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venerdì 1 novembre 2019

SIRIA: I FRANCESI DISTRUGGONO IL “LORO” CEMENTIFICIO CHE SERVIVA I RIBELLI


Prima di ritirarsi da Manbij, dove aiutavano curdi  e jihadisti purché anti-Assad,  i commandos della Francia hanno dato fuoco al  cementificio  Lafarge di  Jalabiyeh (a Nord di Aleppo, presso la frontiera turca) prima che l’armata siriana ne prendesse possesso.   La Lafarge-Holcim è  una gigantesca multinazionale franco-americana, leader mondiale del settore.
Bisognava far sparire le  tracce di  una operazione segreta francese  piuttosto voluminosa:  l’impianto della Lafarge ha fornito 6 milioni  di  tonnellate di cemento ai jihadisti onde questi potessero costruire le  formidabili fortificazioni sotterranee che effettivamente hanno completato,  necessarie per sferrare una guerra di posizione che sarebbe durata in eterno.
L’aviazione russa ha bombardato per sei mesi questo  sistema di bunker con bombe a penetrazione,  riuscendo a distruggerli in gran parte  e  permettendo all’armata siriana di liberare il territorio senza temere  colpi a sorpresa  da jihadisti sorti dal sottosuolo.  Erano le fortificazioni sotterranee più imponenti da quelle della seconda guerra mondiale.
(Ha stato Putin)
Nel  2016  un sito internet  turco, Zaman Al-Wasl, aveva  pubblicato le e-mail  dei dirigenti della Lafarge che dimostravano che il cementificio versava denaro a Daesh, con cui appariva in ottimi rapporti. Su richiesta di alcuni dipendenti siriani, la Francia aprì un’inchiesta per depistare. Le Monde raccontò che sì, la Lafarge  pagava i jihadisti, ma per farsi rifornire da loro di petrolio per far funzionare la fabbrica (che funzionava a carbone, fornito regolarmente dalla Turchia). Una scusa che in realtà confermava il fatto: a che scopo mantenere in funzione un cementificio nella zona di guerra, se non per rifornire i “ribelli”?   E’ ovvio che i “ribelli” non erano in grado di scavare simili bunker: li hanno aiutati genieri della  NATO: francesi e persino norvegesi.
La  cosa fu rivelata nel 2017 da Thierry Meyssan, che ha raccontato come questo  incarico alla Lafarge –  diretta da un americano,  Eric Olsen  –   nella riunione del Bilderberg del giugno 2008  a Chantilly (USA)  in cui il patron della Lafarge, Bertrand Collomb (ormai presidente onorario),  partecipò a fianco di Manuel Valls  (il futuro primo ministro sotto Hollande) e Pierre Jouvet (futuro segretario dell’Eliseo).
In quella riunione, ai 120 membri del Bilderberg, si presentarono Hillary Clinton e   Barak Obama i  quali spiegarono come, nel  quadro del  mantenimento della politica estera USA, i Fratelli Musulmani potevano essere adottati per il ruolo che potevano assumere nella “democratizzazione” del mondo arabo. Primavere arabe e  intervento in Siria tramite”ribelli moderati”  e  tagliagole ISIS furono decisi lì.
Meyssan ha anche documentato gli intimi legami della multinazionale Lafarge con Hillary:  la quale difese la ditta come avvocatessa quando la Lafarge fu  incriminata per inquinamento  del suo cementificio in Alabama dall’Agenzia federale di Protezione Ambientale, e poi addirittura come amministratrice della  multinazionale,  posizione che lasciò solo quando Bill Clinton entrò alla Casa Bianca.  Dove il nuovo presidente si affrettò a condonare la metà del risarcimento per danni che l’avvocatessa Hillary non era riuscita a far evitare alla Lafarge: 600 mila dollari invece di 1,8 milioni. Grata, la Lafarge è da allora la contributrice della Fondazione Clinton  al ritmo di 100 mila dollari l’anno.

