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mercoledì 8 aprile 2020

L'Austria diventa il primo stato europeo ad iniziare la riapertura della sua economia

I liberali americani stanno avendo una giornata campale in questo momento colpendo il presidente Trump per "pasticciare" la risposta federale allo scoppio del coronavirus. Ma prima che si eccitino troppo, vorremmo sottolineare un paio di cose da tenere a mente: in primo luogo, l'epidemia non è ancora finita, e sebbene 300k casi sembrino molto, le proiezioni sia per gli Stati Uniti che a livello globale chiedono molti altri milioni, negli Stati Uniti, in Europa e in Asia.
Un altro è che l'amministrazione Trump e il CDC non erano le uniche organizzazioni accecate da "arroganza istituzionale" - poiché WaPo ha descritto la situazione al CDC nella sua grande esposizione pubblicata nel fine settimana.
Persino WaPo ha ammesso che se Trump ha fatto una chiamata indiscutibilmente grande, è stata la sua decisione di isolare gli Stati Uniti dalla maggior parte dei voli dalla Cina a febbraio. Semmai, avrebbe dovuto isolare anche gli squallidi di tutta Europa.
Ma a Bruxelles, i burocrati con l'UE hanno ricevuto il parere influenzato dalla Cina dall'OMS affermando che la chiusura dei confini non era appropriata al valore nominale e hanno spinto gli Stati membri a dare priorità ad altri metodi di lotta contro il virus anziché alla chiusura delle frontiere e ai divieti di viaggio. Purtroppo, gli epidemiologi ora comprendono che queste sono tra le tattiche più efficaci per combattere la pandemia.


Come per sottolineare questo punto, il cancelliere austriaco Sebastian Kurz e il suo governo hanno annunciato lunedì di voler riaprire la loro economia non appena la settimana prossima.
Affiancato da alti ministri del governo, Kurz ha annunciato lunedì un nuovo calendario per riavviare l'economia austriaca, specificando una serie di passaggi graduali per riportare la vita alla normalità minimizzando il rischio.
Ciò renderà l'Austria il primo grande paese europeo a riaprire la sua economia, una scommessa che FT ha sottolineato sarà pesantemente esaminata dai suoi vicini.
Ma la ragione per cui l'Austria si trova anche in questa situazione è perché è stata una delle prime grandi economie europee a evitare i consigli di Bruxelles ordinando la chiusura delle imprese, imponendo un rigoroso "blocco" a livello nazionale e - soprattutto - chiudendo i confini del paese ai suoi vicino meridionale afflitto dal sud, Italia.
Il blocco del paese era in atto l'11 marzo.
Il paese di 8,8 milioni ha ancora riportato un numero di casi e morti, anche se con totali inferiori rispetto ai suoi vicini. Il numero di casi attivi di COVID-19 è diminuito per il terzo giorno consecutivo lunedì, poiché i recuperi hanno nuovamente superato le nuove infezioni. Quel "totale attivo" - la cifra chiave per un'economia che prevede la riapertura - si attesta a poco più di 12.000 in un paese di 8,8 milioni. Sedici persone sono morte nelle ultime 24 ore, portando il totale a 220. Il numero di pazienti che necessitano di terapia intensiva è rimasto stabile negli ultimi quattro giorni a circa 250.
Durante il discorso di lunedì, Kurz ha avvertito gli austriaci di non partecipare alle celebrazioni pasquali, oppure potrebbe annullare o modificare i piani. Il blocco deve continuare a essere scrupolosamente rispettato, ha detto, o la riapertura non avverrebbe. Secondo il piano di Kurz, alcuni negozi inizierebbero a riaprire non appena la settimana prossima, mentre altri riapriranno la settimana successiva, con riaperture che si svolgono gradualmente dall'industria fino a quando i ristoranti e i bar (che si prevede siano gli ultimi nell'elenco) potranno riaprire entro la fine di il mese prossimo (secondo la cronologia attuale).
Finora, Kurz ha gestito la pandemia e le prestazioni del suo ministro della salute, Rudolf Anschober, partner del partito della coalizione, sono state incredibilmente popolari in patria. Ora, se riuscirà a mettere in scena la vicina Germania riaprendo l'economia austriaca in modo rapido e sicuro, Kurz probabilmente diventerà uno dei leader più celebri dell'Austria dalla Seconda Guerra Mondiale. Fonte: qui

venerdì 17 maggio 2019

Il ministro austriaco: "Italia nuova Grecia". Tria: "Pensi prima di parlare"

