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mercoledì 20 marzo 2019

NELLE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA CHE HA PORTATO ALLA CONDANNA DI RAFFAELE MARRA A TRE ANNI E MEZZO PER CORRUZIONE, I GIUDICI RIDISEGNANO IL PROFILO DELL'EX BRACCIO DESTRO DI VIRGINIA RAGGI

“RAMPANTE, CAPARBIO E INFLUENTE” 
“SI METTEVA A DISPOSIZIONE DI SCARPELLINI. AVEVA PROGRAMMATO LA SUA CONDOTTA PER MOTIVI AFFARISTICI E SPECULATORI. RIVELA UNA PERSONALITÀ ORIENTATA AD UN'OSTINATA E PERVICACE ATTIVITÀ MANIPOLATORIA DELLE FONTI DI PROVA”
Valentina Errante per “il Messaggero”

RAFFAELE MARRARAFFAELE MARRA
«Rampante, caparbio e influente». Lo strapotere in Campidoglio e l'asservimento della funzione a favore dell' imprenditore Sergio Scarpellini. Nelle motivazioni della sentenza che ha portato alla condanna di Raffaele Marra a tre anni e mezzo per corruzione, i giudici ridisegnano il profilo dell' uomo che fino al 16 dicembre 2016, giorno del suo arresto, era il sindaco ombra della Capitale. Il potere, secondo il Tribunale, era stato mantenuto da Marra anche nei periodi in cui si era allontanato dall' amministrazione.
VIRGINIA RAGGI E RAFFAELE MARRAVIRGINIA RAGGI E RAFFAELE MARRA

Per poi tornare in Campidoglio con la nuova giunta, nel «periodo più critico della carriera politica, chiamato dal sindaco Raggi ad assumere l'incarico di vicecapo di Gabinetto con delega di firma». Il prezzo per i favori del funzionario è l' appartamento in via dei Prati Fiscali, acquistato con due assegni circolari intestati alla moglie, staccati nel 2013 dall' imprenditore Sergio Scarpellini (deceduto lo scorso novembre). In tutto 367mila euro.

IL POTERE
RAFFAELE MARRARAFFAELE MARRA
«Raffaele Marra - si legge nella sentenza - ha sempre ricoperto ruoli di potere ed apicali utili al perseguimento degli interessi dell' imprenditore a prescindere dall' evoluzione degli equilibri politici locali o da posizioni di stallo a carattere assolutamente transitorio (come durante la giunta Marino o nel periodo di aspettativa per il dottorato di ricerca a Salerno). E ne era ben consapevole l'immobiliarista Scarpellini, tanto che in dibattimento ha confermato Marra sappiamo chi era: a Roma si sapeva che era una personalità».

E i giudici poi aggiungono: «Ovvero un funzionario rampante, caparbio ed influente, capace di ricollocarsi in seno all' amministrazione capitolina al cambio di governance e di instradare utilmente le pratiche del Gruppo».

raffaele marra arrestatoRAFFAELE MARRA ARRESTATO
Per i giudici Marra ha studiato e «programmato» la sua condotta per «motivi affaristici e speculatori». Ma anche dopo il reato avrebbe tentato di occultare i fatti e, secondo il Tribunale, tutto questo rivela «una personalità orientata ad un' ostinata e pervicace attività manipolatoria delle fonti di prova, intrapresa ancor prima dell' instaurazione del processo e mantenuta durante l' intera istruzione dibattimentale».

LA COLLUSIONE
SERGIO SCARPELLINISERGIO SCARPELLINI
I giudici sono andati a ritroso nel tempo, hanno ricostruito quanto emerso nel giudizio. Citano le intercettazioni e concludono: «La prova della collusione tra il pubblico funzionario e l' immobiliarista come rubricata e ritenuta, viene desunta non da meri sospetti o illazioni, ma origina da un contesto univoco, comprovante l' intesa raggiunta e la concreta messa in atto del mercimonio».

È proprio quando Marra è arrivato di fatto a gestire il Comune, come hanno poi riferito alcuni testimoni, che «emergevano le prime comunicazioni finalizzate a ribadire l' asservimento del pubblico ufficiale agli interessi del costruttore proprio nel periodo più critico della carriera politica dello stesso Marra, chiamato dal sindaco Virginia Raggi ad assumere l' incarico di Vice Capo dì Gabinetto con delega di firma, ma bersagliato da una campagna mediatica avversa, che metteva a rischio il ruolo prestigioso appena conseguito».
SERGIO SCARPELLINISERGIO SCARPELLINI

Per questo alla segretaria di Scarpellini l' ex braccio destro della Raggi si metteva «a disposizione». La Corte ricostruisce l' antico rapporto. Nel 2009, l' immobiliarista avrebbe anche venduto all' ex dirigente comunale un appartamento con uno sconto di mezzo milione di euro, un fatto, comunque prescritto. La posizione difensiva di Marra non è mai cambiata dall' inizio alla fine del procedimento: ha sempre sostenuto che quei 367mila euro fossero un prestito e che il denaro - una volta iniziato il processo - era stato interamente restituito. Adesso ribadirà in appello la sua linea, mentre dovrà ancora difendersi in aula dall' accusa di abuso di ufficio per la nomina del fratello Renato a capo del Dipartimento dello Sport, avvenuta proprio mentre il funzionario era all' apice della sua carriera.