Meyssan ha anche  mostrato i collegamenti della Lafarge con il DGSE (i servizi francesi) durante la guerra in Siria.
Questo  può dare un’idea delle dimensioni  titaniche delle forze militari e delle  potenze politiche globali che si sono coalizzate per rovesciare Assad e creare  lo pseudo-stato curdo   Rojava- e che sono state sconfitte.  Non si è lontani dal credere al miracolo che, secondo i prelato cristiani  siriani,  la Vergine avrebbe promesso ad Assad   durante la sua visita al santuario mariano di  Maalula, venerato anche dai musulmani.
(Come al solito, Le Canard aveva nominato i terroristi: Sarkozy, Hollande, Valls, Macron…))
Anche il generale Delawarde, notando come la credibilità USA  – ed anche della NATO  –   come alleato  sia scossa per sempre dopo l’abbandono dei curdi, con conseguenze immaginabili nel futuro  del Medio Oriente, segnala che “gli israeliani  sono ferocemente pro-curdi e soprattutto ostili al ritorno della  pace in Siria  sotto l’egida di Bachar Assad,  perché secondo loro crea un potente arco  sciita Iran-Irak-Siria-Libano (Hezbollah) che lo stato ebraico ritiene una minaccia esistenziale.  Questa posizione israeliana è condivisa dallo “stato profondo Usa”, neoconservatore a indefettibile  sostegno allo stato ebraico, ma  anche dai vari “stati profondi” europei e  dei loro media mainstream, nel Regno Unito e Francia soprattutto”.  Poteva aggiungere  i media italiani, il generale, senza sbagliare.

mercoledì 16 ottobre 2019

TRUMP MANDA PENCE A TRATTARE CON ERDOGAN, A LUI DELLA SIRIA NON SBATTE NULLA: ''È A 7MILA MIGLIA DI DISTANZA, PERCHÉ DOVREI MANDARE I MIEI UOMINI A DIFENDERE IL NOSTRO NEMICO ASSAD? LA TURCHIA POSSIAMO ANNIENTARLA ECONOMICAMENTE''

E PARTONO SUBITO DAZI E SANZIONI 
REPUBBLICANI INTERVENTISTI DISPERATI: ''COSÌ RINASCE L'ISIS'' 
L'ACCORDO PUTIN-ERDOGAN PER TOGLIERE DI MEZZO GLI USA E SPARTIRSI LA SIRIA
SIRIA: PENCE ANDRÀ IN TURCHIA SU RICHIESTA TRUMP
trump erdoganTRUMP ERDOGAN
 (ANSA) - Il vicepresidente americano Mike Pence andrà in Turchia su richiesta del presidente Donald Trump. Pence guiderà una delegazione insieme al consigliere per la Sicurezza nazionale Robert O'Brien. L'obiettivo della missione è quello di avviare trattative per un cessate il fuoco. "Trump ha detto chiaramente" ad Erdogan che gli Stati Uniti "vogliono che la Turchia cessi l'invasione, attui un immediato cessate il fuoco e inizi a negoziare con le forze curde in Siria per mettere fine alla violenza", dice Pence.

TRUMP, BENE CHIUNQUE DIFENDA CURDI, ANCHE BONAPARTE
 (ANSA) - "Dopo aver sconfitto l'Isis, ho fondamentalmente portato le nostre truppe fuori dalla Siria. Lasciamo che la Siria e Assad proteggano i curdi e combattano la Turchia per la loro terra. Ho detto ai miei generali, perchè dovremmo combattere per la Siria e per Assad per proteggere la terra del nostro nemico? Chiunque voglia aiutare la Siria a proteggere i curdi va bene per me, che sia la Russia, la Cina o Napoleone Bonaparte. Spero che tutti facciano bene, noi siamo a 7000 miglia di distanza": lo ha twittato Donald Trump.
TRUMP E PENCETRUMP E PENCE

SIRIA: MCCONNELL RITIRO USA CAUSERÀ RINASCITA ISIS
 (ANSA) - Dura presa di posizione del leader dei senatori repubblicani Mitch McConnell contro le mosse di Donald Trump in Siria: "abbandonare questa battaglia ora e ritirare le forze Usa dalla Siria ricreerà le condizioni per la cui eliminazione abbiamo lavorato duro e causerà la rinascita dell'Isis", ha detto.

SANZIONI USA AL GOVERNO TURCO E DAZI SU ACCIAIO
 (ANSA) - Donald Trump ha annunciato su Twitter che a breve firmerà un ordine esecutivo "per imporre sanzioni contro dirigenti ed ex dirigenti del governo turco e qualsiasi persona che contribuisca alle azioni destabilizzanti della Turchia nel nordest della Siria". Saranno inoltre aumentati i dazi sull'acciaio sino al 50% e fermati i negoziati per un accordo commerciale con Ankara da 100 miliardi di dollari.

