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venerdì 9 agosto 2019

SALVINI HA DECISO DI ROMPERE SOLO QUANDO HA CAPITO DI AVERE UN ALLEATO INASPETTATO: ZINGARETTI

IL SEGRETARIO DEL PD VUOLE IL VOTO ANTICIPATO PER TOGLIERSI DAI COJONI LA ZAVORRA RENZIANA 

QUINDI MATTARELLA SI È TROVATO PRIVO DI ALTERNATIVE PER IMPAPOCCHIARE CON IL MANICHINO CONTE UN QUALSIASI GOVERNICCHIO DI TRANSIZIONE CAPACE DI FAR SLITTARE LE ELEZIONI ANTICIPATE INSABBIANDO L’AVANZATA DEL TRUCE 

IL SOGNO DEL SOR CONTE È FARSI NOMINARE COMMISSARIO UE...

IL VERO TIMORE DELL'ESTABLISHMENT, CON IL NUOVO PARLAMENTO, E' QUELLO DI VEDERE SALIRE AL QUIRINALE IL PRIMO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ELETTO DALLA DESTRA

CONTE NON SPETTA AL MINISTRO DELL'INTERNO DECIDERE COME SI SVOLGERA LA CRISI
Ugo Magri per "la Stampa"
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meme sulla crisi di governo conte e mattarellaMEME SULLA CRISI DI GOVERNO CONTE E MATTARELLA
Che la crisi stesse precipitando, lo si era gia intuito l' altra sera quando Salvini, da Sabaudia, aveva sganciato la sua <bomba>. Chiedeva una svolta radicale, precisando che non si sarebbe accontentato di qualche ritocco al programma o alla squadra governativa. Ieri mattina la Lega ha rincarato la dose, proprio mentre da Palazzo Chigi filtrava che il premier si stava recando sul Colle. A gettare la spugna, come in altri tempi sarebbe avvenuto, nella speranza magari di ritornare in sella dopo una tortuosa trattativa? Niente affatto: Conte e andato da Mattarella per anticipargli l' intenzione di cadere come un martire del cambiamento. All' ora di pranzo, si trattava ormai solo di definire i modi dello strappo finale. Che una raffica di adempimenti trascineranno più a lungo di quanto vuole Salvini. 

Dopodichè, dimissionario o sfiduciato, il governo giallo-verde uscirà di scena e non potrà nemmeno indicare a Bruxelles il nome del nostro Commissario Ue. Mattarella avvierà consultazioni che si annunciano brevi, in quanto M5S e Lega mai tornerebbero insieme, mentre il Pd si dichiara indisponibile a governi tecnici. A quel punto il capo dello Stato ne prenderà atto e scioglierà le Camere fissando nuove elezioni per una domenica che potrebbe essere l'ultima di ottobre. E il nuovo governo? Se ne riparlera a Natale.

IL BIS -CONTE DIMEZZATO
Valerio Valentini per Il Foglio - stralci

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LUIGI DI MAIO BY SPINOZALUIGI DI MAIO BY SPINOZA
Matteo Salvini, ai suoi uomini, lo ripete da settimane: "Dietro a Conte c' è Mattarella, occhio. Le cose che lui dice sono ispirate dal capo dello stato". E non a caso anche ieri pomeriggio, quando gli eventi stavano ormai precipitando verso l' irrimediabile, la sintonia tra il premier e il presidente della Repubblica e tornata a percepirsi: perchè il leader della Lega pretendeva da Conte dimissioni immediate da comunicare a Mattarella, al contrario il premier, che al Colle era già salito in mattinata, ribadiva la necessita di un passaggio formale alle Camere, da riaprire per l' occasione a inizio della prossima settimana.

E pero, se pure uguale era l' intento di Conte e Mattarella - chiamare, cioè, Salvini allo scoperto: fargli assumere la piena responsabilità della rottura - diversi erano gli scenari immaginati. Perchè mentre Conte, nel silenzio di Palazzo Chigi, si adoperava per guadagnare tempo e ponderare la possibilità di un suo nuovo incarico, magari anche con maggioranze diverse, il capo dello stato, nel rispetto della grammatica costituzionale, vedeva nella parlamentarizzazione della crisi il passo necessario verso la formazione di un nuovo governo che porti il paese alle elezioni. Del resto, questo resta un punto fermo, nella dilagante confusione gialloverde: la volontà di Mattarella di affidare a un governo "di transizione" il compito di traghettare la crisi.
NICOLA ZINGARETTI E MATTEO RENZINICOLA ZINGARETTI E MATTEO RENZI

A tal punto e solida, la certezza, che si vaglierebbe già il profilo del possibile nuovo premier: che non sarebbe stato individuato nella figura di Giancarlo Giorgetti (che ieri, mentre circolavano indiscrezioni su un suo mandato esplorativo, era a spasso per i sentieri dell' Alpe Motta, in Valchiavenna), ma in quello di Giovanni Tria.

