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venerdì 27 marzo 2020

NIENTE EUROBOND, HA VINTO L’EUROPA DEI FALCHI: VOGLIONO FARCI FARE LA FINE DELLA GRECIA: TROIKA, TASSE, TAGLI, RECESSIONE. E CONTE, INSIEME CON LO SPAGNOLO SANCHEZ, HA RIFIUTATO LA BOZZA DI CONCLUSIONE DEL CONSIGLIO EUROPEO: ''VOGLIO DIRLO CHIARO: NON DISTURBATEVI, VE LO POTETE TENERE, L’ITALIA NON NE HA BISOGNO. FACCIAMO DA SOLI”

CONTE DÀ UN ULTIMATUM DI 10 GIORNI ALL'EUROPA PER "TROVARE UNA SOLUZIONE ADEGUATA ALLA GRAVE EMERGENZA CHE TUTTI I PAESI STANNO VIVENDO" 

IL COLLASSO SISTEMICO E' ARRIVATO!


informativa di giuseppe conte sull'emergenza coronavirusINFORMATIVA DI GIUSEPPE CONTE SULL'EMERGENZA CORONAVIRUS
A quanto si apprende, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che oggi ha partecipato al Consiglio Ue in videoconferenza, ha chiesto all'Europa di "battere un colpo e trovare una soluzione adeguata alla grave emergenza che tutti i Paesi stanno vivendo".  Il premier italiano ha rifiutato la bozza di conclusioni del vertice.

Secondo Radiocor il premier Conte e il capo del governo spagnolo Sanchez ritengono insufficiente e deludente la bozza di conclusioni preparata per il Consiglio europeo perché le proposte contenute non all'altezza della risposta necessaria a livello Ue. Italia e Spagna hanno chiesto che il Consiglio incarichi i 5 presidenti delle istituzioni Ue di formulare nuove proposte nel giro di dieci giorni. Si tratta dei presidenti di Commissione, Consiglio, Parlamento, Bce ed Eurogruppo.

CONTE MERKELCONTE MERKEL
Conte ha chiarito che nessuno pensa a una condivisione del debito pubblico: ciascun Paese risponde per il proprio e continuerà a risponderne. Né ci sono motivi per diffidare dell’Italia, che ha le carte in regola con l finanza pubblica: “Il 2019 lo abbiamo chiuso con un rapporto deficit/Pil di 1.6 anziché 2.2 come programmato”.

Ciò che manca, secondo il governo italiano, sono “strumenti finanziari innovativi e realmente adeguati a reagire a una guerra che dobbiamo combattere insieme per vincerla quanto più rapidamente possibile. Che diremo ai nostri cittadini se l’Europa non si dimostra capace di una reazione unitaria, forte e coesa di fronte a uno shock imprevedibile e simmetrico di questa portata epocale?”.

pedro sanchez 2PEDRO SANCHEZ 
Se è chiaro che l’Europa pensa a un uso degli strumenti che furono usati durante la crisi dei debiti sovrani, otto anni fa, Conte risponde che “Sono stati costruiti per intervenire in caso di shock asimmetrici con riguardo a tensioni finanziarie riguardanti singoli Paesi”. Quei meccanismi, quelli che portarono la trojka in Grecia, non servono. Ancora Conte: “Voglio dirlo chiaro: non disturbatevi, ve lo potete tenere, perché l’Italia non ne ha bisogno”.


 P.CHIGI,ITALIA RIFIUTA BOZZA CONCLUSIONI CONSIGLIO UE
 (ANSA) - Nel corso della conference call con i leader europei il premier Giuseppe Conte, a quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi, ha reso noto di "non accettare draft preparato nonostante gli sherpa italiani avessero ottenuto quasi tutto, compresa l'eliminazione di qualsiasi riferimento al Mes".

 CONTE A UE, SE AIUTI COME IN PASSATO FACCIAMO DA SOLI
conte ursulaCONTE URSULA
 (ANSA)  - "Come si può pensare che siano adeguati a questo shock simmetrico strumenti elaborati in passato, costruiti per intervenire in caso di shock asimmetrici e tensioni finanziarie riguardanti singoli Paesi?". E' questo, a quanto si apprende da Palazzo Chigi, il messaggio che il premier Giuseppe Conte ha inoltrato ai leader Ue nel corso del Consiglio europeo. "Se qualcuno dovesse pensare a meccanismi di protezione personalizzati elaborati in passato allora voglio dirlo chiaro: non disturbatevi, ve lo potete tenere, perché l'Italia non ne ha bisogno", ha aggiunto.

CONTE A LEADER UE,NESSUNO VUOLE MUTUALIZZAZIONE DEBITO
 (ANSA) - Nel corso della conference call con i leader europei, Giuseppe Conte ha chiarito che nessuno pensa a "una mutualizzazione del debito pubblico. Ciascun Paese risponde per il proprio debito pubblico e continuerà a risponderne". L'Italia - ha spiegato Conte - "ha le carte in regola con la finanza pubblica: il 2019 l'abbiamo chiuso con un rapporto deficit/Pil di 1.6 anziché 2.2 come programmato".