TRUMP, SONO PRONTO A DISTRUGGERE L'ECONOMIA TURCA
 (ANSA) - "Sono totalmente pronto a distruggere rapidamente l'economia turca se i leader turchi continuano questa strada pericolosa e distruttiva": lo twitta Donald Trump in merito alla Siria.
ERDOGAN TRUMPERDOGAN TRUMP


«LIBERIAMOCI DI TRUMP», PUTIN-ERDOGAN E L'ACCORDO SEGRETO PER SPARTIRSI IL PAESE
Marco Ventura per “il Messaggero”

Si ridisegna rapidamente il quadro del Medio Oriente da una parte con l'avanzata turca nel Rojava, la regione finora controllata dalle milizie curde nel Nord-Est della Siria, dall'altra con quella (non contrastata dai curdi che lottano ormai per la sopravvivenza) dell'esercito siriano di Assad che ieri sera sarebbe entrato a Manbij, e col disimpegno dei marines in una gimkana concordata via telefono tra gli Stati maggiori della Difesa russo, turco e americano per non restare intrappolati nei combattimenti.

LE POSIZIONI UE
Sullo sfondo, le altisonanti dichiarazioni dell'Unione europea che in ordine sparso sta bloccando le future forniture di armi ad Ankara (facilmente rimpiazzate dalla Russia che ha già consegnato alla Turchia i suoi missili S-400). All'origine dei nuovi sviluppi starebbe il patto tra il russo Putin e il turco Erdogan per la spartizione della Siria, con il risultato anzitutto del ritiro americano, militare e peggio politico e morale, dai suoi capisaldi a protezione dell'YPG, la forza curdo-siriana che sognava l'indipendenza di uno Stato curdo ritagliato col sangue nel confronto con il Califfato. E che ora deve invece lottare per non sparire, e sperare in un'autonomia sotto l'ombrello di Damasco/Assad.
putin erdoganPUTIN ERDOGAN

«Liberiamoci di Trump», potrebbe essere il titolo di accordi maturati in questi mesi tra Mosca e Ankara, ma con la complicità dello stesso presidente USA che considera le «ridicole infinite guerre» del Medio Oriente lontane dagli interessi strategici americani. È significativo che subito dopo l'offensiva turca Fonte di pace, Mosca si sia precipitata a negare che vi fosse un accordo con la Turchia.

Ma ieri è stato Erdogan a dichiarare pubblicamente che l'attacco si sarebbe esteso alla strategica città di Kobane, smentendo che la Russia avesse favorito una sorta di alleanza tra Assad e le milizie curde in chiave anti-turca. «Ci sono troppe chiacchiere in giro ha detto -. Al momento non sembra ci sia alcun problema con la Russia rispetto al nostro avvicinamento a Kobane». L'approccio di Mosca? «Positivo».
PUTIN ERDOGANPUTIN ERDOGAN

E in effetti, blande sono le reazioni dal Cremlino all'avanzata turca. Il portavoce Dmitri Peskov ammette che c'è «un canale di comunicazione tra i nostri militari» e che non esiste come opzione un «coinvolgimento« della Russia nel conflitto. Timido anche il commento del consigliere per gli Affari esteri del Cremlino Yuri Ushakov, per il quale gli sviluppi in Siria «non riflettono del tutto la posizione della Russia a favore del mantenimento dell'integrità territoriale del Paese«. Ma nulla più di questo. Una sorta di avvertimento. Non un altolà. Del resto, sia Mosca sia Ankara confermano colloqui diretti tra i supremi capi militari russo e turco, Valery Gerasimov e Yasar Guler.

PUTIN A RIAD
Intanto Putin vola a Riad per quella che il ministro degli Esteri Serghei Lavrov definisce «una visita storica, alla luce anche della visita dell'anno scorso di Sua Maestà il re Salman in Russia». Putin e il principe Muhammed bin Salman si trovano d'accordo sulla lotta al terrorismo, sul rilascio di visti ai cittadini dei due Paesi, ma soprattutto sulla stabilizzazione del mercato dell'energia e sui rapporti commerciali. Il primo jet supersonico prodotto congiuntamente da Russia e sauditi potrebbe essere pronto entro il 2027.
ERDOGAN ASSADERDOGAN ASSAD

E in un'intervista ai media arabi, Putin annuncia la realizzazione di missili capaci di sfondare qualsiasi sistema di difesa, e di sistemi di difesa missilistici «che nessuno al mondo ha». Il linguaggio della forza è efficace in tutto il Medio Oriente. Israele osserva, e saggia la disponibilità di Putin chiedendogli di graziare una cittadina israelo-americana, Naama Issachar, condannata a 7 anni e mezzo di prigione per traffico di stupefacenti. Facile immaginare come si concluderà la vicenda.

