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venerdì 17 luglio 2020

SCEMPIO AL CIMITERO DI PRIMA PORTA, A ROMA, DOVE I DIPENDENTI AMA SMEMBRAVANO I CORPI MUMMIFICATI DESTINATI ALL’OSSARIO COME "ALTERNATIVA" ALLA CREMAZIONE: I LAVORATORI PROPONEVANO ALLE FAMIGLIE IGNARE UNA “SOLUZIONE MENO CARA” NEI CASI IN CUI IL CORPO DEL PROPRIO PARENTE, DOPO 30 ANNI E SCADUTO IL TEMPO DI PERMANENZA DELLA BARA NEL LOCULO, SI MANTENESSE IN OTTIMO STATO


A QUEL PUNTO LORO...

IL VIDEO CHOC

Giuseppe Scarpa per "Il Messaggero"

 

TRUFFA CIMITERO PRIMA PORTATRUFFA CIMITERO PRIMA PORTA

Le immagini immortalano lo scempio. Le telecamere nascoste tra i vasi di fiori dei loculi registrano la scena: Alcuni dipendenti dell'Ama si accaniscono sui cadaveri nel cimitero di Prima Porta. La salma viene brutalmente sezionata. Tagliata con un coltellaccio, i resti buttati nell'ossario comune. Tutto alla luce del sole.

 

È accaduto questo al cimitero Flaminio tra gennaio e febbraio scorso. Le videocamere piazzate dai carabinieri del nucleo radiomobile acquisiscono preziose prove. I lavoratori della municipalizzata, con le tute arancioni e la scritta Ama, si dispongono intorno alla salma, la sollevano, un altro la tiene e un collega infierisce con il coltello.

CIMITERO DI PRIMA PORTACIMITERO DI PRIMA PORTA

 

LE IMMAGINI

Il video drammatico, ma indispensabile per gli inquirenti per incardinare l'accusa, da stamattina è sul sito del Messaggero. I cadaveri sono brutalmente offesi per un solo obiettivo: arrotondare lo stipendio. Il tutto realizzato ingannando i familiari dei defunti, all'oscuro di ciò che accade.

 

La procura di Roma adesso si prepara a chiedere il rinvio a giudizio, il pm è Pietro Pollidori, e accusa 15 persone tra dipendenti dell'Ama e impresari funebri, a vario titolo, per truffa, corruzione, induzione alla corruzione e vilipendio di cadavere.

 

CIMITERO DI PRIMA PORTACIMITERO DI PRIMA PORTA

IL CASO

Dopo 30 anni all'interno del loculo, scade il tempo per la permanenza della bara. Perciò si dispone l'estumulazione e il trasferimento dei resti, quasi sempre, nell'ossario comune. Tuttavia in molte aree del cimitero il corpo si conserva in ottimo stato. Una notizia pessima per i parenti del defunto: i familiari devono mettere mano al portafoglio e pagare la cremazione.

 

È di fronte ad una spesa imprevista che, per i pm, viene presentata una ragionevole e meno dispendiosa soluzione: le faccio spendere di meno. Si tratta di una proposta presentata da alcuni dipendenti dell'agenzia funebre che poi dividono la busta dei soldi con i complici che vestono la divisa dell'Ama. Accade poi il rituale macabro. I parenti non sanno quello che succede.

CIMITERO DI PRIMA PORTACIMITERO DI PRIMA PORTA

 

Non immaginano che ciò che rimane del loro caro verrà poi tagliato da macellai improvvisati: i dipendenti della municipalizzata afferrano i coltelli ed iniziano a sezionare la salma mummificata. Nel giro di una mezz' ora riducono il corpo in pezzi. Alla fine, ciò che resta lo prendono e lo collocano nell'ossario comune.

 

CIMITERO PRIMA PORTACIMITERO PRIMA PORTA

SECONDA INCHIESTA

Anche se i casi scoperti dal radiomobile dei carabinieri sono sei, in procura sono certi che questa operazione macabra sia andata avanti per molto tempo. A questo punto c'è da chiedersi, cosa accade a Prima Porta? C'è infatti un'altra inchiesta del sostituto procuratore Silvia Sereni che riguarda la truffa sulle cremazioni.

 

CIMITERO PRIMA PORTACIMITERO PRIMA PORTA

Ovvero i vasi di terra consegnati ai parenti del defunto al posto dell'urna cineraria: la bara viene seppellita, all'insaputa della famiglia, nell'area comune. In questo caso, alcune agenzie funebri, incassano i soldi della cremazione, subito dopo il funerale, salvo poi non eseguirla.

