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mercoledì 26 febbraio 2020

LA TESTIMONIANZA DI UN ITALIANO CHE LAVORA A LONDRA: “QUALCHE GIORNO FA SONO ANDATO IN AMBULATORIO CON TOSSE E PROBLEMI RESPIRATORI, MI HANNO CHIESTO SE ERO STATO IN ASIA E HO RISPOSTO DI NO. MI HANNO LASCIATO ANDARE. HO SPECIFICATO CHE MIA MOGLIE ERA RIENTRATA DA UNA ZONA DI CONTAGIO IN ITALIA E LA RISPOSTA È STATA SCONCERTANTE. MI HANNO DETTO…”

“QUI STANNO SOTTOVALUTANDO LA SITUAZIONE”

Controlli meticolosi a Malpensa, Fiumicino e Caselle ma nessun test negli aeroporti di Londra. È la situazione che ha sconcertato alcuni italiani, rientrati nella capitale britannica dopo qualche giorno trascorso in Italia. «Alla partenza da Caselle mi hanno preso la temperatura - racconta Silvio, tornato a Ivrea per il celebre carnevale - Al mio arrivo a Gatwick non mi ha fermato nessuno. E non ho visto alcun termoscanner».

termoscanner aeroporto 7TERMOSCANNER AEROPORTO 7
Della psicosi Coronavirus che si vive in queste ore in Italia, nel Regno Unito non c’è traccia. L’aplomb british, certo. Ma secondo alcuni nostri connazionali i controlli su suolo inglese sono troppo morbidi. Alcuni esperti, da giorni, spiegano il motivo dell’alta incidenza del virus in Italia: ci sono più contagi perché i controlli sono più numerosi. Simple as that. «Noi abbiamo fatto più di 8 mila test, meno di 500 in Francia», osserva il virologo Francesco Broccolo, dell'Università Bicocca di Milano. Nel Regno Unito i tamponi realizzati sono 6795, di cui 13 risultati positivi. E ancora non si registrano vittime. «Ma non è certo merito dei controlli», ragiona Achille, 35enne che lavora nel settore finanziario della City.
termoscanner aeroportoTERMOSCANNER AEROPORTO

La sua storia è emblematica. Qualche giorno fa si è presentato in un ambulatorio privato con tosse e problemi respiratori. Era rientrato dall’Italia a fine gennaio, quando l’emergenza Coronavirus non era ancora scoppiata. «Dopo avermi misurato la febbre, che non avevo, la dottoressa mi ha domandato se ero stato di recente in Asia. Al mio “no”, mi ha detto che potevo andare». E’ poi stato lui a specificare che era italiano e che la moglie era rientrata da qualche giorno da una delle zone di contagio.

PERSONE CON LA MASCHERINA A LONDRAPERSONE CON LA MASCHERINA A LONDRA
La risposta è stata sconcertante: «Mi spiace, ma non abbiamo il tampone per fare il test per il Coronavirus». E l’ha invitato a chiamare il 111, il numero per le emergenze. Poi la dottoressa si è lasciata andare a una confidenza: «Spero di sbagliarmi, ma credo che le autorità sanitarie stiano sottovalutando questa situazione».
tampone coronavirusTAMPONE CORONAVIRUS

La storia di Achille assume contorni inquietanti per i dettagli geografici in ballo: la famiglia della moglie, infatti, frequenta spesso Vo’, uno dei focolai dell’epidemia in Veneto. Nel suo ufficio, poi, lavora un giovane sudcoreano. È andato dal dottore perché aveva la febbre e ha ricevuto la stessa risposta: «Se non sei entrato in contatto diretto con persone contagiate, non possiamo farci nulla. Noi non abbiamo il tampone».

termoscanner aeroporto 1TERMOSCANNER AEROPORTO 1
Ieri il responsabile delle risorse umane ha inoltrato una mail ad Achille e a tutti gli altri dipendenti: sono vietati i viaggi in Italia e chi è rientrato da una delle zone di contagio deve rimanere in quarantena per 14 giorni. Una decisione aziendale, non del sistema sanitario. Molti si chiedono se sia stata una mossa tempestiva.

