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mercoledì 25 marzo 2020
“IL 44% DEI NEGOZI RISCHIA DI NON RIAPRIRE PIÙ”
UNA VOLTA PASSATA L’EMERGENZA SANITARIA, RESTERANNO LE MACERIE DEL TESSUTO PRODUTTIVO
BOCCIA HA CALCOLATO UNA PERDITA DI 100 MILIARDI DI PIL OGNI 30 GIORNI E SECONDO CONFESERCENTI QUASI LA METÀ DEI TITOLARI RISCHIA DI CHIUDERE PER SEMPRE
LA PREVISIONE DI MOODY’S: IL PIL DELL’AREA EURO NEL SECONDO TRIMESTRE DEL 2020 CALERÀ DEL 7,4%
#QUICROLLATUTTO!
MOODY'S: PIL EUROZONA -2,7% NEL 2020 CON TSUNAMI ECONOMICO MONDIALE
(AWE/LaPresse) - Il Pil dell'area euro nel 2020 segnerà una flessione del 2,7%, con un tonfo del 5,7% nel primo trimestre e del 7,4% nel secondo trimestre. Si registrerà una ripresa solo nel quarto trimestre, quando è previsto che il Pil aumenti dell'1,6%. Sono le stime degli analisti di Moody's, contenute nel report 'Covid-19: Global Economic Tsunami'. Le stime della società di rating sull'andamento del Pil globale nel 2020 vedono un calo dello 0,4%, per gli Stati Uniti, una flessione dello 0,5%.
Covid-19 "ha creato uno tsunami economico mondiale. L'economia globale è immersa in una grave recessione", spiegano gli analisti di Moody's. "Il virus - proseguono - ha portato alla chiusura di parti significative delle economie asiatiche e ora europee e statunitensi". Le banche centrali "hanno reagito in modo aggressivo ma stanno esaurendo lo spazio di manovra poiché i tassi di interesse hanno raggiunto il limite inferiore a zero", sottolinea Moody'
LA SERRATA COSTA 100 MILIARDI AL MESE E IL 44% DEI NEGOZI NON RIAPRIRÀ PIÙ
Lodovica Bulian per “il Giornale”
Il decreto Cura Italia è un decreto "Chiudi Italia", avverte il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia. Così «dall' emergenza economica si entra nell' economia di guerra». E si rischia di scrivere l' epitaffio del motore produttivo del Paese: «Il 70 per cento del tessuto produttivo italiano chiuderà».
Con un impatto devastante, calcola Boccia: «Se il Pil è di 1.800 miliardi all' anno vuol dire che produciamo 150 miliardi al mese. Se chiudiamo il 70% delle attività vuol dire che perdiamo 100 miliardi ogni 30 giorni». Numeri enormi in uno scenario da coprifuoco su cui incombe anche la minaccia di sciopero generale dei sindacati che volevano provvedimenti ancora più duri, e che chiedono una stretta ulteriore sulle tipologie di imprese che possono restare aperte.
«Lo sciopero generale onestamente non riesco a capire su cosa - critica il presidente degli industriali - I codici Ateco che il governo ha indicato sono addirittura più restrittivi di quello che ci aveva indicato in quella sede. Ha indicato ai prefetti che se alcuni codici non sono previsti, possano verificare e quindi tenerli chiusi io non ho capito più di questo cosa si dovrebbe fare. In più - fa notare Boccia - avremo una massa rilevante di persone in cig; il punto è se qualcuno abusa, ci saranno i prefetti che controlleranno e gli stessi sindacati che faranno uno sciopero particolare in una singola azienda. Ma uno sciopero generale in questo fase non penso vada fatto anche come messaggio al Paese. Quindi l' appello che faccio è cerchiamo di essere compatti anche nelle nostre diversità».
La domanda che ora ci si fa da nord a sud è quanto si può andare avanti. Quanta riserva hanno le piccole e medie imprese per sopravvivere e per quanto. Se avranno la forza, quando tutto sarà finito. La paura di non rialzarsi corre tra gli imprenditori: secondo un sondaggio condotto da Swg per Confesercenti il 44% dei titolari di attività non esclude la possibilità di non riaprire più, una volta superata l' emergenza.
Un altro 34% ritiene di essere a rischio chiusura se la sospensione dell' attività disposta dal governo dovesse protrarsi ancora a lungo. E il 67% ritiene che i provvedimenti sin qui adottati siano poco o per niente adeguati: «Ci sono migliaia di imprese che rischiano di non riaprire dopo lo stop - conferma Patrizia De Luise, presidente di Confesercenti - Abbiamo bisogno di liquidità, da subito e in modo semplice. Bisogna aprire le maglie del credito con procedure semplificate.
Vanno bloccati gli sfratti e sospesi i pagamenti delle locazioni commerciali, esonerando le imprese anche dai canoni demaniali e di concessione per le occupazioni di suolo pubblico». Anche l' indennizzo da 600 euro previsto per i lavoratori autonomi «non è sufficiente».
Un quadro nero, confermato da una ricerca di Bva Doxa sugli effetti della diffusione del Coronavirus fatta su un campione di 301 aziende italiane: il 76% dichiara di aver subito un impatto negativo fin dalla prima ora, una su cinque teme che i primi effetti si vedranno solo da aprile. Il 49% dichiara che per compensare le perdite ridurrà per prima cosa gli investimenti pubblicitari.
Fonte: qui

OCCHIO PERCHÉ ARRIVANO I PRIMI VERI SEGNI DEL DISASTRO ECONOMICO DA CORONAVIRUS: DA OGGI DOVREBBERO INIZIARE A CHIUDERE I BENZINAI IN TUTTO IL PAESE. LA MINACCIA ARRIVA DA VARIE SIGLE SINDACALI: PAURA PER LE CONDIZIONI DI SALUTE, CROLLO DEGLI INCASSI E PURE RIDUZIONE DEI PREZZI
OVVIAMENTE SI SCATENANO GLI AUTOTRASPORTATORI: SE CHIUDONO I DISTRIBUTORI, COME PORTIAMO LE MERCI ESSENZIALI? IL GOVERNO INTERVERRÀ PER FERMARE LA SERRATA MA DOVRÀ FORNIRE VERE GARANZIE
#QUICROLLATUTTO!
