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venerdì 28 febbraio 2020

A PESCARA UN 47ENNE È STATO CONDANNATO A 11 ANNI DI CARCERE PER AVER ABUSATO SESSUALMENTE DELLE FIGLIE MINORENNI: OGNI NOTTE L’UOMO SI INFILAVA NEL LETTO DELLE PICCOLE E LE VIOLENTAVA

LA MOGLIE, CHE ERA A CONOSCENZA DEGLI ABUSI E AVEVA DECISO DI ACCETTARE I COMPORTAMENTI DEL MARITO, È STATA CONDANNATA A 4 ANNI E 6 MESI DI RECLUSIONE 
IL CALVARIO PER LE BIMBE È FINITO QUANDO…

bambina stuprata 4BAMBINA STUPRATA 
Una vicenda torbida e agghiacciante, che ha avuto luogo in un paesino dell’entroterra di Pescara, si è conclusa con una sentenza di condanna ad 11 anni di carcere per un uomo di 47 anni, che ha abusato sessualmente delle due figlie minorenni, e a 4 anni e 6 mesi di reclusione per la madre 44enne delle ragazze, che ha coperto per anni il marito. I fatti, risalenti ad un periodo compreso tra il 2012 e il 2016, si sono svolti in un clima familiare degradato e asfissiante.

bambina stuprata 3BAMBINA STUPRATA 
Non solo la madre, ma anche gli zii e i cugini sapevano. Tutti, però, con il proprio comportamento omertoso, diventato addirittura ostile e minaccioso quando la ragazza più grande ha iniziato a mostrare segni di insofferenza, hanno contribuito a disorientare le giovani vittime.

Le due ragazze, di conseguenza, sono cresciute facendo fatica a comprendere cosa fosse normale e senza riuscire a distinguere con esattezza il bene dal male. Poi, confrontandosi con un coetaneo, diventato il suo fidanzatino, la figlia maggiore ha iniziato a prendere coscienza di ciò che era stata costretta a subire.
bambina stuprata 2BAMBINA STUPRATA 

Si è confidata anche con la nonna materna, la quale, nell’agosto del 2017, ha deciso di sporgere querela. Subito è scattata l’inchiesta, culminata nella formulazione delle accuse di violenza sessuale aggravata nei confronti di entrambi i genitori.

Quanto emerso nel corso del dibattimento lascia senza parole. Il padre dormiva sistematicamente nel letto con la figlia più grande, sottoponendola ad abusi sessuali. Anche la figlia più piccola fu costretta, in diverse occasioni, a subire abusi dello stesso tipo.
bambina stuprata 1BAMBINA STUPRATA 

L’uomo, che in famiglia si mostrava “sistematicamente violento ed aduso a non tollerare rifiuti e frustrazioni”, imponeva le sue pratiche perverse “con condotta minacciosa”. Il tutto senza che la madre muovesse un dito.

BAMBINI MINORI ABUSIBAMBINI MINORI ABUSI
Come ricostruito dall’accusa, infatti, la donna scelse deliberatamente di tollerare le condotte del marito, “delle quali era a conoscenza”, sia in riferimento “all’anomala condivisione del letto con la figlia maggiore”, sia “per avere assistito in numerose occasioni” agli abusi del marito, sia per “essere stata esplicitamente informata” dalla figlia minorenne circa le condotte dell’uomo, “senza adottare alcuna azione a difesa della stessa” e dunque, di fatto, concorrendo alla violenza sessuale. In alcune occasioni, addirittura, dopo avere assistito agli abusi sulle ragazzine, la donna rise dell’accaduto davanti alle figlie. 

Fonte: qui

mercoledì 26 febbraio 2020

FBI, NYPD Raid al Fashion Exec Il quartier generale di Peter Nygard nelle indagini sulla pedofilia del traffico di sesso

