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mercoledì 18 dicembre 2019

L’INCREDIBILE STORIA DI UNA STUDENTESSA ITALIANA INFETTATA DALL’HIV IN LABORATORIO, DURANTE IL LAVORO PER LA TESI: L’INCIDENTE È AVVENUTO NELLA STRUTTURA DI UN CENTRO EUROPEO. E ORA LEI CHIEDE UN MAXI RISARCIMENTO

“MI ERANO STATI FATTI MANIPOLARE PEZZI DEL VIRUS. MA ERANO VIRUS CHE NON POTEVANO REPLICARSI, DETTI DIFETTIVI. IN TEORIA UN’OPERAZIONE SENZA RISCHI…” 
GLI STUDIOSI: “POTREMMO ESSERE DI FRONTE AL PRIMO CASO DI CONTAGIO CON UN VIRUS GENERATO IN LABORATORIO, TRASMESSO VIA AEROSOL”
Giovanni Viafora per www.corriere.it

virus hivVIRUS HIV
Ha contratto l’Hiv dove si credeva al sicuro: nel laboratorio di un’Università europea in cui stava svolgendo le ricerche per la tesi di laurea. Un incidente gravissimo, unico nel suo genere, che le ha distrutto la vita e la carriera. Ma oggi Federica, come chiameremo questa ragazza ferita, eppure così forte, alla fine di una battaglia straziante e solitaria durata quasi sette anni, ha deciso di portare in tribunale due Università, quella italiana e quella straniera, pretendendo un risarcimento milionario.

E per la prima volta, pur chiedendo di tutelare l’anonimato, di svelare la sua storia: «Lo faccio — afferma mentre è seduta nello studio del suo legale, l’avvocato Antonio Serpetti del foro di Milano — per tutti i giovani come me, che consegnano le loro vite nelle mani di chi dovrebbe tutelarle. Perché nessun altro sia costretto ad affrontare il mio calvario».
RICERCA IN LABORATORIORICERCA IN LABORATORIO
 La scoperta
Federica festeggia il Natale con la famiglia. E siccome è una donatrice di sangue, approfitta dei giorni di vacanza per fare il prelievo. «Ero felice — ricorda —, le feste trascorrevano meravigliosamente e con il mio ragazzo progettavamo il futuro». Poi, all’improvviso, l’incubo. «Il giorno di Santo Stefano mi chiama il medico dell’ambulatorio. Mi dice: sei sieropositiva. Il mondo mi crolla addosso».

Federica non ha nessuno dei fattori di rischio previsti; è sotto choc, ma non ci mette molto a capire. «Ripenso subito agli esperimenti che avevo fatto sette mesi prima mentre ero all’estero — dice —: mi erano stati fatti manipolare pezzi del virus. Ma erano virus che non potevano replicarsi, detti difettivi. In teoria un’operazione senza rischi».

virus hivVIRUS HIV
Il calvario
Federica, studentessa modello, si trova d’un tratto scoperta. Non capisce cosa sia accaduto, ha paura e intanto sente crearsi il vuoto attorno. «Il mio ragazzo, con cui stavo insieme da 6 anni, mi lascia. E io, a mia volta, mi chiudo in casa, sprofondando in uno stato di grave depressione».

Nonostante il peso, decide però di muoversi: la sfida è dimostrare che il contagio sia avvenuto davvero all’interno delle mura del laboratorio. Gli inizi tuttavia non sono consolanti: «Il primo medico a cui mi rivolgo non trova riscontri; mentre il precedente legale avvisa l’ateneo estero con una lettera in italiano, fatta tradurre in loco da un’altra studentessa, che semina il panico».

Ma Federica, ancora una volta, non demorde: cambia avvocato, rivolgendosi a quello attuale, Serpetti, e si affida ad uno dei centri più avanzati di ricerca in Italia per l’Aids, che, a sua volta chiama in causa il Laboratorio di Virologia dell’Università di Tor Vergata, a Roma. Di fronte al silenzio degli Atenei, partono le prime diffide per l’apertura assicurativa dell’incidente. E intanto cominciano le ricerche.

Lo studio
RICERCA IN LABORATORIORICERCA IN LABORATORIO
Ci vogliono altri cinque anni, però, per arrivare a trovare la strada, anni in cui Federica mantiene il segreto e intanto, con indicibile fatica, prova a costruirsi una vita parallela (oggi lavora, anche se è un’occupazione necessariamente di ripiego, rispetto alle sue potenzialità; e solo papà, mamma e alcuni ristretti amici conoscono la sua verità). Il virus che ha in corpo Federica, dicono i ricercatori, non è quello circolante tra gli uomini, ma è proprio identico a quello costruito in laboratorio.

Lo hanno scoperto grazie alla sequenza genetica. È un riscontro inoppugnabile. Già, ma resta la domanda, forse la più inquietante: come è stato possibile? Nel febbraio 2016 a Boston gli stessi ricercatori che hanno trovato la corrispondenza tra i virus, presentano il caso di Federica ad uno dei più importanti congressi scientifici del settore. Lo definiscono «disturbante».
hiv testHIV TEST

E lanciano l’allarme: «Potremmo essere di fronte – dicono – al primo caso di contagio con un virus generato in laboratorio». Nel mondo scientifico la notizia ha un impatto deflagrante. Nello studio completo, pubblicato nel 2017, di fronte al fatto che non si sarebbe verificato alcun incidente (come rottura di guanti, punture), si considera addirittura la choccante ipotesi di una trasmissione dell’hiv «via aerosol». È solo un’ipotesi, ma tutti in quei giorni ne parlano. Nessuno, invece, può sapere che dietro a quei numeri ci sono Federica e il suo dramma.