CONTE, CONSEGUENZE CRISI DA AFFRONTARE DOMANI NON FRA MESI
REGLING fondo salva statiREGLING FONDO SALVA STATI
 (ANSA) - "Le conseguenze del dopo covid-19 vanno affrontate non nei prossimi mesi ma domani mattina". E' questo, a quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi, un passaggio dell'intervento del premier Giuseppe Conte alla conference call con i leader europei.

CONTE A UE, 10 GIORNI PER BATTERE COLPO 
 (ANSA) - Dieci giorni all'Europa "per battere un colpo e trovare una soluzione adeguata alla grave emergenza che tutti i Paesi stanno vivendo", è il messaggio che, a quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi, il premier ha inoltrato ai leader europei. Facendo una proposta: istituire una sorta di gruppo di lavoro formato da "cinque" capi di stato o di governo europei per la formulazione di una proposta di risposta comune. Proposta che, si sottolinea, è stata formulata dal premier in accordo con il suo omologo spagnolo Pedro Sanchez.

P. CHIGI, APPREZZAMENTO PER APERTURE FRANCIA-GRECIA-IRLANDA
macron conteMACRON CONTE
 (ANSA) - Un apprezzamento per le aperture - definite "importanti" - di Francia, Irlanda, Grecia, Portogallo e Lussemburgo al messaggio inviato dall'Italia al tavolo del Consiglio Ue è stato sottolineato - a quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi - dal premier Giuseppe Conte durante la video conferenza del Consiglio Ue.

Fonte: qui






Ci sono volute sei ore di discussioni accese per arrivare ad una soluzione di compromesso. 

Il documento, approvato da tutti i 27, non menziona il Mes e prevede che la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, presentino entro due settimane proposte di lungo periodo. 

Il premier italiano era andato all'attacco di alcuni leader europei del Nord: "Se qualcuno dovesse pensare a meccanismi di protezione personalizzati se li può tenere: l'Italia non ne ha bisogno: abbiamo le carte in regola con la finanza pubblica". Sulla stessa posizione italiana la Francia e il leader spagnolo Sanchez

ROMA - Dopo un attacco durissimo alle lentezze dell'Europa, ai tatticismi, in un momento nel quale servono risposte veloci al coronavirus e alle sue conseguenze, soprattutto dal punto di vista economico, al Consiglio Europeo si sarebbe raggiunto un accordo. Si è infatti concluso dopo circa sei ore il vertice dei leader Ue in teleconferenza sulle misure per affrontare l'emergenza Coronavirus. A Bruxelles, dopo che Italia e Spagna avevano bocciato la bozza iniziale, i 27 hanno raggiunto un accordo. Il documento, che non cita il Mes, prevede che la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, dovranno presentare proposte di lungo periodo da concordare con le altre istituzioni. Il tutto entro due settimane (e non 10 giorni, come chiedevano Italia e Spagna).

Il Consiglio "prende atto dei progressi compiuti dall'Eurogruppo" e "in questa fase" invita i ministri delle Finanze della zona euro "a presentare proposte entro due settimane", si legge nelle conclusioni. Il documento non menziona il Mes o altri strumenti. Inoltre, è scritto nel documento, "queste proposte dovrebbero tener conto della natura senza precedenti dello shock covid-19 che colpisce tutti i Paesi. La nostra risposta sarà intensificata, se necessario, con ulteriori azioni in modo inclusivo, alla luce degli sviluppi, al fine di fornire una risposta globale".
"Oggi è stata l'occasione per uno scambio politico, estremamente intenso e denso e di qualità per progettarsi nelle prossime settimane e mesi e abbiamo chiesto all'Eurogruppo di continuare un lavoro intenso sul piano delle proposte da fare per far fronte alla emergenza e sulla stabilità della Ue" ha detto il presidente del Consiglio europeo Charles Michel. Anche Angela Merkel, contraria agli interventi proposti dai Paesi del Sud Europa, è intervenuta a fine collegamento in video conferenza per confermare la deadline di "due settimane" entro le quali "portare a termine il confronto". "Non abbiamo parlato nello specifico delle condizionalità o meno del Mes" ha detto la Merkel. Rispetto a chi ha immaginato o immagina i coronabond, ha aggiunto, "ho spiegato che dal punto di vista tedesco noi preferiamo il Mes, come strumento, che è stato fatto per le crisi". "Ma non siamo andati nello specifico e adesso la questione passa ai ministri delle Finanze", ha concluso.

