Visualizzazione post con etichetta Governo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Governo. Mostra tutti i post

mercoledì 3 giugno 2020

VOLETE SAPERE PERCHÉ L’ECONOMIA TEDESCA SARÀ LA PRIMA A RIPARTIRE?

I SOLDI DEL GOVERNO SONO ARRIVATI IN 36 ORE DIRETTAMENTE SUL CONTO CORRENTE, SENZA MODULI DA COMPILARE O COMPLICAZIONI BUROCRATICHE 

IN PIÙ, LA MERKEL NON SI È MESSA A DARE SUSSIDI A PIOGGIA COME CONTE E GUALTIERI, MA HA APPROVATO UN PIANO DI SVILUPPO VERO PER LE AZIENDE E NON SOLO. TOTALE DEL GIOCHINO: 353 MILIARDI DI AIUTI E 819 DI GARANZIE…


la garibaldina - enoteca a berlino la garibaldina - enoteca a berlino
"A me è andata bene. I soldi sono arrivati in 36 ore sul conto corrente. Ed essendo il mio negozio un' enoteca, ho potuto tenere aperto. Ho deciso io di ridurre l' orario, ma il fatturato è calato ad aprile e a maggio più o meno del 10-15%: niente di preoccupante. E non le dico la gioia di poter stare molto di più con i miei figli». Gianluca Borelli è romano, e da quasi dieci anni è proprietario di una piccola enoteca nel quartiere berlinese di Charlottenburg, "La Garibaldina".

Andreas Geisel Andreas Geisel
Ormai nella capitale quasi tutti i negozianti hanno tirato su la saracinesca, dal 2 giugno il Comune darà il via libera alle feste e ai piccoli concerti, e persino le palestre e le "kneipen", le birrerie, potranno riaprire, anche se il bancone resterà bandito ai clienti. «Altrimenti - ha spiegato il senatore agli Interni, Andreas Geisel - non si riescono a rispettare le distanze minime». E quelle, per un altro mese, continueranno a valere per tutta la Germania: 1,5 metri, all' aperto o al chiuso.

URSULA VON DER LEYEN ANGELA MERKEL URSULA VON DER LEYEN ANGELA MERKEL
Borelli conferma una tendenza che si rileva ovunque nel Paese, e non solo a Berlino. Gli "aiuti immediati" che il governo ha stanziato a fine marzo, sono arrivati nel giro di pochissimi giorni nelle tasche di autonomi, piccoli imprenditori, artisti. Borelli ha fatto richiesta per 5.000 euro, ma nel pacchetto «più ambizioso della storia della Repubblica», come lo ha presentato il governo Merkel, erano previsti fino a 9.000 euro per imprese con meno di cinque dipendenti, fino a 15.000 per quelle con meno di 15. Aiuti che, combinati con il divieto di sfratto e la possibilità di dilazionare il pagamento degli affitti, hanno consentito a musicisti e gestori di discoteche, ad artisti e negozianti di superare un periodo atroce.

Complessivamente la Germania ha stanziato 353,3 miliardi di aiuti e 819,7 miliardi di garanzie in tempi record, polverizzando il pareggio di bilancio religiosamente coltivato per sette anni: 156 miliardi saranno spesi in disavanzo. Un piano da quasi 1.200 miliardi che Berlino ha cominciato a pompare da fine marzo nella sua economia, piombata come il resto del mondo nel doloroso letargo da coronavirus. Ma è chiaro che quel multiplo di soldi, rispetto a ciò che la Francia o l' Italia o la Spagna hanno potuto mettere sul piatto, potrebbe consentire al Paese di Angela Merkel di ripartire a razzo. Secondo l' Ifo, che prevede una recessione del 6,6% nel 2020, l' anno prossimo potrebbe essere quello di un rilancio poderoso. Gli economisti di Monaco stimano nel 2021 un recupero dell' economia tedesca del 10,2%.