Fonte: qui

ASSAD CONTRO ERDOGAN, UNA FAIDA CHE VIENE DA LONTANO 
LO SCONTRO TRA SIRIA E TURCHIA RISALE AL 1998, QUANDO AL POTERE C’ERA HAFEZ ASSAD 
PER CONTRASTARE LE AMBIZIONI NEO-OTTOMANE DI ANKARA, DAMASCO AVEVA DATO APPOGGIO AL PARTITO CURDO DEI LAVORATORI OFFRENDO OSPITALITÀ AL SUO LEADER, ABDULLAH OCALAN 
NELL'OTTOBRE DEL 1998 I DUE PAESI ERANO A UN PASSO DALLA GUERRA…


Gio. Sta. per “la Stampa”

ERDOGAN ASSADERDOGAN ASSAD
Nell' ottobre del 1998 Recep Tayyip Erdogan era sindaco di Istanbul da quattro anni e Bashar al-Assad faceva ancora l' oculista a Londra. Il padre Hafez si era scontrato con il potere turco dal 1980, quando aveva deciso di contrastare le mire «neo-ottomane» di Ankara con l' appoggio al Partito curdo dei lavoratori, il Pkk, e aveva dato ospitalità al suo leader, Abdullah Ocalan.

Ma nell'ottobre del 1998 i due Paesi erano a un passo dalla guerra, Damasco aveva inviato un mezza dozzina di divisioni nel Nord e installato 36 batterie di missili Scud vicino alla frontiera, nel timore di una invasione imminente. Dovettero intervenire gli Stati Uniti, e la Russia, per evitare il peggio. Il 20 ottobre si arrivò all' accordo di Adana. Assad padre cessava di sostenere il Pkk e accettava di consegnare Ocalan, che alla fine sarebbe arrivato in una prigione turca dopo una lunga crisi internazionale.
ERDOGAN ASSADERDOGAN ASSAD

L'accordo di Adana segnò anche l'inizio di un lungo inverno per i curdi siriani, che Assad aveva lasciato si organizzassero nel Pyd, il gemello siriano del Pkk. Il tradimento del raiss ha lasciato un segno duraturo. Ma anche i decenni di collaborazione stretta. Assad figlio si è così ritrovato nelle mani le carte buone e cattive che gli aveva lasciato il padre.

E di fronte un avversario implacabile come Erdogan. Quando la rivolta degli arabo-sunniti ha cominciato a travolgerlo, alla fine del 2012, ha lasciato i curdi, che avevano costituito le loro Unità di difesa popolare, le Ypg, a sorvegliare i territori a Nord-Est, per spostare tutte le truppe ad Aleppo e Damasco. Per sette anni i curdi hanno lottato per costruire la loro regione autonoma, il Rojava. Il regime era un avversario, la Turchia, e ancor più le milizie jihadiste sostenute da Ankara, il nemico vero e mortale. Fino all' avvento dell'Isis e all'intervento degli Stati Uniti nel Nord-Est della Siria.
ERDOGAN ASSADERDOGAN ASSAD

Nel frattempo Erdogan creava un' armata ribelle, incentrata attorno al gruppo Ahrar al-Sham, per abbattere Assad. Nell' estate del 2015 il raiss è al lumicino, con i colpi di mortaio che cadono nel giardino del palazzo presidenziale. Arriva Vladimir Putin a salvarlo con l'aviazione russa, sfiora la guerra con la Turchia dopo che un caccia Su-24 viene abbattuto da un F-16 turco.

Lo scontro Assad-Erdogan è al culmine. Il leader turco accusa il presidente siriano di essere un «macellaio» di avere le «mani sporche del sangue di mezzo milione di persone». Per Assad l'avversario è un «Sultano», un «complice dell' Isis», un estremista islamico che vuole restaurare «l' impero ottomano e ridurre la Siria di nuovo in schiavitù». Il fallito golpe del luglio 2016 cambia però ancora lo scenario. Erdogan si sente tradito dagli Stati Uniti si riavvicina alla Russia e accetta un compromesso anche sulla Siria.