Fonte: qui

mercoledì 4 dicembre 2019

QUATTRO MILIARDI E 600 MILIONI DI EURO SONO STATI TRASPORTATI SEGRETAMENTE DA LONDRA ALLA POLONIA: 8MILA LINGOTTI DAL PESO DI 100 TONNELLATE SONO RIENTRATI NEL PAESE DOPO CHE I POLACCHI AVEVANO NASCOSTO IL LORO TESORO DAI NAZISTI IN GRAN BRETAGNA DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE

ADESSO IL GOVERNO NAZIONALISTA STA RIPORTANDO L'ORO IN POLONIA PER "RAFFORZARE IL PAESE…"
Maicol Mercuriali per "www.italiaoggi.it"

lingotti polonia 8LINGOTTI POLONIA 
La foto di Adam Glapinski, il governatore della Banca nazionale polacca, davanti a un caveau con un lingotto d'oro alzato verso il cielo ha alimentato l'orgoglio patriottico della nazione guidata da Andrzej Duda: l'immagine aveva lo scopo di immortalare come la Polonia stia rimpatriando oro dalle casse della Banca d'Inghilterra.
adam glapinskiADAM GLAPINSKI






Da Londra a Varsavia, dunque, per proseguire nella politica di incremento delle riserve auree, che il Paese dell'Europa centrale sta attuando da due anni a questa parte.

«L'oro simboleggia la forza della nazione», ha detto Glapinski, parlando dell'operazione che ha permesso di rimpatriare circa 100 tonnellate del metallo prezioso, grosso modo la metà delle riserve polacche ancora conservate nel Regno Unito.

Come ha spiegato l'agenzia Bloomberg, la Polonia potrebbe continuare a rimpatriare oro se «la situazione delle riserve continuerà ad essere favorevole», queste le parole del governatore della Bnp.
lingotti polonia 4LINGOTTI POLONIA 

La Polonia è così diventata il ventiduesimo maggiore detentore di lingotti al mondo: ha acquistato circa 125 tonnellate del prezioso nel 2018 e nel 2019, portando le sue riserve auree a 228,6 tonnellate, le riserve auree italiane ammontano a 2.452 tonnellate, e secondo la Banca nazionale polacca le proprie scorte valgono circa 10 miliardi di euro (mentre le riserve complessive del Paese ammontano a 110 miliardi).

Per l'economia polacca, nonostante la recente revisione al ribasso della Commissione europea, si prevede una crescita del 4,1% nell'anno in corso, mentre un progresso del 3,3% nel 2020 e nel 2021.

lingotti polonia 5LINGOTTI POLONIA 




La corsa all'oro accomuna la Polonia ad altre nazioni. Secondo il World Gold Council le banche centrali di tutto il mondo hanno registrato un'impennata nella tendenza all'acquisto del metallo prezioso, spingendo la domanda totale di lingotti, nella prima metà del 2019, a un massimo da tre anni a questa parte. Ma chi è che alimenta la corsa all'oro?
lingotti polonia 2LINGOTTI POLONIA 

A spingere maggiormente sull'incremento delle riserve auree sono essenzialmente tre Paesi: la Russia di Vladimir Putin, la Cina di Xi Jinping e la Turchia di Recep Tayyip Erdogan, anche se ci sono altre nazioni, come la Polonia, l'Ungheria e la Serbia, che nel loro piccolo stanno cercando di aumentare le loro scorte. Una politica che, spiegano gli esperti, è influenzata dalle incertezze dell'economia globale: davanti a scenari poco chiari il bene rifugio per eccellenza si conferma una sicurezza.

Fonte: qui

mercoledì 16 ottobre 2019

VIDEO: DUE FIGLI DI PAPÀ ITALIANI DI 25 E 26 ANNI DICHIARATI COLPEVOLI DI STUPRO SU UNA COETANEA IN UN CLUB DI LONDRA

LA GIOVANE ERA UBRIACA ED È STATA TRASCINATA IN UNO SGABUZZINO DOVE È STATA VIOLENTATA E POI ESSERE ABBANDONATA IN UN BAGNO 
I DUE SONO STATI RIPRESI MENTRE SI DAVANO IL CINQUE, SI CONGRATULAVANO E…

