lunedì 6 marzo 2017

WALL STREET JOURNAL: ''APPENA LA BCE TERMIERA' IL QUANTITATIVE EASING, LA ZONA EURO IMPLODERA''' (A PARTIRE DALL'ITALIA)


NEW YORK - Ancora una volta, il principale quotidiano finanziario mondiale punta l'indice contro le storture dell'euro e le gravissime conseguenze che stanno provocando nei Paesi che l'hanno adottato, principale delle quali è il fallimento sostanziale degli obbiettivi di crescita, benessere e sviluppo decantati all'epoca dalle elite politiche che vollero a tutti i costi introdurlo.

"La nascita dell'euro, 25 anni fa, fu accompagnata dalla promessa fatta ai cittadini che la nuova moneta unica avrebbe innescato una graduale positiva convergenza delle economie nazionali che l'avessero adottata. Tale promessa non si e' concretizzata - scrivono prima pagina Alessandro Speciale e Piotr Skolimowski sul Wall Street Journal -.
"Anche oggi, che l'eurozona sembra aver ritrovato la strada di una modesta crescita economica - sottolinea il Wall Street Journal - l'analisi delle singole economie nazionali restituisce un quadro disomogeneo, che peggiorerà ulteriormente una volta conclusa la politica di Quantitative easing della Banca centrale europea".

"L'eurozona, che attualmente comprende 19 paesi, apparentemente sembra giunta al terzo anno di una ripresa che sta sanando alcune delle ferite causate dalla crisi del debito del 2008. Gli ultimi dati relativi all'eurozona presi nel loro nel insieme fotograferebbero un aumento della fiducia economica per il sesto mese consecutivo, un calo della disoccupazione giovanile ai minimi da otto anni e un'accelerazione dell'inflazione cui non si assisteva da gennaio 2013".

Ma la realtà non è affatto questa.

Una serie di grafici presentati dai due autori dell'editoriale evidenziano come dietro questi dati, ottenuti da medie aritmetiche, si nascondano invece singole realtà nazionali del tutto differenti tra loro e alcune in una crisi spaventosa.

"A distanza di un quarto di secolo - sostiene l'editoriale del Wall Street Journal -  e' possibile affermare che aveva ragione il cosiddetto gruppo degli economisti che includeva tra gli altri il presidente della Bundesbank Karl Blessing, che sostenevano fosse necessario procedere a un allineamento delle politiche economiche e di bilancio, prima di intraprendere l'integrazione monetaria facendo effettivamente circolare l'euro". Ma non è stato fatto, sottolinea il quotidiano.

"Su quel gruppo ebbe la meglio quello dei "monetaristi" guidato dalla Francia, secondo cui l'unione monetaria sarebbe bastata da sola a innescare un graduale processo di convergenza economica. Negli ultimi 25 anni, la mera esistenza dell'euro non e' bastata, alla fine, a spingere le economie nazionali le une più vicine alle altre, anzi ne ha accentuato l'allontanamento in termini di Pil pro-capite, salari, occupazione".

"E la passività con cui i governi hanno assistito in nome dell'euro al fallimento di questo obiettivo, affidato alla presunta azione taumaturgica della moneta unica, ha fatto si' che la zona euro accumulasse divisioni ancor più profonde che per il momento la Bce sta nascondendo con il Quantitative Easing".

A questo proposito, gli autori dell'articolo pubblicato sul Wall Street Journal di oggi, Speciale e Skolimowski sottolineano "che la principale spinta all'adozione dell'euro non venne tanto dalle disparità in termini di reddito disponibile, quanto dalla volontà unicamente politica di accelerare il processo di integrazione europea e dalle turbolenze finanziarie e valutarie seguite alla fine del sistema di Bretton Woods, negli anni Settanta. In termini di convergenza finanziaria, l'euro ha effettivamente portato a progressi, che pero' sono stati in gran parte cancellati dalla crisi del debito sovrano del 2008 alla quale non ha retto. 

E cosa accadrà quando la Bce terminerà il maquillage del Quantitative Easing? 

La fine del QE aggraverà immediatamente gli squilibri. 

Fino alla rottura".

lunedì 6 marzo 2017

IL FINANZIERE GEORGE SOROS PROMETTE INVESTIMENTI DA 500 MILIONI PER FAVORIRE “L’ARRIVO DEI MIGRANTI”

MENTRE LA COMMISSIONE UE ANNUNCIA LA NECESSITA’ DI ESPELLERE UN MILIONE DI MIGRANTI ILLEGALI

PIU’ SI SOCCORRONO I DISPERATI VICINO ALLE COSTE LIBICHE, PIU’ I TRAFFICANTI SONO INCORAGGIATI A PARTIRE

Gian Micalessin per “il Giornale”

SOROSSOROS
Solo pochi giorni fa la Commissione Ue annunciava la necessità di espellere un milione di migranti illegali. Solo ieri in Sicilia ne sono sbarcati 1.500 recuperati grazie al solerte impegno delle navi soccorso gestite da organizzazioni umanitarie (Moas, Jugend Rettet, Stichting Bootvluchting, Médecins sans frontières, Save the children, Proactiva Open Arms, Sea-Watch.org, Sea-Eye, Life boat) che annoverano tra i propri finanziatori la Open Society e altri gruppi legati al milionario «speculatore» George Soros.

migranti in libiaMIGRANTI IN LIBIA
Bruxelles, a questo punto, farebbe bene a spiegare che per fermare il traffico di uomini bisogna combattere non solo le organizzazioni criminali, ma anche la carità pelosa, e politicamente motivata, di Soros e della sua galassia buonista. Una galassia a cui l'ottuagenario filantropo ha promesso il 20 settembre scorso investimenti da 500 milioni di dollari per favorire «l'arrivo dei migranti». Investimenti destinati a contrastare le politiche europee sull' immigrazione e a mettere a rischio la sovranità dell' Italia e di altre nazioni.
aris messini fotografa i migranti dalla libia 7ARIS MESSINI FOTOGRAFA I MIGRANTI DALLA LIBIA 7

Il primo a capirlo è il capo di Frontex, Fabrice Leggeri intervenuto di recente per criticare la tendenza a soccorrere i migranti «sempre più vicino alle coste libiche» spiegando come questo incoraggi i trafficanti a stiparli «su barche inadatte al mare con rifornimenti di acqua e carburante sempre più scarsi rispetto al passato».