Sicurezza
«La verità – dice ora lei –, è che non ho idea di cosa possa essere accaduto. Da allora me lo chiedo tutti i giorni. L’unica certezza è che non dovevo essere esposta a un virus capace di replicazione». Ma quindi, chi ha sbagliato? «Lo dovrà stabilire il tribunale (quello di Padova, davanti al quale per competenza territoriale è stata depositata la causa, rivolta sia all’Ateneo di partenza che a quello ospitante, ndr). Ma la mia vita è stata distrutta. E c’è una cosa che continua a tormentarmi: nessuno preparò me e gli altri studenti che entrarono in quel laboratorio a quegli esperimenti. Non ricevemmo alcun corso, nessuna indicazione sulla sicurezza. Com’è possibile che ragazzi così giovani siano messi in tali condizioni?».
RICERCA IN LABORATORIORICERCA IN LABORATORIO

E qui la voce di Federica si incrina: «Purtroppo c’è un’altra cosa che mi ha fatto soffrire in questi anni, ovvero che nessuno si è mai fatto sentire con me. Né l’Università italiana, dove mi sono laureata con 110 e lode, né quella straniera dove è avvenuto l’incidente. Sapevano tutto, ma mai una parola o una telefonata: mi hanno lasciata sola. Per cui oggi, che chiedo finalmente che mi sia riconosciuta giustizia, ai rettori dico anche: non dimenticatemi e fate in modo che non accada mai più».

Fonte: qui

martedì 8 ottobre 2019

SCANDALO NELLE UNIVERSITÀ DI GHANA E NIGERIA: I PROFESSORI CHIEDEVANO SESSO IN CAMBIO DI BEI VOTI

ESPORTIAMO IN AFRICA LE NOSTRE MIGLIORI ABITUDINI 
LE STUDENTESSE VENIVANO RICATTATE E MOLESTATE SESSUALMENTE PER OTTENERE VOTI MIGLIORI E PROGRAMMI DI TUTORAGGIO 
LA STORIA DI UNA RAGAZZA ABUSATA PER DIVERSI ANNI DA UN DOCENTE CHE LE HA POI DETTO DI VOLERLA “PASSARE” A UN COLLEGA 



sesso in cambio di bei voti nelle universita africane 3SESSO IN CAMBIO DI BEI VOTI NELLE UNIVERSITA AFRICANE
Si sono finte studentesse e hanno registrato i ricatti dei prof: chiedevano sesso in cambio di bei voti. Le reporter di  BBC Africa Eye hanno rivelato quanto accadeva in due università di Nigeria a Ghana. Ragazze ricattate e molestate sessualmente per ottenere voti migliori e programmi di tutoraggio. La notizia è riportata dalla testata “Premium Times”, a cui BBC ha fornito una visione del documentario e un'intervista con Kiki Mordi, principale giornalista di questo lavoro investigativo, durato un anno.
sesso in cambio di bei voti nelle universita africane 5SESSO IN CAMBIO DI BEI VOTI NELLE UNIVERSITA AFRICANE 

Le indagini della squadra di Africa Eye si sono concentrate su due delle principali università dell'Africa occidentale, quella di Lagos, in Nigeria, e quella del Ghana, ad Accra, per scoprire come le proposte di sesso in cambio di bei voti abbia lasciato per anni diverse vittime traumatizzate.

Attraverso l'uso di telecamere segrete, quindi, giornaliste sotto copertura hanno registrato le parole di quattro docenti, appartenenti a entrambe le istituzioni universitarie, intenti a molestarle sessualmente. Forse il caso più inquietante dei quattro documentati, come rivela ancora Premium Times, è stato quello di B.I. docente senior presso la Facoltà di Lettere dell'Università di Lagos, che ha cercato di ricattare sessualmente una giornalista che si fingeva diciassettenne in cerca di ammissione all'università.
sesso in cambio di bei voti nelle universita africane 4SESSO IN CAMBIO DI BEI VOTI NELLE UNIVERSITA AFRICANE 

In base  alle leggi dello stato di Lagos, dove l'età del consenso è di 18 anni, Igbenedu, che è anche pastore della Foursquare Gospel Church, una chiesa con oltre 8 milioni di membri in tutto il mondo, è dunque un pedofilo. Il documentario, visibile al link https://www.youtube.com/watch?v=we-F0Gi0Lqs , include anche un'intervista con una delle ex studentesse di Igbenedu, abusata per diversi anni dall'accademico che le ha poi detto di volerla «passare» a un altro docente dopo aver fatto sesso con lei. 'Premium Times' ha intervistato la giornalista dell'indagine K. M., a sua volta vittima di molestie sessuali per due semestri nel periodo universitario.

sesso in cambio di bei voti nelle universita africane 6SESSO IN CAMBIO DI BEI VOTI NELLE UNIVERSITA AFRICANE 
Alla richiesta su cosa speri di ottenere con questo documentario, ha risposto: «Che sia una voce per le ragazze senza voce. Qualcuno come me un paio di anni fa non aveva nessuno che potesse difenderla. Vedo un nuovo impegno e sono fiduciosa che il documentario possa stimolare un cambiamento». La giornalista ha ammesso che lavorare a questa inchiesta non è stato facile: «Ho dovuto subire affronti personali, ma è stato necessario. Ne sono uscita rinnovata.. Dovevo solo ricordare a me stessa di essere una donna e di esserci già passata in quella realtà», ha detto la giornalista.

