Visualizzazione post con etichetta proprietà. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta proprietà. Mostra tutti i post

giovedì 23 gennaio 2020

GABANELLI (VIDEO): ''L'ENTE PUBBLICO HA 3500 PONTI FUORI CONTROLLO. NEL 2019 È STATO ESEGUITO SOLO IL 28% DELLE ISPEZIONI OBBLIGATORIE EPPURE IL BUDGET DELLA SOCIETÀ È SALITO A 29,9 MILIARDI. DI CUI SONO STATI SPESI MENO DI 200 MILIONI. CERTO, SE NON CARICHI A SISTEMA I RISULTATI DELLE ISPEZIONI, PUOI GESTIRE COME TI PARE I RAPPORTI CON LE AZIENDE. È IL CASO DEI FUNZIONARI ANAS DI CATANIA E DEGLI IMPRENDITORI ARRESTATI IN SICILIA…''




ANAS, 3.500 PONTI FUORI CONTROLLO

Milena Gabanelli e Andrea Pasqualetto per il “Corriere della Sera

L' allarme era stato lanciato un anno fa: 992 ponti che attraversano strade e autostrade italiane gestite da Anas, costruiti in buona parte negli anni Sessanta, erano senza padrone. Non avevano cioè un proprietario certo che provvedesse alla manutenzione. La mappa era stata realizzata dopo che ci scappò il morto: anno 2016, cavalcavia di Annone, dietro il crollo c' era la mancata cura della struttura dovuta al fatto che nessuno sapeva di doversene occupare, mentre il traffico pesante continuava a passarci sopra. In attesa di capire se queste strutture sono in carico a Province, Comuni o Consorzi, il ministero delle Infrastrutture (Mit) tranquillizzava tutti chiedendo ad Anas di sorvegliarli «al fine di assicurare l' incolumità della vita umana», scriveva preoccupato il direttore generale del Trasporto stradale, Antonio Parente.
AUTOSTRADE PER L ITALIAAUTOSTRADE PER L'ITALIA
Un anno dopo a che punto siamo? I ponti in questione sono stati controllati? L' incolumità è garantita? Risposta: ci sono ancora 763 cavalcavia senza identità e su questi non sono state fatte le ispezioni approfondite previste per legge con cadenza annuale, ma soltanto quelle «a vista» ad opera dei cantonieri. Dalle quali, ci scrive Anas, non sarebbero emerse criticità tali da richiedere interventi di manutenzione.

La lista dei ponti «anonimi» non è mai stata resa nota, ma nel gennaio 2019 Dataroom ne aveva individuato alcuni sulla trafficatissima Statale 7 bis in Campania. A Orta di Atella (Caserta) l' allora sindaco Andrea Villano, professione ingegnere, ne aveva chiusi al traffico tre perché sul manto stradale si erano aperte delle grosse fessure e sulla Statale sottostante cadevano pezzi di impalcato.
gabanelliGABANELLI
Siamo tornati sul posto pochi giorni fa: nessun intervento è stato fatto, i ponti sono sempre più malandati, i calcinacci continuano a cadere sulla strada e i buchi sono sempre lì. Eppure per Anas «non sono emerse forti criticità». «Ma se cade il calcestruzzo sulla carreggiata, com' è possibile che non sia necessario un intervento?», si stupisce l' ingegner Villano, mostrando i pezzi di cemento che si staccano a mano. Mentre sugli stessi cavalcavia, ancora chiusi al traffico, passano auto, camion, trattori. E, sotto, il serpentone delle auto corre incessante.
Come va invece sui 14.500 ponti e viadotti che hanno una proprietà certa e che Anas deve gestire? Un mese fa sul tavolo della ministra delle Infrastrutture, Paola De Micheli, è arrivato un documento. Era accompagnato da una lettera firmata da Gianni Armani, l' ex amministratore delegato di Anas, il quale, venuto in possesso dei dati sorprendenti sull' attività di sorveglianza, voleva informare il governo «per ragioni di sicurezza del Paese», dice.