Le parole di Leggeri rappresentano un' esplicita denuncia delle attività di soccorso marittimo finanziate da Soros. 
Dietro le operazioni di navi di grossa stazza come il Topaz Responder da 51 metri del Moas, il Bourbon Argos di Msf, o l' MS di Sea Eye ci sono infatti quasi sempre i finanziamenti dello speculatore Soros.
aris messini fotografa i migranti dalla libia 6ARIS MESSINI FOTOGRAFA I MIGRANTI DALLA LIBIA 6

Finanziamenti che garantiscono il trasferimento nei nostri porti di migliaia di migranti illegali. L' aspetto più inquietante di questa vicenda è però come questa flotta di navi fantasma, battenti bandiera panamense, (Golfo azzurro, della Boat Refugee Foundation olandese e Dignity 1, di Msf) del Belize (il Phoenix, di Moas) o delle isole Marshall (il Topaz 1, di Moas) punti a realizzare politiche dissonanti rispetto a quelle europee e italiane.

Per capirlo basta spulciare i siti delle organizzazioni che gestiscono la flotta buonista. La tedesca Sea Watch armatrice di due navi soccorso battezzate con il proprio nome spiega di battersi per il «diritto alla libertà di movimento» e di non accettare «arbitrarie distinzioni tra profughi e migranti». Come dire che il rispetto di confini e sovranità nazionale non ha alcun senso.
Fabrice LeggeriFABRICE LEGGERI

Come non lo ha distinguere tra chi fugge da guerre e dittature e chi invece cerca solo migliori condizioni di vita. Sea Eye, un' altra organizzazione tedesca conduttrice di una nave da 26 metri e di un barchino da soccorso spiega invece di volere contrastare tutti i futuri piani europei per il trasferimento dei migranti in campi di accoglienza situati in Libia e Tunisia.

Un articolo pubblicato sul sito dell' organizzazione maltese Moas da un giornalista ospitato sulla nave Topaz Responder descrive invece un' operazione con tutti i crismi dell' illegalità. L' articolo racconta il soccorso di 650 migranti recuperati «nella notte tra il 21 e 22 novembre a venti chilometri dalle coste libiche» e poi portati in Italia.

Un' esplicita ammissione di come la «flotta umanitaria» operi ampiamente dentro il limite di dodici miglia (22,2 chilometri) delle acque territoriali.

Un limite entro il quale sarebbe obbligatorio riportare i naufraghi a terra anziché traghettarli fino alle ospitali coste italiane.

Fonte: qui

Craig Roberts: pazzi criminali, spingeranno Trump in guerra

Non gliene importa nulla se il 10% dell’arsenale nucleare di Usa e Russa basta e avanza per cancellare la vita sul pianeta: al clan dell’intelligence Usa sono bastati 24 giorni – il tempo in cui è rimasto in carica il generale Flynn, consigliere per la sicurezza nazionale – per archiviare le promesse di distensione, dopo le forti tensioni con Mosca create a freddo dal regime di Obama.

Lo afferma Paul Craig Roberts, già viceministro di Reagan: ai media “presstitute” (“New York Times”, “Washington Post”, “Cnn” e “Nbc”) sono bastate le “fake news” sul conto di Flynn costruite a tavolino da John Brennan, il direttore della Cia voluto da Obama, che «ha costruito dossier falsi» riguardo all’amicizia “pericolosa” tra Flynn e Putin, come documenta Gareth Porter su “Information Clearing House”.

«Rapporti falsi, nessuno dei quali conteneva alcuna prova». Il movente? Semplice: la minaccia, da parte di Flynn, di ridimensionare il budget militare, 1.000 miliardi di dollari l’anno per gli armamenti e il business della sicurezza.

Risultato: «I 
media occidentali sono più impegnati a servire il padrone della Cia di quanto non siano a servire la pace tra potenze nucleari».
Sconsolato, un osservatore come Patrick Lawrence dichiara: «Le luci su di noi stanno oscurando. Siamo stati abbandonati da una stampa che si dimostra incapace di informarci in modo disinteressato. Sia i media “liberal”, clintoniani, che i giornali e le John Brennanemittenti, sono servi del potere».

Restano i media “alternativi”, aggiunge Craig Roberts sul suo blog, ma sono tutti sotto attacco: Rt, Usa Watchdog, Alex Jones, Information Clearing House, Global Research, Unz Review. «A quanto pare, Alex Jones sta già avendo problemi con Google», e centinaia di altri siti web sono in difficoltà: pagine rimosse, articoli non più indicizzati, perdita dei banner pubblicitari. «Come dicevano i nazisti, tutto quello che serve è la paura: portare il popolo al collasso», scrive Craig Roberts, secondo cui «la presidenza di Trump è effettivamente finita: anche se gli sarà permesso di rimanere in carica, a comandare sarà lo Stato Profondo». 
Trump si è già arresto alla linea del Pentagono: ha detto che la Russia deve restituire la Crimea all’Ucraina, mentre in realtà è la Crimea che è tornata, da sola, alla Russia.

