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giovedì 26 marzo 2020

L’ANALISI DEL CO-FONDATORE DE ‘EL PAIS’ JUAN LUIS CEBRIAN: "IL GOVERNO SPIEGAVA CHE LA SPAGNA HA UNO DEI MIGLIORI SISTEMI SANITARI DEL MONDO (SIC). PERCHÉ, IN UNA SITUAZIONE DEL GENERE, SONO STATE CONSENTITE LE MANIFESTAZIONI DELL’8 MARZO? E PERCHÉ SÁNCHEZ HA ASPETTATO 24 ORE PRIMA DI DICHIARARE LO STATO D’ALLARME?"

ECCO COME IL VIRUS HA PUNITO LA SPAGNA ... ALLO STESSO MODO DELL'ITALIA.

“PAGHEREMO UN PREZZO ALTO PER LA NOSTRA ARROGANZA E LA NOSTRA IMPROVVISAZIONE…”


Juan Luis Cebrian per “la Stampa”

coronavirus spagna 1CORONAVIRUS SPAGNA 
All' inizio non ci credevano. L' Oms aveva avvertito che si trattava di una potenziale pandemia, in Cina, in Corea e in altre parti dell' Asia, la gente era confinata nelle proprie case, eppure gli spagnoli pensavano che si trattava di un affare di una civiltà lontana, con abitanti che mangiavano cose strane. A chi è capitato di nutrirsi con un pipistrello?

La cosa cominciava a preoccupare un po' di più con le notizie che arrivano dall' Italia, però sicuramente laggiù avevano commesso qualche errore, le cose potevano essere così eccessive. Ogni mattina, negli schermi televisivi appariva il responsabile scientifico del governo, esperto in epidemie, secondo il quale non bisognava allarmarsi più di tanto. I sintomi erano simili a quelli dell' influenza e non erano previsti molti casi di contagio. Tanto meno si intravedeva un rischio per la popolazione. Il governo spiegava che la Spagna «ha uno dei migliori sistemi sanitari del mondo» (sic, come accaduto in Italia!). Nessun panico insomma. Era importante, questo sì, lavarsi bene le mani.
EL PAIS SULLA SITUAZIONE DI MADRIDEL PAIS SULLA SITUAZIONE DI MADRID

Si annullano alcuni eventi, e c' è qualcuno che cancella i viaggi previsti. Ma la vita normale va avanti. Valencia si prepara per la festa delle Fallas. Il 6 marzo prendo parte, a Madrid, a una cena con centinaia di commensali, fra i quali un nutrito gruppo di politici di destra. Alcuni, fra le risate, si salutano toccandosi i gomiti.

Altri si scambiano abbracci e altri ancora baciano con trasporto alcune deputate. I commenti sono tutti dedicati alla manifestazione per l' uguaglianza di genere convocata per l' 8 marzo. Il governo femminista di Pedro Sánchez e i partiti di sinistra che lo sostengono hanno pianificato una prova di forza nelle piazze. È prudente organizzare manifestazioni così davanti alla minaccia dell' epidemia? Si può andare al corteo senza rischi di contagio?

coronavirus spagna 2CORONAVIRUS SPAGNA 
Il portavoce scientifico ufficiale torna a calmare le coscienze: ognuno, a partire da suo figlio, faccia ciò che crede opportuno.

Quella domenica centinaia di migliaia di spagnole (e di spagnoli), con in testa il governo praticamente al completo, riempiono le strade. Lo stesso giorno l' Italia mette in quarantena la Lombardia e altre province adiacenti. Sedici milioni di persone bloccate. Cavolo, si dicono gli spagnoli, come si mettono male le cose laggiù.
Nella conferenza stampa del 9 marzo, il solito sorriso del portavoce comincia a cambiare. Sono stati trovati già 1200 positivi al coronavirus in Spagna e ci sono 28 morti. La Comunità di Madrid decide di chiudere le scuole. I giornalisti chiedono: perché, in una situazione del genere, sono state consentite le manifestazioni del giorno prima?
La risposta del ministro della Sanità è esplicita: i dati sono arrivati la domenica pomeriggio, dopo le manifestazioni. L' ombra delle menzogne comincia ad aleggiare.
coronavirus spagna 3CORONAVIRUS SPAGNA
A partire da lì inizia a serpeggiare un panico moderato, mai fuori controllo. Si decide che Atalanta-Valencia sarà giocata a porte chiuse. Ma centinaia, forse migliaia, di tifosi della squadra spagnola si presentano sotto lo stadio. Alcuni credono che in quella concentrazione si possa trovare uno degli epicentri della diffusione dell' epidemia. In ogni caso, il Re e la Regina vanno a Parigi per pranzare con Macron e per assistere a un evento in memoria delle vittime del terrorismo con più di mille persone. Salutano sorridenti il presidente francese e sua moglie senza darsi la mano, una mossa di gomiti e spalle che oggi appare più un gioco divertente che una seria prevenzione clinica.
coronavirus spagna 7CORONAVIRUS SPAGNA
Da qui in poi comincia una corsa per contrastare il virus, anche se il governo continua a tentennare. I supermercati vengono presi d' assalto. Sánchez annuncia lo stato di allarme, però tarda 24 ore a dichiararlo.
Non ci saranno le Fallas, niente Settimana santa, né la Feria de Abril di Siviglia. Grande preoccupazione per i danni all' economia. I cadaveri, però, non meritano ancora troppi commenti.
L' influenza causa più morti.
Sorgono poi differenze all' interno del governo, tra i ministri socialisti e quelli di Podemos. Nel frattempo i leader indipendentisti protestano, affermando che il governo toglie competenze approfittando del coronavirus. Per due giorni i politici sembrano più impegnati a discutere dei fatti loro piuttosto che proteggere i cittadini.