Bruxelles, 16 maggio 2019 - Il ministro dell'Economia Giovanni Tria arriva a Bruxelles, alla riunione dell'Eurogruppo, e prova a rassicurare i partner europei sugli obiettivi di finanza pubblica del Governo, e quindi sul debito che calerà come prevede il Def, un documento “approvato anche dal ministro dell'Interno” spiega. “C'è un Def approvato da Governo e Parlamento”, e il Governo “sta lavorando” per attenersi a quegli obiettivi, sottolinea Tria.
Quanto detto qualche giorno fa dal vicepremier Salvini, disposto a portare il debito al 140%, avevano provocato dure reazioni tra le capitali europee. La bordata più pesante è arrivata dal ministro delle Finanze austriacoHartwig Loeger che già alla vigilia dell'Eurogruppo, in un'intervista, aveva detto che l'Italia rischia di diventare 'la nuova Grecia' e che l'Austria non pagherà per il debito italiano. Poi ha attaccato Tria: “Il comportamento dell'Italia non può essere accettato”, ha detto. E ancora, “ha ceduto” a Salvini “e non guarda la verità in faccia” auspicando che l'Ue “metta in chiaro che Roma sta andando nella direzione sbagliata”.

Penso che le persone prima di parlare debbano pensare”, ha replicato Triaricordando che l'Italia “non chiede che qualcuno paghi per il proprio debito”, ed ha pagato “abbondantemente per i debiti altrui aiutando altri Paesi europei, non avendo mai chiesto un euro(CLICCA QUI)”. Al contrario, “non credo che l'Austria abbia pagato quanto l'Italia per aiutare altri Paesi”, ha detto Tria. L'Austria, ripete Loeger, chiederà alla Commissione questa volta di non fare sconti all'Italia e rimetterà sul tavolo la richiesta di sanzioni per chi non rispetta le regole. Fonte: qui

domenica 18 settembre 2016

Il golpe in atto in Italia

Siamo in pieno 1992, nella versione 2.0, e nemmeno ce ne accorgiamo. 

È in atto un golpe da parte di soggetti finanziari esteri e istituzioni europee

Mi sono sbagliato e di grosso. E, per questo, vi chiedo scusa. Ho ritenuto Matteo Renzi più intelligente di quello che in realtà è: non sta facendo nessun giochino con la Consulta per tirare in lungo la data del referendum. E questo non perché non ci siano un interesse strategico e un'agenda nascosta dietro alla consultazione, ma perché, come diceva Rino Formica in un'intervista su queste pagine la scorsa settimana, il fenomeno di Rignano sta governando per conto terzi, è soltanto un prestanome per interessi più grandi. 

Da giovedì sappiamo che la data del referendum verrà decisa nel Consiglio dei ministri del 26 settembre prossimo e se volete vi dico già quale sarà: domenica 4 dicembre. Casualmente la stessa data in cui gli austriaci torneranno alle urne per scegliere il proprio presidente della Repubblica nel turno di ballottaggio, dopo che uno strano incidente con la colla delle buste per il voto postale ha fatto slittare in avanti la data originaria del 2 ottobre. 

È una strategia decisa ai piani alti, non credete alle coincidenze. 

Come lo so? Semplice, basta guardare l'andamento di ieri di Piazza Affari. 

All'ora di pranzo, il listino milanese era l'unico in negativo di tutta Europa e non di poco, visto che perdeva il 2% e a trascinare al ribasso il mercato italiano erano, guarda caso, soprattutto i titoli bancari. Certo, il comparto era in rosso in tutta Europa in scia alle forti vendite su Deutsche Bank (-7% a Francoforte) dopo la notizia che il Dipartimento di Giustizia americano ha proposto all'istituto tedesco di pagare 14 miliardi di dollari per chiudere l'indagine sui mutui subprime, ma un tonfo come quello milanese aveva altre spiegazioni. 

Quali? A pesare era anche l'atteggiamento difensivo degli investitori nei confronti dell'Italia in vista del referendum: "Mancano gli operatori esteri che possono fare la differenza in termini di volumi", ha dichiarato Claudia Segre, presidente della Global Thinking Foundation, all'agenzia MF-Dowjones. A detta dell'esperta, "c'è bisogno della percezione che la variabile politica sia sotto controllo. È chiaro che in questi momenti di smarrimento la speculazione trova terreno fertile per cercare di forzare i livelli tecnici". 

