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mercoledì 8 luglio 2020

DEUTSCHE BANK HA ACCETTATO DI PAGARE UNA MULTA DI 150 MILIONI DI DOLLARI PER CHIUDERE L’INCHIESTA SUI RAPPORTI BANCARI CON IL FINANZIERE EPSTEIN


LA FILIALE AMERICANA DELLA BANCA NON FACEVA DOMANDE SULLE OPERAZIONI SOSPETTE DEL PORCONE CON LA PASSIONE PER LE MINORENNI: CHE COSÌ PAGAVA I COMPLICI, PRELEVAVA 100MILA DOLLARI PER “MANCE E SPESE DI CASA” E MANDAVA BONIFICI A "MODELLE" RUSSE


Riccardo Barlaam per www.ilsole24ore.com

 

jeffrey epsteinJEFFREY EPSTEIN

Pagamenti ai presunti complici. Bonifici a modelle russe. Prelievo in contanti da 100mila dollari per «mance e spese di casa». Quando Jeffrey Epstein chiedeva di effettuare operazioni finanziarie, la filiale americana di Deutsche Bank, il più grande istituto bancario tedesco, non faceva molte domande né effettuava i controlli necessari su transazioni giudicate «sospette» e «ad alto rischio» per un cliente di cui erano noti i trascorsi legati a crimini sessuali.

 

ghislaine maxwelle jefferey epsteinGHISLAINE MAXWELLE JEFFEREY EPSTEIN

 

In un accordo giudiziale appena annunciato, la banca tedesca ha accettato di pagare una multa di 150 milioni di dollari al New York Department of Financial Services (Dfs) per chiudere l’inchiesta aperta nel 2019 sui rapporti bancari con il finanziere.

 

Il New York State Department of Financial Services ha spiegato che la banca tedesca è stata multata perché «non ha controllato in modo appropriato le attività bancarie condotte in nome» di Epstein dal 2013 al 2018. A causa della mancata supervisione, «la banca ha approvato centinaia di transazioni per milioni di dollari che avrebbero dovuto portare a un controllo aggiuntivo, alla luce della storia di Epstein».

ghislaine maxwell con jeffrey epstein, melania e donald trumpGHISLAINE MAXWELL CON JEFFREY EPSTEIN, MELANIA E DONALD TRUMP

 

Tra le transazioni, alcune riguardano pagamenti a persone accusate di coinvolgimento negli illeciti di Epstein. Sotto la lente sono finiti anche i rapporti di Epstein in cui ha fatto da tramite Deutsche Bank con le banche corrispondenti Danske Bank Estonia e Fbme Bank.

 

Epstein, arrestato nel maggio 2019 con l’accusa di sfruttamento di minorenni e abusi sessuali, si è suicidato impiccandosi nell’agosto scorso nella cella dove era recluso a New York. Il finanziere era amico dei presidenti Donald Trump e Bill Clinton così come del principe Andrea d’Inghilterra, finito anch’egli nel turbine dell’inchiesta per gli abusi sessuali sulle minorenni.

 

La sua ex compagna Ghislaine Maxwell, accusata di aver gestito per anni l’agenda degli appuntamenti con le minorenni, è stata arrestata pochi giorni fa in New Hampshire. Rischia fino a 30 anni di prigione: molti temono che possa raccontare le sue verità, verità che potrebbero essere imbarazzanti per molti “potenti”.

 

Epstein nel 2008 era stato condannato in Florida per sfruttamento della prostituzione su ragazze minorenni. «Il comportamento criminale e gli abusi sessuali del signor Epstein erano noti da anni, ma le grandi istituzioni bancarie hanno continuato a ignorare la sua storia e hanno prestato la loro credibilità e i loro servizi in cambio dei guadagni finanziari», ha scritto il governatore dello stato di New York Andrew Cuomo in una nota.

jeffrey epsteinJEFFREY EPSTEIN

 

Gli inquirenti hanno stabilito che Deutsche Bank non è riuscita a monitorare correttamente le transazioni di Epstein nonostante le «ampie» informazioni pubblicamente disponibili sulla sua condotta sessuale.

 

Ciò ha portato la banca a effettuare senza controlli centinaia di transazioni per Epstein che avrebbero dovuto spingere maggiore cautela, compresi i pagamenti alle vittime, i presunti complici e gli studi legali che rappresentano Epstein e i suoi complici.

