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giovedì 23 luglio 2020

UN UOMO BELLO IN CARNE SI FA UNA DOCCIA PER STRADA USANDO L’ACQUA DI UN “NASONE” IN PIAZZA RISORGIMENTO, A DUE PASSI DAL VATICANO

SI È SPOGLIATO E POI SI È SCIACQUATO TUTTO IL CORPO CON TUTTA CALMA.

TANTO DEI VIGILI NON C’ERA NEANCHE L’OMBRA…


Da www.leggo.it

 

uomo si spoglia e si sciacqua con un nasone a roma 1UOMO SI SPOGLIA E SI SCIACQUA CON UN NASONE A ROMA

Roma è una città meravigliosa, ma ciò che si vede in questo video non lo è affatto: il caldo torrido di una giornata tipica di fine luglio non è facile da sopportare, e non lo è stato certamente per l'uomo che appare nel filmato, girato da un passante.

 

Servendosi di una delle tante fontanelle (i "nasoni") presenti nel centro di Roma, un uomo a torso nudo con nonchalance si sciacqua il corpo e il viso, evidentemente per igienizzarsi, come insegna il buon senso in questi tempi di pandemia di coronavirus.

 

Questo evidente esempio di degrado, completamente indisturbato, non viene da qualche quartiere sperduto della periferia, tutt'altro: siamo in pieno centro, in piazza Risorgimento, a due passi dal Vaticano, una delle piazze in cui circolano più turisti nell'intera città di Roma.

 

A pochi metri di distanza c'è piazza San Pietro e via della Conciliazione, la fermata della metro Ottaviano, nonché via Cola di Rienzo, una delle strade dello shopping. In tanti passano e lo vedono, gli autobus pieni di passeggeri gli circolano davanti, lui fa finta di nulla, dei vigili nemmeno l'ombra: non esattamente l'immagine migliore per gli stranieri che vengono a farci visita. Fonte: qui

sabato 28 dicembre 2019

VIRGINIA BATTE GLI EX SINDACI DI ROMA: OLTRE 6,5 MILIONI DI EURO PER GLI STIPENDI DELLO STAFF

E' QUANTO EMERSO DAI DATI DEL DOCUMENTO UNICO DI PROGRAMMAZIONE. 
LA SINDACA FA PEGGIO DEI PREDECESSORI MARINO ED ALEMANNO CON UN INCREMENTO SUPERIORE AL MILIONE DI EURO...

Alessandro Ferro per il Giornale

raggiRAGGI
Doveva essere un'amministrazione controllata e risparmiatrice ma gli oltre 6,5 milioni di euro l'anno di stipendi erogati a consulenti e membri degli staff dei vari assessori pongono l'amministrazione Raggi in vetta alla classifica rispetto ai sindaci che l'hanno preceduta.

I numeri
Come riportato dal Messaggero.it, le carte degli allegati all’ultimo bilancio 2020-2022, in particolare quelle del Documento Unico di Programmazione, non mentono: "€ 6.555.654,35 per l’anno 2020 e a € 6.557.144,81 per l’anno 2021", in pratica oltre 6 milioni e mezzo di euro l'anno superando, largamente, sia il monte ingaggi annuale di Marino che di Alemanno. E' questa la spesa per "il personale degli Uffici di diretta collaborazione degli Assessori", nettamente diversa da quella inizialmente dichiarata dalla propaganda del Movimento 5 Stelle. Quindi, rispetto alle cifre fatte circolare dal M5S nel 2016, si tratta di 1,2 milioni in più della giunta di centrosinistra e di mezzo milione in più di quella di centrodestra.

Le premesse sbandierate all'inizio erano altre. "Altro che maxi-stipendi, qui siamo alle maxi-balle!" si esprimeva così, via social, il M5S di Roma nell’infuocata estate del 2016, quando appena dopo l’approdo di Virginia Raggi sul Colle capitolino già scoppiavano le polemiche sulle paghe dei collaboratori ingaggiati dai grillini: con noi, era il contrattacco stellato, il Comune spenderà meno sia di Marino che di Alemanno, al massimo 5 milioni l’anno.

Il caso
marione raggiMARIONE RAGGI
La difesa nasceva dopo un contratto che fece scalpore ma che alla fine durò pochissimo: quello di Carla Romana Raineri, capo di gabinetto del sindaco per poche settimane, nell'agosto 2016, a cui la Raggi attribuì uno stipendio di 194mila euro l’anno. "A lavorare gratis non sarei mai venuta, non sono qui per fare beneficenza", rispose la Raineri per reagire agli attacchi. Dopo essersi dimessa il primo settembre per incompatibilità col suo vice, Raffaele Marra, altro nome noto nelle vicende politico-giudiziarie del Campidoglio targato M5S, chiese le coordinate bancarie del Comune per restituire quanto incassato fin lì, 7mila euro lordi all’incirca.

