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giovedì 20 febbraio 2020

UNA BAMBINA DI 10 ANNI È STATA VIOLENTATA E FILMATA DA UN GRUPPO DI RAGAZZINI A NAPOLI: TUTTI MINORI DI 14 ANNI CHE NON SONO IMPUTABILI

"LEI ERA SENZA VESTITI E..." 
LE VIOLENZE RISALGONO ALL’ANNO SCORSO E SONO VENUTE FUORI QUASI PER CASO DALLA CONFIDENZA DI UNA COMPAGNA DI SCUOLA DELLA VITTIMA. 
I RACCONTI SCONVOLGENTI DEI BAMBINI...
Dario Sautto per “il Mattino”

bambina stuprata 4BAMBINA STUPRATA 
C' è il figlio di un camorrista, un bambino con il papà detenuto per spaccio di droga, il fratello di un altro pusher implicato in una storia di violenza. Bambini costretti a crescere troppo in fretta e in maniera sbagliata, stravolti da contesti familiari molto oltre il limite del degrado sociale, distrutti da camorra, droga e assenza di esempi positivi.

Il branco che avrebbe violentato una bambina di 10 anni fotografando e filmando questo orrore, è composto da baby-stupratori che non hanno ancora 14 anni e che non sono imputabili, cioè non saranno mai processati e puniti.

bambina stuprata 3BAMBINA STUPRATA 
Forse saranno affidati ai servizi sociali oppure seguiranno dei percorsi di recupero. L' ennesima storia dell' orrore arriva ancora una volta da Boscoreale, dal triste e abbandonato Piano Napoli di via Passanti, una piazza di spaccio dove gli unici interventi dello Stato sono quelli delle forze dell' ordine per chiudere il droga-shop di turno e arrestare gli spacciatori.

boscoreale napoli 3BOSCOREALE NAPOLI 
Per il resto, istituzioni, Chiesa e associazioni sembrano girare al largo, non entrando mai in quel quartiere dimenticato, dove il tasso di delinquenza è altissimo e dove capita di trovare nonni poco più che trentenni.

LA TESTIMONIANZA
Questa storia di violenze su una bambina da parte di altri bambini risale al periodo tra agosto e dicembre scorsi ed è venuta alla luce quasi per caso, grazie alla denuncia di una insegnante di una scuola media. È stata lei a raccogliere le confidenza di una bambina, compagna di banco della vittima, che aveva ascoltato quei racconti tanto spinti da non sembrare reali.
bambina stuprata 2BAMBINA STUPRATA 

La professoressa ha subito spinto la bambina e la mamma a rivolgersi al personale del commissariato di Castellammare di Stabia, che da un anno ospita la «stanza di Imma», un punto protetto dove le vittime di violenza di genere possono intraprendere un percorso di denuncia, accompagnate da professioniste. In pochi giorni la Procura per i minorenni di Napoli (sostituto procuratore Ugo Miraglia del Giudice) ha aperto un fascicolo d' inchiesta che ipotizza il reato di atti sessuali su minore, scoprendo subito che i presunti stupratori non sono neanche imputabili: hanno tutti tra gli 11 e i 13 anni, e avrebbero approfittato della solitudine di un sottoscala di uno dei palazzoni che compongono il rione di edilizia popolare di Boscoreale per abusare dell' amichetta di 10.

violenza sessuale minori stuproVIOLENZA SESSUALE MINORI STUPRO
Le indagini lampo, condotte dai poliziotti agli ordini del dirigente Vincenzo Gioia, hanno permesso di effettuare il sopralluogo nel sottoscala indicato dalla bambina e di recuperare alcuni cellulari degli altri bambini coinvolti nell' episodio, dove sono state trovate immagini eloquenti. Il racconto, dunque, è stato confermato da foto e video. Sono sei i bambini indicati dalla vittima, cinque dei quali con ruolo attivo.
boscoreale napoliBOSCOREALE NAPOLI

Il sesto è stato ascoltato per primo, durante un' audizione protetta sempre nella Stanza di Imma, alla presenza della mamma, di un assistente sociale, poliziotti, una psicologa e dell' avvocato Francesco De Gregorio. Una chiacchierata, molto simile a un interrogatorio, per chi comunque non potrebbe essere formalmente indagato perché appena 12enne.