Fonte: qui

mercoledì 2 ottobre 2019

Lo scandalo per l'ammissione al secondo genitore al college ottiene quattro mesi di prigione

Devin Sloane, uomo d'affari californiano, è ora il secondo genitore condannato al carcere per aver partecipato al più grande scandalo di ammissione al college negli Stati Uniti, secondo Reuters . Sloane è stato accusato di aver offerto tangenti per aiutare suo figlio a entrare in una prestigiosa università e accusato di frode. 
Il 53enne Sloane è stato condannato a quattro mesi di prigione e gli è stato anche ordinato di pagare una multa di $ 95.000 ed eseguire 500 ore di servizio alla comunità. 
Sloane ha detto che voleva fare ciò che era meglio per suo figlio, dicendo alla corte:  "Non ci sono parole per giustificare il mio comportamento".
Si era dichiarato colpevole di un conteggio di cospirazione per commettere frodi postali e un conteggio di frodi postali con servizi onesti. 
La condanna di Sloan è stata significativamente più dura della pena detentiva di 14 giorni data all'attrice vincitrice del premio Emmy Felicity Huffman , che abbiamo  riportato  all'inizio di questo mese.
Huffman è stato multato per $ 30.000 e gli è stato ordinato di eseguire 250 ore di servizio alla comunità.
Più di 50 persone sono state accusate del regime in cui i genitori benestanti sono stati accusati di offrire tangenti e altre forme di frode per garantire l'ammissione a diverse università per i loro figli. Le scuole in questione includevano nomi come USC, Georgetown, Stanford e Yale, tra gli altri.
Quindici genitori in totale si sono dichiarati colpevoli dello scandalo.
Sloan rimarrà libero su obbligazioni ed è stato ordinato di presentarsi all'Ufficio delle Prigioni il 3 dicembre. A maggio, abbiamo riferito che Sloane è stato accusato di pagare la mente dello scandalo William "Rick" Singer $ 250.000 per aiutare suo figlio maggiore ad ottenere l'ammissione all'USC come presunta recluta per la squadra di pallanuoto della scuola.
Fonte: qui

domenica 15 settembre 2019

TANGENTI AI COLLEGE, PER L’ATTRICE FELICITY HUFFMAN 14 GIORNI DI CARCERE

PRIMA SENTENZA DOPO LO SCANDALO. 
POLEMICHE SUL PROCESSO. 
L’ATTRICE DI “DESPERATE HOUSEWIVES” IN TRIBUNALE SI E’ RIVOLTA ALLA FIGLIA: “MI VERGOGNO, SONO STATA UNA STUPIDA. MERITO UNA PUNIZIONE” 
IL PROCURATORE AVEVA CHIESTO UN MESE DI CARCERE.
Giuseppe Sarcina per corriere.it

felicity huffman 7FELICITY HUFFMAN 
Prima sentenza, molto, forse troppo leggera, per uno scandalo che ha indignato l’opinione pubblica americana. Il giudice Indira Talwani, della Corte di Boston, ha condannato l’attrice Felicity Huffman a 14 giorni di prigione, più un’ammenda di 30 mila dollari, un anno di libertà vigilata e 250 ore di servizio sociale. Il procuratore aveva chiesto almeno un mese di carcere.

Si può tranquillamente concludere, quindi, che gli avvocati della star milionaria di Casalinghe Disperate, 56 anni, siano riusciti a contenere il danno per la loro cliente. E, inevitabilmente, il pensiero va alle centinaia di migliaia di imputati, specie se afroamericani, sprovvisti di mezzi e condannati a pene più pesanti per reati equiparabili, se non più lievi.

Huffman era stata arrestata nel marzo scorso nell’ambito di un’inchiesta che aveva portato alla luce una rete di corruzione costruita da William Singer, un faccendiere che con la copertura di una società di consulenza scolastica, chiamata Key, e una fondazione non profit, incassava tangenti da genitori facoltosi, tra i quali le attrici Huffman e Lori Laughlin. In cambio garantiva l’accesso dei figli alle Università più prestigiose, truccando i test di ammissione, corrompendo i funzionari degli atenei e persino gli allenatori in modo da far passare per atleti formidabili anche ragazzi e ragazze dalle mediocri performance sportive. In totale gli imputati sono 51.
felicity huffman 6FELICITY HUFFMAN 

Quello di Felicity è il primo caso a essere giudicato. La popolare attrice, premiata con un Emmy Award, aveva già confessato nel maggio scorso di aver allungato 15 mila dollari a Singer per «aggiustare» la prova della sua primogenita Sophia. Ieri in aula, nell’ultimo momento utile per appellarsi al giudice, ha provato a giustificarsi così, rivolgendosi proprio alla figlia: «L’unica cosa che posso dire è che mi dispiace Sophia. Ero così spaventata; sono stata una stupida e mi vergogno profondamente per quello che ho fatto. Ho procurato più danno di quanto avessi immaginato. Adesso vedo tutte le cose che mi hanno portato su questa strada, ma nessuna di queste conta, perché io avevo una scelta, avrei potuto dire semplicemente “no”. Sono pronta ad assumermi pienamente la responsabilità e penso che meriterò qualunque punizione mi verrà inflitta».