annone brianza il crollo del cavalcavia milano lecco 8ANNONE BRIANZA IL CROLLO DEL CAVALCAVIA MILANO LECCO 
Il documento riporta i numeri riguardanti le ispezioni registrate fino a dicembre 2019. Quelle annuali, obbligatorie per legge, che dovevano eseguire gli ingegneri qualificati sui 4.991 viadotti principali (con campata di luce superiore ai 30 metri di lunghezza) e critici (segnalati dai cantonieri) si sono fermate a 1.419, il 28% del dovuto.
Nel 2018 erano state il 56%. Stesso discorso, seppure in misura meno importante, vale per le ispezioni trimestrali, quelle «a vista», a carico dei sorveglianti: validate il 69%. Nel 2018 erano state l' 88%. Questi sono i dati registrati dal sistema Bms, varato nell' ottobre 2017, che monitora lo stato di sicurezza delle opere e programma gli interventi di manutenzione straordinaria.
ugo dibennardo 1UGO DIBENNARDO 
Scendendo nel dettaglio si legge che in regioni come Piemonte e Friuli-Venezia Giulia, la casella verifiche obbligatorie annuali segna «zero», quando ne erano invece previste rispettivamente 205 e 64. Nelle Marche ne è stata inserita una su 271, mentre le Autostrade Siciliane registrano zero ispezioni su 348 strutture. L' Autostrada del Mediterraneo, che ha dentro anche la Salerno-Reggio Calabria con viadotti fra i più alti d' Europa (Stupino e Italia): 7 ispezioni su 574. Sul fronte opposto, invece, la Liguria, dove l' Anas ha passato al setaccio 201 ponti quando avrebbe dovuto controllarne solo 18, andando così ben oltre il dovuto, caso unico in Italia. Uno zelo dovuto forse ai disastri che hanno colpito la Regione.
Nel frattempo i chilometri di carreggiata da tenere sotto controllo, sono passati da 26.373 a oltre 29 mila, a causa del passaggio di diverse strade provinciali nell' alveo di Anas. Per le «ispezioni sulla pavimentazione», che registrano le condizioni dell' asfalto, lo scorso dicembre il sistema sfornava uno zero tondo. Nei primi mesi del 2018 era entrato inoltre in funzione il sistema Pms, finalizzato a una manutenzione tempestiva delle nostre strade. Prevede l' utilizzo di mezzi mobili attrezzati con laser scanner che verificano l' asfalto, tenuta, rugosità, buche.

ANASANAS
Nel 2018 ne erano stati acquistati 4 che avrebbero dovuto battere in lungo e in largo la Penisola. Ebbene, nel 2019 questa attività sembra essersi fermata.
Eppure Anas dispone di risorse importanti.
Il contratto di programma stipulato con il ministero delle Infrastrutture aveva stanziato per il quinquennio 2016-2020 23,4 miliardi, aumentati lo scorso anno a 29,9, più della metà per la manutenzione programmata, l' adeguamento e la messa in sicurezza di ponti, gallerie e pavimentazione. In più, per il biennio 2019-2020, stanziati altri 2,7 miliardi da utilizzare per la manutenzione straordinaria.
Sono stati spesi meno di 200 milioni. Cosa non funziona, dunque?
Innanzitutto se non carichi a sistema i risultati delle ispezioni, puoi gestire come ti pare i rapporti con le aziende. È il caso dei funzionari Anas di Catania e degli imprenditori recentemente arrestati in Sicilia: i lavori di manutenzione venivano eseguiti solo parzialmente, in modo da spartirsi il residuo.
ANAS AUTOSTRADAANAS AUTOSTRADA
Corruzione. A Trieste sono in corso indagini su un sistema di spese gonfiate nella manutenzione delle strade e di mazzette a un paio di dipendenti Anas. A Firenze sono stati rinviati a giudizio in 18 fra cui 4 funzionari Anas, per affidamenti in urgenza e senza gara. Quando l' urgenza non c' era. Quindi: cavalcavia «anonimi» senza interventi, attività d' ispezione annuale su quelli di proprietà ridotta al 28%, ispezioni sulla pavimentazione a zero. Di fronte a questi dati cosa dice il ministero delle Infrastrutture, al quale spetta il controllo dell' attività di Anas?
Risponde che, in merito ai propri ponti, «si è in attesa da Anas della relazione 2019» e, quanto a quelli anonimi, «Anas ha assicurato di aver messo in atto sorveglianze e controlli analoghi ai cavalcavia di proprietà». Cioè, si fida del controllato. E il controllato, Anas, dice che va tutto bene. Il suo amministratore delegato, Massimo Simonini, un manager interno senza esperienza di programmazione e controllo, voluto un anno fa dal ministro Danilo Toninelli, in dicembre era stato sfiduciato dal cda, per poi essere miracolosamente salvato.
ANAS AUTOSTRADA 1ANAS AUTOSTRADA 
Anche Toninelli, che aveva scarse competenze di Infrastrutture, è stato sostituto e al suo posto ora c' è Paola De Micheli. Laurea in scienze politiche, è una manager del settore agroalimentare, già sottosegretario all' Economia e alla presidenza del Consiglio e non memorabile commissario straordinario alla ricostruzione del terremoto del Centro Italia. Pure lei si cimenta per la prima volta con le Infrastrutture, e magari ritiene Anas adatta a prendersi la concessione dei 3.000 km di Autostrade. Fonte: qui