IL RACCONTO
boscoreale napoli 4BOSCOREALE NAPOLI 
Il racconto di quella prima giornata di agosto è quello di un bambino come tanti altri. Le biciclette, quattro calci al pallone, i giochi. E poi la comparsa di quella bambina, con la quale il gruppetto si è ritrovato poco prima del tramonto nel sottoscala. «Lei era senza vestiti, ma io ho preso la bici e sono andato via» ha detto il bambino, che non compare né in foto né in video. Nè sa, poi, nulla di quello che è successo dopo e almeno in altre tre occasioni tra settembre e inizio dicembre.

bambina stuprata 1BAMBINA STUPRATA 
Le audizioni protette proseguiranno anche nei prossimi giorni, quando saranno ascoltati anche il figlio di un elemento di spicco del clan di camorra Aquino-Annunziata e il fratellino di uno spacciatore, arrestato (e condannato) anche per un episodio di violenza avvenuto nello stesso quartiere un anno fa. Appena 19enne, il giovane (con precedenti per droga anche da minorenne) era stato arrestato per aver violentato una 15enne in uno dei locali comuni del rione.

 Altri due casi di violenza sessuale su minore da parte di altri ragazzini si erano verificati a Pimonte e a Castellammare. A capo dei due branchi c' erano figli e nipoti di boss e camorristi legati ai clan Di Martino e D' Alessandro, in un perverso ricorso alla forza del gruppo per sopraffare ragazzine di 15 e 12 anni. Nel primo caso, la vittima è andata via da Pimonte.
Nel secondo, il figlio del boss non ha superato la messa alla prova e sarà processato: rischia di finire in carcere, dopo aver trascorso diversi mesi in una comunità di recupero.

Fonte: qui

domenica 2 febbraio 2020

MORIRE A 10 ANNI PER UNA INFLUENZA

IL CASO DI EMMA VITULLI DECEDUTA ALL’OSPEDALE DI TREVISO DOVE ERA RICOVERATA DALLA SCORSA DOMENICA: “COLPITA DA FEBBRE ALTA, ERA ANDATA IN COMA” 
A CAUSARE LA MORTE È STATA UNA COMPLICANZA «RARA», UN’ENCEFALOPATIA NECROTIZZANTE ACUTA. SONO DESCRITTI NON PIÙ DI UN CENTINAIO DI CASI PEDIATRICI…
emma vitulliEMMA VITULLI
Una bambina trevigiana di 10 anni, Emma Vitulli, di Silea,  è morta il 29 gennaio, all'ospedale di Treviso a causa di una probabile encefalopatia necrotizzante acuta, classificata come «rara complicanza neurologica post infettiva». Fra le ipotesi, oggetto di accertamenti, vi sarebbe un possibile effetto scatenante di un virus influenzale di tipo B, riscontrato nelle indagini di biologia molecolare su vari materiali biologici. Il decorso della patologia è stato rapidissimo. Ricoverata al pronto soccorso domenica mattina per l'aggravarsi di uno stato febbrile che si era iniziato a manifestare il pomeriggio precedente, nella piccola è stato subito evidenziato «un quadro clinico estremamente grave».

emma vitulliEMMA VITULLI
Lo stato di coma è sopraggiunto già nella notte tra domenica e lunedì e gli esami hanno confermato, in base alla nota ufficiale dell'azienda sanitaria Usl n.2, «la severa compromissione cerebrale, con interessamento dei centri vitali». La morte è avvenuta nel pomeriggio del 28 Gennaio. L'encefalopatia acuta necrotizzante, sottolineano i sanitari trevigiani, «è una patologia estremamente rara. Sono descritti non più di un centinaio di casi pediatrici, nella letteratura scientifica, a livello mondiale. È una patologia conseguente a infezioni virali, su base metabolica-immunomediata, tra le quali anche l'influenza di tipo B, assieme ad altri virus». Fonte: qui

sabato 25 gennaio 2020

A MANTOVA UNA BAMBINA DI 5 ANNI VA IN OSPEDALE PER UN FORTE MAL DI PANCIA E I MEDICI CHIAMANO LA POLIZIA: È STATA VIOLENTATA

