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mercoledì 27 novembre 2019

PAPA FRANCESCO: “MI PIACEREBBE ANDARE A PECHINO, IO AMO LA CINA!”

BERGOGLIO PER NON INDISPETTIRE XI JINPING CONTINUA A FAR FINTA CHE A HONG KONG NON SUCCEDA NIENTE: “IL TELEGRAMMA CHE HO INVIATO? NON È NÉ CONDANNA NÉ APPOGGIO, È UNA COSA MECCANICA” 
“LO SCANDALO IN VATICANO? PER LA PRIMA VOLTA LA PENTOLA VIENE SCOPERCHIATA DA DENTRO”



papa francesco a hiroshima 5PAPA FRANCESCO A HIROSHIMA 

Papa: Mi piacerebbe andare a Pechino, amo la Cina
(LaPresse) - "Mi piacerebbe andare a Pechino , io amo la Cina". Così Papa Francesco nella conferenza stampa sul volo da Tokyo a Roma.
carrie lam con xi jinpingCARRIE LAM CON XI JINPING

Hong Kong, Papa: Santa Sede chiama al dialogo per risolvere problemi
 (LaPresse) - Hong Kong? La Santa Sede "chiama al dialogo, alla pace". Lo ha detto Papa Francesco nella conferenza stampa da Tokyo a Roma. "Io rispetto la pace e chiedo la pace per tutti i paesi che hanno dei problemi. Conviene relativizzare le cose e chiamare al dialogo, alla pace, perché si risolvano i problemi".

papa francesco a hiroshima 2PAPA FRANCESCO A HIROSHIMA 
Vaticano, Papa: Ho in programma Enciclica sulla pace
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 (LaPresse) - "Il progetto di un’enciclica sulla non violenza c’è, ma la farà il prossimo papa, perché appena ho tempo ci sono progetti che sono nel cassetto, quello sulla pace per esempio. È lì maturando, ma io sento, quando sarà il momento la farò". Lo ha detto Papa Francesco nella conferenza stampa sul volo da Tokyo a Roma.
papa francesco mangiaPAPA FRANCESCO MANGIAhong kong battaglia studenti poliziaHONG KONG BATTAGLIA STUDENTI POLIZIA

Nucleare, Papa: Agire su sicurezza, abbiamo superato limite
(LaPresse) - "Dobbiamo fare ricerche sulla sicurezza", per evitare disastri e conseguenza sull’ambiente. Così Papa Francesco nella conferenza stampa sul volo da Tokyo a Roma. "Credo che siamo andati oltre il limite", afferma.
luigi di maio xi jinpingLUIGI DI MAIO XI JINPING


Carceri, Papa: In tante parti sel mondo sono deposito di carne umana
la messa del papa in giapponeLA MESSA DEL PAPA IN GIAPPONE
 (LaPresse) - "In tante parti del mondo oggi le carceri sono sovraffollate. Sono un deposito di carne umana che invece di crescere con salute tante volte si corrompe". Così Papa Francesco nella conferenza stampa sul volo da Tokyo a Roma.

TOP Vaticano, Papa: Presunzione corruzione, interrogatori a meno di un mese
hong kong battaglia studenti polizia 8HONG KONG BATTAGLIA STUDENTI POLIZIA 
 (LaPresse) - L'obolo di San Pietro per l'acquisto di immobili a Londra? "E' stato uno scandalo e hanno fatto cose che non sembrano pulite". Lo ha detto Papa Francesco nella conferenza stampa sul volo da Tokyo a Roma. "È stato il Revisore dei conti interno a dire: 'Qui c'è una cosa brutta, qui c'è qualcosa che non funziona'. È venuto da me. Gli ho detto: 'Lei è sicuro?' 'Sì, cosa debbo fare?' 'Ma c'é la giustizia vaticana, vada e faccia la denuncia al Promotore giustizia', e in questo io sono rimasto contento perché si vede che l'amministrazione vaticana ha le risorse per chiarire le cose brutte che succedono dentro, come in questo caso, che se non è il caso dell'immobile di Londra, perché ancora questo non è chiaro, ma lì c'erano casi di corruzione".
IL PALAZZO DEL VATICANO A SLOAN SQUARE - LONDRAIL PALAZZO DEL VATICANO A SLOAN SQUARE - LONDRA

"Credo che in meno di un mese inizieranno gli interrogatori delle 5 persone che sono state bloccate perché c'erano indizi di corruzione. Lei potrà dirmi ma questi cinque sono corrotti? No, la presunzione è una garanzia per tutti, un diritto umano, ma c'è corruzione e si vede. Con le perquisizioni si vedrà se sono colpevoli o no. E' una cosa brutta e non è bello che succedano queste cose in Vaticano, ma è stato chiarito dai meccanismi interni che cominciano a funzionare che il papa Benedetto aveva iniziato a fare. Questo io ringrazio Dio, non che ci saia la corruzione, ma che il sistema del controllo vaticano funziona bene".

