martedì 14 febbraio 2017

ITALIA: APPUNTAMENTO CON LA TROIKA!

Al­cu­ne set­ti­ma­ne fa dopo aver fatto il gallo con la UE per qual­che gior­no, il mi­ni­stro Padoan si è af­fret­ta­to a di­chia­ra­re che entro apri­le l’I­ta­lia avreb­be fatto una nuova ma­no­vra fi­nan­zia­ria, in modo da as­si­cu­ra­re come ac­ca­de quo­ti­dia­na­men­te in Gre­cia, qual­che mi­liar­do di tasse agli ita­lia­ni…

Conti pub­bli­ci, da­van­ti al mal­con­ten­to Ue Pa­doan tenta la mar­cia …

Il mi­ni­stro sa bene che una pro­ce­du­ra di in­fra­zio­ne “com­por­te­reb­be una ri­du­zio­ne di so­vra­ni­tà sulle scel­te di po­li­ti­ca eco­no­mi­ca e costi ben su­pe­rio­ri per la fi­nan­za pub­bli­ca” ri­spet­to ai 3,4 mi­liar­di di cor­re­zio­ne ri­chie­sta. Così, il gior­no dopo aver in­via­to a Bru­xel­les una let­te­ra vaga e am­bi­gua, cam­bia verso: l’ag­giu­sta­men­to “è in­di­spen­sa­bi­le” e “al­cu­ne mi­su­re sa­ran­no prese anche prima della sca­den­za”
Cir­co­la voce che le mi­su­re di cui si parla è una ve­lo­ce pri­va­tiz­za­zio­ne da as­si­cu­ra­re agli squa­li della fi­nan­za mon­dia­le…
(ANSA) – ROMA, 9 FEB – “La scel­ta di pro­ce­de­re ad una ul­te­rio­re col­lo­ca­zio­ne sul mer­ca­to di una quota di Poste Ita­lia­ne, avan­za­ta nelle ul­ti­me set­ti­ma­ne, ha im­pli­ca­zio­ni molto serie. Im­pli­ca­zio­ni che credo va­da­no ben pon­de­ra­te dalla mag­gio­ran­za che so­stie­ne il go­ver­no e, prima di tutto, dai grup­pi par­la­men­ta­ri del Pd”. Lo scri­ve il sot­to­se­gre­ta­rio allo Svi­lup­po Eco­no­mi­co, An­to­nel­lo Gia­co­mel­li, in una let­te­ra in­via­ta al pre­si­den­te del Pd Mat­teo Or­fi­ni, al se­gre­ta­rio Mat­teo Renzi e ai ca­pi­grup­po Pd di Ca­me­ra e Se­na­to, Et­to­re Ro­sa­to e Luigi Zanda, a pro­po­si­to del­l’i­po­te­si di pri­va­tiz­za­zio­ne della se­con­da tran­che di Poste. Pur non ne­gan­do la ne­ces­si­tà di ri­dur­re il de­bi­to pub­bli­co, “non vor­rei – sot­to­li­nea Gia­co­mel­li – che la ven­di­ta di un se­con­do pac­chet­to di azio­ni ine­vi­ta­bil­men­te fi­ni­sca per in­ci­de­re for­te­men­te sul ruolo di Poste e del suo ser­vi­zio, oltre che sul li­vel­lo oc­cu­pa­zio­na­le. Senza con­ta­re che si fi­ni­reb­be per con­se­gna­re il ri­spar­mio degli ita­lia­ni ad in­ve­sti­to­ri in­ter­na­zio­na­li, ema­na­zio­ne di ban­che d’af­fa­ri stra­nie­re”.Gia­co­mel­li, ri­schi se­con­da tran­che Poste
Ma non si trat­ta solo di Poste, ma anche delle Fer­ro­vie dello Stato e in par­ti­co­la­re l’Al­ta Ve­lo­ci­tà con le Frec­ce tri­co­lo­ri e già che ci siamo qual­cu­no sta pen­san­do ad alie­na­re anche una tran­che della no­stra Cassa De­po­si­ti e Pre­sti­ti.
Giu­sto per Ri­met­te­re una pulce nel­l’o­rec­chio a chi ci legge vi ri­por­to uno dei tanti mo­ti­vi per i quali il no­stro de­bi­to pub­bli­co è fuori con­trol­lo, gra­zie alla ge­stio­ne cri­mi­na­le di po­li­ti­ci e ban­chie­ri tra i quali sem­bra anche Mario Dra­ghi…