ERDOGAN ASSADERDOGAN ASSAD
Il cambio di regime non è più una priorità, a patto che la Turchia ottenga una «fascia di sicurezza» lungo la frontiera. Una cosa però Erdogan mette in chiaro con Putin: «Non stringerà mai la mano ad Assad». ll leader siriano è dello stesso parere. Ringrazia Putin ma ribadisce che si «riprenderà ogni centimetro quadrato di territorio».

La lotta ai ribelli sostenuti da Ankara è implacabile. Damasco va all'assalto di Idlib, si rischia un bagno di sangue terrificante, interviene di nuovo il Cremlino a mediare. I rapporti con i curdi continuano sottotraccia, nonostante la rabbia del raiss per la loro alleanza con l'America. Assad, nell'ottobre del 2018, li avverte: «Alla fine gli americani vi tradiranno, ve ne pentirete, soltanto l'esercito siriano difenderà il popolo siriano». Un anno dopo Trump scarica i curdi e Erdogan scatena la caccia ai guerriglieri delle Ypg. Il duello Assad-Erdogan continua. E questa volta, come nel 1998, siamo a un passo dallo scontro armato diretto.

Fonte: qui

giovedì 8 agosto 2019

Il rapporto delle Nazioni Unite mostra che le forze statunitensi uccidono più civili afgani di ISIS e talebani ... Combinati