A marzo il lockdown in Germania è scattato da metà mese. Eppure, rispetto a febbraio, la differenza nel fatturato si è fatta sentire in molti settori. Il crollo negli acquisti di biciclette e libri è stato quasi del 19%, la contrazione nei prodotti per la casa è stata di oltre il 17%, nel settore dell' abbigliamento quasi del 53% secondo le elaborazioni di Statista.
Eppure, Joachim Pianka non se la sente di lamentarsi. Contrariamente a Borelli, ha dovuto chiudere il suo negozio di abbigliamento per oltre un mese. Il suo "Fein und Ripp" si affaccia su una delle principali arterie di Kreuzberg ed è un trionfo di colori autunnali.

ANGELA MERKEL LARS FELD ANGELA MERKEL LARS FELD
Le bretelle vivaci, le camice alla coreana, le gonne plissettate o i pantaloni di velluto sembrano saltati fuori da un set d' epoca di Martin Scorsese. Pianka ammette di essersi persino goduto la chiusura del negozio, tra il 16 marzo e il 25 aprile. «Berlino era bellissima, c' era quell' atmosfera tipica di quando ci sono 15 centimetri di neve, una calma incredibile ». Molti clienti abituali hanno continuato a comprare i suoi prodotti online, «e appena abbiamo riaperto, sono immediatamente tornati a trovarci». Il suo fatturato è crollato di un quinto a marzo, e ad aprile la contrazione ha toccato punte del 40-50%, ma lui non si è mai davvero preoccupato. Anche Pianka ha fatto una richiesta di aiuti finanziari che sono arrivati «a strettissimo giro». E grazie alla Kurzarbeit, alla cassa integrazione tedesca, ha anche evitato di licenziare i suoi impiegati: insieme ai suoi due figli sono tornati tutti a lavorare dal 25 aprile. «Per me il lockdown è stato quasi come una lunga vacanza», sorride.

L' orario ridotto tedesco è stato un sollievo non soltanto per Pianka, ma per tutta la Germania. Tra marzo e maggio oltre 750mila aziende l' hanno chiesto, scongiurando un' ondata di disoccupazione enorme. Oltre 10 milioni di tedeschi hanno visto la loro settimana lavorativa accorciata, a fronte di uno stipendio pagato al 67% per i lavoratori con figli, del 60% per chi non ne ha. E il tasso di disoccupazione è salito poco: ad aprile i disoccupati in più erano 308.000, il tasso medio ha raggiunto il 5,8%. Non male per un Paese in lockdown.

Peraltro, il governo non si è limitato a erogare i sussidi alle piccole imprese o a varare la cassa integrazione per proteggere i lavoratori, ha anche approvato o un ambizioso piano per aiutare le aziende medie e grandi. Dal cilindro del ministro delle Finanze Olaf Scholz è saltato fuori un pacchetto da 400 miliardi di garanzie, altri 100 miliardi di rifinanziamenti a programmi 1L' autostrada A12 Brandeburgo-Francoforte sull' Oder con il traffico di Tir incolonnati verso la Polonia subito prima della frontiera lo scorso 20 maggio.

Fonte: qui

sabato 25 aprile 2020

Il Brasile in subbuglio, i mercati precipitano dopo le dimissioni del Ministro della giustizia per le "interferenze politiche" di Bolsonaro