 

CIMITERO PRIMA PORTACIMITERO PRIMA PORTA


In questo nuovo filone, sempre i carabinieri del nucleo radiomobile, hanno individuato 10 bare seppellite. Ma è solo l'inizio. La procura ritiene, infatti, che i casi possano essere molti di più. Fonte: qui

martedì 10 dicembre 2019

ECCO PERCHE’ ROMA AFFONDA NELL'IMMONDIZIA

I NETTURBINI "INABILI" DI ROMA: UNO SU 3 NON SALE SUI CAMION 
IL BATTAGLIONE DI ‘OPERATORI ECOLOGICI’ CHE HA IN TASCA UN CERTIFICATO MEDICO CON CUI EVITA DI PORTARE VIA L’IMMONDIZIA DALLE STRADE. CIOE' DI FARE QUELLO PER CUI SAREBBERO STIPENDIATI CON I FONDI DELLA TARI, CHE PER I ROMANI È UNA DELLE PIÙ ALTE D'ITALIA 
L’INCHIESTA DELLE IENE SUI FANCAZZISTI DI ‘AMA’



Lorenzo De Cicco per “il Messaggero”

Netturbini «inidonei» a fare i netturbini. Domanda: quindi come passano il turno pagato dall'Ama? «Non saprei, certo è che le cose ora dovranno cambiare», risponde il nuovo amministratore unico della municipalizzata di Roma, Stefano Zaghis, alle prese con l'emergenza rifiuti, l'assenza di impianti dove portare la spazzatura raccolta in giro per la città, un piano industriale da scrivere in tempi record e, tra i mille intralci, c'è pure questo paradosso: il battaglione di «operatori ecologici» che ha in tasca un certificato medico, temporaneo o permanente, con cui evita di fare quanto previsto dal contratto.

L'assenteismo e le licenze facili sono una vecchia piaga della partecipata ambientale dell'Urbe, ma le cifre annotate in un rapporto appena consegnato al nuovo numero uno impressionano: un netturbino su 3 è inabile all'incarico.

monnezzaMONNEZZA
«Tra gli oltre 4.300 operatori ecologici di Ama, circa 1.500 risultano essere idonei parziali (in modo permanente o temporaneo) o inidonei (permanenti o temporanei) alla specifica mansione assegnata», si legge nel report. Insomma, non possono salire sui camion e portare via l'immondizia dalle strade. Quello per cui sarebbero stipendiati con i fondi della Tari, che per i romani è una delle più care d'Italia.

«SITUAZIONE MARZIANA»
Le motivazioni degli impedimenti sono varie: c'è chi è «allergico» allo smog, quindi proprio non può passare il turno al volante dei compattatori nel traffico di Roma; c'è chi invece non può sostenere «carichi pesanti», come svuotare i cassonetti che, dal centro alla periferia, tracimano di pattume da mesi. C'è anche chi soffre di fastidi temporanei e quindi, sempre col certificato firmato dal dottore, non può essere inserito nei turni. Naturalmente, tra i 1.500 inabili, c'è sicuramente chi avrà pienamente diritto alle esenzioni. Ma davanti a una percentuale così massiccia (34,9% dei netturbini), qualche dubbio viene.
dipendenti ama - le ieneDIPENDENTI AMA - LE IENE

Gli stessi sindacati, solitamente bellicosi, riconoscono che la situazione è grottesca. Soprattutto, è un lusso impensabile per una città invasa dall'immondizia. «Sembra di stare su Marte, lo so», conviene Alessandro Bonfigli, leader della Uil Trasporti: «Bisogna ammetterlo: queste persone vanno messe nelle condizioni di fare qualcosa, tutti devono essere utili alla causa, specialmente in un frangente così difficile». Stessa domanda di prima: oggi i netturbini inabili cosa fanno? «Poco o nulla», risponde anche il sindacalista.

roma monnezzaROMA MONNEZZA
Al nuovo au, Zaghis, nominato a inizio ottobre, va dato il merito di avere preso di petto la questione. Perché per tirare fuori Roma dall'emergenza rifiuti servono sì gli impianti - lui stesso propone alla sindaca Raggi una discarica e un termovalorizzatore, parola tabù, però, per un pezzo del M5S - ma tocca anche rendere efficiente un colosso pubblico che non brilla per rigore, anzi. Basta pensare che il tasso di assenteismo, ferie escluse, sfiora da anni il 15%. L'ultima rilevazione interna, che prende in esame il trimestre luglio-settembre, dice che il 14,7% dei dipendenti Ama non si presenta al lavoro, tra malattie (6,1%), permessi 104 e congedi di ogni risma.
dipendenti ama - le ieneDIPENDENTI AMA - LE IENE