Derivati, ecco i contratti segreti che hanno svenduto l’Italia alle banche

Cade il se­gre­to che le isti­tu­zio­ni hanno cer­ca­to di porre per im­pe­di­re la di­vul­ga­zio­ne dei con­trat­ti de­ri­va­ti fatti dal Te­so­ro con le ban­che d’af­fa­ri, e che stan­no co­stan­do mi­liar­di di euro alle casse pub­bli­che. Nel nu­me­ro in edi­co­la do­me­ni­ca 12 feb­bra­io, L’E­spres­so pub­bli­ca in­fat­ti per la prima volta i con­trat­ti che nei primi gior­ni del 2012 hanno co­stret­to il go­ver­no di Mario Monti a ver­sa­re 3,1 mi­liar­di di euro alla banca ame­ri­ca­na Mor­gan Stan­ley, per ef­fet­to di stru­men­ti fi­nan­zia­ri ad alto ri­schio che erano stati sot­to­scrit­ti negli anni pre­ce­den­ti.
Si trat­ta di quat­tro fa­mi­glie di de­ri­va­ti molto com­ples­si, che l’i­sti­tu­to ebbe la fa­col­tà di ter­mi­na­re in largo an­ti­ci­po ri­spet­to alla data di sca­den­za pre­vi­sta, per ef­fet­to di una di­scus­sa clau­so­la di chiu­su­ra an­ti­ci­pa­ta pre­vi­sta in un vec­chio ac­cor­do del 1994, mai eser­ci­ta­ta in pre­ce­den­za.
C’è poi la no­ti­zia che se­con­do l’ex de­pu­ta­to cin­que stel­le Marco Zanni, nel Par­la­men­to Eu­ro­peo, qual­cu­no sta cer­can­do di in­tro­dur­re un pic­co­lo emen­da­men­to alla legge 507 del Re­go­la­men­to sui re­qui­si­ti pa­tri­mo­nia­li delle ban­che, una sorta di ca­val­lo di Troia che pro­ve­reb­be a de­le­ga­re l’ Au­to­ri­tà ban­ca­ria eu­ro­pea, do­tan­do­la della fa­col­tà di cam­bia­re l’ ap­proc­cio sull’ espo­si­zio­ne ban­ca­ria nei con­fron­ti degli Stati e del loro de­bi­to so­vra­no, quel­lo che ha pro­va­to più volte a fare la Ger­ma­nia con il mi­ni­stro Schau­ble negli ul­ti­mi anni…

LA GER­MA­NIA DI­CHIA­RA GUER­RA AL­L’I­TA­LIA!

Loro ci stan­no pro­van­do da tempo, non passa gior­no nel quale i loro emis­sa­ri sug­ge­ri­sco­no cosa fare al no­stro Paese a loro van­tag­gio…

L’I­ta­lia chie­da aiuto alla Troi­ka: l’uo­mo della Mer­kel lan­cia l’ap­pel­lo

… un pò come hanno fatto in que­sti anni con la Gre­cia, ma que­sta volta po­treb­be es­se­re di­ver­so visto che c’è di mezzo Trump…
Co­mun­que per il mo­men­to nes­sun pro­ble­ma fa­ran­no di tutto per smor­za­re la ten­sio­ne, ci sono le ele­zio­ni e de­vo­no an­da­re tutte nella stes­sa di­re­zio­ne, ov­ve­ro quel­la da loro au­spi­ca­ta!

Fonte: qui

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