Il caos politico ha colpito il cuore dell'amministrazione Jair Bolsonaro dopo le dimissioni scioccanti di venerdì del suo ministro della giustizia Sérgio Moro , arrabbiato per il saccheggio di Bolsonaro da parte del capo della polizia federale brasiliana, ore prima. 
I mercati brasiliani sono precipitati immediatamente sul discorso infuocato di Moro accusando il presidente Jair Bolsonaro di "interferenze politiche"   arrivando anche in un momento estremamente delicato in cui il presidente populista di estrema destra affronta un torrente di rabbia per la sua gestione di COVID-19. 
Il ministro della Giustizia brasiliano Sergio Moro interviene durante una conferenza stampa a Brasilia, in Brasile, tramite Reuters.
"Mi è stato promesso carta bianca per nominare tutti i consiglieri, compresi gli organi giudiziari", ha detto Moro ore dopo il licenziamento del capo della polizia federale Mauricio Valeixo, che insieme a Moro è diventato famoso nella sonda sulla corruzione di Car Wash. "Non posso andare avanti senza garantire alla polizia federale la sua autonomia".
Immediatamente dopo le dimissioni di Moro, le proteste scoppiarono nelle grandi città, anche nelle zone di Rio de Janeiro precedentemente pro-bolsonaro, in cui la gente gridava dai balconi e attraverso le finestre:  “Fora Bolsonaro! Fora Bolsonaro! ”  ("Bolsonaro fuori!") .
Le proteste sono iniziate anche mentre il suo discorso era in corso e colpisce un profondo nervosismo segnalando che la retorica molto esplosiva di "stile Trump" e il comportamento imprevedibile che ha spinto l'ascesa di Bolsonaro come "outsider" in primo luogo è ora una delle maggiori responsabilità in seno al COVID -19 crisi.
Roughly one week after Bolsonaro fired his popular Health Minister for following science on the pandemic, his once-heroic Justice Minister, Sergio Moro, just quit on live TV, accusing Bolsonaro of trying to interfere in ongoing investigations of the Federal Police:
View image on Twitter
215 people are talking about this
I mercati sentirono immediatamente quello che poteva essere l'inizio del disfacimento dell'amministrazione Bolsonaro, secondo Bloomberg : 
I mercati sono esplosi quando gli investitori hanno visto come ulteriore prova che l'amministrazione di Bolsonaro si sta sgretolando mentre si fa strada attraverso la crisi del coronavirus, con la crescente speculazione che presto potrebbe uscire anche il ministro dell'Economia Paulo Guedes. Il vero affondò oltre il 3% a un minimo di 5,73 per dollaro USA. Questa è stata di gran lunga la peggiore performance tra le principali valute di venerdì - e per l'anno. Le azioni sono crollate del 9,6%.
E il  Reale  entrò in un vanto:
"Vediamo un governo che sta crollando nel mezzo di una pandemia" , ha detto a Bloomberg una partner del consulente finanziario FB Wealth a San Paolo, Daniela Casabona.
Fondamentalmente Moro accusò direttamente Bolsonaro, il populista "presidente anticorruzione" di aver essenzialmente cercato di erigere un sistema di corruzione di vasta portata.
"Il presidente ha detto più volte, espressamente, che voleva una persona con cui potesse essere in contatto personale, che avrebbe potuto chiamare direttamente, da cui avrebbe potuto ricevere informazioni, rapporti di intelligence", ha detto Moro nel suo discorso esplosivo, descrivendo che Bolsonaro voleva un nuovo capo della polizia da cui potesse ricevere informazioni dirette su questioni vicine al presidente.
L'accusa di Moro è inoltre così esplosiva e minaccia di svelare l'intera amministrazione dato che attualmente due dei figli di Bolsonaro (e altri alleati) sono sotto inchiesta penale da parte della procura federale e della Corte suprema.

I rapporti dei giornali nazionali hanno livellato l'accusa pungente secondo cui Bolsonaro sta cercando di interferire direttamente nei loro casi.  Fonte: qui

martedì 17 marzo 2020

L'INTERO GOVERNO POLACCO È STATO MESSO IN QUARANTENA DOPO CHE UN MINISTRO È RISULTATO POSITIVO AL CORONAVIRUS

IL VICE CAPO DEL COMITATO OLIMPICO GIAPPONESE È RISULTATO POSITIVO 
IL COVID-19 HA FATTO ALMENO 7.063 MORTI NEL MONDO DALLA SUA COMPARSA IN DICEMBRE 
I CASI DI CONTAGIO SONO OLTRE 180.090 IN 145 PAESI. 
DA IERI NEL MONDO…
CORONAVIRUS: POLONIA, GOVERNO IN QUARANTENA
(ANSA-AFP) - L'intero governo polacco è stato messo in quarantena dopo che un ministro è risultato positivo al coronavirus.

