stiamo perdendo l'acciaio».

protesta operai contro arcelorPROTESTA OPERAI CONTRO ARCELOR
Sull'Ilva il governo ha sbagliato?
«È chiaro che Arcelor ha comprato per rivendere. Un sito, quello di Taranto, che aveva problemi di sovraproduzione e che quindi era il migliore candidato per partecipare alla grande ricostruzione dell'area della antica Mesopotamia dopo la guerra. Sarà quello il volano della ripresa dell'Europa. Nel piano non c'è niente che possa disturbare il manovratore. Peraltro Colao ha scritto il piano da Londra. Mi ricorda il primo re greco. Sconfitto l'impero ottomano non avevano una casa reale e chiamarono Ottone I di Baviera. Un po' di buon gusto per favore ...».
Fonte: qui