Guarda caso, ultimamente ci sono stati report di alcune importanti case d'affari che hanno messo in guardia gli investitori in vista del referendum italiano, un tema che ha anche allargato lo spread Btp/Bund, ora a quota 132 punti base.

Sul listino milanese soffriva Mps. tanto che nell'intraday l'azione ha aggiornato il minimo storico a quota 0,2054 euro, in scia alle indiscrezioni stando alle quali l'aumento di capitale dovrebbe essere eseguito senza il diritto d'opzione a favore degli attuali azionisti, i quali non sembrano tanto propensi ad aderire alla terza ricapitalizzazione in tre anni: si tratterebbe, quindi, di un collocamento privato. 

Capito perché si sono dovuti fare fuori, con procedura che definire irrituale è un eufemismo, prima Viola e poi Tononi dal board? 

La legge la impone JP Morgan, mica Siena e Roma. 

Inoltre, l'operazione dovrebbe prevedere anche la conversione di una parte dei bond in azioni

"Lo schema di ricapitalizzazione suggerito sembra piuttosto credibile, vista la difficoltà di raccogliere nuove risorse dall'azionariato corrente", sottolineano gli analisti di Icbpi, a detta dei quali, però, "la dimensione del rafforzamento patrimoniale rimane comunque sconosciuta, dato che la valutazione dell'ammontare dei non-performing loans che dovrà essere ceduto non è stata ancora completata, cosa che dipenderà dal valore attuale netto ottenibile dalla vendita. In ogni caso, nuove transazioni avranno effetti molto diluitivi sul capitale, elemento che a nostro parere è riflesso nella debolezza del prezzo dell'azione". 

Preparatevi, perché da qui a dicembre giornate borsistiche simili saranno la norma. 

Hanno bisogno di spaventare la gente, devono instillare il dubbio che il voto per il "no" sia un voto a favore del baratro, devono prospettare cavallette e piaghe d'Egitto, esattamente lo storytelling utilizzato prima del referendum sul Brexit. 

Peccato che gli italiani non abbiano il sangue freddo e gli attributi dei britannici: vedrete cosa succederà da qui al 4 dicembre. 

Passerà lo scandalo del pensionamento anticipato previa accensione del mutuo in banca, passerà qualsiasi porcheria di intervento sul comparto bancario, passeranno tagli indiscriminati per evitare che scattino le clausole di salvaguardia della scorsa Legge di stabilità, si metterà mano alla legge elettorale, visto che è stata fatta sull'onda del 40% del Pd alle europee del 2014, ma, oggi come oggi, vedrebbe favoriti i Cinque Stelle con il premio di maggioranza. 

Si ricollocheranno migranti ovunque, si opererà in spregio di qualsiasi normativa o buon senso in nome dell'emergenza finanziaria, la quale sarà debitamente amplificata dai cani di Pavlov dell'informazione filo-governativa con servizi e articoli ad altissimo tasso ansiogeno. 

Siamo in pieno nella versione 2.0 del 1992 e nemmeno ce ne accorgiamo, è in atto un golpe da parte di soggetti finanziari esteri e istituzioni europee e noi stiamo qui a vedere se la Raggi trova o meno l'assessore: siamo ormai assuefatti ai soprusi. 

E state certi che l'allarme terrorismo giocherà la sua parte: in Germania e Francia sono ormai allo stato di emergenza, addirittura Berlino ha annunciato una grande esercitazione congiunta di esercito e polizia a gennaio del prossimo anno, il tutto nell'ipotesi che i soldati siano dislocati nelle strade in supporto all'antiterrorismo. Siamo allo stato d'assedio: l'altro giorno a Parigi ci sono stati ancora scontri al termine dell'ennesimo (13mo) corteo contro la legge sul lavoro ma i numeri della piazza erano risibili rispetto a quelli registrati nelle manifestazioni prima dell'estate. 

Il perché è preso detto; la strage di Nizza ha portato alla proroga fino all'anno prossimo dello stato di emergenza e Hollande ha poteri assoluti su tutto, la gente comincia ad aver paura di protestare. 

Paradossi del nostro tempo: apriamo le porte a chiunque, nonostante gli allarmi degli analisti di intelligence, ma al contempo militarizziamo le nostre società per paura e prevenzione.

Non vi pare un controsenso? 

Ma non lo è, perché elites politiche così scadenti servono a questo, a fare il lavoro sporco per conto terzi: chi credete che comandi in Europa, forse Superciuk Juncker? 

Per carità, quello va bene per dire quattro idiozie a Strasburgo nella giornata di apertura dei lavori, le cose serie vengono decise altrove. 