E' un Conte furioso quello che ha attaccato senza mezzi termini le posizioni attendiste di alcuni colleghi europei del Nord - con la Germania in prima fila nel voler negare aperture - collegati in video conferenza durante il Consiglio Europeo. Una riunione che fino alla soluzione di compromesso raggiunta in tarda serata, non aveva sortito alcun effetto positivo e  rischiava di incrinare ulteriormente i rapporti all'interno del Continente: "Come si può pensare che siano adeguati a questo shock simmetrico strumenti elaborati in passato, costruiti per intervenire in caso di shock asimmetrici e tensioni finanziarie riguardanti singoli Paesi?". Ma Conte rincarava la dose: "Se qualcuno dovesse pensare a meccanismi di protezione personalizzati elaborati in passato allora voglio dirlo chiaro: non disturbatevi, ve lo potete tenere, perché l'Italia non ne ha bisogno", ha aggiunto.

Nel corso della conference call con i leader europei, Giuseppe Conte aveva chiarito che nessuno pensa a "una mutualizzazione del debito pubblico. Ciascun Paese risponde per il proprio debito pubblico e continuerà a risponderne". L'Italia - aveva spiegato Conte - "ha le carte in regola con la finanza pubblica: il 2019 l'abbiamo chiuso con un rapporto deficit/Pil di 1,6 anziché 2,2 come programmato. Le conseguenze del dopo covid-19 vanno affrontate non nei prossimi mesi ma domani mattina".

L'Italia, dunque, respinge la bozza in discussione al tavolo del Consiglio europeo sugli strumenti per fronteggiare la crisi economica legata al coronavirus. Ma va detto anche che il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte non è solo: c'è la Francia e in particolare al fianco dell'Italia c'è il primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez. Tutti hanno chiesto che in 10 giorni la Ue trovi "una soluzione adeguata alla grave emergenza che tutti i Paesi stanno vivendo". Conte ha ringraziato per il lavoro fatto, continua palazzo Chigi, ma non accetta la bozza.

Ma come nasce questo scontro senza precedenti nel momento peggiore per il nostro Paese e l'intera Europa? La discussione si era fermata dopo che Conte e Sanchez avevano respinto le proposte contenute nella bozza di documento preparata dal presidente Ue, Michel. Italia e Spagna avevano ritenuto come "insufficiente" l'approccio Ue per quanto riguarda il ricorso a nuovi strumenti finanziari. Sul tavolo c'era la proposta di un Coronabond, idea respinta dalla Germania e dal fronte dei Paesi nordici. Conte e Sanchez, insieme a Macron e ad altri sei capi di governo premono perché una istituzione ue emetta un titolo del genere che però sarebbe emesso non comunemente dai 19 Paesi dell'Eurozona, bensì da una non meglio precisata istituzione Ue.

L'altra questione 'bollente' riguarda il Mes, Meccanismo europeo di stabilità, in particolare le condizioni in base alle quali concederebbe una linea di credito rafforzata per facilitare i Paesi sui mercati. La critica dell'Italia e di altri Stati (più o meno gli stessi che hanno firmato la lettera sul Coronabond) è che non può valere la stessa "condizionalità" prevista per crisi finanziarie classiche (tipo Grecia) essendo quella del coronavirus del tutto differente per natura. La condizionalità del Mes prevede la definizione di un programma di consolidamento e una supervisione stretta delle politiche economiche e finanziarie nazionali. L'Eurogruppo non è riuscito a trovare il consenso generale, i capi di Stato e di governo cercano di trovare una via di uscita per poi delegare i ministri del Tesoro a definire gli aspetti tecnici. Ma per ora un'intesa non c'è.

In serata arrivano anche i primi commenti alla risposta piccata del presidente del Consiglio ai leader Ue: "Conte ha fatto bene" a respingere la bozza del vertice Ue: "Se si vogliono proporre vecchi strumenti faremo da soli, spenderemo quanto serve" dice il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Fonte: qui

LA SOLIDARITÀ EUROPEA? RESPIRATORI SCOMPARSI E MASCHERINE SEQUESTRATE 
LO DICE PURE IL RAPPRESENTANTE ITALIANO A BRUXELLES MAURIZIO MASSARI: “ABBIAMO CHIESTO DA TEMPO DI ATTIVARE IL MECCANISMO DI PROTEZIONE CIVILE DELL'UNIONE EUROPEA PER LA FORNITURA DI ATTREZZATURE MEDICHE. MA NON UN SOLO PAESE DELL'UE HA RISPOSTO ALL'APPELLO DELLA COMMISSIONE. SOLO LA CINA HA RISPOSTO BILATERALMENTE” (E TE PAREVA!)
Andrea Bassi e Giuseppe Scarpa per “il Messaggero”

UNIONE EUROPEA CORONAVIRUS 1UNIONE EUROPEA CORONAVIRUS 
La grande famiglia europea ha una naturale tendenza a sgretolarsi davanti all'emergenza. Non appena il Covid- 19 ha manifestato la sua virulenza in Italia, è scattato il si-salvi-chi-può. Ognuno per se. Forniture di mascherine bloccate, ventilatori e respiratori scomparsi dal mercato comune e segregati nei depositi dei singoli Paesi.