STUDENTI ITALIANI SI CONGRATULANO DOPO UNO STUPRO A LONDRA




DAGONEWS


lorenzo costanzo e ferdinando orlando si congratulano dopo lo stuproLORENZO COSTANZO E FERDINANDO ORLANDO SI CONGRATULANO DOPO LO STUPRO
Due studenti italiani di buona famiglia sono stati dichiarati colpevoli per aver stuprato una ragazza di 25 anni in un club di Londra. Ferdinando Orlando, 25 anni, e Lorenzo Costanzo, 26 anni, hano trascinato la 25enne ubriaca in uno sgabuzzino dove hanno abusato della ragazza che ha riferito di non ricordarsi nulla dello stupro e di essere stata troppo ubriaca per aver acconsentito a quel rapporto al Toy Room Club di Londra.
lorenzo costanzo 1LORENZO COSTANZO 






La violenza è durata 16 minuti. Poi la ragazza è stata accompagnata dai due in un bagno ed è stata abbandonata lì. Quando si è ripresa era in strada e aveva dolore ovunque. I due, invece, come è stato ripreso da alcune telecamere di sicurezza, si sono abbracciati e si sono dati il cinque, congratulandosi a vicenda.

ferdinando orlandoFERDINANDO ORLANDO
Il procuratore Allison Hunter ha detto: «Dopo la violenza i due sono saliti su per le scale verso l'esterno e lì si sono abbracciati, hanno riso e hanno iniziato a guardare immagini sul cellulare. Hanno fatto gesti per simulare un rapporto orale e si  sono congratulati a vicenda».

Orlando sta attualmente studiando per un diploma post-laurea in diritto internazionale e Costanzo sta seguendo un master post-laurea in economia e management. I due sono stati entrambi condannati per stupro dopo che è stato reso noto che la donna era troppo ubriaca per acconsentire al sesso.

toy room club di londraTOY ROOM CLUB DI LONDRA
Prima del processo, il team legale degli studenti ha presentato ripetute domande per dichiarare le prove inammissibili e hanno richiesto di sospendere il procedimento.

Il giudice Giles Curtis-Raleigh ha avvertito la coppia: «Accuse di questo tipo portano a una significativa pena detentiva»

martedì 25 giugno 2019

NEL REGNO UNITO UN GIUDICE IMPONE L’ABORTO A UNA 25ENNE DISABILE, INCINTA DA 22 SETTIMANE, CONTRO LA SUA VOLONTÀ

LA DONNA SECONDO I MEDICI HA LE CAPACITÀ MENTALI DI UNA BAMBINA, MA AVEVA ESPRESSO IL DESIDERIO DI PORTARE AVANTI LA GRAVIDANZA, E ANCHE SUA MADRE ERA D’ACCORDO…

E’ polemica nel Regno Unito per la decisione di una corte giudiziaria di imporre l’aborto ad una giovane donna con difficoltà di apprendimento, incinta da 22 settimane, contro la volontà della stessa.

La donna, scrive il Guardian, ha circa 25 anni ma i medici le accreditano le capacità mentali di una bambina. Aveva tuttavia espresso esplicitamente il desiderio di portare avanti la gravidanza, al pari di sua madre, che ha origini nigeriane, e di un’assistente sociale che la segue.

NATHALIE LIEVENNATHALIE LIEVEN
Tutto inutile agli occhi di Nathalie Lieven, giudice della Court of Protection nella capitale britannica. Lieven alla fine della scorsa settimana ha stabilito che quel parto deve essere impedito.

“E’ straziante” e “sono assolutamente conscia che ordinare a una donna d’interrompere la gravidanza contro quella che appare la sua volontà è un’intrusione enorme”, ha messo le mani avanti la giudice, sostenendo tuttavia di averlo fatto nel presunto “interesse” della madre stessa “e non della società”.
ROYAL COURTS OF JUSTICE - LONDRAROYAL COURTS OF JUSTICE - LONDRA

Ad alimentare le critiche c’è del resto il fatto che la Lieven non si è lasciata convincere neppure dall’impegno della futura nonna di prendersi cura di figlia e nipote solo perché di origini straniere. E quindi soggetta in teoria, stando al verdetto, a potere dover lasciare in futuro il Regno.

fetoFETO
Tra le voci sdegnate, quella di John Sherrington, vescovo cattolico di Westminster, il quale oggi ha commentato: “Forzare una donna ad avere un aborto contro la sua volontà e quella dei familiari più stretti viola i diritti umani, per non parlare del diritto alla vita del nascituro. E’ triste e angosciante”.