La guerra in Afghanistan ha raggiunto nuovi livelli di follia mentre un rapporto delle Nazioni Unite mostra che le forze statunitensi stanno uccidendo più civili di quanto ISIS e talebani abbiano messo insieme.
Negli ultimi decenni, il governo degli Stati Uniti ha finanziato, sostenuto e armato apertamente varie reti terroristiche in tutto il mondo per presentare un'agenda di destabilizzazione e guerra per procura. Non è un segreto, né una teoria della cospirazione: l'America arma i cattivi . La situazione è diventata così apertamente corrotta che il governo ha ammesso a maggio che il Pentagono ha chiesto al Congresso finanziamenti per rimborsare i terroristi per i loro trasporti e altre spese. Sul serio. Ma quella era solo la punta dell'iceberg. Un nuovo rapporto delle Nazioni Unite mostra che gli Stati Uniti e i loro alleati in Afghanistan hanno ucciso più uomini, donne e bambini innocenti rispetto al gruppo che sostengono siano i cattivi, i talebani.
L'ormai diciottenne pantano in Afghanistan sta sollevando seri interrogativi e, ancora una volta, sembra che i civili stiano subendo il peso del colpo, non il nemico apparente.
Secondo un  rapporto  del NY Times:
Nei primi sei mesi dell'anno, il conflitto ha ucciso circa 1.400 civili e ferito circa 2.400 in più. Le forze afghane e i loro alleati hanno causato il 52% delle morti civili rispetto al 39% attribuibile ai militanti - principalmente i talebani, ma anche lo Stato islamico. Le cifre non ammontano al 100% perché non è stato possibile stabilire definitivamente la responsabilità di alcune morti.
Il maggior numero di vittime civili causato dalle forze afgane e americane deriva dalla maggiore dipendenza dagli attacchi aerei, che sono particolarmente letali per i civili. Le Nazioni Unite hanno dichiarato che gli attacchi aerei hanno provocato 363 morti civili e 156 feriti civili.
"Mentre il numero di feriti è diminuito, il numero di civili uccisi è più che raddoppiato rispetto ai primi sei mesi del 2018, evidenziando il carattere letale di questa tattica" , afferma il rapporto delle Nazioni Unite riferendosi agli attacchi aerei.
Naturalmente, l'esercito americano chiama questo rapporto dalla propaganda anti-americana delle Nazioni Unite.
"Valutiamo e indaghiamo su tutte le accuse credibili di vittime non combattenti in questo ambiente complesso, mentre altri prendono di mira intenzionalmente le aree pubbliche, usano i civili come scudi umani e tentano di nascondere la verità attraverso bugie e propaganda", il colonnello Sonny Leggett, portavoce degli Stati Uniti militare, ha detto.
Il confine tra gli apparenti "bravi ragazzi" e i "cattivi" è diventato così sfocato che i bravi ragazzi ora stanno apertamente sostenendo i cattivi mentre contemporaneamente uccidono più persone innocenti di quelle cattive. È una storia direttamente da The Onion, ma nella vita reale.
Mentre l'idea che il governo degli Stati Uniti paghi per sostenere i terroristi o uccidere più civili dei terroristi può sembrare un'idea folle, negli ultimi anni è diventata così palese che la legislazione è stata specificamente introdotta al solo scopo di vietare il flusso di denaro alle organizzazioni terroristiche .
Tuttavia, data la storia insidiosa dell'impero americano e la sua creazione e promozione di regimi terroristici in tutto il mondo, non dovrebbe sorprendere il fatto che la stragrande maggioranza dei politici si rifiuterà di aderire a una legge che impone loro di  "Smettere di armare i terroristi .'  E, nel 2017, è esattamente quello che è successo.
Il testo del disegno di legge era abbastanza semplice e non conteneva ordini del giorno nascosti. Ha semplicemente dichiarato di  vietare l'uso dei fondi delle agenzie federali per fornire assistenza coperta a: (1) Al Qaeda, Jabhat Fateh al-Sham, lo Stato islamico dell'Iraq e il Levante (ISIL), o qualsiasi persona fisica o affiliata con, associati, cooperanti o aderenti a tali gruppi; o (2) il governo di qualsiasi paese che l'Ufficio del direttore dell'intelligence nazionale (ODNI) stabilisca, negli ultimi 12 mesi, ha fornito assistenza a tale gruppo o individuo.
L'unica cosa che il disegno di legge è stato vietare al governo degli Stati Uniti di dare denaro e armi a persone che vogliono uccidere americani e che uccidono uomini, donne e bambini innocenti in tutto il mondo. È probabilmente il disegno di legge più semplice e razionale mai proposto dal Congresso. Data la sua natura razionale e umanitaria, si potrebbe pensare che i rappresentanti si sarebbero messi in fila per mostrare il loro sostegno. Tuttavia, uno sarebbe sbagliato e nei cinque mesi successivi alla sua proposta, solo 13 membri del Congresso hanno firmato come co-sponsor.
Non solo gli Stati Uniti si rifiutano di smettere di armare i terroristi, ma ora stanno diventando più violenti dei terroristi che affermano di combattere. A che punto il popolo americano si sveglia con questa follia?
Purtroppo, sembra che al popolo americano non possa importare di meno di uomini e donne innocenti che vengono massacrati con i loro soldi delle tasse dall'altra parte del pianeta. Sembrano prestare attenzione all'area solo quando una di queste persone - i cui bambini hanno visto i loro bambini soffiati su una sottile nebbia rossa da uno sciopero dei droni statunitensi - agiscono in modo ritorsivo. Ma invece di capire che questo è un contraccolpo causato dalla politica estera americana, Boobus Americanus pensa che queste persone semplicemente "odiano la nostra libertà".
Il terrorismo è necessario per lo stato. La guerra è la salute dello stato.
Senza la costante paura di meditare su un nemico che "odia la nostra libertà", gli americani iniziano a mettere in discussione le cose. Sfidano lo status quo e inevitabilmente desiderano più libertà. Tuttavia, quando viene loro detto che gli uomini neri vogliono ucciderli, diventano immediatamente compiacenti e accecati dalla loro paura.
Mentre un tempo questi uomini nero erano per lo più mitici, dall'11 settembre, sono stati finanziati e sostenuti dagli Stati Uniti al punto da rappresentare una vera minaccia per le persone innocenti ovunque. Come dimostrano gli orribili attacchi all'inizio di quest'anno in Sri Lanka, i terroristi si stanno organizzando e diffondendo.
I gruppi terroristici sono stati esposti anche nel Regno Unito per avere legami con il governo britannico che ha permesso  loro di viaggiare liberamente e di allenarsi con gruppi collegati all'ISIS  perché tali gruppi erano in opposizione a Muammar Gheddafi, che l'Occidente voleva sottrarre.
È un circolo vizioso di creare terroristi, uccidere l'innocenza e alimentare la guerra. E, a meno che non accada qualcosa di radicale, non mostra segni di inversione.
Il cambiamento radicale necessario per riportare questo paradigma in pace è che le persone si svegliano alla realtà che, indipendentemente da quale fantoccio si trova alla Casa Bianca, lo status quo rimane invariato.
Trump sta dimostrando che può mentire per salire al potere e i suoi sostenitori lo ignorano. Se dubiti di questo fatto, guarda cosa ha  fatto Trump chiamando l'Arabia Saudita per il loro ruolo nell'11 settembre e il loro sostegno al terrorismo in tutto il mondo prima di essere eletto. Ora supporta questi terroristi e al suo collegio elettorale non potrebbe importare di meno.
Questa follia deve finire. L'umanità deve smettere di farsi ingannare dalla retorica letta dai media che eseguono le offerte dei loro padroni. Se gli americani non fossero scossi da questo stupore dall'idea che l'esercito americano e i suoi alleati forse stanno ora uccidendo persone più innocenti dei talebani e dell'ISIS combinati. 
Autore di Matt Agorist tramite TheFreeThoughtProject.com