felicity huffman 4FELICITY HUFFMAN 
I suoi legali, però, hanno lavorato a fondo per circoscrivere «la punizione», sostenendo che Felicity non meritasse il carcere e proponendo, invece, un anno di libertà vigilata e una multa di 20 mila dollari. Dall’altra parte il sostituto procuratore Eric Rosen aveva iniziato la sua breve requisitoria così: «con tutto il rispetto per l’accusata, dico: benvenuta nel club dei genitori, un mestiere terrificante, stressante, esautorante». Conclusione: «In questo caso il carcere è necessario perché chiarisce che qui stiamo parlando di un vero crimine, che ha procurato un vero danno. Dobbiamo rinforzare il principio vitale che tutti sono soggetti alla legge, senza riguardo della loro ricchezza o della loro posizione». La Corte ha dimezzato la richiesta: due settimane dietro le sbarre. Fuori è già polemica.

Fonte: qui

martedì 3 settembre 2019

La strategia di difesa di Lori Loughlin nello scandalo delle ammissioni al college è trapelata

La difesa di Lori Loughlin nello scandalo delle ammissioni al college ha iniziato a fuoriuscire. Loughlin è l'imputato di più alto profilo nello scandalo di non accontentarsi del governo o di accettare un patteggiamento, invece di scegliere di mantenere la propria posizione e combattere le accuse mosse contro di lei. 
E ora, Bloomberg riferisce che  l'attrice e suo marito, il designer Massimo Giannulli, sosterranno che hanno fatto donazioni, non tangenti, all'Università della California del sud. L'avvocato della coppia, William Trach di Latham e Watkins, ha sostenuto che ci sono "prove zero" di corruzione durante un'audizione presso il tribunale federale di Boston martedì. 
Nonostante ciò, i pubblici ministeri sostengono che Loughlin e suo marito hanno corrotto l'ex assistente regista di atletica leggera Donna Heinel attraverso pagamenti a fondi che controllava e pagavano tangenti che erano state incanalate attraverso un'organizzazione benefica istituita da William "Rick" Singer, la mente dello scandalo di ammissione, al fine di portare le loro figlie in USC.
Come Loughlin, anche Heinel si è dichiarato non colpevole. La difesa sosterrà che la coppia stava semplicemente sostenendo l'organizzazione benefica, chiamata Key Worldwide Foundation, che è un gruppo non profit registrato che ha dato "donazioni legittime" per sostenere opportunità per studenti svantaggiati. 
I pubblici ministeri hanno ribattuto martedì che entrambi i coniugi erano a conoscenza del piano da $ 500.000 per corrompere i dipendenti dell'USC e hanno insinuato che le prove erano più forti contro Giannulli, sollevando dubbi sulla solidità di una difesa comune. Il vice procuratore generale Eric Rosen ha dichiarato al giudice: "In questo caso, credo che le prove qui siano un po 'più impegnative rispetto ad alcuni degli altri imputati marito e moglie che abbiamo trattato".
Rosen ha accennato a uno scontro tra Giannulli e un consulente di orientamento del liceo della California che ha affermato di essere sospettoso dopo aver appreso che entrambe le figlie, che non erano vogatori, avevano vinto l'ammissione all'USC come reclute per il team dell'equipaggio. " Ovviamente questo sarà un evento importante nel caso del governo", ha detto Rosen. 
Alla domanda se comprendessero i rischi connessi alla doppia rappresentanza, sia Loughlin che Giannulli affermarono di averlo fatto e rinunciarono ai loro diritti di procuratori legali separati. L'avvocato di Loughlin e Giannulli ha affermato che "si tratta di una questione di ciò che sanno su ciò che il signor Singer potrebbe o non potrebbe aver fatto con la Key Worldwide Foundation e rispetto ai dipendenti della USC".
Il governo ha già accusato 34 genitori dello scandalo, 15 dei quali si sono già dichiarati colpevoli di frode. Il maestro William "Rick" Singer ha ammesso di aver guidato il ring e si è dichiarato colpevole di accuse di racket, oltre a collaborare con l'accusa.
Fonte: qui

domenica 1 settembre 2019

DORMIRE POCO FA MALE? NON A TUTTI!

I RICERCATORI DELL’UNIVERSITÀ DI SAN FRANCISCO HA SCOPERTO L’ESISTENZA DI UN GENE CHE PERMETTE DI FARE 2 ORE IN MENO DI SONNO EVITANDO I DANNI COLLATERALI COME L’INSORGENZA DI MALATTIE CARDIOVASCOLARI O TUMORI 