 

Nei rapporti con Danske Estonia, coinvolta nel 2018 in uno scandalo legato al riciclaggio di denaro dalla Russia da 150 miliardi, e Fbme Bank, gli inquirenti hanno affermato che Deutsche Bank non è riuscita a monitorare adeguatamente le banche corrispondenti e le società di compensazione del cambio con il dollaro.

 

IL QUADRO CHE RITRAE BILL CLINTON VESTITO DA DONNA TROVATO A CASA DI EPSTEIN - OPERA DI PETRINA RYAN KLEIDIL QUADRO CHE RITRAE BILL CLINTON VESTITO DA DONNA TROVATO A CASA DI EPSTEIN - OPERA DI PETRINA RYAN KLEID

L'amministratore delegato di DB Christian Sewing in una nota interna ha scritto che è stato un errore accettare Epstein come cliente nel 2013. La banca ha anche riconosciuto carenze nei controlli su Danske Estonia e Fbme. «Dobbiamo tutti contribuire a garantire che questo genere di cose non si verifichi più».

 

In tarda serata Deutsche Bank ha diffuso il seguente comunicato: «Riconosciamo il nostro errore nell’accettare Epstein come cliente nel 2013 e le debolezze dei nostri processi, abbiamo imparato dai nostri errori e dalle nostre carenze.

 

MELANIA TRUMP PRINCIPE ANDREA, GWENDOLYN BECK E JEFFREY EPSTEIN A UN PARTI A MAR-A-LAGOMELANIA TRUMP PRINCIPE ANDREA, GWENDOLYN BECK E JEFFREY EPSTEIN A UN PARTI A MAR-A-LAGO

Immediatamente dopo l'arresto di Epstein, abbiamo contattato le forze dell'ordine e offerto la nostra completa assistenza nelle indagini. Siamo stati completamente trasparenti e abbiamo affrontato queste questioni con il nostro regolatore, adeguato la nostra tolleranza al rischio e affrontato sistematicamente i problemi.

 

Abbiamo investito circa 1 miliardo di dollari in formazione, controlli e processi operativi e abbiamo allargato il nostro team contro i crimini finanziari a oltre 1.500 persone. La nostra reputazione è la nostra risorsa più preziosa e ci rammarichiamo profondamente per i nostri rapporti con Epstein». Fonte: qui

giovedì 10 ottobre 2019

MA I CONTROLLORI FANNO I DURI SOLO CON LE VECCHIETTE?


A CARRARA UNA 90ENNE VIENE PIZZICATA SUL BUS CON L’ABBONAMENTO SCADUTO: MULTATA DI 40 EURO E COSTRETTA A SCENDERE 
LA FIGLIA: “MIA MAMMA HA SUBITO UN'ANGHERIA, C'È MODO E MODO DI INTERVENIRE, UNA SBADATAGGINE PUÒ CAPITARE ALLA SUA ETÀ…”
Costanza Fumagalli per “Libero quotidiano”

La protagonista di questa storia ha 90 anni e viaggia sui mezzi pubblici, già questo ce la rende simpatica perché è raro vedere un anziano vicino ai cent' anni che ha ancora la voglia e la forza di affrontare le incognite dei trasporti di città.

Un giorno Maria, questo il nome della signora, prende il suo bel pullman in una via di Carrara. La corriera, passateci il termine, è piena come al solito... chiacchiericcio di ragazzi, adulti frettolosi che compulsano il cellulare, solito saliscendi sudaticcio e frenetico alle fermate obbligatorie.
90enne fatta scendere dal bus90ENNE FATTA SCENDERE DAL BUS
La povera Maria siede nel primo posto libero che trova e chissà, stringe la borsa sulla pancia e si guarda timorosa alle spalle, fanno così le vecchiette. Poi aggiusta i capelli ricci, sistema la veste ordinata, si concentra sul tragitto da fare, quanto manca che devo scendere?
A un certo punto le si avvicina il controllore, una donna anche lei e attenta a far bene il suo lavoro, biglietto signora. L' anziana non fa una piega, apre la borsetta preziosa, rovista alla ricerca dell' abbonamento e finalmente trova il carnet.