ALEMANNO MARINOALEMANNO MARINO
Al di là del singolo caso, qualche polemica sugli esborsi per gli staff, di tanto in tanto, è riaffiorata. E la tesi dei grillini è rimasta la stessa: "Basta andarsi a leggere i precedenti bilanci: Alemanno spese 6 milioni di euro; Marino spese 5,3 milioni di euro. Noi invece abbiamo fissato l’obiettivo di spendere meno di 5 milioni di euro ogni anno". Tutto annotato, nero su bianco, in un lungo post su Facebook:

"Il M5S in Campidoglio spenderà almeno 300 mila euro in meno ogni anno rispetto all’ultima amministrazione Pd di Marino e un milione di euro in meno rispetto a quella di Alemanno (sostenuta dal centrodestra e da Fratelli d’Italia). Sui 5 anni si traduce in almeno 1,5 milioni di euro in meno rispetto a Marino, ben 5 milioni di euro in meno rispetto ad Alemanno".

Nell'ultimo periodo, i ritocchi verso l'alto si sono resi necessari per mansioni ampliate rispetto all'inizio e per contratti passati da part-time a tempo pieno, come si legge nelle varie delibere. E la spesa si gonfia: sperando che non esploda.

Fonte: qui

mercoledì 3 luglio 2019

L’AMA DICE CHE LA CAPITALE SUPERERA’ LA CRISI DELL'IMMONDIZIA SOLO A NATALE. SI TE SALUTOOO...


LO SCONCERTO DEI TURISTI CHE FOTOGRAFANO I CUMULI DI RIFIUTI: “MAI VISTA UNA CAPITALE COSÌ. 
I TOPI PER STRADA? CI AUGURIAMO PROPRIO DI NON INCONTRARLI”

"MA IL GOVERNO ITALIANO CHE FA?"

Mauro Evangelisti per “il Messaggero”

raggi rifiutiRAGGI RIFIUTI
Il nuovo consiglio di amministratore di Ama: «Supereremo la crisi dei rifiuti solo a Natale». La sindaca Virginia Raggi, mentre i cumuli di spazzatura crescono, in una lettera al presidente del Consiglio: «È una crisi stabilita a tavolino», «sono disposta ad adottare come sindaco di Roma e della Città Metropolitana tutti gli atti di mia competenza anche straordinaria per assicurare la regolarità del servizio».

Rifiuti, Roma è sull'orlo del baratro e ora se ne rendono conto anche in Campidoglio. Appena due settimane fa il Movimento 5 Stelle di Roma su Facebook gigioneggiava: «La situazione della raccolta nei Municipi è in progressivo miglioramento, l'Ama ci ha assicurato che a breve tutto tornerà a regime». Le ultime parole famose.

Ieri, nel corso della riunione della Commissione trasparenza, Paolo Longoni, ad di Ama, ha avvertito: «Se facciamo battaglie ideologiche su inceneritori sì/inceneritori no, discariche sì/discariche no, non ne veniamo fuori. I rifiuti restano dove stanno e in un mese rischiano di formare una montagna di rifiuti alta come il Vesuvio». Il riferimento è alle discariche e ai termovalorizzatori dove ogni settimana vanno 2.800 tonnellate di materia prodotta dal trattamento dei rifiuti romani. I vertici di Ama hanno aggiunto: la crisi sarà superata solo a Natale (poi hanno precisato che intendevano quella strutturale).
monnezzaMONNEZZA

Ma Longoni ha descritto la situazione di Ama con parole che rappresentano, involontariamente, un drammatico atto di accusa per Virginia Raggi che da tre anni guida Roma Capitale: «C'è una emergenza nel servizio, c'è una emergenza organizzativa perché l'organizzazione interna è da migliorare, c'è una emergenza finanziaria perché la società ha problemi di risorse finanziarie. C'è molto che non funziona e che deve essere sistemato». Altro che nuovi impianti: Ama non ha neppure un piano industriale, visto che quello prodotto dai precedenti vertici scelti dalla Raggi, secondo il nuovo Cda, è da rifare.