Alla Bce, prima di tutto e nei comitati d'affari che gravitano attorno alle grandi corporations: Bayer ha appena comprato Monsanto per 66 miliardi di euro, pensate che dagli Usa non arrivino ritorsioni? 


Abbiamo multato Apple, loro multano Deutsche Bank: siamo in guerra e nemmeno lo sappiamo, stiamo qui placidi a sentirci dire dai telegiornali che Carlo Azeglio Ciampi è stato il presidente del ritrovato orgoglio nazionale. Per carità di Patria e rispetto della morte, evito di dire cosa penso, ma immagino lo possiate intuire. 

Sarà autunno caldo. E, questa volta, davvero. 


Fonte: qui

venerdì 9 settembre 2016

L'Austria schiera l'esercito lungo le frontiere e chiude i confini

Un'intesa raggiunta dai partiti di maggiornaza prevede non soltanto l'utilizzo dei militari ma anche la chiusura alle richieste di asilo e il rimpatrio dei non aventi diritto

L'Austria schiera l'esercito lungo le proprie frontiere, chiude i confini e rifiuta le nuove richieste di asilo.

Il governo di Vienna ha approvato un provvedimento d’emergenza anti-immigrazione che prevede il blocco delle richieste d’asilo e 2.200 soldati schierati al confine. Oltre a ciò vengono inaugurate delle misure mai utilizzate in precedenza: l'accordo prevede infatti anche il rimpatrio dei non aventi diritto nei Paesi d'origine, purché si tratti di "Paesi sicuri". Il decreto avrà una durata di sei mesi ma potrà essere prolungato tre volte, informa Der Standard. Non è ancora chiaro se entrerà in vigore quando sarà raggiunto il tetto delle 37.500 richieste di asilo previsto per il 2016 o prima.

L'intesa è stata raggiunta dopo lunghe trattative tra socialdemocratici della Spö e il partito popolari della Övp. 

Una volta entrata in vigore, richieste di asilo al confine saranno possibili solo in casi eccezionali (come il rischio di torture nel paese di provenienza oppure la presenza di parenti in Austria) e se il richiedente viene trovato su territorio nazionale e se la via della sua fuga verso l'Austria non potrà più essere ricostruita.

giovedì 8 settembre 2016

ANNULLATO IL BALLOTTAGGIO IN AUSTRIA A CAUSA ”IRREGOLARITÀ FORMALI”, L’ELEZIONE DEL PRESIDENTE IL PROSSIMO 2 OTTOBRE

Pubblicato il  by 

IL VERDE VAN DER BELLEN AVEVA VINTO PER MENO DI 30MILA VOTI SUL LEADER DI ESTREMA DESTRA HOFER. E ORA I SUOI ‘SIMPATIZZANTI’ IN EUROPA ESULTANO, SPERANDO IN UN RIBALTAMENTO

“Non ci devono essere dubbi sulla legittimità di nessuna elezione”. Lo ha detto a Vienna il cancelliere austriaco Christian Kern, commentando l’annullamento del ballottaggio per le presidenziali. Sottolineando che la sentenza ha annullato il ballottaggio “per un errore formale e non per manipolazioni del voto”

1.AUSTRIA: BALLOTTAGGIO PRESIDENZIALI VA RIFATTO

(ANSA) – Il ballottaggio delle presidenziali in Austria va rifatto. Lo ha deciso la Corte costituzionale austriaca. “Le elezioni sono il fondamento della nostra democrazia e il nostro compito è di garantirne la regolarità. La nostra sentenza deve rafforzare il nostro Stato di diritto e la nostra democrazia”, ha detto a Vienna il presidente della Corte costituzionale Gehrart Holzinger prima di pronunciare la sentenza con cui è stato accolto il ricorso presentato dall’Fpoe lo scorso 22 maggio.