SE I BENETTON PIANGONO, I GAVIO NON RIDONO 
PARE CHE IL FONDO ARDIAN, CHE HA INVESTITO IN MODO MASSICCIO NEL CONCESSIONARIO ITALIANO, STIA RICONSIDERANDO LE SUE PROSPETTIVE, ALLA LUCE DEI DANNI SUBITI ANCHE DALLA RETE GUIDATA DA RUBEGNI. CHE STROMBAZZAVA LE SUE MISURE DI SICUREZZA E 5 GIORNI DOPO ASSISTEVA AL CROLLO DI UN VIADOTTO SULLA SAVONA-TORINO 
DOPO LE ELEZIONI SI CAPIRÀ L'ATTEGGIAMENTO DEL GOVERNO VERSO I CONCESSIONARI

ALBERTO RUBEGNIALBERTO RUBEGNI
Le autostrade italiane sono diventate improvvisamente sdrucciolevoli. Negli ambienti finanziari si racconta che il fondo francese Ardian stia analizzando a fondo il suo notevole investimento nella partnership con i Gavio, e che abbia messo al lavoro una squadra di tecnici e di avvocati per valutare le prospettive italiane.

Facciamo un passo indietro: nel luglio del 2018 la società di investimento d'oltralpe inizia una trattativa con il gruppo guidato da Alberto Rubegni. Un mese dopo, con il crollo del ponte Morandi e le ripercussioni nel settore, l'accordo subisce un brusco arresto, ma nei mesi successivi si arriva al closing: 850 milioni per il 40% di una newco che resta al 60% in mano ai Gavio, e che controlla il gruppo Sias/Astm, allora il quarto gruppo autostradale al mondo.

Beniamino GavioBENIAMINO GAVIO
Nell'autunno del 2019, le assemblee danno il via libera alla fusione per incorporazione di Sias in Astm per l'accorciamento della catena di controllo e per la razionalizzazione della struttura societaria. Scrive l'ANSA: ''La nuova società, sempre quotata in Borsa ma con un maggior peso sul listino e più flottante, è una holding industriale delle concessioni autostradali, delle costruzioni (tramite Itinera) e dell'ingegneria, in grado di crescere, anche con un rafforzamento del capitale, sia in Italia sia sui mercati esteri dove è già presente con Ecorodovias in Brasile.

Il riassetto e' stato favorito dall'arrivo lo scorso autunno del fondo Ardian (col 40%) accanto ai Gavio (al 60%) nella Nuova Argo Finanziaria, la controllante delle società operative. Dopo l'ultima acquisizione in Brasile del settembre scorso, il gruppo è diventato il secondo operatore autostradale mondiale dopo Atlantia-Abertis e davanti a Vinci con oltre 4.500 chilometri di rete in concessione''.

AUTOSTRADE GRUPPO SIAS GAVIOAUTOSTRADE GRUPPO SIAS GAVIO
Quindi un balzo ancora più rilevante sia in termini di investimenti che di collocazione sul mercato, con Rubegni che era stato confermato amministratore delegato nel  mese di maggio, al fianco del presidente Gian Maria Gros-Pietro, un decano del settore autostradale.

Solo che da quando sono iniziate le indagini sul gruppo Benetton-Atlantia-Autostrade in seguito al disastro di Genova, sono anche aumentati i controlli su tutta la rete autostradale, che hanno mostrato un notevole deficit di manutenzione e di investimenti da parte dei concessionari sia pubblici (Anas) che privati.

Il fatto che ai ricchi rendimenti non corrispondessero adeguate spese di manutenzione è stato dimostrato dal roboante annuncio sganciato nei giorni scorsi da Autostrade per l'Italia, che si impegna a fare mille assunzioni e tirare fuori 7,5 miliardi per garantire la tenuta di strade, ponti e viadotti. La mossa per molti è stata un boomerang perché poteva essere letta come un'ammissione di colpa. Sta di fatto che è riuscita a bloccare il governo, che era pronto a bastonare il gruppo con una revoca parziale già in questi giorni.