STRATEGIA
raggiRAGGI VAI A CASA A FARE LA CALZETTA!
Cambio di scena. Virginia Raggi ha corretto la strategia perché la realtà (i rifiuti per strada) è più forte dei social network (i post per dire che va tutto bene). Ha inviato una lettera al presidente del consiglio, Giuseppe Conte, al ministro Sergio Costa, al presidente della Regione, Nicola Zingaretti, alla procura e alla prefettura. Parla di complotto(evidentemente non si guarda mai allo specchio ... e più facile gridare al complotto, che guardare alla propria inettitudine!). Anzi, più correttamente, di «crisi stabilita a tavolino, forse per logiche commerciali». La ricostruzione della Raggi: il Tmb di Malagrotta (Colari) per la manutenzione ha ridotto dal 25 aprile di 200 tonnellate giornaliere i rifiuti lavorati, dal 26 maggio di 500; dal 20 maggio il Tmb di Rida (Aprilia) accoglie 1.000 tonnellate settimanali in meno; dal 26 aprile il Tmb di Ecologia Viterbo riceve 700 tonnellate settimanali. Il primo luglio anche un tmb abruzzese deve rallentare (e il 31 finisce la disponibilità in Abruzzo), mentre il Tmb di Saf (Frosinone) si è fermato per un guasto.

Secondo la Raggi così si è passati da una disponibilità di 19.160 tonnellate a settimana a 15.590 tonnellate, manca la destinazione per 300 tonnellate al giorno. A questo si aggiunge un guasto del Tmb di Ama e l'indisponibilità di spazi a San Vittore nell'inceneritore, portando a 650 tonnellate giornaliere il buco nero di Roma. Secondo la Raggi, negli impianti del Lazio sulla carta c'è disponibilità sufficiente, ma non viene erogata per carenza di spazi finali nell'inceneritore di Acea a San Vittore e nella discarica di Colleferro di Lazio Ambiente. Di qui l'accusa di «crisi stabilità a tavolino» e il richiamo a «senso di responsabilità del presidente della Regione, Nicola Zingaretti».
monnezzaMONNEZZA

Fin qui l'atto di accusa della Raggi. Da Lazio Ambiente replicano che la discarica di Colleferro riceve ogni giorno più di 800 tonnellate di rifiuti romani. L'inceneritore Acea di San Vittore (che ha rimandato al 21 luglio la manutenzione per aiutare Roma) da quello che risulta sta rispettando gli impegni. Zingaretti spiega: «Noi stiamo collaborando. Ma il problema di queste ore, che è sotto gli occhi di tutti, non deriva da un deficit di spazi di conferimento, ma da difficoltà della raccolta e soprattutto dall'assenza, dopo la Salaria, di centri di trasferenza». 

Sabato 29 Giugno 2019 Via Casilina angolo Torpignattara

 
IL RACCONTO TRA I TURISTI CHE FOTOGRAFANO I CUMULI DI RIFIUTI: “MAI VISTA UNA CAPITALE COSÌ”

LORENZO D'ALBERGO per repubblica.it

Denis Cornomorec si arrampica sul ballatoio che da viale Trinità dei Monti si affaccia sui tetti del centro storico. Non ha sopportato il lungo inverno di Kiev per limitarsi a immortalare il Colosseo e il Circo Massimo. In vacanza a Roma, è a caccia di souvenir fotografici che ripaghino l'attesa. "Questa è la prima uscita - racconta - voglio qualcosa in più di questa roba". Il 36enne ucraino tira fuori il cellulare: foto di immondizia, marciapiedi luridi, gabbiani che pasteggiano tra gli scarti e neanche l'ombra di un netturbino.

monnezzaMONNEZZA
Denis scuote la mano davanti al naso, a mimare la puzza. Nel suo telefonino ci sono i monumenti, non manca il selfie con i turisti arrostiti dal sole davanti all'ingresso dei musei Vaticani. Ma ci sono anche un paio di istantanee a sorpresa. Tra una pizza margherita e la Bocca della Verità, scatti buoni per un post su Instagram, ecco due file di cassonetti zeppi di spazzatura. Nell'estate della grande crisi dei rifiuti, ricordi di maleodoranti passeggiate capitoline.
raggi zingaretti-2RAGGI E ZINGARETTI in ER MONNEZZA

"Ho preso un albergo vicino alla stazione Termini pensando che fosse una zona pulita, comoda - racconta Denis, a Roma con la figlia, mentre mostra la foto sullo schermo del telefonino - ma questo è il nostro buongiorno. Anche a Kiev abbiamo problemi con i rifiuti, tutte le grandi città li hanno. Ma non così. Non è una bella pubblicità per la città". Al mattino, dopo la colazione, per evitare i miasmi è meglio infilarsi nella metro A. La linea che salta ancora la fermata di Barberini. Difficile spiegare a chi non è avvezzo alle magagne della Città Eterna che le scale mobili della fermata sono fuori servizio dall'ormai lontano 23 marzo. Proprio come l'ascensore di piazza di Spagna. Fuori uso, lucchettato.