Martedì mattina i detective dell'FBI e della polizia di New York hanno fatto irruzione nel quartier generale di Manhattan del dirigente della moda Peter Nygard in relazione a un'indagine sul traffico di sesso in corso , secondo il New York Times , citando due funzionari delle forze dell'ordine che hanno parlato a condizione di anonimato.
Il 78enne Nygard è stato indagato per almeno cinque mesi da una task force congiunta per lo sfruttamento minorile supervisionata dall'ufficio del procuratore americano di Manhattan. Secondo il rapporto, almeno quattro donne hanno accusato Nygard in una causa per averle aggredite sessualmente quando avevano 14 e 15 anni.
Mentre il raid è l'ultimo di un'indagine congiunta in corso, Nygard ha accumulato decenni di accuse di cattiva condotta sessuale che sono culminate in azioni legali di nove donne.
Quella causa è stata presentata questo mese. Domenica, il New York Times ha spiegato in dettaglio come una rissa con il suo ricco vicino abbia portato alla causa, e ha anche mostrato uno schema di lamentele sul comportamento sessuale da parte del signor Nygard che risale a 40 anni fa .
Nove donne in Canada e California, per lo più dipendenti, lo hanno denunciato o denunciato alle autorità per presunta molestie o aggressioni sessuali dal 1980 . Inoltre, altri nove ex dipendenti hanno detto al Times in interviste che li ha violentati, li ha toccati in modo inappropriato o ha proposto del sesso. NYT
Il Times ha intervistato le 10 donne - la maggior parte delle quali accusano Nygard di averle violentate durante "feste di coccole" alle Bahamas , la sua casa dal 1986. Le feste, che si svolgevano principalmente la domenica nella sua sontuosa tenuta, presentavano giovani donne che avrebbero ricevuto "pedicure" , massaggi, gite in Jet Ski e alcol infinito ", secondo il rapporto.
Nygard ha negato le accuse, sostenendo che il suo avversario e vicino alle Bahamas - il miliardario di hedge fund Louis Bacon e i suoi investigatori privati ​​sono dietro le accuse. Bacon dice che voleva ottenere giustizia per le donne.
Vedi qui per ulteriori informazioni sullo spartiacque tra Nygard e Bacon.
Nel frattempo, Nygard è stato anche indagato alla fine del 2015 e nell'estate del 2017 su accuse di traffico di sesso . È stato anche indagato dal Dipartimento per la sicurezza nazionale, che lo ha indagato per nove mesi senza risultati.
Nygard viaggia notoriamente con un entourage di modelle e fidanzate pagate come un playboy autoproclamato. Ha almeno 10 figli con otto donne e chiede per lui una scorta costante di partner sessuali che cacciavano giovani donne in negozi, club e ristoranti. Suona familiare?
Fonte: qui

sabato 22 febbraio 2020

STUDENTESSE AMERICANE VIOLENTATE A FIRENZE: CONDANNATO A 5 ANNI E 6 MESI UN EX CARABINIERE

PER LUI È SCATTATA ANCHE L'INTERDIZIONE DAI PUBBLICI UFFICI: DOVRÀ PAGARE UN RISARCIMENTO ALLA VITTIMA, AL COMUNE DI FIRENZE E ALL’ARMA DEI CARABINIERI 
L'ALTRO COLLEGA IN SERVIZIO QUELLA SERA, ERA GIÀ STATO CONDANNATO A 4 ANNI E 8 MESI. 
I DUE EX MILITARI AVREBBERO VIOLENTATO LE DUE RAGAZZE AGENDO IN MODO “REPENTINO E INASPETTATO”….

marco camuffoMARCO CAMUFFO
Il tribunale di Firenze ha condannato a 5 anni e 6 mesi l’ex carabiniere Pietro Costa, uno dei due militari accusati di violenza sessuale per aver abusato di due studentesse americane nella notte tra il 6 e il 7 settembre 2017 dopo averle riaccompagnate a casa dalla discoteca con l’auto di servizio. Costa era imputato nel processo insieme al collega di servizio, l’ex appuntato Marco Camuffo, che era già stato condannato a 4 anni e 8 mesi di reclusione in rito abbreviato l’11 ottobre 2018.

Costa, presente in aula per tutta l’udienza, si è allontanato prima della lettura della sentenza. I giudici lo hanno condannato anche all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e al risarcimento dei danni alle parti civili, stabilendo una provvisionale di 30mila euro a favore della vittima che lo accusa della violenza sessuale, di 10mila euro per il Comune di Firenze, 10mila per il ministero della Difesa e 10mila per il comando generale dell’Arma dei carabinieri.