Fonte: qui

sabato 9 marzo 2019

UN UOMO SIEROPOSITIVO IN GRAN BRETAGNA È DIVENTATO IL SECONDO ADULTO CONOSCIUTO IN TUTTO IL MONDO A ESSERE "GUARITO" DAL VIRUS DELL'HIV DOPO AVER RICEVUTO UN TRAPIANTO DI MIDOLLO OSSEO

SI TRATTA DEL SECONDO CASO AL MONDO DOPO IL FAMOSO “PAZIENTE DI BERLINO”, CURATO CON UN SIMILE TRATTAMENTO NEL 2007


hiv e aidsHIV E AIDS
Un uomo sieropositivo in Gran Bretagna è diventato il secondo adulto conosciuto in tutto il mondo a essere liberato dal virus dell'Aids dopo aver ricevuto un trapianto di midollo osseo da un donatore resistente all'Hiv.

Quasi tre anni dopo aver ricevuto cellule staminali di midollo osseo da un donatore con una rara mutazione genetica che resiste all'infezione da Hiv - e più di 18 mesi dopo aver eliminato i farmaci antiretrovirali - i test non mostrano ancora alcuna traccia della precedente infezione da Hiv. I risultati della ricerca sono stati pubblicati oggi su Nature.
virus hivVIRUS HIV

"Non c'è nessun virus che possiamo rilevare", ha detto Ravindra Gupta, professore e biologo dell'Hiv che ha diretto un team di medici che curano l'uomo. I medici hanno assicurato che un giorno la scienza sarà in grado di porre fine all'Aids, ma oggi non si può ancora affermare che sia stata trovata una cura per l'Hiv.

Gupta ha descritto il suo paziente come "funzionalmente curato" e "in remissione", ma ha ammonito: "È troppo presto per dire che è guarito". L'uomo viene chiamato "il paziente di Londra", in parte perché il suo caso è simile al primo caso conosciuto di una cura funzionale dell'HIV - in un uomo americano, Timothy Brown, che divenne noto come il paziente di Berlino quando subì un simile trattamento in Germania nel 2007.

timothy ray brownTIMOTHY RAY BROWN
Brown, che viveva a Berlino, da allora si è trasferito negli Stati Uniti e, secondo i medici, non ha più presentato segni di contagio. Gupta, ora all'Università di Cambridge, ha curato la paziente di Londra quando lavorava all'University College di Londra. L'uomo aveva contratto l'Hiv nel 2003, ha detto Gupta, e nel 2012 è stato diagnosticato anche un tipo di tumore del sangue chiamato Linfoma di Hodgkin.

hiv









HIV




Nel 2016, quando il cancro non lasciava più speranze, i medici hanno deciso di cercare un donatore per il trapianto. "E' stata la sua ultima possibilità di sopravvivenza", ha detto Gupta a Reuters. Il donatore - che non era correlato - aveva una mutazione genetica nota come "CCR5 delta 32", che conferisce resistenza all'Hiv. Il trapianto è andato relativamente liscio, ha detto Gupta, ma ci sono stati alcuni effetti collaterali.

hiv
La maggior parte degli esperti afferma che è inconcepibile che tali trattamenti possano essere un modo per curare tutti i pazienti. La procedura è costosa, complessa e rischiosa.I donatori della corrispondenza esatta dovrebbero essere trovati nella piccolissima percentuale di persone - la maggior parte discendenti dell'Europa settentrionale - che hanno la mutazione CCR5 che le rende resistenti al virus.

Fonte: qui

UNA CURA CONTRO L'HIV È LONTANA MA POSSIBILE: COSÌ COME È SUCCESSO CON IL “PAZIENTE DI BERLINO” 12 ANNI FA, ADESSO ANCHE UN UOMO A LONDRA E' IN REMISSIONE 

IL MERITO È DELLE STAMINALI TRAPIANTATE, PORTATRICI DI UNA MUTAZIONE IN UN RECETTORE, CHE RENDE LE CELLULE PARZIALMENTE IMMUNI DALL'INFEZIONE DI HIV…

Valentina Arcovio per “Il Messaggero”

Una cura contro l' Hiv è lontana, ma possibile. Se, infatti, la «miracolosa guarigione» del paziente di Berlino sembrava essere l' unico caso al mondo nel 2007, oggi sappiamo che non è così.