CARBURANTI: DA STAMATTINA CHIUSURA GRADUALE DEGLI IMPIANTI
"Da soli, non siamo più nelle condizioni di assicurare né il necessario livello di sicurezza sanitaria, né la sostenibilità economica del servizio. Di conseguenza gli impianti di rifornimento carburanti semplicemente cominceranno a chiudere: da mercoledì notte quelli della rete autostradale, compresi raccordi e tangenziali; e, via via, tutti gli altri anche lungo la viabilità ordinaria". Lo annunciano i sindacati dei gestori Faib Confesercenti, FegicaCisl, Figisc/Anisa Confcommercio.
"C'è una categoria di persone, oltre 100mila in tutta Italia, che, senza alcuna menzione, ha finora assicurato, senza alcun sostegno né di natura economica, né con attrezzatura sanitaria adeguata, il pubblico servizio essenziale di distribuzione di energia e carburanti per il trasporto di beni e persone", sottolineano le associazioni. "Centomila persone che hanno continuato a fare il loro lavoro (ridotto mediamente dell'85%) a rischio della propria incolumità e mettendo in pericolo la propria salute, presidiando fisicamente il territorio, rimanendo dove sono sempre state e dove ogni cittadino di questo Paese è abituato a trovarle ogni giorno, vale a dire in mezzo alla strada".
"Noi non siamo certo eroi, né angeli custodi. Ma nessuno può pensare di continuare a trattarci da schiavi, né da martiri", proseguono. "Siamo persone con famiglie da proteggere, cittadini tra gli altri che sanno di dover assolvere ad una responsabilità di cui non si vogliono spogliare, ma a cui non può essere scaricato addosso l'intero carico che altri soggetti, con ben altri mezzi, disponibilità economiche e rendite, si ostinano ad ignorare".
"Correremo il rischio dell'impopolarità e dei facili strali lanciati da comode poltrone, ma davvero non abbiamo né voglia, né la forza per spiegare o convincere delle solari ragioni che ci sostengono. Chi volesse approfondire - concludono - può chiedere conto a Governo, concessionari autostradali, compagnie petrolifere e retisti indipendenti: a ciascuno di essi compete fare per intero la propria parte se si vuole assicurare la distribuzione di benzina e gasolio".
CONFTRASPORTO: "IL GOVERNO INTERVENGA PER EVITARE LO SCIOPERO DEI BENZINAI"
“Il minacciato blocco da parte dei benzinai deve essere assolutamente evitato: a rischio il trasporto delle merci essenziali”. A lanciare l’allarme è il vicepresidente di Confcommercio e Conftrasporto Paolo Uggè, che invita il Governo a fornire risposte alle richieste dei gestori degli impianti autostradali e stradali di carburante per evitare che l’autotrasporto sia costretto, suo malgrado, a fermarsi per l’impossibilità di far rifornimento interrompendo l’approvvigionamento delle merci.
“Auspichiamo un immediato intervento del Governo perché, se le sigle dei gestori di carburante dovessero confermare il fermo, annunciato a partire da domani, si avrebbe come effetto il rischio della conseguente sospensione dei servizi essenziali già precari che oggi le imprese dell’autotrasporto stanno garantendo agli ospedali, alle farmacie, alle attività produttive e ai negozi di generi di prima necessità”, conclude il vicepresidente di Conftrasporto-Confcommercio. Fonte: qui

IL PRIMO OBIETTIVO ECONOMICO/SOCIALE? EVITARE LA CARESTIA
MINGARDI: IL COVID19 HA INNESCATO UN FENOMENO DI DEGLOBALIZZAZIONE CHE HA GIÀ UN EFFETTO DISTRUTTIVO
CHIUDERE ATTIVITÀ È FACILE: RIAPRIRLE NON LO È AFFATTO, E QUESTO È ANCORA PIÙ VERO IN UN PAESE DI PICCOLE E MICRO IMPRESE COME È IL NOSTRO.
REALTÀ CON SCARSO CAPITALE, VESSATE DA IMPOSTE, GIÀ PROVATE DA ANNI DI CRESCITA ZERO
Alberto Mingardi per “la Stampa”
Bastano i soldi? Se il governo chiude buona parte delle attività produttive del Paese, vuol dire che pensa di riuscire a riattivarle, non appena possibile.
È forse una convinzione dovuta all' ampia rete di sostegno europeo: dal nuovo Qe all' apertura su un prestito del Mes alla possibilità, mai così concreta, dell' emissione di debito "comunitario".
Sarà sufficiente? Per usare un' espressione di John Cochrane, spegnere e riaccendere un' economia non è come spegnere e accendere una lampadina.
Somiglia di più a spegnere e riavviare un reattore nucleare.
Chiudere attività è facile: riaprirle non lo è affatto, e questo è ancora più vero in un Paese di piccole e micro imprese come è il nostro. Realtà con scarso capitale alle spalle, vessate da imposte e adempimenti, già provate da anni di crescita zero.
Facciamo l' esempio più banale.
Pensate ai bar di cui sono pieni le nostre città e che vivono grazie al consumo di caffè e brioche al banco, la mattina, un' abitudine per milioni di italiani. Potranno sopravvivere a un distanziamento sociale prolungato, forse destinato a protrarsi fino alla scoperta di un vaccino?
Il governo si è posto, per fortuna, il problema di tutelare filiere produttive "essenziali". Ma la divisione del lavoro è ramificata e complessa. Per fare la passata di pomodoro che non deve mancare sugli scaffali del supermercato non serve solo che qualcuno quei pomodori li raccolga: servono macchinari per lavorarli, macchinari che si possono rompere e che magari debbono essere sostituiti.
Perché siano sostituiti, qualcuno deve continuare a produrli e qualcun altro deve continuare a mettere a sua disposizione materiali e componenti. Altri ancora debbono trasportare tutte queste cose. Se si spezza un anello della catena, vanno in fumo relazioni e pratiche consolidate e, almeno per un certo periodo di tempo, il prodotto nei negozi non arriva più. Siamo sicuri che sia facile distinguere l' essenziale da ciò che non lo è?