Fonte: qui

sabato 9 febbraio 2019

ALTRA TRANVATA SUI DENTI PER VIRGINIA RAGGI: SI DIMETTE L’ASSESSORE ALL’AMBIENTE PINUCCIA MONTANARI

LA DECISIONE È ARRIVATA DOPO LA RIUNIONE DI GIUNTA CHE HA BOCCIATO IL BILANCIO DI AMA, LA PARTECIPATA CHE SI OCCUPA DEI RIFIUTI DELLA CAPITALE


pinuccia montanari 2PINUCCIA MONTANARI
L'assessore all'Ambiente del Comune di Roma, Pinuccia Montanari, ha firmato le sue dimissioni dall' incarico. La decisione è arrivata dopo la riunione di giunta che ha bocciato il bilancio 2017 dell'Ama. Decisione a cui lei è stata contraria.
pinuccia montanari virginia raggiPINUCCIA MONTANARI VIRGINIA RAGGI














"A seguito dell'approvazione della delibera, con il mio voto contrario, in cui la giunta ha deciso di bocciare il progetto di bilancio di Ama relativo all'esercizio 2017, rassegno in modo irrevocabile le mie dimissioni da Assessore non essendo per me più possibile condividere le azioni politiche e amministrative di questa giunta", ha detto l'assessore Montanari.

Fonte: qui

sabato 19 gennaio 2019

CI MANCAVA SOLO IL PM ARRESTATO - MICHELE NARDI STAVA PER ENTRARE NELLA GIUNTA RAGGI, A FARE IL VICE-CAPO DI GABINETTO

NELLE INTERCETTAZIONI IL MAGISTRATO, CHE DA TRANI È ARRIVATO A ROMA, VENIVA INVITATO DA UN POLITICO VICINO AI 5 STELLE AD INVIARE IL CV ALLA SINDACA 

IL FRATELLO DI SIMONE DI STEFANO (CASAPOUND) RACCONTA QUANDO IL PM SI PRESENTÒ AGLI SGOMBERI DELLE CASE OCCUPATE, UNA PHOTO-OPPORTUNITY STRANA PER UN PM…

AL PM ARRESTATO FU FATTA L’OFFERTA NEL 2016 DI FARE IL VICE CAPO DI GABINETTO NELLA GIUNTA RAGGI
Ivan Cimmarusti per www.ilsole24ore.com

Virginia Raggi voleva il pm di Roma Michele Nardi - arrestato per corruzione in atti giudiziari - come vice capo di gabinetto dell’allora nascente giunta M5S a Roma. Almeno questo è uno dei particolari che restituiscono gli atti giudiziari della Procura della Repubblica di Lecce, che ieri ha ottenuto l’arresto sia di Nardi sia del giudice Antonio Savasta, entrambi accusati di aver veicolato procedimenti giudiziari istruiti al Tribunale di Trani e alla Corte di Cassazione. Un imbarazzo mancato per la prima cittadina pentastellata, già criticata per le nomine di Raffaele Marra e di Luca Lanzalone, entrambi coinvolti in fatti di corruzione.

La richiesta del curriculum dal Campidoglio
la sindaca virginia raggi sul red carpet del teatro dell opera (2)LA SINDACA VIRGINIA RAGGI SUL RED CARPET DEL TEATRO DELL OPERA (2)
Negli atti si legge che «verso la fine del mese di agosto 2016, Michele Nardi veniva invitato da un esponente politico vicino al Movimento 5 Stelle ad inviare un proprio curriculum vitae alla segreteria del sindaco di Roma, avvocato Virginia Raggi, poiché la stessa era intenta alla formazione della nuova compagine amministrativa di governo del campidoglio». Il particolare è contenuto anche in una intercettazione intrattenuta da Nardi con una sua intima amica, F.R.. La telefonata, riassunta dagli inquirenti in quanto non penalmente rilevante, è del 2 settembre 2016.

«Michele Nardi – si legge – chiama l’amica e riprendono a parlare della situazione politica di Roma e della possibilità di Nardi di poter essere nominato vice capo di gabinetto al Comune di Roma nella giunta Raggi, così come proposto da un avvocato vicino alla predetta Raggi». Una nomina che lo stesso Nardi, però, ritiene complicata: nella stessa telefonata afferma che «di essersi sentito con il suo amico avvocato, vicino alla sindaca Raggi, dicendo che la sua candidatura a vice capo di gabinetto è complicata in quanto vi sono numerosi papabili che si sono fatti avanti».