IL GINECOLOGO HA CONFERMATO I SOSPETTI E ORA SONO PARTITE LE INDAGINI 
È STATO APERTO UN FASCICOLO CONTRO IGNOTI E SARANNO SENTITI I GENITORI PER RICOSTRUIRE I SUOI ULTIMI SPOSTAMENTI…
Valentina Dardari per www.ilgiornale.it

violenza su minore 6VIOLENZA SU MINORE
Forse da Mantova arriva una storia di abusi sessuali nei confronti di una bimba di soli cinque anni. Come riportato dal Corriere, la piccola, arrivata al pronto soccorso per essere visitata in seguito a forti dolori al basso ventre, è stata trattenuta dai medici che hanno allertato le forze dell’ordine. I sanitari che l’hanno visitata, notando qualcosa di anomalo, hanno preferito far vedere la piccola a un ginecologo che avrebbe confermato i sospetti dei colleghi. Nei giorni precedenti la bimba sarebbe stata violentata. Gli agenti della squadra mobile di Mantova hanno ora avviato le indagini, coordinate dalla procura, per riuscire a capire se i sospetti dei medici siano effettivamente confermati e reali. I genitori della bambina verranno nei prossimi giorni ascoltati dagli inquirenti, per ricostruire gli ultimi spostamenti della figlia e rintracciare le persone con cui è venuta a contatto.
bambina stuprata 4BAMBINA STUPRATA

I sospetti dei medici di Mantova
Tutto è iniziato nella serata di lunedì 20 gennaio, quando una mamma si è presentata al pronto soccorso dell’ospedale pediatrico Carlo Poma di Mantova con la sua bambina. La piccola infatti, da diversi giorni, lamentava forti dolori al basso ventre e la donna ha quindi deciso di portarla nella struttura ospedaliera per farla visitare e curare.
violenza su minore 4VIOLENZA SU MINORE

Quando la piccola è però arrivata al pronto soccorso, i medici che l’hanno presa in cura hanno immediatamente avuto sospetti riguardo una possibile violenza sessuale nei suoi confronti. Subito i sanitari hanno chiamato uno specialista del reparto di ginecologia per poter avere un parere più idoneo e mirato. Questi avrebbe quindi fatto ulteriori accertamenti sulla paziente e avrebbe confermato i terribili sospetti dei suoi colleghi: vi erano infatti delle contusioni particolari.
violenza su minore 3VIOLENZA SU MINORE

La bimba e i suoi genitori verranno presto ascoltati
La piccola è stata quindi ricoverata due giorni nella struttura ospedaliera, mentre l’ospedale ha segnalato il fatto alla polizia. In poco tempo la squadra mobile ha avviato le indagini di rito. Intanto la procura di Mantova ha aperto un fascicolo contro ignoti. La bambina adesso ha fatto ritorno a casa dove verrà comunque seguita da alcuni specialisti.

Importante sarà ascoltare i genitori della presunta vittima per ricostruire gli ultimi luoghi da lei frequentati e le persone che le sono state accanto. Probabilmente gli inquirenti vorranno ascoltare anche la piccola. Ciò avverrà in un ambiente protetto con l’aiuto di psicologi e specialisti per evitare di creare ulteriori traumi alla bambina.

Fonte: qui

lunedì 23 settembre 2019

IL PM HA CHIESTO LA CONDANNA A UN ANNO DI RECLUSIONE DI DUE ANESTESISTI PER IL DECESSO DI UNA BIMBA DI 10 ANNI MORTA DURANTE UN INTERVENTO ALL’ORECCHIO NELLA CASA DI CURA DI VILLA MAFALDA DI ROMA

“SE NON FOSSERO STATI DISTRATTI SAREBBE ANCORA VIVA” 
UNO DEI DUE MEDICI SI SAREBBE ALLONTANATO E LA PICCOLA SAREBBE DECEDUTA IN SEGUITO A…

interventoINTERVENTO
Il pm Mario Ardigò ha chiesto due condanne e tre assoluzioni per il decesso della piccola Giovanna Fatello, morta a 10 anni nel marzo del 2014, durante un intervento all’orecchio, nella casa di cura Villa Mafalda. «Se gli anestesisti non fossero stati del tutto distratti Giovanna sarebbe ancora viva» ha detto l’accusa, rappresentata da Ardigò.

Il pm: «Dopo l’induzione dell’anestesia Dauri si è allontanato»
intervento 4INTERVENTO 
Si tratta degli anestesisti Pierfrancesco Dauri e Federico Santilli, per cui è stata chiesta la condanna ad un anno di reclusione, con l’accusa di omicidio colposo. «Dopo l’induzione dell’ anestesia il professor Dauri si è allontanato» ha sottolineato l’accusa.