Vaticano, Papa: Per prima volta scandalo scoperchiato da dentro
papa francesco a hiroshima 6PAPA FRANCESCO A HIROSHIMA hong kong battaglia studenti polizia 6HONG KONG BATTAGLIA STUDENTI POLIZIA 
(LaPresse) - "È la prima volta che in Vaticano la pentola viene scoperchiata da dentro e non da fuori. Da fuori tante volte. Ma in questo Papa Benedetto è stato saggio, ha incominciato un processo che è maturato e adesso le istituzioni… che il revisore abbia avuto il coraggio di fare una denuncia scritta contro cinque persone… sta funzionando il revisore. Davvero non voglio offendere il gruppo Egmont che fa tanto bene e aiuta, ma in questo caso la sovranità appartiene allo Stato, anche la giustizia è più sovrana del potere esecutivo. Non è facile da capirlo ma vi chiedo di capire questa difficoltà". Così Papa Francesco nella conferenza stampa da Tokyo a Roma. Fonte: qui

domenica 24 novembre 2019

IL MANDATO DI ARRESTO PER MONSIGNOR ZANCHETTA, ACCUSATO DI ABUSI SESSUALI E VIOLENZE, TOGLIE LA COLTRE DI SILENZIO CHE IL VATICANO HA FATTO SCENDERE SU QUESTA VICENDA GIUDIZIARIA

CHE SILURO PER BERGOGLIO! 
ZANCHETTA È UN AMICO DEL PAPA, RISIEDE A SANTA MARTA, E’ CITTADINO VATICANO E LA DOMANDA CHE CIRCOLA CON INSISTENZA È: BERGOGLIO OPPORRÀ L'IMMUNITÀ DIPLOMATICA? 
L’ARRIVO DI ZANCHETTA FECE SCANDALO IN CURIA: “ERA UNO SCONOSCIUTO E PER LUI FU CREATO UN UFFICIO…”

ABUSI, MANDATO DI CATTURA PER IL VESCOVO VICINO AL PAPA
Franca Giansoldati per “il Messaggero”

gustavo zanchetta 2GUSTAVO ZANCHETTA 2
Ieri la giornata del Papa è iniziata con due brutti scossoni. Il primo è stato avvertito in tutta la capitale thailandese a causa di un episodio sismico di magnitudo 6,1 che ha colpito il Nord del Paese, fortunatamente senza fare vittime. La seconda scossa, invece, è arrivata direttamente dall'Argentina. Una pessima notizia. Le autorità argentine hanno spiccato un mandato di arresto internazionale per l'arcivescovo Gustavo Zanchetta, suo amico personale, già vescovo di Orano e chiamato nel 2017 a ricoprire un ufficio in curia creato apposta per lui all'Apsa. E' accusato di abusi sessuali e violenze aggravate.

DECISIONI
gustavo zanchetta 1GUSTAVO ZANCHETTA 1
In questi ultimi 12 mesi il Vaticano ha fatto calare su questa imbarazzante vicenda giudiziaria una pesante coltre di silenzio. E ora la domanda che circola con insistenza è cosa farà Francesco, se davanti a queste richieste opporrà l'immunità diplomatica - poiché Zanchetta nel frattempo è diventato cittadino vaticano, con la residenza a Santa Marta - oppure se disporrà la strada della collaborazione con le autorità argentine, dando corso alle pratiche del caso per una eventuale estradizione di Zanchetta, anche se tra la Santa Sede e l'Argentina non è mai stato firmato nessun accordo.
La scossa di terremoto per il Papa stavolta non è indifferente. Sia perché si tratta di una figura a lui davvero molto vicina, sia perché gli ha spesso dato una mano, per esempio soccorrendolo quando nella diocesi di Orano emersero tensioni interne per una disastrosa gestione finanziaria o anche per i rapporti burrascosi con alcuni parroci.
Gustavo Oscar ZanchettaGUSTAVO OSCAR ZANCHETTA
L'AIUTO
Così per questo motivo nel 2017 Papa Francesco ha offerto a Zanchetta una soluzione alternativa, chiamandolo in Vaticano. Una bella promozione. Per lui fu anche creato un ufficio prima inesistente all'Apsa, come numero due, con il compito di controllare il patrimonio della Santa Sede. L'avanzamento però col tempo si è trasformato in un guaio di difficile soluzione.
Il caso è esploso quando il quotidiano Il Tribuno, due anni fa, ha pubblicato una serie di documenti. Prima le foto osé di una relazione omosessuale tra adulti ma poi anche notizie di preti che lo accusavano di molestie a seminaristi. Restava tutto da provare naturalmente, ma intanto la magistratura si metteva in moto. Vedendo che l'inchiesta avanzava il Vaticano ha fatto dimettere in via cautelativa Zanchetta dall'Apsa anche se continua a risiedere a Santa Marta, al sicuro e non risponde a nessuna mail o telefonata del magistrato in Argentina.
Gustavo Oscar ZanchettaGUSTAVO OSCAR ZANCHETTA
AGENDA
La richiesta di cattura internazionale aprirà certamente uno spinoso caso diplomatico. Quella di ieri per Francesco è stata una giornata dolorosa e non facile, scandita anche da una agenda impegnativa. L'incontro con il primo ministro, gli ambasciatori il patriarca buddista, al quale ha chiesto di collaborare per difendere il pianeta, il re Rama X. Poi ha celebrato una messa allo Stadio nazionale di Bangkok, presenti 60mila persone e tra loro anche molti buddisti. Inoltre ha fatto una visita ad un ospedale cattolico. Tra gli appelli lanciati da Francesco la necessità di non chiudere le frontiere a nessun migrante e la richiesta alla comunità internazionale di fare tutto per interrompere il turismo sessuale, visto che la Thailandia è tra i primi Paesi al mondo per la prostituzione minorile che riguarda bambini e bambine.
PAPA BERGOGLIO MANGIA LA PIZZAPAPA BERGOGLIO MANGIA LA PIZZA
IL RAPPORTO
La Thai National Commission for Women stima che il numero totale di prostitute al di sotto dei 18 anni di età arrivi a 35 mila unità. Un numero che comprende anche tanti ragazzini, praticamente schiavi di un turismo senza scrupolo e alla luce del sole. Interi voli charter sbarcano uomini europei ma anche dalle zone più ricche dell'Asia come il Giappone o la Corea del Sud. La sorella del Papa, suor Ana Rosa Sivori, missionaria da 54 anni in Thailandia, scuote la testa, desolata. «Purtroppo vengono a migliaia, in ogni mese dell'anno. Un flagello».