Le accuse dei pm di Lecce
antonio savastaANTONIO SAVASTA
Nardi è accusato con Savasta di associazione per delinquere, corruzione in atti giudiziari, millantato credito e minacce. Ad ammettere le corruzioni c’è l'imprenditore Flavio D’Introno, che ha raccontato ai pm di Lecce tutta la vicenda. Nardi, in particolare, «si faceva consegnare plurime utilità quale prezzo della propria mediazione con il pretesto di dover comprare il favore dei giudici, utilità consistite in un viaggio a Dubai del valore di 10mila euro; l'esecuzione a spese del D'Introno, che forniva materiale e manodopera, dei lavori di ristrutturazione dell'immobile di proprietà del Nardi sito in Roma (...) per un importo pari a circa 120-130mila euro; nell’importo di circa 600mila euro, come corrispettivo mai pagato dei lavori di ristrutturazione della villa di proprietà della moglie» di Nardi.

VIRGINIA RAGGI E RAFFAELE MARRAVIRGINIA RAGGI E RAFFAELE MARRA
Secondo le indagini il pm avrebbe tentato di farsi consegnare complessivi 2 milioni di euro. La paventata influenza sarebbe giunta anche in Corte di Cassazione. Per questo Nardi si sarebbe fatto dare da D’Introno anche «un Rolex Daytona acquistato il 16 maggio 2016 in prossimità di una delle udienze e costato 34mila 500 euro» oltre a «due diamanti ciascuno del valore di 27mila euro».



NARDI, IL PM ARRESTATO, ERA VICINO AL M5S E STAVA PER ENTRARE NELLA GIUNTA RAGGI
Davide Di Stefano per www.ilprimatonazionale.it

MICHELE NARDI CON SIMONE DI STEFANO A VIA DE COLOSSEOMICHELE NARDI CON SIMONE DI STEFANO A VIA DE COLOSSEO
Michele Nardi, il pm arrestato con l’accusa di intascare soldi, diamanti e Rolex d’oro in cambio di sentenze favorevoli, era molto vicino al Movimento 5 Stelle. Lo dichiara lo stesso gip di Lecce che ne ha disposto l’arresto: “Un esponente politico vicino al Movimento 5 Stelle lo invitò ad inviare un proprio curriculum alla segreteria della sindaca Raggi“, così si legge nelle pagine dell’ordinanza.

La possibilità per il pm era quella di essere nominato vice capo di Gabinetto della Giunta del sindaco Virginia Raggi, ruolo allora ricoperto da Raffaele Marra. Come spiegato nell’articolo pubblicato sul nostro giornale ieri, Michele Nardi era il pm che nel 2016 ordinò lo sgombero dello stabile di via del Colosseo a Roma dove abitavano due famiglie italiane in difficoltà, azione che condusse all’arresto del segretario nazionale di CasaPound, Simone Di Stefano, e di alcuni militanti.

Leggendo le carte dell’ordinanza emessa dal gip di Lecce c’è una coincidenza temporale che merita di essere analizzata. “Verso la fine del mese di agosto 2016, Michele Nardi veniva invitato da un esponente politico vicino al Movimento 5 Stelle ad inviare un proprio curriculum vitae alla segreteria del sindaco di Roma Virginia Raggi poiché la stessa era intenta alla formazione della nuova compagine amministrativa di governo del Campidoglio”.

simone di stefano (2)SIMONE DI STEFANO
In una intercettazione del 2 settembre 2016 è lo stesso Nardi a parlare “della situazione politica di Roma”, annota il gip, “e della possibilità di poter essere nominato vice capo di gabinetto al Comune di Roma nella Giunta Raggi, così come proposto da un avvocato, vicino alla predetta Raggi“. Insomma nell’agosto e nel settembre del 2016 Michele Nardi tentava di accreditarsi agli occhi della neo amministrazione pentastellata capitolina per ottenere un qualche incarico.

Lo stesso periodo dei ripetuti sgomberi di via del Colosseo. Un primo tentativo di sgombero fu fatto infatti il 14 luglio del 2016, con rinvio al 31 agosto. L’8 settembre (quindi sei giorni dopo l’intercettazione in cui Nardi parla della possibilità di diventare il vice capo di Gabinetto della Giunta Raggi), le due famiglie italiane che occupavano lo stabile vengono effettivamente sgomberate.

SIMONE DI STEFANOSIMONE DI STEFANO
La soluzione temporanea che il Comune di Roma aveva offerto alle due famiglie in difficoltà, un alloggio in un camping, si rivelerà però una truffa. Nessun posto per l’anziana signora né per la la famiglia con il figlio disabile, che trovandosi così a dover scegliere tra rientrare nella casa che avevano occupato per quasi trent’anni e dormire in strada, optarono per la prima soluzione. A questo punto l’azione del pm Nardi si fa più incisiva, tanto che il 29 settembre del 2016 si presentò di persona sull’uscio dello stabile da sgomberare, fatto piuttosto inusuale per un pm.