Nei prossimi mesi, un numero straordinario di persone beneficerà di qualche sostegno, ormai è chiaro. Nessuno di noi però cerca di avere un reddito per il gusto di ricevere il bonifico. Lo stesso vale per gli aiuti. Lo diceva già Adam Smith: persino il mendicante, che dipende dalla carità del suo prossimo, "con il denaro che uno gli dà, acquista da mangiare". La carità è utile solo alla coscienza di chi la fa, se chi la riceve non ha beni da poter acquistare.
Il Covid19 ha innescato un fenomeno di deglobalizzazione che ha già un effetto distruttivo sulle filiere internazionali. La chiusura nazionale lo amplifica.
I generali combattono sempre l' ultima guerra. Così fa chi pensa solo a strumenti per "sostenere la domanda". Ma oggi bisogna guardare al dato dell' offerta. Questo vuol dire aiutare le imprese a stare aperte. L' interlocuzione con le parti sociali dovrebbe mirare a proteggere nel modo migliore i lavoratori, non a guadagnare consenso chiudendo stabilimenti.
La riconversione delle aziende, affinché possano essere utili a produrre mascherine o strumenti per l' emergenza ma soprattutto affinché non interrompano l' attività, deve essere agevolata in ogni modo.
Ai supermercati ora si raccomanda di prendere la temperatura a chi entra, pochi giorni fa il Garante della privacy aveva vietato alle imprese di fare lo stesso: a negozi e aziende va data la più ampia possibilità di sperimentare strategie per proteggersi e dunque rimanere attivi.
Non abbiamo mai visto un' economia fermarsi così, neanche in tempo di guerra.
Combattere la pestilenza non può voler dire generare la carestia. Fonte: qui
Alberto Mingardi per “la Stampa”
Bastano i soldi? Se il governo chiude buona parte delle attività produttive del Paese, vuol dire che pensa di riuscire a riattivarle, non appena possibile.
È forse una convinzione dovuta all' ampia rete di sostegno europeo: dal nuovo Qe all' apertura su un prestito del Mes alla possibilità, mai così concreta, dell' emissione di debito "comunitario".
Sarà sufficiente? Per usare un' espressione di John Cochrane, spegnere e riaccendere un' economia non è come spegnere e accendere una lampadina.
Somiglia di più a spegnere e riavviare un reattore nucleare.
Chiudere attività è facile: riaprirle non lo è affatto, e questo è ancora più vero in un Paese di piccole e micro imprese come è il nostro. Realtà con scarso capitale alle spalle, vessate da imposte e adempimenti, già provate da anni di crescita zero.
Facciamo l' esempio più banale.
Pensate ai bar di cui sono pieni le nostre città e che vivono grazie al consumo di caffè e brioche al banco, la mattina, un' abitudine per milioni di italiani. Potranno sopravvivere a un distanziamento sociale prolungato, forse destinato a protrarsi fino alla scoperta di un vaccino?
Il governo si è posto, per fortuna, il problema di tutelare filiere produttive "essenziali". Ma la divisione del lavoro è ramificata e complessa. Per fare la passata di pomodoro che non deve mancare sugli scaffali del supermercato non serve solo che qualcuno quei pomodori li raccolga: servono macchinari per lavorarli, macchinari che si possono rompere e che magari debbono essere sostituiti.
Perché siano sostituiti, qualcuno deve continuare a produrli e qualcun altro deve continuare a mettere a sua disposizione materiali e componenti. Altri ancora debbono trasportare tutte queste cose. Se si spezza un anello della catena, vanno in fumo relazioni e pratiche consolidate e, almeno per un certo periodo di tempo, il prodotto nei negozi non arriva più. Siamo sicuri che sia facile distinguere l' essenziale da ciò che non lo è?
Nei prossimi mesi, un numero straordinario di persone beneficerà di qualche sostegno, ormai è chiaro. Nessuno di noi però cerca di avere un reddito per il gusto di ricevere il bonifico. Lo stesso vale per gli aiuti. Lo diceva già Adam Smith: persino il mendicante, che dipende dalla carità del suo prossimo, "con il denaro che uno gli dà, acquista da mangiare". La carità è utile solo alla coscienza di chi la fa, se chi la riceve non ha beni da poter acquistare.
Il Covid19 ha innescato un fenomeno di deglobalizzazione che ha già un effetto distruttivo sulle filiere internazionali. La chiusura nazionale lo amplifica.
I generali combattono sempre l' ultima guerra. Così fa chi pensa solo a strumenti per "sostenere la domanda". Ma oggi bisogna guardare al dato dell' offerta. Questo vuol dire aiutare le imprese a stare aperte. L' interlocuzione con le parti sociali dovrebbe mirare a proteggere nel modo migliore i lavoratori, non a guadagnare consenso chiudendo stabilimenti.
La riconversione delle aziende, affinché possano essere utili a produrre mascherine o strumenti per l' emergenza ma soprattutto affinché non interrompano l' attività, deve essere agevolata in ogni modo.
Ai supermercati ora si raccomanda di prendere la temperatura a chi entra, pochi giorni fa il Garante della privacy aveva vietato alle imprese di fare lo stesso: a negozi e aziende va data la più ampia possibilità di sperimentare strategie per proteggersi e dunque rimanere attivi.
Non abbiamo mai visto un' economia fermarsi così, neanche in tempo di guerra.
Combattere la pestilenza non può voler dire generare la carestia. Fonte: qui

CON IL COLLASSO SISTEMICO DELLA NOSTRA SOCIETA' IN POCHI GIORNI ABBIAMO RISOLTO IL PROBLEMA DEL TRAFFICO, DELL’INQUINAMENTO, DELLO SPRECO DI CIBO, DELLA LUDOPATIA E DELL’INVASIONE DEI MIGRANTI
ABBIAMO IMPARATO A FARE LA FILA IN MODO ORDINATO E A LAVARCI LE MANI. ABBIAMO LANCIATO LO SMART WORKING E L’È-LEARNING.