Prendiamo la Germania. Quando ha capito quali erano i dispositivi salva-vita per contrastare la pandemia, ha subito bloccato le esportazioni appellandosi ad un comma, a dire il vero presente in quasi tutti gli ordinamenti dei Paesi europei Italia compresa, che vieta di vendere all'estero beni necessari in caso di crisi sanitaria.

LA REAZIONE
MAURIZIO MASSARIMAURIZIO MASSARI





Un comportamento che ha fatto saltare la mosca al naso persino a europeisti convinti come il rappresentante permanente italiano a Bruxelles, l'ambasciatore Maurizio Massari. «L'Italia», ha detto Massari, «ha chiesto da tempo di attivare il Meccanismo di protezione civile dell'Unione europea per la fornitura di attrezzature mediche per la protezione individuale. Ma, sfortunatamente, non un solo paese dell'Ue ha risposto all'appello della Commissione. Solo la Cina ha risposto bilateralmente. Certamente, questo non è un buon segno di solidarietà europea».

mascherine 1MASCHERINE 
Insomma, Berlino non è stata l'unica. Nella prima fase dell'emergenza anche Parigi ha chiuso le frontiere a mascherine e ventilatori. Qualcuno, come gli svedesi, si è fatto persino vanto della propria capacità superiore di fronteggiare la crisi rispetto agli italiani. Come se nella casa comune che brucia solo chi sta nel salotto sarebbe in grado di salvarsi.

materiale sanitario donato dalla cina all'italia sequestrato dalla repubblica cecaMATERIALE SANITARIO DONATO DALLA CINA ALL'ITALIA SEQUESTRATO DALLA REPUBBLICA CECA
Ci ha pensato l'ambasciatore a Stoccolma Mario Cospito a rispondere per le rime ad Anders Tegnell, direttore dell'Agenzia di salute pubblica svedese, ricordandogli la capacità e l'abnegazione con cui il sistema sanitario italiano sta reagendo alla crisi. Ma la verità è che in mancanza di un coordinamento europeo, anche Roma è costretta a pensare solo per se. I carichi di dispositivi sanitari necessari a fronteggiare l'emergenza vengono ogni giorno bloccarti nei porti e negli aeroporti dai doganieri e dalla Guardia di finanza.

mascherina 1MASCHERINA 
Solo qualche giorno fa è stato sequestrato ad Ancona un camion che stava per imbarcarsi su una nave diretta in Grecia. Nel cassone custodiva 1.840 circuiti respiratori (tubo, pallone, valvola e maschera respiratoria) per la ventilazione meccanica dei pazienti con gravi patologie. Il sequestro delle fiamme gialle, inconsueto in tempi di pace, è legittimato dall'ordinanza della Protezione civile che vieta alle imprese di cedere all'estero determinati dispositivi medici.

I PAESI EXTRA UE
MASCHERINE E GEL SOTTRATTI ALL ASLMASCHERINE E GEL SOTTRATTI ALL ASL
Nella latitanza della solidarietà tra i Paesi europei, gli aiuti che arrivano dagli extracomunitari rendono ancora più evidenti le distanze tra i partner del Vecchio continente. La Cina  il 13 marzo ha inviato  31 tonnellate di materiali, tra cui equipaggi per macchinari respiratori, tute, mascherine. Ci sono anche alcune medicine anti virus insieme a sangue e plasma. Dalla Russia il 23 marzo sono arrivati 100 specialisti e attrezzature sanitarie. Le foto della delegazione cubana composta da 37 medici e 15 infermieri hanno fatto il giro del web.
PASTI CALDI E MASCHERINE PER I SENZA TETTO A MILANOPASTI CALDI E MASCHERINE PER I SENZA TETTO A MILANO

Anche gli Usa, in piena crisi sanitaria, non hanno fatto mancare il loro sostegno. Il 22 marzo dalla base di Ramstein, in Germania, è decollato un C-130J Super Hercules dell'86esimo stormo Airlift Wing dell'aviazione statunitense con a bordo un sistema mobile di stabilizzazione dei pazienti.

UNIONE EUROPEA CORONAVIRUSUNIONE EUROPEA CORONAVIRUS













Un interventismo che ha smosso anche la lenta Europa . La Germania ha inviato 830 mila mascherine e un centinaio di ventilatori polmonari. Berlino ha anche accolto tre connazionali nei suoi ospedali e altri ne ospiterà nei prossimi giorni. La Repubblica Ceca ha sbloccato un altro carico di mascherine destinate all'Italia. E oggi potrebbe esserci un passo avanti più consistente.