La controllora guarda la carta e si accorge che il tagliando è scaduto da qualche giorno. Non è in regola, devo farle la multa. Immaginate la reazione della poveretta. Nessuno è avvezzo a prender sanzioni, e quando capita e non si è in un torto voluto, ci si sente sempre disarmati. La novantenne abbozza un sorriso, tentenna, chiede scusa, compro subito il biglietto. Ma la controllora, una generalessa del suo mestiere, non accetta repliche, scenda con me che le faccio il verbale. Persino la gente sul bus resta basita.

Due ragazzini - proprio quelli che immaginiamo sempre menefreghisti e strafottenti e pronti a ridere di una fragile vecchietta- fanno quello che nessun adulto nei dintorni ha il coraggio di fare. Si avvicinano, chiedono venia per la 90enne. Ma la controllora è inflessibile, scende dal bus e si porta appresso umiliata e incerta la povera passeggera. Verbale e poi sanzione (40 euro).
90enne fatta scendere dal bus90ENNE FATTA SCENDERE DAL BUS

La figlia di Maria - al giornale Tirreno che ha scovato la storia - racconterà che la sua mamma ha versato calde lacrime davanti a quella sanzione e ancora adesso, quando racconta l' accaduto, storce il labbro mite e rugoso e si fa venire gli occhi lucidi. «Mia mamma ha sùbito un' angheria, c' è modo e modo di intervenire, una sbadataggine può capitare alla sua età», dice la figlia. Di fatto l' accaduto sconcerta parecchio e lascia l' amaro in bocca come quando si assiste a una stortura, non della legge ma dell' animo umano. Non perché non abbia ragione un controllore che eleva una sanzione, anche salata, a chi viaggia sui mezzi senza pagare. I dati degli ultimi anni sui furbetti dei mezzi pubblici parlano di un danno per le casse dello stato di circa mezzo miliardo di euro. E fanno infuriare quei portoghesi - termine entrato nel gergo comune per indicare chi usufruisce di un servizio a sbafo - che saltano i tornelli di ingresso al metro mentre l' italiano medio paga timoroso e ligio e non fa una piega. Ma questa signora qui cosa c' entra. Cos' ha a che fare con quei furbetti arroganti e strafottenti?

Qualcuno può davvero pensare che sia salita sul bus col lucido e chiaro intento di gabbare l' azienda trasporti e scroccarsi il suo viaggetto? O non è più verosimile che non si sia accorta della scadenza naturale del carnet e abbia omesso di aggiornarlo? Il tempo in fondo passa lento per gli anziani, i giorni e le scadenze sfuggono e si liquefanno, e non è mai per scelta. Che poi sapete, stavolta è toccato a un' anziana. Ma ad agosto toccò a una donna incinta, quasi in preda alle doglie del parto. Si trovava a Napoli.
90enne fatta scendere dal bus90ENNE FATTA SCENDERE DAL BUS

Aveva un pancione grosso così, i piedi e le caviglie gonfie per la gravidanza, il bimbo che spingeva e aveva voglia di nascere e anche lei fu fatta scendere dal bus perché non aveva il biglietto. Ora tocca alla povera Maria. E fa stringere il cuore pensarla lì, in mezzo alla strada, verbalizzata e multata come il peggiore dei furbetti. Non è sbagliato far rispettare la legge e multare chi sgarra. È sbagliato non avere un occhio di riguardo in più e un tocco di cuore in più per chi è debole o anziano. Una signora multata e allontanata dal bus coi suoi acciacchi, i suoi 90 anni, le sue gambe sottili e fragili... Non è possibile dai.

Fonte: qui

lunedì 30 settembre 2019

DOPO IL VERDETTO DELLA CORTE DI GIUSTIZIA UE CI SI METTE ANCHE L’FBI A INGUAIARE FIAT CHRYSLER: UN MANAGER DEL GRUPPO, EMANUELE PALMA, È STATO ARRESTATO A DETROIT PER IL CASO DIESELGATE


PALMA È ACCUSATO DI AVER VIOLATO LA LEGGE AMERICANA SULLE EMISSIONI: AVREBBE “COSPIRATO” PER INGANNARE REGOLATORI E CLIENTI SUI SISTEMI USATI DAI VEICOLI DIESEL DI FCA…

BRUTTA GIORNATA PER LE CASE AUTOMOBILISTICHE EUROPEE: FCA VIENE PRESA A SBERLE DALLA CORTE DI GIUSTIZIA UE, CHE DÀ RAGIONE ALLA COMMISSIONE EUROPEA SUL VANTAGGIO FISCALE “INDEBITO” IN LUSSEMBURGO, E DOVRÀ PAGARE 30 MILIONI DI EURO DI TASSE 