SIAMO DIVENTATI PIÙ SOLIDALI, PASSIAMO PIÙ TEMPO CON FIGLI E PARTNER.
ABBIAMO RIABILITATO GLI SCIENZIATI E SPAZZATO VIA NO-VAX. FURTI, RAPINE E ALTRI DELITTI RIDOTTI ALL’OSSO.
ADESSO CI RESTA SOLO DA RISOLVERE ‘STA MEGA BEGA DEL CORONAVIRUS E SIAMO A CAVALLO… ALTRIMENTI FRA QUALCHE SETTIMANA SARA' IL CAOS GENERALE.
#QUICROLLATUTTO!
Cerchiamo di vederla in modo un po’ diverso:
Ricapitolando.
In pochi giorni abbiamo risolto il problema del traffico, dell’inquinamento, dello spreco di cibo, della ludopatia e dell’invasione dei migranti. Difficilmente staremo in futuro a litigare su quote 100 o di quando poter andare in pensione e ci siamo finalmente sbarazzati del patto di stabilità. Miglioramenti sensibili anche sul fronte dell’evasione fiscale e della tracciabilità dei pagamenti (per giustificare le uscite di casa).
Abbiamo incentivato la digitalizzazione e l’alfabetizzazione informatica, dato forte impulso all’e-commerce, lanciato lo smart working e l’è-learning. Abbiamo finalmente dato al calcio l’importanza che merita, aumentato la lettura dei libri e dei giornali, la visione dei film, riscoperto il piacere della sana cucina casalinga e del giardinaggio, ci siamo rivelati amanti dell’attività fisica e dell’aria aperta.
Siamo diventati più solidali, più socievoli e desiderosi di interagire con il prossimo. Quando suona il campanello il “e adesso chi cazzo è che rompe” è stato sostituito da una scossa adrenalinica. Abbiamo responsabilizzato i cittadini all’osservanza delle norme e a non voltarsi dall’altra parte se vedono qualcuno che fa il furbo, abbiamo imparato a fare la fila in modo ordinato e a lavarci le mani.
Passiamo molto più tempo con i nostri figli e i nostri partner, forse entro un anno avremo pure risolto il problema demografico. Abbiamo riabilitato gli scienziati e le competenze, spazzato via no-vax e complottisti vari, abbiamo disintossicato le trasmissioni di informazione dalle inutili liti da salotto dei politici. Furti, rapine e altri delitti ridotti all’osso, traffico e spaccio di droga che hanno subito un tracollo. Adesso ci resta solo da risolvere sta mega bega del coronavirus e siamo a cavallo(molto in fretta però!). Buona giornata
Fonte: qui
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domenica 15 marzo 2020
Lo stress test pandemico
La pandemia di coronavirus ha colto di sorpresa il mondo e ora esporrà le debolezze economiche sottostanti ovunque si trovino. Ma la crisi ci ricorda anche che viviamo in un mondo profondamente interconnesso. Se la pandemia ha qualche lato positivo, è la possibilità di un necessario ripristino nel dialogo pubblico che focalizza l'attenzione sui più vulnerabili nella società, sulla necessità di una cooperazione globale e sull'importanza della leadership e delle competenze professionali.
Oltre all'impatto diretto sulla salute pubblica, una crisi di questa portata può innescare almeno due tipi diretti di shock economico.
- Il primo è uno shock per la produzione , a causa dell'interruzione della catena di approvvigionamento globale. La sospensione della produzione di prodotti chimici farmaceutici di base in Cina interrompe la produzione di farmaci generici in India, che a sua volta riduce le spedizioni di droga verso gli Stati Uniti.
- Il secondo shock è chiedere : mentre persone e governi prendono provvedimenti per rallentare la diffusione del coronavirus, la spesa in ristoranti, centri commerciali e destinazioni turistiche collassa.
Ma esiste anche il potenziale di scosse di assestamento indiretto, come il recente crollo dei prezzi del petrolio a seguito dell'incapacità della Russia e dell'Arabia Saudita di concordare tagli di produzione coordinati. Man mano che questi e altri shock si propagano, le piccole e medie imprese già stressate potrebbero essere costrette a chiudere, causando licenziamenti, perdita di fiducia dei consumatori e ulteriori riduzioni dei consumi e della domanda aggregata.
Inoltre, il declassamento o il default di entità fortemente indebitate (produttori di energia di scisto negli Stati Uniti; paesi in via di sviluppo dipendenti dalle materie prime) potrebbero portare a maggiori perdite nel sistema finanziario globale. Ciò ridurrebbe la liquidità e il credito e innescherebbe un drastico inasprimento delle condizioni finanziarie che finora sono state così favorevoli alla crescita.
La sfilata di orribili possibilità potrebbe continuare. Il punto più fondamentale da ricordare è che l'economia mondiale non si è mai completamente ripresa dalla crisi finanziaria globale del 2008, né i problemi sottostanti che hanno prodotto quel disastro sono mai stati completamente affrontati. Al contrario, i governi, le imprese e le famiglie di tutto il mondo hanno accumulato più debiti e i politici hanno minato la fiducia nel sistema commerciale e di investimento globale.
Ma anche se il mondo è iniziato con una mano debole, la nostra risposta alla crisi COVID-19 potrebbe essere molto meglio di quanto non sia stata. Il compito immediato è limitare la diffusione del virus attraverso test diffusi, quarantene rigorose e distanza sociale. La maggior parte dei paesi sviluppati dovrebbe essere ben posizionata per attuare tali misure; tuttavia, l'Italia è stata sopraffatta dall'epidemia e la risposta degli Stati Uniti non ha ispirato esattamente la fiducia .