LA BOZZA
Nella bozza di comunicato dei Capi di governo che si riuniranno oggi, c'è anche la creazione di un Centro europeo di gestione delle crisi. «Dobbiamo trarre lezione dall'attuale crisi» sul coronavirus «e iniziare a riflettere sulla resilienza delle nostre società. È arrivato il momento di mettere in campo un sistema di gestione delle crisi più ambizioso e di più ampio respiro - si legge - incluso ad esempio, un Centro europeo di gestione delle crisi». Una prima risposta. Ancora timida.

Fonte: qui

mercoledì 25 marzo 2020

“IL 44% DEI NEGOZI RISCHIA DI NON RIAPRIRE PIÙ”

UNA VOLTA PASSATA L’EMERGENZA SANITARIA, RESTERANNO LE MACERIE DEL TESSUTO PRODUTTIVO 

BOCCIA HA CALCOLATO UNA PERDITA DI 100 MILIARDI DI PIL OGNI 30 GIORNI E SECONDO CONFESERCENTI QUASI LA METÀ DEI TITOLARI RISCHIA DI CHIUDERE PER SEMPRE 

LA PREVISIONE DI MOODY’S: IL PIL DELL’AREA EURO NEL SECONDO TRIMESTRE DEL 2020 CALERÀ DEL 7,4%

#QUICROLLATUTTO!

MOODY'S: PIL EUROZONA -2,7% NEL 2020 CON TSUNAMI ECONOMICO MONDIALE
L'ENNESIMA DIRETTA FACEBOOK DI GIUSEPPE CONTEL'ENNESIMA DIRETTA FACEBOOK DI GIUSEPPE CONTE
(AWE/LaPresse) - Il Pil dell'area euro nel 2020 segnerà una flessione del 2,7%, con un tonfo del 5,7% nel primo trimestre e del 7,4% nel secondo trimestre. Si registrerà una ripresa solo nel quarto trimestre, quando è previsto che il Pil aumenti dell'1,6%. Sono le stime degli analisti di Moody's, contenute nel report 'Covid-19: Global Economic Tsunami'. Le stime della società di rating sull'andamento del Pil globale nel 2020 vedono un calo dello 0,4%, per gli Stati Uniti, una flessione dello 0,5%.

MOODY'SMOODY'S
Covid-19 "ha creato uno tsunami economico mondiale. L'economia globale è immersa in una grave recessione", spiegano gli analisti di Moody's. "Il virus - proseguono - ha portato alla chiusura di parti significative delle economie asiatiche e ora europee e statunitensi". Le banche centrali "hanno reagito in modo aggressivo ma stanno esaurendo lo spazio di manovra poiché i tassi di interesse hanno raggiunto il limite inferiore a zero", sottolinea Moody'

vincenzo bocciaVINCENZO BOCCIA
LA SERRATA COSTA 100 MILIARDI AL MESE E IL 44% DEI NEGOZI NON RIAPRIRÀ PIÙ
Lodovica Bulian per “il Giornale”

Il decreto Cura Italia è un decreto "Chiudi Italia", avverte il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia. Così «dall' emergenza economica si entra nell' economia di guerra». E si rischia di scrivere l' epitaffio del motore produttivo del Paese: «Il 70 per cento del tessuto produttivo italiano chiuderà».

Con un impatto devastante, calcola Boccia: «Se il Pil è di 1.800 miliardi all' anno vuol dire che produciamo 150 miliardi al mese. Se chiudiamo il 70% delle attività vuol dire che perdiamo 100 miliardi ogni 30 giorni». Numeri enormi in uno scenario da coprifuoco su cui incombe anche la minaccia di sciopero generale dei sindacati che volevano provvedimenti ancora più duri, e che chiedono una stretta ulteriore sulle tipologie di imprese che possono restare aperte.
Giuseppe conte e le autocertificazioni – Italian beauty by sciscia/spinozaGIUSEPPE CONTE E LE AUTOCERTIFICAZIONI – ITALIAN BEAUTY BY SCISCIA/SPINOZA

code al supermercatoCODE AL SUPERMERCATO
«Lo sciopero generale onestamente non riesco a capire su cosa - critica il presidente degli industriali - I codici Ateco che il governo ha indicato sono addirittura più restrittivi di quello che ci aveva indicato in quella sede. Ha indicato ai prefetti che se alcuni codici non sono previsti, possano verificare e quindi tenerli chiusi io non ho capito più di questo cosa si dovrebbe fare. In più - fa notare Boccia - avremo una massa rilevante di persone in cig; il punto è se qualcuno abusa, ci saranno i prefetti che controlleranno e gli stessi sindacati che faranno uno sciopero particolare in una singola azienda. Ma uno sciopero generale in questo fase non penso vada fatto anche come messaggio al Paese. Quindi l' appello che faccio è cerchiamo di essere compatti anche nelle nostre diversità».

borsa economiaBORSA ECONOMIA
La domanda che ora ci si fa da nord a sud è quanto si può andare avanti. Quanta riserva hanno le piccole e medie imprese per sopravvivere e per quanto. Se avranno la forza, quando tutto sarà finito. La paura di non rialzarsi corre tra gli imprenditori: secondo un sondaggio condotto da Swg per Confesercenti il 44% dei titolari di attività non esclude la possibilità di non riaprire più, una volta superata l' emergenza.