Lo sgombero fu piuttosto violento ed efficace (vennero addirittura lanciati i mobili delle due famiglie da una finestra). Nella stessa estate del 2016 vennero inoltre sgomberati anche gli abitanti del civico successivo di via del Colosseo, anche se legittimi proprietari, con la “scusa” dell’inagibilità dello stabile. Come riportato dal Fatto Quotidiano, tra le varie attività di Nardi, figurava quella di “proporre poi investimenti nella capitale”, tra cui “due appartamenti in Piazza di Spagna, finiti in una indagine per bancarotta fraudolenta che lui sta seguendo”.

Insomma il pm Nardi sembra che avesse il “vizietto” di speculare sugli stessi immobili su cui magari stava indagando. Visto che è il gip di Lecce a parlare di Nardi come di un elemento con “chiara propensione a sistemare vicende giudiziarie facendo ricorso anche a espliciti tentativi di corruzione”, chissà che anche lo stabile di via del Colosseo non rientri in un suo tentativo di speculazione. Non è una possibilità da escludere, visto il profilo del soggetto.

O quantomeno, vista la forte contrapposizione che si creò tra CasaPound e il Movimento 5 Stelle sulla questione, come minimo l’interesse di Nardi poteva essere quello di fare “bella figura” agli occhi di una Giunta della quale, proprio in quei giorni, stava cercando di diventare parte. Un leggerissimo conflitto di interessi. Ah, per la cronaca: in via del Colosseo ci abita anche Luigi Di Maio. Ma questa (forse) è davvero solo una coincidenza.

Fonte: qui

domenica 6 gennaio 2019

I PRESIDI ROMANI NON VOGLIONO RIAPRIRE LE SCUOLE DOMANI: ''TROPPA SPAZZATURA, RISCHIO MALATTIE E TOPI''

PURE LA MINISTRA DELLA SALUTE GRILLO RIPRENDE LA COMPAGNA DI PARTITO RAGGI: ''IL CAMPIDOGLIO PULISCA, RISCHIO SANITARIO''. 

E LA SINDACA SPEDISCE CENTINAIA DI NETTURBINI DAVANTI AGLI ISTITUTI, MA ORA È TENTATA DI NOMINARE UN COMMISSARIO. E CHE FINE FA L'ASSESSORA MONTANARI, FEDELE DI GRILLO?

Lorenzo De Cicco per ''Il Messaggero''

«A ROMA TROPPI RIFIUTI IN STRADA LUNEDÌ NON RIAPRIAMO LE SCUOLE»

Prima dei bimbi, sono arrivati, senza zaini, i ratti. Inquilini indesiderati delle classi ora deserte causa vacanze, incoraggiati dalle pile di maleodorante monnezza che ormai trovano più posto sui marciapiedi che dentro ai bidoni che l' Ama non riesce a svuotare. Si ammonticchiano, i sacchetti, pure davanti ai portoni chiusi dei licei o davanti ai cancelli degli asili, tanto che se la situazione non darà segnali di miglioramento nelle prossime 48 ore, i presidi di Roma minacciano di non riaprire le aule lunedì prossimo, quando è stato fissato il rientro sui banchi dal Provveditorato. Il rischio è stato ventilato in una lettera spedita ieri alla sindaca Virginia Raggi.

cassonetti pieni di spazzatura davanti alle scuole di romaCASSONETTI PIENI DI SPAZZATURA DAVANTI ALLE SCUOLE DI ROMA
C' è un problema «sanitario», si legge nella missiva dell' Associazione nazionale Presidi. È l' ultima minaccia che aleggia sulla Capitale sempre più tormentata dalla crisi della spazzatura. Emergenza detonata con l' incendio che l' 11 dicembre scorso ha incenerito l' impianto di trattamento al Salario e che da allora, al netto degli annunci della giunta grillina, non ha fatto che peggiorare, regalando a romani e turisti un Natale nel segno del pattume.

SOS NEGLI ISTITUTI
Si spera che stavolta la Befana, oltre alle feste, come dice il proverbio, porti via pure un po' di spazzatura. Altrimenti molti istituti potrebbero rimanere chiusi in attesa del passaggio dei netturbini. Il «grave problema» dell' immondizia che straripa dai cassonetti davanti agli ingressi, ha scritto il presidente della sezione del Lazio dell' Associazione nazionale Presidi, Mario Rusconi, «investe il tema sanitario, che potrebbe comportare in alcuni casi anche la chiusura delle scuole, soprattutto quelle dell' infanzia ed elementari la cui popolazione è composta da bambini molto piccoli, qualora non fosse tempestivamente risolto».

