lunedì 14 giugno 2021

IL 74ENNE SALVATORE RANIERI HA PROVATO A INTERVENIRE QUANDO ANDREA PIGNANI HA PUNTATO LA PISTOLA CONTRO I DUE BIMBI AD ARDEA

"OH, MA CHE FAI?", MA E' STATO FREDDATO CON UN COLPO ALLA TEMPIA 

POCO CI È MANCATO CHE IL KILLER AMMAZZASSE ANCHE UN VICINO CHE STAVA PORTANDO VIA SU UNA CARRIOLA I RAMI POTATI DEGLI OLEANDRI DEL SUO GIARDINO. 

UNA COSA CHE L'AVEVA DISTURBATO, MA I COLPI SOLO PER MIRACOLO NON SONO ANDATI A SEGNO 

LA MOGLIE DI RANIERI: "NON HA AVUTO NEMMENO IL TEMPO DI RENDERSI CONTO DI COSA STAVA SUCCEDENDO" 

«OH, MA CHE FAI?» COLPO ALLA TEMPIA AL PASSANTE EROE CHE È INTERVENUTO

Fabrizio Caccia per il "Corriere della Sera"

 

SALVATORE RANIERISALVATORE RANIERI

«Il cuore non batte, aiutatemi, quando arriva l'ambulanza?». Domenico Fusinato, il papà di Daniel e David, 10 e 5 anni, si china su di loro alla disperata ricerca di un segnale di vita e non lo trova. Grida. Li chiama per nome anche se non rispondono, li tiene per mano come per far loro coraggio, distesi ormai esanimi vicino al parchetto dei giochi di via della Corona Boreale: la bici bianca di David e il monopattino di Daniel sono lì a pochi metri, in terra.

 

Sono le undici del mattino a Colle Romito, 2.500 villette molto curate, ognuna col suo giardino, sembra una domenica tranquilla e invece adesso ci sono tre corpi per strada.

Il terzo è quello del pensionato Salvatore Ranieri, 74 anni, «che ha insistito fino all' ultimo per venire qui a passare il weekend da Roma - racconta sua moglie Patrizia, accasciata nella macchina di un parente -. Io gli avevo detto: ma scusa, Salvatore, ha piovuto tutta la settimana, che ci andiamo a fare nella casa al mare? Ma lui aveva comprato pure non so quanta vernice perché voleva dare una mano di bianco alla villetta...».

sparatoria ad ardea daniel e david i fratellini uccisiSPARATORIA AD ARDEA DANIEL E DAVID I FRATELLINI UCCISI

 

Anche il signor Ranieri era uscito di casa come David e Daniel per farsi due giri al parchetto con la sua bici verde. E quando ha visto Andrea Pignani, il killer, puntare la pistola contro i due bimbi, non ha esitato un attimo: «Oh scusa, ma che fai?», ha gridato verso quell' uomo con gli occhialetti, la maglia viola e lo zainetto a tracolla che aveva dato già inizio alla mattanza.

 

Pignani gli ha sparato su una tempia a bruciapelo e il pensionato così è caduto dalla bici e non è riuscito più a fare niente per sviare il destino suo e delle due creature innocenti.

Quando il padre di Daniel e David, richiamato dalle urla della nonna dei due piccolini che tutti gli anni li ospitava qui ad Ardea per le vacanze, lascia la casa dove lui invece si trova ai domiciliari per una storia di droga, il killer è già rientrato nella villetta di viale Colle Romito a dar da mangiare al suo cane Argo, un beagle a cui pare sia molto affezionato. La casa ha 4 piani e 11 camere: prima di lui - che certo non lo sa - ci viveva uno scrittore di romanzi gialli, Savino Memeo, autore tra l' altro di Un delitto improbabile.