Zaghis ha già dato mandato al nuovo direttore del Personale, Marcello Bronzetti, di riconvertire più netturbini «inidonei» possibile. In 200 saranno spediti a fare gli «spazzini di quartiere», a stretto giro di posta. Poi toccherà agli altri essere spostati in ruoli più operativi. «Abbiamo anche chiesto di intensificare le visite mediche - conclude Zaghis - e con l'assunzione di 350 dipendenti, abbasseremo l'età media del personale sul territorio, che oggi si attesta a circa 50 anni». Fonte: qui

martedì 22 ottobre 2019

ROMA, AMA: “VENERDÌ TENETEVI A CASA L’IMMONDIZIA”

TANTO PER CAMBIARE, A ROMA CI SARÀ UN NUOVO SCIOPERO GENERALE, GUARDA CASO SEMPRE DI VENERDÌ 

IL DELIRANTE “APPELLO AL SENSO CIVICO” DI AMA, CHE INVITA I CITTADINI A NON BUTTARE I RIFIUTI PER NON SOVRACCARICARE I CASSONETTI STRADALI: “RIPRENDETE IL CONFERIMENTO DALLA GIORNATA DI SABATO”


cassonetti ricolmi di rifiuti a roma 19CASSONETTI RICOLMI DI RIFIUTI A ROMA 
"Mi scuso a nome di tutti i sindacati con i cittadini per i disagi che ci saranno il 25, non ci divertiamo a bloccare la città". Così i sindacati hanno presentato lo sciopero generale di venerdì 25 ottobre per la difesa delle partecipate.

"E' il primo sciopero generale di Roma, non c'era mai stato - ha detto il segretario della Uil Lazio Alberto Civita - perché quello che facemmo con Marino era uno sciopero dei dipendenti pubblici. E' uno sciopero politico da quando ci hanno mandato la polizia a forzare il cordone di lavoratori al presidio di Roma Metropolitane".
roma sciopero atac 9ROMA SCIOPERO ATAC 

Lo sciopero generale del 25 ottobre
"Non è uno sciopero a cuor leggero - ha aggiunto Natale Di Cola della Cgil - Questa volta anche i consumatori stanno sostenendo questa protesta. E' uno sciopero per Roma, dove i cittadini hanno servizi scadenti e i lavoratori lavorano in condizioni umilianti, basta con il degrado di questa città".
personale ama al lavoro 4PERSONALE AMA AL LAVORO 

A proclamare lo sciopero che riguarderà tutte le società partecipate di Roma, è stata anche la Cisl: "Ce l'abbiamo messa tutta a trovare gli accordi con questa amministrazione, ma poi gli accordi sono diventati carta straccia. Noi vogliamo difendere le partecipate e il loro carattere pubblico", così Gianpaolo Pavon. E venerdì dalle 10 si danno appuntamento per protestare in piazza del Campidoglio

cassonetti ricolmi di rifiuti a roma 37CASSONETTI RICOLMI DI RIFIUTI A ROMA roma sciopero atac 8ROMA SCIOPERO ATAC 
"Siamo stufi di vivere nel degrado con servizi scadenti e dipendenti che lavorano in condizioni umilianti, con violenze su operatori Atac e Ama. Un clima così ostile nei confronti dei lavoratori non c'era mai stato", ha aggiunto Di Cola. "Dopo due anni e mezzo che sottoscriviamo accordi con questa amministrazione, ci troviamo di fronte alla liquidazione della società Roma Metropolitane e la mia domanda è questa: 'Se non si onora la firma di accordi come ci possono chiedere di fidarci ancora?'", ha affermato Civica. Il quale ha spiegato che tale mobilitazione è diventata in parte anche "politica" dopo che il primo di ottobre "hanno chiesto l'intervento della forza pubblica al presidio di Roma Metropolitane".
cassonetti ricolmi di rifiuti a roma 1CASSONETTI RICOLMI DI RIFIUTI A ROMA personale ama al lavoro 3PERSONALE AMA AL LAVORO 