DAIMLER INVECE SBORSERÀ 870 MILIONI SUL DIESELGATE, VICENDA PER CUI FINISCONO A PROCESSO TRE DIRIGENTI VOLKSWAGEN

DIESELGATE, DAIMLER PRONTA A PAGARE MULTA DA 870 MILIONI DI EURO
DAIMLER MERCEDESDAIMLER MERCEDES
(AWE/AFP) - Il gigante automobilistico tedesco Daimler ha dichiarato che non contesterà un ordine dei pubblici ministeri di Stoccarda di pagare una multa di 870 milioni di euro per decine di migliaia di veicoli diesel che hanno violato le norme sulle emissioni.

"La società si è astenuta dall'adottare un rimedio legale contro la multa relativa alla violazione negligente dei doveri di vigilanza", ha dichiarato Daimler in una nota, aggiungendo che tutto ciò "non si traduce in un rilevante ulteriore effetto negativo sugli utili per il periodo luglio-settembre".

meme sulle emissioni volkswagenMEME SULLE EMISSIONI VOLKSWAGEN
DIESELGATE, A PROCESSO TRE DIRIGENTI VOLKSWAGEN: MANIPOLARONO MERCATO
(AWE/AFP) - Il tribunale tedesco di Brunbswick in Bassa Sassonia ha rinviato a giudizio due attuali dirigenti della Volkswagen e il suo ex Ceo per "manipolazione di mercato" nel contesto del vasto scandalo del 'dieselgate'

HERBERT DIESSHERBERT DIESS







L'attuale CEO della casa automobilistica tedesca, Herbert Diess, il suo presidente del Consiglio di sorveglianza, Hans Dieter Pötsch, e l'ex presidente del consiglio di amministrazione, Martin Winterkorn, sono tutti accusati di aver "consapevolmente informato troppo tardi i mercati delle conseguenze finanziarie dello scandalo" che sono dell'ordine di miliardi influenzando quindi il mercato azionario di Vw.

meme sulle emissioni volkswagen 1MEME SULLE EMISSIONI VOLKSWAGEN 1
I fatti risalgono a settembre 2015, quando Hans Dieter Pötsch era il direttore finanziario del gruppo mentre il suo allora CEO di allora, Martin Winterkorn, aveva comunicato livelli di emissione di inquinanti inferiori alla realtà. Ciò portò immediatamente a un forte calo dei prezzi delle azioni Volkswagen con enormi perdite a spese di migliaia di possessori di azioni grandi e piccoli.
john elkannJOHN ELKANN







FCA, CORTE DI GIUSTIZIA UE CONFERMA DECISIONE DELLA COMMISSIONE EUROPEA: “VANTAGGIO FISCALE INDEBITO IN LUSSEMBURGO”

vestagerVESTAGER






La Corte di giustizia dell’Ue ha dato ragione alla Commissione europea confermando la decisione sugli aiuti di Stato del Lussemburgo nel caso di Fiat-Chrysler Finance Europe, rigettando il ricorso dell’azienda. La decisione degli uffici dell’Antitrust europeo, guidati all’epoca dalla commissaria Margrethe Vestager, risale al 2015, un anno dopo le rivelazioni di LuxLeaks e a 16 mesi dall’apertura delle prime inchieste nel giugno 2014 sui ‘tax ruling’. Annullata invece la decisione Starbucks perché la Commissione non è stata in grado di dimostrare l’esistenza di un vantaggio economico in Olanda.

mike manleyMIKE MANLEY
All’epoca la Commissione aveva ritenuto che Fca Finance Europe aveva usufruito di “un vantaggio fiscale indebito” grazie all’accordo sullo ‘sconto’ raggiunto con il piccolo Paese europeo. Stando alla sentenza, Fiat Chrysler Automobiles dovrà pagare 30 milioni di euro di “tasse arretrate” al Lussemburgo. Fca, penalizzata in Borsa dopo la sentenza, esprime “delusione” per la decisione della Corte Ue e annuncia che “sta valutando i prossimi passi da fare in questa questione”. Gli impatti della decisione, spiega un portavoce, vengono considerati “non rilevanti” per i conti.

mike manley john elkannMIKE MANLEY JOHN ELKANN
Anche il Lussemburgo ha reagito alla pronuncia dei giudici spiegando che “analizzerà la decisione con la dovuta diligenza” e riservandosi “tutti i suoi diritti”, un passaggio che lascerebbe intendere un possibile ricorso all’Alta corte europea. “Aderendo pienamente alla lotta contro l’erosione della base imponibile ed il trasferimento di benefici dell’Ocse (piano anti-BEPS)” il Lussemburgo ricorda di “aver attuato negli ultimi anni numerose riforme volte a combattere evasione e frode fiscale”.
 