LA SCOPERTA POTREBBE ESSERE APPLICATA NELLO SVILUPPO DI NUOVI FARMACI, MA…


sonno e risvegli 7SONNO E RISVEGLI 
Nella rivista Neuron è stato pubblicato il risultato di una ricerca sensazionale, condotta dai ricercatori dell'Università della California di San Francisco. L'equipe medica ha scoperto l'esistenza di un gene che permette di dormire meno della media, evitando i danni collaterali del poco sonno, quali le malattie cardiovascolari e i tumori.
la luce blu di smartphone e tablet causa disturbi del sonno 1LA LUCE BLU DI SMARTPHONE E TABLET CAUSA DISTURBI DEL SONNO
"E’ strano il fatto che sappiamo così poco del sonno, dato che una persona trascorre in media un terzo della propria vita a letto", afferma Louis Ptácek, neurologo e autore senior dell’articolo. "Questa ricerca rappresenta una nuova entusiasmante frontiera che ci permetterà di studiare la complessità dei circuiti nel cervello e i diversi tipi di neuroni che contribuiscono al sonno e alla veglia". I ricercatori hanno studiato la genetica del ritmo circadiano, di famiglie i cui membri sono tutti ‘scarsi dormitori’, e hanno individuato nel loro DNA il gene che permette loro di vivere tranquillamente, con solo 6 ore di sonno.
Louis PtacekLOUIS PTACEK
Per individuare il gene Adrb1, questo il nome, sono stati condotti degli studi di collegamento genetico e sequenziamento dell’intero esoma. Questo ha permesso di rivelare una variante nuova e molto rara. I ricercatori hanno quindi condotto una serie di esperimenti sui topi portatori di una versione mutata di questo gene.
I topi con questo gene dormivano in media 55 minuti meno di quelli normali, mentre nell'essere umano, i portatori del gene dormono in media 2 ore in meno. Ying-Hui Fu, genetista dell’Ucsf, ha spiegato che la scoperta potrebbe avere applicazione nello sviluppo di nuovi farmaci in grado di regolare il sonno e la veglia. "Il sonno è una delle cose più importanti che facciamo“, afferma. “Non dormire a sufficienza è legato a un aumento dell’incidenza di molte condizioni, tra cui il cancro, i disturbi autoimmuni, le malattie cardiovascolari e l’Alzheimer". 
Fonte: qui

giovedì 4 luglio 2019

IL TRUCCO C’E’ E SI VEDE! - SCANDALO UNIVERSITÀ DI CATANIA: SI DIMETTE IL RETTORE, OCCUPATI I SUOI UFFICI

BASILE SCRIVE AL MINISTRO BUSSETTI: "DECISIONE SOFFERTA, MA HO RISPETTO PER L'ISTITUZIONE" 

GLI STUDENTI CHIEDONO GARANZIE SULLE CONSEGUENZE DELL'INCHIESTA SUI CONCORSI TRUCCATI 

L'INDAGINE HA COINVOLTO 66 PERSONE, TRA CUI 60 DOCENTI DI 14 ATENEI ITALIANI
CLAUDIO REALE per repubblica.it
FRANCESCO BASILEFRANCESCO BASILE

In una lettera inviata questa mattina al ministro dell'Istruzione Marco Bussetti, Francesco Basile ha rassegnato le dimissioni dalla carica di rettore dell'Università di Catania, che ricopriva dal febbraio 2017. Basile era stato sospeso dalla funzione, insieme al suo predecessore e ad altri otto professori, su decisione del gip etneo, nell'ambito dell'inchiesta "Università bandita", che ha svelato un sistema diffuso di concorsi truccati;
un'indagine che ha coinvolto 66 persone, tra cui 60 docenti di 14 atenei italiani.

"A seguito della nota vicenda giudiziaria avviata dalla procura della Repubblica di Catania che vede coinvolti, in qualità di indagati, numerosi docenti dell'Università di Catania ed anche me, in qualita' di rettore - ha scritto Basile al ministro Bussetti - ho avuto modo di riflettere profondamente sulle decisioni più opportune da prendere per il bene dell'ateneo.
CONCORSO UNIVERSITARIOCONCORSO UNIVERSITARIO

Con lo stesso spirito di servizio che ha contraddistinto il mio mandato e per il rispetto e la considerazione che ho sempre manifestato per il ruolo che ricopro e nei confronti della magistratura, ritengo doveroso rassegnare le mie dimissioni dalla carica di rettore dell'Università di Catania".

Una decisione che Basile definisce "sofferta", ma che viene assunta "per la tutela dell'istituzione, dei docenti, dei dirigenti e del personale universitario che sento a me particolarmente vicini in questo momento e per garantire agli studenti serenità nel loro percorso di studio. Infine - precisa - ritengo che, spogliandomi del ruolo istituzionale, potrò con maggiore libertà e incisività e senza condizionamenti esterni, dimostrare la mia assoluta estraneità ai fatti che mi vengono contestati".

FRANCESCO BASILEFRANCESCO BASILE
Questa mattina, intanto, gli studenti di Mua, Coordinamento universitario, Link e Fgc hanno occupato il rettorato: "Alle 17 - annuncia uno degli attivisti, Giovanni Manganaro - terremo un'assemblea pubblica, alla quale abbiamo chiesto la presenza del direttore generale dell'ateneo, Candeloro Bellantoni".

Gli studenti chiedono garanzie sulle conseguenze dell'inchiesta. "Innanzitutto - dice Manganaro - i vertici dell'ateneo devono smentire pubblicamente quello che sembra emergere dai documenti dell'indagine: l'università non può essere un luogo d'élite, gestito ad esclusivo uso e consumo di alcune famiglie. Bisogna ribadire la centralità degli studenti all'interno dell'università, ma soprattutto bisogna che i vertici dell'ateneo ci garantiscano che questa indagine non intacchi la vita degli studenti". Venerdì mattina, all'assemblea che ha posto all'ordine del giorno questi primi punti, hanno partecipato circa 100 universitari.
marco bussetti 1MARCO BUSSETTI 

Il caso è esploso appunto venerdì. Sotto inchiesta ci sono fra gli altri l'ormai ex rettore Basile, i suoi predecessori Giacomo Pignataro e Antonino Recca, l'ex procuratore di Catania Vincenzo D'Agata e numerosi professori universitari attualmente in servizio nell'ateneo della città etnea: secondo l'inchiesta della Procura di Catania una "cricca" avrebbe controllato l'esito di 23 concorsi per i docenti universitari, stabilendo a monte chi dovesse vincerli.