Secondo questa ricostruzione, la bambina sarebbe morta per problemi con la respirazione meccanica e per la mancata attivazione della leva automatica dell’apparecchiatura: «Vi chiedo di condannare Dauri e Santilli a un anno di reclusione per l’omicidio colposo della paziente».

intervento 2INTERVENTO 
Gli avvocati della clinica: «Così usciamo di scena»
Procura ha invece chiesto l’assoluzione per i chirurghi, Giuseppe Magliulo e Dario Marco Tullio, e per la direttrice sanitaria all’epoca dei fatti del clinica, Rossella Moscatelli, che era accusata di falso. «Così la clinica esce definitivamente di scena» hanno affermato gli avvocati della difesa della struttura. Fonte: qui

lunedì 2 settembre 2019

IN AUSTRALIA UN ADDETTO ALLA SICUREZZA È STATO CONDANNATO PER AVER ABUSATO DI UNA BIMBA DI 3 ANNI: L’UOMO AVEVA PRELEVATO LA PICCOLA DALL’AREA GIOCHI DOVE LA MAMMA L’AVEVA LASCIATA PER PORTARLA IN UN LUOGO ISOLATO


UNDICI MINUTI DI ORRORE CHE LA BIMBA È RIUSCITA A RICOSTRUIRE CON DOVIZIA DI PARTICOLARI PORTANDO L’ORCO DIETRO LE SBARRE 

MA LA PENA FA DISCUTERE VISTO CHE È STATO CONDANNATO SOLO A…

mohammad hassan al bayati 3MOHAMMAD HASSAN AL BAYATI 
Aveva notato una bimba di tre anni, confusa e smarrita all'interno di un centro commerciale. Invece di aiutarla a trovare la mamma, però, un addetto alla sicurezza aveva pensato bene di portare la piccola in un luogo isolato, per poter abusare sessualmente di lei.
Una storia agghiacciante, quella che riguarda un 30enne, guardia giurata all'interno di un centro commerciale di Sydney, in Australia. L'uomo, Mohammad Hassan Al Bayati, nel dicembre 2016 aveva trovato la piccola nei pressi dell'area giochi, dove la bimba era stata lasciata dalla madre insieme alla sorella maggiore, che all'epoca aveva sette anni. Invece di accompagnarla dalla mamma, la guardia giurata aveva condotto la bimba in un sottoscala, davanti ad un'uscita anti-incendio, e qui avrebbe abusato di lei. Lo riporta il Daily Mail.
mohammad hassan al bayati 5MOHAMMAD HASSAN AL BAYATI
Dopo circa undici minuti, il 30enne aveva riportato la bimba nell'area giochi, consegnandola alla madre. Come se niente fosse, l'uomo aveva anche redarguito la donna: «Lei deve stare attenta, non si possono lasciare soli i bambini nei centri commerciali, ci sono persone molto pericolose». Lì per lì, la mamma della bambina non aveva battuto ciglio, ma pochi giorni dopo la piccola aveva raccontato ai genitori, con estrema lucidità, ciò che le era successo.
mohammad hassan al bayati 2MOHAMMAD HASSAN AL BAYATI 
La straordinaria lucidità e il congruo racconto della bimba aveva sorpreso anche gli inquirenti, intervenuti dopo la denuncia dei genitori. I giudici, infatti, hanno elogiato la bambina per la dovizia di particolari anche a fronte di un trauma che difficilmente potrà essere superato. Al Bayati, in un primo momento, aveva negato ogni accusa, ma per lui è giunta una sentenza di condanna.
mohammad hassan al bayati 6MOHAMMAD HASSAN AL BAYATI
La pena, in ogni caso, fa molto discutere: quattro anni e mezzo di carcere, che però in caso di buona condotta potrebbero essere ridotti fino a due anni e mezzo. Per la bambina, che è ancora seguita da un team di psicologi, la condanna potrebbe invece durare tutta la vita. Fonte: qui

martedì 27 agosto 2019

L’UOMO CHE HA INVESTITO UNA BAMBINA UCRAINA DI 8 ANNI A CASERTA E POI È FUGGITO E' RISULTATO POSITIVO ALLA COCAINA - LA PICCOLA È IN CONDIZIONI GRAVISSIME: HA UN TRAUMA CEREBRALE, FRATTURE AL BACINO ED È IN PERICOLO DI VITA