Per questa ragione è stato chiesto alla Raggi di mettere in atto «un decisivo intervento nei confronti dell' Ama (la società dei rifiuti, ndr) affinché preveda la raccolta di tutta questa immondizia almeno nei pressi delle scuole prima della ripresa delle attività didattiche prevista per il 7 gennaio». Altrimenti, come si diceva, c' è il rischio che gli istituti prolunghino «la chiusura».

cassonetti pieni di spazzatura davanti alle scuole di roma 7CASSONETTI PIENI DI SPAZZATURA DAVANTI ALLE SCUOLE DI ROMA 
L' associazione presidi, nella missiva inviata a Palazzo Senatorio, racconta delle «numerose segnalazioni che stiamo ricevendo da diversi colleghi di scuole del centro e della periferia, di asili nido, scuole elementari medie e superiori». «Basta girare per le strade della città - si legge ancora - e constatare i cumuli di rifiuti a volte anche ingombranti attorno ai cassonetti strapieni di immondizia vicino ai cancelli e ai portoni degli istituti scolastici. Non solo spettacoli poco decorosi, ma anche odori nauseabondi accompagnano la vista dei cittadini nel constatare come animali randagi e roditori trovino spesso bivacco attorno a questi monumenti di pattume».
RAGGI GRILLORAGGI GRILLO

Oltre ai rischi sanitari per alunni e insegnanti, i presidi rimarcano un altro aspetto: «Questo sconveniente scenario - scrivono sempre alla Raggi - è diseducativo per i nostri studenti che tutti i giorni nelle aule educhiamo al senso civico, al rispetto per la città e al decoro, alla cura per il bene pubblico, alle regole della convivenza e della cittadinanza, che poi vedono puntualmente infrangersi fuori dalle loro aule a pochi passi dai portoni d' ingresso delle scuole, attorno a queste pattumiere a cielo aperto».

Monica Nanetti, preside dell' istituto tecnico Enrico Fermi, sulla Trionfale, non distante da dove abita Raggi, si sfoga così: «Noi dentro alle classi facciamo la differenziata, poi i ragazzi escono e vedono questo scempio di immondizia all' ingresso, così si indeboliscono tutti i messaggi che si vogliono dare. La sindaca vive da queste parti, come fa a non rendersene conto?». E lo stesso sgradevole spettacolo si presenta davanti al liceo classico Pilo Albertelli in pieno centro, al Lucrezio Caro, agli asili della Balduina, alle elementari dei quartieri San Giovanni e Don Bosco, e spingendosi nella periferia del quadrante Sud, sulla Casilina. E la lista è lunga.
cassonetti pieni di spazzatura davanti alle scuole di roma 3CASSONETTI PIENI DI SPAZZATURA DAVANTI ALLE SCUOLE DI ROMA

IMMONDIZIA IN AUMENTO

Alla protesta dei presidi, per ora, il Campidoglio non ha replicato.
Informalmente viene spiegato che «la situazione tornerà alla normalità a breve», un disco che suona da settimane, mentre le buste dell' immondizia continuano a tracimare dai bidoni. Per l' Epifania l' Ama metterà in campo 1.200 addetti, «uno sforzo ingente», dice la partecipata. Non aiuta il fatto che l' immondizia continui ad aumentare. Nei primi tre giorni del 2019 a Roma sono state raccolte 7.800 tonnellate di spazzatura, circa 400 tonnellate in più rispetto all' anno passato.


ROMA RIFIUTI DAVANTI ALLE SCUOLE LA GRILLO: IL CAMPIDOGLIO PULISCA


Le pile di immondizia in strada, i ratti che fanno capolino nelle scuole, i presidi che minacciano di tener chiuse le aule per «rischi sanitari». La crisi della monnezza romana allarma anche il governo, perfino i ministri di segno grillino, colleghi (di partito) della sindaca Virginia Raggi. «Per Roma è un momento critico», ammette la titolare della Salute, Giulia Grillo, che tiene a precisare come a risolvere la situazione, subito, debba essere la sindaca.

È affar suo, perché «la gestione dei rifiuti è di competenza comunale - rimarca la ministra - e spero che Virginia Raggi riesca a superare presto e bene questa fase critica». Per le scuole, dice, «è doverosa un' attenzione particolare, se i presidi segnalano criticità non rimarremo a guardare», è l' avvertimento. «Il ministero e i Nas - dice ancora Grillo - vigilano sulla situazione sanitaria di Roma in accordo con le Asl, come di ogni altra città». Messaggio chiaro, «attenzione alle polemiche strumentali», ma «il governo segue da vicino la situazione di Roma e, per la parte che mi compete, sono sempre attenta a ogni segnalazione».

