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sabato 24 agosto 2019

IL DIPARTIMENTO DEL COMMERCIO DEGLI STATI UNITI INSERISCE ANCHE “HUAWEI ITALIA” E IL SUO LABORATORIO MILANESE NELLA BLACK LIST DELLE “ENTITÀ” AFFILIATE AL COLOSSI CINESE CHE FINIRANNO NEL MIRINO DELLE SANZIONI


È LA PRIMA VOLTA CHE L’ITALIA VIENE CHIAMATA DIRETTAMENTE IN CAUSA ED È UN GUAIO PER IL GOVERNO. ANCHE PER IL PROSSIMO, CHE DATE LE PREMESSE NON SARÀ MENO FILO-CINESE DELL’ATTUALE…

Francesco Bechis per www.formiche.net
LUIGI DI MAIO THOMAS MIAOLUIGI DI MAIO THOMAS MIAO
Cartellino rosso. Il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha inserito in una black list di 46 “entità” di Huawei anche Huawei Italia e il suo laboratorio di ricerca a Milano. Con la nuova lista resa pubblica lunedì sono quasi 100 le entità affiliate al colosso hi-tech di Shenzen finite nel mirino delle sanzioni Usa. Di queste oltre 20 centri di ricerca globale.
RENATO LOMBARDI HUAWEIRENATO LOMBARDI HUAWEI
È la prima volta che l’Italia viene chiamata così direttamente in causa nello scontro fra l’amministrazione Trump e il governo cinese sulla gestione della rete 5G. Le nuove sanzioni del Dipartimento presieduto da Wilbur Smith colpiscono due realtà di punta dell’azienda cinese in Europa.
LA GUERRA DI DONALD TRUMP A HUAWEILA GUERRA DI DONALD TRUMP A HUAWEI
Il centro di Milano è guidato da uno degli scienziati più stimati della compagnia, l’italiano Renato Lombardi, ed è in prima linea nello studio della tecnologia legata alle microonde utilizzate nelle comunicazioni mobili e satellitari. Huawei Italia è peraltro una delle “braccia”europee più avanti nella sperimentazione della rete 5G e pronta a passare alla costruzione e implementazione della rete. Lo scorso luglio il ramo dell’azienda diretto da Thomas Miao ha annunciato un investimento di 3,1 miliardi di dollari nello Stivale in ricerca, marketing e forniture globali per i prossimi tre anni. In Italia Huawei conta più di 800 dipendenti e due centri di ricerca a Milano, uno dei quali colpiti oggi dalle sanzioni Usa.
sede huawei milano 4SEDE HUAWEI MILANO 
Le nuove misure erano attese dagli addetti ai lavori. Il tempismo e l’entità delle sanzioni però non possono non lanciare un monito in direzione di palazzo Chigi. Tanto per il governo che vi ha abitato nell’ultimo anno, tanto per quello che vi si insedierà a breve.
xi jinping conte
Il braccio di ferro degli Stati Uniti con l’azienda leader delle telecomunicazioni cinesi e della telefonia globale è entrato da mesi in una fase di brusca accelerazione. Il decreto presidenziale volto a sanzionare qualsiasi azienda americana che acquisti o venda prodotti al gigante hi-tech fondato da Ren Zhengfei è stato di nuovo allentato con una proroga di 90 giorni per permettere alle aziende della Silicon Valley di ricalibrare il loro business con la controparte cinese e far valere la leva delle sanzioni in sede di negoziati commerciali con Pechino. Rimane peraltro l’incognita Google Android. Non è infatti chiaro se l’amministrazione Usa voglia andare fino in fondo con il decreto rendendo di fatto impossibile a Huawei l’uso del software di Google e dei chip di fabbricazione statunitense.
Wilbur RossWILBUR ROSS
Da questa contesa globale che chiama in causa gli alleati di Washington il governo italiano ha scelto di defilarsi. Negli ultimi mesi sono stati diversi i balzi in avanti di palazzo Chigi ad allertare l’amministrazione Usa. Dapprima la firma del Mou con il governo di Xi Jinping lo scorso marzo per aderire alla Belt and Road Initiative (Memorandum che, contro qualsiasi monito e preavviso degli americani, ha visto inserita la parola chiave “telecomunicazioni” fra i settori di cooperazione bilaterale). Sullo sfondo c’è la partita per il 5G. L’Italia non solo non ha messo al bando (come d’altronde molti altri Paesi Ue) le aziende statali cinesi dalla corsa all’implementazione della banda larga ma ha anche rallentato un iter legislativo volto a schermare la rete 5G da rischi per la sicurezza nazionale. Trattasi della nuova normativa sulla golden power contenuta in un dl che, nonostante le rassicurazioni del governo gialloverde, è finito affossato nelle commissioni competenti per l’esame al Senato e dunque non è stato riconvertito in legge nei 60 giorni previsti.
Leggerezze e dimenticanze che certo non passano inosservate agli occhi dell’amministrazione Trump. Che infatti ha deciso di colpire con il nuovo pacchetto di sanzioni tanto il ramo italiano di Huawei quanto il centro di Segrate dove lavorano più di cento dipendenti. Un campanello d’allarme che deve risuonare al più presto nei palazzi della politica e che dimostra che nessun Paese alleato è considerato estraneo (senza un valido motivo) alle misure restrittive.
Il caso dovrà arrivare sulla scrivania di palazzo Chigi a prescindere da chi vi si siederà nelle prossime settimane. Gli analisti internazionali non  nascondono una certa apprensione per il modo in cui un governo di coalizione Pd-M5s può gestire il dossier cinese, viste le consolidate vicinanze fra i due partiti su una gestione dei rapporti con Pechino che prescinde dai consigli e dai moniti dell’alleato a Washington DC. Fonte: qui
sede huawei milano 2SEDE HUAWEI MILANO