Non resta che scendere la scalinata di piazza di Spagna, contornata da cartacce e bottiglie di plastica vuote: il vero tour a ostacoli di Denis e della sua piccola è appena partito. L'obiettivo è raggiungere il Pantheon. E non sarà semplice. "Mi piace il profumo di Roma", scherza Denis.

monnezzaMONNEZZA
All'angolo tra via Frattina e via Mario de' Fiori, scavalcato il muro di venditori ambulanti di bottiglie di acqua ghiacciata che si staglia all'altezza della Barcaccia, si imbatte in sacchi e sacchetti pieni di immondizia di ogni tipo. Un richiamo per piccioni. E a sera, come spiega uno dei camerieri del bar accanto al cumulo di spazzatura, anche per topi. "Oddio, quelli non vogliamo proprio vederli ", prova a riderci su l'ucraino, turista in una giostra che ospita ogni anno più di 18 milioni di vacanzieri.
l'immondizia di via ostiense a roma ripresa da ferzan ozpetek 2L'IMMONDIZIA DI VIA OSTIENSE A ROMA RIPRESA DA FERZAN OZPETEK 

Lasciandosi alle spalle Montecitorio, Denis è arrivato a meta. Quasi, perché in piazza della Maddalena, accanto alla chiesa, si erge un altro totem di sacchetti. Piedi fasciati solo da sandali, passeggini, bambini e anziani. C'è un discreto viavai sotto al cartello firmato da uno degli albergatori di questo salotto. Un messaggio disperato: "Questo angolo non è per i rifiuti. Si prega di non buttare immondizia ed altro. La città è di tutti". Anche di chi continua a usare quell'angolo di Roma come una piccola discarica. "Male, male, sooo baaad... ", scuote la testa Denis stressando le vocali del suo buon inglese e accelerando il passo.

l'immondizia di via ostiense a roma ripresa da ferzan ozpetek 3L'IMMONDIZIA DI VIA OSTIENSE A ROMA RIPRESA DA FERZAN OZPETEK 
Hala e Kholoud Azoulay, francesi di terza generazione di Aix-en-Provence, guardano. E non passano. Si fermano a bere da una fontanella che a malapena gocciola e poi raggiungono Denis. L'ucraino ne approfitta per salutare e tornare a dedicarsi ai monumenti, mentre le due ragazze chiedono una traduzione delle poche righe affisse sul muro a mo' di preghiera. Appena atterrate nella capitale, 22 e 27 anni, smettono di digitare sui loro smartphone e fotografano i bustoni abbandonati sui sampietrini roventi.
La più grande, Hala, ci pensa un attimo su. Poi ricollega: "La città è in emergenza per l'immondizia? Speravamo non fosse vero. Ma il governo italiano che fa? Nel tragitto dall'aeroporto all'hotel, in pullman, cercavamo qualche articolo su Roma e ce n'erano diversi su questa storia". Quello di Le Monde rimasto nella cronologia del telefonino della 27enne titola così: " Tous les déchets mènent à Rome".

Tutti i rifiuti portano a Roma. Il gioco di parole è datato 8 marzo 2019, segnale che sottolinea una volta di più la ciclicità con cui la capitale finisce al tappeto. O quantomeno in ginocchio, sotto la spazzatura e davanti agli occhi di milioni di turisti di ogni nazionalità.

Fonte: qui


mercoledì 19 giugno 2019

VIRGINIA RAGGI HA CONFERMATO FABIO SERINI COME COMMISSARIO DELL’IPA, L’ISTITUTO DI PREVIDENZA DEI DIPENDENTI DEL CAMPIDOGLIO