MOODYS E IL DOWNGRADINGMOODYS E IL DOWNGRADING
Un altro 34% ritiene di essere a rischio chiusura se la sospensione dell' attività disposta dal governo dovesse protrarsi ancora a lungo. E il 67% ritiene che i provvedimenti sin qui adottati siano poco o per niente adeguati: «Ci sono migliaia di imprese che rischiano di non riaprire dopo lo stop - conferma Patrizia De Luise, presidente di Confesercenti - Abbiamo bisogno di liquidità, da subito e in modo semplice. Bisogna aprire le maglie del credito con procedure semplificate.

milano al tempo del coronavirusMILANO AL TEMPO DEL CORONAVIRUS
Vanno bloccati gli sfratti e sospesi i pagamenti delle locazioni commerciali, esonerando le imprese anche dai canoni demaniali e di concessione per le occupazioni di suolo pubblico». Anche l' indennizzo da 600 euro previsto per i lavoratori autonomi «non è sufficiente».

code al supermercatoCODE AL SUPERMERCATO
Un quadro nero, confermato da una ricerca di Bva Doxa sugli effetti della diffusione del Coronavirus fatta su un campione di 301 aziende italiane: il 76% dichiara di aver subito un impatto negativo fin dalla prima ora, una su cinque teme che i primi effetti si vedranno solo da aprile. Il 49% dichiara che per compensare le perdite ridurrà per prima cosa gli investimenti pubblicitari.

Fonte: qui

OCCHIO PERCHÉ ARRIVANO I PRIMI VERI SEGNI DEL DISASTRO ECONOMICO DA CORONAVIRUS: DA OGGI DOVREBBERO INIZIARE A CHIUDERE I BENZINAI IN TUTTO IL PAESE. LA MINACCIA ARRIVA DA VARIE SIGLE SINDACALI: PAURA PER LE CONDIZIONI DI SALUTE, CROLLO DEGLI INCASSI E PURE RIDUZIONE DEI PREZZI 
OVVIAMENTE SI SCATENANO GLI AUTOTRASPORTATORI: SE CHIUDONO I DISTRIBUTORI, COME PORTIAMO LE MERCI ESSENZIALI? IL GOVERNO INTERVERRÀ PER FERMARE LA SERRATA MA DOVRÀ FORNIRE VERE GARANZIE
#QUICROLLATUTTO!
CARBURANTI: DA STAMATTINA CHIUSURA GRADUALE DEGLI IMPIANTI
benzinaio chiusoBENZINAIO CHIUSO

"Da soli, non siamo più nelle condizioni di assicurare né il necessario livello di sicurezza sanitaria, né la sostenibilità economica del servizio. Di conseguenza gli impianti di rifornimento carburanti semplicemente cominceranno a chiudere: da mercoledì notte quelli della rete autostradale, compresi raccordi e tangenziali; e, via via, tutti gli altri anche lungo la viabilità ordinaria". Lo annunciano i sindacati dei gestori Faib Confesercenti, FegicaCisl, Figisc/Anisa Confcommercio.

"C'è una categoria di persone, oltre 100mila in tutta Italia, che, senza alcuna menzione, ha finora assicurato, senza alcun sostegno né di natura economica, né con attrezzatura sanitaria adeguata, il pubblico servizio essenziale di distribuzione di energia e carburanti per il trasporto di beni e persone", sottolineano le associazioni. "Centomila persone che hanno continuato a fare il loro lavoro (ridotto mediamente dell'85%) a rischio della propria incolumità e mettendo in pericolo la propria salute, presidiando fisicamente il territorio, rimanendo dove sono sempre state e dove ogni cittadino di questo Paese è abituato a trovarle ogni giorno, vale a dire in mezzo alla strada".

"Noi non siamo certo eroi, né angeli custodi. Ma nessuno può pensare di continuare a trattarci da schiavi, né da martiri", proseguono. "Siamo persone con famiglie da proteggere, cittadini tra gli altri che sanno di dover assolvere ad una responsabilità di cui non si vogliono spogliare, ma a cui non può essere scaricato addosso l'intero carico che altri soggetti, con ben altri mezzi, disponibilità economiche e rendite, si ostinano ad ignorare".