Guardando al futuro, a meno che il coronavirus non sia sradicato a livello globale, potrebbe sempre tornare o addirittura diventare un'interruzione stagionale. Se un trattamento efficace non viene scoperto presto (il remdesivir del farmaco antivirale di Gilead mostra attualmente qualche promessa), tutti i paesi dovranno affrontare una scelta tra il murarsi completamente e spingendo per uno sforzo globale per sradicare il virus . Dato che il primo è impossibile, il secondo sembra la scelta naturale. Ma richiederebbe un grado di leadership e cooperazione globale che è gravemente carente. La presidenza del G20 è attualmente detenuta dall'Arabia Saudita, che è impantanata nelle controversie interne ed esterne; e l'amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ripudiato sin dall'inizio un'azione multilaterale.
Tuttavia, alcuni paesi chiave potrebbero ottenere grandi risultati se si facessero avanti per guidare una risposta globale, anche convincendo più paesi del valore della cooperazione. Ad esempio, i paesi che hanno avuto relativamente successo nella gestione dell'epidemia, come la Cina e la Corea del Sud, potrebbero condividere le migliori pratiche. E poiché i singoli paesi mettono il coronavirus sotto controllo all'interno dei propri confini, possono inviare risorse di riserva a paesi che necessitano di personale medico, respiratori, kit di test, maschere e simili più esperti.
Inoltre, la Cina e gli Stati Uniti potrebbero essere finalmente indotti a invertire i recenti aumenti delle tariffe e rinunciare alle minacce di nuovi (come sulle automobili). Mentre una riduzione temporanea delle tariffe farebbe ben poco per migliorare gli investimenti transfrontalieri, offrirebbe almeno una leggera spinta agli scambi. Inoltre, un accordo potrebbe accrescere la fiducia delle imprese in merito alla ripresa post-pandemia.
All'interno dei paesi, il compito immediato - dopo aver implementato le misure per contenere il virus - è quello di supportare quelli nell'economia informale o dei giganti i cui mezzi di sussistenza saranno interrotti da quarantene e distanza sociale. Coloro che sono più vulnerabili economicamente tendono anche ad essere quelli che non hanno accesso alle cure mediche. Quindi, come minimo, i governi dovrebbero offrire trasferimenti di denaro a queste persone - o a tutti, se le popolazioni vulnerabili sono difficili da identificare - nonché la copertura delle spese mediche legate ai virus. Allo stesso modo, potrebbe essere necessaria una moratoria su alcuni pagamenti fiscali per aiutare le piccole e medie imprese, così come le garanzie sui prestiti parziali e altre misure per mantenere il flusso di credito.
Nei paesi sviluppati, in particolare, la pandemia rivelerà presto quante persone hanno aderito ai ranghi del precariato negli ultimi anni. Questa coorte disorienta i giovani e include molti di coloro che vivono in luoghi "abbandonati". Per definizione, i membri del precariato mancano delle competenze o dell'istruzione necessarie per garantire lavori stabili con benefici, e quindi hanno poco interesse nel "sistema". I trasferimenti in contanti invierebbero un messaggio che il sistema si preoccupa ancora. Ma, naturalmente, sarà necessario fare molto di più per espandere la rete di sicurezza sociale ed estendere nuove opportunità agli emarginati economicamente.
Partiti e leader populisti hanno capitalizzato politicamente la difficile situazione del precariato, ma non sono riusciti a mantenere le promesse, anche laddove detengono effettivamente il potere. Anche qui la pandemia può avere un rivestimento d'argento. I governi che hanno minato le agenzie di preparazione alle catastrofi e i protocolli di allerta precoce stanno ora scoprendo di aver bisogno di professionisti ed esperti. COVID-19 ha svelato rapidamente dilettantismo e incompetenza. Se i professionisti sono autorizzati a svolgere il proprio lavoro, possono ripristinare parte della fiducia persa del pubblico nel vecchio sistema.
Nell'arena politica, un'istituzione professionale più credibile avrà l'opportunità di avanzare politiche sensate che affrontano i problemi che il precariato deve affrontare senza inaugurare una guerra di classe. Ma queste aperture non dureranno per sempre. Se i professionisti non riescono a capitalizzare su di loro, la pandemia non offrirà rivestimenti d'argento - solo più terrore, divisione, caos e miseria.
Autore di Raghuram Rajan tramite Project SyndicateDoug Casey: La "depressione maggiore" sta arrivando
Non hai dubbio di aver visto i titoli di CNN e Bloomberg.
"La pandemia di coronavirus potrebbe innescare una depressione globale.""La Cina Virus scatenerà una nuova grande depressione?"
C'è molta preoccupazione che l'epidemia di coronavirus ci sta spingendo verso un incidente. E dopo la recente immersione del mercato, il panico sta solo crescendo.
I lettori regolari sanno che il fondatore di Casey Research Doug Casey vede la prossima depressione dietro l'angolo. Ma come spiega di seguito, la "coercizione del governo" ha piantato i semi per una recessione molto prima che apparisse il coronavirus.
E Doug prevede che questa "Grande Depressione" supererà i record ...
Solo perché la società sperimenta tumulti non significa che la tua vita personale debba. E una depressione non deve essere deprimente. Gran parte della vera ricchezza del mondo esisterà ancora - cambierà semplicemente proprietà.
Che cos'è una depressione?
Siamo ora alla fine di un'espansione economica molto lunga, ma per molti versi molto debole e artificiale. Allo stesso tempo, abbiamo avuto uno dei mercati tori dei titoli più forti della storia. Entrambi sono il risultato di trilioni di nuovi dollari creati nell'ultimo decennio. In questo momento, pochissime persone sono disposte a considerare la possibilità di tempi difficili - per non parlare della depressione maggiore.
Ma, per quanto possa sembrare perverso, questo è il momento migliore per pensarci. L'economia americana è un castello di carte, costruito su sabbie mobili, con uno tsunami in arrivo . Invito tutti a leggere sull'argomento. Per ora, toccherò solo brevemente la natura delle depressioni. Esistono almeno tre buone definizioni del termine:
- Un periodo di tempo in cui lo standard di vita della maggior parte delle persone cala in modo significativo.
- Un periodo di tempo in cui le distorsioni e le allocazioni errate del capitale vengono liquidate.
- Un periodo di tempo in cui il ciclo economico culmina.