SERINI È A PROCESSO PER LA VICENDA SULLO STADIO DELLA ROMA: È DA FINE 2018 CHE SI CERCA UN SOSTITUTO “PER MOTIVI DI OPPORTUNITÀ”, MA SENZA SUCCESSO 
I RAPPORTI CON LANZALONE E L’AFFIDAMENTO DI INCARICHI ALL’AVVOCATO COSTANTINI
Vincenzo Bisbiglia per www.ilfattoquotidiano.it
fabio seriniFABIO SERINI
Fabio Serini, a processo nell’ambito del procedimento penale sullo stadio dell’As Roma, è stato riconfermato commissario dell’Ipa, l’istituto di previdenza per i dipendenti del Comune di Roma. La sindaca Virginia Raggi ha firmato l’ordinanza il 13 giugno , dopo un periodo di circa due settimane in cui l’avvocato livornese – nominato il 27 maggio 2017 su consiglio dell’allora super consulente Luca Lanzalone – ha dato continuità al suo mandato (scaduto il 25 maggio) in regime di auto-proroga “per tenere accesi i motori”. La Procura aveva chiesto il giudizio immediato per Serini, Lanzalone e il loro socio Luciano Costantini, nel dicembre scorso. L’incarico, come riporta l’ordinanza, durerà fino al 31 dicembre 2019, sebbene il termine del commissariamento sia fissato al 15 giugno 2020. Dal Comune di Roma assoluto silenzio sulle motivazioni della scelta.
virginia raggi fabio serini 1VIRGINIA RAGGI FABIO SERINI 

IL COINVOLGIMENTO DI SERINI NELL’INCHIESTA STADIO – Le cronache locali, a fine 2018, riportavano rumors provenienti dal Campidoglio secondo cui già dall’estate dello stesso anno – dunque all’indomani degli arresti dell’imprenditore Luca Parnasi e dell’avvocato Lanzalone – si stava cercando un sostituto per i vertici dell’Ipa “per motivi di opportunità”. Ricerca fin qui non andata a buon fine. Si tratta di un ruolo delicato, infatti, perché la società gode di una liquidità notevole, nonostante negli anni precedenti la Corte dei Conti abbia documentato sperperi e rimborsi facili.
luca lanzalone virginia raggi foto lapresse 1LUCA LANZALONE VIRGINIA RAGGI FOTO LAPRESSE 

Serini è finito a processo nell’ambito dell’inchiesta denominata “Rinascimento”, deflagrata a giugno 2018 con gli arresti dell’imprenditore Luca Parnasi e, fra gli altri, dell’allora presidente di Acea Spa, Luca Lanzalone. Per gli inquirenti, Lanzalone sarebbe “intervenuto presso il sindaco Virginia Raggi per la sua (di Serini ndr) nomina quale commissario straordinario e per la proroga di detta nomina alla scadenza annuale”. In cambio Lanzalone e Costantini, “si facevano indebitamente dare da Fabio Serini (…) un vantaggio patrimoniale consistente nell’attribuzione allo studio Lanzalone & Partners di più incarichi professionali”.
fabio serini 2FABIO SERINI
Il 2 maggio 2018, ad esempio, Sereni firma una determina: oltre 11 mila e 500 euro per l’affidamento di incarichi “all’avvocato Luciano Costantini, dello Studio Legale ‘Lanzalone & Partners’”. Proprio Serini, tre giorni dopo, “chiama Lanzalone e gli chiede un aiuto perché gli serve un altro anno (evidentemente proroga nell’incarico di Commissario Ipa)”.
virginia raggi fabio seriniVIRGINIA RAGGI FABIO SERINI
LANZALONE E IL CONTRATTO CHE NON C’E’ – Nel frattempo, emergono nuovi particolari sulla vicenda della consulenza affidata all’avvocato Lanzalone. Consigliato a Virginia Raggi dai vertici del M5S, da fine 2016 e almeno fino alla sua nomina come presidente di Acea Spa, il 3 aprile 2017, il legale genovese aveva seguito per conto del Comune numerosi dossier caldi in Campidoglio: oltre alla difficile trattativa con l’As Roma sul futuro dello stadio, dalla Multiservizi ad Atac, passando per l’individuazione di professionisti che potessero ricoprire alcune caselle vacanti in Campidoglio.

luca lanzalone virginia raggi foto lapresse 2LUCA LANZALONE VIRGINIA RAGGI FOTO LAPRESSE
“Lanzalone ha formalizzato il 10 febbraio una comunicazione con la quale veniva da me incaricato di seguire alcune vicende. In particolare anche quella relativa alla Eurnova srl”, aveva detto Virginia Raggi in Assemblea Capitolina il 7 marzo 2018. In realtà, come anticipato nei giorni scorsi da Repubblica e confermato a IlFattoQuotidiano.it da fonti della Corte dei Conti, la scorsa settimana la Guardia di Finanza si è recata a Palazzo Senatorio e nella sede Acea alla ricerca di un documento che formalizzasse quell’incarico, senza tuttavia trovarne traccia. Gli uffici capitolini si sono presi alcuni giorni per fare delle ricerche. Una storia che ricorda da vicino quella del “giallo” del parere dell’Avvocatura scomparso, su cui in realtà non si mai più fatta luce.