PANDEMIAPANDEMIA
CORONAVIRUS:POSITIVO VICECAPO COMITATO OLIMPICO TOKYO
(ANSA-AFP) - Il vice capo del comitato olimpico giapponese è risultato positivo al coronavirus. Lo ha annunciato lo stesso comitato in una nota. Il governo giapponese aveva detto stamane di voler continuare con la preparazione delle Olimpiadi di Tokyo, confermando la data di inizio prevista per questa estate.

CORONAVIRUS: AFP, SUPERATI I 7.050 MORTI NEL MONDO
(ANSA-AFP) - Il nuovo coronavirus ha fatto almeno 7.063 morti nel mondo dalla sua comparsa in dicembre, secondo un bilancio compilato questa mattina dall'Afp in base a dati ufficiali. I casi di contagio sono oltre 180.090 in 145 Paesi. Da ieri nel mondo si sono verificati 56 nuovi decessi e 4.569 nuovi casi.

Fonte: qui

domenica 3 novembre 2019

NELLE BANLIEUE DI PARIGI SI ORGANIZZANO “CONCORSI SOCIAL” TRA BANDE PER LA MIGLIORE TRAPPOLA CONTRO LE FORZE DELL’ORDINE: GLI AGENTI VENGONO CHIAMATI PER FINTE RICHIESTE D’INTERVENTO E DOPO VENGONO ACCERCHIATI E AGGREDITI DA GIOVANI CON SASSI, OGGETTI CONTUNDENTI E ADDIRITTURA TIRI DI MORTAIO

IN POCO MENO DI 20 GIORNI SONO STATI OTTO GLI ATTACCHI NELLA SOLA REGIONE DELL' ILE DE FRANCE E I SINDACI INSORGONO CONTRO IL GOVERNO…

Matteo Ghisalberti per "La Verità"
agguati alla polizia in francia 9AGGUATI ALLA POLIZIA IN FRANCIA 

La deriva delle banlieue francesi ha oltrepassato un nuovo limite.

Sui social, come racconta Le Parisien, vengono organizzati «concorsi» tra bande per stabilire chi organizzi la migliore trappola contro le forze dell' ordine o contro i servizi di soccorso.

Tra il 12 e il 31 ottobre, nella sola regione dell' Ile de France, sono stati registrati otto attacchi in alcuni dei quartieri più caldi delle cittadine della periferia parigina. Etampes, Grigny, Champigny sur Marne, sono i nomi di alcune di esse, ma con il passare dei giorni, anche altre città francesi sono state il teatro di attacchi e devastazioni.
agguati alla polizia in francia 7AGGUATI ALLA POLIZIA IN FRANCIA 

L' ultima in ordine di tempo è avvenuta nella notte tra giovedì e venerdì a Béziers, dove una scuola materna e una media sono state date alle fiamme da una banda di teppisti. A Mantes la Jolie, invece, settimana scorsa i poliziotti hanno dovuto affrontare un centinaio di persone e sono stati costretti a utilizzare una settantina di granate anti accerchiamento e circa 50 proiettili di gomma.
agguati alla polizia in francia 6AGGUATI ALLA POLIZIA IN FRANCIA 

Diversi sindacati di polizia hanno lanciato l' allarme dopo questo aumento delle violenze, che si svolgono sempre secondo lo stesso piano d' azione: polizia, gendarmeria, pompieri (che in Francia non intervengono solo in caso d' incendio) o servizi d' ambulanza, ricevono delle richieste d' intervento. Quando gli agenti o i soccorritori arrivano nel luogo segnalato, si ritrovano accerchiati da bande di giovani o giovanissimi, che li prendono di mira con sassi, oggetti contundenti e addirittura tiri di mortaio, quelli usati per lanciare fuochi d' artificio.
agguati alla polizia in francia 5AGGUATI ALLA POLIZIA IN FRANCIA 

Ma chi sono gli autori di questi atti di violenza? Spesso il profilo dei teppisti corrisponde a quello di giovani disoccupati o descolarizzati, discendenti da famiglie immigrate, che vivacchiano nelle banlieue spacciando droga o facendo piccoli favori ai boss della malavita locale.