I tre sindacalisti hanno preso la parola durante una conferenza stampa organizzata dal centrosinistra in Campidoglio in cui anche i rappresentanti politici di Pd, Sinistra x Roma, deMa e lista civica Roma Torna Roma hanno annunciato l'adesione allo sciopero.

roma sciopero atac 3ROMA SCIOPERO ATAC 
L'appello di Ama: "Venerdì non gettate rifiuti"
"Nel giorno dello sciopero tenetevi a casa l'immondizia". Ama, la municipalizzata dei rifiuti di Roma "fa appello al senso civico e alla collaborazione di tutti i romani affinché nella giornata di venerdì 25 ottobre si eviti il conferimento delle varie frazioni di rifiuto per non sovraccaricare le postazioni di cassonetti stradali". Evidentemente l'azienda si aspetta una massiccia adesione dei suoi dipendenti. A divulgare l'appello è la stessa azienda che in una nota invita i cittadini "a riprendere il conferimento dei rifiuti dalla giornata di sabato".

Fonte: qui

giovedì 17 ottobre 2019

I NETTURBINI VENGONO SPEDITI A FARE MULTE INVECE CHE A RACCOGLIERE RIFIUTI!


L’IDEONA DELL' AMA VERSIONE 5 STELLE: INVIARE GLI SPAZZINI A DARE LA CACCIA A CHI LASCIA I SACCHETTI FUORI DAI BIDONI 

L’ORDINE DI SERVIZIO: CHI NON FARÀ CONTROLLI SARÀ MULTATO

Lorenzo De Cicco per “il Messaggero”

personale ama al lavoro 3PERSONALE AMA AL LAVORO
Multate o sarete multati. Mentre i cassonetti continuano a sputare immondizia su strade e marciapiedi dell'Urbe perché i camion dei netturbini non passano, l'Ama, la municipalizzata dei rifiuti, ha deciso di spedire 300 dipendenti a fare sanzioni. Non si tratta degli ispettori in forza alla società del Campidoglio, quelli che da contratto devono far questo, controllare e punire, ma di capi-squadra di netturbini e spazzini, impiegati, perfino qualche dirigente. Insomma, gente assunta per altri incarichi - per esempio gestire la raccolta della spazzatura... - e che come extra, d'ora in poi, darà la caccia a chi lascia i sacchetti fuori dai bidoni, anche se spesso sono stracolmi e non ci sono alternative. L'ordine di servizio sfornato poche settimane fa dall'azienda comunale mette in chiaro che chi non staccherà le multe, sarà a sua volta multato: «Il mancato esercizio dell'attività di controllo/repressione - si legge nella circolare - sarà considerato infrazione disciplinare e come tale sanzionato».
virginia raggiVIRGINIA RAGGI

La misura sembra andare contro le indicazioni arrivate nelle ultime settimane dal Campidoglio. Dopo il caso delle multe beffa a pensionati e casalinghe, colpevoli in tanti casi di avere lasciato soltanto una busta accanto ai contenitori traboccanti di pattume, la giunta di Virginia Raggi aveva schiacciato sul freno, chiedendo ai vigili e agli accertatori dell'Ama di verificare che i cassonetti siano effettivamente «disponibili e fruibili» prima di procedere con le sanzioni. Perché cosa sacrosanta è punire gli incivili che sporcano e oltraggiano Roma - la propaganda social di Raggi li chiama #zozzoni(QUELLI DELL'AMA CHE NON RACCOLGONO I RIFIUTI!) - ma fino a quando la crisi non sarà rientrata, con tanti bidoni di fatto inservibili, rischia di essere colpito dalle multe anche chi non può fare altro che lasciare i sacchetti a terra.
personale ama al lavoro 2PERSONALE AMA AL LAVOROgaffe sui rifiuti di virginia raggi 8GAFFE SUI RIFIUTI DI VIRGINIA RAGGI




STOP MISURE D'EMERGENZA
L'Ama però sembra tirare dritto. E ha deciso di «potenziare le attività di controllo e repressione dei comportamenti costituenti violazione ai divieti previsti dal Regolamento comunale sul corretto conferimento dei rifiuti», come si legge nell'ordine di servizio. Va detto che la decisione risale a prima che l'ultimo Cda si dimettesse, a inizio ottobre - è il settimo cambio ai vertici di Ama in 3 anni di giunta grillina - quindi tocca capire cosa pensa dell'iniziativa il nuovo amministratore unico, il manager Stefano Zaghis.