POMPA DI BENZINAPOMPA DI BENZINA
"Correremo il rischio dell'impopolarità e dei facili strali lanciati da comode poltrone, ma davvero non abbiamo né voglia, né la forza per spiegare o convincere delle solari ragioni che ci sostengono. Chi volesse approfondire - concludono - può chiedere conto a Governo, concessionari autostradali, compagnie petrolifere e retisti indipendenti: a ciascuno di essi compete fare per intero la propria parte se si vuole assicurare la distribuzione di benzina e gasolio".


CONFTRASPORTO: "IL GOVERNO INTERVENGA PER EVITARE LO SCIOPERO DEI BENZINAI"

“Il minacciato blocco da parte dei benzinai deve essere assolutamente evitato: a rischio il trasporto delle merci essenziali”. A lanciare l’allarme è il vicepresidente di Confcommercio e Conftrasporto Paolo Uggè, che invita il Governo a fornire risposte alle richieste dei gestori degli impianti autostradali e stradali di carburante per evitare che l’autotrasporto sia costretto, suo malgrado, a fermarsi per l’impossibilità di far rifornimento interrompendo l’approvvigionamento delle merci.
POMPA DI BENZINA 1POMPA DI BENZINA 

“Auspichiamo un immediato intervento del Governo perché, se le sigle dei gestori di carburante dovessero confermare il fermo, annunciato a partire da domani, si avrebbe come effetto il rischio della conseguente sospensione dei servizi essenziali già precari che oggi le imprese dell’autotrasporto stanno garantendo agli ospedali, alle farmacie, alle attività produttive e ai negozi di generi di prima necessità”, conclude il vicepresidente di Conftrasporto-Confcommercio. Fonte: qui

IL PRIMO OBIETTIVO ECONOMICO/SOCIALE? EVITARE LA CARESTIA 
MINGARDI: IL COVID19 HA INNESCATO UN FENOMENO DI DEGLOBALIZZAZIONE CHE HA GIÀ UN EFFETTO DISTRUTTIVO 
CHIUDERE ATTIVITÀ È FACILE: RIAPRIRLE NON LO È AFFATTO, E QUESTO È ANCORA PIÙ VERO IN UN PAESE DI PICCOLE E MICRO IMPRESE COME È IL NOSTRO. 
REALTÀ CON SCARSO CAPITALE, VESSATE DA IMPOSTE, GIÀ PROVATE DA ANNI DI CRESCITA ZERO

Alberto Mingardi per “la Stampa”

Bastano i soldi? Se il governo chiude buona parte delle attività produttive del Paese, vuol dire che pensa di riuscire a riattivarle, non appena possibile.
È forse una convinzione dovuta all' ampia rete di sostegno europeo: dal nuovo Qe all' apertura su un prestito del Mes alla possibilità, mai così concreta, dell' emissione di debito "comunitario".

Sarà sufficiente? Per usare un' espressione di John Cochrane, spegnere e riaccendere un' economia non è come spegnere e accendere una lampadina.
Somiglia di più a spegnere e riavviare un reattore nucleare.

mappa - diffusione del coronavirus vs diffusione impreseMAPPA - DIFFUSIONE DEL CORONAVIRUS VS DIFFUSIONE IMPRESE
Chiudere attività è facile: riaprirle non lo è affatto, e questo è ancora più vero in un Paese di piccole e micro imprese come è il nostro. Realtà con scarso capitale alle spalle, vessate da imposte e adempimenti, già provate da anni di crescita zero.
Facciamo l' esempio più banale.


Pensate ai bar di cui sono pieni le nostre città e che vivono grazie al consumo di caffè e brioche al banco, la mattina, un' abitudine per milioni di italiani. Potranno sopravvivere a un distanziamento sociale prolungato, forse destinato a protrarsi fino alla scoperta di un vaccino?
IMPRESE FALLIMENTOIMPRESE FALLIMENTO

Il governo si è posto, per fortuna, il problema di tutelare filiere produttive "essenziali". Ma la divisione del lavoro è ramificata e complessa. Per fare la passata di pomodoro che non deve mancare sugli scaffali del supermercato non serve solo che qualcuno quei pomodori li raccolga: servono macchinari per lavorarli, macchinari che si possono rompere e che magari debbono essere sostituiti.

imprese fallimento 1IMPRESE FALLIMENTO 1
Perché siano sostituiti, qualcuno deve continuare a produrli e qualcun altro deve continuare a mettere a sua disposizione materiali e componenti. Altri ancora debbono trasportare tutte queste cose. Se si spezza un anello della catena, vanno in fumo relazioni e pratiche consolidate e, almeno per un certo periodo di tempo, il prodotto nei negozi non arriva più. Siamo sicuri che sia facile distinguere l' essenziale da ciò che non lo è?

FALLIMENTO IMPRESEFALLIMENTO IMPRESE
Nei prossimi mesi, un numero straordinario di persone beneficerà di qualche sostegno, ormai è chiaro. Nessuno di noi però cerca di avere un reddito per il gusto di ricevere il bonifico. Lo stesso vale per gli aiuti. Lo diceva già Adam Smith: persino il mendicante, che dipende dalla carità del suo prossimo, "con il denaro che uno gli dà, acquista da mangiare". La carità è utile solo alla coscienza di chi la fa, se chi la riceve non ha beni da poter acquistare.