In più ha respinto una nuova limitazione delle armi strategiche, il trattato Start con la Russia, affermando che vuole la supremazia Usa negli armamenti nucleari, non la parità.
Dopo appena un mese alla Casa Bianca, scrive Craig Roberts, l’obiettivo di Trump è già cambiato. 
Nuove tensioni in vista con la Russia, e non solo: «Ci sono piani per occupare parte della Siria con truppe statunitensi, al fine di evitare che la Siria riesca a riunificarsi con l’aiuto della Russia, come segnala “Global Research”». 
Il piano di smembramento che Trump approverebbe? Parte della Siria andrebbe alla Turchia, un’altra parte ai curdi, mentre una porzione di territorio siriano finirebbe sotto in controllo militare Usa, in modo che Washington possa «mantenere le turbolenze in corso per sempre».

Una catastrofe, per Putin, che contava su Trump per eliminare l’Isis. 
«E’ difficile capire se il nuovo regime Trump è più iranofobico o russofobico: l’inclinazione è quella di buttare a mare l’accordo con l’Iran, riaprendo il conflitto con Mosca, oltre che con la Cina». 
Certo, osserva Craig Roberts, «è strano vedere i “liberal-progressisti” di sinistra alleati con i guerrafondai contro Trump. E’ come Michael Flynntirare fuori l’Armageddon nucleare dalla tomba in cui l’avevano sepolto Reagan e Gorbaciov». Così, oggi, «la sinistra americana chiede l’impeachment del presidente il cui obiettivo era migliorare le relazioni con la Russia».
In politica interna, l’obiettivo di Trump erano i posti di lavoro per la classe operaia?

Il problema «lascia fredda la sinistra», che vuole solo «distruggere il “deplorevole” Trump», demonizzato come «razzista, misogino, omofobo». 
Chi poi si oppone «all’ideologia neo-conservatrice che sta guidando la politica estera Usa verso l’egemonia mondiale», viene bollato come «agente di Putin». 
Aggiunge Craig Roberts: «Il motivo per cui c’è ancora vita sulla Terra dopo più di mezzo secolo di armi nucleari è che i presidenti americani e leader sovietici hanno lavorato insieme per ridurre le tensioni. Nel corso di questi decenni, ci sono stati numerosi falsi allarmi di missili Icbm in arrivo. Tuttavia, perché le leadership di entrambi i paesi stavano lavorando insieme per evitare il conflitto nucleare, gli avvertimenti sono stati creduti sia dai sovietici che dagli americani». 
Oggi invece la situazione è molto diversa. Gli ultimi tre presidenti degli Stati Uniti, scrive Craig Roberts, «hanno fatto gli straordinari per aumentare le tensioni tra le due potenze nucleari».

Oggi, poi, «si è lavorato per convincere il governo russo che quello di Washington sia completamente inaffidabile». Le storie sui collegamenti “russi” di Trump «sono così ovviamente false da essere ridicole, ma i Putinrussi stanno vedendo che, nonostante la falsità delle accuse, il consigliere per la sicurezza nazionale di Trump è caduto, e Trump stesso potrebbe essere il prossimo».
In altre parole, conclude Craig Roberts, i russi «stanno osservando che in America i fatti non sono rilevanti per i risultati». 
L’avevano già capito dopo «le bugie su Putin, l’Ucraina, la Georgia, e le intenzioni russe verso l’Europa». 
Putin è abitualmente chiamato “delinquente”, “assassino”, “il nuovo Hitler” dai politici americani, dalle “presstitutes” della stampa e da Hillary Clinton.
Generali del Pentagono descrivono la Russia come «la principale minaccia per gli Stati Uniti», mentre «comandanti della Nato affermano che l’esercito russo potrebbe occupare i Paesi Baltici e la Polonia in qualsiasi momento». Sono accuse deliranti, «prive di senso», che però «suggeriscono ai russi l’idea che l’Occidente stia preparando le sue popolazioni per un attacco alla Russia». 
In una situazione simile, come si farà a riconoscere eventuali falsi allarmi? 
Come potranno mantenere i nervi saldi, gli americani «convinti che Putin e la Russia siano l’incarnazione del male»? 
E i russi, a loro volta, come potranno pensare che gli americani non facciano sul serio? 
«Questo è il rischio estremo», conclude Craig Roberts: l’Armageddon, pericolo al quale «hanno esposto la vita sulla Terra». Loro, naturalmente: «I neoconservatori folli, gli idioti, l’avido complesso militare e di sicurezza, i liberal-progressisti di sinistra e generali aggressivi. E le poche voci di avvertimento vengono liquidate come “agenti russi”».

Fonte: qui

venerdì 3 marzo 2017

FINANCIAL TIMES: ''INDIPENDENTEMENTE DALLA VITTORIA IN FRANCIA E GERMANIA DEGLI EUROPEISTI UE E EURO CROLLERANNO A BREVE''

LONDRA - Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, riferisce l'editoriale di Tony Barber sul Financial Times di oggi, ha prospettato cinque possibili scenari nel suo "libro bianco" sul futuro dell'Unione Europea: "tirare avanti", "nient'altro che il mercato unico", "fare di piu' per quelli che lo vogliono", "fare di meno con piu' efficienza" e "fare molto di piu' insieme".

"La vaghezza - osserva l'editorialista - e' comprensibile, con le elezioni alle porte in diversi paesi membri. Al di la' delle caute proposte dei politici su un'Ue a piu' velocita' e sul rafforzamento della cooperazione nella difesa, tuttavia, alcuni analisti indipendenti stanno cominciando a pensare l'impensabile. Ad esempio, un rapporto di MacroGeo, societa' di consulenza presieduta da Carlo De Benedetti, dal titolo Europe in the Brexit and Trump Era: Disintegration and Regrouping, arriva a conclusioni radicali, prevedendo che l'Ue nell'attuale forma e' destinata a dissolversi, anche con la vittoria degli europeisti in Francia e Germania".