Timothy Brown, l'uomo che dodici anni fa si è «liberato» dall' Hiv a seguito di un trapianto di staminali, non è più un' anomalia. C' è un secondo caso. Molto simile.
Riguarda un uomo, ribattezzato il paziente di Londra, che preferisce rimanere nell' anonimato.

timothy ray brown 1TIMOTHY RAY BROWN
IL PRELIEVO La sua storia, raccontata sulla rivista Nature, al centro di una conferenza a Seattle, ha già fatto il giro del mondo e apre la strada a nuove possibili strategie in grado di impedire al virus responsabile dell' Aids di infettare le cellule. Il paziente di Londra ha scoperto di essere sieropositivo nel 2003.

Nove anni dopo, nel 2012, ha sviluppato un linfoma di Hodgkin, un tumore del sangue. Per questo è stato trattato con la chemioterapia ed è stato sottoposto a un trapianto di cellule staminali ematopoietiche prelevate da un donatore «resistente» all' Hiv.
hiv









In altre parole, le staminali trapiantate sono portatrici di una mutazione in un recettore, denominato CCR5, che rende le cellule parzialmente immuni dall' infezione di Hiv.

Così come è successo per Brown 12 anni prima, anche il paziente di Londra sembra «guarito». O più correttamente in remissione: non sono state rilevate tracce del virus dopo un periodo di 18 mesi senza che sia stata effettuata alcuna terapia. Ora bisognerà capire se e quanto durerà.

Per questo i ricercatori dell' Imperial College di Londra, dello University College di Londra e dell' Università di Cambridge e di Oxford, che hanno condotto lo studio, hanno annunciato che continueranno a tenere sotto controllo il loro paziente. Tuttavia, la ricerca ha una sua importanza nel campo della lotta all' Aids.

«Ottenendo la remissione in un secondo paziente con un approccio simile, abbiamo dimostrato che il paziente di Berlino non era un' anomalia. Ma dobbiamo avere prudenza», sottolinea Ravindra Gupta, professore dell' Università di Cambridge e tra gli autori dello studio.

«Aver dimostrato che il caso di Timothy Brown che non è l' unico - spiega Giovanni Maga, direttore del laboratorio di Virologia Molecolare presso l' Istituto di Genetica Molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche di Pavia - suggerisce che la strategia basata sull' eliminazione del correttore CCR5 potrebbe essere la chiave per portare una guarigione».

Questo non significa che tutte le persone affette dall' Hiv verranno sottoposte a un trapianto di cellule staminali. Ma solo che per loro si aprono nuove possibilità legate alla terapia genica, cioè alla possibilità di manipolare le cellule del sangue dei pazienti. «E' possibile pensare di concentrarsi sulla ablazione di questo recettore CCR5 che sembra essere veramente la chiave per impedire al virus di continuare a infettare le cellule e quindi poter essere eliminato dal nostro organismo», spiega Maga.

Una manipolazione che pochi mesi fa è stata fatta in Cina su embrioni umani che hanno poi portato, tra mille polemiche, alla nascita di due gemelline. «L' altra cosa importante di questo studio è che ha dimostrato che ad esempio alcuni aspetti della terapia applicata a Timothy Brown che si pensava potessero essere stati essenziali per il successo come ad esempio l' utilizzo della radioterapia prima del trapianto, in realtà non sono importanti», spiega Maga.

hiv









Il paziente di Londra non ha infatti ricevuto nessun trattamento radioterapico e ha avuto un solo trapianto invece dei due di Brown. «Probabilmente una leggera sindrome da rigetto, peraltro sperimentata da entrambi i pazienti che non ha avuto conseguenze, potrebbe aver potenziato, e quindi in qualche modo contribuito, alla eliminazione del virus», sottolinea Maga. Per essere certi che il paziente di Londra sia completamente guarito serviranno ancora alcuni mesi, forse anche un anno.

LA TRASMISSIONE «Ma finalmente oggi possiamo dire che l' eliminazione del recettore CCR5 è stata dimostrata essere una delle chiavi con cui possibilmente possiamo curare le persone dell' infezione da HIV», sottolinea Maga.

«È tuttavia molto importante ricordare, al di là delle speranze che possono venire da qualche terapia che la chiave per fermare l' epidemia di Hiv è la prevenzione e quindi essere consapevoli che il virus c' è e che si trasmette per via sessuale e che occorre continuare a proteggersi e a evitare di infettarsi in modo da non propagare l' infezione fintanto che una nuova cura sarà realmente disponibile per tutti», conclude.