IL SUO ARRIVO FECE SCANDALO IN CURIA: «UNO SCONOSCIUTO, PER LUI FU CREATO UN UFFICIO»
Franca Giansoldati per “il Messaggero”
Quel che è certo è che fino al 19 dicembre 2017 - giorno della folgorante nomina ad assessore dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (APSA) - il nome di Gustavo Oscar Zanchetta era ancora poco conosciuto in curia. Adesso che è il vescovo più noto di tutta l’America Latina sono in tanti a ricordarsi il suo arrivo a Roma: «Fece a tutti una certa impressione perché veniva creato appositamente per lui, che era uno sconosciuto, un ufficio che prima non esisteva, e questo fattore in tempi di spending review non poteva non passare inosservato».
PAPA BERGOGLIOPAPA BERGOGLIO
Fino a quel momento il suo nome era rimasto circoscritto alla Chiesa argentina, sollevando altri interrogativi in merito alla sua rapida ascesa e al suo carattere un po’ dispotico. Papa Francesco nei suoi confronti ha sempre avuto un atteggiamento indulgente. Quasi paterno. Nel luglio 2013 lo nomina vescovo di Oran, zona povera al centro delle minacce del narcotraffico, 350mila anime. Prima di questa promozione il reverendo Zanchetta era sotto-segretario esecutivo della conferenza episcopale argentina e lavorava a stretto contatto con l’allora cardinale Bergoglio.
È nato a Rosario, vicino a Santa Fe, 55 anni fa, dove si è diplomato tecnico meccanico elettricista a Cordoba. Da lì ha fatto un anno di formazione con i cappuccini e poi filosofia all’università Cattolica Argentina. L’ingresso in seminario per diventare prete, nel 1993 è nominato segretario della Commissione per i Ministeri della Conferenza Episcopale. Nel 2000 ha ottenuto la licenza in Teologia Fondamentale presso la Pontificia Universita` Gregoriana ed è in quegli anni che ha conosciuto bene padre Mario Jorge Bergoglio.
PAPA BERGOGLIOPAPA BERGOGLIO
Si dice che sia stato il suo confessore. Per aiutarlo lo fa arrivare a Santa Marta e lo nomina assessore dell’Apsa nel 2017. In quel periodo iniziano a saltare fuori dall’ombra vecchie accuse di abusi di potere e di una cattiva gestione finanziaria. Il Papa preoccupato lo chiamò per interrogarlo. Francesco successivamente ha spiegato a Televisa che Zanchetta si è difeso bene dicendo che gli avevano hackerato il telefono. Di modo chè fronte all’evidenza e a una buona difesa resta il dubbio. Ma in dubbio pro reo.  
Fonte: qui

domenica 11 agosto 2019

BERGOGLIO DA MANUALE – “Soros for Dummies”, o “Anticristo reso facile”