Un sottobosco dell' illegalità dove non è impossibile che la delinquenza comune dia una mano al terrorismo, come hanno dimostrato le indagini dopo gli attentati del 2015. Indagini che hanno portato, ad esempio, alla condanna del franco-marocchino Jawad Bendaoud che aveva fornito supporto logistico del commando del Bataclan.
agguati alla polizia in francia 8AGGUATI ALLA POLIZIA IN FRANCIA 

Per Linda Kebbab, segretario generale del sindacato Sgp Police, tra gli autori degli attacchi alle forze dell' ordine ci sono giovani abbandonati a sé stessi dalle proprie famiglie che spesso vivono nella miseria. Ma, avverte la sindacalista dalle colonne di Sputnik, «la povertà non giustifica questi fatti Essere poveri non giustifica l' abbandono dei propri figli» nelle mani di cattivi maestri che non sono altro che i boss della malavita locale. Criminali che vivono di spaccio di droga, rapine e altri reati.
agguati alla polizia in francia 2AGGUATI ALLA POLIZIA IN FRANCIA 

Questi padroni delle banlieue soffiano sul fuoco della mancata integrazione per manipolare i giovani al punto da arrivare a trovare anche dei giovanissimi tra gli aggressori. Ma, dice ancora Kebbab, «un ragazzino di 12 anni non può pretendere di essere vittima del sistema, del razzismo e della discriminazione nel mondo del lavoro».
Il sindacato France Police, policiers en colère è ancora più radicale nel commentare il fenomeno delle aggressioni nelle periferie transalpine.
agguati alla polizia in francia 3AGGUATI ALLA POLIZIA IN FRANCIA 

Sulla propria pagina Facebook, questa organizzazione sindacale sostiene che «tutti sanno ma nessuno fa niente perché gli spacciatori sono prima di tutto degli attori economici. I soldi non hanno odore.

Il colosso del cemento francese Lafarge, sotto inchiesta per complicità in crimini contro l' umanità per avere finanziato Daesh al fine di mantenere la propria attività in Siria, ne è l' esempio migliore». Per il sindacato inoltre l' attuale governo, che di fatto risponde a Emmanuel Macron, attacca ogni forma di dissenso come quella dei gilet gialli o dei pompieri, ma fa poco quando le banlieue si infiammano.
agguati alla polizia in francia 11AGGUATI ALLA POLIZIA IN FRANCIA 

«In nome del rispetto dell' ordine pubblico», scrive ancora France Police, policiers en colère, «il governo reprime sistematicamente i manifestanti ostili alla sua politica. Ma quando si tratta di insurrezioni nelle periferie, c' è il silenzio radio».

agguati alla polizia in francia 4
Certo, proprio qualche giorno fa il premier Edouard Philippe ha annunciato un piano di rilancio economico per il dipartimento della Seine Saint Denis, a Nord di Parigi, ma nella gestione quotidiana delle banlieue lascia ad esempio che molti dei reati contro le forze di polizia restino impuniti. Cosi, è difficile credere alle parole del ministro dell' Interno, Christophe Castaner, che, dopo l' attacco a Mantes la Jolie, aveva scritto su Twitter che «la Repubblica non può tollerare che coloro che la proteggono, rischiando la propria vita, vengano attaccati».
agguati alla polizia in francia 10AGGUATI ALLA POLIZIA IN FRANCIA 

Non va dimenticato inoltre che l' attuale esecutivo transalpino si è speso per contrastare la violenza su Internet, ad esempio durante le proteste dei gilet gialli, ma di fronte agli attacchi nei quartieri difficili, di fatto lascia che gli aggressori delle forze dell' ordine si organizzino. Lo conferma alla Verità Jean Marie Godard, giornalista e autore di vari libri sui malesseri sociali francesi, in particolare dei poliziotti.
agguati alla polizia in francia 1AGGUATI ALLA POLIZIA IN FRANCIA 

«Questi fenomeni non sono nuovi», spiega il reporter, «ma sono più numerosi e violenti perché sono organizzati meglio. Inoltre sono amplificati dai social che offrono maggiore visibilità».