Norbert Hofer
NORBERT HOFER
E’ la prima volta che viene annullato un ballottaggio in Austria. Al ballottaggio era risultato eletto il verde Alexander Van der Bellen con uno scarto di meno di un punto percentuale, pari a circa 30 mila voti, rispetto al leader dell’estrema destra Norbert Hofer. Il nuovo voto si dovrebbe tenere tra settembre e ottobre.
2.AUSTRIA: NUOVO BALLOTTAGGIO PRESIDENZIALI IN AUTUNNO
VAN DER BELLEN
(ANSA) – La ripetizione del ballottaggio tra i due candidati alla presidenza della Repubblica in Austria, Alexander Van der Bellen e Norbert Hofer, si terrà probabilmente a fine settembre o all’inizio del mese di ottobre. E’ quanto ha ha annunciato il ministero dell’Interno austriaco, in seguito alla sentenza con cui la Corte Costituzionale di Vienna ha annullato il ballottaggio tenutosi 22 maggio.
VAN DER BELLEN
VAN DER BELLEN
Irregolarità sono state riscontrate in 14 su 20 dei distretti presi in esame in seguito al ricorso. Secondo quanto riferisce ‘Der Standard’, la sentenza della Consulta austriaca non ha detto che ci siano stati brogli o manipolazioni del voto, ma ha semplicemente evidenziato errori nel procedimento elettorale. Non appena il presidente uscente Heinz Fischer lascerà l’incarico, il prossimo 8 luglio, la presidenza del Paese verrà assunta ad interim collegialmente dai presidenti delle Camere.
3.KERN, SENTENZA DIMOSTRA CHE DEMOCRAZIA FUNZIONA
 (ANSA) – “Non ci devono essere dubbi sulla legittimità di nessuna elezione“. Lo ha detto a Vienna il cancelliere austriaco Christian Kern, commentando l’annullamento del ballottaggio per le presidenziali.Sottolineando che la sentenza ha annullato il ballottaggio “per un errore formale e non per manipolazioni del voto”, il cancelliere sostiene che la sentenza “dimostra che la democrazia e lo Stato di diritto in Austria funzionano”. “Ora spero in una campagna elettorale breve e non emotiva. Siamo interessati a realizzare rapidamente le elezioni. Chiedo a tutti i cittadini a utilizzare il loro diritto di voto”, ha concluso Kern.
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Fonte: qui





AGGIORNAMENTO - 06 Set 2016 16.00

In Austria l’estrema destra è in vantaggio nei sondaggi

L’estrema destra è in vantaggio nella corsa alla presidenza austriaca. Lo dicono alcuni sondaggi che prevedono una vittoria del candidato antimmigrazione, un fatto che rappresenterebbe una svolta per i populisti di tutta Europa che hanno sfruttato la crisi migratoria a loro vantaggio.

In attesa delle elezioni del 2 ottobre, Norbert Hofer del Partito della libertà (Fpö) appare leggermente in vantaggio sul suo rivale indipendente, Alexander Van der Bellen, che a maggio aveva battuto d’un soffio Hofer dopo un ballottaggio che era poi stato annullato per il mancato rispetto delle regole sugli scrutini.

Il Partito della libertà si è appellato contro i risultati dell’ultimo scrutinio, dai quali risultava una vittoria di Van der Bellen per 31mila voti. Un tribunale ha stabilito che le elezioni dovevano essere ripetute a causa di alcune negligenze nel conteggio dei voti, anche se non sono state rilevate prove di brogli.

Preoccupazioni relative alla sicurezza e all’identità nazionale, oltre all’insoddisfazione nei confronti dei partiti tradizionali e più centristi, hanno alimentato il sostegno al Fpö, oltre che al Front national in Francia e al partito d’estrema destra Alternative für Deutschland (Afd) in Germania.

Un sondaggio rivolto a seicento persone e pubblicato dal tabloid Oesterreich ha mostrato che il sostegno a Hofer è del 53 per cento, l’1 per cento in più rispetto a un sondaggio di fine luglio, contro il 47 per cento all’ex capo dei verdi Alexander Van der Bellen.

Un altro sondaggio, su un campione di 778 persone con un margine d’errore del 3,6 per cento, pubblicato dal giornale Kurier, ha rilevato che il 38 per cento sarebbe convinto della vittoria di Hofer, mentre il 34 per cento ritiene che la vittoria andrà a Van der Bellen.

Il nodo della Turchia

Nei sondaggi relativi alle elezioni parlamentari previste per il 2018, l’Fpö è regolarmente accreditato con oltre il 33 per cento dei voti, più di entrambi i partiti centristi al potere.

Hofer, il cui partito si è schierato contro l’adesione all’Unione europea nel corso di un referendum del 1994, ha dichiarato che gli austriaci dovrebbero anche organizzare un voto per decidere di uscire dall’Unione nel caso in cui entrasse la Turchia o se fossero trasferiti a Bruxelles altri poteri.

In Austria il presidente ha un ruolo perlopiù di rappresentanza, ma può anche sciogliere il governo.

(Traduzione di Federico Ferrone)