Tornando al gruppo Gavio, il crollo a novembre del viadotto sulla Torino-Savona è miracolosamente avvenuto senza vittime. Ma seguiva di pochi giorni gli annunci roboanti dei manager sul livello di sicurezza della loro rete, dichiarazioni che volevano segnare una distanza dalla scarsa attenzione dei rivali.

viadotto a6 torino savonaVIADOTTO A6 TORINO SAVONA
***

OCCHIO A FARSI BELLI, IL KARMA È SEMPRE IN AGGUATO 

5 GIORNI PRIMA DEL CROLLO DEL VIADOTTO, IL GRUPPO GAVIO SI BEAVA DEGLI INVESTIMENTI IN SICUREZZA SULLA TORINO-SAVONA, E MANDAVA ANCHE FRECCIATONE CONTRO LA RIVALE ATLANTIA: ''NOI MANTENIAMO UN APPROCCIO PIÙ INGEGNERISTICO CHE FINANZIARIO AL SETTORE''. POI UNA LUNGA DESCRIZIONE DEI SENSORI (FUNZIONANTI). E INVECE...



***

Proprio questa discrepanza tra le dichiarazioni e lo stato effettivo delle strade e delle manutenzioni avrebbe portato il fondo Ardian a chiedersi se i manager italiani negli scorsi due anni avessero rappresentato davvero lo stato delle cose.

In previsione di atteggiamenti punitivi del governo nei confronti dei concessionari autostradali (il precedente di un'eventuale revoca, anche parziale, sarebbe rischioso in caso di un nuovo crollo o malfunzionamento), i francesi starebbero valutando le loro opzioni.
roberto tomasi autostrade per l'italiaROBERTO TOMASI AUTOSTRADE PER L'ITALIA

Tutto, ancora una volta, si deciderà dopo le elezioni. Il governo Conte era pronto alla sua sparata contro Autostrade-Atlantia già la settimana scorsa, ma il roboante annuncio dei nuovi investimenti ha riaperto la trattativa sul destino finale del gruppo…

sabato 10 agosto 2019

Prenderanno tutti i tuoi soldi?

Perchè no? Non è tuo.