"Tendenze geopolitiche di medio termine, infatti, stanno portando l'Unione all'atrofia: sfide multiple ai confini orientali e meridionali, immigrazione, crisi degli Stati, cambiamento climatico, revisionismo russo e disimpegno degli Stati Uniti, sempre piu' concentrati sulla Cina e l'area Asia-Pacifico. La Germania -prosegue l'analisi - non sostituira' gli Usa come potenza indispensabile per l'Europa e non lascera' che l'area dell'euro si trasformi in un servizio di trasferimento di denaro verso stati deboli come l'Italia".

"E non basta: nonostante l'apertura di un dibattito su un deterrente nucleare tedesco, a causa delle vicende storiche del Novecento ne' il paese stesso ne' i suoi vicini vogliono che diventi una potenza militare dominante nel continente. La disgregazione dell'Ue potrebbe scatenare i demoni nazionalisti del passato? Gli autori di MacroGeo non prevedono una competizione anarchica tra gli Stati nazione, ma l'emergere di "un nucleo geo-economico tedesco", comprendente la Germania e i paesi della sua catena di fornitura, a loro agio con la sua cultura monetaria e fiscale".

"Se l'Italia dovesse andare in pezzi, la sola Italia settentrionale potrebbe unirsi al gruppo, insieme all'Olanda, alla Polonia, alla Repubblica Ceca, alla Slovacchia e ad alcuni paesi scandinavi. Cio' implicherebbe una rottura dell'eurozona, che secondo i ministri delle finanze e i banchieri centrali sarebbe devastante per l'economia e la stabilita' finanziaria".

Questo aspetto dell'analisi pubblicata dal Financial Times di oggi è discutibile. Intanto, nè la Polonia, nè la Repubblica Ceca nè la Slovacchia e tanto meno gli Stati scandinavi vogliono l'euro, e su questo proprio non si discute. Inoltre, l'idea che si possa spaccare in due l'Italia col Nord che si accoderebbe alla Germania diventandone un vassallo è semplicemente campata in aria. Vero è invece che l'eurozona è prossima alla disgregazione proprio perchè da un alto la Germania non vuole trasferire la propria ricchezza a Stati come l'Italia che hanno enormi problemi di bilancio per colpa dell'euro, dall'altro l'euro porta ricchezza solo alla Germania ed è dimostrato essere tossico per le economie delle altre nazioni che lo usano, inclusa l'Olanda.

"Dell'ipotesi di rottura dell'eurozona e di dissoluzione della Ue, tuttavia, si comincia a parlare anche fuori della cerchia del Fronte nazionale francese. La banca di investimenti italiana Mediobanca, ad esempio, - conclude il Financial Times - ha pubblicato a gennaio 2017 uno studio sull'uscita dall'unione monetaria, suggerendo che l'Italia non ne risentirebbe eccessivamente in termini di debito pubblico, mentre il parlamento olandese ha votato quattro giorni fa per l'istituzione di una commissione d'inchiesta parlamentare sui pro e contro dell'euro per decidere se rimanere o uscire dall'eurozona".
Redazione Milano. 
venerdì 3 marzo 2017
Fonte: qui