mercoledì 21 agosto 2019

L'Italia Conte annuncia le dimissioni, ponendo le basi per il Primo Ministro Salvini

Aggiornamento (15:10 ET): Come previsto, il primo ministro italiano Giuseppe Conte si è dimesso, secondo il presidente italiano Sergio Mattarella.
Giuseppe Conte: "After the end of the parliamentary debate I will go to the president of the Republic to officially inform him of the interruption of this government experience and to offer him my resignation as prime minister."
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Fino ad ora, Matteo Salvini è stato il sovrano italiano in tutto tranne che nel titolo. Aspettatevi che cambi presto.
* * *
Fino ad oggi, l'Italia ha avuto 61 governi dalla seconda guerra mondiale. Ora possiamo fare 62.
Qualche istante fa, durante un frenetico discorso che ha sbattuto il suo vice premier della Lega, Matteo Salvini della Lega, che è anche il politico più popolare in Italia e il leader de facto, ha detto che la decisione di Salvini di innescare una crisi politica è stata "irresponsabile", motivata da ambizione personale e volontà abbattere il sipario sulla coalizione che ha guidato il paese per poco più di un anno.
In un discorso molto atteso al Senato a Roma, Conte si è scagliato contro Salvini, dicendo che non era nell'interesse dell'Italia tenere elezioni ogni anno, chiaramente inconsapevole del fatto che è praticamente quello che l'Italia ha fatto negli ultimi 6 decenniIl premier ha anche accusato Salvini di non aver adeguatamente risposto alle accuse nel cosiddetto caso Russiagate e ha affermato di aver superato il suo ruolo di ministro.
Le azioni del governo "finiscono qui", ha dichiarato Conte, dando la colpa al collasso della coalizione esattamente con Salvini e la sua agenda personale.
Pochi istanti dopo disse che sarebbe andato dal presidente Mattarella per dimettersi.
La fine del governo era ampiamente prevista dopo che Salvini aveva ottenuto il suo sostegno dall'alleanza governativa con il movimento a cinque stelle anti-establishment all'inizio di agosto, affermando che la coalizione non ha più una maggioranza attiva e ponendo le basi per un governo guidato unilateralmente da Salvini. Salvini sta cercando di incassare le sue crescenti valutazioni del sondaggio e, come osserva Bloomberg, ha rovesciato l'establishment politico con una presa di potere a metà estate mentre il parlamento era in pausa.
Quello che succederà dopo avrà importanti implicazioni sulla montagna del debito pubblico italiano che è diventata l'anello più debole per il sistema finanziario europeo. Un anno fa, la BCE ha effettivamente minacciato di boicottare il debito italiano come parte del suo QE facendolo precipitare. Ora che Salvini è destinato a diventare il leader italiano e la BCE ha deciso di riavviare il QE, la domanda se Roma sarà isolata tornerà di nuovo al centro, soprattutto con ancora più debito alla spina: martedì, Salvini ha promesso agli italiani 50 miliardi di euro delle riduzioni fiscali e della spesa pubblica se può assumere il controllo del governo.
rendimenti obbligazionari decennali dell'Italia stavano scivolando mentre Conte parlava, si alzato brevemente alle sue dimissioni, poi riprese a scendere.
Fonte: Bloomberg
Rishi Mishra, analista di Futures First, afferma che le obbligazioni si stanno riprendendo perché è probabile che la proposta della legge di bilancio del governo verrà ritardate.
"Questo e il fatto che, a differenza di maggio 2018, c'è meno paura che gli italiani si muovano verso un'uscita dall'UE", dice, riferendosi alla formazione dell'ultima coalizione.