APPUNTATO SCELTO MARCO CAMUFFO CARABINIEREAPPUNTATO SCELTO MARCO CAMUFFO CARABINIERE
Secondo quanto denunciarono le due studentesse – accuse che poi confermarono in un lunghissimo incidente probatorio, in modalità protetta – i due carabinieri, che le avevano incontrate in una discoteca accanto al piazzale Michelangelo, le accompagnarono a casa con l’auto di servizio e, arrivati in borgo Santi Apostoli, entrarono nel palazzo dove, approfittando dello stato di ubriachezza delle due giovani, ebbero un rapporto sessuale con loro. Camuffo e Costa, messi alle strette da elementi di prova quali il dna sulle tracce di sperma rinvenute sugli abiti delle ragazze, ammisero di aver avuto rapporti sessuali, ma hanno sempre affermato che le studentesse fossero consenzienti.

STUDENTESSE AMERICANE IN UDIENZA A FIRENZESTUDENTESSE AMERICANE IN UDIENZA A FIRENZE
Per l’accusa, i due avrebbero agito abusando della qualità di carabiniere in servizio e avrebbero violato gli ordini impartiti dai superiori. Entrambe le ragazze salirono a bordo dell’auto in stato di ebbrezza alcolica: secondo il capo d’imputazione notificato a conclusione delle indagini, i due carabinieri avrebbero violentato le due ragazze agendo in modo “repentino e inaspettato”.

Il pubblico ministero Ornella Galeotti nella requisitoria aveva chiesto 5 anni e 6 mesi di reclusione per Costa. Il tribunale di Firenze inoltre aveva rigettato la richiesta di sospensione del processo a Pietro Costa: l’istanza era stata presentata questa mattina dai difensori dell’ex militare in vista del pronunciamento della Cassazione, atteso per l’8 aprile, sulla richiesta di ricusazione del giudice Marco Bouchard, presidente del collegio davanti a cui è in corso il processo.

La richiesta di ricusazione riguarda in particolare l’incarico ricoperto in passato dal giudice Bouchard come presidente di Rete Dafne Italia, una onlus per l’assistenza alle vittime di reati, e i rapporti della stessa Rete Dafne col comune di Firenze, che nel processo, che si celebra a porte chiuse, è parte civile. Anche la studentessa americana si è costituita parte civile, insieme al ministero della Difesa e all’Arma dei carabinieri.

Fonte: qui

giovedì 20 febbraio 2020

UNA BAMBINA DI 10 ANNI È STATA VIOLENTATA E FILMATA DA UN GRUPPO DI RAGAZZINI A NAPOLI: TUTTI MINORI DI 14 ANNI CHE NON SONO IMPUTABILI

"LEI ERA SENZA VESTITI E..." 
LE VIOLENZE RISALGONO ALL’ANNO SCORSO E SONO VENUTE FUORI QUASI PER CASO DALLA CONFIDENZA DI UNA COMPAGNA DI SCUOLA DELLA VITTIMA. 
I RACCONTI SCONVOLGENTI DEI BAMBINI...
Dario Sautto per “il Mattino”

bambina stuprata 4BAMBINA STUPRATA 
C' è il figlio di un camorrista, un bambino con il papà detenuto per spaccio di droga, il fratello di un altro pusher implicato in una storia di violenza. Bambini costretti a crescere troppo in fretta e in maniera sbagliata, stravolti da contesti familiari molto oltre il limite del degrado sociale, distrutti da camorra, droga e assenza di esempi positivi.

Il branco che avrebbe violentato una bambina di 10 anni fotografando e filmando questo orrore, è composto da baby-stupratori che non hanno ancora 14 anni e che non sono imputabili, cioè non saranno mai processati e puniti.

bambina stuprata 3BAMBINA STUPRATA 
Forse saranno affidati ai servizi sociali oppure seguiranno dei percorsi di recupero. L' ennesima storia dell' orrore arriva ancora una volta da Boscoreale, dal triste e abbandonato Piano Napoli di via Passanti, una piazza di spaccio dove gli unici interventi dello Stato sono quelli delle forze dell' ordine per chiudere il droga-shop di turno e arrestare gli spacciatori.

boscoreale napoli 3BOSCOREALE NAPOLI 
Per il resto, istituzioni, Chiesa e associazioni sembrano girare al largo, non entrando mai in quel quartiere dimenticato, dove il tasso di delinquenza è altissimo e dove capita di trovare nonni poco più che trentenni.