Stupefazione. E’ quella che prevale quando El Papa,  subito, in vista delle elezioni, si mette alla testa della propaganda partitica anti-Salvini (che non merita  nemmeno tanto onore) con  luoghi comuni così vieti e appassiti…. “Il sovranismo è un atteggiamento di isolamento. Sono preoccupato perché si sentono discorsi che assomigliano a quelli di Hitler nel 1934. ‘Prima noi. Noi… noi…’: sono pensieri che fanno paura . “Il sovranismo è un`esagerazione che finisce male sempre: porta alle guerre”.
Non stupisce l’attacco, e nemmeno fa più  effetto, tanto è prevedibile e banale. Ciò che stupisce è che Bergoglio sembra avere un bigino di  luoghi comuni globalisti, a cui attinge i suoi, chiamiamoli, argomenti.  Deve  esserci sul comodino  un manualetto  –  sul tipo  della collana “for dummies” che insegna  l’economia, il software, la meccanica “ai negati” –  che si intitola, che so, “La filosofia di Georges Soros per idioti”,  o  “La Società Aperta  globale in  cinque facili frasi”,  “Propaganda globalista facilitata” e  quando decide di intervenire “nel dibattito” italiota, chiama  il giornalista amico e  gli riversa quelle quattro frasi,  copiate senza alcuna elaborazione personale.

Ovviamente il giornalista amico diffonde quelle quattro copie con la dovuta unzione  – i giornali anti-Salvini le  riprendono, ma in fondo un po’ imbarazzati.  L’effetto generale è  ridicolo, come quando El Papa si produce nei suoi  studiatamente  esagerati “atti di umiltà”,   biascicare con  bacioni servili  mani di ricchi ebrei, piedi di “immigrati”   da galera purché di colore, o come quando si precipitò a sbaciucchiare  le scarpe – inappuntabilmente lucidate –  di esterrefatti diplomatici del Sud Sudan in giacca e cravatta –  il risultato non fu l’ammirazione né l’edificazione,  ma il grottesco. Sarebbe bene che se ne rendesse conto. Siccome è del tutto impossibile che glielo facciano notare i lecchini  di cui ha costituito la sua corte di “cardinali sorosiani  aperti e progressisti” per far carriera, osiamo umilmente farlo noi.



(Grottesco e comico)

Il ridicolo la minaccia,  sommo (stavo per dire “Santità”, ma capisco che l’epiteto è fuori luogo).   Nell’ultima intervista oltre che invitarci a  non votare  i nuovi Hitler che minacciano  la santa Kommissione europea  e  il mondo globalizzato  e in mano alle oligarchie  pedofile caldeggiato da Soros, Ella ha voluto comunicarci i suoi timori  più vivi: che vertono, siamo stati informati, non già sul destino eterno delle anime in pericolo nel nichilismo edonista totalitariamente imperante, bensì  – cito: “La scomparsa delle biodiversità. Nuove malattie letali. Una deriva e una devastazione della natura che potranno portare alla morte dell’umanità”  –   lei ha espresso fiducia, ci dice il giornalista amico,  “in particolare nei movimenti di giovani ecologisti, come quello guidato da Greta Thunberg, Fridays for future. Ho visto un loro cartello che mi ha colpito:
il futuro siamo noi!”.



(“Diventare Soros for Dummies”, esisterà)

L’effetto comico


Va bene, d’accordo:  ma non si rende conto di aver letto uno striminzito comunicato-stampa che le è stato  non si sa da quale ente dell’ONU?  Le hanno detto di fare un po’ di pubblicità a Greta e  alla organizzazione mondiale che dietro alla  poveretta  ha come scopo di creare il mercato mondiale – che tarda ad affermarsi – per i “i diritti d’inquinamento”  da negoziare a Wall Street  secondo il Protocollo di Kyoto:  ha eseguito.  Ma dire : “Ho visto un loro cartello che mi  ha colpito:  il futuro siamo noi” –  è un po’ scarsino,  SS. La prossima volta, elabori un po’ di più  la   traccia che le è stata fornita. Ci metta più cuore, più  calore.  Si applichi.


(“Il nemico, come leone ruggente…)

E se  vogliamo allargare il discorso, ci consenta, SS,  di esprimere  una  lieve critica  alla fretta e  sommarietà  con cui   le sta trasformando la Chiesa del Risorto  in una ONG immigrazionista, ecologica,   globalista,  “umanitaria”  ed ecumenista.  Probabilmente lei –  nella sua modesta cultura cattolica  – ignora quello che  molti semplici fedeli sanno da sempre:  che appunto  l’Anticristo farà  quello che fa lei. Che anche lui sarà  umanitario ed ecologista.  Vorrà che tutti accogliamo  come “gente che fugge dalla fame e dalla guerra”  i delinquenti nigeriani che hanno pagato migliaia di dollari per venire in quello che la nostra Palamara  ha reso un paradiso dei malviventi.
Più buono di Gesù, sarà anche animalista  e vegano e  imporrà  l’amore per i LGBT che sono tanto discriminati. Anche lui, come è stato scritto, opererà “lo svuotamento sostanziale del  messaggio evangelico  e sotto la formale esaltazione di  un amore per l’umanità che si presentano come valori cristiani, “valori” facilmente smerciabili sui mercati mondani”.
Caro SS, noi semplici fedeli  siamo stati informati di queste caratteristiche del  regno dell’Uomo d’Iniquità e del  suo Falso Profeta.  I suoi amici laicisti e abortisti non hanno letto, per esempio, quel che vide Caterina Emmerick