Usando la prima definizione, qualsiasi disastro naturale può causare una depressione. Quindi puoi vivere al di sopra dei tuoi mezzi abbastanza a lungo. Ma il peggior tipo di depressione non ha solo effetti economici, ma cause economiche. È qui che entrano in gioco le definizioni due e tre.
Cosa può causare distorsioni nel modo in cui opera il mercato, inducendo le persone a fare cose che altrimenti considererebbero irragionevoli o antieconomiche? Solo l'azione del governo, cioè la coercizione. Ciò assume la forma di regolamentazione, tasse e inflazione valutaria.
Sempre con nobili pretesti, il governo induce costantemente e direttamente e indirettamente le persone a comprare e vendere cose che altrimenti non farebbero, a fare cose che preferirebbero non fare e ad investire in cose prive di senso.
Queste errate allocazioni del capitale riducono sottilmente lo standard generale di vita di una società, ma i gravi problemi si verificano quando tali errate allocazioni si accumulano in misura insostenibile e la realtà li costringe alla liquidazione. Il risultato sono aziende fallite, debiti insoluti e disoccupati.
Il ciclo economico è causato principalmente dall'inflazione valutaria, che si realizza oggi con la monetizzazione del debito pubblico attraverso il sistema bancario; in sostanza, quando il governo ha un deficit, la Federal Reserve acquista il suo debito e accredita il conto del governo presso una banca commerciale con dollari. L'uso della macchina da stampa per creare nuovi soldi è ampiamente abusato nel mondo elettronico di oggi.
In entrambi i casi, l'inflazione invia falsi segnali agli uomini d'affari (in particolare a coloro che ottengono i soldi in anticipo, mentre filtra attraverso l'economia), rendendoli sovrastimati dalla domanda per i loro prodotti. Ciò li induce ad assumere più lavoratori e fare investimenti di capitale, spesso con denaro preso in prestito. Questo si chiama "stimolare l'economia".
Gonfiare la valuta può effettivamente abbassare i tassi di interesse per un po ', perché il prezzo del denaro (interesse) è abbassato dall'aumento dell'offerta di moneta. Questo fa sì che le persone risparmino di meno e prendano in prestito di più, proprio come fanno gli americani da anni. Gran parte di quel denaro appena creato va nel mercato azionario, spingendolo verso l'alto.
Tutto sembra abbastanza buono, fino a quando i prezzi al dettaglio iniziano a salire come conseguenza ritardata dell'aumento dell'offerta di moneta e i tassi di interesse salgono alle stelle per riflettere il deprezzamento della valuta.
Questo è quando le aziende iniziano a fallire. Le azioni cadono. Crollo dei prezzi delle obbligazioni. Un gran numero di lavoratori perde lavoro.
Anziché lasciare che il mercato si adegui da solo, il governo in genere avvia nuovamente il processo con un nuovo e più ampio "pacchetto di stimolo". Più spesso ciò accade, più radicate diventano le distorsioni nel modo in cui le persone consumano e investono e più cattiva è l'eventuale depressione.
Questo è il motivo per cui prevedo che la depressione maggiore sarà ... beh ... maggiore. Questo sarà uno dei libri dei record. Molto diverso, molto più duraturo e molto peggio dei danni registrati nel periodo 1929-1946.
Fonte: qui
* * *
Come ha detto Doug, la Grande Depressione è all'orizzonte. Gli investitori intelligenti dovrebbero iniziare a prepararsi ora ... e l'oro offre uno dei modi migliori per proteggere il tuo portafoglio. Ecco perché devi guardare questo breve video , in cui Doug spiega esattamente cosa sta succedendo nel mercato dell'oro in questo momento. E una nuova regola scioccante - la prima del suo genere in 45 anni - che sta riportando l'oro nei titoli internazionali. Sta già scatenando una frenesia d'acquisto ... un "panico d'oro" diverso da qualsiasi cosa abbiamo visto dai primi anni '70. Vai qui per la storia completa ... compresi i dettagli sui cinque titoli d'oro esplosivi che sono il modo migliore per giocare a questo boom.
"Il danno non è teorico": è profondo, globale e pervasivo
Abbiamo appena assistito a un crollo globale dei prezzi delle attività che non avevamo mai visto prima. Nemmeno nel 2008 o nel 2000. Tutti questi precedenti inizi dei mercati al ribasso sono avvenuti nel tempo, inizialmente relativamente lentamente, poi accelerando al ribasso.
Questo crollo qui è venuto da alcune delle valutazioni storicamente più estese che abbiano mai posto le basi per la più grande trappola di tori di sempre. Il coronavirus che nessuno avrebbe potuto prevedere sta punendo brutalmente gli investitori che si sono compiacenti di compiacersi della storia di espansione multipla che è stata venduta da Wall Street. I segnali tecnici che hanno delineato i problemi in anticipo sono stati ignorati mentre il Big Short 2 stava già chiedendo una massiccia esplosione in modo $ VIX prima che qualcuno avesse mai sentito parlare del virus corona.
Peggio ancora, non ci sarà visibilità in futuro poiché nessuno sa come valutare il crollo delle entrate e degli utili in mezzo a interi paesi, chiudendo praticamente tutte le riunioni e le attività pubbliche. La Danimarca ha appena chiuso tutti i suoi confini venerdì, cancellazioni di voli ovunque, il pianeta si sta letteralmente chiudendo in modo senza precedenti.
Il messaggio è chiaro:
La domanda non è se, ma quanto a lungo e in profondità:
"We have to get used to the fact that we are going into a global recession. Hopefully it will be short lived, but I can't see how we will avoid a global recession," says @elerianm.
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Il danno non è teorico, è reale poiché abbiamo appena visto il crollo veloce dei prezzi delle attività nella storia:
Ed è globale, profondo e pervasivo.
Crollo di $ FTSE ai minimi di 8 anni fa:
$ DAX è crollato dai massimi storici ai minimi dal 2016:
Il più ampio US $ NYSE è sceso al di sotto dei minimi elettorali statunitensi del 2016:
Assassinio assoluto nei portafogli degli investitori che si può presumere abbiano colto di sorpresa solo la gravità del crollo del mercato 2020. L'acquisizione della mentalità da tuffo così pervasiva negli ultimi 11 anni è arrivata a una fine improvvisa: la morte per impatto.