Fonte: qui

venerdì 9 agosto 2019

SALVINI HA DECISO DI ROMPERE SOLO QUANDO HA CAPITO DI AVERE UN ALLEATO INASPETTATO: ZINGARETTI

IL SEGRETARIO DEL PD VUOLE IL VOTO ANTICIPATO PER TOGLIERSI DAI COJONI LA ZAVORRA RENZIANA 

QUINDI MATTARELLA SI È TROVATO PRIVO DI ALTERNATIVE PER IMPAPOCCHIARE CON IL MANICHINO CONTE UN QUALSIASI GOVERNICCHIO DI TRANSIZIONE CAPACE DI FAR SLITTARE LE ELEZIONI ANTICIPATE INSABBIANDO L’AVANZATA DEL TRUCE 

IL SOGNO DEL SOR CONTE È FARSI NOMINARE COMMISSARIO UE...

IL VERO TIMORE DELL'ESTABLISHMENT, CON IL NUOVO PARLAMENTO, E' QUELLO DI VEDERE SALIRE AL QUIRINALE IL PRIMO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ELETTO DALLA DESTRA

CONTE NON SPETTA AL MINISTRO DELL'INTERNO DECIDERE COME SI SVOLGERA LA CRISI
Ugo Magri per "la Stampa"
...........
meme sulla crisi di governo conte e mattarellaMEME SULLA CRISI DI GOVERNO CONTE E MATTARELLA
Che la crisi stesse precipitando, lo si era gia intuito l' altra sera quando Salvini, da Sabaudia, aveva sganciato la sua <bomba>. Chiedeva una svolta radicale, precisando che non si sarebbe accontentato di qualche ritocco al programma o alla squadra governativa. Ieri mattina la Lega ha rincarato la dose, proprio mentre da Palazzo Chigi filtrava che il premier si stava recando sul Colle. A gettare la spugna, come in altri tempi sarebbe avvenuto, nella speranza magari di ritornare in sella dopo una tortuosa trattativa? Niente affatto: Conte e andato da Mattarella per anticipargli l' intenzione di cadere come un martire del cambiamento. All' ora di pranzo, si trattava ormai solo di definire i modi dello strappo finale. Che una raffica di adempimenti trascineranno più a lungo di quanto vuole Salvini. 

Dopodichè, dimissionario o sfiduciato, il governo giallo-verde uscirà di scena e non potrà nemmeno indicare a Bruxelles il nome del nostro Commissario Ue. Mattarella avvierà consultazioni che si annunciano brevi, in quanto M5S e Lega mai tornerebbero insieme, mentre il Pd si dichiara indisponibile a governi tecnici. A quel punto il capo dello Stato ne prenderà atto e scioglierà le Camere fissando nuove elezioni per una domenica che potrebbe essere l'ultima di ottobre. E il nuovo governo? Se ne riparlera a Natale.

IL BIS -CONTE DIMEZZATO
Valerio Valentini per Il Foglio - stralci

..........
LUIGI DI MAIO BY SPINOZALUIGI DI MAIO BY SPINOZA
Matteo Salvini, ai suoi uomini, lo ripete da settimane: "Dietro a Conte c' è Mattarella, occhio. Le cose che lui dice sono ispirate dal capo dello stato". E non a caso anche ieri pomeriggio, quando gli eventi stavano ormai precipitando verso l' irrimediabile, la sintonia tra il premier e il presidente della Repubblica e tornata a percepirsi: perchè il leader della Lega pretendeva da Conte dimissioni immediate da comunicare a Mattarella, al contrario il premier, che al Colle era già salito in mattinata, ribadiva la necessita di un passaggio formale alle Camere, da riaprire per l' occasione a inizio della prossima settimana.