Fonte: qui

ARRESTATO MANAGER FCA A DETROIT

DIESELGATEDIESELGATE
Un manager di Fca, Emanuele Palma, è stato arrestato a Detroit dall' Fbi in un procedimento legato alle emissioni diesel. Lo ha riportato la Reuters, indicando che il manager risulta indagato dall' inizio di settembre nell' ambito dell' inchiesta del Dipartimento di Giustizia sulle emissioni non conformi dei veicoli a motorizzazione diesel.

Emanuele Palma, dirigente di Fca nel settore diesel ed emissioni, è accusato di avere violato il Clean Air Act, legge fondamentale sulla protezione dell' ambiente negli Usa, in vigore dal 1963. La legge prevede la fissazione, da parte dell' Environmental Protection Agency (Epa), l' agenzia per la protezione dell' ambiente statunitense, di standard nazionali di qualità dell' aria per determinati tipi di inquinanti.
DIESELGATEDIESELGATE

Palma, secondo l' accusa, avrebbe cospirato per ingannare i regolatori, i clienti e il pubblico sui sistemi di emissioni utilizzati sui veicoli diesel di Fiat Chrysler negli Stati Uniti, come riporta l' agenzia citando un documento del tribunale del 18 settembre.

L' ingegnere italiano risulta in custodia, ha fatto sapere Gina Balaya, una portavoce dell' ufficio del procuratore distrettuale di Detroit. «Stiamo apprendendo i dettagli della questione - ha fatto sapere un portavoce di Fiat Chrysler -. Continueremo a collaborare pienamente con le autorità. Non abbiamo altro da aggiungere in questo momento».

FCA, RESTA LA MULTA PER AIUTI DI STATO
Luciano Mondellini per “MF”
grandcherokee fca dieselgateGRANDCHEROKEE FCA DIESELGATE

Fca ha usufruito di un trattamento fiscale di favore per la controllata lussemburghese Fiat Chrysler Finance Europe e pertanto la società guidata da Mike Manley potrebbe dover restituire alle autorità del Granducato 23,1 milioni di euro di tasse non pagate. È questo il verdetto emesso ieri dal Tribunale dell' Unione Europea, che ha confermato la decisione dell' Antitrust Ue del 2015 contro cui il Lingotto aveva fatto ricorso.

mike manley john elkannMIKE MANLEY JOHN ELKANN
Nel dettaglio, il 3 settembre del 2012 le autorità lussemburghesi avevano adottato un provvedimento che concedeva un trattamento fiscale di vantaggio a favore di Fiat Chrysler Finance Europe, controllata del gruppo Fca che opera nel Granducato. Nel 2015 la Commissione Europea aveva bollato la decisione come un aiuto di Stato incompatibile con il mercato interno e aveva anche rilevato che il Lussemburgo non aveva notificato il progetto di decisione preventiva in questione e quindi non aveva rispettato l' obbligo di sospensione.

CORTE DI GIUSTIZIA UECORTE DI GIUSTIZIA UE
La Commissione aveva pertanto ordinato al Granducato del Lussemburgo di chiedere a Fca la restituzione degli aiuti illegali incompatibili con il mercato interno. Lussemburgo e Fca hanno entrambi proposto ricorso dinanzi al Tribunale dell' Unione Europea per annullare la decisione della Commissione.

Con la sua decisione di ieri però il Tribunale ha respinto i ricorsi confermando la validità della decisione della Commissione. In merito alla decisione Fiat Chrysler Finance Europe ha spiegato che «sta valutando i prossimi passi da fare in questa questione».
mike manley john elkann 1MIKE MANLEY JOHN ELKANN 1

Sempre ieri un' altra cattiva notizia per il Lingotto è arrivata dal Nord America: un manager di Fca, Emanuele Palma, è stato arrestato a Detroit nell' ambito di un procedimento legato alle emissioni diesel. Il manager, in particolare, risulta indagato con riferimento all' inchiesta del Dipartimento di Giustizia relativa alle emissioni non conformi dei veicoli a motorizzazione diesel.