LA TESTIMONIANZA
Questa storia di violenze su una bambina da parte di altri bambini risale al periodo tra agosto e dicembre scorsi ed è venuta alla luce quasi per caso, grazie alla denuncia di una insegnante di una scuola media. È stata lei a raccogliere le confidenza di una bambina, compagna di banco della vittima, che aveva ascoltato quei racconti tanto spinti da non sembrare reali.
bambina stuprata 2BAMBINA STUPRATA 

La professoressa ha subito spinto la bambina e la mamma a rivolgersi al personale del commissariato di Castellammare di Stabia, che da un anno ospita la «stanza di Imma», un punto protetto dove le vittime di violenza di genere possono intraprendere un percorso di denuncia, accompagnate da professioniste. In pochi giorni la Procura per i minorenni di Napoli (sostituto procuratore Ugo Miraglia del Giudice) ha aperto un fascicolo d' inchiesta che ipotizza il reato di atti sessuali su minore, scoprendo subito che i presunti stupratori non sono neanche imputabili: hanno tutti tra gli 11 e i 13 anni, e avrebbero approfittato della solitudine di un sottoscala di uno dei palazzoni che compongono il rione di edilizia popolare di Boscoreale per abusare dell' amichetta di 10.

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Le indagini lampo, condotte dai poliziotti agli ordini del dirigente Vincenzo Gioia, hanno permesso di effettuare il sopralluogo nel sottoscala indicato dalla bambina e di recuperare alcuni cellulari degli altri bambini coinvolti nell' episodio, dove sono state trovate immagini eloquenti. Il racconto, dunque, è stato confermato da foto e video. Sono sei i bambini indicati dalla vittima, cinque dei quali con ruolo attivo.
boscoreale napoliBOSCOREALE NAPOLI

Il sesto è stato ascoltato per primo, durante un' audizione protetta sempre nella Stanza di Imma, alla presenza della mamma, di un assistente sociale, poliziotti, una psicologa e dell' avvocato Francesco De Gregorio. Una chiacchierata, molto simile a un interrogatorio, per chi comunque non potrebbe essere formalmente indagato perché appena 12enne.

IL RACCONTO
boscoreale napoli 4BOSCOREALE NAPOLI 
Il racconto di quella prima giornata di agosto è quello di un bambino come tanti altri. Le biciclette, quattro calci al pallone, i giochi. E poi la comparsa di quella bambina, con la quale il gruppetto si è ritrovato poco prima del tramonto nel sottoscala. «Lei era senza vestiti, ma io ho preso la bici e sono andato via» ha detto il bambino, che non compare né in foto né in video. Nè sa, poi, nulla di quello che è successo dopo e almeno in altre tre occasioni tra settembre e inizio dicembre.

bambina stuprata 1BAMBINA STUPRATA 
Le audizioni protette proseguiranno anche nei prossimi giorni, quando saranno ascoltati anche il figlio di un elemento di spicco del clan di camorra Aquino-Annunziata e il fratellino di uno spacciatore, arrestato (e condannato) anche per un episodio di violenza avvenuto nello stesso quartiere un anno fa. Appena 19enne, il giovane (con precedenti per droga anche da minorenne) era stato arrestato per aver violentato una 15enne in uno dei locali comuni del rione.

 Altri due casi di violenza sessuale su minore da parte di altri ragazzini si erano verificati a Pimonte e a Castellammare. A capo dei due branchi c' erano figli e nipoti di boss e camorristi legati ai clan Di Martino e D' Alessandro, in un perverso ricorso alla forza del gruppo per sopraffare ragazzine di 15 e 12 anni. Nel primo caso, la vittima è andata via da Pimonte.
Nel secondo, il figlio del boss non ha superato la messa alla prova e sarà processato: rischia di finire in carcere, dopo aver trascorso diversi mesi in una comunità di recupero.

Fonte: qui

venerdì 14 febbraio 2020

DUE RAGAZZE DI 17 E 13 ANNI ABUSATE PER MESI A LA SPEZIA DAL COMPAGNO DELLA SORELLA MAGGIORE, UN AVVOCATO 70ENNE: ERA STATA LEI, INSIEME ALLA MADRE, A VENDERLE ALL’UOMO, CHE IN CAMBIO PAGAVA, LE FACEVA REGALI E AVEVA PROMESSO DI COMPRARE UNA CASA PER TUTTA LA FAMIGLIA

LE RAGAZZE SONO STATE ‘LIBERATE’ DAI CARABINIERI, CHE LE HANNO CONSEGNATE AI SERVIZI SOCIALI…
abusi sessuali violenzaABUSI SESSUALI VIOLENZA

Per mesi sono state abusate da chi avrebbe dovuto proteggerle. Due sorelle di 17 e 13 anni, sono state 'tradite' dalla madre e dalla sorella maggiore, di 22 anni, e portate a un avvocato settantenne, compagno della più grande delle sorelle. È andata così per mesi, fino a stamattina, quando i carabinieri della Spezia le hanno 'liberate' e consegnate ai servizi sociali, per essere trasferite in una località protetta, al riparo da chi ne ha macchiato l'adolescenza.