Il danno è pervasivo e ha un impatto strutturale. Brama intrappolate in cerca di salvezza e salvezza con la massima sicurezza. E l'unica speranza ora sono letture di ipervenduto tecnicamente massicce, una Fed disperata che cerca di riprendere il controllo e una disperata ricerca di segni che la situazione del coronavirus può essere messa sotto controllo.
Gli sforzi della banca centrale nelle ultime 2 settimane sono stati un miserabile fallimento e i tagli ai tassi di emergenza non sono stati in grado di arginare l'ondata di vendite e liquidazioni del sistema. Fino a venerdì, forse. La Fed ha fatto ricorso a sforzi senza precedenti e alcuni potrebbero dire sforzi pateticamente disperati per arginare l'emorragia annunciando pronti contro termine da $ 500 miliardi, incluso un rimborso da $ 1 trilione di dollari.
Per mettere questi numeri in prospettiva:
Today's Fed liquidity injections: The same size as the annual US military budget.Tomorrow's Fed liquidity injections: The same size as the annual US military budget.Let it sink in.
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Non esiste alcuna precedenza per la situazione che stiamo affrontando ora. Un'epica battaglia dell'umanità che cerca di combattere un nuovo virus per il quale non esiste una cura e ancora nessun segnale chiaro, un crollo dei prezzi delle attività globali alla fine di un ciclo economico invecchiamento e fortemente indebitato e banche centrali con munizioni limitate che cercano disperatamente di riguadagnare e mantenere il controllo.
E questa settimana la Fed è in procinto di dimostrare che può ancora riaffermare il controllo. Già ora ci si aspetta che tagli i tassi per azzerare gli acquisti di asset su larga scala e un rilancio dell'intero QE è forse solo una questione di quando e non se. Dato lo stato attuale dei mercati, forse la Fed non può permettersi di aspettare. Quindi questa settimana prossima è la chiave per i mercati e una Fed la cui credibilità è già alle corde.
È un ambiente molto difficile per investitori e trader in quanto l'azione sta frustando più intensamente di quanto abbiamo mai visto prima.
Ma i tecnici ci aiutano a guidarci nella sfida. Anche il rally da rimbalzo record di venerdì è stato nel quadro tecnico.
Quali sono i rischi di un importante mercato orso ancora da venire e quali sono le opportunità di rally?
Per la nostra analisi, consultare il video di revisione del mercato di questo fine settimana:
Autore di Sven Henrich tramite NorthmanTrader.com
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L'ultima volta che è successo è stato ottobre 1929 ...
Mentre questa settimana ha avuto molti superlativi - come essere il crollo più veloce dal picco al ribasso di sempre, la più rapida decompressione dello spread creditizio di sempre, il più grande salto settimanale in VIX di sempre e il più grande calo di 3 settimane dei prezzi del petrolio di sempre - uno si distingue come piuttosto più inquietante di altri...
Tre di cinque giorni questa settimana hanno fatto la lista dei primi 20 guadagni giornalieri di perdite nella storia ...
Top 20 biggest daily gains and losses back to 1926.3 of 5 days this week made the list!29, 32, 33, 87, 08, 20 had weeks with multiples.All led to profound changes in either markets and/or the economy.I suspect 2020 will too. What that will be is still a work in progress.
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Ma ancora più insolito questa settimana è stato il fatto che il mercato ha avuto back to back il 9% dei giorni di swing ...
L'ultima volta che ciò avvenne furono i tre giorni che terminarono il 30 ottobre 1929 ...
E questo è quello che è successo dopo ...
Ma non potrebbe mai succedere di nuovo, giusto?
Fonte: qui
Sistemi complessi si scontrano, crash dei mercati
Ad un certo punto, i sistemi passano dall'essere complicati, che è una sfida da gestire, per essere complessi. La complessità è più che una sfida perché apre le porte a tutti i tipi di incidenti ed eventi imprevisti.
Il loro comportamento non può essere ridotto alle loro parti componenti. È come se avessero una vita propria.
La teoria della complessità ha quattro pilastri principali.
- Il primo è la diversità degli attori. Devi rendere conto di tutti gli attori sul mercato. Se si considera la dimensione dei mercati globali, quel numero è ovviamente vasto.
- Il secondo pilastro è l'interconnessione. Il mondo di oggi è fortemente interconnesso attraverso Internet, attraverso i social media e altre forme di tecnologia della comunicazione.
- Il terzo pilastro della teoria della complessità è l'interazione. I mercati interagiscono su vasta scala. Trilioni di dollari di transazioni finanziarie avvengono ogni singolo giorno.
- Il quarto pilastro, e questo è il più difficile da comprendere per le persone, è il comportamento adattivo. Comportamento adattivo significa solo che il tuo comportamento influenza il mio comportamento e il mio comportamento influenza il tuo. Ciò a sua volta influisce sul comportamento di qualcun altro e così via.
Se guardi fuori dalla finestra e vedi persone raggruppate in giacche pesanti, ad esempio, probabilmente non uscirai con una maglietta. Applicato ai mercati dei capitali, il comportamento adattivo è talvolta chiamato herding.
Supponi di avere una stanza con 100 persone. Se due persone uscissero improvvisamente fuori dalla stanza, la maggior parte delle altre probabilmente non ce la farebbe. Ma se metà delle persone nella stanza corre improvvisamente fuori, l'altra metà probabilmente farà la stessa cosa.
Potrebbero non sapere perché le prime 50 persone se ne sono andate, ma la seconda parte supporrà che sia successo qualcosa di grave. Potrebbe essere un incendio o una minaccia di bomba o qualcosa del genere.
La chiave è determinare il punto di non ritorno che costringe le persone ad agire. Due persone in fuga non sono abbastanza. 50 certamente lo è. Ma forse 20 persone in partenza potrebbero scatenare il panico. O forse il numero è 30 o 40. Non puoi esserne sicuro. Ma il punto è che 20 persone su 100 potrebbero scatenare una reazione a catena.