Uno scenario, questo, che deve spaventare non poco il leader della Lega, se e vero che, mentre chiedeva ai suoi contabili economici di preparare il budget per la campagna elettorale, dall' altra s' informava con chi gli tiene i conti in Parlamento di possibili ribaltoni parlamentari, venendo a sapere che anche cinque o sei dei suoi sarebbero pronti a tradire e a confluire tra i possibili "responsabili".

zingaretti berlusconi di maioZINGARETTI BERLUSCONI DI MAIO
Il rischio della palude, Salvini, lo avverte: e forse anche per questo nella nota con cui ieri, di fatto, ha sancito la morte del governo gialloverde, ha chiesto tempi rapidi e certi. "Andiamo subito in Parlamento per prendere atto che non c' è più una maggioranza". E insieme alla palude, Salvini teme appunto la nascita di "un governicchio" che non a caso e stato il primo bersaglio della macchina della propaganda di Luca Morisi. Il quale dapprima, quando Salvini e arrivato a Palazzo Chigi per l' incontro decisivo con Conte, ha chiesto ai parlamentari leghisti di stare calmi, di "non allarmarsi", e poi ha sguinzagliato la sua Bestia social ad abbaiare: "Stop governi tecnici". Sintomo di una paura reale, specie perchè, in uno scenario del genere, le elezioni nel 2019 sarebbero tutt' altro che scontate, e anzi molto più probabilmente potrebbero slittare all' estate del 2020.

Fonte: qui

L'ANALISI DI ORSINA: "PROSCIUGATOSI IL FLUSSO MIGRATORIO, CON PARTE DEL LAVORO FATTO DA MINNITI, A SALVINI RESTA L'ECONOMIA. ED È POSSIBILE IPOTIZZARE CHE EGLI ABBIA APERTO LA CRISI PERCHÉ NON PUÒ PERMETTERSI COMPROMESSI SULLA LEGGE DI BILANCIO 2020. NON ABBASSARE LA PRESSIONE FISCALE SIGNIFICHEREBBE FERMARSI. SE RIESCE A PORTARE IL PAESE AL VOTO E A VINCERE POI DOVRA'..."

Giovanni Orsina per “la Stampa”


matteo salvini balla al papeeteMATTEO SALVINI BALLA AL PAPEETE
















«Chi si ferma è perduto». Lo ha detto Mussolini nel 1938, lo ha ripetuto Salvini nella primavera dell'anno scorso, ma più in generale può esser considerato il motto di tutte quelle forze politiche che Guglielmo Ferrero — un grande e colpevolmente dimenticato intellettuale del Novecento, torinese d'adozione — chiamava «rivoluzionarie». Intendendo segnalare, con quest'aggettivo, che quei movimenti non potevano appoggiarsi a una solida fonte di legittimazione politica, e per dare un senso alla propria esistenza erano allora costretti, incessantemente, a fare.
giovanni orsinaGIOVANNI ORSINA

MATTEO SALVINI ME NE FREGOMATTEO SALVINI ME NE FREGO


















Sia ben chiaro: scrivere i nomi di Mussolini e Salvini nella stessa frase non ha in alcun modo Io scopo di accreditare lo stucchevole allarme sul pericolo fascista che accompagna la Repubblica fin dalla sua nascita, ha potentemente contribuito ad avvelenarla per decenni, e da ultimo ha reso ancor più deprimente il nostro già pessimo dibattito pubblico. Il punto mi pare un altro, e se possibile è ancora più grave: i partiti sono così destrutturati, le istituzioni così deboli, e gli elettori così volubili, che vince soltanto chi, con un'iniziativa dopo l'altra, riesca a restare costantemente al centro dell'attenzione. Poiché non si danno più le condizioni storiche per costruire una sia pur precaria legittimità, insomma, prevalgono soltanto i «rivoluzionari». Come Salvini.
matteo salvini pollice verso a renziMATTEO SALVINI POLLICE VERSO A RENZI

Ma per tanti versi anche come Renzi, il cui attivismo frenetico, quand'era sulla cresta dell'onda, aveva poco da invidiare a quello del leader leghista. Aprendo la crisi di governo, Salvini cerca di costruire le condizioni perché la sua rivoluzione prosegua. Il terreno principale del fare salviniano -l'immigrazione - si va restringendo ormai da mesi. La questione migratoria sarebbe già da tempo ai margini del dibattito pubblico, anzi, se gli avversari del ministro dell'Interno non l'avessero più volte riportata sotto i riflettori con una serie di iniziative da manuale di autolesionismo politico (capitolo secondo).