mercoledì 1 marzo 2017

Latina, 1° marzo 2017 -VERBALE di riunione del CONSIGLIO DIRETTIVO


Associazione Movimento 9 Dicembre Forconi
VERBALE di riunione del CONSIGLIO DIRETTIVO
DELL’ASSOCIAZIONE MOVIMENTO 9 DICEMBRE FORCONI
in data 1° marzo 2017
In Latina, presso l’Agenzia delle Entrate, il giorno 1° marzo 2017, alle ore 12.00, si sono riuniti i componenti del Consiglio Direttivo di 9 Dicembre Forconi; sono presenti i sigg. Orlando Iannotti, socio fondatore e vice presidente; Francesco Puttilli, socio fondatore e vice presidente; Adolfo Bottiglione, socio fondatore e segretario politico; Antonella Neri, eletta componente del Consiglio Direttivo in data 25-10-2015; Giovanni Delle Cave eletto componente del Consiglio Direttivo in data 25-10-2015, i quali rappresentano i 5/6 del Consiglio Direttivo.
ORDINE DEL GIORNO
Revoca dell'iscrizione all’Associazione Movimento 9 Dicembre Forconi al sig. Danilo Calvani, socio fondatore e Presidente, in quanto non ritenuto più idoneo e non in possesso della dovuta correttezza e lealtà prevista dallo Statuto del Movimento 9 Dicembre Forconi. Misure di salvaguardia e diffide; - Attribuzione funzioni di Presidente; - Nuova sede del Movimento 9DF.
Vengono nominati presidente e segretario della seduta, rispettivamente, i sigg. Adolfo Bottiglione e Orlando Iannotti che accettano la nomina.
Il Presidente, stante il numero legale apre la seduta alle ore 12.05, premettendo che nel presente verbale l’Associazione Movimento 9 Dicembre Forconi, viene indicata con la sigla 9DF; indi dà la parola ai presenti sull'argomento posto all’o.d.g., per l’adozione di un atto ufficiale e risolutivo che permetta a 9DF di realizzare gli obiettivi per i quali è stato costituito.
DISCUSSO e PREMESSO CHE
Il Sig. Danilo Calvani, nella sua veste di Presidente del Movimento 9DF, si è sempre ed esclusivamente circondato, a suo insindacabile giudizio, di persone da lui considerate “fedeli”, indipendentemente dalle capacità e soprattutto dalle competenze necessarie al raggiungimento degli obiettivi statutari. Ogni osservazione critica nei riguardi di talune scelte, è sempre stata da lui considerata potenzialmente pericolosa e addirittura dettata da obiettivi subdoli di cospirazione e tradimento senza mai darne prove certe e riscontri oggettivi, stroncando così sul nascere qualsiasi confronto costruttivo. L'atteggiamento e gli atti delle ultime ore lo stanno a testimoniare.
Ha da sempre considerato il Movimento 9DF come un suo personale ed indiscutibile strumento.
Le elezioni amministrative di Latina, giugno 2016, hanno inoltre evidenziato in maniera indiscutibile, l'incapacità organizzativa, programmatica, di leadership ed aggregativa, da parte di Danilo Calvani; Nonché la necessaria visione politica per il perseguimento degli obiettivi statutari del Movimento 9DF. Danilo Calvani, ha voluto imporsi, sempre paventando rischi di tradimenti di eventuali altri candidati, come il più indicato a ricoprire la carica di candidato a Sindaco di Latina; nonostante l'evidente rischio di perdita di credibilità a livello nazionale a seguito di una eventuale sconfitta elettorale (così come avvenuto) proprio nella provincia di riferimento dell'intero Movimento. Ha costantemente ignorato e snobbato le osservazioni che gli venivano poste per quanto riguardava la composizione della lista, millantando fino a pochi giorni prima la presentazione ufficiale delle liste un numero talmente elevato di nominativi da essere addirittura in difficoltà sulla scelta dei candidati. Solo la disponibilità di attivisti di altre regioni, ha permesso negli ultimi giorni, di sopperire alla evidente, oggettiva ed imbarazzante mancanza di candidati e organizzazione sulle procedure da attuare per l’ammissione della lista elettorale di 9DF!
Tutta la campagna elettorale è stata caratterizzata, nonostante tutto, da una magnifica compattezza ed uno splendido entusiasmo e abnegazione da parte di tutti gli attivisti e simpatizzanti del Movimento, arrivati addirittura da ogni parte d'Italia che, rimanevano sconcertati nel prendere atto che Danilo Calvani, candidato Sindaco, trovava ogni sorta di scusa o pretesto, non solo per non piegare un volantino, ma addirittura distribuirli, come se adoperarsi per la campagna elettorale fosse per lui degradante!Rimaneva a casa, spesso a dormire, nonostante le insistenti sollecitazioni e l'imbarazzo degli attivisti e dei candidati in lista lasciati soli nelle piazze e nei mercati a fare campagna elettorale per un candidato sindaco “fantasma”.
Ha disertato tutti i confronti e gli incontri pubblici con associazioni di categoria, come ad esempio l'associazione degli albergatori o l'associazione dell'ordine degli avvocati di Latina alla quale non ha nemmeno risposto all'invito ufficiale pervenutogli via mail! Lasciò tutti esterrefatti, il suo abbandono improvviso durante l'unico confronto pubblico in diretta televisiva tra tutti i candidati sindaci. L'inevitabile risultato di tutta questa serie di atteggiamenti di sufficienza, menefreghismo e supponenza, ha portato la lista 9 Dicembre Forconi con Danilo Calvani candidato sindaco per Latina ad un risultato disastroso dello 0,8% dei voti validi. Stiamo ancora aspettando una sua assunzione ufficiale di responsabilità per la debacle, nel rispetto dei valori che devono indiscutibilmente contraddistinguere il Movimento 9DF e che ha avuto il suo culmine la sera dello spoglio delle schede elettorali, quando, pochi minuti dopo il suo inizio, stante la pochezza dei voti scrutinati in favore di 9DF, Danilo Calvani, in veste di “comandante” è stato il primo ad abbandonare la nave lasciando soli e senza parole, nel cuore della notte, le decine di attivisti osservatori di seggio arrivati da tutta Italia. Possiamo soprassedere su tutto. Il rispetto e la dignità delle persone sono valori che un Presidente del Movimento 9DF non può, nella maniera più assoluta, permettersi di prevaricare.