Le scorte si sono mosse in parallelo.

martedì 20 agosto 2019

Conte al Senato: 'Al Colle per dimissioni'. Salvini: 'Rifarei tutto quello che ho fatto'

Ansa - Giuseppe Conte in Senato annuncia le dimissioni: "Alla fine di questo dibattito mi recherò dal Presidente della Repubblica per dimettermi", ha detto. "Ora il presidente della Repubblica guiderà il Paese in questo passaggio delicato - ha affermato il premier nel suo intervento in Senato -. Colgo l'occasione per ringraziarlo per il sostegno che mi ha dato". 
LA DIRETTA DAL SENATO
  
L'INTERVENTO DI CONTE AL SENATO 
Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte entra nell'Aula del Senato tra gli applausi dei senatori M5S ma non di quelli della Lega. Stringe la mano calorosamente a Matteo Salvini, con cui si scambia due parole all'orecchio: quindi stringe la mano, uno ad uno, a tutti i ministri della Lega in piedi alle sue spalle. Quando si siede, Salvini si accomoda accanto a lui. Conte siede tra i vicepremier Salvini e Di Maio.
"Ho chiesto di intervenire per riferire sulla crisi di governo innescata dalle dichiarazioni del ministro dell'interno e leader di una delle due forza di maggioranza", ha detto Conte nel suo intervento in Senato.
"L'8 agosto Salvini ha diramato una nota con cui si diceva che la Lega poneva fine alla sua esperienza e voleva le urne. Ha quindi chiesto la calendarizzazione di comunicazioni. Oggetto grave che comporta conseguenze gravi", ha detto Conte.
Questo passaggio "merita di essere chiarito in un pubblico dibattito che consenta trasparenza e assunzione di responsabilità da parte di tutti i protagonisti della crisi. Io ho garantito che questa sarebbe stata un'esperienza di governo all'insegna della trasparenza e del cambiamento e non posso permettere che questo passaggio possa consumarsi a mezzo di conciliaboli riservati, comunicazioni rilasciate sui social o per strada". 
"I tempi di questa decisione espongono a gravi rischi il nostro Paese", ha detto Conte nelle sue comunicazioni al Senato parlando della decisione di Salvini di avviare la crisi di Governo.
"Questa crisi interviene in un momento delicato dell'interlocuzione con le istituzioni Ue. In questi giorni si stanno per concludere le trattativa per i commissari e io mi sono adoperato per garantire all'Italia un ruolo centrale. E' evidente che l'Italia corre il rischio di partecipare a questa trattativa in condizioni di oggettiva debolezza".  
"La decisione di innescare la crisi è irresponsabile. Per questa via il ministro dell'interno ha mostrato di seguire interessi personali e di partito". 
"Aprire la crisi in pieno agosto per un'esperienza di governo giudicata limitativa da chi ha rivendicato pieni poteri - ha detto il premier nel suo intervento in Senato - e la scelta di rinviare fino ad oggi la decisione presa da tempo è un gesto di imprudenza istituzionale irriguardoso per il Parlamento e portando il paese in un vorticosa spirale di incertezza politica e finanziaria". 
"Le scelte compiute in questi giorni dal ministro dell'Interno rilevano scarsa sensibilità istituzionale e grave carenza di cultura costituzionale". 
"Non abbiamo bisogno di persone e uomini con pieni poteri, ma che abbiano cultura istituzionale e senso di responsabilità". "Le crisi di governo, nel nostro ordinamento, non si affrontano e regolano nelle piazze - ha spiegato - ma nel Parlamento. In secondo luogo, il principio dei pesi e contrappesi è fondamentale perché sia garantito l'equilibrio del nostro sistema e siano precluse vie autoritarie".
"In coincidenza dei più importanti Consigli europei non sei riuscito a contenere la foga comunicativa creando un controcanto politico che ha generato confusione".  
"Questa esperienza mi lascia una grande verità. Mi ha arricchito enormemente. Mi ha trasmesso grande fiducia per il futuro del Paese", ha detto Conte al Senato terminando le sue comunicazioni.