Palma è accusato di aver cospirato per ingannare i regolatori, i clienti e il pubblico sui sistemi di emissioni utilizzati sui veicoli diesel di Fca negli Usa. Palma risulta in custodia, come riportato da Gina Balaya, portavoce dell' ufficio del procuratore distrettuale di Detroit. Palma è comparso davanti alla Corte del Michigan nella notte italiana. Fonte: qui

giovedì 24 gennaio 2019

MASTERCARD DOVRA’ PAGARE UNA MULTA DA 570 MILIONI


PER DUE ANNI HA OPERATO IN BARBA ALLE REGOLE COMUNITARIE E A SCAPITO DEI CITTADINI EUROPEI, ATTRAVERSO PRATICHE DI MERCATO SLEALI E ILLEGALI 

LA MULTINAZIONALE AUMENTAVA ARTIFICIALMENTE I COSTI DEI PAGAMENTI CON CARTA…

Emanuele Bonini per “la Stampa”

MASTERCARDMASTERCARD
Nessuna possibilità di tariffe interbancarie più basse, con oneri per commercianti e, alla fine, sul consumatore finale. Per circa due anni Mastercard ha operato in barba delle regole comunitarie e a scapito dei cittadini europei, attraverso pratiche di mercato sleali e illegali. Quello che è successo, sintetizza il commissario per la Concorrenza, Margrethe Vestager, è che dal 2013 al 2015 la multinazionale «aumentava artificialmente i costi dei pagamenti con carta». Una bravata che costerà al noto marchio di carte di credito 570 milioni di euro di multa, peraltro ridotta per buona condotta.

I diretti interessati hanno riconosciuto le furberie, e questo è valso loro una sconto del 10% sulla penalità finale. Significa un risparmio di 57 milioni di euro. Non poco. Ma ancora di più deve essere stato l' utile illecito avuto con le pratiche contrarie alla regole comunitarie. Uno dei criteri su cui vengono calcolate le multe, oltre gravità dell' infrazione e sua durata, è il valore dei profitti derivanti.
vestager 3VESTAGER 3

La Commissione Ue si limita a ricordare che, dopo Visa, Mastercard è il secondo circuito di carte più grande nello Spazio economico europeo (Paesi Ue più Islanda, Liechtensten e Norvegia) in termini di emissioni e valore delle transazioni, grazie anche alle reti Cirrus e Maestro, dello stesso gruppo.

L'Antitrust comunitario ha punito le tariffe interbancarie di Mastercard. Si tratta dei costi che la banca dell' acquirente applica alla banca del commerciante quando autorizza una transazione con carta. La multinazionale statunitense obbligava gli istituti di credito dei consumatori ad applicare le tariffe interbancarie del Paese dove risiedeva il commerciante. Così facendo non si poteva beneficiare di quelle minori offerte dalla banca dell' acquirente situata in un altro Stato.

MASTERCARDMASTERCARD
Le tariffe interbancarie «vengono scaricate direttamente sul consumatore finale, attraverso un incremento dei prezzi e delle tariffe che rappresenta una tassa occulta e va a discapito della collettività», lamenta il presidente di Codacons Carlo Rienzi che contento per la decisione di Bruxelles, coglie l' occasione per chiedere di «abolire del tutto» siffatte tariffe, visto che nell' era del digitale «le transazioni elettroniche non comportano praticamente costi per le banche».

Regola vuole che si possa fare ricorso alla Corte di giustizia dell' Ue contro le decisioni dell' antitrust comunitario, ma Mastercard non lo presenterà . Perché ha ammesso ciò di cui era stata sospettata, e perché si tratta di storia antica. «Questa decisione - commenta la società - si riferisce a pratiche storiche, copre un periodo di tempo limitato di meno di due anni e non richiede alcuna modifica delle attuali pratiche commerciali».