coronavirus spagna 4CORONAVIRUS SPAGNA
Comincia finalmente la quarantena e la risposta delle persone è, nella grande maggioranza dei casi, esemplare. Davanti allo sconcerto del potere, la paura e la riflessione, entrambe le cose al tempo stesso, si trasformano in virtù civiche. L' immensa maggioranza dei cittadini resta in casa, un esempio di solidarietà con gli anziani, i più deboli. Gli ospedali iniziano a riempirsi, l' esercito costruisce strutture d' urgenza, il personale sanitario fa fronte alle emergenze e chiede protezioni. Gli spagnoli imparano dalla solitudine e dalla sofferenza italiana.
cebrianCEBRIAN

Sanno ormai che tutto questo durerà molto. E cominciano a preoccuparsi del fatto che in Francia, Inghilterra e Stati Uniti si commettano gli stessi errori. L' esperienza degli altri sembra non servire a nulla.

Questo virus assassino è servito per mettere alla prova la nostra civiltà. In Spagna il popolo, nel suo insieme, ha reagito con moderazione e disciplina. Pero si è diffusa l' idea che il sistema non funzioni, né qui, né all' estero. Mancano coordinamento, criteri e misure comuni per i Paesi europei, mentre si alzano i confini e si espelle lo straniero. L' Onu e la Banca Mondiale avevano avvisato che una catastrofe così era una minaccia concreta.
pedro sanchez 2PEDRO SANCHEZ 

L' Europa del benessere ha fatto finta di nulla e ora non ha abbastanza letti negli ospedali, medici, respiratori e ricercatori. Non c' è nemmeno una leadership capace di radunare attorno a sé le forze necessarie, né per immaginarsi il dopo. Davanti all' efficienza asiatica, l' efficacia delle democrazie è in questione. Pagheremo un prezzo alto per la nostra arroganza e la nostra improvvisazione. Anche per l' avarizia dei mercati. Arrivano tempi bui per la libertà.

Fonte: qui

mercoledì 26 febbraio 2020

LA TESTIMONIANZA DI UN ITALIANO CHE LAVORA A LONDRA: “QUALCHE GIORNO FA SONO ANDATO IN AMBULATORIO CON TOSSE E PROBLEMI RESPIRATORI, MI HANNO CHIESTO SE ERO STATO IN ASIA E HO RISPOSTO DI NO. MI HANNO LASCIATO ANDARE. HO SPECIFICATO CHE MIA MOGLIE ERA RIENTRATA DA UNA ZONA DI CONTAGIO IN ITALIA E LA RISPOSTA È STATA SCONCERTANTE. MI HANNO DETTO…”

“QUI STANNO SOTTOVALUTANDO LA SITUAZIONE”

Controlli meticolosi a Malpensa, Fiumicino e Caselle ma nessun test negli aeroporti di Londra. È la situazione che ha sconcertato alcuni italiani, rientrati nella capitale britannica dopo qualche giorno trascorso in Italia. «Alla partenza da Caselle mi hanno preso la temperatura - racconta Silvio, tornato a Ivrea per il celebre carnevale - Al mio arrivo a Gatwick non mi ha fermato nessuno. E non ho visto alcun termoscanner».

termoscanner aeroporto 7TERMOSCANNER AEROPORTO 7
Della psicosi Coronavirus che si vive in queste ore in Italia, nel Regno Unito non c’è traccia. L’aplomb british, certo. Ma secondo alcuni nostri connazionali i controlli su suolo inglese sono troppo morbidi. Alcuni esperti, da giorni, spiegano il motivo dell’alta incidenza del virus in Italia: ci sono più contagi perché i controlli sono più numerosi. Simple as that. «Noi abbiamo fatto più di 8 mila test, meno di 500 in Francia», osserva il virologo Francesco Broccolo, dell'Università Bicocca di Milano. Nel Regno Unito i tamponi realizzati sono 6795, di cui 13 risultati positivi. E ancora non si registrano vittime. «Ma non è certo merito dei controlli», ragiona Achille, 35enne che lavora nel settore finanziario della City.
termoscanner aeroportoTERMOSCANNER AEROPORTO