La vicenda, accaduta in un paese dello Spezzino, ha visto finire in carcere la madre, la figlia maggiore e un avvocato residente nella provincia di Massa. Le prime due sono accusate di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione minorile, il legale è accusato di violenza sessuale su minore e prostituzione minorile.
violenza sessualeVIOLENZA SESSUALE



Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l'avvocato settantenne, compagno e convivente della sorella maggiore, avrebbe ripetutamente incontrato la ragazzina di 13 anni e la sorella di 17, elargendo regali e somme di denaro alla compagna ventenne, e promettendo anche l'acquisto di un'abitazione per tutta la famiglia.

violenza sessualeVIOLENZA SESSUALE
La compagna ventenne del legale avrebbe incoraggiato gli incontri tra le sorelle minori e il convivente, mentre la madre avrebbe acconsentito consapevolmente che ciò avvenisse attratta dall'idea di avere una casa. Il quadro probatorio è stato ritenuto sufficiente dal gip del tribunale di Genova, che ha emesso a carico delle tre persone un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, eseguito in mattinata dai carabinieri.

L'indagine, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Genova, è stata condotta sul campo da un pool di carabinieri scelti nelle caserme di Arcola, Sarzana, Santo Stefano Magra, Castelnuovo Magra e Lerici, sotto il coordinamento della Compagnia di Sarzana. L'inchiesta è stata coordinata dal sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Genova Maria Chiara Paolucci, che questa mattina ha gestito anche la perquisizione nello studio del professionista a Massa.

abusi sessualiABUSI SESSUALI
Le perquisizioni compiute dai militari dell'Arma nelle abitazioni e nello studio dell'avvocato hanno permesso di recuperare materiale informativo che sarà oggetto di approfondimento investigativo. L'avvocato e la compagna ventenne sono stati arrestati mentre si trovavano a Massa, la madre delle ragazze mentre si trovava in un campo nomadi alla periferia della Spezia. L'indagine aveva preso le mosse nell'ottobre scorso, a seguito di un incendio doloso, avvenuto in Val di Magra, ai danni di tre auto di proprietà di un uomo, estraneo alla vicenda, che ospitava abitualmente le due giovani minorenni. Fonte: qui

mercoledì 12 febbraio 2020

“PAMELA MASTROPIETRO DROGATA DAL FIDANZATO CHE PROVO’ ANCHE A FARLA PROSTITUIRE”

IL PM CHIEDE SEI ANNI DI CARCERE PER IL 21ENNE ROMENO ANDREI CLAUDIU NITU ACCUSANDOLO DI AVER SPINTO L’ALLORA 16ENNE ROMANA ALLA TOSSICODIPENDENZA E ALLA PROSTITUZIONE. 
LA RAGAZZA FU UCCISA APPENA FUGGITA DALLA COMUNITÀ IN CUI ERA PER DISINTOSSICARSI….

pamela mastropietroPAMELA MASTROPIETRO
È stato il fidanzato di Pamela Mastropietro, la 18enne violentata, uccisa e fatta a pezzi a Macerata il 30 gennaio del 2018, a portarla da Innocent Oseghale. Un rapporto durato dieci mesi tra settembre 2016 e giugno 2017, periodo durante il quale Andrei Claudiu Nitu, 21 anni, romeno, conduce la ragazza, all’epoca ancora minorenne, sulla strada della droga, anticamera della sua tragica fine.

È lui - secondo la Procura che ne ha chiesto la condanna a sei anni e sei mesi di carcere - a cedere eroina a Pamela. Poi tenta di farla prostituire, convincendola ad avere un rapporto intimo con un cliente. La giovane, però, si oppone alla pretesa di Nitu con fermezza. E infine è l’imputato, come ricostruito dall’accusa, che spinge Pamela a rubare da casa apparecchi e oggetti preziosi con l’obiettivo di rivenderli per poi intascare denaro fresco e comprare eroina.