(L’indimenticabile proiezione  animalista sulla cattedrale-madre delal cristianità)

Vidi anche il rapporto tra i due papi… Vidi quanto sarebbero state nefaste le conseguenze di questa falsa chiesa. L’ho veduta aumentare di dimensioni; eretici di ogni tipo venivano nella città [di Roma]. Il clero locale diventava tiepido, e vidi una grande oscurità… Allora la visione sembrò estendersi da ogni parte. Intere comunità cattoliche erano oppresse, assediate, confinate e private della loro libertà  …  La  strana chiesa che veniva costruita contro ogni regola… Non c’erano angeli a vigilare sulle operazioni di costruzione. In quella chiesa non c’era niente che venisse dall’alto… C’erano solo divisioni e caos. …“.  Tutto ciò che riguardava il Protestantesimo stava prendendo gradualmente il sopravvento e la religione cattolica stava precipitando in una completa decadenza.
Insomma: siamo rimasti in pochi, ma siamo al corrente dei tempi ultimi e della grande apostasia finale.  Il nostro stupore  nasce da questo: che lei che dovrebbe esserne al corrente, almeno per sommi capi, dei Tempi Ultimi  – sia teleguidato da Chissacchì, sia che segua un  manuale semplificato tipo “Diventare falso profeta  in dieci lezioni” –  ricalca quel che è scritto farà  appunto il Fondatore della Falsa Chiesa, se non proprio l’Iniquo padrone finale di questo  mondo   – e nel modo più  piatto, banale, prevedibile   –  con finale effetto comico.  Anzi di più:  caricaturale, come una imitazione guittesca ed esagerata, artificiosa e  plateale.  E’ vero che la contraffazione, l’aspetto ghignante e farsesco, sono indicati come  caratteri tipici della falsificazione  dell’Impostore.  Vorremmo semplicemente avvertirla che si vede troppo. Fonte: qui

venerdì 11 gennaio 2019

INIZIATIVA CHOC DI VENTI EX CAPI DI STATO DELL'AMERICA LATINA: UNA LETTERA IN CUI CONTESTANO A BERGOGLIO L'APPELLO FATTO IL GIORNO DI NATALE SULLA SITUAZIONE IN VENEZUELA E NICARAGUA


''NON METTE AFFATTO L'ACCENTO SUL FATTO CHE I VENEZUELANI SONO VITTIMA DI UNA OPPRESSIONE DI UNA NARCO-DITTATURA MILITARIZZATA, CHE NON SI FA SCRUPOLO DI CONCULCARE IN MANIERA SISTEMATICA I DIRITTI ALLA VITA, ALLA LIBERTÀ E ALLA INTEGRITÀ PERSONALE''
Franca Giansoldati per www.ilmessaggero.it
MADURO E BERGOGLIOMADURO E BERGOGLIO

Con una iniziativa quasi spettacolare, mai vista prima, venti ex capi di Stato  dell'America Latina hanno preso carta e penna per inviare a Papa Francesco una lettera choc, contestandogli sostanzialmente l'appello fatto il giorno di Natale dalla loggia delle Benedizioni  a proposito della situazione esistente in Venezuela e in Nicaragua. Si trattava di una invocazione alla concordia tra le parti in conflitto e contenuta nel messaggio Urbi et Orbi: «Questo tempo di benedizione – aveva detto Bergoglio - consenta al Venezuela di ritrovare la concordia e a tutte le componenti sociali di lavorare fraternamente per lo sviluppo del Paese e per assistere le fasce più deboli della popolazione».

Secondo i firmatari della missiva, l'appello così formulato, rischia di dare una visione politica un po' approssimativa della gravità della situazione generale. Nella lettera spedita al Papa su iniziativa di IDEA (iniziativa democratica di Spagna e Americhe) e apparsa su diversi organi di stampa locali, si legge: «In questo modo non si mette affatto l'accento sul fatto che i venezuelani sono vittima di una oppressione di una narco-dittatura militarizzata, che non si fa scrupolo di conculcare in maniera sistematica i diritti alla vita, alla libertà e alla integrità personale».

MADURO E BERGOGLIOMADURO E BERGOGLIO
I 20 ex presidenti spiegano a Papa Francesco di essere a conoscenza delle sue preoccupazioni davanti alla sofferenza che patiscono sia i venezuelani che i nicaraguensi. «I primi sono vittima dell'oppressione di una narco-dittatura militarizzata (…), i secondi di una ondata di repressione che ha causato 300 morti e 2.500 feriti». In Venezuela, aggiungono, vengono portate avanti in modo sistematico politiche deliberate volte ad una corruzione che sta scandalizzando il mondo mentre la gente impoverisce al punto che non hanno più nemmeno le medicine.