L’INVESTITORE NON HA FRENATO NÉ PRIMA NÉ DOPO L’IMPATTO, HA ABBANDONATO LA SUA ALFA ROMEO IN UN CANNETO, MA È STATO BECCATO POCO DOPO…
Fulvio Bufi per il “Corriere della Sera”
pirata della strada 1PIRATA DELLA STRADA 1
Aveva assunto cocaina l' uomo che con la sua auto ha travolto a Pescopagano, frazione di Mondragone in provincia di Caserta, una bambina di otto anni, ricoverata ora in gravissime condizioni all' ospedale pediatrico Santobono di Napoli.
L' episodio è accaduto sabato pomeriggio lungo una statale che la bimba stava percorrendo a piedi in compagnia dei genitori. La famiglia, di nazionalità ucraina ma residente in Campania, tornava a casa dopo una giornata al mare quando un' auto lanciata a tutta velocità ha preso la bambina in pieno scaraventandola a metri di distanza, e poi ha continuato a correre, senza che il conducente accennasse nemmeno a voltarsi indietro per rendersi conto di quello che aveva fatto.
caserta, bambina investita da un pirata della strada 2CASERTA, BAMBINA INVESTITA DA UN PIRATA DELLA STRADA
I rilievi dei carabinieri hanno infatti accertato che nessuna frenata ha preceduto né seguito l' impatto. È evidente, però, che l' uomo abbia immediatamente compreso la situazione, e infatti dopo aver percorso pochi chilometri ha cercato un posto poco frequentato dove abbandonare la sua Alfa Romeo.
caserta, bambina investita da un pirata della strada 12CASERTA, BAMBINA INVESTITA DA UN PIRATA DELLA STRADA
Ha creduto di trovarlo in una strada secondaria di Pescopagano costeggiata da una vegetazione piuttosto fitta, illudendosi che l' alto canneto bastasse a nascondere l' auto e a garantirgli quindi di non essere individuato in tempi brevi. In realtà gli investigatori avevano già raccolto elementi sufficienti per indirizzare le ricerche in modo mirato, e in breve hanno anche ritrovato la vettura, che tra l' altro è risultata priva di assicurazione e di revisione.
caserta, bambina investita da un pirata della strada 10CASERTA, BAMBINA INVESTITA DA UN PIRATA DELLA STRADA
Nel frattempo a soccorrere la bambina, accompagnandola per un primo intervento alla clinica Pineta Grande di Castel Volturno, era stato un automobilista di passaggio che successivamente si è scoperto essere un parente dell' investitore. Né lui né le persone che erano in sua compagnia hanno però dato ai carabinieri indicazioni utili, sostenendo, quando poi la situazione si è chiarita, di essere stati in quella zona per conto proprio e di non immaginare assolutamente che vi fosse anche il loro congiunto.
caserta, bambina investita da un pirata della strada 1CASERTA, BAMBINA INVESTITA DA UN PIRATA DELLA STRADA
caserta, bambina investita da un pirata della strada 3CASERTA, BAMBINA INVESTITA DA UN PIRATA DELLA STRADA
Che dicessero o meno la verità, la questione è stata superata quando alla caserma dei carabinieri di Casavatore, un paese nei dintorni di Napoli, si è presentato il responsabile della sciagura. È un trentasettenne napoletano che abita nel quartiere Secondigliano. È incensurato ma gli esami di laboratorio ai quali è stato sottoposto ne hanno evidenziato la positività alla cocaina.
caserta, bambina investita da un pirata della strada 6CASERTA, BAMBINA INVESTITA DA UN PIRATA DELLA STRADA
Ora è agli arresti domiciliari su disposizione della Procura della repubblica di Napoli Nord. Non potrà quindi fare altri danni, ma quelli che ha già fatto sono gravissimi. La bambina è ritenuta dai medici in pericolo di vita, e al momento non è nemmeno possibile operarla. La piccola ha riportato un importante trauma cerebrale e fratture al bacino.
ospedale santobono napoliOSPEDALE SANTOBONO NAPOLI
All' ospedale Santobono stanno cercando di stabilizzarla ma non è facile. È immobilizzata e sedata. Immediatamente dopo l' arrivo dalla clinica di Castel Volturno, è stata sottoposta a un drenaggio per liberare il cranio dal copioso versamento di sangue provocato dall' incidente e successivamente le è stato impiantato un sensore inter-cranico che permetterà ai medici del reparto di Neurologia di controllare la pressione interna e valutare se e quando intervenire chirurgicamente. Fonte: qui

domenica 6 gennaio 2019

BOLZANO, SOLO IN TEDESCO I CARTELLI CHE PROIBIVANO GLI SLITTINI SULLA PISTA IN CUI È MORTA LA PICCOLA EMILY.