L'INTERVENTO DI SALVINI "Grazie e finalmente: rifarei tutto quello che ho fatto", ha detto il vicepremier, Matteo Salvini, intervenendo nell'Aula del Senato. "Non ho paura del giudizio degli italiani". Sono qua "con la grande forza di essere un uomo libero, quindi vuol dire che non ho paura del giudizio degli italiani, in questa aula ci sono donne e uomini liberi e donne e uomini un po' meno liberi. Chi ha paura del giudizio del popolo italiano non è una donna o un uomo libero".  "Se qualcuno da settimane, se non da mesi, pensava a un cambio di alleanza, molliamo quei rompipalle della Lega e ingoiamo il Pd, non aveva che da dirlo. Noi non abbiamo paura", ha detto ancora Salvini.
"La libertà non consiste nell'avere il padrone giusto ma nel non avere nessun padrone", ha detto Matteo Salvini citando Cicerone. "Non voglio una Italia schiava di nessuno, non voglio catene, non la catena lunga. Siamo il Paese più bello e potenzialmente più ricco del mondo e sono stufo che ogni decisione debba dipendere dalla firma di qualche funzionario eruopeo, siamo o non siamo liberi?". "Gli italiani non votano in base a un rosario, ma con la testa e con il cuore. La protezione del cuore immacolato di Maria per l'Italia la chiedo finchè campo, non me ne vergogno, anzi sono ultimo e umile testimone".
A dieci minuti dall'inizio delle comunicazioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte i membri del governo del M5S hanno occupato tutti i posti ai banchi del governo nell'Aula del Senato, lasciando libera solo la sedia del premier. L'intento è chiaro: non far accomodare ai banchi del governo nessuno dei ministri della Lega, i quali appaiono spaesati e non sanno dove sedersi.
"Pronto per parlarvi dall'Aula del Senato. Con coraggio, amore, e libertà, sempre prima gli italiani", ha detto Matteo Salvini su twitter.
Si aprirà un dibattito che dovrebbe durare 3 ore e 45, dopo le comunicazioni del premier Giuseppe Conte al Senato, che dovrebbe lasciare Palazzo Madama prima di un eventuale voto. È quanto è emerso all'unanimità dalla riunione dei capigruppo al Senato che si è riunita nella sala Pannini e appena conclusa. È stata convocata nei giorni scorsi per definire il 'perimetro' della discussione subito dopo l'informativa di Conte.

Conte si è dimesso. Al via le consultazioni

Si parte mercoledì 21 agosto alle 16 e si termina giovedì alle 17. Tempi strettissimi per le consultazioni del Capo dello Stato Sergio Mattarella dopo le dimissioni, martedì sera, del premier Giuseppe Conte.
Si comincia mercoledì 21 agosto alle 16, con il presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano, che non trovandosi a Roma sarà sentito telefonicamente. Alle 16 è attesa al Quirinale il presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati e alle 16,45 il presidente della Camera Roberto Fico. Poi sarà la volta dei gruppi parlamentari: alle 17,30 il gruppo per le Autonomie del Senato; alle 18 il gruppo Misto del Senato; alle 18,30 il gruppo Misto della Camera; alle 19 il gruppo Liberi e Uguali della Camera. 