Ciò che notificano al Papa è che il suo appello, strutturato in quel modo, rischia di essere inteso come «una richiesta ai popoli oppressi, che sono vittime ad accordarsi con i rispettivi aguzzini», in particolare nel caso del Venezuela, dove «c'è un governo che ha causato 3 milioni di rifugiati» e dove la prospettiva, per il 2019, è di arrivare a 5,4 milioni, secondo i dati dell'Onu.

FELIPE CALDERON I QUADRI DI GEORGE BUSHFELIPE CALDERON I QUADRI DI GEORGE BUSH
«Le espressioni di Sua Santità che sappiamo essere in buona fede e dettate dal suo spirito di pastore, possono essere interpretate anche in modo negativo per la maggioranza dei venezuelani e nicaraguensi. Soprattutto quando esiste, attualmente, in entrambi i Paesi, un disaccordo politico che reclama tolleranza e comprensione, tra forze discorsi e narrative distanti, all'interno di un quadro ben poco democratico» dove la menzogna è elevata a sistema, dove non c'è libertà di stampa, anzi, dove le voci difformi rischiano il carcere e le persecuzioni e spesso pure la morte come consta agli organismi americani ed europei di diritti umani.

Seguono le firme: Oscar Arias, Costa Rica; Nicolás Ardito Barletta, Panamá; Enrique Bolaños, Nicaragua; Alfredo Cristiani, El Salvador; Felipe Calderón, México; Rafael Ángel Calderón, Costa Rica; Laura Chinchilla, Costa Rica; Fernando De la Rúa, Argentina; Vicente Fox, México; Eduardo Frei, Chile; César Gaviria T., Colombia; Osvaldo Hurtado, Ecuador; Luis Alberto Lacalle, Uruguay ;Jamil Mahuad, Ecuador; Mireya Moscoso, Panamá ; Andrés Pastrana A., Colombia; Jorge Tuto Quiroga, Bolivia; Miguel Ángel Rodríguez, Costa Rica; Álvaro Uribe V., Colombia; Juan Carlos Wasmosy, Paraguay. I firmatari chiedono poi un incontro, anche in Vaticano, «in circostanze propizie».

Papa Francesco sin dall'inizio del suo mandato si è speso in prima persona per cercare di trovare una via di mediazione alla crisi venezuelana. Ha invitato Maduro in Vaticano, ha mandato a Caracas persone di fiducia, segue i fatti con apprensione attraverso i vescovi, il nunzio ma soprattutto tramite il cardinale Parolin (che è stato nunzio a Caracas fino al 2013) e il Sostituto Pena Parra, da poco chiamato alla Segreteria di Stato. Lo stallo venezuelano resta una delle spine nel fianco. Non sono mancati gli appelli per i profughi che continuano a fuggire a causa della miseria, delle condizioni di incertezza e per le persecuzioni cui vanno incontro gli oppositori del sistema.

I vescovi venezuelani ieri, nel corso di una assemblea plenaria, hanno affermato che è illegittimo il nuovo mandato di Maduro. Nella situazione attuale «è un peccato - scrivono - che grida al Cielo voler mantenere a tutti i costi il potere e cercare di prolungare il fallimento e l'inefficienza di questi ultimi decenni: è moralmente inaccettabile! Dio non vuole che il popolo soffra sottomettendosi all'ingiustizia». Da qui l’urgenza per arrivare ad una soluzione e un cambiamento.

I vescovi ritengono illegittima la votazione del 20 maggio scorso per l’elezione del Presidente della Repubblica, così come l'Assemblea Nazionale Costituente imposta dal ramo esecutivo. Perciò «l'intenzione di iniziare un nuovo mandato presidenziale il 10 gennaio 2019 - proseguono i vescovi - è illegittima a causa della sua origine e apre una porta al non riconoscimento del governo perché manca del sostegno democratico nella giustizia e nel diritto». Fonte: qui

venezuela alla fameVENEZUELA ALLA FAME

sabato 18 febbraio 2017

PAPA FRANCESCO: "C'E' UNA CULTURA CHE PERSEGUE LO SFRUTTAMENTO DELL'ESSERE UMANO ... "


«Le migrazioni non sono un pericolo». In visita all’Università Roma Tre, Papa Francesco – ha voluto replicare oggi a quanti dicono di voler difendere «l’identità cristiana dell’Europa e hanno paura che se arriva gente di altra cultura perdiamo l’identità europea». «L’Europa è stata fatta di invasioni, migrazioni ed è stata fatta artigianalmente, così. Le migrazioni non sono un pericolo sono una sfida per crescere», ha insistito Francesco che ha aggiunto: «E’ importante il problema dei migranti pensarlo bene oggi che c’è un fenomeno così forte: pensiamo ad Africa e Medio Oriente rispetto all’Europa. Dirlo non è far politica di parte: c’è la guerra e fuggono dalla guerra, c’è la fame e fuggono dalla fame.