 
Molte persone presumono che, se hanno soldi in deposito in una banca, possiedono quei soldi. Questo non è necessariamente il caso. Decenni fa, alcuni dei paesi più potenti del mondo hanno iniziato a approvare una legislazione che, se depositi denaro in banca, diventa proprietà della banca. In quei paesi, se apri un conto bancario e fai un  deposito ,  firmi il titolo legale su quel  denaro diventa un asset della  banca .
Il motivo per cui sono riusciti a ovviare a questo ovvio "furto attraverso la legislazione" è stato il fatto che le banche dovevano ormai considerare il tuo deposito come debito a tuo favore. Quindi, tecnicamente, eri ancora debitore del denaro come una passività bancaria, anche se non era più veramente tuo.
In apparenza, il cambio di proprietà può sembrare un punto controverso, poiché, sicuramente, qualsiasi banca ti consentirebbe di ritirare qualsiasi cosa tu abbia depositato, o ci sarebbe una corsa sulla banca e la banca fallirebbe.
Bene, questo è un "forse" definito.
E se ci fosse una crisi finanziaria, come in Grecia, dove una corsa anticipata alle banche è stata elusa congelando tutti i conti e riaprendoli parzialmente? In tal caso, la banca in questione potrebbe consentire ai piccoli depositanti di prelevare piccole somme di denaro ogni settimana o ogni mese fino a quando la crisi non sarà stata evitata in sicurezza.
Sicuramente, sarebbe una buona cosa da fare, sì?
Bene, potrebbe esserci un problema lì. È solo possibile che la banca decida che si sta godendo la relazione rivista, che vorrebbe continuare a ricevere depositi nel modo normale, ma pagando solo "indennità" ai depositanti come ritiene opportuno.
Ed è proprio quello che è successo. La fine della crisi bancaria greca non è mai stata riconosciuta e i depositanti devono accettare qualunque cosa le banche scelgano di consentire loro di ritirarsi, molto tempo dopo la fine della crisi.
Se altre banche in tutto il mondo dovessero fare la stessa cosa della Grecia, i depositanti avrebbero, in effetti, in cambio solo un "assegno" da parte della banca.
Ma se questa fosse l'unica preoccupazione, i depositanti potrebbero sentirsi sicuri che, poiché i loro depositi erano una passività sui libri della banca, il debito nei loro confronti rimarrebbe, anche se il depositante non avrebbe libero accesso al deposito.
Bene, sfortunatamente, gli Stati Uniti hanno avuto un'idea che ha ulteriormente ridotto le possibilità di riscatto di depositi bancari a un certo punto.
Nel 2010 è stata approvata una legge che consentiva a qualsiasi banca, qualora avesse dichiarato un'emergenza bancaria, di confiscare i depositi in modo tale che la passività potesse essere ridotta o eliminata unilateralmente dalla banca. In effetti: una licenza per rubare.
Questa legge è stata quindi testata.
Un pallone di prova è salito a Cipro, dove i depositi sono stati confiscati a seguito di un'emergenza bancaria dichiarata ma non annunciata. Dal momento che Cipro è semplicemente una piccola nazione insulare, la maggior parte delle persone al di fuori del paese ha prestato poca attenzione all'evento, ma ha stabilito il principio che era giusto confiscare i depositi se la banca ritenesse che esistesse una condizione di emergenza. (E ricorda, la banca non era tenuta ad annunciare l'emergenza  prima  della confisca.)
Poiché il pallone di prova ha avuto tanto successo, anche il Canada ha approvato la legislazione sulla confisca (nel 2013), così come l'UE (nel 2014).
Quindi, nel 2017, la Grecia ha iniziato a sequestrare conti bancari a causa di presunte tasse non pagate. È importante tenere presente che, poiché queste confische sono state prese direttamente dai conti bancari, i sequestri non facevano parte di alcun accordo sul livello di debito tra il contribuente e il governo, ma erano determinati dal governo, unilateralmente, quindi presi.
Nel rivedere tutto quanto sopra, sarebbe ragionevole se il lettore dovesse concludere che, se fa le sue operazioni bancarie nell'UE, negli Stati Uniti o in Canada, il suo governo e la sua banca lo hanno in una camicia di forza finanziaria che non può sfuggire. È, in effetti, un tacchino che è stato allevato e pronto per essere macellato, e in termini di una crisi economica in corso, il "Ringraziamento" si sta rapidamente avvicinando.
Sembrerebbe quindi chiaro che tutti i depositi che si trovano in qualsiasi banca all'interno di queste giurisdizioni dovrebbero essere considerati sacrificali. Potrebbe essere conveniente avere un po 'di soldi in una di queste banche, ma ogni "ricchezza" dovrebbe essere rimossa in un posto più sicuro il più presto possibile.
Ma dove sarebbe spostato? Esistono giurisdizioni più sicure? Beh si. Quello che vorresti fare sarebbe cercare giurisdizioni le cui entrate statali si basano su depositanti stranieri che usano i loro sistemi, più che sui locali.
Ciò indicherebbe i molti piccoli paesi che dipendono principalmente dai depositi esteri - la cui classe politica perderebbe la propria carriera se alienasse gli investitori stranieri.
Ce ne sono alcuni da considerare: Singapore, Isole del Canale, Isole Vergini britanniche, Hong Kong, Isole Cayman, Svizzera, ecc.
Successivamente potresti voler fare qualche ricerca su quale forma di sistema legale viene utilizzata in ciascuno di quei paesi. Nell'emisfero occidentale, ci sono due sistemi predominanti: il diritto civile, come viene impiegato nella maggior parte dei paesi spagnoli, e il common law inglese, che si trova nella maggior parte dei paesi non spagnoli.
In base al diritto civile, non tutti hanno gli stessi diritti all'interno del paese. Coloro che non sono cittadini tendono ad assumere una posizione inferiore rispetto ai cittadini, secondo la legge. Ciò fornisce uno strato di opportunità di frode da parte delle banche locali per quanto riguarda i depositi di cittadini stranieri.
In Messico, tale frode è diventata un'attività redditizia. Solo nel 2018, ci sono stati sorprendenti 7,3 milioni di denunce di frode, pari a circa 1 miliardo di $. E ai sensi del diritto civile, tale frode può essere difficile da affrontare per lo straniero.
Quindi, questo significa che sei un brindisi, non importa dove sposti la tua ricchezza per la custodia?
No, al contrario. Ciò significa che selezioni quei paesi che non rientrano nelle ali degli Stati Uniti, dell'UE o del Canada. Quindi concentrati sulle restanti giurisdizioni che operano ai sensi della Common Law inglese (o di un sistema simile).
Quindi, restringi il tuo studio a quelle giurisdizioni più piccole la cui economia dipende dal servire bene gli investitori stranieri.
La maggior parte dei paesi non ha leggi sulla confisca e per gli Stati Uniti, l'UE o il Canada a confiscare i tuoi depositi in altri paesi, dovrebbero aderire alle leggi di quei paesi. Nel tuo paese, potresti subire la confisca senza preavviso. Ma in un paese senza leggi confiscatorie, qualsiasi tentativo dovrebbe passare attraverso il sistema giudiziario di quel paese, che sarebbe, almeno, pesante e dispendioso in termini di tempo per il tuo paese di origine da perseguire. E se il futuro economico del paese che hai scelto dipendesse dal mantenere felici gli investitori esteri, la volontà politica esisterebbe per rendere difficile, se non impossibile, qualsiasi confisca da parte del tuo paese d'origine.
Soprattutto, se la tua ricchezza non è più tua nella tua giurisdizione di origine, puoi trarne vantaggio espatriandola in una o più giurisdizioni non confiscatorie scelte con cura.
Autore di Jeff Thomas tramite InternationalMan.com
*  *  *
Gli Stati Uniti, il Canada e l'UE hanno già approvato leggi che aprono le porte al futuro furto da parte delle banche. In una crisi economica, i depositi in queste giurisdizioni potrebbero ottenere il trattamento di Cipro, in cui un'emergenza bancaria viene utilizzata come giustificazione per la confisca.
La buona notizia è che ci sono opzioni bancarie molto più favorevoli. Ecco perché l'autore di best seller del New York Times Doug Casey e il suo team hanno creato una guida bancaria offshore completa che delinea le nostre banche preferite e giurisdizioni bancarie offshore. Include informazioni cruciali sulle giurisdizioni limitate che accettano ancora clienti americani e consentono loro di aprire account da remoto con minimi minimi. Fai clic qui per scaricare il PDF gratuito ora .