fabio serini 1FABIO SERINI 
IL JOLLY DI ‘MR. WOLF’ – Secondo fonti inquirenti, per ora la vicenda resterà nell’alveo dell’indagine contabile. Ma la fattispecie potrebbe essere utilizzata per rafforzare la posizione di difesa Lanzalone. Secondo la Procura, il professionista avrebbe ricevuto una serie di utilità e consulenze da Parnasi in cambio di informazioni sullo stato delle pratiche amministrative legate allo stadio in costruzione, progetto poi sbloccato anche se con un taglio del 50% delle cubature rispetto a quello iniziale. Ma se Lanzalone non era un “pubblico ufficiale”, o comunque non aveva ricevuto alcun incarico formale dalla sindaca, chi rappresentava? E se era un “privato cittadino” come poteva essere corrotto? E poteva ‘flirtare’ liberamente con Parnasi? Domande di cui si avrà risposta probabilmente dopo l’estate. Fonte: qui

venerdì 10 maggio 2019

SLITTA LA RIAPERTURA DELLA FERMATA “REPUBBLICA” DELLA METRO DI ROMA, A PIAZZA DI SPAGNA SI ROMPONO SUBITO LE SCALE MOBILI APPENA RIATTIVATE

LA RAGGI PARLA DI ALTRI DUE MESI, “I LAVORI SONO STATI FATTI MALE”, MENTRE I BUS ISRAELIANI SONO FERMI IN ATTESA DEL PATENTINO EURO 6. 

Erica Dellapasqua per il “Corriere della Sera

Dura pochissimo, appena quarantotto ore, il ritorno alla normalità della stazione della metropolitana di piazza di Spagna, la più centrale di Roma.
LE SCALE MOBILI NELLA FERMATA SPAGNA DELLA METROPOLITANA DI ROMALE SCALE MOBILI NELLA FERMATA SPAGNA DELLA METROPOLITANA DI ROMA
Due mesi dopo la chiusura decisa per effettuare i controlli sulle scale mobili, nel primo giorno di riapertura effettiva della fermata, ecco di nuovo gli stessi problemi.

Trema tutto sotto i piedi, l' ultimo gradino inchioda, la gente sopra dondola prima avanti e poi indietro. «Che vergogna, che vergogna». E che spavento, anche. Perché - ormai, in effetti, lo sa tutto il mondo - il caso delle scale mobili-immobili, continuamente transennate, è una questione di disagi e di scomodità, certo, ma anche di sicurezza, soprattutto dopo gli avvenimenti che hanno riguardato le altre due stazioni della metropolitana del centro storico di Roma ancora chiuse: Repubblica dal 23 ottobre, quando la scala mobile impazzita si trascinò via i tifosi russi del Cska Mosca, e Barberini sotto sequestro dal 23 marzo per i gradini che si accartocciano all' improvviso.

L' attenzione, comunque, adesso si sposta sulla stazione Repubblica perché, altra cattiva notizia, ieri è stato ufficializzato che, contrariamente a quanto promesso da Atac, dal Campidoglio e dall' assessora ai Trasporti Linda Meleo, non riaprirà entro metà mese ma molto più tardi, almeno a luglio.

virginia raggi in metroVIRGINIA RAGGI IN METRO
Per spiegarlo la sindaca Virginia Raggi è tornata a parlare in diretta Facebook: «La ditta costruttrice Otis ha finito le ispezioni e anche in questo caso ha rilevato che la ditta incaricata della manutenzione aveva lavorato male e ci sarà da rifare completamente l' impianto. La sicurezza prima di tutto».

La sindaca, nella stessa diretta, ha detto anche che «è stata riaperta Spagna. Siamo molto dispiaciuti per i disagi e anche molto arrabbiati perché abbiamo visto che i lavori di manutenzione fatti dalla ditta incaricata da Atac, ce lo ha confermato il Tribunale, erano fatti male: riparazioni con fascette del ferramenta, ponti elettrici fatti male. Questo ha determinato che Otis ha rifatto tutto. Barberini è tuttora sotto sequestro della magistratura e non possiamo ancora intervenire; su Repubblica, invece, stiamo ancora lavorando».
metro linea a romaMETRO LINEA A ROMA

Per rivedere aperta la stazione Repubblica bisognerà aspettare almeno luglio perché poi, come per Spagna, serviranno altri controlli: dei responsabili di esercizio di Atac, dell' Ustif, e poi ancora di Atac. Così si arriverebbe ad agosto, il mese scelto - per ovvie ragioni di affluenza - per gli interventi sui «deviatoi» che riguarderanno l' intera linea A. Allora? C' è davvero il rischio che la riapertura di Repubblica slitti a settembre? Nessuno vuole neanche pensarci, adesso, ma sì: un rischio, oggettivamente, c' è. E, oltre ai ritardi, procede parallela l' indagine della Procura che avrebbe rilevato anche alla stazione di Repubblica, come successo a Barberini, la presenza di semplici fascette di plastica nei punti in cui sarebbero dovute avvenire le riparazioni, fatto che ha voluto ricordare anche la sindaca nella sua diretta.