 

sparatoria ardeaSPARATORIA ARDEA

Mentre questa invece, col passare delle ore, a tutti sembra sempre di più una strage annunciata, con Pignani che prima di spararsi ieri l'ultimo colpo in canna davanti alla madre Rita («Il mio ragazzo in fondo era un incompreso») andava spesso a sparare in aria nel bosco ma anche lungo le stradine del comprensorio ordinato di Colle Romito, dove ormai praticamente aveva litigato con tutti, anche col papà dei due ragazzini, Domenico, che adesso infatti non si dà pace: «Io sono finito dentro per un po' di droga e lui invece se ne andava in giro con la pistola».

 

sparatoria ad ardea 4SPARATORIA AD ARDEA 

Poco ci è mancato che Pignani ammazzasse anche un vicino in via delle Pleiadi che stava portando via su una carriola i rami potati degli oleandri del suo giardino. Una cosa che l' aveva disturbato, ma i colpi solo per miracolo non sono andati a segno. Alle cinque del pomeriggio la signora Patrizia, la moglie del pensionato Salvatore, non vuole ancora credere a quanto è successo. Esce dalla macchina, scavalca il nastro colorato fissato dai carabinieri per delimitare la scena e si avvicina al corpo di suo marito, pietosamente coperto da un telo.

 

«Era così generoso - dice la donna con lo sguardo perso nel vuoto -. Gli piaceva fare mille lavoretti per la gente del comprensorio, se c' era una mattonella, un rubinetto da aggiustare, i vicini lo chiamavano e lui subito accorreva. Non è giusto ciò che gli hanno fatto, lui proprio non se lo meritava». Poi riconosce un sandalo.

PATRIZIA MOGLIE DI SALVATORE RANIERIPATRIZIA MOGLIE DI SALVATORE RANIERI

 

PATRIZIA RANIERI: «FREDDATO COME UN CANE AVEVA TENTATO DI DIFENDERLI»

Alessia Marani per "il Messaggero"

 

«Eravamo arrivati venerdì, dovevamo passare un week-end tranquillo, in serenità, invece Salvatore, il mio angelo ha trovato la morte. Una morte senza un perché, me lo hanno ammazzato senza motivo». Patrizia Santina Caschera, 65 anni, è la moglie di Salvatore Ranieri, il 74enne ucciso ieri mattina nel consorzio di villette di Colle Romito, sul litorale romano, per mano di Andrea Pignani, il 35enne che ha sparato anche ai due bambini di 5 e 10 anni prima di barricarsi in casa e togliersi, a sua volta, la vita.

 

La donna siede su un muretto, al sole, di fronte al corpo del marito coperto da un lenzuolo, accanto a lui, a terra, la sua bicicletta. Qualche residente le porge un bicchiere d' acqua. È sola, piombata in un incubo senza via di uscita, la supportano dei vicini del consorzio. I carabinieri le chiedono i documenti del marito. Lei vorrebbe solo che questo strazio finisse: «Sono ore che il suo corpo è a terra, non è uno spettacolo».

 

sparatoria ad ardea 1SPARATORIA AD ARDEA 

Signora Patrizia conosceva l' uomo che ha sparato?

«No, non ho capito nemmeno chi sia. Non c' era ragione per sparare a un uomo buono come Salvatore».

 

Dicono che suo marito sia intervenuto per difendere i due bambini dal folle omicida...

«Questo non lo so con sicurezza, ma così mi hanno detto. Forse, però, non ha avuto nemmeno il tempo di rendersi conto di cosa stava succedendo per davvero».

 

Si trovava lì per caso, vicino al parco delle Pleiadi?

«Era uscito in bicicletta. Lui non vedeva l' ora di venire qui ad Ardea per prendere la bici e fare una passeggiata. Ma era uscito alle dieci, a mezzogiorno non lo vedevo rientrare e così ho cominciato a preoccuparmi. Non rispondeva al telefono. Ho sentito le sirene, le ambulanze, gli elicotteri atterrare. Poi sono uscita e mi sono trovata davanti questa scena».

sparatoria ad ardea 2SPARATORIA AD ARDEA 2

 

Che uomo era Salvatore?