E pero, se pure uguale era l' intento di Conte e Mattarella - chiamare, cioè, Salvini allo scoperto: fargli assumere la piena responsabilità della rottura - diversi erano gli scenari immaginati. Perchè mentre Conte, nel silenzio di Palazzo Chigi, si adoperava per guadagnare tempo e ponderare la possibilità di un suo nuovo incarico, magari anche con maggioranze diverse, il capo dello stato, nel rispetto della grammatica costituzionale, vedeva nella parlamentarizzazione della crisi il passo necessario verso la formazione di un nuovo governo che porti il paese alle elezioni. Del resto, questo resta un punto fermo, nella dilagante confusione gialloverde: la volontà di Mattarella di affidare a un governo "di transizione" il compito di traghettare la crisi.
NICOLA ZINGARETTI E MATTEO RENZINICOLA ZINGARETTI E MATTEO RENZI

A tal punto e solida, la certezza, che si vaglierebbe già il profilo del possibile nuovo premier: che non sarebbe stato individuato nella figura di Giancarlo Giorgetti (che ieri, mentre circolavano indiscrezioni su un suo mandato esplorativo, era a spasso per i sentieri dell' Alpe Motta, in Valchiavenna), ma in quello di Giovanni Tria.

Uno scenario, questo, che deve spaventare non poco il leader della Lega, se e vero che, mentre chiedeva ai suoi contabili economici di preparare il budget per la campagna elettorale, dall' altra s' informava con chi gli tiene i conti in Parlamento di possibili ribaltoni parlamentari, venendo a sapere che anche cinque o sei dei suoi sarebbero pronti a tradire e a confluire tra i possibili "responsabili".

zingaretti berlusconi di maioZINGARETTI BERLUSCONI DI MAIO
Il rischio della palude, Salvini, lo avverte: e forse anche per questo nella nota con cui ieri, di fatto, ha sancito la morte del governo gialloverde, ha chiesto tempi rapidi e certi. "Andiamo subito in Parlamento per prendere atto che non c' è più una maggioranza". E insieme alla palude, Salvini teme appunto la nascita di "un governicchio" che non a caso e stato il primo bersaglio della macchina della propaganda di Luca Morisi. Il quale dapprima, quando Salvini e arrivato a Palazzo Chigi per l' incontro decisivo con Conte, ha chiesto ai parlamentari leghisti di stare calmi, di "non allarmarsi", e poi ha sguinzagliato la sua Bestia social ad abbaiare: "Stop governi tecnici". Sintomo di una paura reale, specie perchè, in uno scenario del genere, le elezioni nel 2019 sarebbero tutt' altro che scontate, e anzi molto più probabilmente potrebbero slittare all' estate del 2020.

Fonte: qui

L'ANALISI DI ORSINA: "PROSCIUGATOSI IL FLUSSO MIGRATORIO, CON PARTE DEL LAVORO FATTO DA MINNITI, A SALVINI RESTA L'ECONOMIA. ED È POSSIBILE IPOTIZZARE CHE EGLI ABBIA APERTO LA CRISI PERCHÉ NON PUÒ PERMETTERSI COMPROMESSI SULLA LEGGE DI BILANCIO 2020. NON ABBASSARE LA PRESSIONE FISCALE SIGNIFICHEREBBE FERMARSI. SE RIESCE A PORTARE IL PAESE AL VOTO E A VINCERE POI DOVRA'..."

Giovanni Orsina per “la Stampa”


matteo salvini balla al papeeteMATTEO SALVINI BALLA AL PAPEETE
















«Chi si ferma è perduto». Lo ha detto Mussolini nel 1938, lo ha ripetuto Salvini nella primavera dell'anno scorso, ma più in generale può esser considerato il motto di tutte quelle forze politiche che Guglielmo Ferrero — un grande e colpevolmente dimenticato intellettuale del Novecento, torinese d'adozione — chiamava «rivoluzionarie». Intendendo segnalare, con quest'aggettivo, che quei movimenti non potevano appoggiarsi a una solida fonte di legittimazione politica, e per dare un senso alla propria esistenza erano allora costretti, incessantemente, a fare.
giovanni orsinaGIOVANNI ORSINA