Troppe volte abbiamo dovuto giustificare e cercare di non mettere in evidenza molti suoi gravi atteggiamenti di non rispetto verso gli attivisti e i simpatizzanti, come ad esempio quello di rifiutarsi di condividere la tavola con chi, per rispetto, tradizione e cultura, attribuisce a questa condivisione un significato importantissimo ed intrinseco di socializzazione tra persone. Chi, potendolo fare, non si siede alla tavola nel momento della condivisione, ma si allontana scientemente, non può ergersi a rappresentare alcun valore fondante del Movimento 9DF. Se chi occupa il ruolo di Presidente di un Movimento “rivoluzionario” non si fida di tutti coloro che gli siedono al fianco, prenda atto del fatto che non sarà mai in grado di rappresentarli con fiducia, onestà e trasparenza in quanto, almeno la fiducia, deve essere reciproca.
Non è passato inosservato al Consiglio Direttivo ed ad alcuni attivisti, l'invito di Danilo Calvani fatto ad una coordinatrice del Movimento 9 Dicembre Forconi, di registrare di nascosto una riunione organizzata a casa di Giovanni Delle Cave, membro del C.D., eletto il 25-10-2015, con alcuni simpatizzanti e amici solo pochi mesi fa. Una iniziativa di un così basso livello morale da minare la fiducia, il rispetto e la correttezza non solo tra gli stessi attivisti, ma anche verso tutto il Movimento. Un fatto che riteniamo gravissimo, non solo perché sollecitato dal Presidente del Movimento, facendo immaginare gravi riserve mentali, ma perché attuato all’insaputa e contro un membro del Consiglio Direttivo appena scelto dall'assemblea dei soci e di indubbia e riconosciuta lealtà e onestà intellettuale, creando una frattura difficilmente sanabile tra gli attivisti all'interno di uno dei coordinamenti più attivi in Italia come quello di Latina.
L'operato di Danilo Calvani, in qualità di Presidente, avrebbe dovuto essere funzionale al perseguimento degli scopi statutari del Movimento. Purtroppo, nulla o quasi, delle deleghe di sua esclusiva responsabilità sono state attuate con la conseguente paralisi dell'intero progetto.
In questo particolarissimo momento storico dal punto di vista politico e sociale del paese, e le scelte che il Movimento si appresta a fare, risulta fin troppo evidente la mancanza di vitalità e la paralisi, dovute alla manifesta inadeguatezza di un Presidente troppo accentratore.
Come all'art. 9.4 dello Statuto era sua responsabilità nominare i responsabili dei settori attività. Ad oggi, nessuna nomina ufficiale è stata formalizzata e firmata per il ruolo di responsabile organizzativo, responsabile enti locali, responsabile dipartimenti, responsabile della formazione e responsabile della comunicazione ed immagine.
Su questa ultima delega, “comunicazione ed immagine”, nonostante il parere contrario di Francesco Puttilli ed Adolfo Bottiglione, Danilo Calvani ha voluto affidare questo delicatissimo, importantissimo e strategico compito ad un certo Sergio Mascitti, manifestamente non in grado di poter gestire questo incarico. L'unico risultato di questa decisione assolutamente non condivisa, è stato che ad oggi il Movimento, oltre a non avere un sito web ufficiale (il primo biglietto da visita) non ha più nemmeno la titolarità del dominio 9dicembreforconi.it! Come possiamo esigere competenze dalla nostra classe politica quando abbiamo un Presidente che non è nemmeno in grado di presentare il Movimento con un sito web ufficiale?
Anche l'indispensabile necessità di autofinanziamento, è stata paralizzata da una lunga serie di inadempienze, sopperite, oltre misure, dallo spirito di sacrificio e abnegazione degli attivisti.
Era sua responsabilità ufficializzare e rinnovare le deleghe ai vari coordinatori regionali e provinciali, figure basilari per la costruzione di una rete territoriale funzionale agli obiettivi del Movimento. Coordinatori che operano nella propria provincia o regione da oltre tre anni sono ancora in attesa di un riconoscimento ufficiale.
Al di là dell'aspetto puramente formale, qual'è il messaggio che traspare in un simile atteggiamento?
Mancanza di fiducia? 
Menefreghismo? 
Incapacità? 
Leggerezza? 
Pressapochismo? 
Scarsa considerazione delle persone che quotidianamente e da anni si adoperano per un ideale?
Rimane il fatto che ad oggi, nessuno (a parte i membri del Consiglio Direttivo), è autorizzato ufficialmente a parlare o intraprendere iniziative a nome del Movimento 9 Dicembre Forconi, poiché nessuna delega è stata firmata o rinnovata da parte dell'unica persona delegata a poterlo fare direttamente: il Presidente Danilo Calvani.
Sorge il dubbio, anzi, temiamo che il Presidente intenda scientemente mantenere una condizione ambigua che gli permetta, in qualsiasi momento, di poter prendere iniziative unilaterali, non condivise e non coordinate che sono in evidente conflitto con i principi e lo statuto del Movimento 9 Dicembre Forconi.
Lo scorso 14 Dicembre 2016, Danilo Calvani, si rende responsabile di un gesto gravissimo che solo l'altissimo senso di responsabilità e la compattezza del Consiglio Direttivo hanno evitato conseguenze inimmaginabili per tutto il Movimento e soprattutto per Danilo Calvani come persona! Quella mattina, il tentativo di arresto dell'ex deputato Osvaldo Napoli vede la partecipazione attiva di una dozzina di attivisti supportati da un altro centinaio di essi provenienti da tutta Italia. L'impatto mediatico e la diffusione immediata sui social network di un atto così eclatante è uno degli obiettivi principali e condizione imprescindibile dell'intera operazione il cui esito non è dato per scontato, compresa la possibilità che gli autori materiali del gesto possano essere arrestati. Fortunatamente, l'iniziativa, pianificata nei minimi dettagli, ha l'esito sperato. Chi aveva il compito di riprendere tutta l'iniziativa riesce, poco dopo minuti, a pubblicare il video sulla pagina Facebook del Movimento 9 Dicembre Forconi. L'entusiasmo, alle stelle, dura solo pochi minuti! Ci si accorge che il video che aveva già cominciato a impazzire sulle rete non era più disponibile! Il motivo? Danilo Calvani, comodamente rimasto a casa, si era permesso di oscurarlo solo perché in quel video appariva una persona a lui non gradita. Come già accennato, solo l'altissimo senso di responsabilità di coloro che erano a conoscenza del vero motivo per il quale il video non era più visualizzabile ha evitato una reazione imprevedibile di tutti coloro che qualche ora prima avevano rischiato di non poter tornare a casa la sera a riabbracciare i propri cari. Riteniamo che simili comportamenti e decisioni prese in maniera unilaterale ed in totale spregio verso coloro che si identificano negli ideali del Movimento 9 Dicembre Forconi, non possano più essere giustificati, tollerati e tanto meno sottaciuti. E' giunto il momento che Danilo Calvani si assuma le proprie responsabilità e chieda umilmente scusa.