Ma quale sarebbe la soluzione ideale? Che non ci siano fame e guerra. Che ci sia la pace e che si facciano investimenti in quei posti perchè si abbiano risorse per lavorare e guadagnarsi la vita. Ma attenzione: c’è una cultura che li fa soffrire, è il fatto di essere gente sfruttata. Noi in generale andiamo là per sfruttarli».

Per Papa Francesco, del resto, «il terrorismo islamico non esiste». Infatti, «nessun popolo è criminale, e nessuna religione è terrorista. Non esiste il terrorismo cristiano, non esiste il terrorismo ebraico e non esiste il terrorismo islamico», come ha scritto in un messaggio ai Movimenti popolari riunti in California. «Nessun popolo – ha affermato il Papa – è criminale o narcotrafficante o violento». Secondo Francesco, infatti, «ci sono persone fondamentaliste e violente in tutti i popoli e in tutte religioni, che si rafforzano anche con le generalizzazioni intolleranti, e si nutrono dall’odio e dalla xenofobia».

«I ragazzi che hanno fatto la strage a Zaventem erano belgi: nati in Belgio, immigrati di seconda generazione, ghettizzati non integrati», ha poi evocato nel discorso pronunciato a braccio nel cortile dell’Università Roma Tre, nel quale ha evocato la strage dell’aeroporto Zaventem, alla periferia di Bruxelles il 22 marzo dell’anno scorso. Nel suo ragionamento. Rispondendo a una domanda sul pericolo dell’invasione islamica postagli da una ragazza siriana che faceva parte del gruppo di profughi che il Pontefice ha portato con se da Lesbo lo scorso aprile, Papa Francesco ha affrontato anche il tema della disoccupazione giovanile «nella nostra cara Europa dove la liquidità dell’economia toglie la concretezza del lavoro e la cultura del lavoro, perchè non si può lavorare».

«I giovani – ha rilevato – non sanno cosa fare e io, giovane senza lavoro, ho l’amarezza nel cuore: dove mi porta? Alle addizioni che hanno una radice, o mi porta al suicidio? Lo dicono quelli che sanno le vere statistiche dei suicidi, che non si pubblicano. Le vere statistiche non si pubblicano». «Oppure – ha concluso il Papa – vado dall’altra parte e mi arruolo in un esercito terroristico. Almeno ho qualcosa da fare, dò senso alla mia vita».
FONTE: LIBERO

sabato 7 gennaio 2017

MA IN CHI CREDONO GLI ITALIANI? A PICCO LA FIDUCIA NEI PARTITI, NEI SINDACATI E NELLE ORGANIZZAZIONI IMPRENDITORIALI

AL PRIMO POSTO C’E’ PAPA FRANCESCO E POI LE FORZE DELL’ORDINE 

NON PIACCIONO I SERVIZI PUBBLICI MA NESSUNO VUOLE PIÙ SETTORE PRIVATO 

IDEM PER L’EURO: LA MONETA UNICA E’ CRITICATISSIMA MA IL RITORNO ALLA LIRA FA PAURA

Ilvo Diamanti per “la Repubblica”

partitiPARTITI
Nell' anno dell' anti-politica, mentre si acuisce il distacco dallo Stato e dai partiti, si assiste a un prepotente ritorno della politica. O meglio: della "partecipazione politica". Attraverso nuovi "media". Ma anche attraverso le forme più tradizionali. Internet e la piazza, insieme. A rinforzarsi a vicenda. Peraltro, all' indomani del referendum che ha bocciato la proposta di riformare la Costituzione, riemerge e si ripropone, ancora ampia, la domanda di riformare la Costituzione. E le istituzioni. Di emendare il bicameralismo. Di ridurre i costi della politica. Sono alcuni paradossi - apparenti - del XIX Rapporto "Gli italiani e lo Stato", curato da Demos per Repubblica.

CGIL LOGOCGIL LOGO
D'altronde, la campagna referendaria, per quanto aspra, ha, comunque, ri-educato gli italiani ai temi della Carta costituzionale. E ne ha concentrato l' attenzione intorno alle questioni pubbliche. Non solo, ma ha mobilitato gran parte dei cittadini. Li ha spinti al voto e, prima ancora, al dibattito. Nelle sedi politiche, ma anche nella vita quotidiana, negli ambienti privati. Sono gli effetti imprevisti di tanti mesi di confronto e divisioni. Alla fine hanno realizzato un esito unificante. Sotto altri profili, questo Rapporto riproduce un ritratto coerente con il passato.

In alto, davanti a tutto e a tutti, nella classifica dei soggetti pubblici: Papa Francesco. E le Forze dell' Ordine. Rispondono a una domanda - diffusa e radicata - di certezza etica e, d' altro canto, di sicurezza personale.

Mentre le istituzioni dello Stato riscuotono la consueta diffidenza. Al tempo stesso, i cittadini sono insoddisfatti dei servizi pubblici. Provano sfiducia nei confronti delle organizzazioni sindacali e imprenditoriali.

