sabato 18 febbraio 2017

PAPA FRANCESCO: "C'E' UNA CULTURA CHE PERSEGUE LO SFRUTTAMENTO DELL'ESSERE UMANO ... "


«Le migrazioni non sono un pericolo». In visita all’Università Roma Tre, Papa Francesco – ha voluto replicare oggi a quanti dicono di voler difendere «l’identità cristiana dell’Europa e hanno paura che se arriva gente di altra cultura perdiamo l’identità europea». «L’Europa è stata fatta di invasioni, migrazioni ed è stata fatta artigianalmente, così. Le migrazioni non sono un pericolo sono una sfida per crescere», ha insistito Francesco che ha aggiunto: «E’ importante il problema dei migranti pensarlo bene oggi che c’è un fenomeno così forte: pensiamo ad Africa e Medio Oriente rispetto all’Europa. Dirlo non è far politica di parte: c’è la guerra e fuggono dalla guerra, c’è la fame e fuggono dalla fame.

Ma quale sarebbe la soluzione ideale? Che non ci siano fame e guerra. Che ci sia la pace e che si facciano investimenti in quei posti perchè si abbiano risorse per lavorare e guadagnarsi la vita. Ma attenzione: c’è una cultura che li fa soffrire, è il fatto di essere gente sfruttata. Noi in generale andiamo là per sfruttarli».

Per Papa Francesco, del resto, «il terrorismo islamico non esiste». Infatti, «nessun popolo è criminale, e nessuna religione è terrorista. Non esiste il terrorismo cristiano, non esiste il terrorismo ebraico e non esiste il terrorismo islamico», come ha scritto in un messaggio ai Movimenti popolari riunti in California. «Nessun popolo – ha affermato il Papa – è criminale o narcotrafficante o violento». Secondo Francesco, infatti, «ci sono persone fondamentaliste e violente in tutti i popoli e in tutte religioni, che si rafforzano anche con le generalizzazioni intolleranti, e si nutrono dall’odio e dalla xenofobia».

«I ragazzi che hanno fatto la strage a Zaventem erano belgi: nati in Belgio, immigrati di seconda generazione, ghettizzati non integrati», ha poi evocato nel discorso pronunciato a braccio nel cortile dell’Università Roma Tre, nel quale ha evocato la strage dell’aeroporto Zaventem, alla periferia di Bruxelles il 22 marzo dell’anno scorso. Nel suo ragionamento. Rispondendo a una domanda sul pericolo dell’invasione islamica postagli da una ragazza siriana che faceva parte del gruppo di profughi che il Pontefice ha portato con se da Lesbo lo scorso aprile, Papa Francesco ha affrontato anche il tema della disoccupazione giovanile «nella nostra cara Europa dove la liquidità dell’economia toglie la concretezza del lavoro e la cultura del lavoro, perchè non si può lavorare».

«I giovani – ha rilevato – non sanno cosa fare e io, giovane senza lavoro, ho l’amarezza nel cuore: dove mi porta? Alle addizioni che hanno una radice, o mi porta al suicidio? Lo dicono quelli che sanno le vere statistiche dei suicidi, che non si pubblicano. Le vere statistiche non si pubblicano». «Oppure – ha concluso il Papa – vado dall’altra parte e mi arruolo in un esercito terroristico. Almeno ho qualcosa da fare, dò senso alla mia vita».
FONTE: LIBERO

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