Fonte: qui

lunedì 21 gennaio 2019

A MESTRE IL CORTEO FUNEBRE ENTRA IN RITARDO AL CIMITERO E SCATTA LA MULTA ALLA VEDOVA



SENZA PIETÀ PER IL LUTTO, LA MUNICIPALIZZATA CHE GESTISCE IL CONTRATTO DI SERVIZIO HA APPLICATO ALLA LETTERA IL REGOLAMENTO COMUNALE DI POLIZIA MORTUARIA CHE PREVEDE IL PAGAMENTO DI…

Elisio Trevisan per www.ilgazzettino.it

FUNERALEFUNERALE
Il marito è mancato il giorno di Natale, il corteo è arrivato al cimitero, con parenti e amici, una ventina di minuti in ritardo. Veritas ha multato l’impresa di pompe funebri che a sua volta ha caricato i 70 euro della sanzione sul conto presentato alla signora, una psichiatra di Mestre. Non è tanto la cifra a pesare ma dover pagare una multa perché si arriva in ritardo alle esequie del marito.

Non basta il dolore della separazione? Il Regolamento comunale di Polizia mortuaria per i 16 cimiteri cittadini prevede da nove anni una “maggiorazione sepoltura in ritardo” che vale il 25% della tariffa per ritardi che superano i 15 minuti.

rissa funerale 8RISSA FUNERALE 
Non era quasi mai stato applicato forse perché ci si rendeva conto della delicatezza del momento che imporrebbe di non mettere ansia alle persone colpite dal lutto o ai preti perché accorcino la predica. Dopo aver avvertito, alla fine del 2017, dell’intenzione di attenersi al Regolamento, e dopo alcuni mesi di avvisi bonari , Veritas, che ha la gestione del contratto di servizio, da gennaio quando scatta il quarto d’ora dà la multa. E per i familiari è un pugno allo stomaco.

il corteo funebreIL CORTEO FUNEBRE
Veritas, quando un anno fa sono apparse le prime proteste, ha accusato le agenzie di pompe funebri di «applicare alle famiglie dei defunti costi notevolmente superiori rispetto a quelli previsti nel tariffario per i servizi cimiteriali» e alcune di loro di «non comportarsi come la situazione e le regole imporrebbero per collaborare con chi deve gestire le operazioni». E per gestire la situazione ha istituito un turno di operai in reperibilità.

SERVE UN ACCORDO
Il funerale del marito della psichiatra era in ritardo perché l’auto dell’agenzia di pompe funebri ha atteso, prima di entrare in cimitero, che parenti e amici trovassero parcheggio: non sarebbe stato appropriato andare ad aspettarli con la bara davanti al loculo, interrompendo il mesto corteo. Questo è uno dei motivi che portano a superare il quarto d’ora, poi ci sono il traffico, i parenti che si fermano fuori della chiesa a salutarsi e i parroci che ci mettono circa 45 minuti per dire la messa.

VERITAS MESTREVERITAS MESTRE
«Abbiamo detto a Veritas, se ha il coraggio, di inviare una lettera alle chiese perché accorcino la cerimonia. Ci ha risposto che non è sua competenza - racconta Fabio Pitzalus, responsabile delle Iof San Marco che hanno organizzato il funerale in questione -. Mentre noi imprese chiediamo un po’ di tolleranza come in passato, quando capita che ad essere in ritardo sia Veritas è sempre giustificata».

Le imprese di onoranze funebri avvisano nel contratto che c’è il pericolo di dover pagare la multa, «ma non ci sembra il modo corretto di agire. Sarebbe più opportuno, data la delicatezza della questione, sedersi attorno a un tavolo con Veritas e il Comune e discutere per trovare una soluzione condivisa che non pesi, economicamente e psicologicamente, su delle persone che hanno appena subito una grave perdita».

Fonte: qui

venerdì 23 settembre 2016

Multa ad Airbus, la guerra tra Usa e Ue continua

La World trade organization sanziona Airbus. Ma è chiaro che dietro l'organizzazione internazionale ci sono gli Usa, in aperta guerra con l'Ue

Ma a chi risponde il Wto? 

Chi sono i burattinai di questo carrozzone internazionale, l'Onu del commercio mondiale, la "World trade organization" che ha stangato il consorzio Airbus - pardon: preteso di stangare, perché chissà se e quando i sanzionati pagheranno pegno - contestandogli di aver intascato circa 22 miliardi di dollari in sussidi illegali per la costruzione di aerei da parte di Ue, Germania, Francia, Regno Unito e Spagna, e di aver violato così il regime di libera concorrenza con l'americana Boeing?

