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domenica 29 dicembre 2019

NON DITE A DI MAIO CHE IL NEOMINISTRO MANFREDI E’ FINITO SOTTO PROCESSO E SE LE E’ CAVATA CON LA PRESCRIZIONE


CON LO SPACCHETTAMENTO DELL’ISTRUZIONE I 5 STELLE HANNO PERSO LA MAGGIORANZA IN CONSIGLIO DEI MINISTRI 

DA OGGI, INFATTI, SI CONTANO 11 MINISTRI PER IL CENTROSINISTRA E SOLO 10 PER IL MOVIMENTO 5 STELLE...


GIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIOGIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIO
Indagato e salvato dalla prescrizione. Ma per Gaetano Manfredi, neo-ministro dell'Istruzione accusato di falso nell'inchiesta dei balconi marci L'Aquila (prima udienza preliminare fissata solo nel febbraio 2020, a 6 anni dall'inizio delle indagini) il problema politico e di opportunità resta, eccome. 

Paolo Becchi, che per primo su Twitter ha fatto notare il "dettaglio" nel silenzio sospetto dei parlamentari della maggioranza (cosa ne pensano, ad esempio, i manettari del M5s?) e dei maggiori organi di informazione, oggi ha due domandine da porre al Rettore della Federico II, nonché Presidente della CRUI. "È vero che prima della prescrizione il Rettore ha nominato come Revisore dei Conti il Procuratore della Corte dei Conti dell'Aquila?". E ancora: "È vero che il Rettore è stato denunciato da un collega della stessa Università per abuso di potere ed omissione di atti d'ufficio e che la magistratura ha archiviato la denuncia scrivendo che non sarebbe stato opportuno (!) sentire come testimoni professori citati come testi?".

manfrediMANFREDI

LO SPACCHETTAMENTO FREGA DI MAIO

Doppia poltrona, una fregatura per il Movimento 5 Stelle. I retroscena sulla nomina di Lucia Azzolina all'Istruzione e Gaetano Manfredi all'Università e Ricerca, infatti, svela il malumore dei grillini per la decisione del premier Giuseppe Conte. Sabato sera, a qualche ora dalla conferenza stampa d'annuncio a Palazzo Chigi, dal Movimento filtra un virgolettato: "Abbiamo perso la maggioranza in Consiglio dei ministri".

luigi di maio a nataleLUIGI DI MAIO A NATALE



La grillina Azzolina infatti sostituisce numericamente il collega (quasi ex) di partito Lorenzo Fioramonti, ma è il tecnico Manfredi (rettore dell'Università Federico II di Napoli e fratello di un ex deputato del Pd) a spostare gli equilibri: oggi, infatti, si contano 11 ministri per il centrosinistra (contando i dem e i renziani di Italia Viva) e solo 10 per il Movimento 5 Stelle, che pure è il primo partito in Parlamento ed è vitale, dunque, per la sopravvivenza della maggioranza giallorossa e di questo fragilissimo governo. Resta da capire se le conseguenze dello spacchettamento deciso dai Conte siano state sottovalutate (politicamente, fatto sconcertante) o se sia invece un disegno preciso del premier, un segnale mandato a Luigi Di Maio che nelle ultime settimane ha lanciato contro Palazzo Chigi messaggi sempre più ostili. 

MANFREDI
azzolina manfrediAZZOLINA MANFREDI
"Io indagato? Un atto formale". Gaetano Manfredi, neo-ministro dell'Università e Ricerca designato sabato mattina dal premier Giuseppe Conte, è subito un caso spinoso per il governo e per i manettari del M5s. Il rettore dell'Università Federico II di Napoli si difende con un'intervista al Corriere della Sera, ma Franco Bechis sul Tempo.it ricostruisce nel dettaglio il caso sollevato poche ore prima da Paolo Becchi su Twitter.

TWEET BECCHITWEET BECCHI
Su Manfredi "pende una accusa di falso come collaudatore delle case che Silvio Berlusconi fece costruire a L'Aquila", inchiesta passata alla storia come quella sui "balconi marci" della ricostruzione post-terremoto. Il neo-ministro "aveva fatto da ingegnere collaudatore la perizia sui materiali delle case scrivendo una relazione ritenuta falsa dagli inquirenti".