IL LEADER M5S
cassonetti pieni di spazzatura davanti alle scuole di romaCASSONETTI PIENI DI SPAZZATURA DAVANTI ALLE SCUOLE DI ROMA
Anche Luigi Di Maio è impensierito dal precipitare della situazione romana. Ieri ha parlato di una «città in ginocchio», pur dando la colpa «all' incendio di uno degli impianti fondamentali», il Tmb del Salario, incenerito quasi un mese fa in circostanze poco chiare. «Daremo il massimo supporto, ma so che Regione, Comune e ministero dell' Ambiente stanno collaborando per trovare una soluzione temporanea», ha detto il vicepremier. Sarà. Per il momento la crisi non sembra smorzare i suoi maleodoranti effetti, anzi.

L' Associazione nazionale Presidi, in una lettera anticipata ieri dal Messaggero, ha dato l' ultimatum al Campidoglio: o porta via i sacchetti che si sono accumulati davanti agli ingressi di elementari e asili, oppure domani, alla ripresa delle lezioni, le classi rimarranno chiuse. La minaccia sembra avere ottenuto gli effetti sperati, perché, su input di Raggi, l' Ama ha spedito centinaia di netturbini intorno agli istituti.
giulia grilloGIULIA GRILLO

Altri ancora lavoreranno a pieno ritmo nella giornata di oggi, nonostante sia domenica. Ieri Palazzo Senatorio faceva sapere che gli operatori della società dei rifiuti avevano «già monitorato oltre 3mila scuole». E che «tutte le eventuali criticità sono oggetto di intervento urgente, in modo da ripristinare il decoro già entro la giornata».

DIRIGENTI IN ALLERTA
Fino a ieri però la situazione, intorno agli istituti di Roma, era ancora estremamente critica.
Tanto che i presidi si mantengono guardinghi: «Se le cose, come promette il Comune, miglioreranno, lunedì le scuole riapriranno», spiega il capo della sezione del Lazio dell' AssoPresidi, Mario Rusconi. «Ma continueremo a fare verifiche e sopralluoghi fino all' ultimo per controllare che siano effettivamente garantite le condizioni igieniche per alunni e insegnanti. Questo monitoraggio andrà avanti anche nelle prossime settimane, non ci accontentiamo di una pulizia spot dell' ultim' ora». I dirigenti che domattina dovessero ravvisare ancora gravi problemi nei loro istituti, aggiunge Rusconi, «chiameranno le Asl, per certificare l' emergenza. Ogni preside deciderà per sé».
GIULIA GRILLO TONINELLI LUIGI DI MAIOGIULIA GRILLO TONINELLI LUIGI DI MAIO

L' allarme nelle scuole ha fatto da innesco agli attacchi contro la giunta grillina, dal Pd a Fdi e Forza Italia: chi chiede le dimissioni della Raggi, nel caso in cui le lezioni vengano rimandate, chi rinnova la richiesta di un commissario per i rifiuti. Lei, la sindaca, per il momento non parla.

Con i suoi sta mettendo in fila, in un documento, le sciagure di questi mesi: l' incendio al Tmb, i roghi dei cassonetti in batteria (300 nel 2018, secondo il Comune, 70 solo a dicembre), il presunto assenteismo tra i netturbini sotto le feste. Finirà tutto in un dossier che sarà spedito in Procura.


LA TENTAZIONE DELLA RAGGI: UN COMMISSARIO PER LA CRISI

«Virginia, qui serve una mossa forte», dicono i consigliori della sindaca, mentre i bidoni dell' Ama continuano a traboccare di pattume. Facendo la tara con gli annunci della propaganda grillina, il timore in Campidoglio è che la situazione, col passare dei giorni, sia destinata a peggiorare. Non è allarmismo, è un dato di fatto: la produzione dell' immondizia, in questo primo scorcio di 2019, è già aumentata di centinaia di tonnellate ogni giorno rispetto all' anno passato.
cassonetti pieni di spazzatura davanti alle scuole di romaCASSONETTI PIENI DI SPAZZATURA DAVANTI ALLE SCUOLE DI ROMA

E tanti romani erano in ferie. Ora, a vacanze finite, i volumi della spazzatura da trattare e smaltire (ma dove?) sono destinati a gonfiarsi ancora. Ecco perché, a Palazzo Senatorio, prende quota la tentazione di una sterzata, per mettere fine all' impasse. Il percorso porta dritto al commissariamento della gestione dei rifiuti. Non di Roma, ma delle competenze che fanno capo alla Regione.

La sindaca ci ragiona da tempo. È una carta che finora non ha voluto giocare, ma nel Raggio magico l' opzione, ormai, non viene più esclusa, se la crisi dei rifiuti dovesse degenerare. La minaccia dei presidi di tener chiuse le scuole causa monnezza è stato un primo campanello d' allarme.