Così come recita l'art. 7 dello statuto, l'Assemblea dei Soci è composta da tutti gli iscritti ed è l'organo sovrano dell'Associazione. Sarà forse per questo motivo che le condizioni essenziali per la campagna tesseramento sono state ostacolate?
Danilo Calvani, nella sua qualità di Presidente, come da statuto all'art. 9, ha il compito di sottoscrivere tutti gli atti amministrativi compiuti dall’Associazione, ivi compresi apertura e chiusura di conti correnti bancari e postali. A fine del 2016, dopo pressanti richieste e sollecitazioni, il consiglio direttivo viene messo a conoscenza che il conto corrente ufficiale del Movimento, dopo oltre un anno dalla richiesta di apertura, non è più attivo, poiché tutte le comunicazioni della banca inviate al Presidente non hanno mai trovato riscontro e, cosa ancor più grave, nessuno, compreso il Sig. Sandro Scavazza con delega di tesoriere, era al corrente della situazione contabile del conto. Ad oggi, risulta che l'operatività del conto corrente è interrotta per il mancato versamento di una somma pari a circa 37 (trentasette) euro, indispensabile per la chiusura del conto in precedenza aperto e la riapertura di uno nuovo così come da regolamento imposto dalla banca. I documenti e le deleghe necessarie a compiere questa semplice operazione sono a disposizione di Danilo Calvani così come la somma necessaria che Antonella Neri, più di 15 giorni fa, ha messo a disposizione per contanti e fatta pervenire al Presidente attraverso Giancarlo Carapellotti.
Il consiglio direttivo, deve prendere ufficialmente atto che, a tutt'oggi, il Movimento 9 Dicembre Forconi non ha un conto corrente ufficiale disponibile e la ridicola posizione debitoria con la banca non è ancora stata saldata.
Paralizzare per oltre due anni il meccanismo di reperimento di risorse finanziarie di un Movimento in fortissima crescita di consensi e di potenzialità, significa voler stroncare sul nascere ogni possibile passo in avanti.
Questa serie di inadempienze si è ripercossa in maniera gravissima sull'attuazione della delibera del Consiglio Direttivo per quanto riguarda il regolamento per la sottoscrizione delle tessere e quindi la ufficializzazione e definizione dell'assemblea e del libro soci che paradossalmente non esiste! Una condizione inaccettabile, di esclusiva responsabilità e colpevolezza del Presidente che mina le fondamenta democratiche e i principi costitutivi di tutto il Movimento 9 Dicembre Forconi e che rende inapplicabile l'art. 7 dello statuto e tutto ciò che ne consegue, compresa la possibilità di poter convocare l'assemblea dei soci!
La stessa sede legale del Movimento, indicata nell'atto costitutivo provvisoriamente in Pontinia strada Latina n° 1, non risulta da circa 4 mesi essere disponibile a causa dello sgombero forzoso da parte delle forze dell'ordine nei confronti della persona (Stefania Raponi) che aveva gentilmente concesso al Movimento l'utilizzo di parte del suo immobile ora non più in suo possesso. Quest'ultima è l’ennesima negligenza e mancanza di assunzione di responsabilità da parte del presidente Danilo Calvani per quanto riguarda l'adempimento di atti indispensabili per la tutela degli interessi del Movimento. A tutt'oggi nessuna comunicazione ufficiale da parte del Presidente è pervenuta in merito all'ubicazione della nuova sede legale del Movimento e non è pervenuta nessuna richiesta per verificarne una nuova disponibilità.
Non è stata ancora chiarita la motivazione per cui Danilo Calvani, invece di adoperarsi per creare le condizioni necessarie e di trasparenza, attraverso l'apertura del conto corrente ufficiale, verso la fine di gennaio 2017, abbia scavalcato le prerogative del tesoriere e, contravvenendo al regolamento, abbia invece affidato la delega a Giancarlo Carapellotti per il reperimento di risorse finanziarie utili al Movimento attraverso una Poste Pay sua personale! Tutto ciò, nonostante la contrarietà di questa iniziativa da parte della maggioranza del Consiglio Direttivo che attende ancora una risposta ufficiale da parte del Presidente Danilo Calvani soprattutto su una affermazione che lascia non pochi dubbi sulla volontà di perseguire valori di trasparenza e onestà del Movimento.
Danilo Calvani: “…ci sono persone legate al vecchio sistema politico che intendono supportarci finanziariamente. Desiderano però non apparire in prima persona. E' quindi opportuno creare un canale non ufficiale e pochi di noi ne devono essere al corrente”.
Il 12 febbraio scorso, lo stesso Danilo Calvani aveva programmato con Mario Apriletti, un incontro pubblico a Pedaso (Fermo). Sarebbe stata una ottima occasione per una serie di chiarimenti vista la partecipazione di tutti i membri del Consiglio Direttivo.
Dopo aver tentato invano di annullare l'incontro, lo ha disertato adducendo gravi problemi familiari quando invece pubblicava sulla sua pagina Facebook le foto mentre era a pescare!
Ciò posto, dai presenti interventi dei membri, emergono inoltre, altre gravissime censure verso Danilo Calvani. Senza averne dato avviso ai membri del Consiglio Direttivo, ha inteso, in data 14.2.2017, convocare illegittimamente un’assemblea straordinaria, non presso la sede di 9DF in Pontinia (LT), Via Latina, 1, bensì in Sabaudia (LT) Via Litoranea, civico n. 13597, alle ore 06.00 in prima e alle ore 15.00 in seconda convocazione; con ciò contravvenendo a quanto previsto dallo Statuto di 9DF.