Fonte: qui

Concorsi truccati nelle università: i nomi di tutti gli indagati

Ecco i nomi delle 66 persone coinvolte nell'inchiesta della procura di Catania

Ecco i nomi dei 62 indagati dell’inchiesta ‘Università bandita’ ordinata dalla procura di Catania: 

Salvatore Cesare Amato (Unict), Massimo Antonelli (UniRoma), Marinella Astuto (Unict), Pietro Baglioni (UniFirenze), Laura Ballerini (Sissa Trieste), Antonio Barone (Unict), Giuseppe Barone (Unict), Francesco Basile (rettore Unict), Alberto Bianchi (Unict), Antonio Giuseppe Biondi (Unict), Paolo Cavallari (UniMilano), Michela Maria Bernadette Cavallaro (UniCt), Giovanna Cigliano (UniNapoli), Umberto Cillo (UniPd), Giorgio Conti (La Cattolica Roma), Agostino Cortesi (UniVe), Velia Maria D’Agata (Unict), Enzo D’Agata, Stefano De Francisci (UniCz), Francesco Saverio De Ponte (UniMessina), Santo Di Nuovo (Unict), Francesco Di Raimondo (Unict), marcello Angelo Alfredo Donati (Unict), Filippo Drago (Unict), Alessia Facineroso (Unict), Santi Fedele (UniMessina), Enrico Foti (Unict), Giovanni Gallo (Unict), Anna Garozzo (Unict), Eugenio Gaudio (UniRoma La Sapienza), Maria Giordano (Unict), Sebastiano Angelo Granata (Unict), Salvatore Giovanni Gruttadauria (Unict), Calogero Guccio (Unict), Alfredo Guglielmi (UniVr), Giuseppina La Vecchia (UniChieti-Pescara), Giampiero Leanza (Unict), Massimo Libra (Unict), Giancarlo Magnano di San Lio (Prorettore Unict), Luigi Vincenzo Mancini (UniRoma La Sapienza), Claudio Marchetti (UniBologna), Massimo Mattei (UniRomaTre), Paolo Mazzoleni (Unict), carmelo Giovanni Monaco (Unict), Maura Monduzzi (UniCagliari), Marco Montorsi  (Rettore Humanitas Rozzano), Giuseppe Mulone (Unict), Paolo Navalesi (UniCz), Matteo Giovanni Negro (Unict), Ferdinando Nicoletti (Unict), Karl Jurgen Oldhafer (Barmbek Asklepios Hospital Amburgo), Giuseppe Pappalardo (Unict), Pietro Pavone (Unict), Roberto Pennisi (Unict), Vincenzo Perciavalle (Unict), Giacomo Pignataro (Già rettore Unict), Giovanni Puglisi (Unict), Stefano Giovanni Puleo (Unict), Maria Alessandra Ragusa (Unict), Antonino Recca (già rettore Unict), Romilda Rizzo (Unict), Salvatore Saccone (Unict), Giovanna Schillaci (Unict), Giuseppe Sessa (Unict), Luca Vanella (Unict) e Giuseppe Vecchio (Unict). 

Fonte: qui

sabato 29 giugno 2019

LA CLASSE DIRIGENTE

Università, indagati 40 docenti per concorsi truccati: sospeso rettore di Catania –

Concorsi universitari truccati, i pm: «C’era un metodo paramafioso»

Per il rettore Francesco Basile e altri 9 professori era stato richiesto l’arresto ma il gip ha concesso solo la sospensione dal servizio. Altri 40 docenti di vari atenei italiani indagati

“….„Sospensione dal servizio per il rettore dell’Università di Catania e per nove docenti (con posizioni importanti all’interno dei dipartimenti) ritenuti – a vario titolo responsabili – dei reati di associazione a delinquere, corruzione, turbativa d’asta-  […] „Nel procedimento sono complessivamente iscritti 40 professori delle Università di Bologna, Cagliari, Catania, Catanzaro, Chieti-Pescara, Firenze, Messina, Milano, Napoli, Padova, Roma, Trieste, Venezia e Verona.“
[…]  

„L’operazione della Digos, denominata “Università Bandita”, ha consentito di accertare l’esistenza di 27 concorsi truccati: 17 per professore ordinario, 4 per professore associato, 6 per ricercatore. Tra i nomi degli arrestati, spiccano quelli di Giuseppe Sessa(Medicina), Filippo Drago (Medicina),  Carmelo Monaco (Agraria), Giancarlo Magnano di San Lio (Filosofia).“