La sua storia è emblematica. Qualche giorno fa si è presentato in un ambulatorio privato con tosse e problemi respiratori. Era rientrato dall’Italia a fine gennaio, quando l’emergenza Coronavirus non era ancora scoppiata. «Dopo avermi misurato la febbre, che non avevo, la dottoressa mi ha domandato se ero stato di recente in Asia. Al mio “no”, mi ha detto che potevo andare». E’ poi stato lui a specificare che era italiano e che la moglie era rientrata da qualche giorno da una delle zone di contagio.

PERSONE CON LA MASCHERINA A LONDRAPERSONE CON LA MASCHERINA A LONDRA
La risposta è stata sconcertante: «Mi spiace, ma non abbiamo il tampone per fare il test per il Coronavirus». E l’ha invitato a chiamare il 111, il numero per le emergenze. Poi la dottoressa si è lasciata andare a una confidenza: «Spero di sbagliarmi, ma credo che le autorità sanitarie stiano sottovalutando questa situazione».
tampone coronavirusTAMPONE CORONAVIRUS

La storia di Achille assume contorni inquietanti per i dettagli geografici in ballo: la famiglia della moglie, infatti, frequenta spesso Vo’, uno dei focolai dell’epidemia in Veneto. Nel suo ufficio, poi, lavora un giovane sudcoreano. È andato dal dottore perché aveva la febbre e ha ricevuto la stessa risposta: «Se non sei entrato in contatto diretto con persone contagiate, non possiamo farci nulla. Noi non abbiamo il tampone».

termoscanner aeroporto 1TERMOSCANNER AEROPORTO 1
Ieri il responsabile delle risorse umane ha inoltrato una mail ad Achille e a tutti gli altri dipendenti: sono vietati i viaggi in Italia e chi è rientrato da una delle zone di contagio deve rimanere in quarantena per 14 giorni. Una decisione aziendale, non del sistema sanitario. Molti si chiedono se sia stata una mossa tempestiva.

Fonte: qui

IL GENERALE RAPETTO E IL CORONAVIRUS: “IL VASCELLO ITALIA È IN BALIA DELLE ONDE E IL PERICOLO DI SCHIANTARE CONTRO GLI SCOGLI DEL FALLIMENTO NAZIONALE È INCREMENTATO DAL CRESCENTE SPIRARE DEL VENTO DELLA PSICOSI”


“LA TANTO DECLAMATA ‘ONESTÀ’ COMINCIA CON IL RICONOSCERE SERENAMENTE IL NON ESSERE IN GRADO A FARE CERTI MESTIERI. OCCORRE FARE E BENE, OPPURE LASCIAR FARE A CHI NE È CAPACE”

Umberto Rapetto per www.infosec.news

conte speranzaCONTE SPERANZA
“Chi chiacchiera a poppa vada a chiacchierare a prua, chi blatera a dritta lo vada a fare a sinistra” potrebbe essere una riedizione del fantasioso “Regolamento da impiegare a bordo dei legni e dei bastimenti della Real Marina del Regno delle Due Sicilie”.

La rivisitazione che porta ad un più contemporaneo “Facite Amuchina!” è innescata dalla confusione degli ordini impartiti negli ultimi giorni dal comandante del vascello Italia mentre affronta le tempestose acque di una emergenza la cui reale gravità non è dato capire.
FONTANA E CONTEFONTANA E CONTE

La disordinata ciurma è in balia delle onde e il pericolo di schiantare il già traballante scafo contro gli scogli del fallimento nazionale è incrementato dal crescente spirare del vento della psicosi collettiva.

conte emergenza coronavirusCONTE EMERGENZA CORONAVIRUS
Lo stile di comando dell’imbarcazione di cui siamo involontari passeggeri sembrerebbe evocare la presunta imperizia della Marina borbonica, quest’ultima in realtà solo vittima di una iniqua campagna denigratoria perpetuatasi nel tempo ma davvero immeritata. E da ex allievo di quella che un tempo ne fu l’Accademia (ho frequentato la “Nunziatella” che fu voluta da Re Ferdinando IV), rivendico la totale estraneità di quella che fu una delle flotte di maggior efficienza ed efficacia da certi malvezzi e maldicenze.