personale ama al lavoro 4PERSONALE AMA AL LAVORO 
Si vedrà. Per il momento sono già stati consegnati i blocchetti dei verbali a 300 dipendenti che, come detto, di norma dovrebbero svolgere altre mansioni, ma che hanno in tasca da tempo l'abilitazione per far multe. E l'ordine è chiaro: o sanzionate o sarete sanzionati. Un passaggio, tutto evidenziato in grassetto, che sembra spingere i dipendenti a fare più contravvenzioni possibile, pur di evitare la contestazione disciplinare. «Finora gli accertatori dell'Ama erano solo 38 - dice Alessandro Bonfigli della Uil - ma ormai 1 su 5 si assenta, quasi tutti per stress: non è facile sanzionare i cittadini, in questa situazione».

cassonetti ricolmi di rifiuti a roma 31CASSONETTI RICOLMI DI RIFIUTI A ROMAvirginia raggi 2VIRGINIA RAGGI
Viene da chiedersi: ma è il caso di accelerare sulle multe con la città ridotta così? Miglioramenti in vista non se ne vedono, anzi. La Capitale, già in sofferenza, si appresta a vivere un periodo ancora più tribolato, dato che ieri è scaduta l'ordinanza della Regione che obbligava tutti gli impianti del Lazio ad accettare gli scarti di Roma. Ora questa rete di sicurezza non c'è più. Anche se il piano con le alternative - come i rifiuti all'estero - non è ancora partito. Il rischio è che le strade diventino ancora più sporche e i cassonetti sempre più pieni.
cassonetti ricolmi di rifiuti a roma 25CASSONETTI RICOLMI DI RIFIUTI A ROMA

Le multe a chi lascia una busta a terra accanto a montagne di sacchetti non raccolti e ai contenitori inutilizzabili, intanto, «continuano ad arrivare», come racconta Olga Mannarino, 67 anni, pensionata de La Storta, la prima a far partire i ricorsi contro il Campidoglio. «Qui nel quartiere le notifiche dei vigili non si sono fermate, nonostante le promesse del Comune. Abbiamo dovuto pagarci un avvocato. Un'altra spesa, dopo la Tari che qui a Roma è tra le più alte d'Italia...».

Fonte: qui

mercoledì 2 ottobre 2019

SCONTRI CON LA POLIZIA. E FASSINA FINISCE IN OSPEDALE

TENSIONE AL SIT IN DEI LAVORATORI DI ‘ROMA METROPOLITANE’ 
IL VIMINALE CHIEDE VERIFICHE, L’IRRITAZIONE DEL SINDACATO DI POLIZIA: “LAMORGESE HA DUBBI SUL NOSTRO LAVORO?” 
MENTANA: "INCONCEPIBILE E INTOLLERABILE. SE FOSSE SUCCESSO POCHI MESI FA AVREMMO PARLATO DI REPRESSIONE NEO-SCELBIANA" 
IL DEPUTATO DI LEU E’ STATO DIMESSO DALL’OSPEDALE…

fassinaFASSINA
Stefano Fassina è stato dimesso dall'ospedale San Giovanni di Roma: diagnosticato trauma toracico senza fratture o incrinature. Il deputato di Liberi e Uguali (Leu) era rimasto ferito nel corso di una manifestazione all'esterno della sede di Roma Metropolitane. La vicenda Il ferimento del deputato è avvenuto a seguito di uno scontro davanti alla sede di Roma Metropolitane.

Gli animi si sono surriscaldati quando un collaboratore dell'assessore capitolino alle Partecipate, Gianni Lemmetti, ha tentato di entrare nel palazzo che ospita la società. La polizia ha cercato di aprire un varco tra una cinquantina di lavoratori, a rischio licenziamento, in presidio all'ingresso dell'edificio. Alcuni manifestanti, sindacalisti e consiglieri comunali del Pd e di Sinistra italiana sono stati travolti e schiacciati.

