lunedì 14 giugno 2021

COME E' POSSIBILE CHE UNA PERSONA, CON DOPPIA DOSE DI VACCINO, SI SIA CONTAGIATA CON LA VARIANTE INDIANA NEL FOCOLAIO DELLA PALESTRA "VIRGIN" A MILANO?

 

NON È LA PRIMA VOLTA CHE VIENE SCOVATA LA VARIANTE DELTA  IN LOMBARDIA 

DA GENNAIO CI SONO STATI 12 CASI. TRA QUESTI, 11 ERANO VIAGGIATORI DI RIENTRO DALL'INDIA E UNO ERA UN CONTAGIO "AUTOCTONO". 

E NESSUNO DI ESSI ERA VACCINATO…

Sara Bettoni per il "Corriere della Sera"

 

variante indianaVARIANTE INDIANA

Dieci contagiati, 140 persone invitate a sottoporsi al tampone. E tra i positivi, uno è stato infettato dalla variante «Delta» o indiana del virus, nonostante avesse già completato il ciclo vaccinale. È il bilancio del focolaio di coronavirus emerso alla fine di maggio in una palestra Virgin di Milano, nel quartiere di Città Studi. L' Agenzia di tutela della salute ha chiesto il «sequenziamento» per gli altri nove pazienti, così da capire se sono stati colpiti dal virus mutato, considerato più trasmissibile. Si attendono i risultati in settimana.

 

Le attività della palestra intanto continuano. In base ai primi controlli, tutte le norme anti Covid sono state rispettate. Gli iscritti però chiedono di essere informati anche se non sono «contatti diretti» dei contagiati. «Sono molto attenti alle regole, ma non ci hanno avvisato del focolaio - racconta Paolo, 40 anni, poco prima di entrare nel centro sportivo -. Ora domanderò aggiornamenti alla reception». Mentre Alberto, 30 anni, non si scompone per i dieci positivi: «Il rischio zero non esiste».


palestraPALESTRA

Non è la prima volta che viene scovata la variante «Delta» in Lombardia. «Nella nostra esperienza, da gennaio abbiamo intercettato 12 casi - dice Fausto Baldanti, responsabile del laboratorio di Virologia molecolare del Policlinico San Matteo di Pavia -.

Tra questi, 11 erano viaggiatori di rientro dall' India e uno era un contagio "autoctono". Tutti non vaccinati». Questi dati sono stati raccolti con la cosiddetta sorveglianza attiva, che porta ad analisi più approfondite in caso di focolai o in situazioni particolari.

 

palestra 5PALESTRA 

Un altro strumento per mappare la diffusione del virus «Delta» è l' indagine promossa dall' Istituto superiore di sanità una volta al mese. A ogni Regione viene chiesto di analizzare un determinato numero di campioni presi casualmente tra i positivi e di cercare quali varianti sono presenti.

 

Nell'ultima indagine del 18 maggio la Lombardia ha scovato sei casi di B.1.617.1/2 (le sigle del virus «indiano»), con una prevalenza stimata del 2,5 per cento. «Sono numeri bassi - dice Baldanti -. E non stupisce l' infezione in un vaccinato. Al San Matteo su 4 mila immunizzati, 33 si sono re-infettati: tutti con variante inglese, tutti senza sintomi o con sintomi lievi». Insomma, di fronte a queste situazioni «è sbagliato abbassare la guardia, ma è altrettanto sbagliato fasciarsi la testa in anticipo». Fonte: qui


NEL REGNO UNITO UN TERZO DEI MORTI PER LA VARIANTE INDIANA ERA STATO VACCINATO! 

LO STUDIO MOSTRA CHE QUESTA MUTAZIONE DEL VIRUS HA UNA TRASMISSIBILITA' DEL 64% SUPERIORE A QUELLA DELLA VARIANTE ALPHA IN UN LUOGO CHIUSO, E DEL 40% ALL'APERTO 

Dagotraduzione dal Daily Mail

 

variante indianaVARIANTE INDIANA

Quasi un terzo dei britannici che sono morti dopo aver contrattato la variante Delta (indiana) del Covid erano stati completamente vaccinati. I dati non emersi dopo un’analisi del Public Helth England (PHE) che ha calcolato che il 29% dei 42 decessi avvenuti per il ceppo B.1.617.2 aveva ricevuto entrambe le dosi del vaccino.

Il rapporto ipotizza anche che la variante abbia un trasmissibilità del 64% superiore rispetto a quella inglese (Alpha), e del 40% in più quando si sta all’aperto.

StatisticheSTATISTICHE

Il ceppo in questo momento è dominante nel Regno Unito, e rappresenta il 90% dei casi Covid segnalati. L'analisi del Sunday Telegraph mostra che, al ritmo attuale, il Regno Unito potrebbe avere 80.000 nuovi casi al giorno entro metà luglio. Per questo oggi Boris Johnson dovrebbe annunciare lo slittamento del Freedom Day di 4 settimane.

Una cifra del genere supererebbe anche il picco di gennaio, dove sono stati registrati quasi 70.000 casi in un giorno.  In Inghilterra sono stati ora confermati 39.061 casi della variante Delta, 2.035 in Scozia, 184 in Galles e 43 in Irlanda del Nord.

Di questi, 42 britannici sono morti a causa della variante Delta. E il rapporto PHE mostra che di quelle 42 persone morte, 12 erano completamente vaccinate. Dal gruppo rimanente, 23 non erano vaccinati, mentre sette avevano ricevuto la prima dose più di 21 giorni prima.

Nel frattempo, gli ultimi dati PHE stimano l’efficacia di una sola dose di vaccino contro la variante Delta al 33%, che sale all’81% con la seconda dose. Numeri più bassi di quelli sulla variante Alpha, per cui una dose di vaccino copre al 51% e due all’88,4%.

Boris JohnsonBORIS JOHNSON

Tuttavia, la protezione fornita dai vaccini contro le malattie gravi e la morte della variante Delta rimane elevata, ha detto al Sunday Telegraph il ricercatore Covid James Ward. Ha detto che la cifra sull'efficacia «dovrebbe salire a qualcosa come l'80% e il 95% rispettivamente» per la protezione da «malattie gravi e morte».

Tuttavia, PHE ha affermato nel suo ultimo rapporto che c'è «incertezza sull'efficacia del vaccino dopo due dosi di vaccino Oxford/AstraZeneca».

Il vaccino di Oxford costituisce circa il 70% di tutti i vaccini britannici distribuiti finora. PHE dice che è ancora in attesa di prove sulla sua efficacia contro la variante Delta con due dosi somministrate.

Variante indianaVARIANTE INDIANA

Nel frattempo, le cifre rilasciate come parte di un modello dell'Università di Warwick e riportate nel Sunday Telegraph, rivelano che la variante Delta sta attualmente seguendo il corso previsto in termini di cifre.

L'università ha lavorato su un'ipotetica variante che fosse il 50% di più trasmissibile, che in questo momento si ritiene sia la variante Delta.

Se il modello è corretto, potrebbero esserci fino a 4.000 ricoveri ospedalieri a causa di Covid entro la fine di luglio.

 

Regno Unito CovidREGNO UNITO COVID

Parlando delle nuove cifre, il dott. William Welfare, direttore degli incidenti COVID presso Public Health England, ha dichiarato a MailOnline: «È altamente probabile che Delta sia significativamente più trasmissibile di Alpha e una nuova ricerca di PHE suggerisce che esiste un rischio maggiore di circa il 60% di trasmissione domestica per Delta rispetto ad Alpha».

Fonte: qui

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