MATTEO SALVINI E MATTEO RENZIMATTEO SALVINI E MATTEO RENZI
Prosciugatosi il flusso migratorio, come nuova sfida del fare a Salvini resta l'economia. Ed è possibile ipotizzare che egli abbia aperto la crisi soprattutto perché non può permettersi compromessi sulla legge di bilancio 2020. Non abbassare con quella legge la pressione fiscale significherebbe fermarsi, infatti - e fermarsi, come da premesse, esser perduti. Vedremo nei prossimi giorni quale sarà l'esito di questa tempesta di mezzo agosto.
SALVINI MIGRANTISALVINI MIGRANTI





Per il momento possiamo trarre due conclusioni. Sull'immigrazione, innanzitutto, il leader della Lega ha avuto vita relativamente facile. Se non altro perché una buona parte del lavoro era già stata fatta dal suo predecessore Marco Minniti, ma non rivendicata dal Partito democratico - come da manuale di autolesionismo politico (capitolo primo). Il terreno economico è molto più difficile. E per muovercisi non sarà sufficiente eliminare i vincoli politici nazionali conquistando una solida e compatta maggioranza parlamentare: bisognerà vedersela un po' con l'Europa, ma soprattutto coi mercati finanziari.
toninelli di maio aereo di statoTONINELLI DI MAIO AEREO DI STATO

Pachidermi ben più coriacei di Di Maio e Toninelli. Chi si ferma sarà magari perduto, in secondo luogo, ma chi non si ferma si stanca, commette errori, e viene rapidamente a nausea agli elettori. Da quando è diventato segretario della Lega, quasi sei anni fa, Salvini ha fatto una vita impossibile, e ne mostra i segni. Se riuscirà a portare il Paese al voto, a vincerlo e ad afferrare saldamente il potere -tutti passaggi tutt'altro che scontati -, dovrà dare prova di saper anche cambiare passo. Da rivoluzionario, dovrà trasformarsi in amministratore. Non sarà affatto facile.

Fonte: qui



RENZI NON HA IL TEMPO NECESSARIO, DA QUI A OTTOBRE, PER LANCIARE UN NUOVO PARTITO E PRIMA DI ESSERE CANCELLATO COL VOTO DA ZINGARETTI, STA ALLACCIANDO TRATTATIVE CON FICO E DI MAIO, CON MATTARELLA E FRANCESCHINI SUPPORTER, PER UN GOVERNO CHE METTA IN UN ANGOLO L’AVANZATA DI SALVINI AL POTERE, SPOSTANDO IL VOTO IL PIU’ LONTANO POSSIBILE…

mercoledì 10 aprile 2019

CADE IL CONSIGLIO DELL'XI MUNICIPIO DI ROMA.

DALL'INIZIO DELL'ERA A 5 STELLE, E' IL TERZO PERSO DAL MOVIMENTO, POI PASSATI AL CENTROSINISTRA CON IL VOTO SUCCESSIVO 
E DALLA PROCURA DI ROMA SONO ATTESE ALTRE RIVELAZIONE BOMBA SUL SISTEMA LANZALONE 
RIUSCIRA' VIRGINIA AD ARRIVARE ALL'ESTATE?
(ANSA) - Il consiglio dell'XI Municipio di Roma ha approvato la mozione di sfiducia al presidente pentastellato Mario Torelli, che già aveva di fatto perso la maggioranza. Nella Capitale, dall'inizio dell'era a 5 Stelle, si tratta del terzo municipio perso dal Movimento, che ha visto cadere già i municipi VIII e III, poi passati al centrosinistra con il voto successivo. La mozione si sfiducia quest'oggi è passata con 13 voti a favore e 12 contro. Fonte: qui

mercoledì 16 gennaio 2019

BREXIT, VOTO O RINVIO A LUGLIO, GLI SCENARI PER LONDRA DOPO LA BOCCIATURA DELL’ACCORDO


 

LA PREMIER PUNTA A FAR SLITTARE L' USCITA DALLA UE A LUGLIO 
SUL TAVOLO ANCHE L'OPZIONE DI UN SECONDO REFERENDUM ED ELEZIONI POLITICHE PER AZZERARE LA BREXIT (IL LEADER LABURISTA CORBYN HA PRESENTATO UNA MOZIONE DI SFIDUCIA NEI CONFRONTI DELLA MAY)
Marco Ventura per “il Messaggero”
THERESA MAYTHERESA MAY