lunedì 22 luglio 2019

Nave sequestrata, contenente cocaina per 1,3 miliardi di $, appartiene a JPMorgan

Qualche settimana fa abbiamo riferito che circa 1 miliardo di dollari di cocaina (15.500 kg) sono stati sequestrati da una nave portacontainer in un porto di Filadelfia dopo essersi fermati in Colombia, Cile, Perù, Panama e Bahamas (in seguito si è scoperto che era un registrare $ 1,3 miliardi, o valore di 18.000 chili). 
Oggi apprendiamo che la nave, la MSC Gayane, è di proprietà di JP Morgan ed è stata sequestrata dalle autorità statunitensi  secondo il  Wall Street Journal . La Gayane è la  seconda nave portacontainer al mondo  - gestita dalla Mediterranean Shipping Co, con sede in Svizzera, MSC. 
"Il sequestro di una nave così massiccia è complicato e senza precedenti, ma è appropriato perché anche qui le circostanze sono senza precedenti", ha dichiarato il procuratore William McSwain. "Quando una nave porta una tale quantità oltraggiosa di droghe mortali nelle acque di Philadelphia, il mio ufficio perseguirà le più gravi conseguenze possibili contro tutte le parti coinvolte al fine di proteggere il nostro distretto e il nostro paese". 
La Gayane è stato fatto un'incursione il 17 giugno da parte di agenti doganali e di protezione delle frontiere statunitensi che hanno trovato circa 20 tonnellate di cocaina con un valore di strada di $ 1,3 miliardi nascosto in diversi contenitori. La nave aveva navigato da Freeport alle Bahamas e prima di allora ha chiamato a Panama e in Perù dopo aver iniziato il suo viaggio in Cile. Doveva partire per l'Europa dopo la sosta negli Stati Uniti.
"MSC rimane grata ai funzionari governativi negli Stati Uniti per il loro lavoro proattivo e ha offerto il suo continuo sostegno, basandosi su una lunga esperienza di buona cooperazione con le autorità", ha detto un portavoce MSC in una dichiarazione. "MSC assiste e collabora con le autorità come richiesto e la società non è l'obiettivo di alcuna indagine". - Wall Street Journal
La nave da $ 90 milioni che può trasportare circa 10.000 container rimane ancorata al fiume Delaware vicino al porto di Filadelfia e rimarrà lì per un bel po 'di tempo secondo il  Journal . 
Otto membri dell'equipaggio provenienti da Samoa e Serbia sono stati arrestati, mentre molti altri sono stati accusati nel regime in base agli intervistati. Anche il secondo ufficiale della nave e un altro membro dell'equipaggio furono accusati di  essere stati aiutati a portare a bordo il contrabbando. 
A febbraio, gli agenti doganali sequestrarono anche 1,6 tonnellate di cocaina su un'altra nave MSC, la Carlotta, all'entrata nel porto di Newark, nel New Jersey. 
Come risultato dei due busti, la certificazione MSC di Customs-Trade Partnership è stata temporaneamente sospesa, il che significa che il carico della compagnia sarà soggetto a un controllo approfondito e non può più essere classificato come "a basso rischio". MSC dice che si aspetta un minimo disagio dalla sospensione. 