Tra contrattempi ed errori tecnici vari, però, il processo non è mai stato istruito e dunque per i 29 imputati rimasti (Manfredi compreso) alla luce della data prevista per la prima udienza preliminare (5 febbraio 2020) è praticamente certa la prescrizione. Altra beffa per gli intransigenti grillini che hanno dovuto ingoiare un ministro indagato e pure prescritto, alla faccia del "fine processo mai" sognato dal suo nuovo collega alla Giustizia Alfonso Bonafede. Fonte: qui

sabato 14 settembre 2019

Scatta la prescrizione dei contributi degli statali


Mentre ci si trastulla su come sarà modificata quota 100 o se abolirla ed i pensionati già si sono mobilitati se non riceveranno assicurazioni su un pacchetto molto corposo, inesorabile scatta la prescrizione dei contributi per i dipendenti statali.
La prescrizione è un istituto giuridico antichissimo direzionato a stabilire la certezza del diritto con il trascorrere del tempo. In sintesi, un singolo, una istituzione ecc hanno un arco temporale predefinito per agire, trascorso il quale non può più farlo.
I diritti solitamente si prescrivono in dieci anni, con delle eccezioni, perchè il legislatore su singole fattispecie può modificare il termine riducendolo, aumentandolo o sospendendolo.
La legge n. 335/1995 riformando la disciplina dei trattamenti pensionistici, ha stabilito la riduzione del termine di prescrizione della contribuzione previdenziale da dieci a cinque anni, dopo di che la contribuzione prescritta non può essere più versata, mettendo a rischio il diritto a pensione degli incolpevoli dipendenti. Il termine dei 5 anni si applica anche alle contribuzioni dei dipendenti pubblici che prima della riforma Dini avevano una disciplina diversa. Poiché dal 1996 in poi non sono stati definite le posizione contributive di tutti i pubblici dipendenti, si decise di soprassedere per il momento, finchè l’Inps non decise unilateralmente di far decorrere la prescrizione dal 2017, poi spostata in avanti a seguito delle proteste, perché nel frattempo la relativa Banca dati non era per niente completa ( e a tutt’oggi non lo è). Tenendo conto di questa situazione, l’Articolo 19 del decreto-legge n. 4/2019, convertito dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, ha disciplinato il termine di prescrizione dei contributi dovuti dalle amministrazioni pubbliche per i propri dipendenti, rinviando al 31 dicembre 2021 l’applicazione di questo termine.
L’Inps con la circolare n. 122 del 6 settembre 2019 ha fornito alle amministrazioni le relative disposizioni operative.
La sospensione dei termini di prescrizione si applica alle sole amministrazioni pubbliche di cui la circolare fornisce un dettagliato elenco che quelli che  devono versare la contribuzione alla Cassa per le pensioni dei dipendenti degli enti locali (CPDEL), alla Cassa per le pensioni agli insegnanti di asilo e di scuole elementari parificate (CPI), alla Cassa per le pensioni dei sanitari (CPS), alla Cassa per gli ufficiali giudiziari (CPUG), alla Cassa per i trattamenti pensionistici dei dipendenti civili e militari dello Stato (CTPS).
Sono escluse dalla sospensione dei termini di prescrizione le contribuzioni pertinenti al Fondo pensioni lavoratori dipendenti (FPLD), ai fondi esonerativi e sostitutivi della Assicurazione generale obbligatoria, ai fondi per l’erogazione dei trattamenti di previdenza (TFR/TFS) ai dipendenti pubblici (fondo ex INADEL ed ex ENPAS). La sospensione dei termini non opera sugli effetti dei provvedimenti giurisdizionali passati in giudicato.
la contribuzione dovuta alle casse pensionistiche sopra individuate, relativa ai periodi retributivi fino al 31 dicembre 2014, può essere versata fino al 31 dicembre 2021.
La contribuzione relativa ai periodi retributivi che decorrono dal 1° gennaio 2015, esclusa dall’ambito di applicazione della norma, è soggetta agli ordinari termini prescrizionali e i versamenti devono essere effettuati entro il 2020, fatta eccezione per quelli relativi a dicembre 2015, che potranno essere effettuati secondo gli ordinari termini di prescrizione, entro il 18 gennaio 2021.
Con la circolare n. 169 del 15 novembre 2017, era stato posto a carico dei datori di lavoro iscritti alla Gestione pubblica il pagamento della contribuzione non effettuata da calcolarsi sulla base dei criteri della rendita vitalizia ( art 13 della legge 12 agosto 1962, n. 1338). Per i dipendenti iscritti alla Cassa insegnanti, i periodi  non coperti da contribuzione era subordinata al pagamento dell’onere della rendita vitalizia ( a carico degli interessati). Ai sensi della sospensione dei termini le PA potranno regolarizzare la contribuzione dovuta, compresa la Cassa insegnanti, entro il termine del 31 dicembre 2021, per i periodi retributivi fino al 31 dicembre 2014 e, entro i termini di prescrizione quinquennale, per i periodi retributivi  dal 1° gennaio 2015.
Camillo Linguella
Fonte: qui