Giovedì si comincia alle 10 con i gruppi di Senato e Camera di Fratelli d’Italia; alle 11 i gruppi parlamentari di Senato e Camera del Partito democratico; alle 12 i gruppi parlamentari di Senato e Camera di Forza Italia-Berlusconi presidente; alle 16 i gruppi di Senato e Camera della Lega-Salvini premier; alle 17 i gruppi di Senato e Camera del Movimento 5 Stelle. Fonte: qui

"SE VOI CI STATE, NOI CI STIAMO"
Matteo Salvini risponde a Conte e mette Di Maio spalle al muro.  
Rilancio in diretta: governo di scopo 

La Lega è per il governo di scopo: finire il lavoro coi 5 Stelle, una "manovra coraggiosa" e poi voto anticipato. Anche se "la via maestra è quella delle elezioni - spiega Matteo Salvini nel suo discorso in Senato, in risposta alle dimissioni annunciate dal premier Giuseppe Conte, - perché niente e nessuno meglio del popolo italiano potrà giudicare", la Lega "non ha paura di andare avanti e concludere il percorso" di riforme del governo. "Volete tagliare i parlamentari e poi andare a votare? Ci siamo". Poi aggiunge: "Se poi uno volesse metterci una manovra economica coraggiosa, ci siamo". Un passaggio che cambia il quadro, perché apre a un "governo di scopo" con la stessa maggioranza gialloverde, per durare ancora qualche mese e magari ipotizzare le urne per inizio 2020, mettendo in sicurezza i conti e sterilizzando l'aumento dell'Iva.

"Finalmente. Rifarei tutto quello che ho fatto, con la grande forza di essere un uomo libero", sottolinea ancora Salvini rispondendo alle accuse personali rivoltegli da Conte. "Mi spiace - ha detto rivolgendosi proprio al premier dimissionario - che lei mi abbia dovuto mal sopportare per un anno. Pericoloso, autoritario, irresponsabile, incosciente? Bastava il Saviano di turno a raccogliere tutta questa sequela di insulti, bastava il Travaglio, un Renzi, non il presidente del Consiglio". Sul rapporto con l'Ue "io non voglio un'Italia schiava di nessuno. Non voglio catene. Sono stufo che ogni passo debba dipendere dalla firma di qualche funzionario europeo. Siamo o non siamo un paese libero e sovrano?". Poi l'affondo a Conte: "A me non è mai capitato di chiedere alla cancelliera Merkel consigli su come vincere la campagna elettorale visto che Salvini aveva chiuso i porti...". "Se il governo si è interrotto è perché i signor no bloccavano tutto da mesi", ha sottolineato. "Ho convocato le parti sociali perché non lo faceva nessuno". E risponde a tono al presidente del Consiglio sulla questione dei simboli religiosi: "Presidente Conte, lei fa un torto a cattolici italiani quando dice che votano per i rosari, i cattolici italiani votano con il cuore e con la testa. Io ho chiesto protezione il cuore della Maria Immacolata per gli italiani e continuerò a farlo finché campo".

La conclusione è sarcastica: "I casi, e lo sa solo chi in queste settimane era al telefono per trattare, sono solo due. O c'è già un accordo per andare avanti cambiandosi la giacca dalla Lega al Pd, o c'è già un accordo preso di potere e di spartizione, già fatto, tra M5s e Pd, lecito, ditelo agli italiani e spiegate agli italiani cosa volete fare nei prossimi tre anni, anche se credo che sia irrispettoso della volontà degli italiani da due anni a questa parte. "Se c'è voglia di costruire, di terminare un percorso virtuoso, noi ci siamo: si tagliano i parlamentari e si va a votare. Se volete governare con Boschi, Renzi, Lotti, auguri e spiegatelo agli italiani".

Fonte: qui