La strage in Nuova Zelanda «ispirata» a Macerata
PAMELA MASTROPIETROPAMELA MASTROPIETRO
Il pm Maria Teresa Geraci riperre il rapporto tra la 18enne e Nitu durante la requisitoria, svoltasi nella prima udienza del giudizio abbreviato, il rito con cui l’ex fidanzato ha scelto di farsi giudicare. Le accuse: cessione di sostanze stupefacenti, tentata induzione alla prostituzione di minorenne e circonvenzione d’incapace. Soprattutto è attraverso quest’ultimo reato che il pm descrive il rapporto tra Pamela e l’imputato. La Procura infatti sottolinea che, fino all’ultimo giorno in cui i due sono stati insieme, Nitu si è approfittato della «deficienza psichica di Pamela, in quanto affetta da un disturbo da uso di sostanze stupefacenti in un contesto di disturbo borderline della personalità». Una situazione preoccupante, che fin da subito allarma la famiglia della giovane.
pamela mastropietroPAMELA MASTROPIETRO

È la mamma, Alessandra Verni - rappresentata come parte civile dall’avvocato Marco Valerio Verni - a denunciare Nitu. La madre di Pamela si presenta negli uffici del commissariato San Giovanni undici volte in due mesi. La prima accusa contro il ragazzo la deposita il 24 aprile del 2017. Anche la nonna della 18enne, Giovanna Rita Bellini, corre allo stesso commissariato a denunciare Nitu, arrestato poi per una serie di rapine contro minorenni. Le denunce sono una dimostrazione della sofferenza dei familiari, che tentano in ogni modo di tenere la ragazza lontano dai guai.

Nitu e Pamela si conoscono nel settembre del 2016. La giovane, fino a quel momento, non si è mai drogata. Soffre però di disturbo della personalità. E lui, incurante delle sue condizioni, la spinge a provare l’eroina. Lei, all’epoca sedicenne, se ne innamora, lo segue e si fida. Lui si spaccia per un pugile, la induce a rubare oggetti da casa. Una volta è la televisione, dopo il pc, poi il lettore dvd, i gioielli, infine un quadro. Nitu rivende tutto e spesso trattiene i soldi per sé, talvolta ci compra l’eroina per Pamela.

pamela mastropietroPAMELA MASTROPIETRO
Alla fine i genitori riescono ad allontanare la figlia da Nitu. Pamela, a ottobre del 2017, viene ricoverata in comunità per curare i problemi di personalità aggravati dall’eroina. Poi però il 30 gennaio del 2018 si allontana dalla struttura e trova sulla sua strada il nigeriano Oseghale, condannato all’ergastolo per averla violentata, uccisa e infine fatta a pezzi.

Fonte: qui

mercoledì 29 gennaio 2020

NOVE PRETI E FRATI DELLA COMUNITÀ RELIGIOSA “I DISCEPOLI DELL’ANNUNCIAZIONE” DI PRATO SONO INDAGATI PER ABUSI SESSUALI. TRA LORO C’È ANCHE IL FONDATORE DON GIGLIO GILIOLI

LE VIOLENZE SI SAREBBERO CONSUMATE PER ANNI FRA LE MURA DELLE SEDI DELL’EX COMUNITÀ, SOPPRESSA UFFICIALMENTE UN MESE E MEZZO FA - LE VITTIME ACCERTATE PER IL MOMENTO SONO DUE MINORI, MA POTREBBERO ESSERCENE MOLTE ALTRE…

don giglio gilioli 2DON GIGLIO GILIOLI 
Nove religiosi sono indagati dalla procura di Prato per presunte violenze sessuali nei confronti di due fratelli, entrambi minorenni all'epoca dei fatti contestati. Si tratta di cinque sacerdoti, un frate e altri tre religiosi, come riporta oggi il quotidiano «La Nazione».