Storicamente, le navi coinvolte in attività criminali sono più vecchie e picchiate ", ha detto Basil Karatzas, CEO di Karatzas Marine Advisors & Co., con sede a New York. "È strano che una nave così moderna e costosa sia coinvolta in una così crudele criminalità caso, come spostare 20 tonnellate di cocaina. " 
10 Luglio 2019
Fonte: qui

martedì 12 febbraio 2019

Salvini sull’oro di Bankitalia: “Per me resta lì, ma è degli italiani”

L’oro è della Patria e la Patria all’occorrenza può farne quello che vuole. Matteo Salvini non esclude il retroscena pubblicato dalla Stampa, secondo il quale la maggioranza di governo avrebbe puntato alle riserve auree conservate nei caveau della Banca centrale (ma anche in diversi depositi all’estero in Europa e negli Usa). L’idea dei gialloverdi sarebbe di usare parte di lingotti e monete (circa 90 miliardi il valore complessivo) come tesoretto d’emergenza per evitare una manovra correttiva e l’attivazione dell’aumento dell’Iva, inserita come clausola di salvaguardia per volere dell’Unione europea se non si dovessero raggiungere gli ambiziosi obiettivi di bilancio. Salvini non si inoltra troppo nella questione ma conferma l’intenzione di far passare per legge l’oro sotto il controllo dello Stato (cioè del governo): «Può essere un’idea interessante. So che c’è una proposta di legge che dovrà ribadire quello che per me è scontato: l’oro della Banca d’Italia è degli italiani, non è in prestito. Dopodiché per quanto mi riguarda ci saranno altri metodi. Siccome è custodito in alcuni paesi del mondo, uno lo può far custodire dove vuole. Ma è di proprietà degli italiani e di nessun altro».
Una dichiarazione che rispecchia fedelmente il cuore della proposta firmata e depositata tre mesi fa alla Camera dal deputato della Lega e presidente della commissione Bilancio, l’economista no-euro Claudio Borghi. Una legge costituita da un solo articolo per chiarire che «la Banca d’Italia gestisce e detiene, ad esclusivo titolo di deposito, le riserve auree, rimanendo impregiudicato il diritto di proprietà dello Stato italiano su dette riserve, comprese quelle detenute all’estero». Una tema, quello della proprietà dell’oro, che più volte ha investito i vertici di Palazzo Koch e che ora sembra incrociarsi al braccio di ferro sulla riconferma di Luigi Federico Signorini alla vicedirezione generale della Banca centrale. I timori che agitano il Tesoro e la stessa Via Nazionale sono proprio questi: che dietro l’assalto partito dal M5S contro il direttorio ci sia l’intenzione di mettere le mani sulle riserve per venderle, come proposto anche in un articolo pubblicato da Beppe Grillo sul suo blog a settembre.
Oggi scade il mandato di Signorini. Il premier Giuseppe Conte, a cui spetta la delibera sulla nomina, salvo sorprese prenderà tempo per non impegnarsi in una decisione che potrebbe scavare una frattura nel governo. Con il leader dei 5 Stelle che preme su Conte chiedendo discontinuità e il ministro dell’Economia Giovanni Tria che, sostenuto dal Quirinale, difende l’indipendenza della Banca d’Italia. Mentre la Lega assalti e moderazione. Prima il ministro dell’Agricoltura si schiera con Tria a favore di una Banca indipendente, poi Salvini, lo stesso che aveva parlato di azzeramento dei vertici di Via Nazionale, evita di «personalizzare» il bersaglio come invece fanno i grillini e lascia a Conte la responsabilità di una decisione: «C’è il premier e il ministro dell’Economia quindi mi affido alla loro competenza. Se c’è qualcuno che deve vigilare e non l’ha fatto visto i disastri che sono venuti fuori è evidente che qualcosa va cambiato, non dico qualcuno ma necessariamente qualcosa».
Fonte: qui

domenica 13 novembre 2016

BEPPE GRILLO SI APPROPRIA DEI MUSEI VATICANI: “SONO DEL COMUNE CHE, CREDO, NON PERCEPISCE ALCUN AFFITTO”


POI AMMETTE: “NEL M5S IL DIRETTORIO NON C'È PIÙ”

Emanuele Buzzi per Corriere.it

La fine di un' era e una gaffe (con il Vaticano). Beppe Grillo torna a parlare. Dopo mesi di indiscrezioni, di ipotesi, di mezze frasi sulla struttura organizzativa dei Cinque Stelle, alla fine l' ammissione di un fatto ormai lampante la fa proprio il garante M5S: «Io faccio da pianificatore familiare. A decidere è il Movimento, il direttorio non c' è più».