Ma, soprattutto, verso i soggetti di rappresentanza politica. I partiti, lo stesso Parlamento. Sono, come sempre, in fondo alla classifica.
CONFINDUSTRIA LOGOCONFINDUSTRIA LOGO

Evidentemente, è in questione il fondamento della nostra democrazia, visto che i principali attori della rappresentanza, i partiti, non sono solamente sfiduciati, ma vengono ritenuti "corrotti". 

Quanto e più che ai tempi di Tangentopoli.

Il No al referendum costituzionale, d' altronde, ha avuto - anche - questo significato.

Un No al sistema dei partiti. 

E ai politici che li guidano. In testa: il Premier. 

La sfiducia diffusa nella società, peraltro, avvolge anche la sfera delle relazioni personali, dei "rapporti con gli altri". Guardati con prudenza da gran parte dei cittadini.
Chissà: ci potrebbero fregare.

E poi ci sentiamo "invasi". La paura degli immigrati non è mai stata così alta.

zuckerberg papa francescoZUCKERBERG PAPA FRANCESCO
Eppure, come sempre quando si tratta dell' Italia e degli italiani, il quadro non è mai così lineare e coerente come potrebbe apparire a prima vista. La considerazione dei servizi pubblici, anzitutto. Gli italiani non ne sono soddisfatti, come detto. Eppure pochi, anzi, pochissimi richiedono davvero "più privato". È l' atteggiamento di prudenza critica, radicato nella nostra società. La democrazia: sarà anche corrotta, ma "un uomo solo al comando" potrebbe essere più pericoloso.

Per non parlare della UE e dello stesso Euro. Gli italiani ne pensano il peggio. Però pochi, pochissimi, tra loro, vorrebbero abbandonare l' Euro(infatti la questione è sull'esercizio della sovranità monetaria, cosa che, tra l'altro, parzialmente la Germania fa tutt'ora!!!). E la UE. 

Perché, anche se non piacciono, non si sa mai Restarne fuori potrebbe costarci parecchio. Lo stesso discorso vale per le riforme costituzionali. Non più tardi di un mese fa largamente bocciate.

Tuttavia, la necessità di emendare la Costituzione, per renderla più efficiente, è largamente condivisa. E molti che un mese fa avevano votato No, oggi si dicono d' accordo con alcuni dei punti più importanti del referendum. Il superamento del bicameralismo e, soprattutto, la riduzione dei parlamentari.
I VERTICI DELLE FORZE DELL ORDINE PRESENTI ALLA SENTENZA NEL TRIBUNALE DI PALMII VERTICI DELLE FORZE DELL ORDINE PRESENTI ALLA SENTENZA NEL TRIBUNALE DI PALMI

Il problema è che il referendum, nella percezione generale, assai più della Costituzione, riguardava il sistema politico e di governo. Per primo, Renzi.
Oggi quel governo e quel premier non ci sono più. Mentre le riforme possono attendere.
Quanto, non si sa. Sicuramente, parecchio. In questo cielo chiaroscuro c' è una zona di luce interessante e significativa. La partecipazione. Nell' ultimo anno appare cresciuta in modo significativo. In massima misura quella "immediata", realizzata attraverso la rete e i social-media.

Strumento di "democrazia della sorveglianza". Mentre la partecipazione sociale e il volontariato segnano il passo. Probabilmente, fra queste tendenze c' è una relazione. In quanto le nuove forme di partecipazione hanno, in parte, surrogato e, talora, rimpiazzato la partecipazione sociale e volontaria. Ma si è allargata anche la partecipazione politica "tradizionale", incentivata, nel corso degli ultimi mesi dalla mobilitazione referendaria. In ogni caso, la "critica democratica" ha allargato le basi della "partecipazione democratica". Ha spinto i cittadini a interrogarsi sui valori e sui limiti della Costituzione. Sui rischi che corriamo, nel tentativo di correggerla e ridisegnarla. Ma anche su quanto ci costa la resistenza a ogni innovazione.
maria elena boschi gentiloni renziMARIA ELENA BOSCHI GENTILONI RENZI

Insomma, nel corso dell' ultimo anno, mi pare sia cresciuto, fra i cittadini, il senso civico e critico. Insieme alla domanda di riforme. Che potrebbe essere assecondata meglio evitando di "politicizzarla". O meglio, di piegarla a fini politici contingenti. Ma mi pare sia stato un buon anno per la nostra democrazia. Nonostante tutto. Perché si è allargata la voglia e anzitutto la pratica della partecipazione. Politica e critica. Attraverso vecchie e, soprattutto, nuove vie. La mobilitazione e l' affluenza inattesa, per dimensione, al referendum, ne sono un segnale evidente. Meglio seguirlo con attenzione.

Certo, continuiamo ad essere un popolo di riformisti scettici, animati da un rapporto con lo Stato: critico e disincantato. E da un orientamento politico polemico. Eppure attivo e partecipe. Ci sentiamo europei: nonostante tutto. Siamo italiani. Una nazione con poco Stato. Oppure troppo. Dipende dai punti di vista.

Fonte: qui