Gli abusi sessuali, secondo quanto ipotizzano gli inquirenti, si sarebbero consumati per anni fra le mura delle sedi di Prato e di Calomini (Lucca) dell'ex comunità religiosa «I Discepoli dell'Annunciazione», soppressa ufficialmente un mese e mezzo fa, con decreto emesso dalla Congregazione per gli Istituti di vita consacrata della Santa Sede, per una serie di problemi fra i quali «forti perplessità sullo stile di governo del fondatore e sulla sua idoneità nel ricoprire tale ruolo». Tra i nove indagati figura anche il fondatore della comunità religiosa, don Giglio Gilioli, 73 anni, sacerdote veronese trasferitosi a Prato da oltre dieci anni.

discepoli dell'annunciazione 4DISCEPOLI DELL'ANNUNCIAZIONE 
Le indagini sulla comunità religiosa che doveva accogliere e fare crescere i ragazzi, aiutarli, sostenerli, tirandoli fuori dalle difficoltà, avrebbe fatto emergere, invece, un inferno di perversione e violenza nei confronti dei minorenni ospitati. Questo almeno ipotizza la Procura pratese che ha messo nel mirino nove componenti della comunità religiosa dei «Discepoli dell'Annunciazione», realtà di ispirazione mariana, soppressa ufficialmente dal Vaticano nel mese di dicembre dopo poco più di 14 anni di attività, a seguito di una visita canonica voluta dalla Santa Sede.

don giglio gilioli 1DON GIGLIO GILIOLI 
Su quell'ex confraternita formata da sacerdoti, religiosi e consacrati, nata a Prato per volontà del fondatore don Giglio Gilioli, indagato, si è abbattuto oggi un sospetto tremendo, che sembra svelare un mondo fatto di abusi sessuali e violenze ai danni di due fratelli che furono affidati dai genitori ai «Discepoli dell'Annunciazione» perchè li crescessero nel modo migliore. Invece, sostengono gli stessi ragazzi, già ascoltati dagli investigatori, c'erano violenze ripetute e inenarrabili, anche in gruppo, per anni e anni.
discepoli dell'annunciazione pratoDISCEPOLI DELL'ANNUNCIAZIONE PRATO

Due vittime accertate finora, ma potrebbero essercene altre, almeno stando a quanto fanno emergere le testimonianze dei due fratelli, che sembrano inoltre suggerire la presenza di altri adulti, le cui identità sono ancora in corso di accertamento, in occasione degli episodi di violenza. A finire nei guai il fondatore dei «Discepoli dell'Annunciazione» insieme ad altri otto ex confratelli, fra sacerdoti e religiosi, che nei giorni scorsi sono stati sottoposti a perquisizioni.

discepoli dell'annunciazioneDISCEPOLI DELL'ANNUNCIAZIONE
L'inchiesta sarebbe partita proprio dalle dichiarazioni rese dai due fratelli a distanza di alcuni anni dalle violenze, ma anche da altre persone ascoltate dagli uomini della squadra mobile della questura di Prato. Per una delle vittime i fatti risalirebbero al periodo che va dal 2008 all'estate del 2016 e gli abusi si sarebbero consumati sia nella sede di Prato che in quella di Calomini, in provincia di Lucca. Otto dei nove indagati si sarebbero approfittati del ragazzino, abusando delle sue condizioni di inferiorità fisica e psichica, e costringendolo a compiere e a subire atti sessuali, anche con più persone. L'altro fratello, invece, sarebbe stato oggetto di violenze sessuali da parte di due degli indagati. Anch'egli minorenne all'epoca dei fatti, sarebbe stato costretto a compiere e a subire atti sessuali all'interno della sede dei «Discepoli dell'annunciazione» in un lasso di tempo che va dal 2009 al 2012.
don giglio gilioliDON GIGLIO GILIOLI

don giglio gilioli 3DON GIGLIO GILIOLI discepoli dell'annunciazione 3DISCEPOLI DELL'ANNUNCIAZIONE 
Gli episodi sarebbero stati confermati dalle stesse vittime, ritenute credibili dalla Procura. I magistrati nel disporre le perquisizioni personali a carico dei nove religiosi e una serie di accertamenti approfonditi nelle tre sedi dell'ex associazione religiosa (a Prato, ad Aulla e a Calomini), non esclude la possibilità di trovare documenti cartacei e informatici - comprese registrazioni audio e video - capaci di testimoniare quelle violenze. L'inchiesta è solo all'inizio e potrebbe approdare a sviluppi clamorosi: forse nuove vittime, forse nuovi aguzzini. Quel che è certo che a dicembre il Vaticano c'era andato giù pesante nelle motivazioni che accompagnavano il provvedimento di chiusura della congregazione religiosa. Indicando «forti perplessità sullo stile di governo del fondatore e sulla sua idoneità nel ricoprire tale ruolo». Ma anche «limiti nel reclutamento e nella formazione dei membri» e «deficienze nell'esercizio dell'autorità».

Fonte: qui