fassinaFASSINA
Tra questi Fassina. Il comunicato di Articolo Uno "L'episodio avvenuto al presidio di Roma Metropolitane è gravissimo. Eravamo insieme al sindacato e ai lavoratori di Roma Metropolitane quando un collaboratore dell'assessore capitolino alle Partecipate, Lemmetti, ha tentato di entrare nel palazzo che ospita la società, il cui ingresso era presidiato da una cinquantina di lavoratori a rischio licenziamento. L'uomo si è fatto scortare da alcuni agenti di polizia che hanno forzato il blocco. A farne le spese sono stati i lavoratori che difendevano il proprio posto di lavoro e Fassina ricoverato al San Giovanni. Incredibile che siano cariati dalla polizia lavoratori che difendono il loro posto di lavoro, sindacati e partiti politici che pacificamente, manifestano per i propri diritti e per tutelare i cittadini romani e i loro servizi. Articolo Uno ha chiesto al nuovo ministro dell'Interno Lamorgese, appena insediato, di verificare quanto accaduto e stabilire eventuali responsabilità, al fine di intervenire prontamente, ai massimi livelli, su un fatto di gravità inaudita", si legge nella nota diffusa da Articolo 1 - Movimento Democratico e Progressista. L'episodio ha sollevato immediatamente un coro di polemiche e la richiesta di chiarimenti su quanto accaduto da parte di esponenti politici. A partire dal segretario del Pd, Nicola Zingaretti, che scrive "Quanto è avvenuto davanti alla sede di Roma Metropolitane è molto grave.
fassinaFASSINA

Si faccia immediata chiarezza, siamo vicini a lavoratori, sindacalisti, consiglieri e deputati", al deputato Pd Matteo Orfini, al sottosegretario all'Istruzione Peppe De Cristofaro, Laura Boldrini, oltre che agli esponenti di Sinistra Italiana e LeU, Nicola Fratoianni, Federico Fornaro, Luca Pastorino, Francesco Laforgia, Loredana de Petris.  La reazione del ministro dell'Interno Il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese - attraverso una nota del Viminale - ha dato indicazione al capo della Polizia Franco Gabrielli di accertare quanto accaduto davanti alla sede di Roma Metropolitane, al fine di verificare se l'intervento delle forze di polizia presenti sia stato svolto in maniera corretta e senza violazioni di legge. 

conte lamorgeseCONTE LAMORGESE
Irritato il sindacato di Polizia, che attacca il ministro "Se Luciana Lamorgese ha il dubbio che le Forze di Polizia sappiano intervenire in maniera corretta e non in violazione di leggi allora ha sbagliato mestiere. O forse le è sembrato davvero opportuno offendere così clamorosamente la dignità professionale dei poliziotti proclamando pubblicamente la propria pretesa nei confronti del Capo della Polizia di verificare se i suoi dipendenti hanno saputo fare il proprio lavoro? Se le parole attribuite dai media al ministro dell’Interno fossero dettagliatamente vere allora, forse, dovrebbe davvero farsi venire un dubbio, e cioè se si trova a capo del ministero giusto, e se i suoi tanti anni di esperienza siano davvero serviti a comprendere con chi ha a che fare quando si tratta di donne e uomini in divisa [...]". Afferma Valter Mazzetti, segretario generale dell'Fsp Polizia di Stato.

Fonte: qui

“A ROMA LA SITUAZIONE E’ ESPLOSIVA” 
IL MINISTRO DELL’AMBIENTE, SERGIO COSTA, E’ COSTRETTO AD AMMETTERE CHE IL CAOS AMA E LO SMALTIMENTO RIFIUTI NELLA CAPITALE SONO AL PUNTO DI ROTTURA: “STIAMO ANDANDO VERSO L’EMERGENZA” 
DI MAIO HA MOLLATO LA RAGGI AL SUO DESTINO E LA SINDACA SE LA PRENDE CON I GRILLINI CHE L’HANNO “LASCIATA SOLA”…
Simone Canettieri per “il Messaggero”

VIRGINIA RAGGI REGINA DELLA MONNEZZAVIRGINIA RAGGI REGINA DELLA MONNEZZA
Il primo a tirarsi fuori dal caos romano sui rifiuti è Luigi Di Maio. Il leader del M5S ancora una volta si tiene alla larga dal Campidoglio, forte del fatto che con il nuovo governo anche l'atteggiamento dei vertici Pd è più benevolo nei confronti di Raggi. Il ministro Sergio Costa, invece, ufficialmente è in silenzio. Ma non ha gradito le esternazioni della sindaca che sui rifiuti si è lamentata di «essere stata lasciata sola». Il titolare dell'Ambiente osserva la situazione della Capitale «sempre più problematica». Con i colleghi di governo che gli chiedono lumi ammette che «la situazione è esplosiva». Di più: al ministero dell'Ambiente c'è chi dice chiaro e tondo: «Stiamo andando verso l'emergenza».