Il Covid19 ha innescato un fenomeno di deglobalizzazione che ha già un effetto distruttivo sulle filiere internazionali. La chiusura nazionale lo amplifica.

supermercati lombardiaSUPERMERCATI LOMBARDIA
I generali combattono sempre l' ultima guerra. Così fa chi pensa solo a strumenti per "sostenere la domanda". Ma oggi bisogna guardare al dato dell' offerta. Questo vuol dire aiutare le imprese a stare aperte. L' interlocuzione con le parti sociali dovrebbe mirare a proteggere nel modo migliore i lavoratori, non a guadagnare consenso chiudendo stabilimenti.

La riconversione delle aziende, affinché possano essere utili a produrre mascherine o strumenti per l' emergenza ma soprattutto affinché non interrompano l' attività, deve essere agevolata in ogni modo.

Ai supermercati ora si raccomanda di prendere la temperatura a chi entra, pochi giorni fa il Garante della privacy aveva vietato alle imprese di fare lo stesso: a negozi e aziende va data la più ampia possibilità di sperimentare strategie per proteggersi e dunque rimanere attivi.

Non abbiamo mai visto un' economia fermarsi così, neanche in tempo di guerra. 

Combattere la pestilenza non può voler dire generare la carestia. Fonte: qui

CON IL COLLASSO SISTEMICO DELLA NOSTRA SOCIETA' IN POCHI GIORNI ABBIAMO RISOLTO IL PROBLEMA DEL TRAFFICO, DELL’INQUINAMENTO, DELLO SPRECO DI CIBO, DELLA LUDOPATIA E DELL’INVASIONE DEI MIGRANTI 
ABBIAMO IMPARATO A FARE LA FILA IN MODO ORDINATO E A LAVARCI LE MANI. ABBIAMO LANCIATO LO SMART WORKING E L’È-LEARNING. 
SIAMO DIVENTATI PIÙ SOLIDALI, PASSIAMO PIÙ TEMPO CON FIGLI E PARTNER. 
ABBIAMO RIABILITATO GLI SCIENZIATI E SPAZZATO VIA NO-VAX. FURTI, RAPINE E ALTRI DELITTI RIDOTTI ALL’OSSO. 
ADESSO CI RESTA SOLO DA RISOLVERE ‘STA MEGA BEGA DEL CORONAVIRUS E SIAMO A CAVALLO… ALTRIMENTI FRA QUALCHE SETTIMANA SARA' IL CAOS GENERALE.
#QUICROLLATUTTO!
Cerchiamo di vederla in modo un po’ diverso:
Ricapitolando.

In pochi giorni abbiamo risolto il problema del traffico, dell’inquinamento, dello spreco di cibo, della ludopatia e dell’invasione dei migranti. Difficilmente staremo in futuro a litigare su quote 100 o di quando poter andare in pensione e ci siamo finalmente sbarazzati del patto di stabilità. Miglioramenti sensibili anche sul fronte dell’evasione fiscale e della tracciabilità dei pagamenti (per giustificare le uscite di casa).
lavarsi le maniLAVARSI LE MANI

Abbiamo incentivato la digitalizzazione e l’alfabetizzazione informatica, dato forte impulso all’e-commerce, lanciato lo smart working e l’è-learning. Abbiamo finalmente dato al calcio l’importanza che merita, aumentato la lettura dei libri e dei giornali, la visione dei film, riscoperto il piacere della sana cucina casalinga e del giardinaggio, ci siamo rivelati amanti dell’attività fisica e dell’aria aperta.
smart workingSMART WORKING

Siamo diventati più solidali, più socievoli e desiderosi di interagire con il prossimo. Quando suona il campanello il “e adesso chi cazzo è che rompe” è stato sostituito da una scossa adrenalinica. Abbiamo responsabilizzato i cittadini all’osservanza delle norme e a non voltarsi dall’altra parte se vedono qualcuno che fa il furbo, abbiamo imparato a fare la fila in modo ordinato e a lavarci le mani.

no vaxNO VAX
Passiamo molto più tempo con i nostri figli e i nostri partner, forse entro un anno avremo pure risolto il problema demografico. Abbiamo riabilitato gli scienziati e le competenze, spazzato via no-vax e complottisti vari, abbiamo disintossicato le trasmissioni di informazione dalle inutili liti da salotto dei politici. Furti, rapine e altri delitti ridotti all’osso, traffico e spaccio di droga che hanno subito un tracollo. Adesso ci resta solo da risolvere sta mega bega del coronavirus e siamo a cavallo(molto in fretta però!). Buona giornata

Fonte: qui