Ed ecco come si parlavano tra loro: “
Vediamo chi sono questi stronzi che dobbiamo schiacciare…”, diceva un professore indagato riferendosi agli altri candidati, parlando con un candidato che “doveva” vincere. In un’altra intercettazione uno degli indagati pronuncia la frase: “Hanno pestato la merda ora se la piangono”, commentando l’operato di un candidato che aveva presentato ricorso, che sarebbe stato minacciato di ritorsioni nei confronti della moglie, che non avrebbe mai – queste le minacce – più fatto parte di una commissione”
Un senso di stanchezza profonda prende, nemmeno si è capaci di commentare più. Cosa vuoi dire quando non mafiosi  venuti dal basso, non camorristi  della feccia sottoproletaria, o pastori sardi usi all’ abigeato, ma  rettori di università e docenti  vengono beccati ad agire come una banda organizzata di delinquenti per spartirsi  cattedre e i relativi grassi stipendi. Oltretutto in fondo l’abbiamo sempre saputo, che in Italia (specie nel Sud, anche se non solo) le cattedre universitarie  se le dividono così da  sempre, che truccare i concorsi è  una consuetudine.
Il punto è che il giorno prima  abbiamo appreso dell’orribile vicenda degli affidi presso Reggio Emilia, con false accuse di pedofilia e incesto a genitori innocenti  per strappar loro i figli e darli a gente che ci  lucrava – e anche ogni tanto stuprava i bambini.  Leggo di un papà che hanno fatto condannare a 11 anni di  galera , innocente.  E mica erano pastori sardi o camorristi analfabeti:  il direttore generale della AUSL Fausto Nicolini –  che è medico, assistenti sociali e  noti  psicoterapeuti laureati, un avvocato..
E  qualche settimana fa,  giudici e procuratori dell’organo di  autogoverno della Magistratura che si spartiscono sedi, tramano per difendersi dalle indagini, si pugnalano alle spalle,  fanno combutta con politici (del PD), e a vantaggio  l’uno dell’altro violano dozzine  di leggi  – quelle leggi che dovrebbero difendere.
Troppi casi in così pochi giorni.  Per non avere la sensazione di un quadro totale. Nel giro di pochi giorni  abbiamo visto che  le nostre “classi dirigenti”  vincitrici di concorsi pubblici e pagate con ottimi stipendi pubblici,   hanno  trasformato i rispettivi settori in  omologhi di Cosa Nostra. Non si tratta qui solo di magistrati o docenti universitari, o assistenti sociali per l’infanzia, scarsamente preparati; si tratta di personalità  ai  vertici del sistema pubblico che manifestano  la forma mentis di malviventi, che si sanno appartenenti ad una cosca  della malavita organizzata. Stesso eloquio,  stessa postura di disprezzo verso il mondo esterno, stessa violenza verbale, stessa abitualità a commettere reati, e mancanza di vergogna.
E’ un fenomeno che, credo, non ha eguali nel mondo.  Cerco  di ricordare cosa dovrebbero avere, per essere classe dirigente.   Orgoglio professionale per le conoscenze guadagnate nel loro settore, a giudizio dei pari e senza trucchi.  Dignità personale gelosa, che si riflette anche nel linguaggio controllato, tecnicamente preciso,  colto e urbano. Ambizione e sforzo   orgoglioso di mantenere  degni dell’alta funzione  Senso del dovere verso  la comunità che li ha elevati a posti di prestigio, inseparabile dalla coscienza che la propria dignità consiste in questo servizio. Consapevolezza delle responsabilità che  hanno assunto in quei posti di potere,  rispetto per le funzioni che esercitano, senso dello Stato o di patria e  quindi, almeno ogni tanto, riferimento ad una idea del bene comune.
Abbiamo visto il contrario: egoismi, particolarismi feroci, bassezza; omertà,  trucchi  sleali,  viscida ineleganza,  nessuna  idea che ai grossi stipendi pubblici che percepiscono devono corrispondere con qualche tipo di attività degna e ben fatta. No, come  criminali, i soldi  che arraffano dallo Stato li considerano a fondo perduto –e  non si fanno  scrupolo  di aumentarseli in modi illegali.
Il denominatore comune a queste diverse cosche dei vertici dirigenziali,  sono appunto gli stipendi pubblici. I più  alti d’Europa  a  parità di funzioni.  .
Questa marcescenza ai vertici delle  funzioni pubbliche,  questa  occupazione di cattedre e di procure, di alte cariche di Stato, da parte non di  “normali” parassiti inadempienti ma di mafie e racket  attivissime   costituiti in oligarchie inamovibili, è un fenomeno che, credo, non ha eguali nel mondo civile –  e  l’evidente causa della decadenza verso l’inciviltà  il non-diritto, la non-cultura, l’analfabetismo di ritorno e la sporcizia morale  del  popolino. La funzione de-moralizzante  (nel senso proprio: di  rendere immorali) gli strati inferiori della società, quelle che Gad Lerner chiama “le classi subalterne”,  è un effetto diretto della  mancata esemplarità dei superiori: se i docenti, i medici, i rettori, i procuratori  sono questi,  la volgarità di Salvini  o di Grillo,  le violazioni della normale buona educazione , le micro-criminalità corpuscolari,  l’abbandono  scolastico come dei rifiuti  per strada, anche i graffiti sui muri che bruttano ogni angolo,  muro esterno saracinesca delle nostre città e agli occhi dello straniero ne fanno dei Bronx pericolosi,  ne sono la conseguenza  ultima.
Dovrebbe suonare l’allarme generale, e  invece silenzio. Sullo scandalo immane dei magistrati malavitosi, non più  una ulteriore intercettazione né alcuna discussione. Come ad un segnale ricevuto; le ultime informazioni risalgono al 7 giugno, poi più niente.  Se  ciò viene da una moral suasion dall’alto, non so. Se lo è, è censura, repressione, chiara volontà da parte dell’oligarchia  malavitosa di mantenersi qual è. Indegna.
Da qui una profonda stanchezza, cari lettori.
Maurizio Blondet
Fonte: qui