Per Atac e per Roma, comunque, non finisce qui.
metro linea a roma protesteMETRO LINEA A ROMA PROTESTE

Anche stavolta sembra impossibile che accada in una capitale europea ma è tutto vero: la Corte dei conti sta già indagando, gli ultimi bus affittati dalla società Basco - sono 70 e sono arrivati da Tel Aviv, 4 milioni 300 mila euro per un noleggio di 12 mesi - sono Euro 5, e non Euro 6.

Atac pensava che potessero comunque circolare e invece no, com' è trapelato ieri dalla commissione Trasparenza.
metro linea a romaMETRO LINEA A ROMA



Ci sarebbero interpretazioni divergenti della normativa.
Si sta valutando l' ipotesi di un' immatricolazione in Germania, che avrebbe una visione meno rigorosa. I bus, intanto, sono fermi nel deposito.

Fonte: qui

mercoledì 8 maggio 2019

LA RAGGI INSULTATA A CASAL BRUCIATO, DIFENDE L’ASSEGNAZIONE DELLA CASA ALLA FAMIGLIA ROM: “RESTANO, NE HANNO DIRITTO"

LA  RAGGI INSULTATA A CASAL BRUCIATO, DIFENDE L’ASSEGNAZIONE DELLA CASA ALLA FAMIGLIA ROM: “RESTANO, NE HANNO DIRITTO" 
DI MAIO IRRITATO PER L'INIZIATIVA DELLA SINDACA, CHE È ANDATA NEL QUARTIERE TEATRO DI TENSIONI DA GIORNI PER L'ASSEGNAZIONE DI UN ALLOGGIO POPOLARE A UNA FAMIGLIA BOSNIACA 
LA SINDACA COSTRETTA A USCIRE SCORTATA – VIDEO



raggi casal bruciatoRAGGI CASAL BRUCIATO
"Questa famiglia risulta legittima assegnataria di un alloggio. Ha diritto di entrare e la legge si rispetta. Siamo andati a conoscerli e sono terrorizzati. Abbiamo avuto modo di far conoscere questa famiglia ad alcuni condomini. Chi insulta i bambini e minaccia di stuprare le donne forse dovrebbe farsi un esame di coscienza. Non è questa una società in cui si può continuare a vivere". Sono le parole che ha pronunciato la sindaca uscendo dalla casa popolare assegnata alla famiglia nomade a Casal Bruciato dove è stata accolta da una raffica di insulti e offese sessiste da parte dei residenti che da  due giorni protestano contro l'assegnazione del Comune di un alloggio popolare a una famiglia bosniaca di 14 persone.

Momenti di tensione quando Raggi è stata letteralmente scortata da due cordoni del reparto mobile della polizia all'interno del piazzale condominiale dove si trova l'appartamento assegnato martedì scorso a una famiglia rom.  Insieme a lei, ci sono alcuni vicini di casa, il direttore della Caritas diocesana di Roma, don Benoni Ambarus, e un delegato del vicariato. L'iniziativa della sindaca è stata accolta con una certa
irritazione dal vicepremier Luigi Di Maio, a quanto apprende l'ANSA. Prima si aiutano i romani, gli italiani, poi tutti gli altri, è il senso del ragionamento del leader M5S irritato - si apprende ancora - anche per la tempistica con cui la sindaca, in un giorno particolarmente importante per il M5S al governo, ha scelto di mettere in campo la sua iniziativa.
raggi casal bruciatoRAGGI CASAL BRUCIATO

Raggi è stata contestata da circa una trentina di persone che hanno seguito il cordone di polizia che accompagnava la prima cittadina. I cittadini si erano radunati in strada poco prima per l'arrivo della presidente del municipio IV, Roberta della Casa. I cittadini urlano e chiedono principalmente legalità, rispetto e trasparenza nell'assegnazione delle case popolari. "Salvini, Salvini" ha urlato un gruppetto