Tale convocazione dell'assemblea straordinaria, è da considerarsi illegale alla luce della mancata esibizione del documento di richiesta da parte dei soci, nonché del libro soci aggiornato alla data della richiesta, poiché è impossibile farne la sua validazione, dal momento che deve essere verificato il raggiungimento della soglia richiesta del 30% dei soci aventi diritto.
In proposito, si rileva che lo stesso Calvani, alle ore 19.17 del 12.2.2017, senza alcun avviso, né motivazione, ha preso l’iniziativa  ingiustificabile ai fini degli obiettivi perseguiti dal 9DF, di rimuovere dal ruolo di amministratori della pagina ufficiale e gruppo ufficiale Facebook tre membri del Consiglio Direttivo, cioè i sigg.:
- Francesco Puttilli, socio fondatore, che riveste la carica di vice presidente di 9DF;
- Adolfo Bottiglione, socio fondatore, che riveste la carica di segretario politico di 9DF;
- Antonella Neri, eletta nel Consiglio Direttivo il 25.10.2015.
Analoga rimozione è stata poi effettuata in data 14.2.2017 alle ore 3.30 dal Calvani, nei confronti di Orlando Iannotti che riveste la carica di vice presidente di 9DF e socio fondatore. Tutte queste rimozioni sono effettuate da Danilo Calvani senza alcun avviso, né motivazione dimostrata in modo oggettivo, come invece previsto dallo Statuto (Art.5).
L'unilaterale decisione di annullare un incontro pubblico in provincia di Ancona fissato per il 5 marzo pianificato da Francesco Puttilli in veste di coordinatore nazionale, deve trovare ancora delucidazioni su chi abbia delegato il Sig. Carapellotti a formalizzarne per iscritto il suo annullamento.
Vogliamo soprassedere in merito alle accuse di tradimento rivolte ai membri del Consiglio Direttivo e all'accusa di appropriazione indebita rivolta nei confronti di Francesco Puttilli da parte di Danilo Calvani, in considerazione del fatto che la calunnia e la diffamazione sono reati personali di cui ci riserviamo di invitarlo a rispondere in altra sede.
Concludendo le premesse, vale solo la pena di sottolineare che il Sig. Danilo Calvani in data 12/02/2017 annunciava attraverso la sua pagina Facebook e quella ufficiale del Movimento 9 Dicembre Forconi, una sorta di passo indietro in merito alla sua carica di Presidente, interpretabile come un annuncio di dimissioni per problemi personali e/o di riflessione. Ora più che mai, in considerazione di quanto sopra discusso e avvenuto, è obbligo del Consiglio direttivo assecondare le sue volontà.
IL CONSIGLIO DIRETTIVO, visto lo Statuto, ritiene che Danilo Calvani, in virtù di quanto sopra premesso, stia usando il movimento 9DF come se fosse di sua esclusiva proprietà, cosa che va contro gli obiettivi statutari del 9DF (Art.3), danneggiandone l’immagine esterna e, pertanto, questo C.D. deve prendere una seppur spiacevole decisione per evitare il ripetersi di simili azioni deleterie per l’organizzazione e l’immagine di 9DF, estromettendo lo stesso Calvani dall’Associazione Movimento 9 Dicembre Forconi.
Pertanto, visto e applicato l’art. 5, cpv. VII dello Statuto che prevede che la qualità di socio, compresa quella di fondatore, si possa perdere per dimissioni o revoca e la maggioranza del Consiglio Direttivo può revocare l'iscrizione a coloro che non venissero ritenuti più idonei o che non fossero più in possesso dei requisiti di moralità, correttezza e lealtà compatibili con le finalità stabilite dallo Statuto;
Tutto quanto ciò premesso, IL CONSIGLIO DIRETTIVO, con votazione espressa per alzata di mano sull’argomento all’o.d.g.; sulla richiesta del Presidente della seduta che invita i presenti a dichiararsi favorevoli, contrari o astenuti, la votazione dà il seguente esito:
Orlando Iannotti.  Approva........................................
Francesco Puttilli. Approva.....................................
Adolfo Bottiglione Approva.....................................
Antonella Neri       Approva.........................................
Giovanni Delle Cave Si astiene..........................................
Il Presidente dichiara l’esito del voto; pertanto il Consiglio Direttivo, visto e applicato l’art. 5, cpv. VII dello Statuto,
REVOCA
l’iscrizione all’Associazione Movimento 9 Dicembre Forconi del sig. Danilo Calvani, socio fondatore e presidente, in quanto non ritenuto più idoneo e non in possesso della dovuta correttezza e lealtà prevista dallo Statuto di 9DF;contestualmente REVOCA ogni e qualsiasi incarico o nomina effettuata da Danilo Calvani per conto e in nome dell’Associazione Movimento 9 Dicembre Forconi e a partire dalla data odierna si diffida il Sig. Danilo Calvani a parlare in nome e per conto del Movimento 9 Dicembre Forconi ed ad utilizzare simboli, loghi ed immagini di proprietà intellettuale e giuridica del Movimento 9 Dicembre Forconi.
- Dispone, secondo le previsioni Statutarie, che i due vice presidenti sigg. Orlando Iannotti e Francesco Puttilli, singolarmente od unitamente, subentrino immediatamente nelle funzioni del Presidente revocato, anche per l’attuazione e cura degli atti conseguenti al presente deliberato; provvedendo alle relative incombenze organizzative, con richiesta a Danilo Calvani gli atti e i carteggi di 9DF ancora in suo possesso, al fine di garantire gli interessi dell’Associazione  Movimento 9 Dicembre Forconi.
- Fissa la nuova sede dell’Associazione Movimento 9 Dicembre Forconi in Campobasso C.A.P. 86100, Via San Lorenzo, n. 2A, presso Orlando Iannotti.
A questo punto il Presidente dichiara chiusa la seduta. Il presente atto consta di 8 pagine.
Verbale chiuso alle ore 12.10 del 1° marzo 2017. Letto, Confermato e Sottoscritto.
Il Segretario verbalizzante Il Presidente della seduta
Orlando Iannotti……………………   Adolfo Bottiglione.………………
Gli altri membri compartecipi:
Francesco Puttilli
Antonella Neri
Giovanni Delle Cave