Ed è così che può essere facilmente innescato un crollo totale dei mercati dei capitali.
Comprendere i quattro pilastri principali della complessità ti dà una finestra sui meccanismi interni dei mercati in un modo che i modelli di equilibrio antiquati della Fed non possono. Ti fanno vedere il mondo con occhi migliori.
Le persone presumono che se tu avessi una perfetta conoscenza dell'economia, cosa che nessuno fa, potresti concepibilmente pianificare un'economia. Avresti tutte le informazioni necessarie per determinare cosa dovrebbe essere prodotto e in quale numero.
Ma la teoria della complessità afferma che anche se avessi quella conoscenza perfetta, non potresti ancora prevedere eventi finanziari ed economici. Possono apparire apparentemente dal nulla.
Ad esempio, un giorno era luminoso e soleggiato nell'Atlantico orientale nel 2005. Poi è diventato improvvisamente nuvoloso. I venti hanno iniziato a salire. Quindi si è formato un uragano. Quell'uragano ha spazzato via New Orleans poco dopo.
Sto parlando dell'uragano Katrina. Non avresti mai potuto prevedere che New Orleans sarebbe stata colpita in quel luminoso giorno di sole. Potresti guardare indietro e seguirlo in seguito. Sembrerebbe razionale col senno di poi. Ma in quella giornata di sole nell'Atlantico orientale, semplicemente non c'era modo di prevedere che New Orleans sarebbe stata devastata.
Qualsiasi numero di variabili avrebbe potuto deviare la tempesta in qualche punto lungo il percorso. E non possono essere conosciuti in anticipo, non importa quante informazioni hai inizialmente.
Un altro esempio è l'incidente nucleare di Fukushima in Giappone alcuni anni fa. Avevi un certo numero di sistemi complessi che si univano contemporaneamente per provocare un disastro.
Un terremoto sottomarino ha scatenato uno tsunami che è appena successo a lavarsi su una centrale nucleare. Ognuno di questi sono sistemi altamente complessi: tettonica a zolle, idrodinamica e la stessa centrale nucleare.
In nessun modo i modelli tradizionali avrebbero potuto prevedere quando o dove le placche tettoniche sarebbero scivolate. Pertanto, non potevano dirti dove stava andando lo tsunami.
E lo stesso vale per il panico finanziario. Sembrano venire dal nulla. I modelli di previsione tradizionali non hanno modo di rilevarli. Ma la teoria della complessità lo consente.
Sottolineo che un fiocco di neve può provocare una valanga. Ma ovviamente non tutti i fiocchi di neve lo fanno. La maggior parte dei fiocchi di neve cade innocuamente, tranne per il fatto che peggiorano la valanga finale perché stanno costruendo il manto nevoso. E quando uno di loro colpisce nel modo sbagliato, potrebbe girare fuori controllo.
Il modo di pensarci è che il fiocco di neve innescato potrebbe non apparire molto diverso dal innocuo fiocco di neve che lo ha preceduto. È solo che ha colpito il sistema nel momento sbagliato, nel posto sbagliato.
Rimangono da vedere solo l'ora esatta e il fiocco di neve specifico che avvia la valanga. Questo tipo di analisi sistemica è lo strumento principale che utilizzo per tenere gli investitori davanti alla curva della catastrofe.
Il sistema sta diventando sempre più instabile e potrebbe non richiedere molto per innescare la valanga.
Per cambiare metafore, è come la cannuccia che spezza la schiena del cammello. Non si può dire in anticipo quale paglia attiverà il crollo. Diventa ovvio solo dopo. Ma ciò non significa che non puoi avere una buona idea quando la minaccia non può più essere ignorata.
Diciamo che ho un blocco di 35 chili di uranio arricchito seduto di fronte a me che ha la forma di un grande cubo. Questo è un sistema complesso. C'è molto da fare dietro le quinte. A livello subatomico, i neutroni si attivano. Ma non è pericoloso. Dovresti effettivamente mangiarlo per ammalarti.
Ma ora prendo gli stessi 35 chili, ne modifico parte in una sfera, ne prendo il resto e lo modifico in una mazza. Lo metto nel tubo e lo sparo insieme con esplosivi ad alto potenziale, uccido 300.000 persone. Ho appena progettato una bomba atomica. È lo stesso uranio, ma in condizioni diverse.
Il punto è che le stesse condizioni di base sono disposte in modo diverso, ciò che i fisici chiamano criticità auto-organizzata, possono andare critiche, far saltare in aria e distruggere il mondo o distruggere il sistema finanziario.
Quella dinamica, che è il modo in cui funziona il mondo, non è compresa dai banchieri centrali. Non comprendono la teoria della complessità. Non vedono le dinamiche di stato critico in atto dietro le quinte perché usano modelli di equilibrio obsoleti.
Nella teoria della complessità e dinamica complessa, puoi andare nello stato critico. Quelli che sembrano eventi distanti non collegati sono in realtà indicazioni e avvertimenti di qualcosa di molto più pericoloso a venire.
Quindi cosa succede quando complessi sistemi dinamici si schiantano l'un l'altro? Lo stiamo vedendo proprio ora.
Stiamo assistendo alla collisione di due sistemi complessi, il complesso sistema di mercati combinato con il complesso sistema di epidemiologia.
La diffusione del coronavirus è un sistema dinamico complesso. Comprende virologia, meteorologia, modelli migratori, psicologia di massa, ecc. I mercati sono sistemi altamente complessi e dinamici.
I professionisti finanziari useranno la parola "contagio" per descrivere un panico finanziario. Ma questa non è solo una metafora. La stessa complessità che si applica alle epidemie di malattie si applica anche ai mercati finanziari. Seguono gli stessi principi.
E si sono uniti per creare un panico che la modellazione tradizionale non poteva prevedere.
La scala temporale del contagio finanziario globale non è necessariamente limitata a giorni o settimane. Questi panici possono manifestarsi per mesi e anni. Così potrebbero gli effetti del coronavirus.
Non aspettarti che la Fed ti avverta.
Autore di James Rickards tramite The Daily Reckoning
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