Intanto sono al vaglio della Digos le immagini degli insulti alla donna nomade, tra cui la frase 'ti stupro', al suo ingresso ieri nella palazzina di Casal Bruciato a Roma scortata dalla polizia. Gli investigatori sono al lavoro per accertare con esattezza l'accaduto e stabilire eventuali responsabilità. "Purtroppo ancora oggi, in molti Paesi d'Europa - anche in Italia, nella stessa città di Roma - assistiamo a episodi di riprovevole violenza, che costituiscono il sintomo di un progressivo arretramento dei presidi di civiltà, di un drammatico affievolimento della sensibilità collettiva di fronte all'emersione di antiche e nuove forme di razzismo, spesso di matrice antisemita", ha detto il premier Giuseppe Conte incontrando 800 ragazzi russi, di origine ebraica, nel Tempio Maggiore di Roma.

raggi casal bruciatoRAGGI CASAL BRUCIATO
"Quello che è successo ieri, di aver detto a quella signora rom, quello che tutti i giornali scrivono, ovvero che le avrei detto 'ti stupro', io non lo ho mai detto - si difende Daniele, il giovane cui è stata attribuita la frase - Gli ho detto tante altre brutte parole e mi scuso con lei per averle dette, il momento era quello che era, non si ragionava tanto bene. Io non appartengo a CasaPound, a nessun loro movimento, non sono iscritto, stavo lì da semplice cittadino. Ho preso parte a determinate iniziative con loro ma io non sono un militante di CasaPound, ma ho partecipato ad alcune loro iniziative" come dimostrano alcune immagini diffuse in Rete che lo ritrraggono col  giubbotto con i simboli di CasaPound e al fianco di esponenti del movimento di estrema destra.

"Le scene di ieri sono terribili, sentir gridare "vi impicchiamo" e soprattutto "ti stupriamo" rivolto ad una mamma con la bimba in braccio sono di una gravità incommensurabile. Ho certezza che la questura si muoverà oggi, il presidio sarà allontanato dal cortile", ha commentato l'assessore capitolino al Patrimonio Rosalba Castiglione intervistata da 'Radio In Blu'.

Non si placa la rabbia del quartiere. "Ho tre figli di 12, 10 e 3 anni e ho presentato la prima di quattro domande per un alloggio popolare nel 2007. Al Comune risulta che io abbia punteggio 0 perché sto con mio padre che ha lo sfratto esecutivo, come dovrei stare sapendo che una famiglia rom ha avuto casa dopo due soli due anni in lista?". Racconta Stefania Martelloni, residente di Casal Bruciato, all'Adnkronos. "Sono stata costretta a occupare, mi ci hanno portato, tra l'altro proprio in via Smith davanti al campo nomadi - conclude - Siamo circondati".
CASAL BRUCIATO - SENADA SEJDOVIC ASSEDIATA DALLA FOLLACASAL BRUCIATO - SENADA SEJDOVIC ASSEDIATA DALLA FOLLA

 "In questa situazione non reggiamo, così meglio tornare al campo o andare altrove". Queste le parole della famiglia rom di casal bruciato asserragliata nell'appartamento al secondo piano di via Satta. A riferirle è il direttore della Caritas: "Sono molto spaventati - riferisce don Ambarus - stanno cercando di capire cosa succederà. Sperano di poter resistere.
Ci hanno detto che speravano iniziasse finalmente una nuova vita per loro dopo 20 anni nei campi. L'invito a tutti è torniamo alla ragionevolezza", ha sottolineato il direttore della Caritas.

CASAL BRUCIATO - DONNE ITALIANE CONTRO I ROMCASAL BRUCIATO - DONNE ITALIANE CONTRO I ROM
Oggi pomeriggio è previsto un altro presidio. "A partire dalle 16, parteciperemo al presidio antifascista organizzato in via Satta", ha spiegato la Cgil di Roma e del Lazio. "Imed, Senada e la loro famiglia - continua il comunicato - hanno diritto, come tutti, a una casa così come a un lavoro e un'istruzione. L'emergenza abitativa e il clima di intolleranza che si respira in tutto il paese vanno affrontati quanto prima con l'obiettivo dell'inclusione e garantendo alle famiglie assegnatarie tutela dalle aggressioni neofasciste. È inaccettabile la possibilità d'azione che a questi gruppi viene concessa. Dovunque ci saranno episodi di intolleranza e aggressioni di stampo razzista e xenofobo saremo in piazza per difendere i valori di eguaglianza e inclusione sanciti nella nostra Costituzione". 'Gridate, insultate, minacciate una donna e la sua bambina. Roma è meglio di voi. I romani non sono questo schifo. Contro questa barbarie ci vediamo tutti oggi alle 16 a Casal Bruciato. Così su Twitter Matteo Orfini, deputato del Pd.

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