Prevenzione che anche nel nostro paese si fa ancora poco. L' Istituto superiore di sanità ha registrato nel 2017 ben 3.443 nuove diagnosi di infezione da Hiv, in aumento tra i giovani. La colpa, nella stragrande maggioranza delle volte, è dei rapporti sessuali non protetti.

Fonte: qui

sabato 29 dicembre 2018

L’AEROPORTO DI GATWICK DIVENTA FRANCESE


COMPRATO DAL GIGANTE DELLE INFRASTRUTTURE “VINCI”, GRAZIE ALLO “SCONTO” DELLA BREXIT 

L’OPERAZIONE DA 3,2 MILIARDI VALE IL CONTROLLO DEL SECONDO SCALO DEL REGNO UNITO 

LA SCOMMESSA: “L’INDEBOLIMENTO DELLA STERLINA STIMOLERÀ IL TURISMO E…”

Sofia Fraschini per “il Giornale”

aeroporto di gatwick 3AEROPORTO DI GATWICK
Vinci mette le mani sullo scalo di Gatwick, il secondo del Regno Unito con 46 milioni di passeggeri, e riscalda un mercato in via di consolidamento. La società francese, un gigante delle infrastrutture, è sul fronte dei cieli - uno dei primi cinque attori internazionali nel settore con Aena (concessionaria dell' aeroporto di Madrid), il gruppo francese Adp, Fraport (Francoforte) e Mahb (Kuala Lumpur).

L' operazione vale il controllo (50,1%) dello scalo e i francesi, tramite Vinci Airport, hanno rilevato la quota seducendo il fondo Usa Gip (proprietario in Italia di Italo-Ntv) con 2,9 miliardi di sterline (3,23 miliardi di euro).
aeroporto di gatwick 2AEROPORTO DI GATWICK

Una mossa strategica che proietta sempre più Vinci, e i francesi, tra i leader di settore.
D' altra parte, l' aeroporto di Gatwick, con oltre 46 milioni di passeggeri l' anno, serve 228 destinazioni in 74 Paesi, ed è una base importante per le compagnie aeree, tra cui EasyJet e British Airways. A livello finanziario ha chiuso l' anno fiscale al 31 marzo 2018 con ricavi per 764,2 milioni di sterline. Numeri che portano i passeggeri totali movimentati da Vinci, nei suoi 45 scali, oltre quota 230 milioni.

vinci airports 3VINCI AIRPORTS


«Si tratta di un' operazione di consolidamento ha commentato Andrea Giuricin, esperto di trasporto aereo che segue le ambizioni di Vinci di imporsi come gestore globale e che, di fatto, sfida la Brexit. Il settore aereo potrebbe essere uno dei più colpiti ammette -, ma evidentemente Vinci ha scommesso sul fatto che l' impatto sarà limitato da accordi extranazionali, come avviene in Norvegia e Svizzera».

aeroporto di gatwick 1AEROPORTO DI GATWICK








Inoltre, il colosso francese ha dichiarato che dietro all' operazione ci sia la convinzione che «l' indebolimento della sterlina stimolerà il turismo». A livello finanziario, poi, si è trattato di un' occasione: «Solo pochi mesi fa non avremmo nemmeno immaginato di poter acquistare una licenza illimitata nel sistema degli aeroporti londinesi per meno di venti volte gli utili core», ha detto il presidente Nicolas Notebaert riferendosi al prezzo.

vinci airports 2VINCI AIRPORTS
E chiarendo che «resta inalterato l' interesse di Vinci per l' operatore aeroportuale di Parigi AdP», che il governo intende privatizzare. «Il mercato mondiale del settore è ricco di occasioni dice Giuricin e le prossime mosse potrebbero compiersi in Brasile, dove sono in programma diverse privatizzazioni, ma anche nel sud est asiatico.
 
Per non parlare dell' Italia dove la presenza internazionale è molto limitata». Il mercato è in mano ad Atlantia, Sea e F2i. «Ma al giusto prezzo - conclude - non è da escludere la possibilità che uno dei grandi player mondiali voglia entrare nel Belpaese».