UMBERTO RAPETTOUMBERTO RAPETTO
La gestione del problema sta manifestando “modus operandi” che lasciano perplessi anche i più aperti ed elastici simpatizzanti dell’improvvisazione. La totale assenza di procedure volte ad assicurare il controllo della situazione, l’adozione di organici provvedimenti, la revisione migliorativa delle iniziative avviate d’urgenza, il progressivo ripristino delle condizioni di normalità, non tranquillizza chi si ritrova a bordo. Le dichiarazioni contraddittorie confondono i destinatari del messaggio. Il loro vero significato sembra ignoto persino a chi ha proferito frasi o parlato agli impietosi microfoni degli ancor più cinici mezzi di informazione.

giuseppe conte roberto gualtieriGIUSEPPE CONTE ROBERTO GUALTIERI
Tutto dovrebbe cominciare da una calibrata ripartizione delle competenze. E qui casca l’asino. Quali competenze in uno scenario dove il background di chi dovrebbe occuparsi di specifici ambiti è a dir poco inadatto?

Come i peperoni, che “tornano su” ai deboli di stomaco, l’undicesimo Comandamento “Uno vale uno” sintetizza l’incapacità dolosa di non riconoscere quel merito e quelle conoscenze che sono indispensabili in frangenti difficili e ansiogeni.
reparto di terapia intensiva all'ospedale di wuhanREPARTO DI TERAPIA INTENSIVA ALL'OSPEDALE DI WUHAN

Come la scritta HOLLYWOOD che campeggia sulla collina sovrastante Los Angeles, certe maldestre apparizioni pubbliche resteranno inconfondibili nelle cartoline che illustrano un Paese – vista la minaccia respiratoria – oggettivamente in affanno. Il ritrito refrain “Non ci posso credere” di Aldo, Giovanni e Giacomo è stato tradotto in tutte le lingue dagli spettatori che, increduli, hanno assistito (in ogni angolo del mondo) alle sproloquianti prolusioni di chi è al timone del nostro povero (e sempre più povero) Paese.
milano al tempo del coronavirusMILANO AL TEMPO DEL CORONAVIRUS

Se il problema di sicurezza sanitaria è amplificato da malaccorte asserzioni ufficiali, quello di ordine pubblico è solo ai primi sintomi. La paura e l’intolleranza sono ancora contenute, ma gli episodi di ordinaria violenza e quelli criminali sono facili a contagiare una popolazione già allo stremo sotto il profilo economico, occupazionale, sociale e – ovviamente – sanitario. Si torni a dare il giusto peso alle parole, magari preferendo in certe occasioni il proverbiale silenzio del “un bel tacer non fu mai scritto”.
meme sul coronavirus 16MEME SUL CORONAVIRUS

Non si pensi che le esperienze commerciali ambulanti di bevande possano essere paragonate alla vendita di noccioline di Jimmy Carter, perché quest’ultimo – laureatosi a 22 anni in ingegneria nucleare – è quello che ha saputo gestire Camp David e il rapimento dei suoi connazionali nell’ambasciata di Teheran, fino a meritare il Nobel per la pace nel 2002.
CORONAVIRUS MILANOCORONAVIRUS MILANO

Si scopra che la tanto declamata “onestà” comincia con il riconoscere serenamente il non essere in grado a fare certi mestieri. Mentre il dottor “Frankestine” e il suo fido Igor precisano nella magica pellicola di Mel Brooks la corretta pronuncia del rispettivo nome, si eviti di manifestare la presunta erudita espressione “vairus” ed alzare la palla agli umoristi dei nostri giorni con espressioni destinate a diventare …virali.

il centro di milano durante l'emergenza coronavirus 10IL CENTRO DI MILANO DURANTE L'EMERGENZA CORONAVIRUS 
Si spieghi la necessità di farsi trattare in un varietà televisivo con la stessa confidenza con cui ci rivolge al pizzicagnolo di fiducia per domandare un pezzo di provolone o un assaggio di qualche prelibatezza al banco, dimenticando che la nostra attendibilità è sotto i riflettori. Le luci abbaglianti (non quelle di Mal dei Primitives, ma della signora D’Urso) appiattiscono le imperfezioni cutanee ma esaltano altri difetti che Youtube e mille podcast renderanno immortali.

roberto gualtieri si congratula con giuseppe conte per l'informativa sul mesROBERTO GUALTIERI SI CONGRATULA CON GIUSEPPE CONTE PER L'INFORMATIVA SUL MES
Si provi a pensare che non si vive di slogan e che talvolta questi (mi viene in mente “Prima gli italiani”) possono ritorcersi dannosamente privilegiandoci nell’ordine di accadimento di eventi funesti. Non è più il tempo per disporre che “tutti chilli che stanno abbascio vann’ coppa  e chilli che stanno ncoppa vann’ bascio passann’ tutti p’o stesso pertuso”… Occorre fare. E, possibilmente, fare bene. Oppure, giusto per non negare un’alternativa, lasciar fare a chi ne è capace.  Fonte: qui