«Una persona buona e gioviale. Dopo tanti anni trascorsi alla guida degli autobus di linea dell' Atac a Roma era andato in pensione e questo era diventato il nostro angolo di pace e tranquillità. Appena potevamo, lasciavamo la capitale per trascorrere qui il fine settimana.

Eravamo arrivati venerdì sera e oggi ce ne saremmo riandati via, dal momento che io ancora lavoro. Mi occupo delle televendite al Centro Serena, una emittente tv».

 

Conoscevate i due bambini e la loro famiglia?

«No. Non li conoscevamo. Forse, chissà, li avevamo visti giocare in giro, ma non so chi siano, neanche i loro genitori, poveretti. Io so solo che adesso mi è crollato di nuovo il mondo addosso, non so se ce la farò a superare questa enorme tragedia che ci è piombata addosso».

 

Avevate figli?

sparatoria ad ardea 3SPARATORIA AD ARDEA 

«Salvatore sì, io no. Il nostro era un amore adulto, nato dopo nostre esperienze passate. Otto anni fa rimasi vedova dal mio primo marito, una persona anche lui straordinaria. Io stetti malissimo, pensavo di non potermi più rialzare. Invece conobbi Salvatore, era la mia luce, un dono del Cielo e ora però quell' uomo folle me lo ha portato via, gli ha sparato in testa, come a un cane. Mi stanno chiamando tanti amici e parenti perché gli volevano bene in parecchi».

 

La vostra casa è a Roma?

«Sì, abitiamo vicino al policlinico di Tor Vergata. Io non ho parenti e amici qui nella Capitale, perché sono originaria di Sora, Frosinone, mi era rimasto solo lui. Salvatore era nato a Valmontone. Adesso non so che farò. La nostra era una vita semplice, interrotta senza un motivo. Pensavo di avere superato il dolore più grande, invece mi ero sbagliata, è una tragedia».

 

Come si spiega quello che è successo oggi?

«Non c' è una spiegazione. Lui mi ha salutato, è uscito di casa in sella alla sua amata bicicletta, ci rivediamo prima di pranzo mi aveva detto. Io stavo sistemando delle cose in casa. Invece l' ho rivisto da morto».

 

Dell' uomo che ha sparato cosa pensa?

«Che non doveva avere un' arma. Che non doveva essere lasciato libero di uccidere». Fonte: qui


"LEGGO" SVELA IL VOLTO DI ANDREA PIGNANI, IL KILLER DI ARDEA 

IL LEGALE DELLA FAMIGLIA FUSINATO: "UNA PATTUGLIA DEI CARABINIERI ERA PASSATA SUL POSTO APPENA CINQUE MINUTI PRIMA CHE VENISSERO ESPLOSI I COLPI: I MILITARI ERANO VENUTI A CONTROLLARE CHE IL MIO ASSISTITO, PAPÀ DI DANIEL E DAVID, RISPETTASSE L'OBBLIGO DEI DOMICILIARI. SONO STATI PROPRIO LORO I PRIMI A INTERVENIRE. LA MAMMA HA VISTO I FIGLI MORIRE, LI HA TROVATI IN UNA POZZA DI SANGUE E ANCORA RESPIRAVANO"

Da www.leggo.it

 

Andrea PignaniANDREA PIGNANI

Ardea, il giorno dopo la strage il dolore resta ma viene affiancato dalla rabbia. È quello che traspare dalle parole del legale dei genitori di Daniel e David Fusinato, i due fratellini uccisi insieme a Salvatore Ranieri da Andrea Pignani, 35enne con problemi psichici che ieri mattina ha iniziato a sparare colpi di pistola nel consorzio di Colle Romito. L'uomo si è poi barricato in casa e suicidato.