Fonte: qui

venerdì 3 marzo 2017

FINANCIAL TIMES: ''INDIPENDENTEMENTE DALLA VITTORIA IN FRANCIA E GERMANIA DEGLI EUROPEISTI UE E EURO CROLLERANNO A BREVE''

LONDRA - Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, riferisce l'editoriale di Tony Barber sul Financial Times di oggi, ha prospettato cinque possibili scenari nel suo "libro bianco" sul futuro dell'Unione Europea: "tirare avanti", "nient'altro che il mercato unico", "fare di piu' per quelli che lo vogliono", "fare di meno con piu' efficienza" e "fare molto di piu' insieme".

"La vaghezza - osserva l'editorialista - e' comprensibile, con le elezioni alle porte in diversi paesi membri. Al di la' delle caute proposte dei politici su un'Ue a piu' velocita' e sul rafforzamento della cooperazione nella difesa, tuttavia, alcuni analisti indipendenti stanno cominciando a pensare l'impensabile. Ad esempio, un rapporto di MacroGeo, societa' di consulenza presieduta da Carlo De Benedetti, dal titolo Europe in the Brexit and Trump Era: Disintegration and Regrouping, arriva a conclusioni radicali, prevedendo che l'Ue nell'attuale forma e' destinata a dissolversi, anche con la vittoria degli europeisti in Francia e Germania".

"Tendenze geopolitiche di medio termine, infatti, stanno portando l'Unione all'atrofia: sfide multiple ai confini orientali e meridionali, immigrazione, crisi degli Stati, cambiamento climatico, revisionismo russo e disimpegno degli Stati Uniti, sempre piu' concentrati sulla Cina e l'area Asia-Pacifico. La Germania -prosegue l'analisi - non sostituira' gli Usa come potenza indispensabile per l'Europa e non lascera' che l'area dell'euro si trasformi in un servizio di trasferimento di denaro verso stati deboli come l'Italia".

"E non basta: nonostante l'apertura di un dibattito su un deterrente nucleare tedesco, a causa delle vicende storiche del Novecento ne' il paese stesso ne' i suoi vicini vogliono che diventi una potenza militare dominante nel continente. La disgregazione dell'Ue potrebbe scatenare i demoni nazionalisti del passato? Gli autori di MacroGeo non prevedono una competizione anarchica tra gli Stati nazione, ma l'emergere di "un nucleo geo-economico tedesco", comprendente la Germania e i paesi della sua catena di fornitura, a loro agio con la sua cultura monetaria e fiscale".

"Se l'Italia dovesse andare in pezzi, la sola Italia settentrionale potrebbe unirsi al gruppo, insieme all'Olanda, alla Polonia, alla Repubblica Ceca, alla Slovacchia e ad alcuni paesi scandinavi. Cio' implicherebbe una rottura dell'eurozona, che secondo i ministri delle finanze e i banchieri centrali sarebbe devastante per l'economia e la stabilita' finanziaria".

Questo aspetto dell'analisi pubblicata dal Financial Times di oggi è discutibile. Intanto, nè la Polonia, nè la Repubblica Ceca nè la Slovacchia e tanto meno gli Stati scandinavi vogliono l'euro, e su questo proprio non si discute. Inoltre, l'idea che si possa spaccare in due l'Italia col Nord che si accoderebbe alla Germania diventandone un vassallo è semplicemente campata in aria. Vero è invece che l'eurozona è prossima alla disgregazione proprio perchè da un alto la Germania non vuole trasferire la propria ricchezza a Stati come l'Italia che hanno enormi problemi di bilancio per colpa dell'euro, dall'altro l'euro porta ricchezza solo alla Germania ed è dimostrato essere tossico per le economie delle altre nazioni che lo usano, inclusa l'Olanda.

"Dell'ipotesi di rottura dell'eurozona e di dissoluzione della Ue, tuttavia, si comincia a parlare anche fuori della cerchia del Fronte nazionale francese. La banca di investimenti italiana Mediobanca, ad esempio, - conclude il Financial Times - ha pubblicato a gennaio 2017 uno studio sull'uscita dall'unione monetaria, suggerendo che l'Italia non ne risentirebbe eccessivamente in termini di debito pubblico, mentre il parlamento olandese ha votato quattro giorni fa per l'istituzione di una commissione d'inchiesta parlamentare sui pro e contro dell'euro per decidere se rimanere o uscire dall'eurozona".
Redazione Milano. 
venerdì 3 marzo 2017
Fonte: qui