Soprattutto per l' eco che ha avuto sui social e sui siti di tutta Italia. Alla fine, la serrata degli istituti dovrebbe essere scongiurata, anche perché nelle ultime ore centinaia di netturbini dell' Ama sono stati spediti davanti ai cancelli di asili ed elementari. Altri 1.200 lavoreranno oggi, in straordinario, nel giorno della Befana, per portare via i sacchetti. Insomma, gli ingressi delle scuole, domattina, dovrebbero essere un po' più puliti di come si presentavano ancora ieri, ma la sensazione, in Comune, è che il peggio debba ancora venire. 

L' incendio dell' impianto del Salario, che trattava un quarto dell' immondizia di Roma, è stato il colpo del kappaò a un sistema già fragilissimo, dopo lo smantellamento di Malagrotta, la gigantesca discarica chiusa nel 2013 e mai rimpiazzata.

pinuccia montanariPINUCCIA MONTANARI
Per questo, al di là delle promesse, la macchina pentastellata si sta già muovendo, si studiano le contromosse.

Per arrivare a un commissariamento Raggi dovrebbe intanto dichiarare l' emergenza cittadina. Il prefetto di Roma ha già fatto capire, informalmente, che non lo farà. Toccherebbe quindi al Comune, che però, per portare a dama l' operazione, dovrebbe riuscire a convincere il ministro dell' Ambiente, Sergio Costa, finora piuttosto restio a sposare quella che viene vista solo come un' extrema ratio, anche perché a quel punto il dossier rifiuti, che nessuno smania di maneggiare, passerebbe al governo.

ASSESSORE IN BILICO
Raggi, in pubblico, non ha mai affrontato l' argomento. Nel Lazio c' è bisogno di un commissario per i rifiuti? «Stiamo lavorando tutti insieme per trovare soluzioni concrete: ho molto apprezzato la collaborazione della Regione», ha risposto, prendendola alla larghissima, in un' intervista su queste colonne. Senza né avallare né bocciare l' operazione. Molto dipenderà dalla piega che prenderà la raccolta nelle prossime settimane.

pinuccia montanariPINUCCIA MONTANARI
 A Palazzo Senatorio c' è la consapevolezza che, dopo il salvataggio dell' Atac tramite concordato, sono i rifiuti la grande emergenza da affrontare nel 2019. L' assessore all' Ambiente, Pinuccia Montanari, è in bilico, nonostante sia una fedelissima di Beppe Grillo. Lo stesso si può dire del presidente dell' Ama, Lorenzo Bagnacani. Proprio l' Ama, ormai, è nel mirino di diversi consiglieri M5S, che hanno chiesto alla sindaca i rapporti sulle assenze dei dipendenti durante le feste, a caccia di assenteisti.
Forse c' è chi, dietro alle pile di immondizia sui marciapiedi, vede un complotto dei netturbini.

Fonte: qui

Emergenza rifiuti a Roma, oggi riaprono tutte le scuole I presidi: attivismo dell'Ama dopo il nostro appello, continuiamo a vigilare. 

La riapertura confermata da fonti del Campidoglio 

07 gennaio 2019 

Scongiurato il rischio di mancata riapertura delle scuole a Roma dopo l'Epifania a causa del caos rifiuti e all'indomani dell'appello dei presidi alla sindaca Virginia Raggi.  "Abbiamo apprezzato l'insolito attivismo di Ama che in questi due giorni, evidentemente anche grazie al nostro appello, si è attivata per ripulire le zone antistanti i plessi scolastici in vista della riapertura. 

A quanto ci risulta, tutte le scuole di Roma lunedì riapriranno. Ma noi continueremo a vigilare affinché le condizioni incivili e deturpanti della città non si ripetano". 

Lo dice, interpellato dall'Ansa, il presidente dell'associazione nazionale presidi (Anp) del Lazio, Mario Rusconi. "Se ciò dovesse malauguratamente accadere - avverte Rusconi - ci rivolgeremo alle Asl, al ministero della Salute e se necessario all'autorità giudiziaria". Poi, il presidente dell'Anp Lazio, che sabato aveva lanciato l'sos sulla possibilità che alcune scuole restassero chiuse a causa del caos rifiuti, sottolinea: "Se la situazione migliora davanti alle scuole, permangono cumuli di immondizia sparsi per la città, ad esempio in zona Trieste e Monte Mario". 

La conferma della riapertura delle scuole della Capitale arriva anche da fonti del Campidoglio. Le fonti riferiscono della comunicazione ricevuta dai presidi, che hanno appunto l'autonomia per tale decisione. 