“VEDIAMO CHI SONO QUESTI STR**** CHE DOBBIAMO SCHIACCIARE!” - L’INCHIESTA SUI CONCORSI PILOTATI ALL’UNIVERSITÀ DI CATANIA, SVELA UN SISTEMA CHE LA PROCURA DEFINISCE “PARAMAFIOSO” 
IL "METODO" DEL RETTORE FRANCESCO BASILE: “ALLA FINE QUI SIAMO TUTTI PARENTI…” 
TRA GLI INDAGATI ANCHE IL RETTORE DE “LA SAPIENZA”, EUGENIO GAUDIO E L'EX PROCURATORE DI CATANIA VINCENZO D'AGATA...
Alfio Sciacca per il “Corriere della sera”

«Ne ho uno al giorno che viene per un problema di parentela o di... perché alla fine qua siamo tutti parenti l'Università nasce su una base cittadina abbastanza ristretta, una specie di élite culturale della città perché fino adesso sono sempre quelle le famiglie». Era questa l'idea che aveva del suo ateneo il rettore Francesco Basile. Sembrano le parole di un personaggio dei «Viceré» che, guarda caso, sono ambientali proprio in quel Monastero dei Benedettini che oggi è una delle sedi dell' università di Catania.

zuccaroZUCCARO
Spiega così le logiche «familistiche» che governano la scelta dei docenti in una delle intercettazione della Digos, nonostante la sua prima preoccupazione appena insediatosi, nel febbraio 2017, fosse stata un'accurata bonifica del suo ufficio da eventuali microspie. Come se il nuovo rettore, 62 anni, ordinario di Chirurgia e una quotidianità in sala operatoria, dovesse temere orecchie indiscrete. Forse aveva tanto da nascondere.
A cominciare dalla gestione dei consigli di amministrazione che si svolgevano con «sistemi bulgari» e le indicazioni di voto fatte circolare attraverso «pizzini» perché «io non posso chiamare al telefono, non è illegale ma...».
FRANCESCO BASILEFRANCESCO BASILE

Cautele che non sono state sufficienti ad evitare che il marcio venisse a galla svelando un sistema che il pm Raffaella Vinciguerra definisce «paramafioso», mentre il procuratore Carmelo Zuccaro parla di «desolante e squallido quadro criminale». Un contesto di tale gravità che la Procura aveva chiesto l'arresto per il rettore e nove docenti con l'accusa di associazione a delinquere, corruzione e turbativa d' asta. Il Gip ha però accolto solo la richiesta di sospensione dai loro incarichi.

EUGENIO GAUDIOEUGENIO GAUDIO




Un «sistema sommerso con a capo il rettore» nella gestione dell' ateneo e in particolare per la selezione dei docenti «al di là di meriti e competenze». Non c'era scambio di denaro o altro, ma un rapporto di mutua assistenza per garantire il perpetuarsi della solita élite e delle solite famiglie. Rimessi in discussione gli esiti di 27 concorsi (17 per ordinario, 4 per associato e 6 per ricercatore) «costruiti con metodi sartoriali, decidendo a priori chi doveva vincere».

Fondamentale in tal senso il ruolo delle commissioni esaminatrici, spesso integrate da docenti di altri atenei. Forse questo spiega (oltre ai 46 di Catania) i 20 indagati nel resto d'Italia. Tra questi spiccano nomi di primissimo piano come il rettore de La Sapienza Eugenio Gaudio, il noto chirurgo padovano Umberto Cillo, e il rettore dell'Humanitas di Rozzano, Marco Montorsi.
Umberto CilloUMBERTO CILLO

Buona parte dei venti docenti non sanno nemmeno di essere indagati e preferiscono non fare alcun commento in attesa di capire meglio. Molto più circostanziata e grave la posizione dei dieci docenti sospesi a Catania. Seguivano logiche ferree. «Io mi sono rotto il c... per te - dice un prof - ora vieni incontro a me e vai in quella commissione». Per pilotare i concorsi veniva utilizzato ogni escamotage: «Se serve limitiamo il numero delle pubblicazioni».

Uccio BaroneUCCIO BARONE
E se poi c' erano troppi idonei la soluzione la forniva l'ex direttore del dipartimento di Scienze Politiche Uccio Barone; «Io mi faccio dare tutto l' elenco e vediamo chi sono questi str... che dobbiamo schiacciare!». Storico, con un passato nel Pd, Barone ha uno sterminato elenco di pubblicazioni, compresa una sul «Tramonto dei Gattopardi». Ieri è stato l' unico a parlare: «Sono all' estero, immagino le palate di fango. Ma resto sereno». Forse non sa che tra i concorsi su cui si indaga c' è anche quello del figlio Antonio, giovanissimo ordinario di Diritto amministrativo a Economia e Commercio.
Nell' elenco degli indagati sono finiti persino l' ex procuratore di Catania Vincenzo D' Agata e la figlia, docente di prima fascia.

Fonte: qui