"Il Wto non è solo il comitato d'affari delle multinazionali. È stato pensato come la centrale di sviluppo del mondo. (...) Con una specifica. Gli Usa hanno aderito al Wto, ma, con norme di applicazione, si sono riservati una way-out, in caso di gravi pregiudizi alle loro industrie o di reiterate restrizioni di operatività. L'Europa ha invece aderito e basta!". Lo scrive Giulo Tremonti, ex ministro dell'Economia e fine polemista, nel suo "Rischi fatali" del 2005. È bene rileggersi queste righe per ricordare, in premessa, che il Wto è uno strumento voluto simmetricamente da America ed Europa, ma sostanzialmente pilotato dagli americani, padroni del campo oggi più che mai, dopo oltre un decennio di asimmetria economica a loro favore, con l'Europa ferma o recessiva e gli Stati Uniti al galoppo. Quindi al Wto comandano loro.

La premessa sembra banalizzante. ma chiunque abbia letto di diritto, internazionale in specie, sa che pretendere di entrare nei dettagli di questi contenziosi giuridici internazionali per trovarvi la "verità" non è solo difficile: è inutile, perché un bravo giurista vi rinvenirà sempre altrettante tesi a favore sia di una parte che di un'altra. 

Se in questo momento il Wto attacca l'Europa sull'Airbus - proprio mentre sempre davanti ai suoi uffici istruzione anche gli Stati Uniti sono sotto accusa per analoghi aiuti di Stato illeciti, sia pur più contenuti (5 miliardi) proprio alla rivale di Airbus, la Boeing - è solo per ragioni politiche. È perché le Autorithy indipendenti dal potere politico - anzi, meglio: dalla classe dirigente del Paese-guida - sono una chimera, un'illusione: non ci sono. E anche i vertici del Wto prendono ordini, se non direttamente dalla Casa Bianca, dalle lobby economiche che la ispirano.

La sanzione su Airbus conferma che l'Europa frammentata, insicura, economicamente lenta se non ferma, politicamente lacerata e sul punto di aggravare le spaccature sia sui temi sociali che economici che internazionali - welfare, sviluppo, occupazione, immigrazione, difesa - non fa più paura a nessuno. 

Non ha alcuna chance in questo momento di far prevalere il suo punto di vista nel conflitto commerciale ormai conclamato contro gli Usa. E vien da dire: meno male che non c'è ancora Donald Trump, con il suo piglio muscolare, a pilotare la corazzata americana.

Certo che gli Usa hanno bisogno del mercato europeo e dei suoi consumatori. Ma ne paventano la concorrenza a tutto campo che di quando in quando patiscono, e vogliono soffocarla. Qualunque diversa ed eufemistica definizione di questa contrapposizione è un'utopia. Certo, tra la proclamazione di una "multa" e il suo pagamento ne corre: questo vale ieri contro la Apple e oggi contro l'Airbus. Ma questa schermaglia, questa guerra dei nervi, queste minacce rituali reciproche dicono male, malissimo.

Otto anni di crisi finanziaria a matrice americana e otto anni di crescita asimmetrica della Cina rispetto al resto del mondo e ancora otto anni di destabilizzazione del mercato energetico sono altrettanti fattori di stress che non potevano che indebolire o vanificare i collaborazionismi economici. L'unico vantaggio è che oggi il mondo - per fortuna - pur avendo tante, troppe, sanguinose guerre "a capitoli", come dice il Papa, non ha più la valvola crudele della guerra mondiale. 

E incanala sull'economia la rivalità e l'odio che in due occasioni ha scaricato nel sangue. 

Meglio le opposte sanzioni e le ristrettezze economiche che guerre che comportano delle bombe atomiche. Ma comunque le società europee rischiano, purtroppo, di pagare a questa contrapposizione un prezzo complessivo ben più salato delle opposte multe... A causa proprio delle divisioni interne che hanno indebolito a livelli mai visti la capacità di dialettica internazionale dell'Unione nel suo insieme.

L'attacco americano sul caso Volkswagen, la rottura tedesca sul Ttip, la procedura europea contro la Apple per l'elusione fiscale e il take-over tedesco della Bayer sulla Monsanto, ora le sanzioni Usa su Airbus. Allacciamoci le cinture, il rally è solo agli inizi.


Fonte: qui