Fonte: rainews.it

giovedì 16 febbraio 2017

LA “BASE” M5S, GUIDATA DALL’ARCHITETTO FRANCESCO SANVITTO, SI OPPONE ALLO STADIO DELLA ROMA E DÀ DEI "BUGIARDI" A RAGGI E DI MAIO: “HANNO DETTO CHE LO STADIO ERA NEL PROGRAMMA. NON È COSÌ”

GRILLO E CASALEGGIO DIFENDONO LA SINDACA CHE NON RIESCE A TROVARE IL SOSTITUTO DI BERDINI

Ilario Lombardo per “la Stampa”

IL TWEET DI VIRGINIA RAGGI SULLO STADIO DEL 2014IL TWEET DI VIRGINIA RAGGI SULLO STADIO DEL 2014
Il M5S contro il M5S. Così sarà martedì quando la base organizzata del Movimento romano, coordinata dall' attivista e architetto Francesco Sanvitto, si presenterà sotto il Campidoglio. Per manifestare contro Virginia Raggi. Sono stati già chiesti i permessi in questura ed è partita la raccolta delle adesioni tra le associazioni ambientaliste, come Italia Nostra e Salviamo il paesaggio, che avevano sostenuto la presa grillina di Roma in nome di quella svolta anti-cemento che ora vedono minacciata dall' accordo sullo stadio dell' As Roma. I militanti stanno setacciando il web per trovare tutto quanto è possibile per provare che la sindaca e i suoi vanno contro le loro stesse promesse.

STADIO ROMA FOTOMONTAGGISTADIO ROMA FOTOMONTAGGI
Ci sono tweet di Raggi, video e interventi dell' ex vicesindaco Daniele Frongia sul blog. In una registrazione, prima del turno di ballottaggio in cui ha stravinto, la sindaca sosteneva che lo stadio andava fatto «secondo le norme del Piano regolatore». «Peccato che il Prg non prevede tutte queste cubature concesse ai costruttori» risponde Sanvitto che dà dei «bugiardi» anche a Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista: «Hanno detto che lo stadio era nel programma. Non è così».

Sono ragionamenti che stanno facendo pure una decina di consiglieri, pronti a segnare ulteriori incrinature nella maggioranza. Grillo e Davide Casaleggio, comunque, vogliono lo stadio. Ma, consapevoli di cosa significhi adesso una ribellione della propria gente, ospitano sul blog una giustificazione di Raggi. Un post che non spiega nei dettagli i termini del compromesso con i costruttori ma ne scarica le responsabilità sulla precedente giunta Pd.

STADIO ROMA TOR DI VALLESTADIO ROMA TOR DI VALLE
La sindaca ormai è accerchiata da ex. Ex assessori, come Paolo Berdini e Paola Muraro, che hanno affidato a La Stampa il proprio disagio o il proprio risentimento. Muraro a due mesi dall' addio ha parlato di gruppi di potere che tengono in ostaggio Raggi. Lei ha risposto sorridendo: «Vedremo quali sono».

Muraro ha anche ritirato fuori il nome dell'avvocato Luca Lanzone che prima di occuparsi della trattativa sullo stadio, secondo l'ex assessora, per conto della Casaleggio avrebbe indirizzato Raggi verso il nome di Stefano Bina come dg di Ama. La presenza del legale in tanti e delicati episodi della breve vita della giunta 5 Stelle ha convinto il Pd a presentare una interrogazione per capire quali siano gli incarichi «di questa sorta di eminenza grigia cui appare essere stato affidato il compito di tutore del sindaco».
berdini.BERDINI.

Ma gli ex da cui è assediata Raggi sono anche i militanti che avrebbero dovuto essere un corpo solo con gli eletti, i così chiamati «portavoce». «Macché portavoce - sbotta Sanvitto - Non ci ascoltano più, non rispondono, non usano il lavoro dei tavoli come facevano quando eravamo all' opposizione». Sanvitto è un grillino molto conosciuto a Roma, uno non certo etichettabile tra i nemici giurati della sindaca. Anzi.

RAGGI DE VITORAGGI DE VITO
Proprietario dello stabile in cui Raggi aveva fissato il quartier generale in via Tirone, fu l'autore della mail a suo sostegno contro Marcello De Vito, candidato vicino a Roberta Lombardi con la quale Sanvitto ha un rapporto pessimo. Alla guida del tavolo di urbanistica del M5S Roma, è uno degli esperti che producevano il materiale utilizzato da Frongia, quando da semplice consigliere di opposizione si scagliava contro il progetto dello stadio.

«Noi non siamo contro lo stadio in sé ma contro questo piano pieno di illeciti che il M5S prima denunciava». Assieme ai tecnici del tavolo M5S, Sanvitto ha confezionato una delibera di annullamento di quella precedente firmata Marino che, «spedita a Berdini e alla presidente della commissione urbanistica Donatella Iorio, non è mai stata presa in considerazione». Berdini ora non c' è più e per evitare di aspettare un mese come avvenuto per il successore dell' assessore al Bilancio Marcello Minenna, fonti del Campidoglio fanno sapere che lunedì o martedì si sapranno i nomi. Al plurale: perché l' idea è di scorporare l' Urbanistica dai Lavori pubblici, nonostante le difficoltà nel trovare il sostituto di Berdini si stiano rivelando tante.

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