LA MADRE, ORA IN FIN DI VITA, AVREBBE DOVUTO SAPERE IL SIGNIFICATO DI ''RODELN VERBOTEN''. 
MA FINO A PROVA CONTRARIA QUEL TERRITORIO FA PARTE DEL NOSTRO PAESE, E LA LEGGE PARLA CHIARO, SOPRATTUTTO SULLE QUESTIONI DI SICUREZZA.
Luigi Ruggera per il ''Corriere della Sera''

EMILYEMILY
Potrebbero aver sbagliato pista perché il divieto di discesa con gli slittini era scritto solo in tedesco: la turista di Reggio Emilia Renata Dyakowska, di 38 anni, e la figlia Emily Formisano, di 8 anni, sono così passate oltre, venerdì all' ora di pranzo, e dopo pochi metri hanno iniziato la discesa lungo la pista da sci nera, schiantandosi alla prima curva contro un albero.

La Procura ha aperto un' inchiesta per omicidio colposo per la morte della piccola Emily, deceduta sul colpo. Ci sono anche due indagati, come atto dovuto in questa circostanza: la stessa madre della bambina - ancora gravissima all' ospedale di Bolzano e ieri sottoposta ad un intervento chirurgico - e il gestore degli impianti di risalita. Tra i vari accertamenti degli inquirenti ci saranno anche quelli sul cartello posto a un bivio, che indica a destra l' inizio della pista nera, e recita solo in tedesco: «Rodeln verboten» («slittini vietati»).

RENON BOLZANO PISTA SLITTINIRENON BOLZANO PISTA SLITTINI

Il presidente e legale rappresentante della società Funivie Corno del Renon Spa, Siegfried Wolfsgruber, abbozza già una difesa: «L' indicazione della pista da slittino - che si trova a sinistra, nella direzione opposta a quella da sci nera - c' è anche in italiano, proprio su quel cartello. Non solo: accanto all' indicazione della pista nera, c' è anche un simbolo di divieto per gli slittini. Un secondo cartello poi, più grande e ben visibile a bordo pista, è situato poco più a valle e si incontra prima del luogo in cui è avvenuto il tragico incidente. La nostra società rispetta le norme in materia di segnaletica».
lo slittino sul renonLO SLITTINO SUL RENON

Sarà ora la magistratura a fare tutte le valutazioni del caso: ieri la pm di turno, Luisa Mosna, ha effettuato un sopralluogo con i carabinieri, che conducono gli accertamenti, e gli stessi responsabili dell' impianto di risalita. La pista è stata posta sotto sequestro.

Sulla vicenda della segnaletica il giurista ed ex senatore Francesco Palermo è netto: «Non è una questione legata alla specifica normativa del bilinguismo in Alto Adige. C' è un obbligo che trascende la natura pubblica o privata del fondo e riguarda proprio le indicazioni di sicurezza, che devono comunque risultare comprensibili e devono essere anche nella lingua ufficiale, quindi in italiano».

LA PISTA DA SLITTINO RENON BOLZANOLA PISTA DA SLITTINO RENON BOLZANO
In Alto Adige la vicenda sta diventando un caso politico proprio per l' assenza della scritta in italiano. «Adesso si può capire a quali tragedie possa portare la rimozione, da parte dei gestori, di indicazioni fondamentali in italiano sui sentieri di montagna e ora anche sulle piste da sci», attacca il consigliere provinciale Alessandro Urzì (L' Alto Adige nel cuore-Fratelli d' Italia).

Intanto non può darsi pace il padre della bimba e marito della donna in fin di vita, Ciro Formisano: «Il mio angelo è morto, perché non sono morto io al suo posto?», ha detto disperato ai soccorritori.

Fonte: qui