lunedì 15 luglio 2019

Il gasdotto principale in Siria è stato interrotto da un sabotaggio

I media di stato siriani di prima domenica hanno riferito che un importante gasdotto che attraversa il centro del paese è stato messo fuori uso a causa di un attacco terroristico. Il gasdotto trasporta circa 2,5 milioni di metri cubi di gas in un impianto di lavorazione e in seguito in altre centrali elettriche. 
La pipeline collega specificamente il giacimento di gas di al-Shaer con la fabbrica di gas Ebla nella campagna orientale di Homs, secondo quanto riportato. Il SANA ufficiale della Siria ha riferito  che "i terroristi hanno vandalizzato il gasdotto che si estende dal campo al-Shaer alla fabbrica di gas di Ebla quando il gasdotto è andato fuori servizio".
Fonte immagine: Al-Arabiya
Il rapporto indicava inoltre che "officine tecniche affiliate al ministero del Petrolio iniziarono a lavorare sulla riparazione del gasdotto per pompare gas attraverso di esso nelle prossime ore", e suggerì fortemente che  "i resti dei terroristi dell'ISIS" condussero all'attacco. 
Nel 2014 e nel 2016 i militanti dell'ISIS hanno sequestrato brevemente i campi di Shaer, dopo di che le forze filogovernative li hanno restituiti al controllo di Damasco in pesanti combattimenti. L' AP ha osservato :
L'agenzia di stampa SANA non ha nominato gli aggressori. L'area nella provincia centrale di Homs è vicina a dove i resti del gruppo dello Stato Islamico sono ancora rintanati dopo aver perso tutto il territorio che un tempo detenevano nel paese.
Le infrastrutture petrolifere e del gas residue e fortemente indebolite della Siria sono di vitale importanza, soprattutto considerando le sanzioni per l'importazione di petrolio aggressive attualmente imposte a Damasco dagli Stati Uniti, nonché il fatto che i giacimenti di petrolio e gas più grandi e preziosi del paese sono ancora sotto il controllo degli Stati Uniti - le forze democratiche siriane a cavallo nell'est della Siria . 
Via Carnegie Middle East Center
Alla fine del mese scorso, in una storia sotto denuncia, la Siria puntò il dito contro Stati Uniti, Turchia o Israele per gli oleodotti sottomarini "gravemente danneggiati" nel Mediterraneo orientale. 
Nell'ultima settimana di giugno,  Al-Masdar News ha  riferito, citando fonti statali :
In quello che sembra essere un deliberato attacco all'industria petrolifera siriana, cinque oleodotti sono stati gravemente danneggiati domenica pomeriggio , secondo quanto riferito dal ministero siriano del petrolio.
"Siamo stati informati ieri di una perdita di petrolio da Baniyas. Specialisti della compagnia petrolifera siriana lo hanno indagato e hanno trovato tracce di danni esterni su cinque condotte ", si legge su Facebook.
I resoconti dei media arabi riportano il danno causato dal precedente attacco del gasdotto sottomarino:


Le notizie sugli "attacchi di sabotaggio" di oleodotti e gasdotti provengono dal fatto che le tensioni tra Iran e Stati Uniti e i loro alleati sono aumentate negli ultimi mesi in quello che sembra sempre più uno scenario di aggressione incentrato sulla vitalità della regione infrastrutture di petrolio e gas e punti di transito, compresi in Arabia Saudita e nel Golfo. 
Fonte: qui