 

«Una pattuglia dei carabinieri era passata sul posto appena cinque minuti prima che venissero esplosi i colpi: i militari erano venuti a controllare che il mio assistito, papà di Daniel e David, rispettasse l'obbligo dei domiciliari. Sono stati proprio loro i primi a intervenire. La mamma ha visto i figli morire, li ha trovati in una pozza di sangue e ancora respiravano» - ha spiegato Diamante Ceci, legale della famiglia Fusinato - «La famiglia aveva deciso di vivere in quel comprensorio perché era un posto tranquillo dove crescere i bambini. Si erano trasferiti in quella casa da circa un anno e mezzo. Ho avuto modo di sentire i miei assistiti questa mattina, sono distrutti ma chiedono rispetto per questo dramma assurdo che stanno vivendo».

OMICIDIO DI ARDEAOMICIDIO DI ARDEA

La legale della famiglia Fusinato non nasconde l'amarezza per una strage inaccettabile ma non inevitabile. «Ci auguriamo che la Procura di Velletri faccia chiarezza su tutto, anche sui soccorsi che secondo alcuni testimoni sarebbero arrivati dopo 40 minuti. Si chiarisca anche il ruolo della madre e della sorella del killer. Perché aveva la pistola del padre morto a novembre? Perché, dopo aver minacciato la madre con un coltello, era stato sottoposto ad un Tso e rilasciato il giorno dopo?» - spiega l'avvocato - «Prima di quanto avvenuto non c'era mai stata alcuna lite tra la famiglia Fusinato e Andrea Pignani, non si conoscevano neanche. Attendiamo ancora le condoglianze del sindaco di Ardea».

 

OMICIDIO DI ARDEA - LA FAMIGLIA FUSINATO - CAROL E DOMENICO CON DANIEL E DAVIDOMICIDIO DI ARDEA - LA FAMIGLIA FUSINATO - CAROL E DOMENICO CON DANIEL E DAVID

ARDEA, IL DOLORE DEL GIORNO DOPO NEL RICORDO DELLE VITTIME

Intanto, sul luogo della strage, residenti e non stanno compiendo questa mattina un vero e proprio pellegrinaggio in memoria di Daniel, David e Salvatore. C'è chi lascia dei fiori, chi un pallone, chi altri giocattoli e diversi messaggi. «Volate tra gli angeli: ciao Daniel, ciao David» - si legge in vari biglietti - «Quando un'anima innocente viene uccisa per mano di un adulto, siamo tutti colpevoli. Perdonateci piccoli, se potete. Che la terra vi sia lieve».

OMICIDIO DI ARDEA - DANIEL E DAVID FUSINATOOMICIDIO DI ARDEA - DANIEL E DAVID FUSINATO

 

ARDEA, LA RICOSTRUZIONE: UNA STRAGE PER LE VIE DI COLLE ROMITO

La procura di Velletri ha avviato un'indagine per omicidio e domani sarà affidato l'incarico per effettuare le autopsie delle vittime, che saranno svolte presso l'istituto di medicina legale del Policlinico Tor Vergata. L'indagine dovrà innanzitutto chiarire perché Andrea Pignani avesse in casa la pistola appartenuta al padre, guardia giurata, morto nel novembre scorso: a tal proposito, la madre e la sorella del killer saranno interrogate di nuovo.

 

OMICIDIO DI ARDEA - LA FAMIGLIA FUSINATO - CAROL E DOMENICO CON DANIEL E DAVIDOMICIDIO DI ARDEA - LA FAMIGLIA FUSINATO - CAROL E DOMENICO CON DANIEL E DAVID







Da una prima ricostruzione, Andrea Pignani sarebbe uscito di casa intorno alle 11, con felpa, zainetto e guanti, percorrendo alcune strade di Colle Romito con la pistola in pugno. Qui avrebbe sparato ad un anziano che stava lavorando con una carriola, ma mancandolo: l'uomo è riuscito a mettersi in salvo. Poi, però, il 35enne ha incontrato i due fratellini e sparato al più grande, Daniel; a quel punto è intervenuto il 74enne Salvatore Ranieri, che avrebbe tentato di soccorrere il bambino di dieci anni ma è stato colpito alla nuca. Subito dopo, Pignani ha ucciso anche il piccolo David, per poi tornare a piedi verso casa, barricandosi all'interno.

Fonte: qui

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