Fine di un' epoca e inizio di una nuova parentesi transitoria. «Ci sono le commissioni e c' è un programma, quando le cose non sono nel programma si votano in Rete», spiega il leader in una lunga intervista a Euronews , proprio nei giorni del suo viaggio a Bruxelles con Davide Casaleggio. Una nuova fase «parlamentare» - come viene bollata nel Movimento - che molto probabilmente durerà qualche manciata di mesi.
I cinque esponenti dell' ormai ex direttorio mantengono le loro competenze: nei fatti continuano a lavorare sulle deleghe che avevano, ma la loro storia come cabina di regia si è esaurita a settembre, con la presa d' atto dichiarata (in uno dei vertici della crisi romana) della fine di un' era proprio da parte di uno dei rappresentanti dell' ala ortodossa.
musei vaticaniMUSEI VATICANI

Il futuro e l' organizzazione dei Cinque Stelle sono ancora un cantiere in divenire. Ciò che è certo è che a stretto giro di posta verranno scelti i probiviri. I vertici invece - dopo l' idea, al momento passata in secondo piano, di una delega (da affidare) per le strategie politiche - quasi sicuramente verranno scelti dalla Rete. Si passerà insomma direttamente dalla fase «parlamentare» a quella «governista».

Ed è sempre lo stesso Grillo ad anticipare la mossa: «Se dobbiamo andare al governo ci stiamo preparando per selezionare le persone, non è facile. Se andiamo alle elezioni ci presenteremo con un premier e una squadra condivisi dalla Rete.
GRILLO RAGGIGRILLO RAGGI
Io premier? No io sono escluso a priori». I rumors parlano di possibile voto del web, in caso di vittoria del No ed elezioni anticipate, già a gennaio 2017.

Nella stessa intervista il leader(PERACOTTARO del Movimento 5 Stelle) attacca la Santa Sede, commettendo però un errore. «I Musei Vaticani - afferma - sono del Comune e credo che non percepisca nessun affitto, parleremo con Bergoglio a meno che non lo sappia». In realtà il complesso sorge Oltretevere, come rimarca il dem Michele Anzaldi: «I Musei Vaticani non sono proprietà del Comune di Roma e non sono neanche su suolo italiano». Secondo l' esponente pd: «Grillo la spara grossa».

BEPPE GRILLO ALLA CAMERABEPPE GRILLO ALLA CAMERA
Il fondatore del Movimento difende anche l' operato della giunta capitolina targata M5S: «Virginia Raggi mi sta dando molte soddisfazioni. Questa ragazza è un' eroina», dice.
«Raggi ha avuto qualche difficoltà a fare una squadra - ammette il garante M5S - ma adesso ci darà soddisfazioni».E sostiene: «Roma è un millefoglie. Ci sono duecentomila faldoni nelle cantine, sono 66 chilometri, abbiamo calcolato, è tutto il raccordo anulare».

Il garante pentastellato è già in piena campagna elettorale: «Con questo Italicum se andiamo al ballottaggio noi vinciamo, ora devono escogitare con i costituzionalisti qualche meccanismo per cui noi non avremo i numeri per andare al governo», attacca. E prosegue: «Renzi si affossa da solo. Sono persone con le quali io ho avuto un piccolo rapporto in streaming e ho capito com' erano». Ancora un affondo, poi: «Inutile che io stia a parlare con una persona che non è leale», conclude.
beppe grillo davide casaleggioBEPPE GRILLO DAVIDE CASALEGGIO

Il leader interviene anche sulla vicenda firme che coinvolge il Movimento a Palermo: «La firma falsa è una firma copiata, è l' oscar della stupidità - dice -, noi non riusciamo nemmeno a essere disonesti. In quella lista lì non è stato eletto nessuno». Anche in questo caso parte il contrattacco dem con Alessia Morani: «Prendiamo atto che con la dichiarazione di stasera sulle firme false a Palermo, Grillo abbia ammesso che il reato è stato commesso».

Fonte: qui