I Beatles l' avrebbero chiamata The long and winding road. Una strada lunga e tortuosa. Soprattutto, una strada che potrebbe rivelarsi un vicolo cieco, con l' unica uscita di una Brexit senza accordo. No deal. È la strada che si appresta a percorrere Theresa May dopo la bocciatura, ieri sera, del complesso accordo con l' Unione europea sull' abbandono dell' Unione il 29 marzo. Gli scenari che si aprono sono disparati e nessuno più prevedibile degli altri. Forse il meno improbabile è il congelamento del termine del prossimo marzo fino a luglio, per un surplus di trattativa che richiede però il passaggio delle forche caudine della sfiducia presentata (per il voto oggi) dal leader dell' opposizione, il laburista Jeremy Corbyn.

la camera dei comuni boccia l'accordo sulla brexit 2LA CAMERA DEI COMUNI BOCCIA L'ACCORDO SULLA BREXIT



LA SCADENZA Se Westminster mandasse a casa la May si dovrebbe sciogliere il Parlamento e se in due settimane non sarà possibile formare un nuovo esecutivo con un leader Tory diverso da Theresa, entro 25 giorni si dovrebbero indire le elezioni e si avvicinerebbe drammaticamente il termine del No Deal a fine marzo. Perché la scadenza venga congelata, occorre non solo il favore del Regno Unito, cioè del Parlamento, ma anche l' assenso dei 27 membri superstiti della Ue.
CORBYN DA' DELLA STUPIDA A THERESA MAYCORBYN DA' DELLA STUPIDA A THERESA MAY



Se invece oggi la mozione di sfiducia laburista non passerà (e l' opposizione di Corbyn mancherà l' obiettivo principale, irrigidendosi in una opposizione ancora più pervicace), la May potrebbe tentare la carta disperata messa a disposizione da una risoluzione non a caso adottata la scorsa settimana dalla Camera dei Comuni, che concede al governo tre giorni lavorativi di tempo, fino a lunedì, per presentare al Parlamento un nuovo Piano.
manifestazioni contro la brexit 1MANIFESTAZIONI CONTRO LA BREXIT 1
Ma più che l' incertezza sulla reazione del resto della Ue di fronte al rigetto dell' accordo, pesano le divisioni delle (e dentro) le forze politiche britanniche. Possibile che passi in soli tre giorni un compromesso che in tutti questi mesi non è stato possibile definire secondo una ricetta per Westminster commestibile?

Del resto, l' Unione Europea dovrebbe a sua volta ottenere da una riapertura del negoziato qualcosa che Londra non è in grado di offrire: restare nel mercato interno o nell' unione doganale, rinunciando a riprendere la sovranità sull' immigrazione dai Paesi Ue e poter fare autonomamente una politica commerciale svincolata da regole e vincoli comunitari.
BATTIBECCO TRA THERESA MAY E JUNCKERBATTIBECCO TRA THERESA MAY E JUNCKER

LE ALTERNATIVE Certo, se passa la mozione di sfiducia di Corbyn, o se la May non sarà in grado, confermata alla guida dell' esecutivo, di mettere le mani in tre giorni a un' ipotesi appetibile per Bruxelles (e puntare poi a dilatare i tempi del negoziato col rinvio a luglio), c' è sempre l' eventualità del No Deal, nessun accordo, che secondo gli osservatori avrebbe effetti drammatici sia sul Regno Unito, sia sulla Ue.

Al punto che il presidente del Consiglio Europeo, il polacco Donald Tusk, in un tweet azzarda: «Se un accordo è impossibile, e nessuno vuole un No Deal, chi avrà alla fine il coraggio di dire qual è l' unica soluzione positiva?».

Ovvia allusione alla ripetizione del referendum o, più precisamente, a un secondo referendum.
la camera dei comuni boccia l'accordo sulla brexitLA CAMERA DEI COMUNI BOCCIA L'ACCORDO SULLA BREXIT

Che però oggi è ancora più difficile di ieri, perché sull' intesa si è espresso il Parlamento, quindi la proclamazione di una nuova consultazione sarebbe non soltanto un sottile tradimento della prima, ma anche una sconfessione dell' assemblea rappresentativa.
Inoltre, perché si possa indire una seconda consultazione referendaria occorrerebbe che il Labour ne accettasse l' idea, e non perseguisse al contrario l' abbattimento del governo Tory e il ritorno alle urne.

C' è pure un' ipotesi improbabile, ma sulla carta possibile, per cui bocciata la mozione di sfiducia, riscontrata l' impossibilità di fare un nuovo accordo, lo stesso governo della May comunichi l' uscita dall' Unione nel termine previsto del 29 marzo, senza neppure metterla ai voti. Westminster dovrebbe prenderne atto e la strada lunga e tortuosa si schianterebbe contro un muro.

Fonte: qui