MATTEO SALVINI ME NE FREGOMATTEO SALVINI ME NE FREGO


















Sia ben chiaro: scrivere i nomi di Mussolini e Salvini nella stessa frase non ha in alcun modo Io scopo di accreditare lo stucchevole allarme sul pericolo fascista che accompagna la Repubblica fin dalla sua nascita, ha potentemente contribuito ad avvelenarla per decenni, e da ultimo ha reso ancor più deprimente il nostro già pessimo dibattito pubblico. Il punto mi pare un altro, e se possibile è ancora più grave: i partiti sono così destrutturati, le istituzioni così deboli, e gli elettori così volubili, che vince soltanto chi, con un'iniziativa dopo l'altra, riesca a restare costantemente al centro dell'attenzione. Poiché non si danno più le condizioni storiche per costruire una sia pur precaria legittimità, insomma, prevalgono soltanto i «rivoluzionari». Come Salvini.
matteo salvini pollice verso a renziMATTEO SALVINI POLLICE VERSO A RENZI

Ma per tanti versi anche come Renzi, il cui attivismo frenetico, quand'era sulla cresta dell'onda, aveva poco da invidiare a quello del leader leghista. Aprendo la crisi di governo, Salvini cerca di costruire le condizioni perché la sua rivoluzione prosegua. Il terreno principale del fare salviniano -l'immigrazione - si va restringendo ormai da mesi. La questione migratoria sarebbe già da tempo ai margini del dibattito pubblico, anzi, se gli avversari del ministro dell'Interno non l'avessero più volte riportata sotto i riflettori con una serie di iniziative da manuale di autolesionismo politico (capitolo secondo).

MATTEO SALVINI E MATTEO RENZIMATTEO SALVINI E MATTEO RENZI
Prosciugatosi il flusso migratorio, come nuova sfida del fare a Salvini resta l'economia. Ed è possibile ipotizzare che egli abbia aperto la crisi soprattutto perché non può permettersi compromessi sulla legge di bilancio 2020. Non abbassare con quella legge la pressione fiscale significherebbe fermarsi, infatti - e fermarsi, come da premesse, esser perduti. Vedremo nei prossimi giorni quale sarà l'esito di questa tempesta di mezzo agosto.
SALVINI MIGRANTISALVINI MIGRANTI





Per il momento possiamo trarre due conclusioni. Sull'immigrazione, innanzitutto, il leader della Lega ha avuto vita relativamente facile. Se non altro perché una buona parte del lavoro era già stata fatta dal suo predecessore Marco Minniti, ma non rivendicata dal Partito democratico - come da manuale di autolesionismo politico (capitolo primo). Il terreno economico è molto più difficile. E per muovercisi non sarà sufficiente eliminare i vincoli politici nazionali conquistando una solida e compatta maggioranza parlamentare: bisognerà vedersela un po' con l'Europa, ma soprattutto coi mercati finanziari.
toninelli di maio aereo di statoTONINELLI DI MAIO AEREO DI STATO

Pachidermi ben più coriacei di Di Maio e Toninelli. Chi si ferma sarà magari perduto, in secondo luogo, ma chi non si ferma si stanca, commette errori, e viene rapidamente a nausea agli elettori. Da quando è diventato segretario della Lega, quasi sei anni fa, Salvini ha fatto una vita impossibile, e ne mostra i segni. Se riuscirà a portare il Paese al voto, a vincerlo e ad afferrare saldamente il potere -tutti passaggi tutt'altro che scontati -, dovrà dare prova di saper anche cambiare passo. Da rivoluzionario, dovrà trasformarsi in amministratore. Non sarà affatto facile.

Fonte: qui



RENZI NON HA IL TEMPO NECESSARIO, DA QUI A OTTOBRE, PER LANCIARE UN NUOVO PARTITO E PRIMA DI ESSERE CANCELLATO COL VOTO DA ZINGARETTI, STA ALLACCIANDO TRATTATIVE CON FICO E DI MAIO, CON MATTARELLA E FRANCESCHINI SUPPORTER, PER UN GOVERNO CHE METTA IN UN ANGOLO L’AVANZATA DI SALVINI AL POTERE, SPOSTANDO IL VOTO IL PIU’ LONTANO POSSIBILE…