IL DOSSIER
I problemi si sommano in maniera vorticosa: gli impianti, la raccolta dei rifiuti, i bilanci che continuano a non essere approvati, l'ennesimo consiglio di amministrazione di Ama saltato come un tappo di lambrusco. Torna ad aleggiare la parolina magica: commissario. Ma rimane in sospeso. Costa vuole scongiurare il più possibile questa ipotesi. Potrebbe essere l'extrema ratio se scoppiasse un'emergenza sanitaria a causa dell'immondizia per strada. Una scelta forte e d'impatto che avrebbe ricadute internazionali sull'immagine di Roma e dell'Italia.
sergio costaSERGIO COSTA

GLI OSSERVATORI
Ecco perché anche Palazzo Chigi al momento preferisce non accendere un faro sulla questione. Altro osservatore silente ma non dormiente: la prefettura. Gerarda Pantalone potrebbe intervenire solo se saltasse Ama, l'azienda municipalizzata del Comune. Ma anche se, il comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica che presiede, dovesse rilevare appunto un rischio per la saluta dei romani.

raggi di maioRAGGI DI MAIO

La situazione è comunque complicata. La prima a essere «consapevole» e «preoccupata» è Virginia Raggi. La sindaca ieri l'altro, consapevole delle dimissioni del cda di Ama, ha chiesto a Costa una riunione urgente. O meglio: la convocazione della cabina di regia. Fino a ieri sera dal ministero non erano arrivate risposte. Il vertice però potrebbe slittare alla prossima settimana: il responsabile dell'Ambiente giovedì sarà in missione in Lussemburgo, poi domenica è atteso a Napoli per un'iniziativa pubblica.

La crisi scoppiata ieri è stata anche il battesimo di Max Bugani nelle vesti di capo staff di Raggi. Il numero di Rousseau si è messo al lavoro per tenere in piedi i contatti con Costa. Ha fatto, in poche parole, da pontiere, in virtù dei rapporti maturati con «Sergio» nel passato governo gialloverde.
VIRGINIA RAGGI E MAX BUGANIVIRGINIA RAGGI E MAX BUGANI

Al centro della war room anche ieri due figure chiavi: il direttore generale Franco Giampaoletti e, soprattutto, Gianni Lemmetti, responsabile del Bilancio e da molti indicato come l'assessore ombra ai rifiuti (visto che non ce n'è uno alla luce del sole, in quanto la delega è ancora nelle mani di Raggi dalle dimissioni di Pinuccia Montanari dello scorso 8 febbraio).

È lui in questa fase a dettare la linea economica su Ama. E proprio dal summit in serata arriva la notizia della nomina di Stefano Zaghis ai vertici dell'azienda. «Da giorni - raccontano in Campidoglio - stava già studiando i bilanci: ora è operativo». Segno che le dimissioni erano più che nell'aria. Una toppa è stata messa, adesso mancano soluzioni strutturali. Che è poi il ragionamento di fondo che filtra dal ministero dell'Ambiente sul caos rifiuti nella Capitale: finora il Comune è andato avanti con soluzioni-tampone. Un approccio che rischia di gettare di nuovo Roma nell'emergenza già prima delle cicliche criticità delle feste di Natale. Ma la parola commissario per Raggi resta un tabù, a meno che non si occupi solo di impianti, ipotesi che in Comune iniziano ad accarezzare, dopo averla richiesta 15 mesi fa.
Fonte: qui

mercoledì 7 agosto 2019

PAURA A SPINACETO DOVE UN PAPÀ CON IL BIMBO IN PASSEGGINO SONO STATI AGGREDITI DAI CINGHIALI

NELLA ZONA GLI ANIMALI SI MUOVONO IN BRANCHI DI SETTE-OTTO ESEMPLARI E SI AVVICINANO INDISTURBATI ALLE ABITAZIONI, A CAUSA DELL’IMMONDIZIA ACCUMULATA 
LO SFOGO DEI RESIDENTI: “È CAPITATO CHE GLI ADOLESCENTI SI DOVESSERO DIFENDERE ARRAMPICANDOSI SUGLI ALBERI. NESSUNO ESCE PIÙ DA SOLO…”
Stefania Piras per www.ilmessaggero.it

Incubo cinghiali. Ormai da maggio abitano in pianta stabile in città, anche loro, insieme a famiglie e bambini. E seminando il terrore, ovviamente. Come è successo sabato nel tardo pomeriggio quando un papà, Ernesto Calì, mentre passeggiava con il bimbo di venti mesi dentro al carrozzino sotto casa, in viale dei Caduti nella guerra di liberazione, a Spinaceto. Ernesto ha vissuto momenti di panico.

CINGHIALI A SPINACETOCINGHIALI A SPINACETO
Lui come tanti altri genitori da Monte Mario a Spinaceto e Casal Brunori, dove i cinghiali si muovono in branchi di sette otto esemplari e nei mesi scorsi hanno già attaccato sette cani che hanno riportato ferite profonde. I mancati sfalci e l'immondizia non raccolta sono le principali cause dell'arrivo dei cinghiali. I residenti sono esasperati, vivono barricati nel condominio e raccontano scene poco urbane e molto al limite: «È capitato che gli adolescenti si difendano arrampicandosi sugli alberi, ma vi rendete conto? Nessuno esce più da solo, abbiamo una chat condominiale: se li avvistiamo ci avvertiamo ma è diventata una situazione insostenibile», racconta Veronique Burrascano, una residente di Spinaceto in via Stame.
CINGHIALI A SPINACETOCINGHIALI A SPINACETO

LA RICOSTRUZIONE
Ma ricostruiamo quello che è successo sabato a Ernesto e al suo neonato. Stavano facendo una passeggiata per prendere un po' d'aria. Due passi normalissimi spingendo il carrozzino con la sua bimba di venti mesi dentro. Un gesto ordinario e semplice che si è trasformato in un incubo per Ernesto Calì, residente a Spinaceto dal 2014, gli ultimi due passati a convivere gomito a gomito con i cinghiali.

CINGHIALI A SPINACETOCINGHIALI A SPINACETO
Ernesto stava percorrendo la strada che dalla chiesa di san Giovanni Evangelista va verso casa sua. È arrivato davanti al commissariato di polizia di Spinaceto. A un certo punto, da lontano, vede un gruppo di persone che si sbraccia verso di lui e gli lancia dei segnali aprendo e chiudendo gli arti vistosamente e indicando di raggiungere l'altro lato della strada. Non sono dei saluti, pensa subito, visto che i movimenti sono piuttosto convulsi.

È un allarme, infatti. Si gira, guarda dietro di se e poi attorno ma non vede nulla. Solo poco dopo nota due cinghiali di grossa taglia attorniati da cinque cuccioli che lo ha puntato e velocizza il trotto per andargli minacciosamente incontro: «Ero pietrificato, stavano per caricare me con tutto il passeggino».
CINGHIALI A SPINACETOCINGHIALI A SPINACETO

Infatti non sa come comportarsi, continua a camminare lentamente, attraversa la strada, ha paura. In quel momento passa un Suv bianco. Dentro l'automobilista che osserva la scena si mette a suonare il clacson come un matto. È la stessa tecnica che usano i residenti in presenza dei cinghiali: quando escono a portare fuori il cane si portano sempre appresso o i coperchi delle pentole per spaventarli o delle trombette tipo quelle di carnevale. La strategia è spaventarli. Non sempre ci si riesce.

LA TELEFONATA
CINGHIALI A SPINACETOCINGHIALI A SPINACETO
Nel caso di Ernesto quel clacson è stato salvifico: gli animali si sono allontanati. «Io non so davvero cosa sarebbe potuto succedere se non fosse arrivato quell'automobilista, sono sconvolto», racconta. Una volta al sicuro Ernesto ha composto il 112, è stato indirizzato alla polizia municipale che gli ha risposto così: «Non possiamo far nulla se non venire sul posto e indirizzarli verso aree verdi». Poi gli hanno consigliato di scrivere direttamente al sindaco e al prefetto. La polizia locale infatti può intervenire solo su cavalli e pecore che vengono portati al Centro carni per l'abbattimento.

CINGHIALI A SPINACETOCINGHIALI A SPINACETO
Ernesto ha scritto una raccomandata a Virginia Raggi: «Non sto qui a dirle il mio stato d'animo, mi sento un miracolato. Sono stufo di avere paura di uscire di casa per andare a fare la spesa o in chiesa. Basta! Siamo blindati in casa e terrorizzati per colpa dei cinghiali. La prego di intervenire con urgenza», scrive.

I residenti si sono organizzati da soli: hanno comprato le trombette e hanno messo dei vasi davanti all'ingresso dei parchi per bloccare l'accesso agli animali. Ci sarebbe un protocollo per l'intervento siglato tra Regione e Comune ma manca la firma del dirigente comunale. Il pressing degli animalisti contrari agli abbattimenti è molto forte. E intanto a Spinaceto, al Torrino, a Casal Brunori si vive nel terrore di un attacco.

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